ZELIG, LA CREAZIONE ARTIFICIALE DELL’ANSIA(3)

21 Mag

Ricordo di Marino Guidi

Di Gat

 

Marino Guidi

  Marino Guidi è morto d’infarto nel gennaio del 2006 a soli 49 anni: una perdita enorme. Era un comico della vecchia scuola e un ottimo attore. Era anche una persona trasparente, era facile capire cosa gli passasse per la mente. Marino Guidi faceva parte dei mestieranti esclusi dal giro che conta, considerati portatori di  comicità troppo popolare, ma alla fine era riuscito a entrare alla corte di Zelig. Era il 2005: anno terribile, in cui la creazione dell’ansia era in fase acuta (vedi i due link precedenti).  

Marino Guidi arrivò a Zelig in uno stato d’animo particolare. L’anno prima erano stati lanciati Pino Campagna e Franco Neri che avevano fatto il boom. I due erano, al pari di Marino, due comici  per anni emarginati da Zelig. In una situazione simile è logico pensare: «Dopo i mestieranti cinquantenni del sud, adesso tocca a me che sono un mestierante cinquantenne del nord». Vedeva i suoi compagni di gavetta diventati popolari, vedeva la grande occasione a portata di mano, quella che gli avrebbe cambiato la vita.
Per due settimane qualcuno si dimenticò di dirgli che era stato convocato per Zelig Off. Marino aveva avuto pian piano notizia di tutti quelli che erano stati chiamati, mentre lui non aveva ricevuto alcun segnale.
È importante capire la tremenda tensione che si prova in una situazione del genere: in un ambiente che ti sottopone a una attesa continua, in cui le risposte definitive non arrivano mai. Marino Guidi, messo nel tritacarne di Zelig, era entrato in un ambiente ansiogeno e la mancata convocazione aveva aumentato una pressione psicologica già enorme. Il non dire a qualcuno la verità per due settimane, dandogli l’idea che fosse stato scartato (cosa terribile data l’importanza della posta), è molto pesante. Se non è stato fatto apposta si tratta di una grave dimenticanza, se è stato fatto apposta si tratta di un comportamento irresponsabile.
La tensione a cui è stato sottoposto Marino Guidi poteva essere evitata con un po’  di verità?
E’ giusto sottoporre chiunque a un trattamento del genere (indipendentemente dal suo stato di salute)? Assolutamente no. Se creo un ambiente ad alta pressione, metto in pericolo tutte quelle persone che hanno un cuore debole, oppure spingo alla depressione quelle che sono fragili di nervi. Marino, superato il brutto momento, aveva intrapreso il percorso descritto nel post 2 (https://ananasblog.wordpress.com/2010/05/20/zelig-la-creazione-artificiale-dell%e2%80%99ansia2-un-anno-con-ivan-zeligovic/). A Zelig Off aveva subito l’onta delle convocazioni a macchia di leopardo: chiamato a fare la prima puntata, ma non la seconda (chissà perché), poi la terza, eccetera, altro meccanismo creatore di ansia.
In quel periodo aveva poche serate perché Zelig Off, a cui si arriva dopo fatiche inenarrabili, è poco più di un laboratorio tv e non dà incremento di popolarità. Era perciò nel periodo di maggior stanchezza e tensione da parte di tutti quelli che vivono anno dopo anno la scalata all’olimpo di Zelig. È un caso che Marino Guidi sia morto proprio nel periodo in cui la curva dello stress, per chi aspira a Zelig, giunge fatalmente al culmine? Forse non lo è.  
Marino Guidi è morto d’infarto nel gennaio del 2006 a soli 49 anni. Si tratta di una perdita enorme. Aveva messo in gioco tutte le sue speranze. È giusto ricordare quello che gli è successo, sperando che un giorno i comici non debbano più compiere un percorso in cui stress, paura, tensione e senso di precarietà siano così intensi.
 
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49 Risposte to “ZELIG, LA CREAZIONE ARTIFICIALE DELL’ANSIA(3)”

  1. ANONIMO giugno 19, 2010 a 4:03 pm #

    MI PIACEREBBE SCRIVERE QUELLO CHE HO PASSATO IN QUEL DI ZELIG, UNA MACCHINA PERFETTA TUTTO GIRA NEL VERSO GIUSTO BRAVA E BELLA GENTE, L’ANSIA FA PARTE DEL GIOCO QUALSIASI SIA IL CAMPO, SPESSO SI CONFONDE CON L’EMOZIONE,NON POSSO DESCRIVERE FATTI E COSE PERCHE’ PURTROPPO FINIREI DI LAVORARE E NON POSSO PERMETTERMELO MA SAREBBERO TANTE LE COSE CHE MI PIACEREBBE DIRE, UNA TRA LE TANTE UN COLLEGA A CUI E’ STATO RUBATO IL TORMENTONE. LA MACCHINA PERFETTA HA PERMESSO DI IMPADRONIRSI DELLA DOTE ARTISTICA DI UN RAGAZZO TROPPO EDUCATO PER FAR CASINI LA MANCANZA DI IDEE NON POTEVANO ESSERE EVIDENZIATE E DUE O FORSE TRE DONNE DOVEVANO ANDARE SULLO SCHERMO E QUINDI COSA DI MEGLIO CHE RUBARE, IDEE DI ALTRI, UN TORMENTONE GIA’ ANDATO IN ONDA ALCUNI MESI PRIMA IN ZELIG OFF? UNA COSA PER TUTTI BRAVO BRAVO BRAVO… NON E’ DI KATIA E VALERIA MA DI UN’ALTRO COMICO CHE LA SCUDERIA DI ZELIG MANDO’ IN ONDA CON OFF.

