la satira comica: quel nome che non si deve nominare!

29 mar
dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

La satira web sforna quotidianamente battute e post a raffica su ogni cosa succeda: dalla strage di Charlie Hebdo, alla morte di Mango; dalla sciagura aerea della Germanwings all’incidente di Schumacher.  L’irriverenza colpisce ogni cosa. C’è un solo argomento che resta tabù, soprattutto nei collettivi o nelle discussioni in cui c’è una presenza di comici e autori comici. Il solo nominarlo estingue la discussione, crea il gelo, fa partire un serie di “distinguo” difensivi e la cattiveria si allenta di colpo. Eppure stiamo parlando del principale  fattore di censura che ci sia stato, in Italia, sulla satira. Recentemente mi è stato chiesto di scrivere una battuta da pubblicare su Facebook. Ho risposto (via chat) che l’unica che avrei voluto pubblicare era la seguente:
Battuta
Quindi:
“La differenza tra l’Isis e Zelig? L’Isis ha ammazzato chi faceva satira, Zelig l’ha ammazzata direttamente”. Zelig, in effetti, pur con le colpe che sono arcinote, è ancora un nome che mette soggezione. Non è come quando dominava su ogni cosa, ma l’incantesimo sussiste. Vediamo di analizzare il fenomeno:

LA TRINCEA DELLA CENSURA – Zelig ha inventato un meccanismo micidiale che, poi, è stato ripreso in modo ancora più zelante da Colorado e Made in Sud e che ha contribuito in modo decisivo all’abbassamento della qualità comica italiana. Per sommi capi il meccanismo funzionava/funziona così (su Ananas Blog ci sono molti approfondimenti):  Continua a leggere

Colorado del 27 marzo 2015 dopo una settimana turbolenta

28 mar

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Colorado del 27 marzo 2015 ha fatto 1.805.000 spettatori e uno share del 8,08%. In settimana era circolata una bizzarra rivelazione, su Dagospia, che tra il pubblico fossero inserite delle sagome di cartone (leggi qui) per coprire i posti vuoti. Sarà vero? Ha destato stupore anche il post di Ananas sugli stereotipi in cui è stata fatta cadere Diana Del Bufalo (leggi qui), purtroppo la situazione non sembra migliorare. Dopo quelle dei comici a San Remo, c’è stata anche l’epic fail di Luciana Littizzetto, che ha fatto una battuta banalissima, sulle suore di clausura arrapate che avrebbero assaltato il Papa perché non avevano mai visto un uomo (e poi? Esce Alvaro Vitali che fa una pernacchia?). Le suore stesse hanno redarguito la Littizzetto per la sua comicità “poco aggiornata” (leggi qui). Quando le suore (e San Remo) ti mostrano che la comicità è vecchia, è un segno che siamo in pieno declino… 

Su TV Blog il live completo. Ananans recensisce solo la “prima serata” per protesta contro le trasmissioni comiche interminabili. Vediamo cosa è successo: Paolo Ruffini poi Scintilla col Ninja Bianco: “Sapporo di mare” (Pistarino in azione?), Diana Del Bufalo più elegante del solito, ma passano appena 10 secondi e Ruffini la cazzia sul fatto che quando parla è dissociata, poi lei sbaglia un nome e lui la guarda come dire “che scema” (mo’ basta però). Clamorosa apertura con Gabriele Cirilli sulle differenze tra Milano e Roma. Angelo Pintus in promozione sul Karaoke che inizia lunedì 30 marzo (è come una Milf, dice). Fa un po’ di animazione Karaoke su due del pubblico (scelti preventivamente per essere presi per i fondelli sull’aspetto fisico, le stonature e l’accento terrone*) Ruffini imita Max Pezzali. * Qui, quasi come quando irrompe un branco di lupi in una foresta innevata, si insinua un atroce sospetto su come sarà impostata la conduzione del karaoke, ma speriamo di sbagliarci, aaaaah, sarebbe troppo orribile! Continua a leggere

Made in Sud del 24 marzo (breve cronaca)

24 mar

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Ecco un beve resoconto di Made in Sud del 24 marzo 2015, fermandoci alla prima parte (per protesta contro le trasmissioni comiche interminabili). Leggi qui elogio brevità vs programmi XXL). Si può leggere su Tv Blog il live completo. Alcuni autori pagati praticamente “a cottimo” costretti a sfornare giochi di parole a getto continuo. Ospiti Maria Pia Calzone e i Dear Jack. Vediamo cosa succede: inizio con 11 minuti di ritardo (a proposito di interminabile). Il televideo promette la fine alle 23.

