Colorado: la puntata del 9 maggio 2013

10 mag
Faccia Finto Basita copiata da Bisio, numero 2.786

Faccia Finto Basita copiata da Bisio, numero 2.786

La puntata di Colorado del 9 maggio (ma registrata nel 2012), ha fatto 2.298.000 utenti con lo share del 9,3%. Al fianco di Paolo Ruffini la velina Federica Nargi, e qui è perfetto il simbolo di una comicità che non è mai uscita dal Drive Inn di Antonio Ricci. La Nargi comunque è sveglia e ha la battuta pronta. Si parte con l’Apetta – Nicoletta Nigro. Ruffini spara subito un paio di facce finto basite (da qui in avanti FFB) con occhio sbarrato, girato di 3/4, copiate da Bisio. E’ arrivata la Giovanna – Rita Pelusio (FFB di Ruffini), che poi fa un’intervista alla Nargi in stile Vergassola; torna Edoardo Mirabella con le clownerie; Mauro Villata che fa Rambo smemorato (FFB di Ruffini).

Andrea Pucci monologo sul matrimonio con finale declamatorio; Gem Boy con la parodia di Tiger Man; Fabrizio Casalino col giovane Mirko (dubbio complottista: ma i monologhi non glieli fanno più fare? che gli abbiano fatto pagare la provocazione contro Belen e gli assistenti gay?); Monsier David col visual “il teatro del piede” (molto Italia’s got Talent); Gianni Cyano – Bazzoni con Catenato – De Santis (che ha lo stesso costume di San Gennaro di Ciro Giustiniani a Made in Sud, clamoroso!); una delle nostre migliori monologhiste italiane: Barbara Foria, dice la sua sugli uomini (pensavo fosse amore invece era un coglione); Romolo Prinz – Gianluca Fubelli (Ruffini spara una FFB, la Nargi ne accenna una) a questo sketch manca lo splendido truzzo AbatanPucci.

Michelangelo Pulci con Mario il politico smemorato. Finalmente un gioco di parole a sfondo politico: in Parlamento faccio sport estremi, salto da un gruppo parlamentare all’altro a seconda di dove tira il vento: è il Paraculo Pendio (ah ah!); Angelo Pintus, monologo con “immagina un mondo al contrario” e alla fine c’è un trans che parla come Berlusconi; Dario Ballantini tra il pubblico?; Gabri Gabra monologo + rap; Andrea e Simone le valige, speriamo che l’oggettistica la paghi la produzione, sennò vanno in perdita; il pugile Clemente Russo (direttamente da Provato per voi) e Stefano Chiodaroli – Mago Abajour (direttamente da Convenscion); I Panpers con la x-Box e l’Avatar, un po’ in stile Baz 2.0 (FFB di Ruffini); Mariello Prapapappo – Gianluca Impastato (Rocco Siffredi che fa la pasta: non capisco qual è il mattarello).

La Giovanna intervista Clemente Russo (sei un bravissimo pugile, me li dai due colpi?); Alessandro Bianchi con Lesc Dubrov politico russo che non sa l’italiano; torna Annalisa Arione (FFB di Ruffini); Bianchi e Pulci – Dolce e Gabbana (direttamente da Bulldozer); Herbert Cioffi e Raffaele D’Ambrosio, venditori ambulanti; Mimmo Quaqquaraqquà – DJ Angelo + Luna; Villata – Zorro smemorato; I Ditelo Voi (qui e a Made i Sud) con la sceneggiatura + Capucchiò; Annalisa Aglioti moglie modello (visto che agli uomini piace il vino, mi offro anche una botte e via) che poi interagisce con Mario; Mimmo Q ancora…; ottimo ritorno di Nando Timoteo, inviato tra il pubblico; Alberto Farina: era un circo povero, i clown invece delle torte si tiravano le ricette.

Pezzo migliore della serata: Angelo Pintus (roba tradizionale ma fatta bene); Stefano Chiodaroli (che con la sua fisicità è sempre poderoso); Alessandro Bianchi (che fa ridere senza battute).

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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17 Risposte to “Colorado: la puntata del 9 maggio 2013”

  1. Caritas maggio 11, 2013 at 10:31 am #

    Bello tutto “ma visto il contenuto non mi sarei azzardato a farlo senza il benestare dei diretti interessati?” Oh bontà divina. Siamo al politically correct anche nel cabaret? Se lo censurano preventivamente puo essere una scusante, ma farlo dopo aver chiesto ai diretti interessati. Quindi tutti quelli che vorranno parlare di bersani berlusconi letta grillo devono chiedere ll loro benestare. Nebbie sempre più fitte.

