preparandosi a una lunga estate…

26 lug

Spina

Come ogni estate, al culmine dell’estate, Ananas Blog va in stand by. Riprenderà a fine agosto / inizio settembre, quando ci si avvierà all’ennesima stagione comica. Le incognite sono molte, anche se ognuna crea poco movimento. Ci si muove in un pantano (per certi versi comodo) che rallenta sia le fughe in avanti che i passi indietro. Si discute di tutto con l’impressione del già sentito, con quella sensazione di galleggiamento che si prova nel primo pomeriggio quando fuori ci sono 40 gradi. Mentre in Italia sbarcherà Netflix, Colorado tenterà la fusione fredda con Luca e Paolo. C’è molta curiosità nel vedere come si tenterà di assemblare due entità (Colorado e Luca e Paolo) che a una prima lettura sembrerebbero poco compatibili.

Nel frattempo  il gruppo di Made in Sud tenta di diventare una corazzata produttiva. In attesa che riparta la trasmissione omonima nella primavera del 2016, ci sarà Il Boss dei Comici su La7, cosa su cui c’è altrettanta curiosità: format interessante o “pacco” tirato all’editore? Un talent sui comici è un’incognita. Curiosamente, Francesco Facchinetti (diventato un top manager) ha annunciato il desiderio di produrre un talent sulla comicità (leggi qui) basato però su concetti più moderni (“Bisogna ancora trovare la strada giusta e bisogna lavorarci”). Inoltre Gigi e Ross in autunno condurranno un game show su Rai 2, con ospiti Vip. Francesco Cicchella ha fatto il provino per Tale e Quale Show. Insomma per il gruppo di Made in Sud potrebbe essere l’inizio dell’espansione (in tutti i luoghi), oppure la presa d’atto del ridimensionamento.

Zelig è all’interno di una pausa di circa un anno, che molti hanno fatto coincidere con la fine stessa di Zelig in tv. La lunga pausa significa qualche milione di euro in meno (5 o 6) anche se distribuiti senza troppa equità. Per molti significa qualche centinaia di euro netti a puntata, utili ad arrotondare, ma che non costituisce uno stipendio. I segnali di una svolta creativa non sono pervenuti. Nella stagione in cui in Italia sbarca Netflix (quindi il futuro), dove ormai le vere star sono gli youtuber, eccetera, eccetera, Zelig organizza la solita trafila di laboratori che, nell’ottica di Ananas Blog, hanno un effetto recessivo, indipendentemente da quanto siano bravi gli autori e i comici.

Per il resto, appunto, si attende il futuro, quello vero. Cercheremo di saltargli in groppa. Intanto, nella calura che rende le immagini tremolanti, con un cocktail in una mano e le patatine nell’altra, guardiamo i dinosauri della comicità muoversi pigramente…

Buone Vacanze!

 Ananas Blog

i comici e la discriminazione verso loro stessi

17 lug
dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

Che cos’è “l’auto discriminazione”? E’ quel punto di vista per cui ciò che succede al comico è meritato poiché egli fa parte di una “categoria” composta di: deboli, stupidi, ipocriti, eccetera. Se la categoria è così merita qualsiasi “punizione”. Il tema viene fuori spesso, l’ultima volta dopo l’annuncio della fine di Zelig (che poi sarebbe uno stop di un anno). Molti hanno “esultato” sui social network. Le critiche che mi è capitato di leggere o che mi sono state fatte di persona sostenevano che queste persone avevano fatto i laboratori, i provini quindi non potevano esprimere critiche poiché erano “coinvolti” nel sistema. Questo descrive un quadro di persone deboli, ipocrite, opportuniste, tratteggiato dagli stessi addetti ai lavori. Si tratta di un caso di auto discriminazione.

Succede sempre, quando si parla della scarsa incisività del comico nei confronti del proprio ambiente, vuoi per la mancanza di diritti o di un’associazione di categoria o di iniziative politiche ridotte a zero e di sottomissione a un numero ristretto di manager / produttori. Viene fuori che i comici non combineranno mai niente di incisivo perché sono (ipocriti, eccetera, eccetera). Questa discriminazione inflitta a se stessi è sia sbagliata che falsa. Vediamo di spiegare bene perché:

E’ vero che la comicità vive un momento di recessione che è soprattutto creativa ed economica, ma non è sempre stato così. La nostra comicità ha una tradizione molto nobile fatta di coraggio, talento, creatività. Il Made in Italy della risata è stato uno dei più forti al mondo (vedi il successo planetario della commedia all’italiana). Adesso non se lo fila nessuno fuori dai confini nazionali ed è incartato in format ripetitivi e senz’anima, intrappolato nella recessione economica. Ma si tratta comunque di un periodo, non di una continuità nel tempo.

