Made in Sud, prima puntata, del 3 marzo 2015

4 mar

Made in Sud 3 marzo

Made in Sud ha dato avvio alla sua sesta stagione (in meno di 3 anni), con un ottimo 2.516.000 telespettatori e uno share del 10,87%. Su Tv Blog il live completo (vedi qui) a cura di Fabio Morasca (è sostanzialmente una stroncatura). Ananas Blog recensisce solo la parte iniziale, per protestare contro le trasmissioni comiche interminabili, cui lo spettatore arriva alla fine per stanchezza (forse già addormentato).

Made in Sud contende a Colorado la palma di trasmissione “vuota” in cui si è deciso a tavolino che la comicità dev’essere fatta di battute stupide, giochi di parole, personaggini e travestimenti. Si tratta di “una televisione che non crede in se stessa, e che impila gag e battute come cassette di verdura sfiorita” (questo secondo Riccardo Bocca de l’Espresso). Sia Colorado che Made in Sud (è noto) applicano una censura sui contenuti, per eliminare qualsiasi cosa che sia “stand up”, che possa disturbare l’idea di una comicità “decerebrata”. E quando passa qualche contenuto appena decente, dev’essere affogato in mezzo a un’alluvione di gag futili e di giochi di parole.

E’ curioso che proprio i comici di punta delle due scuderie, cioè Alessandro Siani e Angelo Pintus siano stati vittima di una “epic fail” a San Remo mostrando tutti i limiti della “scuola” da cui provengono.

Detto questo, vediamo cos’è successo: Gigi e Ross Iene + Mariano Bruno mucca di Caserta, Gregoraci e Trotta, professor Fischetti, DJ Carpentieri, sigla. Battuta criptica sulla cuoca di Briatore (buttata lì per non essere capita). Lello Musella a schiaffo vestito da cuoco (“Lei sa parlare svizzero?” “Emmental!”) parte subito un gioco di parole scemo. I Ditelo Voi coi Volturi (“Cosa fanno i licantropi quando sentono la musica?” “Ballano l’alli-cantropi”, “Il conte senza l’hostess”) i giochi di parole scemi stanno addirittura peggiorando rispetto a una qualità già bassa del passato. Mariano Bruno Mucca di Caserta. Continua a leggere

Giovani (e non) prendete esempio da Bo Burnham!

1 mar

Il formidabile e giovanissimo comico americano Bo Burnhan è una risposta a coloro che stanno cercando di imporci che: la comicità per i giovani dev’essere “decerebrata”, spensierata, stupida, che si esaurisca in gag, battute, buffi travestimenti e tormentoni senza lasciare nulla; che debba andare a pescare il BimboMinkia che c’è in noi. Bo Burnham, partito dal successo di YouTube (come Diana Del Bufalo e il parallelo si ferma qui)  dimostra che si può far ridere, molto, talvolta fino alle lacrime, senza rinunciare a “disturbare” andando alla ricerca non dei soliti luoghi comuni, ma degli aspetti più assurdi e paradossali dell’esistenza (qui il suo canale YouTube).

Bo Burnham su certe cose è davvero “avanti”, soprattutto in alcune gag fulminanti, in certe chiuse inaspettate e in certi cambi di ritmo che, forse, solo lui è in grado di concepire (o che, se venissero concepite in Italia, verrebbero scartate a prescindere). Su YouTube si può trovare il suo ultimo spettacolo “What” coi sottotitoli in italiano. Qui la prima delle quattro parti (canale O.guacamole):

Fin dalle prime battute, fin dalla lunga introduzione autoironica visual (balla scimmietta, balla)  in perfetto sincronismo e piena di cambi spiazzanti, si capisce che siamo dalle parti dove Pintus non ha mai osato andare, che se ci andasse gli ordinerebbero immediatamente di tornare indietro (vedi: l’incontro con l’unicorno delle favole o Godzilla che, mentre sta schiacciando qualche essere umano, canta come sia difficile essere una lucertola). Siamo dove i Gem Boy forse sarebbero se non fossero finiti a fare canzoncine commerciali con buffi costumi a Colorado o a inseguire la cultura pop in Cristina D’Avena. Continua a leggere

Colorado, puntata 2 del 27 febbraio 2015

28 feb
Screenshot don't lie: il fermo immagine non mente, la malinconia di fondo di Paolino Ruffini

Screenshot don’t lie: il fermo immagine non mente, la malinconia di fondo di Paolino Ruffini

La puntata 2 di Colorado ha totalizzato 2.283.000 telespettatori e uno share del 9,98%. Il live completo della puntata si può leggere su TvBlog (vedi qui) attenzione: è una stroncatura. Ananas descrive solo la parte relativa alla prima serata, per protestare contro le trasmissioni comiche monstre, che durano per tre inutili ore. Vediamo cos’è successo: entra Paolo Ruffini che tenta di infondere quel senso di allegria spensierata decisa dagli uffici marketing, fornita pure dell’hashtag che “ridere non costa niente”, sostanzialmente fasulla.