    • Giulia Ricciardi ottobre 14, 2010 a 7:22 pm #

      Vero! Il tormentone era ed è di Francesco Rizzuto! Col personaggio del vigile parlemitano vinse la XII edizione di bravo grazie, la champion league del cabaret. Lo so perché c’ero anch’io: vinsi il premio della critica!!!!

  2. Andrea Bottesini giugno 5, 2010 a 9:41 pm #

    Solo due righe…sono piu’ bravo a cantare che a scrivere…dico solo che ho avuto il piacere di conoscere Marino mentre muovevo i miei primi passi a Zelig…lo ricordo con piacere come una persona straordinaria!Credo sia giusto rispettarlo ricordandolo per l’uomo che era!Inventare una storia sulla sua morte è quanto piu’ meschino si possa fare!Rispettate i parenti e gli amici di Marino!Concentratevi sul migliorarVi (suppongo che scriviate attacchi simili perchè avete molte volte Fallito in quello che pensiate possa essere il vostro mestiere…Vi fosse andata bene,sareste dietro la macchina ad alimentare Ansia…Vi è andata male…ricordateVi che anche il cameriere è un buon lavoro!)Io ho vissuto in prima persona la vita di Zelig…per 3 anni SI…poi all’ultimo NO…il quarto anno SI…SI…SI…prova generale NO!Sfanculo tutti e me ne torno a Genova…passa una settimana e vengo convocato 4 puntate (o forse 5…ma non mi sono mai visto!)Finisce Zelig Off e mi si vocifera il passaggio in prima serata con un “Ci vediamo a settembre”…sono uscito da quella porta sapendo di NON esserci…e cosi’ è stato!Morale:Non ho accusato nessuno del mio fallimento…la vita è fatta di esperienze!Certo che se prepariamo i nuovi comici con l’idea che a Zelig sono tutti un branco di merde è un disastro!Insomma perdonatemi non sono bravo con le parole ma si è tanto merde nel creare ansia quanto nello scrivere che Marino è mancato per questo motivo!
    Un’altra cosa…se la vosta idea parte dalla libertà di pensiero allora lasciate ogni commento in chiaro senza chiamare L’Avvocato…altrimenti è dittatura!altrimenti siete come quelli di Zelig!
    Colgo l’occasione per salutare due cari amici : Carlo Turati e Roberto Valentino che non vedo da anni!

    Buon Lavoro!

    Andrea Bottesini…oppure Pino Pinazza…come preferite!

    • Roberto Valentino giugno 6, 2010 a 2:04 am #

      MA CIAO ANDREA !!!
      MITICO !!!
      HO LASCIATO IL MIO PENSIERO SU MARINO QUALCHE SETTIMANA FA E COME TE HO INVITATO GLI AMICI A LASCIAR RIPOSARE IN PACE IL ” MIO ” ADORATO FRATELLONE, MA PURTROPPO VEDO CHE SI PROSEGUE IN UNA POLEMICA STERILE E STUCCHEVOLE.
      E CONTINUO A DIRE CHE E UN GRNDISSIMO INSULTO CONTINUARE A SCRIVERE CHE MARINO SIA MORTO PER COLPA DI ZELIG.
      E UN INSULTO PER LA MEMORIA DI MARINO E UN INSULTO PER LA SPLENDIDA REALTA’ ZELIG.
      BASTA,BASTA,BASTA !!!
      RAGAZZI VI PREGO CHIUDIAMOLA QUA.
      ANDREA ERO A GENOVA A FAR SPETTACOLO UNA VENTINA DI GIORNI FA, MA NON SAPEVO COME RINTRACCIARTI, SOLO DOPO MI E VENUTO IN MENTE CHE POTEVO CHIAMARE MAURI E CHIEDERE IL TUO NUMERO, ALLA PROSSIMA CI SI VEDE, COSI ANDIAMO A MANGIARE LE LINGUINE AL PESTO.
      UN GRANDE ABBRACCIO A TUTTI E IL MIO SOLITO BACIO A MARINO.
      ROBERTO VALENTINO.

      • ananasblog giugno 6, 2010 a 7:59 am #

        Caro Roberto, puoi evitare i messaggi personali? C’è Facebook, lì puoi occupare tutto lo spazio che c’è su linguine al pesto e compagnia bella.

        Mi chiedo: hai letto veramente il post su Marino?

        Mi puoi citare il passaggio in cui si dice “Zelig è responsabile della morte di Marino Guidi”?

        è un artificio retorico abbastanza triste fingere di capire una cosa, quando basta leggere ciò che c’è scritto per verificare che c’è scritta un’altra.

        PS: ma ti sei mai reso conto che nella splendida realtà Zelig detestano profondamente i mestieranti come te?

