Steve Martin insegna “Comedy” online

22 Giu

La pagina di Steve Martin Teaches Comedy

Steve Martin, uno stand up comedian diventato poi famoso in tutto il mondo attraverso il cinema, al 6° posto nella classifica dei 100 comici migliori di tutti i tempi secondo Comedy Central (vedi Wikipedia) ha qualcosa da insegnare? Oppure la comicità è un’arte minore, superficiale e spensierata quindi a contenuti zero? La risposta sta nella Master Class intitolata “Steve Martin Teaches Comedy” (guarda qui) suddivisa in 25 lezioni video a pagamento (costo 90 dollari) e venduta in tutto il mondo.

Per la qualità del progetto, basti citare altri “tutor” di Master Class: il jazzista Herbie Hancock, Shonda Rhimes (artefice di Grey’s Anatomy), il regista Werner Herzog, la cantante Christina  Aguilera, il formidabile sceneggiatore Aaron Sorkin, il grande attore Kevin Spacey, lo scacchista Garry Kasparov, eccetera, tutta gente al vertice della propria professione.  

Il focus è:  “Learn from the legendary comedian in his first-ever online class.” (Impara dal leggendario comico nella sua prima classe online). In cui si impara tra l’altro a trovare la propria voce comica (from finding your comedic voice).

E da noi in Italia? Quale comico potrebbe insegnare in una master class online? Crozza? Brignano? Maurizio Milani? Manera? Rezza? Vicidomini? Raimondo?

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I comici sul web: Grilletto Facile

11 Giu
L'immagine di copertina di Grilletto Facile

L’immagine di copertina di Grilletto Facile

In tempi di desertificazione comica televisiva (situazione che promette di durare a lungo) può essere interessante spostarsi sul web dove è possibile sperimentare senza l’assillo della performance televisiva e dell’autore che ti dice: quest’anno è il tuo anno”. Nel post precedente avevamo messo l’attenzione su Eng Comica, questa volta parliamo di Grilletto Facile (qui la pagina Facebook) realtà aperta agli inizi del 2017.

Grilletto facile è composta dal comico e autore Sergio Giuffrida (anche nel cast di Colorado 2014), e dall’autore comico Gianluca Irti (che ha scritto anche per comici di Zelig Circus, Colorado, Made in Sud). Si è avvalsa su diversi video della regia di Marco Mari. Lo scopo della pagina è quello di utilizzare lo Strumento Social per fare satira sociale attraverso video e comicità. Il video che ha riscosso ad oggi maggior successo è quello sull’obbligo dei 12 vaccini (guarda qui il video) che ha raggiunto 274.000 visual toccando un tema di strettissima attualità.

Il protagonista alla notizia dell’obbligo di 12 vaccini, va totalmente in ansia. Il finale ha un twister (ribaltamento del punto di vista) in cui si svela che…

Grilletto Facile spazia su molti temi sociali (qui la playlist completa): dal razzismo, all’omeopatia, alla politica di Trump fino ad arrivare all’ossessiva presenza dei motivatori sui social creando il personaggio MOTEMAGNO (parodia di Marco Montemagno). Segnaliamo: il terrorismo spiegato col Risiko. Oppure: i “pipponi” a favore di Jovanotti.

Anche nei video interpretati solamente da Giuffrida i testi e le idee sono coadiuvate da Gianluca Irti.

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I Comici sul Web: la EngComica

4 Giu

I Grassi Satiri con Gaetano Dibitonto (EngComica) e Matteo Iuliani (Bruce Ketta)

Viviamo un periodo di desertificazione dell’offerta comica televisiva. Potrebbe essere il momento buono per spostarsi sul web, sperimentare senza l’assillo del pezzo tv. Così in Ananas è nata la curiosità di raccontare qualcuno di questi progetti. Per esempio cominciamo dalla EngComica (qui la Pagina Facebook) che nasce da un’idea di Gaetano Dibitonto (già CD Rom con diverse stagioni a Made in Sud)  Fabio Cavallari (del noto duo Bred e Pitt) e  Michele Giordano (operatore camera e post produzione).

Attualmente EngComica è composta da Gaetano e Michele, con la collaborazione della costumista e truccatrice Sara Ciccarelli. Si occupa, oltre che dei propri video, di produzioni in senso generale e di pubblicità per piccole aziende. Sta mettendo in cantiere anche il progetto I Grassi Satiri, cioè il mondo visto dagli over 100 kg (vedi Pagina Facebook) con la partecipazione di Matteo Iuliani, alias Bruce Ketta.