Eppure qualcosa si è rotto, per sempre, Paolino in fondo non ci crede più (ammesso ci abbia mai creduto) e ciò traspare in modo imbarazzante dai fermo immagine (vedi gli screenshot in questo post) in cui emerge tutta la malinconia di questo mondo. Forse è la maturità, il superamento di quella Linea d’Ombra, che porta verso una maggiore consapevolezza. Comunque poi interagisce coi Panpers. Poi Alice Mangione col navigatore (leggi a proposito a fine articolo) e Diana Del Bufalo che fa la svampita.

Screenshot don't lie 2: la maschera tragica di Paolo Ruffini

Screenshot don’t lie 2: la maschera tragica di Paolo Ruffini

Pino e l’Anticorpo (poiché non c’è più Melchiorre) il rally di Babbudoiu (qual è lo scopo del dérapage? la decorazione) guest Alice Mangione navigatore, Raffaele D’Ambrosio ma che piacere, Milani e De Santis con l’imitazione di Samantha Cristoforetti e le guest di Casalino e della cantante Annalisa, Valeria Graci imita Federica Panicucci da Mattino 5 (tormentone: la Fede Pani e Cucci), I Panpers cantano Sabato di Jovanotti, con guest Diana Del Bufalo, Peppe Iodice col suo Birillo, Rita Pelusio imita Violetta con collegamento esterno (parallelamente la possiamo vedere a teatro con “Comedians” di Trevor Griffiths con cast tutto femminile, con Margherita Antonelli, Claudia Penoni, Alessandra Faiella). Continua a leggere

La provocazione di Filippo Giardina (e il vuoto delle “battute basiche”)

26 feb

 

Filippo Giardina

Filippo Giardina

Cominciamo da un post “shock” di Filippo Giardina (fondatore di Satiriasi) su Facebook in data lunedì 23 febbraio (leggi qui) che riportiamo integralmente:
“Per tanti anni la comicità italiana e’ stata tenuta in ostaggio da pochissime persone ricche e potenti.
Zelig e Colorado hanno plasmato le coscienze comiche di milioni di Italiani, trasmettendo e fortificando tutti i più beceri luoghi comuni.
Poi e’ nata Satiriasi.
Oggi si fanno programmi televisivi di stand-up comedy, workshop di stand-up comedy e programmazioni di stand-up comedy.
Capisco che in un mondo di invidiosi e individualisti, sia difficile ammettere quanto Satiriasi abbia cambiato la storia della comicità italiana, ma dovreste farlo lo stesso.
Perché la storia di satiriasi e’ una bella storia.
E’ la storia dei poveri che vincono sui ricchi, e’ la storia del lavoro serio che vince sull’approssimazione ed è la storia della qualita’ che vince sulla mediocrità.
“In Italia non si può fare niente vanno avanti solo i raccomandati…”
Ma tu la conosci Satiriasi?
Stasera alle 23 su Comedy Central (canale 124 Sky) c’è la quarta puntata di una storia italiana bella e pulita.
Che Dio vi fulmini!

Ovviamente la cosa ha scatenato un dibattito furioso, su Facebook e fuori. Continua a leggere

parte Campus Comedians: la conferenza stampa

24 feb
un'immagine dalla conferenza stampa di Campus Comedians

un’immagine dalla conferenza stampa di Campus Comedians

Lunedì 23 febbraio, presso i locali dell’ESU Verona e alla presenza anche del sindaco cittadino Flavio Tosi, si è svolta la conferenza di presentazione dell’interessante progetto “Campus Comedians”, ideato da Cristian Calabrese, progetto di cui Ananas Blog aveva annunciato, a grandi linee, i contenuti in un post del 12 febbraio (leggi qui). Campus Comedians va alla ricerca di giovani stand up comedian, per il momento in ambito universitario veronese, anche se l’iniziativa potrebbe essere in futuro estesa a tutto il territorio nazionale.