        La Redazione

        • Roberto Valentino giugno 6, 2010 a 10:27 am #

          CARISSIMA REDAZIONE ” VISTO CHE NON HO ANCORA CAPITO CHI SCRIVE ” LE MIE LINGUINE AL PESTO ERANO UNA BELLA PROVOCAZIONE PER SPOSTARE IL TIRO E CI SONO RIUSCITO E NE SONO FELICISSIMO.
          FACEBOOK, LO USO NON PREOCCUPARTI.
          IL POST SU MARINO L’HO LETTO E NON SOLO HO CAPITO, MA NE RIMANGO SCHIFATO CARA REDAZIONE !!
          E SE TI SCRIVO QUESTO E TORNO A RIPETERLO PER L’ULTIMA VOLTA E PERCHE’ CONOSCO MARINO,E SO COSE CHE VOI NON SAPETE, CHE VOI NON SAPETE !!
          LE SO RIGUARDO ZELIG, E RIGUARDO IL PRIVATO DI MARINO, QUINDI IO PARLO A RAGIONE !!
          POI PER QUANTO RIGUARDA I ” MESTIERANTI ” IO NON MI SONO MAI POSTO IL PROBLEMA DI ZELIG,NON HO MAI FATTO UN PROVINO A ZELIG, MA TRANQUILLO CHE SE CI DOVESSI ANDARE,SE DOVESSI ESSERE BOCCIATO, NON STO A PUNTARE IL DITO COME STATE FACENDO VOI PER CONTO TERZI ” VEDI MARINO “.
          ORA MI RISPONDERAI CHE LO FATE PER EVITARE CHE ALTRI ECC.ECC.
          TI FACCIO IO UNA DOMANDA : MA TU SEI UN COLLEGA ?
          SEI UN AUTORE ?
          PERCHE’ TUTTO QUESTO A PRO DI CHE ?
          TI RIPETO CONOSCO MARINO E SO VERITA’ CHE POCHI O QUASI NESSUNO SA, QUINDI IO PARLO A RAGIONE SULL’ARGOMENTO.
          COMUNQUE MANGIARE LE LINGUINE CREDO CHE SIA PIU SANO.
          PS RINNOVO I SALUTI AL CARO ANDREA BOTTESINI E A CARLO TURATI.
          CORDIALMENTE
          ROBERTO VALENTINO

          • ananasblog giugno 6, 2010 a 1:07 pm #

            Bravo Roberto, hai indovinato: lo si fa per evitare che succeda ad altri. Lo ripeteremo ancora perché è la verità pura e semplice, perché qualcuno ai tempi è rimasto sconvolto dagli avvenimenti, perché qualcuno ha giurato che situazioni simili non dovevano più succedere.
            E’ molto semplice da capire, ma non capirai perché non vuoi capire.
            Vabbè, liberissimo di trarre le tue conclusioni, ci mancherebbe altro!

    • ananasblog giugno 6, 2010 a 7:54 am #

      Mitico!

      Bisogna notare che hai fatto “outing”, hai raccontato in poche righe (da “io ho vissuto…” fino a “…e così è stato”) un’esperienza molto brutta, tipicamente zelighiana: alternarsi di speranze e delusioni, di “si vocifera” che inducono a tornare. 4 o 5 anni di stop & go emotivi, con “mazzata finale”.

      Il tuo post è molto interessante, MOLTO: fingi di accusare il blog e poi (magari inconsciamente) spari la tua trafila come se fosse un atto di accusa. Forse è un messaggio nella bottiglia, altrimenti perché vantarsi di aver subito un trattamento del genere?

      Perdonami, è come se tu dicessi (facciamo un esempio): sì, va bene, quelli che denunciano di essere stati picchiati sono degli sfigati, anche a me hanno preso a cazzotti, calci nei denti, bastonate, ma io non accuso nessuno.

      Insomma, sappiamo, lo sai tu, lo sappiamo noi che la tua non è stata una bella esperienza, e che poteva essere evitata. Contento tu… ma non sei contento, è ovvio.

      Mitico!

      La Redazione

    • Andrea Bottesini giugno 6, 2010 a 5:17 pm #

      Si abbastanza Mitico…questo lo so!
      Ma non abbastanza da essere cosi’ intelligente da camuffare i miei intenti tra le parole che uso (ne conosco 816…non posso sforare).
      Cqm…scrivo e dico quello che penso senza pretenderne l’analisi ma solo la sincerità con cui mi esprimo!
      Siamo artisti e nn abbiamo scelto vita facile…il nostro percorso è un codice binario di Si e di No…le combinazioni vengono con il tempo,col la bravura e con il culo…ma tutto questo è vita!
      Quindi concludo con una massima:

      IL MONDO E’ PIENO DI PEZZI DI MERDA…e schierasi dalla parte dei giusti non fa altro che aprine le porte piu’ facilmente!

      Cmq…amici o non amici (Marino era un amico,Valentino è un amico…come Carlo ed altri a cui posso serenamente dimostrare il mio dissenso visto che li posso “Vedere”…)suppongo che non scrivero’ piu’ sul vostro Blog e spero lo facciano anche gli altri!

      Buon Nulla!

      (P.s: se poi mettete una faccia dietro quello che scrivete diventerete nell’immediato miei idoli e distribuiro’ gratuitamente i vostri santini…BCVLC…bastachevelocredete)!