Gigi e Ross e Mariano Bruno Mucca di Caserta. Gregoraci con la barba e Fatima Trotta (battuta solita sulle tette, leggi qui sul sessismo comico), Antonio D’Ursi – Tony Figo, Larsen Marco della Noce (è primavera svegliatevi piantine), Alessandro Bolide – isola dei famosi, Matranga e Minafò (ritmo, ritmo), tutti a schiaffo. Gigi e Ross sulla visita del papa a Scampia, battuta scontata sulla Salerno Reggio Calabria (luogo comune per eccellenza). Sigla. I Ditelo Voi – Volturi (tua moglie ha un loculo accogliente? Una volta, adesso ha lo culo moscio) chissà quanto vale un gioco di parole scritto e detto in trasmissione a Made in Sud? (Ipotesi: un 30 euro). Eddy Scampia – Pasquale Palma (canta “passero solitario” di Leopardi, poi, Ooooh, scatta il doppio senso passero – uccello. Premio originalità degli ultimi 15 anni. Continua a leggere

il triste caso di Diana Del Bufalo (nel bosco degli stereotipi maschilisti)

22 mar
si fa sul serio, adesso canto...

si fa sul serio, adesso canto…

Prendiamo una giovane cantante diventata famosa su Youtube per le sue canzoni irriverenti. “Chissà quali cose fresche e originali le faranno fare in futuro!” potrebbe dire qualcuno, invece no. E’ il caso triste di Diana Del Bufalo, artista in scuderia con la dinamica Newco Management di Francesco Facchinetti (assieme ad artisti tipo Frank Matano, Selvaggia Lucarelli, eccetera), approdata alla conduzione di Colorado al fianco di Paolo Ruffini.

Diana è finita in un meccanismo in cui a capo ci sono alcuni 70enni (e 60enni) col fiuto per gli affari e dove le idee vengono concepite da: a) maschi avanti con gli anni, b) residuati anni ’80, c) ex velleitari rassegnati alla qualità bassa, d) un contesto comico dominato dai luoghi comuni. In un ambiente così non c’è scampo. Diana è imprigionata in un ruolo che è l’emblema di come un gruppo di maschi maschilisti bolliti veda una donna sul palco. Osserviamo quali sono i fondamenti:

Dissociata – Diana è trattata da dissociata (come lo sono tutte le donne, nell’ottica del mondo comico reazionario) parla “a cazzo”, perde il filo, non riesce a concludere un periodo. Spesso la “dissociazione” è l’attacco stesso della gag e sai che arriverà qualcuno a sfruculiarla. Al contrario, il maschio conduttore o cabarettista ha presenza di spirito, consequenzialità nei discorsi, comprensione della situazione. E’ lì per cazziarla, tutto è costruito per mostrare quanto LUI sia “giusto”, come LUI sia quello che non sbaglia mai una “chiusa”. Continua a leggere

Colorado, la puntata del 20 marzo 2015

21 mar
Malinconia crescente di Paolo Ruffini, che traspare sotto la finta spensieratezza

Malinconia crescente di Paolo Ruffini, che traspare sotto la finta spensieratezza

Colorado del 20 marzo 2015 ha fatto 1.844.000 telespettatori e uno share del 8,36% (i numeri più alti delle prime puntate sembrano attribuirsi al fatto che su Rai 1 e Canale 5 ci fossero due programmi flop). Il live completo su Tv Blog. Ananas recensisce solo la prima parte, per protesta contro gli interminabili polpettoni comici. Guardando Colorado e Made in Sud vengono in mente le parole che Giorgio Montanini (a maggio su Rai 3 con Nemico Pubblico) sta regalando in giro (qui su Davide Maggio): “…Siani, Pintus, Brignano, per non parlare di Paolo Ruffini che neanche considero, la comicità nazionalpopolare di questo livello è la cartina di tornasole a livello culturale di questo Paese. Questi parlano di cose di cui neanche si interessano, in cui neanche credono. Io sono convinto che Siani non può parlare in maniera così banale di Napoli o del pranzo della domenica. Pintus avrà 40 anni, pensi che racconta veramente quello che fa nella vita? Perché devono essere così falsi sul palco? Perché devono raccontare cose di cui non gliene frega un ca*zo, solamente per cercare la risata facile?…”