Facciamo una breve cronistoria: un primo video che ha iniziato a muovere un po’ di visual è stato Gli effetti di Sanremo su mia Nonna (vedi qui) che su Facebook ha sfiorato le 90.000 visualizzazioni. Poi c’è stato Il Vigile Bastardo (vedi qui) con la guest di Alessandro Bianchi e il suo vigile libidinoso (scartato da Colorado con miopia che sfiora la cecità) che è giunto a 216.000 visual. In seguito sono arrivate le 631.000 visual di Vegane Bastarde (vedi qui) con la complicità de I Panpers. Numeri ancora da sviluppare rispetto alle vere star del tubo, comunque un inizio incoraggiante.

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Lo stato delle cose, le pause (e la stand up)

21 Mag

Ananas Blog è in una situazione di stand by (o di quasi vacanza) molto semplice da spiegare: il mondo che esisteva alla sua nascita (nel lontano 2010) non esiste più. Il fatto più eclatante è stato la fine di Zelig per come l’avevamo conosciuta: una macchina macina soldi, visibilità, dedizione e soggezione indotta nei più deboli. Cattiveria umana gratuita, eccetera, eccetera. Ananas era un’assonanza con Bananas, l’agenzia zelighiana. La fine di Zelig ha provocato relax da post combattimento. Una sensazione né bella, né brutta, su qualcosa che già si sapeva fosse inevitabile. A rimorchio si sta verificando lo spegnimento (graduale) di tutto l’indotto legato ai cosiddetti scalettoni comici di prima serata.

Allora che fare? Di cosa scrivere tenendo presente che qui siamo nell’area no profit quindi non ti pagato per farlo? Si potrebbero rinfocolare o riattizzare vecchie polemiche, attaccare e/o randellare realtà che sono già state randellate a sufficienza e che sono in crisi irreversibile per i fatti loro (Eccezionale Veramente è stato una pessima idea? Già detto e ridetto…). Oppure rispondere a tono a certi commenti per innescare qualche discussione su cose che sono già state dette. Non è il caso. La cosa migliore è prendersi un periodo di studio/lavoro e diradare i concetti da qui e per tutti i mesi caldi.

Però qualcosa da dire c’è, anche per rispondere ad alcuni commenti ricevuti di recente sul blog. I commenti sollevano la seguente criticità: “Perché non racconti del declino della stand up comedy in Italia, dopo averla tanto esaltata?”

Proviamo a rispondere: in primo luogo il fenomeno stand up, così definito, è ancora molto giovane. Stiamo parlando di tre anni appena. Zelig locale, per esempio, nasce in maggio del 1986, Giancarlo Bozzo, barista in preda all’amore per l’arte senza averla, cerca di farlo fallire accumulando debiti, ma arrivano gli affaristi… (sto divagando). L’approdo in tv è del 1996 su Italia 1 per il decennale del locale.  Ma lo zelighismo vero e proprio esplode nel 2003 con il Circus. Da lì devono passare almeno un 9 anni per  i primi segni del tracollo, con la seconda conduzione Bisio/Cortellesi. Continua a leggere

Scapezzo al Teatro Vascello: ulteriori apprezzamenti

13 Mag

Si avvicina la data del 19, 20, 21 maggio, quando Scapezzo, l’indicibile spettacolo di Nicola Vicidomini verrà rappresentato al prestigioso Teatro Vascello di Roma. Vicidomini si è guadagnato estimatori trasversali e, nel post precedente, avevamo citato gli endorsement video di un grande del teatro d’avanguardia come Cosimo Cinieri e di un maestro indiscusso del surreale come Nino Frassica. Qui ne inseriamo altri, come quello del sommo pensatore irregolare Fulvio Abbate:

 

Poi, per non farci mancare nulla, quello di un maestro indiscusso per chiunque ami la televisione e il cinema, vale a dire Marco Giusti:

Della partita ci saranno anche: il performer e cantante Sarò Zero e il fantasista Italo Vegliante, detto La Pantera Rosa, caratterista di tante pellicole di genere italiane; la regia è di M Deborah Farina.