      P.p.s: visto che non voglio commentare altre cose…secondo me Federico Basso è bravo…ed è un artista con i controcazzi!

      saluti!

      Pino Pinazza

    • enzo paci giugno 7, 2010 a 12:43 pm #

      L’ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico.Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo “combatti o fuggi”. (Wikipedia).
      Mi chiamo Enzo Paci, mi sono diplomato nella scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 2000. Da tre anni frequento anche il lab Zelig di Genova e di Milano. In 10 anni di carriera teatrale non ho mai conosciuto un collega che non soffra di ansia il giorno di una prima o di un provino, sia esso teatrale, cinematografico, televisivo. Fa parte del mestiere e della natura di un artista che osa mettersi in gioco a rischio del pubblico ludibrio. È uno stato col quale bisogna imparare a farci i conti se si vuole fare questo meraviglioso mestiere. Nei tuoi post continui a ribadire che lo stato d’ansia sia indotto dalla struttura Zelig. Sbagli a dire così, lo stato d’ansia, come sopra riportato, è autoindotto. Se vuoi aiutare le nuove generazioni di comici, non atterrire il loro sogno di fare Zelig, la trasmissione di comici più importante d’Italia e se proprio ti sta a cuore il loro destino insegnagli a come superare quell’orrendo stato emozionale che si chiama ansia. Insegna loro che non è vivere o morire (condizione nella quale l’ansia sarebbe più che legittima) ma che si tratta solo di Cabaret e di Teatro, non di un’operazione a cuore aperto. Anche se un provino va male ci sono sempre altre occasioni, fermo restando che la determinazione nel raggiungere un obbiettivo non diventi insana ostinazione. Mi piacerebbe ballare come Roberto Bolle, ma la natura mi ha dotato di un corpo non proprio incline alla danza classica. La situazione che tu descrivi: le aspettative disilluse, le false promesse, la faticosa attesa di una telefonata, la sensazione di dover ricominciare ogni volta da capo etc. sono tipiche di questo lavoro. Concludo dicendo che non ce l’ha ordinato il medico e come dice il MITICO e aggiungo l’ottimo Bottesini “ anche il cameriere è un ottimo lavoro”.

      • ananasblog giugno 7, 2010 a 1:12 pm #

        Caro Paci, ti contraddici in poche righe: prima affermi citando wikipedia che l’ansia è solamente autoindotta che non dipende da stimoli esterni, poi verso la fine dici che è tipica di certi ambienti.
        Se fosse vero quello che dici sopra, allora il ballerino di flamenco, l’attore cinematografico, il manager di Wall Street, l’asceta indiano, e il contadino della Val Brembana dovrebbero avere gli stessi livelli d’ansia (visto che non dipendono da stimoli esterni)
        Due affermazioni che si contraddicono: o una è vera e l’altra e falsa o sono tutte e due false.

        Bye

        • Anonimo giugno 8, 2010 a 2:48 am #

          perdonami ma all’inizio parlo dell’ansia, verso la fine parlo della situazione che tu descrivi. sono due cose differenti.

          • ananasblog giugno 8, 2010 a 8:35 am #

            Okay, magari la pensiamo in modo diverso, ma hai tenuto il dibattito su un buon livello di civiltà! Sei apprezzato per questo.

            La Redazione

        • Anonimo giugno 8, 2010 a 2:49 am #

          perdonami ma all’inizio parlo dell’ansia eala fine della situazione che tu descrivi come scorretta.

          • ananasblog giugno 8, 2010 a 8:39 am #

            Okay, e sono campi un po’ minati: difficile dare risposte assolute su cosa sia l’ansia citando Wikipedia o lo Zingarelli.
            Riteniamo che certi ambienti potrebbero essere meno ansiogeni (o stressanti o opprimenti o morbosi) con dei piccoli accorgimenti.
            Stiamo parlando di strutture verticistiche in cui il capo (o i capi) dicono: questo sì, questo no… allora perché non rendere pubbliche e per tempo le decisioni prese e comunicarle TEMPESTIVAMENTE ai diretti interessati?

            La Redazione

      • ananasblog giugno 7, 2010 a 1:44 pm #

        Si aggiunga:

        Ansietà: s. f. apprensione angosciosa prodotta da timorosa incertezza di qualche evento…

        Dizionario Zingarelli

        Insomma per la Lingua Italiana si intende proprio qualcosa di indotto dall’esterno.

        è il dizionario, baby, non ci possiamo fare niente

        • CRIS giugno 8, 2010 a 9:52 am #

          Si aggiunga: è SORPRENDENTE che gente come ‘la redazione’ che pontifica da mattina a notte sull’ansia non ne conosca i meccanismi alla perfezione. Perchè ‘la redazione’, in tal caso, non avrebbe bisogno di ricorrere allo Zingarelli (e ometto la risata….) ma SAPREBBE che l’ansia è connaturata all’essere umano. Di più: è necessarria per variare le risposte in funzione agli stimoli. Poi c’è l’ansia patologica, che è certo stimolata da fattori esterni (interpretati dai propri organi di senso) ma è generata dall’interno dell’essre umano. In parole povere, reagiamo MALE a stimoli esterni non già perchè crudeli e minacciosi ma perchè i nostri organi di senso (sole fonti di informazione) sopravvalutano il pericolo. ma questo non in modo oggettiva bensì soggettivo per ogni essere umano. Ergo: a parità di stimoli, diversità di comportamenti.
          Non lo dico ovviamente io (nè lo Zingarelli e ometto risata…): vi è sufficente verificare su qualsiasi website o libro relativo all’ansia, alla psicologia e simili.
          E’ la psicanalisi, baby, non ci possiamo fare niente.