Detto questo, rassegnati a una comicità in cui manco gli interpreti credono, vediamo cosa è successo: Paolo Ruffini sempre più triste dietro l’atteggiamento finto spensierato, gag con I Panpers, Diana Del Bufalo, Alice Mangione con Viky il navigatore. Una lunga introduzione per il ritorno di Dario Cassini, che abbandona il monologo per buttarsi sugli aforismi (interagendo coi conduttori), aforismi tutti basati sui luoghi comuni. Abbiamo perso anche lui? (ma poi tornerà con un monologo sulle donne) sigla. Suor Nausicaa – Paolo Casiraghi sulla Del Bufalo, Nicoletta Nigro l’Apetta (qui Ruffini tocca il culmine del “non crederci”). Scintilla Romolo Prinz. Tormentone: “M’hanno inculato… (aggettivo)”. Continua a leggere

La versione di Marco Milano

19 mar
Marco Milano

Marco Milano

Marco Milano ha scritto pagine importanti della comicità italiana, come per esempio a Mai Dire Gol (col personaggio di Mandi Mandi); ha fatto parte più volte del cast di Colorado contribuendo al successo del format e vi è tornato nella penultima edizione con Nicaul, il maestro di sci pugliese.

Recentemente si è reso protagonista di un lungo sfogo su Facebook, nel quale se la prendeva con i “pseudo scopiazzatori e ciarlatani…“. Lo abbiamo intervistato sul tema.

L’intervista è molto interessante per capire come venga percepita dal singolo comico la questione della creatività (compresi i “sospetti inconfessabili” che qui vengono confessati). Il tema è ampio, contiene tante situazioni, compresa quella delle battute e degli sketch reputati non televisivi che, poi, finiscono in tv interpretati da altri (fenomeno misterioso di “bilocazione” o di “universi paralleli” degno di Voyager). Ecco l’intervista che è, ovviamente, imperdibile:

MARCO, NEL TUO SFOGO TI RIFERIVI A FATTI, EPISODI BEN DEFINITI?

È stato uno sfogo perché in molte edizioni di Colorado, che facessi parte del cast o meno, ho sempre visto o sentito qualcosa di mio. In una edizione, quando erano già alla 4°/5° puntata, proposi in ritardo il moralizzatore Giorgino che, puntualmente, veniva rimandato alla puntata successiva, perché secondo gli autori era da sistemare ed alcune battute non si potevano dire. Per due puntate, quindi la 6° e la 7° non è passato Giorgino ma le sue battute sulla Raffaella Fico, su Belen, eccetera, sono state messe in bocca ad altri. Ottava puntata: mi stravolgono un testo che infatti non funzionò per niente, fino a quando alla 9° puntata chiesi di lasciarmi dire quello che avevo scritto. Tre minuti di monologo, sette applausi a scena aperta. Qualcuno aveva cercato di spargere la voce che il pezzo non aveva funzionato. Peccato per lui, la mia ragazza aveva registrato tutto col cellulare. Continua a leggere

la frutta è servita (34, pare normale)

18 mar

Para normaleQuando si è alla frutta è evidente. Però a volte ci sono dei segnali che anche la frutta sta finendo e il pranzo è terminato. Ieri nella puntata di Made in Sud, nello sketch dei Ditelo Voi – Volturi si è sentita la seguente battuta, riferita a Rafael, portiere del Napoli (qui su Rai Replay al minuto 45’10”): “è paranormale? no, para ‘na chiavica”, clamoroso caso di autoplagio, tanto che gli stessi hanno subito detto di averla già fatta nella passata edizione (esattamente nella puntata del 28 ottobre 2015 vedi qui). Insomma, segno della volontà di andare avanti sul nulla, fregandosene di cosa si manda in tv, tanto chi vuoi che se ne accorga.

18, 18, 18, 34...