Info e prenotazioni;
promozione@teatrovascello.it
065898031 – 065881021
sconti per gruppi di 10: staffvicidomini@gmail.com

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La finale di Italia’s Got Talent a sorpresa…

30 Apr

I Trejolie a Italia’s Got Talent

Una delle regole per mantenere un umore sereno è quella di non guardare mai i Talent che, in individui dal carattere anche appena empatico, possono indurre una certa tristezza. Però magari vai a guardarti i risultati della finale di Italia’s Got Talent. In questo caso per vedere come se la fosse cavata Cristiana Maffucci, che aveva portato con grande successo un monologo sull’amare se stessi (vedi qui) il cui video aveva fatto un autentico boom di visualizzazioni. La Maffucci in finale però non c’era, misteri dei talent.

Però, e qui c’è la sorpresa, al primo posto si è classificato un gruppo comico, i Trejolie (qui il pezzo della finale) e al secondo un monologhista napoletano: Francesco Arienzo (qui durante le selezioni). Che sembrano aver rotto le due regole consolidate: 1) Ai talent partecipano anche i comici, ma vincono sempre i circensi. 2) Ai talent partecipano anche dei comici già passati in tv che i giurati e la produzione fingono di vedere per la prima volta.

Allo stesso modo, chiunque abbia mosso qualche passo su di un palco, è stato inglobato, fagocitato, cooptato, ha sulla faccia le impronte digitali di Zelig, Colorado, Made in Sud, laboratori connessi e trasmissioni limitrofe (quindi spesso portati ai talent dalle top agenzie). In questo caso è successo il contrario: i Trejolie e Francesco Arienzo sembrano dei debuttanti veri. Questo è positivo ed è un risultato onesto rispetto a quella che dovrebbe essere la “scoperta di talenti”. Chiedendo in giro agli addetti ai lavori se li conoscessero, sono cascati tutti dalle nuvole.

I Trejolie (qui su FB) spaziano dalle canzoni, alle poesie, al ballo, al visual. C’è da dire che fisicamente sono molto carini, tecnicamente preparatissimi ed eclettici. Ci sono (forse) un po’ troppi richiami a cose già viste: gli Oblivion, i Gemelli Ruggeri, i bignami di Andrea Di Marco, le storie zippate di Maurizio Lastrico, insomma devono trovare ancora un loro stile. Francesco Arienzo (qui su FB) appartiene a quella tradizione napoletana timido stralunata che ha visto in Troisi l’artista più importante. Sembra avere un suo stile efficace.

E queste erano le sorprese (non banali) della finale di Italia’s Got Talent, forse anche un segnale dei tempi (comici) che stanno cambiando.

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Scapezzo al Teatro Vascello (endorsement video)

26 Apr

Nicola Vicidomini è uno dei pochi artisti a fare community da solo, non essendo replicabile. Uno ci prova anche “non lavarsi” o a “piacergli le vecchie” ma non sarà la stessa cosa. Il suo Scapezzo, dopo due anni di sold out a Roma e in giro per l’Italia, approda a un palcoscenico di prestigio, il Teatro Vascello di Roma (date il 19, 20, 21 maggio 2017).

In questo post ci occupiamo di alcune dichiarazioni video a favore di Scapezzo. La prima è di Cosimo Cinieri, tra le altre cose uno dei più importanti interpreti del teatro d’avanguardia italiano:

Poi segnaliamo quella dell’amico Nino Frassica (che è indubbiamente uno dei maestri del surreale italiano):

In scena anche il performer e cantante Sarò Zero e il fantasista Italo Vegliante, detto La Pantera Rosa, caratterista di tante pellicole di genere italiane; la regia è di M Deborah Farina.
Info e prenotazioni;
promozione@teatrovascello.it
065898031 – 065881021
sconti per gruppi di 10: staffvicidomini@gmail.com
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Felici di essere lì? (Screenshot never lies)

22 Apr

Fai tutta la gavetta, approdi alla tv, conduci una trasmissione comica di successo. Il prossimo gradino è quello di diventare conduttore in programmi di punta di prima serata, come quello musicale in cui i vip si divertono, cantano, ballano, giocano. Sei arrivato. Invece, non si sa perché, ti prende “‘a Malincunia”, quella sensazione di essere un po’ fuori posto, emozione catturata da quella forma di verità che è lo screenshot:

 

Un fondale di giovani che si divertono, teenager scosciate, vip simpaticoni, eppure…

Forse perché magari la trasmissione aveva fatto Furore negli anni ’90, ma adesso sente un po’ il peso degli anni.