          CRISTIANO FANTECHI

          • ananasblog giugno 8, 2010 a 12:23 pm #

            Va bene, però ci atteniamo alla definizione di ansia e al fatto di averla (quella cosa che c’è scritta nello Zingarelli) osservata nello sguardo di tanta gente. Forse le sofferenze emotive delle persone ti fanno ridere, a noi no, preoccupano e mettono tristezza.

            La Redazione

      • Anonimo giugno 8, 2010 a 9:44 am #

        Ottimo Paci! Quoto e sottoscrivo!

  3. Pietro Panicucci giugno 5, 2010 a 12:09 pm #

    Accostare la morte di una persona a una realtà (qualsiasi essa sia: da Zelig all’Antoniano) è disonesto.

    Aggiungo sull “ansia da Zelig”: in qualsiasi settore dove si punta ai livelli piu’ alti c’è ansia, c’è sfida ed è continuamente un’incognita. Sia nel cabaret che nel Teatro, nel giornalismo, nel cinema etc.

    • ananasblog giugno 5, 2010 a 1:18 pm #

      Sfuggono i motivi per cui è disonesto.

      Stiamo tutti zitti perché tutti fanno così?

      La serie di post si chiama “La creazione artificiale dell’ansia” e nessuno è stato ancora in grado di smentire con dei fatti una sola riga scritta fino a questo momento.

      Fotografano una realtà esistente.

      Il post più importante è il numero 2 della serie (https://ananasblog.wordpress.com/2010/05/20/zelig-la-creazione-artificiale-dell%e2%80%99ansia2-un-anno-con-ivan-zeligovic/)
      Quella è la realtà delle cose, quella è la realtà dell’enorme sofferenza emotiva che provoca quel tipo di sistema.

      La Redazione

      • CRIS giugno 8, 2010 a 9:57 am #

        BS.
        Siete stati smentiti eccome, ‘redazione’.
        Solo che, se affrontaste il discorso non coi paraocchi, dovreste chiudere questo simpatico blog.
        Quindi continuate impeterriti, fuori tempo e -tutto sommato- divertenti.

  4. CRIS maggio 29, 2010 a 10:06 am #

    Buongiorno a tutti. Mi permetto di inserirmi nei vari commenti relativi all’articolo su Marino Guidi solo per esprimere un modesto parere. Non mi pare che il succo della cosa sia la figura di Marino Guidi (persona che -ahimè- non ho conosciuto e della quale non mi permetto di dibattere). Ritengo invece, dal tono dei 22 commenti che seguono, che l’argomento centrale dell’articolo -e, temo, di questo blog- sia l’Ansia che una o più generazioni di comici, aspiranti comici, artisti etc sono costretti a sopportare. Prendo spunto da questo per puntualizzare un paio di cose.
    Effettivamente si può generare ansia in chi partecipa ai provini, in chi partecipa a laboratori, in chi tenta di entrare nel ‘microcosmo’ di due programmi televisivi quali Zelig e Colorado (citati come quelli che ”possono -ma non sempre- cambiare la vita”). Mi metto nei panni di chi deve sopportare quest’ansia da provini e molto umilmente vi fornisco la soluzione: NON FATELI. Non esiste una legge divina che consenta a chiunque -per motivi suoi- decida di essere un comico, di accedere automaticamente a programmi come Zelig o Colorado. Nessuno obbliga queste persone a sottoporsi a sfiancanti (?) laboratori. Nessuno gli impone di passare serate intere in camerini scomodi ad attendere i propri 4 minuti di espressione artistica. Nessuno se non loro stessi, ovviamente.
    Aggiungo anche che non mi pare di aver mai visto orde di autori inferociti sguinzagliati nelle città italiane a braccare gente che sa raccontar bene barzellette, al solo scopo di trascinarli in catene nei vari laboratori per esibirsi gratis di fronte a pubblici umiliatori. Viceversa, ricordo di aver visto discrete file di aspiranti comici richiedere -di persona, al telefono, via e-mail etc- la possibilità di partecipare a questi tremendi laboratori.
    Aggiungo che -incredibilmente!!!- Zelig e Colorado non sono enti benefici. E, pazzesco a dirsi, hanno loro linee editoriali precise che devono collimare con le aspettative della rete. Ciò significa che se non servi, non servi. Punto. E se vuoi continuare a frequentare laboratori per migliorarti (fruendo, tra l’altro, gratis della consulenza autorale)e poterti ri-proporre per la stagione successiva, questa è una tua scelta. Se tutto questo genera ansia, vuol dire solo una cosa: non reggi l’ansia. Quindi forse è controproducente che tu perseveri (per anni, addirittura!).
    Crudele? Sì. Realistico? Pure.
    Ma se non si entra in quest’ottica, ci si auto-infligge dolore e certamente abnormi dosi di ansia.
    E, in questo caso, alle ”grandi spremute di sangue” (haha!) NON PARTECIPATE.
    Ai provini ansiogeni NON PARTECIPATE.
    Ai laboratori pluriennali NON PARTECIPATE.
    Citavate -riguardo Central Station- il nome di Antonio Ornano. Antonio ha fatto il provino per Central: è stato preso. Poi ha fatto Scorie. Poi ha fatto Zelig.
    E non mi sembrava ansioso: mi sembrava bravo.
    Bravo in senso ‘televisivo’? Può darsi.*
    Ma ‘questo’ serve.
    Il resto, sono chiacchiere da blog.
    Un caro saluto.