Questo blog fa coincidere l’inizio del declino con l’esplosione degli scalettoni di cabaret di prima serata. Che poi l’ambiente sia stato travolto da questa “onda anomala” è un dato di fatto, ma non si possono colpevolizzare gli abitanti della costa se subiscono delle distruzioni da uno tsunami (ipocrita, hai bevuto acqua e sei quasi affogato!).

Certi comportamenti non c’erano prima, si sono sviluppati negli anni d’oro del cabaret, stanno declinando, un giorno non ci saranno più. Nessuno sogna di vestirsi da castoro e di dire tre volte in un minuto il tormentone “sei un gran pezzo di diga!” a meno che qualcuno non crei artificialmente la necessità di vestirsi da castoro, soprattutto quando vestirsi da castoro non è neanche più redditizio economicamente (e nessuno, a casa, in ufficio, a scuola ripete: “sei un gran pezzo di diga!”).

Allo stesso modo il comico che è incapace di associarsi e di proporre qualcosa di politico, è un pregiudizio. Allora Beppe Grillo? Era un comico, adesso è il secondo partito italiano.

Qualcuno vi dice che quello che sta succedendo è colpa vostra? Che non potrete mai fare niente per cambiare le cose poiché siete deboli di natura? Quel qualcuno vi sta discriminando. Se, invece, avete voi la sensazione che sia così, è un caso di auto discriminazione. Ed è sbagliata.

Ananas Blog

sterilità creativa: la versione di Totti

13 lug
Maurizio Totti (da Dagospia)

Maurizio Totti (da Dagospia)

Non si fa in tempo a dire come la comicità italiana sia diventata un po’ sterile  in tutti i settori “nobili”, cinema compreso, causa “monocultura di produzione sketch televisivi” (leggi qui) che arriva una conferma indiretta da parte di Maurizio Totti, patron della Colorado Film e produttore di tutte le edizioni di Colorado. L’occasione è un’intervista rilasciata a Malcom Pagani per il Fatto Quotidiano, riportata da Dagospia (leggi qui). Totti è secondo solo a Gino Vignali in quanto a pragmatismo manageriale (la Colorado Film non ha debiti con le banche). Leggendolo, si imparano un sacco di cose. L’intervista è una difesa dei “remake” nei confronti delle “idee originali”:

Negli ultimi tempi ho prodotto tre remake e due film originali. Con i primi ho incassato 30 milioni di euro. Con i secondi 3. Se qualcuno mi spiega che delitto compio con il remake sono pronto a discuterne.” (dovrebbe riferirsi ai remake: La peggiore settimana della mia vita, Fuga di cervelli e Che bella sorpresa; mentre le idee originali fallite sarebbero: Soap Opera e Tutto molto bello NDR). Si potrebbe aggiungere, facendo una battuta, che anche Colorado è un remake di Zelig e ha funzionato Continua a leggere

La volta in cui potevamo salvare la comicità italiana

11 lug
l'economista Alberto Bagnai ospite di Byoblu.com

l’economista Alberto Bagnai ospite di Byoblu.com

Di Roberto Gavelli

La crisi greca ha messo in evidenzale figure di alcuni economisti molto critici sull’euro. La moneta unica sarebbe una “gabbia” che produce alla fine austerità, recessione, perdita dei diritti dei lavoratori, abbassamento dei salari, deflazione e crescita del debito pubblico. Per approfondimenti si può leggere il blog di Alberto Bagnai, Goofynomics. Non parlando qui di economia, ma di comicità, torniamo a concentrarci sulle vicende del nostro mondo, il quale ha subito una profonda recessione che ne ha depresso la vitalità (e il fatturato) rendendolo un prodotto che, tra l’altro, non è appetibile all’estero, quindi inesportabile.

Se l’Euro (secondo i critici) è la camicia di forza per la nostra economia, quale sarebbe stata la “gabbia” che ha depresso l’economia comica? I lettori più attenti del blog avranno già indovinato (bravi): le false liberatorie. Dal mio punto di vista sono il fattore principale del declino di Zelig, che da allora ha iniziato a “precipitare”, tirandosi dietro l’intero ambiente, quando avrebbe potuto “salvarsi” con poche mosse razionali. Fu deciso di tenere un’anomalia così macroscopica. Roba da matti!

