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una strana locadina circola su Facebook

30 giu
La strana locandina

La strana locandina

Una strana locandina sta girando su Facebook (vedi qui). Sembrerebbe quella di un film completato che attende di uscire (vedi anche immagine qui a lato). Il regista e protagonista ne aveva annunciato la progettualità da tempo e qualcuno aveva detto: “è un bluff, non farà niente”. Invece eccolo qua in pochi mesi.

Così, il film è stato girato, sono stati trovati i soldi per la produzione, c’è stata la post produzione e la “pellicola” è in attesa del “visto romano” della censura. Robe da matti: uno dice di fare una cosa e la fa. Che mondo! Titolo: I Wanna Be The Testimonial. Regia: Dado Martino.

Tra i protagonisti si notano anche alcuni “caratteristi di peso” e la presenza di un tale Roberto Gavelli che non si sa a che titolo abbia partecipato, data la sua totale incapacità recitativa e di pensiero.

Questo Dado Martino ha rotto dei tabù: il primo è che se si dice una cosa non bisogna assolutamente farla (siamo in Italia), il secondo tabù infranto è che ci vuole sempre l’aggancio con qualche super potente altrimenti non si fa niente (siamo sempre in Italia).

Sì, la persona in questione ha anche delle capacità manageriali e di vendita, ma che birichino!

Ananas Blog (Long May You Run)

Misteri e casi strani: Paolo Ruffini

10 apr
Paolo Ruffini a Vecchi Bastardi

Paolo Ruffini a Vecchi Bastardi

In un periodo in cui la comicità è quasi tutta abbinata alla tristezza, spicca Vecchi Bastardi, una candid camera fatta da anziani e condotta da Paolo Ruffini, con Gianluca Fubelli alias Scintilla a fargli da spalla. Il format è inserito nel nuovo pomeriggio finto giovane di Italia 1 assieme a Come mi vorrei condotto da Belen Rodriguez e sta facendo scappare i telespettatori invece che attirarli.

Significativa è l’estrema tristezza del programma il cui punto più basso è lo stile finto ganzo di Ruffini. (NB: Gianluca Fubelli è un grande talento comico, perché lo mettono a fare cose indegne della sua bravura?). Comunque Paolino veniva da due anni di conduzione di Colorado davvero modesta: scopiazzatura di Claudio Bisio, gag modestissime per le quali, si dice, aveva bisogno del supporto di ben 5 autori. E’ reduce dalla regia di un film oggettivamente poco bello come Fuga di Cervelli (che però ha incassato).

una delle espressioni finto basite copiate da Bisio in risposta a battute offensive "telefonate"

una delle espressioni finto basite copiate da Bisio in risposta a battute offensive “telefonate”

 A parte che passare da una conduzione di prima serata a quella di una candid pomeridiana mette tristezza di per sé: vuol dire che non ti sei evoluto, che dalla serie A sei scivolato nell’interregionale. Ma non c’è pericolo: Paolo Ruffini sta preparando il suo secondo film, è in tournee con Cercasi Cenerentola, musical prodotto dalla prestigiosa Compagnia della Rancia e lo vedremo ancora in molti contesti.

IL MISTERO – Paolo Ruffini è un ragazzo spigliato, ma dal talento scadente che va avanti a furia di appoggi e raccomandazioni importanti? Oppure è un grande talento che fa cose deludenti perché in Italia non c’è niente di bello da fare? Nel primo caso, chi lo spinge? A quale gruppo di potere appartiene? (Senza criminalizzare, ma solo per trasparenza). Per esempio Geppi Cucciari è in agenzia col potente Beppe Caschetto, uno lo sa, ha la risposta. Continua a leggere

un documento misterioso e sconvolgente…

17 gen
lo scottante e infido modello 211

lo scottante e infido modello 211

Quello che rendiamo pubblico qua sopra è un documento maledetto che, come tutti i documenti maledetti e misteriosi (a partire dal Necronomicon) è dotato di proprietà di magia nera che, in questo caso, si attivano tutte le volte che ci troviamo di fronte a uno spettacolo collettivo di comicità (leggi “laboratorio”, “concorso” o “provino” o “provino-laboratorio”). Nella numerologia è detto “Modello 211″.