    Cristiano Fantechi

    *(Antonio è bravo e basta)

    • ananasblog maggio 29, 2010 a 1:29 pm #

      Ciao Cris e benvenuto! (E’ sempre un piacere)

      Leggendo il tuo post mi è venuta in mente la canzone Due Mondi di Lucio Battisti: un dialogo a due voci tra due modi contrapposti di vedere l’amore…
      Nel senso che il tuo post dice delle cose precise e in quelle cose (anche se condivisibili) manca qualsiasi empatia verso gli attori comici:
      Sei in ansia? colpa tua e del tuo carattere debole.
      Stai male: sono *azzi tuoi
      sei finito nella spremuta dei provini e dei laboratori? colpa tua, nessuno ti ha obbligato.

      Qua ce la meniamo ancora con la centralità dell’attore, con l’adorazione verso chi sale sul palco. Gli attori comici hanno delle debolezze (che però vanno capite), ma non per questo meritano esperienze ansiogene o umilianti. Meritano che gli si crei attorno il clima migliore possibile.

      Sono due mondi contrapposti.

      La Redazione

  5. Claudio maggio 29, 2010 a 7:08 am #

    Sabato mattina e tutto tace a casa MAsiero.
    mi dedico ancora un po’ al post di Marino.
    Riporto dal testo: “Marino Guidi arrivò a Zelig in uno stato d’animo particolare. L’anno prima erano stati lanciati Pino Campagna e Franco Neri che avevano fatto il boom. I due erano, al pari di Marino, due comici per anni emarginati da Zelig. In una situazione simile è logico pensare: «Dopo i mestieranti cinquantenni del sud, adesso tocca a me che sono un mestierante cinquantenne del nord». ”
    Qui mi spiace per Marino, molto probabilmente essendo un passionario ha interpretato male gli intenti di Zelig.
    In quel periodo preciso mandai un SMS a Giancarlo Bozzo pressapoco così ” Se ti serve un comico per la regione Lombardia, ci sarebbe Claudio Masiero”….voi direte che volevo promuovermi a Zelig (anche se lo avessi fatto che ci sarebbe di male) La realtà era che in quegli anni la TRASMISSIONE ZELIG veniva vista solo al NORD ed al sud non se la filavano molto.
    Zelig Trasmissione aveva bisogno di COMICI MERIDIONALI ed entrarono Franco Neri, pino Campagna, Ficarra e Picone.

    Il NORD aveva già un ottimo ascolto.

    Quando vuoi crearti la clientela sei disposto a scendere a patti anche con i gusti personali, perlomeno nella vendita era così

    Quindi credo che Marino Guidi sicuramente ne abbia offerto un po’, e che l’ansia sapeva cosa fosse.

    • ananasblog maggio 29, 2010 a 10:08 am #

      Caro Claudio, sicuramente si era creata la “mistica” della grande occasione, chemagari ha vari fattori e non tutti fondati.
      La Redazione

  6. Claudio maggio 29, 2010 a 6:38 am #

    Chi è stato?
    Se la colpa è di qualcuno…credo non lo sapremo mai !
    Se uno nuore di tumore ai polmoni e fumava 20 sigarette al giorno, credo che un po se la sia cercata.
    altri muoiono dello stesso tumore e non hanno mai fumato, ma potrebbero aver lavorato VICINO a situazioni particolari (e magari non lo sapevano neanche).
    Incolpare i genitori della morte del figlio in quanto lo hanno concepito e fatto nascere, sarebbe assurdo.
    Certo è che se i genitori per educare il figlio lo riempiono di PUGNI ad una marachella e questo muore o rimane leso , allora le cose cambiano.
    Se lo stato mi monopolizza il tabacco, e per lavarsi le mani giuridicamente scrive ” IL FUMO UCCIDE “, vuol dire che è cosciente del marcio che vende ma cosciente degli INTROITI se ne frega del BUON SENSO.
    Se raggiungi un successo con quello cui tu credi, scavalchi le montagne.
    Quando lo hai raggiunto e decidi per gli altri, diventi un soggetto a critica, allora le cose si complicano se devi mantenere il tuo status.
    Chi crea un impero come quello di Zelig o Colorado se qualcuno glielo tocca, anche se mosso da sani principi, questi si incazza.
    Come il marito che vede la donna amata, vittima di sguardi inopportuni di altri uomini con aggiunta di COMMENTI.
    Che si sia sentito così Silvio Berlusconi quando volevano fargli saltare le tre televisioni? (volevo fare una battuta..dato che mi è tornato in mente il nome,sono apolitico e non ho votato nessuno ho fatto annullare le schede dal presidente del seggio)
    Credo nel buon cuore di Turati, Alessio altri al fianco loro.
    Non lo ho vissuto ma ho osservato l’evolversi della vicenda e fare i provini con Turati, Giancarlo bozzo, Gino e Michele, piuttosto che con degli sconosciuto o figli di attori o artisti di altri tempi che non riescono a stare sul palco neanche a metterceli, SIA DI GRAN LUNGA DIFFERENTE.