Approfondimenti sul tema sono contenuti nella categorie Reportage Video dietro le quinte dei laboratori Zelig e La presunta scuola di recitazione. Partiamo dalla base con una serie di FAQ:

A COSA SERVIVANO LE FALSE LIBERATORIE? Tecnicamente a due cose: A) evitare che nei laboratori Zelig venisse pagata l’Enpals a chi saliva sul palco, B) evitare che nei laboratori Zelig la Siae venisse corrisposta ai legittimi proprietari. Ricordiamo che i laboratori Zelig sono degli show live con pubblico pagante e che, negli “anni d’oro” producevano 25.000 ore di lavoro gratuito per circa 180 serate l’anno e quasi 3.000 sketch prodotti “a fondo perduto”. Queste cose sono state scritte nel maggio 2010 (leggi qui). Adesso su Facebook c’è stata una riscoperta della cosa, ma solo dopo che il leone Zelig è diventato innocuo. Continua a leggere

il Boss dei Comici su La7

9 lug
Malamore e Zecchinetta VS i Figli di Mormone (dall'ultima stagione di Made in Sud)

Malamore e Zecchinetta VS i Figli di Mormone (dall’ultima stagione di Made in Sud)

E’ appena stata annunciata, nell’ambito della presentazione dei palinsesti di LA 7, la partenza de Il Boss dei Comici, talent di cui avevamo già parlato su Ananas Blog. La squadra è quella di Made in Sud. (Leggi post su tvzap). Giovani comici da tutta Italia verranno selezionati presso il Teatro Tam di Napoli e il Caffè Teatro di Verghera di Samarate di Maurizio Castiglioni (Grande amico di Nando Mormone, vero boss dei comici di Napoli). I Talenti verranno aiutati da coach come Antonio Giuliani, Dado, Paolo Caiazzo, Omar Fantini, con l’aggiunta di un Boss dei Comici (si fa il nome di Alessandro Siani) che darà il responso finale. Il giorno di messa in onda forse è la domenica, forse il giovedì (sarebbe clamoroso, prenderebbe il posto di Santoro). Continua a leggere

un anno o per sempre senza Zelig

9 lug
"you just turned your back on the crowd"

“you just turned your back on the crowd”

La notizia della “fine di Zelig” è rimbalzata sui social network facendo venire a galla ciò che alcuni addetti ai lavori sanno già da tempo: esiste un sentimento anti zelighiano che è profondo, diffuso, viscerale. Veramente sappiamo che Zelig non è contemplata nei palinsesti Mediaset per il 2015, il che significherebbe come minimo un anno stop. Oppure la fine. Oppure un nuovo inizio altrove o sotto altre forme. A dare “fuoco alle polveri” è stato un articolo satirico di Stefano Disegni su Il Fatto Quotidiano (qui riportato da Dagospia).

“… Termina la feroce dittatura che per diciotto lunghi anni ha imposto nel nostro paese la plumbea comicità monocratica a base di tormentoni e una-battuta-ogni-sei-parole, guai ai sovversivi che pretendevano di elaborare stili non graditi al Regime o tentare un cazzo di monologo che durasse più di tre minuti compresi gli applausi…”

Il primo dell’ambiente a prendere posizione ufficiale è stato Cesare Gallarini con un post dai toni molto duri su Facebook che, nei commenti, ha aperto la stura a tutti i sentimenti anti zelighiani. Si segnalano poi i post di Pietro Sparacino, vedi sua pagina FB (Riusciranno i comici dei laboratori Zelig, che hanno sempre lavorato gratis, a sopravvivere senza quello che non hanno mai guadagnato?) e  di Giorgio Montanini, vedi sua pagina FB (Non è una notizia bella in sé, il fatto che chiuda lascia quasi uno strascico malinconico. La notizia bella è che la comicità nazional popolare, se fatta male e in modo banale e reazionario, non incontra più il gusto del grande pubblico.) Continua a leggere

La Cresta dell’Onda web serie sul post cabaret

4 lug

La Cresta dell’Onda è una web serie che vede protagonisti due comici popolari (Claudio Batta e Rocco Ciarmoli) diretti da alcune giovani leve dell’audiovisivo milanese (vedi pagina FB). Il tema trattato è interessante, poiché parla del post cabaret, cioè della fase che stiamo vivendo, ormai lontana dagli anni d’oro della comicità (grande popolarità, grandi cachet). Batta e Ciarmoli (subentrato, per motivi di agenda a Diego Parassole rispetto al progetto originale) sono Paolo ed Enzo, due comici che, svanita la popolarità (il primo fa addirittura il venditore di sanitari), cercano di rientrare in gioco, di tornare sulla “cresta dell’onda” appunto. Il primo video oltre al coprotagonista Manuele Laghi vede le guest di Claudio Lauretta, Paolo Scarpelli, Marco Ghirlandi e del versatilissimo Tony Rucco:

 

Bisogna dire che Claudio Batta e Rocco Ciarmoli hanno dato una bella prova attoriale, riuscendo a dare a un contesto pieno di gag un sottofondo malinconico e riflessivo che fotografa bene l’attuale momento di crisi del settore. Continua a leggere