Un organizzatore, messo di fronte a questo documento ha iniziato a girare le pupille verso l’alto mostrando il bianco delle cornee e ad agitarsi come un indemoniato, tanto che ci sono voluti 6 uomini robusti per tenerlo fermo. La violente frenesia gli è passata solo portando via il 211, solo allora è riuscito a balbettare qualche frase sconnessa: “pro pro, progetto artistico… pa pa palestra… pe pe per crescere…”. Continua a leggere

cose che hanno davvero rotto: la battuta offensiva

30 apr

Misteri di una conduzione che sembra già del paleolitico

produzione obbligata di battute denigratorie…

Mina, fai battute sulla "bocca storta" di Totò!

La conduzione della “risata italica” è da anni monotematica,  basata in modo ottuso su una sola gag: la battuta offensiva. Non che questo genere di battuta non abbia un suo perché, ma quando è l’unico esistente, alla fine stufa (e il pubblico si sta stufando).

Un conduttore e una conduttrice: il conduttore fa battute offensive sulla conduttrice, la conduttrice fa battute offensive sul conduttore. Quasi ogni comico che arriva fa battute offensive o sul conduttore o sulla conduttrice.

Ogni tanto vengono lette mail o letterine del pubblico (vere o finte che siano) che contengono battute offensive sul conduttore o sulla conduttrice (o su tutti e due)… Si può dire “che palle!” o è offensivo?

Spesso la conduttrice è molto carina, oppure è una bellissima donna. Per quale motivo il conduttore e i comici la dovrebbero insultare? Nella vita non succede. Il comico (e non solo lui) che incontra una ragazza carina cerca di essere gentile, di piacere, di fare il simpatico. Allo stesso modo un comico che incontra un capocomico (nella vita) cerca di arrufianarselo.

Così perché la conduttrice dovrebbe offendere il capocomico? Che senso ha? Si è mai visto Mina o Raffaella Carrà (per citare il glorioso passato) prendere di mira la scoliosi di Totò, il nasone di Gassman, la boccaccia di Sordi o la mascella quadrata di Mastroianni?

Si è mai visto Marcello Marchesi chino a testa bassa a scrivere battute sulle gemelle Kessler che sono “ignoranti” e che “non parlano l’italiano”? o sulla pettinatura di Ornella Vanoni? Adesso ci sono squadre di autori che mettono giù tutte le possibili battute offensive, maschiliste, omofobe, misogine, eccetera eccetera.

Vabbè, lasciamo perdere la nostalgia. Anche senza fare paragoni col passato glorioso, la battuta offensiva, come unico modo di vedere la conduzione ha davvero rotto le palle (senza offesa per la seconda volta). 

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

i misteri della conduzione: Giorgia Surina

20 feb

Giorgia Surina

La conduzione in Italia è qualcosa di “intangibile”. Piove dal cielo e così rimane, nonostante ci sia stata negli anni un’esplosione del numero di autori (quindi delle teste pensanti). Dopo aver trattato Victoria Cabello, Paola Cortellesi, Geppi Cucciari, passiamo a Giorgia Surina che, venendo dalla scuola della MTV degli anni d’oro, passò indenne per due edizioni di Zelig Off e uno Zelig in Tour estivo.

Visto che sono stato testimone diretto dell’evento, vorrei provare a farne un perfetto esempio dell’inedia autorale che allora stava sommergendo (e che adesso ha sommerso) tutto.

Giorgia Surina aveva alle spalle ore e ore e ore di conduzione e di dirette. Oggettivamente bellissima, di grande presenza di spirito, non si lasciava Continua a leggere

i misteri della conduzione: Geppi Cucciari

20 feb

 

Geppi Cucciari

Il primo mistero della conduzione è: come mai non si eliminano mai i propri difetti? Il secondo mistero è: quanto conta la nostra tradizione, quella in cui, per esempio, Mina faceva da spalla a Gaber o a Walter Chiari?

Dopo aver trattato Victoria Cabello e Paola Cortellesi, passiamo a Geppi Cucciari che conduce il quotidiano G’day su La7 e che sta vivendo un periodo d’oro, ospite applauditissima alla serata finale di Sanremo.

Recentemente Aldo Grasso ha parlato di lei, concentrandosi sul fatto che, pur bravissima, non riesca Continua a leggere

Simone Barbato: il più amato di Zelig?

11 feb

la locandina c'è, ma la tournee dov'è?

Ieri sera Zelig ha ottenuto un più che buono 23,1% di share e 6.249.000 telespettatori. Forse il numero è un po’ drogato dal fatto che tutta Italia è sotto la neve e se sta in casa davanti alla tv. Comunque è un messaggio a chi a ogni calo di share ripete: sono alla frutta. Alla frutta lo sono creativamente; moralmente non hanno mai assaggiato neanche gli antipasti, ma commercialmente sono vivi.