Tutto nasce dalla necessità di rinnovare il linguaggio comico in Italia, di fornirlo di quella ventata di aria fresca di cui si sente assolutamente bisogno. Così non si cercherà il comico fatto e finito o già inserito a vario titolo nei circuiti di cabaret, ma il giovane che sia “interessante” perché abbia personalità e qualcosa da dire sui temi legati alla società e alla satira.

10991366_1565101723777635_6922762533481924888_nPer le selezioni, che dureranno fino al 30 aprile, verranno allestiti dei box in sede universitaria, in cui lasciare un video di 1 minuto. La prima “sessione” domani, mercoledì 25 febbraio, dalle 11,30 alle 13,30, presso la mensa San Francesco, quella successiva lunedì 2 marzo presso la facoltà di scienze e medicina. Campus Comedians è realizzato da Comedy Clan con la collaborazione di ESU Verona e delle partecipate veronesi.

Lo stesso Sindaco Flavio Tosi l’ha definito un progetto innovativo, rivolto ai giovani che, avvicinandoli alla comicità, potrebbe in futuro produrre anche delle opportunità lavorative.

Ananas Blog (Long May You Run)

Colorado, prima puntata del 2 febbraio 2015

21 feb
l'aria un po' triste e un po' smarrita che hanno i "cavalli di ritorno" perdendo l'energia che avevano una volta

l’aria un po’ triste e un po’ smarrita che hanno i “cavalli di ritorno” perdendo l’energia che avevano una volta

Colorado ha aperto la prima puntata della nuova stagione, il 20 febbraio 2015 (i dati auditel per motivi tecnici, saranno resi noti domattina) Aggiornamento: 2.294.000 telespettatori, share del 9,98%, comunque numeri discreti. Conduzione di Paolo Ruffini con Diana Del Bufalo. Band dal vivo tutta femminile: Le Charleston (from Cesena). Qui il live su Tv Blog. Vediamo cosa è successo: inizia Ruffini, con l’aria un po’ triste dei “cavalli di ritorno” (mantenuta per tutta la serata) che introduce la parodia de Il Volo con Casalino, Bianchi, Fubelli; poi Angelo Pintus che cazzeggia un po’ con Ruffini, poi arriva Diana Del Bufalo che fa la svampita e Ruffini e Pintus la cazziano. Sigla (scritta da Diana Del Bufalo).

Pucci a schiaffo, poi monologo su San Valentino, Valeria Graci con l’imitazione di Federica Panicucci, gag Ruffini del Bufalo, entra Raffaele D’Ambrosio a schiaffo (ma che piacere…) che li scambia per Albano e Romina, novità: Alice Mangione nel navigatore Viki (con inesplicabile costume da bambolina spaziale), Gianluca Fubelli col ninja vestito di bianco, con due gambe finte, demenziale; imitazione di Samantha Cristoforetti col suo colf brasiliano (in vidiwall, ma senza green back, su cui aleggia lo spirito di Zelig One) a opera di Milani e De Santis, Andrea Pisani imita Mika (già imitato a Zelig e Made in Sud) e Fedez imitato da Luca Peracino, canzone su X-Factor con coreografia e cast (Mirabella fa Morgan, Cacioppo Elio). Continua a leggere

i bei tempi della mega conferenza stampa

19 feb
la conferenza show dell'anno sorso

la conferenza show dell’anno sorso

Domani, venerdì 20 febbraio, su Italia 1, inizia la nuova stagione di Colorado… “i cui punti salienti sono stati raccontati nella tradizionale conferenza stampa?” chiederanno i nostri piccoli lettori. No, a quanto pare quest’anno la conferenza stampa non si è fatta, ma è uscita qualche intervista video a Paolo Ruffini con la neo conduttrice Diana Del Bufalo (vedi qui su Oggi.it) con appena qualche gag scritta a tavolino (lei fa la svampita e lui la cazzia).