Paolo Ruffini e il suo “arrivederci” a Colorado

2 lug
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Un’immagine di repertorio con Olga Kent e Lorella Boccia

Paolo Ruffini ha appena salutato i fan che lo seguivano a Colorado con un post sul suo blog (leggi qui), nel quale fa i migliori auguri a Luca e Paolo, che subentreranno nella conduzione. Paolino ricorda che è stato proprio Luca Bizzarri  a scoprirlo e dare avvio alla sua carriera e si dice felice per la scelta:

“Tutti pensano che il nostro mondo sia competitivo e invidioso. E’ vero. Ma non sempre. Immaginerete quindi che non è una cazzata che io sono davvero felice che Colorado venga condotto da Luca e Paolo. Perché so che loro faranno benissimo alla trasmissione e la trasmissione farà benissimo a loro.”

Poi c’è la rivelazione di essersi alzato da tavola con ancora un po’ di fame (forse preludio a un futuro ritorno?) e una celebrazione del lavoro svolto, con numeri importanti: 5 stagioni e 61 puntate, comprese le 15 dell’ultima stagione che, forse, ha sforato un po’ troppo nell’estate: Continua a leggere

il progetto Baguette Brothers tra comicità e rap

30 giu
I Baguette Brothers: Gabri Gabra - Daniele Ronchetti e Alberto Pernazza

I Baguette Brothers: Gabri Gabra – Daniele Ronchetti e Alberto Pernazza

Segnaliamo l’interessante progetto dei Baguette Brothers. Chi sono? Daniele Ronchetti (Gabri Gabra) e Alberto Pernazza (il  Coniglio del Chiambretti Night), nella finzione Rocco e Alfonso, due panettieri genovesi con la passione per il rap; due stili diversi che si uniscono in un progetto che è comico, musicale, con una estensione live (vedi pagina Facebook) e un punto di vista allegramente “ignorante” sulla realtà. Il regista è Namas (che sta mostrando il suo talento anche nel progetto I REC in LOVE), il producer Fais, tutti e due per l’etichetta Double King Productions.

Un primo video, Uozzap, è uscito ai primi di giugno e ha raggiunto velocemente le 50.000 visual su Facebook. Qui la clip su Youtube:

Il secondo video (due settimane a Formentera) uscirà a metà luglio, mentre un EP con 5 brani dal titolo Grano Duro è previsto per settembre 2015. Lo show live è tarato per le discoteche, con un set che comprende 4 canzoni originali by Baguette Brothers e una “chart” di 10 pezzi contemporanei, il tutto condito da gag e battute, mettendoci comunque la presenza e la voce sul rappare dal vivo. Insomma, un progetto ambizioso, lungimirante, di sicuro con una qualità realizzativa alta.

Ananas Blog (Bisognerebbe imparare come si sta al mondo, ma è molto meglio combatterlo)

Nemico Pubblico l’ultima puntata della stagione 2

29 giu
Giorgio Montanini giunto al traguardo delle 8 puntate

Giorgio Montanini giunto al traguardo delle 8 puntate

L’ultima puntata della fortunata seconda stagione di Nemico Pubblico, con Giorgio Montanini, su Rai3, ha fatto 320.000 spettatori e uno share del 3,91%. Rivedibile per una settimana qui su Rai Replay. Vediamo i contenuti: monologo “per natura non è che sia un cattolicone… ho desiderato migliaia di donne d’altri… nomino spesso il nome di Dio invano, più spesso a ragione”. Paragone tra la fede in Dio e quella in sé stessi. Candid Camera: Giorgio, con alcuni complici, va a Tarquinia ad annunciare la costruzione di una discarica, in una rovente assemblea cittadina. Lo scherzo è preceduto da una serie di comunicati stampa fake, per “far cadere in trappola” cittadini e amministratori.

Filippo Giardina chiude la serie di pensieri paradossali e controcorrente intervistato dal giornalista di Mediatrends America Roberto Neyra Montoya, sulla natura umana:  il male nasce dal fare figli, sono lo strumento per smettere di amarsi, tutto per un esserino privo di carattere e di intelligenza, che distruggono la vita dei genitori in cambio dell’illusione narcisistica del non morire mai. Il genere umano non ha più nulla da dire, come Alberto Sordi che alla fine finì a fare film con Valeria Marini. Monologo: non possiamo avere fede in noi stessi, raccontata attraverso la storia dei Beatles e del batterista Pete Best che li lasciò in cambio di un posto sicuro (ndo vai co’ sto sottomarino giallo?). Rindo Starr ha avuto solo bucio del c**o. Continua a leggere

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