Il dato più interessante è stata la presentazione con grande enfasi di Simone Barbato, messo ad aprire la serata.  Sembra infatti che il Mimo di Zelig (come si autoproclama la sua pagina Facebook) abbia quel tipo di consenso che accomuna i grandi e i più piccoli, insomma che mette d’accordo tutti.

Ieri sera è addirittura partita una richiesta di bis e il pubblico sembrava conoscere bene le sue interpretazioni storiche come “la morsa” o “la farmacia”. E poi Bisio ci credeva di più rispetto agli altri comici su cui “timbra il cartellino” con poca convinzione e la consueta professionalità.

Dall’osservatorio in miniatura di Ananas Blog, il “mimo di Ovada” è fonte di una messe notevole di contatti. “Claudio Bisio versus Simone Barbato” (leggi il post) che risale addirittura al giugno del 2010, continua a essere letto soprattutto da chi  digita “Simone Barbato” sui motori di ricerca (vedi immagine sotto):

il "long seller" Claudio Bisio versus Simone Barbato. I picchi coincidono con la prima serata Zelig

Ovviamente, come si sa, Ananas Blog è l’unico sito di informazione della Corea del Nord cabarettistica. Quindi tutti quelli che cercano qualcosa tipo su Google finiscono qua. Ma la sproporzione tra quelli che cercando info su Simone Barbato sono approdati al blog e gli altri è imbarazzante. Egli ha totalizzato 2.505 “termini di ricerca”, il secondo è Federico Basso con 396; terzo Rocco Ciarmoli con 275 (ma che conta un “Rocco Zelig” a 303). Quinto Il “Sindaco di Ibiza Colorado” a 242.

Ma l’altro lato della popolarità televisiva come viene vissuto?  Difficile reperire informazioni su di lui. Pare non abbia un sito ufficiale. Non ci sono schede del suo spettacolo. Anche se “smanettando” risulta ci sia un “Rido & Canto” in cui si esibisce nella doppia veste di tenore e comico, accompagnato dal maestro Dennis Ippolito; e un minishow da 20 minuti con spalla l’amico Roberto Giordano.

Su youtube si possono trovare molte esibizioni canore di notevole spessore, come per esempio Granada (guarda video) sempiterno cavallo di battaglia del grande Claudio Villa.

Insomma, un artista poliedrico che fa tv per poi “investire” in progetti di qualità? Questo era un luogo comune degli anni d’oro del cabaret (faccio tv per fare teatro), anche se adesso i progetti di qualità sono quasi estinti.

Comunque, da quel che sembra, il più amato dal pubblico.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

i misteri della “conduzione comica”: Victoria Cabello

5 feb

Sono in arrivo le trasmissioni di Panariello (Canale 5) e della Guzzanti (La7). Con loro, buona parte degli Show Man e delle Show Girl saranno scese in campo, da Checco Zalone, alla Dandini e Chiambretti; da Maurizio Battista a Enrico Brignano (andati in onda su Rai 2). Intanto Bisio e la Cortellesi mantengono il primato degli ascolti, Crozza è diventato il numero 1, Savino ha la grande occasione de L’Isola dei famosi eccetera, eccetera.

La conduzione comica è un passaggio fondamentale per fare “carriera”, per fare il salto di qualità, ma anche per venire ridimensionati. La cosa strana è che le capacità di conduzione sembrano “immutabili”: metti qualcuno a condurre e si trascina i suoi pregi e i suoi difetti all’infinito. Ananas Blog dedicherà alcuni post a questo mistero, che è il più grande di tutti.

Cominciamo dalla brava Victoria Cabello: quando conduce Quelli che il calcio… (edizione che stenta negli ascolti) e c’è una gag, sembra divertirsi molto: spesso ride come una pazza, rovescia la testa all’indietro, si piega a metà, tutto molto spontaneo, però…

La “spalla comica” non dovrebbe avere un ruolo istituzionale? Nel senso che dovrebbe fingere serietà, in contrapposizione al comico che rappresenta il “momento di rottura”?  Un po’ come faceva Carlo Campanini con Walter Chiari o Mario Castellani con Totò? Oppure, senza andare troppo indietro nel tempo, come fa quella volpe di Fabio Fazio con la Littizzetto?