Essere al fianco di un’icona della tv commerciale… che faccia fare?

Oppure perché Vladimir Luxuria, Flavio Montrucchio e altri giocano in casa, sembrano più sul pezzo e tu annaspi un po’, nell’inseguirli.

Potreste stare fermi che devo dire la battuta?

A volte, a tratti, c’è la sensazione che il programma potrebbe andare da solo per inerzia, oppure che la strada per essere Amadeus sia ancora lunga da percorrere.

Ma le suddine dove sono?

Allora ci si rende conto che anche il successo ha un suo lato meno spensierato e verrebbe da cantare, con le parole di Aurelio Fierro: Tu si’ ‘a malincunìa ca trase dint’ ‘o core, malincunía d’ammore ca nun mme vo’ lassà.

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Uno dei segnali che la stand up comedy si sta banalizzando

20 Apr

La stand up comedy, sbarcata in Italia tra choc e polemiche spesso sterili e di parte, è stata sotenuta da questo blog fin dall’inizio. Ananas Blog è l’unica realtà in grado di anticipare gli eventi e i cambiamenti in corso nel mondo della comicità italiana. Così, qua e là, si captano segnali di una banalizzazione del fenomeno.

Per esempio?

Ottima domanda… Il marchio di fabbrica di base non è mio e contiene termini osceni. Quindi chi volesse proseguire lo fa esponendosi a un linguaggio scurrile (dopo la foto). Chi non volesse si ferma qui. Continua a leggere

il progetto Non Alzo le Dita di Fortunato Cipriano

14 Apr
il logo di N.A.L.D. "Non Alzo le Dita"

il logo di N.A.L.D. “Non Alzo le Dita”

Da dove si comincia? Dal fatto che la comicità italiana sia caratterizzata da una dose di maschilismo, da un disprezzo di fondo, da una serie di luoghi comuni, reiterati in tutte le salse, nei confronti delle donne. Poi capita di vedere un’altra (l’ennesima) parodia Occidentali’s Karma, il brano spacca classifiche di Francesco Gabbani e di riscontrare, questa volta, qualcosa di più interessante e di meno fine a se stesso. Così si approda al progetto Non Alzo le Dita (N.A.L.D.) del comico di salernitano Fortunato Cipriano. Progetto è appena partito (qui la pagina Facebook).

Il principio filosofico è semplice: ‘Non Alzeremo Le Dita sulle donne che ci rifiutano. Mai! L’uomo deve accettare il rifiuto di una donna senza essere violento. N.A.L.D. evidenzia la “superiorità” di chi accetta il rifiuto: è lui il vero uomo!’ Siamo in un’epoca in cui lo stalking, la violenza e infine il femminicidio mietono tristemente le loro vittime, spesso in seguito al non rassegnarsi alla fine di una storia d’amore o anche solo a un NO. In questo caso viene promossa proprio la capacità opposta: l’accettazione dell’essere rifiutati, evitando come reazione qualsiasi forma di abuso fisico e psicologico.

Ovviamente la sfida è diffondere un messaggio serio, d’impegno civile, usando l’arma dell’ironia. In ciò rientra la parodia di Occidentali’s Karma, ribattezzata Occidentali’s Kalma:

 

Non Alzo le Dita è agli inizi, sono attesi  prossimamente altri contenuti. Si tratta comunque di un’idea valida per diversi motivi: A) come detto sopra si inserisce in un contesto comico italiano afflitto da misoginia galoppante B) sposta il tema della violenza da un punto di vista maschile. E’ l’uomo a compiere un gesto nobile di sua iniziativa. Facendo così nobilita se stesso. C) stabilisce un principio di civiltà nei rapporti tra le persone.

Certo la sofferenza d’amore, il senso di perdita, la frustrazione possono essere sentimenti dolorosi ma è meglio che ognuno curi le sue ferite indipendentemente da come si comporti la donna che ha di fronte. Come ha cantato anche Billy Joel nel suo capolavoro She’s always a woman (qui): “She is frequently kind/and she’s suddenly cruel/she can do as she pleases” (Molto spesso è gentile/e ad un tratto è crudele/può fare ciò che le pare).

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