    • ananasblog maggio 11, 2013 at 10:45 am #

      il complottista dice: ti dicono di sì e poi intanto pensano “questo qui come monologhista lo facciamo fuori piano piano”. L’arte di “segare” è molto raffinata. Comunque speriamo che Fabrizio Casalino si mantenga monologhista a Colorado, come sembra che sia, e anche (oppure) in altri spazi visto che è bravissimo, anzi lo vedrei bene a scrivere sull’attualità in tempo reale come fa Crozza con gli editoriali di Ballarò. Tra l’altro: Massimo Bubola sta facendo le “istant song” (http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/bubola-instant-song-per-aldrovandi/127938/126439), qualcuno dovrebbe fare anche le istant song comiche. L’A

    • Anonimo maggio 11, 2013 at 12:10 pm #

      Buongiorno, Caritas.
      saresti così cortese da farmi un esempio (o postare un link) di uno dei tuoi monologhi intransigenti, politicamente scorretti e al di fuori dal coro?
      Così prima di darti il mio punto di vista, ho almeno un punto di partenza.
      Grazie anticipate!

      • Caritas maggio 11, 2013 at 2:42 pm #

        Buongiorno Anonimo.
        E chi le ha detto che io faccio i monologhi o che sia una comica.
        Perché legge cose non scritte?
        E un dato di fatto oggettivo o no, che prima di farla ha chiesto? Si
        E un dato di fatto oggettivo o no, che altrimenti non lo avrebbe fatto? Si.
        E un dato di fatto oggettivo o no, che se l’ha scritto lo pensava ma per non perdere eventuali amicizie ( giusto o sbagliato ) che sia avrebbe rifiutato di farlo in tv e poi magari lo riproponeva dal vivo?
        Queste sono le domande, non se io faccia o non faccia la comica, quello non era nel mio commento.
        Buona giornata

        • Anonimo maggio 11, 2013 at 5:00 pm #

          Buonasera, Caritas.
          Il fatto che Le abbia chiesto di postare o citare Suoi monologhi era sicuramente ironico e la Sua risposta infatti denota una conoscenza superficiale della comicità e dei meccanismi ad essa correlati nel mondo televisivo odierno.
          Ma Le rispondo subito.
          Sì, prima di farlo ha chiesto (lo ha detto lui stesso).
          Sì, probabilmente non lo avrebbe fatto (essendo, da quel che so, persona corretta).
          Forse: il ‘probabilmente’ non rientra nel segmento ‘dati di fatto oggettivi’ bensì in quello delle speculazioni.
          E, parlando di dati di fatto oggettivi, posso aggiungere che l’oggettività riguarda una persona che ha domandato preventivamente ad altre persone (non ‘potenti’, non ‘amici di amici’ ma colleghi e persone che avrebbero potuto risentirsi dato l’argomento).
          MI pare non un ‘auto’imbavagliamento’ dell’artista bensì una dichiarazione di sensibilità. Soprattutto considerato il fatto che -a differenza del live, ove Lei potrà certamente trovare il graffio, la cattiveria, la bruciante dissacrazione che non guarda in faccia a nulla e nessuno- la platea alla quale si rivolge Casalino è formata da circa 2,5 milioni di persone.
          Come Lei sa, non si trattava di esponenti del mondo politico (i quali, avendo scelto scientemente la propria professione, sono automaticamente nel mirino): per quest’ultima catagoria, certamente vale ciò che Lei ha detto, anche in virtù della funzione storica della comicità nei confronti del Potere.
          Trattandosi di persone ed essendo queste persone magari a pochi metri da te, trovo giusto e naturale che Casalino abbia voluto interpellarli.
          Altrimenti, se valesse la logica del ‘politically incorrect’ tout-court, tanto varrebbe uscirsene con un monologo sulla schiavitù di fronte a una platea di africani.
          Forse Le sarà possibile assistere a un monologo di questo tenore su HBO o su alcuni canali comedy USA o UK ma credo che, per la tv italiana, sia ancora presto.
          Una splendida serata.

    • Fabrizio Casalino maggio 11, 2013 at 5:46 pm #

      Sì, è precisamente così: non mi sarei azzardato a farlo senza il benestare dei diretti interessati. Perché non parlavo di bersani o berlusconi commentando fatti di cronaca, ma di persone presenti, e le dipingevo con tinte molto forti, e avevano tutto il diritto di dirmi “preferisco che tu non parli in questi termini della mia sessualità”. In questo caso la censura non c’entra nulla: era una questione di buon gusto. Almeno per me. Infatti moltissima gente lo ha ritenuto un pezzo di cattivo gusto. Ne è seguita una valanga di insulti e di minacce, e ho avuto modo di assaggiare la moderna diffusione del giudizio e del pre-giudizio, nonché la facilità con cui molti amano sputare sentenze, magari senza nemmeno aver visto il pezzo.