    L’Ansia viene quando non si riesce a ripagare un proprio desiderio, tossico d’amore di lavoro che sia.
    Per DEBELLARLA non bisogna GENERARLA e se lo si fa di proposito ancor peggio, sarebbe come passare con un sacchetto di SCAGLIA sotto al naso di un COCAINOMANE.

    Claudio Masiero

    • ananasblog maggio 29, 2010 a 10:10 am #

      Molte cose giuste, in ordine sparso. Ribadiamo: bisogna evitare che CHIUNQUE sia stritolato da meccanismi ansiogeni.
      La Redazione

  7. lucia maggio 24, 2010 a 10:35 pm #

    Ragazzi, prima che la discussione degeneri ulteriormente io avrei una proposta… perché non la mettiamo sul ridere? Sono sicura che sareste tutti molto più bravi in quello (è un complimento eh)
    😀

    • ananasblog maggio 25, 2010 a 10:47 am #

      cara Lucia, è possibile che abbiamo toccato il punto più alto del litigio, da qui in avanti si dovrebbe scendere come toni. Qua però siamo più bravi sul drammatico, che sul comico 😉
      La Redazione

  8. Roberto Valentino maggio 23, 2010 a 3:36 am #

    Chi vi scrive ha titolo per farlo per 3 buoni motivi che vado ad elencarvi.
    1) Marino Guidi era un mio collega
    2) Ci legava una grande amicizia
    3) Vivo di spettacolo da 30 anni e conosco il mondo Zelig.
    Mi chiamo Roberto Valentino e non sono per nulla d’accordo su quanto scritto riguardo la morte del caro amico Marino Guidi.
    Non si rende giustizia ad un uomo come Marino scrivendo quelle cose.
    Marino certamente meritava il palco di Zelig per cio’ che ha saputo fare nell’arco della sua carriera, ma il punto non e questo.
    Ovvero Zelig non porta in prima serata chi ha fatto piu’ gavetta e io dico GIUSTAMENTE, altrimenti diventerebbe un cimitero degli elefanti.
    Zelig premia l’idea e non la gavetta, quindi puo’ accadere benissimo che un giovane collega di 20 anni possa aver ragione di un collega bravo e navigato come potrebbe essere stato il caro Marino, Bianchessi o altri bravissimi colleghi.
    Marino poco prima che mancasse mi espresse il suo grande rammarico per non avere un agente serio che si occupasse di lui ” QUESTO ERA IL SUO GRANDE CRUCCIO ”
    Sempre Marino mi disse che era felice per quello che stava facendo al cinema per i fratelli Vanzina.
    Bisognerebbe avere piu’ rispetto per strutture come Zelig, che da anni ormai si conferma come trasmissione cult, proprio perche’ Gino, Michele e altri autori premiano l’originalita’ dei personaggi e dei pezzi portati alla loro attenzione.
    Questa e gente che sta facendo la storia della TV, cosi come la sta facendo il mitico Antonio Ricci.
    Davanti a questa gente giu’ il cappello e basta.
    La seta puo’ anche non piacere ma resta seta !!
    Ogni volta che penso a Marino e inevitabile la lacrima come in questo momento, ma non piango l’artista, piango l’amico che non ho piu’, tanto, tanto lo piango.
    Ricordo ancora la sua gioia quando mi telefono’ dicendomi : Valentino dai sostituiscimi in questa data a Bergamo di te mi fido, io vado a Roma a girare un film con i Vanzina.
    Avrebbe fatto altro ancora con i fratelli Vanzina.
    Le cause della sua morte sono altre e non sto qui a dirvele per rispetto di Marino e di chi lo piange ancora.
    Quindi esprimo tutta la mia solidarieta’ a Carlo Turati, per l’onesta’ dimostrata in cio’ che ha scritto e a tutto l’ambiente di Zelig che reputo serio competente e rispettoso di tutti coloro che salgono su quel palco.
    Voglio ricordare che Zelig diede spazio a Giorgio Porcaro, e ad altri ancora, vedi cochi e Renato per cio’ che hanno saputo regalare al pubblico nell’arco di una grande carriera.
    Quindi dissento totalmente.
    Un saluto e l’augurio di un buon lavoro agli autori di Zelig e ai colleghi che saliranno su quel palco e permettetemi un bacio a Marino.
    Roberto Valentino

    • ananasblog maggio 23, 2010 a 8:01 am #

      Caro Roberto, non si è capito bene il senso del post: si vuole evitare che i comici siano devastati dalla tensione (come succedeva un po’ di anni fa, come sta succedendo adesso), perché non è giusto, perché non se lo meritano, perché tantissimo dolore potrebbe essere evitato con un po’ di sincerità.
      Se non ti sei accorto di gente che sta male, molto male, che è triturata dal sistema, vuol dire che devi continuare a leggere questo blog, scoprirai cose molto interessanti.
      Guardiamo al futuro: se riusciremo a far stare meglio qualcuno, allora avremo raggiunto il nostro scopo.
      La Redazione