Si tratta di regole vecchie, obsolete, appartenenti a un passato remoto, che andrebbero rottamate? Eppure la vecchia tv in bianco e nero ce la portiamo ancora dentro. Italia 1, per esempio, farà una prima serata con la parodia dell’Odissea, chiaro rimando a quelle che il Quartetto Cetra facevano ne La biblioteca di studio 1. Bisio e la Cortellesi rendono omaggio a Don Lurio e Lola Falana (e a Mina e Gaber), qualsiasi comica un minimo ambiziosa si rifà a Bice Valori e Franca Valeri…

Insomma, se Victoria Cabello sottolinea qualcosa ridendo come una pazza, sottrae (forse) il metro di giudizio allo spettatore, l’unico che avrebbe il diritto di sganasciarsi. Certe gag possono essere irresistibili, altre meno, ma questo lo dovrebbe decidere (forse) chi guarda.

Eppure lo stile è quello, immutabile. Misteri della conduzione… Difetto macroscopico o innovazione nello stile? Mistero, appunto.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Rocco, perché?

16 apr

Rocco Ciarmoli

 Cosa ha spinto 763 utenti a fare click sulla foto di Rocco Ciarmoli, il popolare Rocco il Gigolò dell’ultima edizione di Zelig?

Forse speravano che apparisse il numero per contattarlo?

La fotina era presente nel post Zelig mantiene il boom di 6,5 milioni di telespettatori, era a grandezza naturale, facendoci click sopra manco si ingrandiva.

763 contatti sono tanti, un movimento anomalo, quasi inspiegabile, nettamente superiore a qualsiasi altra foto di quelle dimensioni pubblicata sul blog.

Iconografia ossessiva? Voglia di guardarlo da vicino? Magnetismo irresistibile (come risulterebbe dalla foto qui sopra)? Amore?

Rocco, perché?

Ananas Blog

Martelli Frax tornate assieme!

12 ott
Di Gat
Didi Mazzilli
La prima volta che vidi i Martelli Frax sul palcoscenico del Barrios di Milano (ex Scaldasole) rimasi sconvolto: tiravano acqua sul pubblico, urlavano, rimanevano in perizoma. La seconda volta andò meglio e dopo una frazione di secondo ero a terra a rotolarmi dal ridere.
I Martelli Frax, duo composto da Paolo Brandolini e Didi Mazzilli, portavano avanti un cabaret estremo, figlio di tanto Jango Edwards, in cui la provocazione clownesca non era mai fine a se stessa, pur arrivando all’eccesso di violare la sacralità della Barbie (brandita a gambe aperte come un esorcismo).
Dei Martelli Frax, Didi Mazzilli era (obiettivamente) quello che aveva il maggior “tiro” comico, però…
Qualche anno dopo mi capitò di assistere casualmente alla “lamentazione” di Paolo. Difficile interpretare il suo stato d’animo, che sembrava angosciato (per motivi facili da immaginare). I Martelli Frax erano approdati a un laboratorio Zelig (forse l’Artistico) e l’autore stava cercando di dividerli. «Paolo tu non fai ridere» gli diceva.
Insomma, c’è da chiedersi, si va a un laboratorio per migliorare i gruppi o per distruggere i gruppi?
Si va a un laboratorio per rafforzare i punti deboli o per far leva sulle presunte debolezze altrui mettendole in evidenza senza risolverle?
Non si rischia (facendo azioni simili) di incrinare soprattutto un’amicizia che, almeno dalle mie parti, è una delle cose più sacre esistenti sulla faccia della Terra?
Bah…  
Comunque l’azione ha avuto successo: i Martelli Frax si sono divisi e Didi Mazzilli è approdato a Colorado (nella sezione “entrate a schiaffo”.
Però… Però un duo crea più sicurezza, fa rendere di più anche il singolo, soprattutto in un ambiente in cui sempre meno gente regge uno spettacolo da solo. E poi in tv si viene triturati velocemente di questi tempi (soprattutto gli interventi brevi, tanto che alcuni autori Zelig stanno pensando a laboratori solo di entrate a schiaffo).
Inoltre, una comicità fulminante come quella di Didi Mazzilli avrebbe anche bisogno di “rifiatare”, avrebbe più possibilità se interagisse con un partner.
E poi non è vero che Paolo Brandolini non fa ridere.
I due soggetti hanno anche un lavoro serio, di giorno, forse non sono interessati alle problematiche del live, comunque da questo blog con tanta stima per tutti e due, lanciamo un appello: MARTELLI FRAX, TORNATE INSIEME!
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