Zelig versus Monty Python

4 gen

 

Monty Python

Gli inglesi hanno avuto i Monty Python, quindi il Flying Circus, da cui ha preso il volo un regista come Terry Gilliam, e film di culto come Brian di Nazaret, il Senso della vita  e, quindi, una comicità geniale apprezzata in tutto il mondo; in Italia, più tardi, abbiamo avuto Gino & Michele, Giancarlo Bozzo, Carlo Turati, una macchina commerciale di pezzi televisivi che, come popolarità, non ha mai superato il Canton Ticino.

Parafrasando Carmine Faraco: la domanda è “Pecché?”. Perché questa differenza spropositata di qualità? Eppure Zelig/Bananas ha potuto attingere dalla più grande spremuta di creatività mai realizzata prima d’ora.

Recentemente è uscita, per Sagoma Editore, l’autobiografia dei Monty Python, con interviste multiple ai protagonisti recuperando anche le memorie del defunto Graham Chapman. Basta citare un breve passaggio, in cui Michael Palin ricorda come nasceva il loro tipo di comicità:  

“E’ molto difficile quando si tratta di una cosa che ti fa ridere, perché non puoi costruirci intorno una reazione: o ti fa ridere o non ti fa ridere. E riuscivi a capire se uno sketch era divertente guardando le facce intorno al tavolo. O li farai ululare dalle risate oppure no. Se uno sketch andava a segno era una gioia, veniva approvato e ci metteva davvero di buon umore. Fu tutto piuttosto eccitante all’inizio.”

Che cosa? Ci si raduna attorno a un tavolo e, se l’idea fa ridere i membri del gruppo, allora c’è la consapevolezza che la cosa funziona… Così, si va alla conquista della gloria e della fama mondiale.

Niente laboratori? Niente provini? Niente autori e direttori artistici a fare un’intermediazione infinita? Niente anni per decidere se qualcosa è pronta o non è ancora pronta o se uno sketch è televisivo o non lo è?

I due metodi sono agli antipodi. Nel mondo zelighiano chi decide non crea nulla (prima differenza), lo sketch appena creato (da altri) viene sottoposto a un rimasticamento continuo, fatto di burocrazia autorale, di laboratori infiniti, di incompetenza, di anni di prove e di provini finché la gioia creativa è diventata una stanca routine, in cui la banalizzazione commerciale ha vinto su tutto.

Così in Inghilterra hanno avuto John Cleese, Michael Palin, il Flying Circus; in Italia Zelig Circus, Bananas srl, Gino & Michele, Giancarlo Bozzo, eccetera…

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

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3 Risposte to “Zelig versus Monty Python”

  1. giovanni gennaio 4, 2012 at 11:00 pm #

    Zelig e i suoi metodi di certo e per fortuna non arriveranno nemmeno fino al Canton Ticino (abbiamo già dato numerosi immagini penose del popolo italiano risparmiamo almeno quella di quelli che si credono piu’ furbi dei furbi) ma ci scommetterei che invece molte fortune sono già arrivate da tempo oltre confine! Alla faccia degli accenni alla satira politica dell’anno scorso! La prossima tappa della guardia di finanza dopo Cortina speriamo sia in viale Monza magari nel pieno delle registrazioni visto che ci tengono tanto alla riservatezza!!!

  2. EMILIANO PETRUZZI gennaio 4, 2012 at 1:22 pm #


    NON PENSO CHE CI VOGLIANO ANNI DI LABORATORIO PER METTERE IN SCENA 3 MIN. E 40 SECONDI DI SUBLIME COMICITA, BASTA FANTASIA INVENTIVA E TEATRALITA’.

  3. EMILIANO PETRUZZI gennaio 4, 2012 at 11:23 am #

    A LEZIONE DAI “MONTY PYTHON”……….QUALCUNO POTREBBE DIRE CHE ZELIG CIRCUS E MEGLIO DEL FLYNG CIRCUS,NON DOVREBBE DIRLO PERCHE NON ABBIAMO FATTO ANCORA I COMPARATIVI.

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