Eppure è passato appena un anno (marzo 2014) da quando la presentazione di Colorado avveniva con uno show quasi hollywoodiano, preceduto addirittura da una coreografia stile musical. C’era la presenza appassionata dell’allora direttore di rete, Luca Tiraboschi, a proteggere e promuovere il suo programma del cuore, affiancato dal patron della Colorado Film Maurizio Totti e da Diego Abatantuono; c’erano gli autori schierati come calciatori all’inizio della Champions League, bersagliati dai flash dei fotografi. Vedi qui: Continua a leggere

Pintus, consigli disinteressati e “da amici”

17 feb
Angelo Pintus al Forum

Angelo Pintus al Forum

Il Festival di Sanremo, come un’onda perfetta, ha messo allo scoperto ciò che era già evidente: la comicità italiana soffre di una grave mancanza di contenuti. Il Corriere.it ha dedicato alla débâcle una compilation dal titolo “il peggio della comicità sanremese” (vedi qui). La categoria cabarettista forse non ha mai goduto di così scarso prestigio: gente che fa battute scontate, ricicla barzellette e ripete luoghi comuni. Questo è il messaggio che sta passando.

Il più colpito dalla “Epic Fail” sanremese, paradossalmente, è stato proprio uno dei comici più popolari del momento, Angelo Pintus, reduce dal successo di Pintus @ Forum (leggi qui recensione). Potrebbe essere solo un passo falso in una marcia comunque trionfale. Eppure ciò che è stato contestato a Pintus, veniva anticipato proprio qui su Ananas Blog, dove, pur elogiandone la performance, si faceva notare che: “Gli spunti narrativi sono tutti da “cabaret basico” tipo: gli italiani che parlano male l’inglese, la mamma che mena, i mondiali di calcio, le feste in cui scatta il lento, eccetera. Non solo, lo spunto porta sempre a imitazioni, caratterizzazioni, voci e tutto, poi, muore lì.”  E poi: “Insomma, Pintus è un ottimo comunicatore, ha un pubblico vastissimo, volendo in futuro potrebbe raccontare qualcosa di più “denso” di più profondo, magari affrontare anche argomenti di maggiore impatto sociale.” Continua a leggere

il Fondo dello Spettacolo, di Davide Colavini: per capire o per riscoprire

16 feb
Il Fondo dello Spettacolo (copertina)

Il Fondo dello Spettacolo (copertina)

Il Fondo dello Spettacolo è il primo romanzo del comico, attore, autore, regista e amico Davide Colavini. Si tratta di un romanzo di formazione il cui protagonista è Renato Cavazza, “un cabarettista malato di protagonismo timido. Non ha nemmeno tanto talento, ma è determinato alla causa”, preceduto da una bella e sentita prefazione di Enrico Bertolino (Questo Renato Cavazza è il ritratto della mia generazione di comici innamorati del palco…). Già perché Bertolino viene da quel tipo di gavetta, tanto che, tra molte cose giuste, ci rammenta che “Il locale è ciò che ha permesso alla mia generazione di creare quegli anticorpi da renderci capaci di gestire un palco a un matrimonio o di far da scaldapubblico in una festa di paese in piazza”.

Il romanzo non parla solo agli addetti ai lavori, è il resoconto di tante vocazioni lavorative su cui, alla fine, prevarrà quella di far ridere; che si dipana tra amori, lavori improbabili, tecniche di sopravvivenza, rapporti familiari, crisi esistenziali e momenti di esaltazione; passaggi epocali come quello a cavallo tra l’illusione degli anni ’80 e la disillusione degli anni ’90, per poi giungere all’imprevedibile finale. Continua a leggere

Flop comico a San Remo: Luca e Paolo non originali sul matrimonio gay?

15 feb
Luca e Paolo matrimonio gay a San Remo

Luca e Paolo matrimonio gay a San Remo

Del flop comico di San Remo si è detto molto, soprattutto legato alle performance non brillanti di Angelo Pintus e Alessandro Siani, colpevoli di aver portato del repertorio un po’ fuori luogo (vecchie battute per Siani con luoghi comuni su nani e ciccioni e materiale da Colorado per Pintus), ma, si è detto, per fortuna ci hanno pensato Luca e Paolo a risollevare le sorti: “Con Luca e Paolo finalmente a Sanremo la satira decolla.” commentava quasi commosso l’Huffington Post (Leggi qui). Uno degli sketch più celebrati era quello delle nozze gay che si è chiuso addirittura con un sonoro “Vaffanculo” (vedi qui lo sketch su Rai.Tv).

Peppe e Ciccio matrimonio gay a Metropolis

Peppe e Ciccio matrimonio gay a Metropolis

Il meccanismo comico è semplice: di fronte all’altare Luca Bizzarri è entusiasta della vita a due, Paolo Kessisoglu invece, smonta tutto poiché ne vede l’aspetto negativo. Concetto: alla fine i problemi matrimoniali sono universali. Continua a leggere

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