18, 18, 18, 34…

Altro segno di fine frutta è stata la passata puntata di Colorado (vedi qui) del 13 marzo 2015, in cui è stata riciclata, senza alcun pudore, una vecchia barzelletta cavallo di battaglia di Gigi Proietti, cambiando il numero alla base della gag (34 al posto di 18) e cercando di darle una chiave moderna trasportandola su WhatsApp. Segnali di una comicità allo sprofondo, banale, ripetitiva, senza più niente da dire se non nella esposizione senza fantasia dei soliti luoghi comuni.

Ma la gara al ribasso tra Colorado e Made in Sud è solo all’inizio… Chi saprà fare di peggio?

Ananas Blog (bisognerebbe imparare come si sta al mondo, ma è molto meglio combatterlo)

Made in Sud del 17 marzo 2015

18 mar
Gregoraci, Fischetti, Trotta

Gregoraci, Fischetti, Trotta

Made in Sud del 17 marzo 2015 ha realizzato 2.437.000 telespettatori e uno share del 10%. Su Tv Blog il live completo. Ospite Gigi D’Alessio, guest Enzo Avitabile, gradito ritorno dei giovani CD Rom, un saluto alle Sex and Sud. Ananas recensisce solo la parte iniziale per protesta contro i varietà comici interminabili. Vedendo Colorado e Made in Sud, vengono in mente le parole di Giorgio Montanini (tra breve su Rai 3 con la seconda stagione di Nemico Pubblico) parole che sta regalando in più interviste (qui su Nano Press): Noi siamo un Paese che è indietro dal punto di vista musicale, cinematografico, comico, da tutti i punti di vista. Artisticamente è allo sbando. Siamo messi peggio a livello comico che politicamente! I comici che adesso sono considerati comici di punta, fondamentalmente sono comici banalotti, reazionari, con battute su luoghi comuni e barzellette da bar.”  

Rassegnati a commentare una sequenza di “luoghi comuni comici”, vediamo cosa è successo: Gigi e Ross col luogo comune che al sud sono superstiziosi (gag varie, finché Ciro Giustiniani non se ne esce fuori coi luoghi comuni sul matrimonio, ovviamente chiude con una battuta su Peppa Pig, altro luogo comune ricorrente). Sigla. Mariano Bruno mucca di Caserta, Fatima viene definita “porcellina”. Francesco Cicchella imita Gigi D’Alessio, oooh, arriva il vero Gigi D’Alessio, in ottima forma e simpatico. Il vero Gigi sfida il finto (e cita il detto napoletano: la carne sotto e i maccheroni sopra). Continua a leggere

sitcom Ananas: cercasi Daniela (non disperatamente)

16 mar

 

un viso ipotetico di Daniela (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

un viso ipotetico di Daniela (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Come succede a molti processi creativi, il progetto I REC in LOVE, la sitcom innovativa patrocinata da Ananas Blog sta prendendo un vento favorevole che ne sta velocizzando la preparazione. Da poco c’è stata la scelta dei due giovani protagonisti (leggi qui) vale a dire Clara Campi (Jessica) e Peo Fallarino (Michael) e l’individuazione del regista, il giovane e dinamico Namas. Tutti a bordo convinti dell’unicità dell’operazione, nata dalla necessità di sprovincializzare la creatività italiana. Tra gli interpreti manca una “casella” importante, la figura di Daniela, una ragazza sui 22 anni, che collabora coi due protagonisti nel loro lavoro di videomaker. Già ma chi è? Continua a leggere

Colorado e Made in Sud nella bad company televisiva (34!)

14 mar

 

18, 18, 18, 34...

18, 18, 18, 34…

Ha destato un certo scalpore, nella puntata di Colorado del 13 marzo, vedere riciclata una vecchia barzelletta gloriosamente interpretata, tanti anni fa, da Gigi Proietti (vedi qui) dove lo sforzo autorale è stato quello di cambiare il numero (da 18 a 34). E pensare che l’autore comico televisivo milanese ha sempre disprezzato le barzellette. Altrettanto scalpore ha suscitato la battuta di Paolo Ruffini sull’unico mestiere che potrebbe fare Puffetta, battuta nel repertorio classico del comico Andrea Vasumi (come sanno tutti gli addetti ai lavori). Sono segnali. Cosa sta succedendo?… Continua a leggere

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