      • Caritas maggio 11, 2013 at 7:28 pm #

        Vede Casalino. Mi domandavo se lei scrive quelle cose, le pensa? O serve solo per un risata in piu? Mi sembra che un monologo debba essere frutto di qualcosa di interiore o di osservare e carpire quello che ci circonda. Il giudizio e il pre giudizio della gente è un fattore da mettere in preventivo, può non piacere ma risponde a verità, oppure si continua a fare le cose che il pubblico vuole e cosi ( secondo il mio punto di vista che vale meno di zero essendo io nessuna ) si incatenta la propria arte al volere del bussiness, non me ne voglia, ma non vedrei un comico che mi faccia questo tipo di premessa, non che lei non si un bravo comico.
        Buona serata

        • Fabrizio Casalino maggio 12, 2013 at 10:54 am #

          La ringrazio. Non mi pare che lei abbia inteso il mio punto di vista. Le assicuro che una cosa è preventivare il pregiudizio della gente, un’altra è subire una persecuzione e sentirsi dare dell’assassino. Recentemente ho fatto un pezzo sui cani e sui gatti, intelligente, onestamente bello. Eppure qualcuno è venuto a dirmi che sono un ipocrita e sfrutto i poveri animali per arricchirmi. E’ normale che qualunque cosa io dica davanti a milioni di persone desterà la disapprovazione di qualcuno. Rientra nel mio mestiere. Ma il caso di cui si parla è diverso. Trovo piuttosto assurdo che lei insista a vedere una “auto censura” preventiva da baciapile in ciò che faccio, ma si accomodi.
          “Mi sembra che un monologo debba essere frutto di qualcosa di interiore o di osservare e carpire quello che ci circonda” sono d’accordo e credo che quel che faccio lo dimostri.
          Comunque, in linea di principio, è utile sapere che in Italia la censura c’è. Non riguarda un programma piuttosto che un altro, c’è e basta. Ci sono temi di cui non si può parlare. Almeno in televisione. E parole che non si possono dire. Per cui ci saranno sempre pezzi che uno può fare in tv e pezzi che uno può fare solo dal vivo. Se questo per lei significa incatenare la propria arte al business, allora in televisione siamo tutti galeotti. Le consiglio i filmati di Telebalasso, il canale youtube di Natalino Balasso, quello è un ottimo esempio di comicità priva di censure. Difficilmente lo vedrà su un canale generalista.
          Insomma lo scenario è composito e complesso, ed è anche necessario valutare il contesto. Dove stai dicendo quello che dici e a chi. Dare peso a queste cose non è autocensura, è solo serietà, professionalità. Adesso vado che è pronto da mangiare e il vescovo si scoccia.

          • Caritas maggio 12, 2013 at 3:16 pm #

            Grazie del chiarimento, non voglio insistere oltre,i punti vista saranno sempre differenti. Se intendevo dire che il monologo che lei ha fatto ha chiesto il permesso ai diretti interessati non alla rete come per la censura. Se i diretti interessati le avessero detto no, lei non li avrebbe fatti per rispetto e trovo un modo di comportarsi molto signorile, ma questo pezzo poi lo avrebbe fatto dal vivo se i diretti interessati non potevano ascoltarlo? Ecco dove verteva la mia puntualizzazione. Buon pranzo.

  2. Fabrizio Casalino maggio 10, 2013 at 6:59 pm #

    Non ci sono complotti, i monologhi riprenderanno nella prossima edizione. non ho subìto pressioni di sorta. Fra parentesi Belen ha insistito perché facessi quel pezzo, e il suo staff lo ha approvato preventivamente. Visto il contenuto, non mi sarei azzardato a farlo senza il benestare dei diretti interessati.
    Anche dopo il casino l’unica cosa che ho ricevuto dal “direttivo” è stata solidarietà.
    A parte questo, come sapete il monologo è piuttosto diffuso, e far monologhi significa -salvo rare eccezioni- fare meno puntate, perché dovrai per forza di cose alternarti ai colleghi monologhisti.
    Se considerate che il personaggio più in crescita, la “novità” di colorado quest’anno è stata l’apetta, apprezzerete l’apertura mentale con cui mi hanno lasciato la libertà di dire cose anche piuttosto violente e adulte nei monologhi, pur nella fascia “fornai-metronotte”.
    Personalmente pur desiderando nella vita fare Eddie Izzard, credo che per Colorado e il suo pubblico il personaggio di Mirko sia piuttosto calzante, lo trovo un ottimo compromesso fra la maschera e il contenuto. E’ sì un personaggio con la parrucca, ma a volte dice cose raccapriccianti nella loro verosimiglianza con la realtà. Soprattutto Mirko ha un “mondo”. Ho sempre riso dei mondi, più che delle battute, dev’essere l’età. E riuscire a portare un mondo -per quanto microscopico- nell’intrattenimento mainstream della prima serata così votato ai giochi di parole, beh, provateci! Dico queste cose solo per chiarire, senza intento polemico qualchessia.
    ma poi esisterà “qualchessia”? vabbé ciao.

    • Alessandro Stamera maggio 10, 2013 at 7:20 pm #

      grazie della delucidazione sei un genio

    • ananasblog maggio 10, 2013 at 8:57 pm #

      Grazie per la precisazione anticomplottista. L’A

    • Mauro maggio 11, 2013 at 4:22 pm #

      ma… “Mirko” non è praticamente gli emo di zelig? Ah no… quelli sono mori…

  3. Alessandro Stamera maggio 10, 2013 at 12:02 pm #

    Be se proprio a casalino non volevano far fare i monologhi potevano fargli fare le imitazioni dei cantanti.. più divertenti di Mirko (che è divertente ma un po sottotono). Comunque peccato che non fa più i monologhi mi sganasciavo dal ridere!

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