      • Roberto Valentino maggio 23, 2010 a 11:10 am #

        Ragazzi stiamo parlando di Zelig una trasmissione !!
        Mica di una guerra dove la gente muore per una pallottola o di stenti !!
        Io so benissimo le tensioni che ti puo’ dare questo mestiere e come ho scritto nel mio post sopra e ribadisco adesso , il problema di Marino non era legato al debutto di Zelig.
        Zelig ha le sue regole, i suoi autori, i suoi ascolti e che piaccia o no funziona.
        Se uno e cosi debole da non riuscire a reggere una convocazione che non arriva ” ma non e il caso di Marino ” non possiamo puntare il dito contro Zelig e i suoi uomini.
        Continuero’ a leggervi senza problemi ma resto di questa opinione a meno che non mi si dimostri il contrario, ripeto Marino era per me un fratello, quindi so di chi sto parlando.
        Mi fa male vedere tirare in ballo il nome di Marino in queste sterili discussioni, dico cosi’ perche’ alla fine cosa cambia ?
        Piu’ di una volta Marino mi ha detto riguardo un amico comune che avevamo perso : Valentino ormai e andato riposi in pace.
        Non amava parlare di chi era scomparso, credo quindi a ragione che lui ora non vorrebbe tutto questo.
        Torno ad esprimere la mia stima verso Zelig e Carlo Turati che si e espresso in nome dell’ambiente.
        Vi saluto e vi auguro buon lavoro.
        Roberto Valentino.

  9. Arnaldo maggio 22, 2010 a 5:08 pm #

    Grazie di questi articoli.
    Finalmente!!!

    • ananasblog maggio 22, 2010 a 5:20 pm #

      Grazie, andremo avanti

      • CARLO maggio 22, 2010 a 5:57 pm #

        non so dire se sono più sconcertato, schifato o imbufalito. Firmo col mio nome, almeno sapete a chi rivolgervi. Non sono Gino, non sono Michele, non sono Giancarlo….sono un signor nessuno e Marino Guidi non mi piaceva come comico. Ciò non toglie che, nonostante avessi mille ragioni per averlo in antipatia (e lui, non ananasblog, le conosceva bene), non sia stato felice di sapere che era morto. Triste, anzi, perchè non c’è nulla di più triste per i vivi che vedere una persona arrivare dove ha sputato l’anima per arrivare e poi, improvvisamente, non vederla più. Leggere questa pagina, invece, mi ha creato un disagio così profondo da farmi pensare che l’invidia sia una tarantola talmente carogna da annebbiare il buon senso. E dato che, nononostante l’anonimato, temo di sapere chi ha scritto questa pagina vergognosa (col tono saputello del perdente, ma questi sono dettagli), auguro a lui e ai suoi amici di vivere di girare al largo da me e da chi ama profondamente questo lavoro e, pensate un po’, anche il luogo in cui lo fa. Perchè l’ansia può uccidere, ma una moto fa i suoi bei danni.

        Carlo Turati

        ps potreste avere almeno la decenza di non mandarmi inviti via facebook, perchè è lievemente fastidioso.

        • lucia maggio 22, 2010 a 11:35 pm #

          Intervengo per esprimere la mia modesta opinione su questo post da persona che ogni giorno vede e sente giovani aspiranti comici. Per quanto l’autore di questo pezzo possa avere ragione sull’ansia che un meccanismo del genere può creare, trovo assurdo incolpare Zelig della morte di una persona, perché diciamocelo, è questo che si vuole fare. Forse il semplice fatto che un blog sia nato per attaccare Zelig non fa onore a chi lo scrive, perché crea solo la sensazione della volpe che non arriva all’uva. Purtroppo in tutti i campi è difficile arrivare all’eccellenza. Io posso dirvi la mia sul giornalismo, dove forse è anche peggio perché puoi essere bravo quanto vuoi ma se non hai conoscenze che contano è davvero dura strappare un contratto vero. Zelig è l’eccellenza della comicità, è uno dei programmi tv più apprezzati e questo per un solo motivo: ci lavorano veri professionisti. Nell’altro post in alcuni tratti sembra quasi che oltre Zelig per un comico non esista niente altro, ma non è vero, ci sono mille modi per fare comicità, ci sono i Democomica, i Miglio Comico, i Makkekomico solo per citarne alcuni. Creati da persone che hanno trovato un’alternativa e poi magari a Zelig dopo ci arrivano pure. Ci sono tanti altri laboratori, tanti teatri e poi adesso c’è anche Internet che dà una mano a farsi notare.
          Arrivare a Zelig è come vincere la Coppa Campioni o come trionfare in uno di quei talent show che cambiano la vita e guarda caso si tratta sempre di percorsi molto stressati e uno su mille ce la fa (tanto per essere banali, ma è così). Di certo, però, non si muore per questo. Raggiungere l’eccellenza è dura per tutti e in ogni campo. Con molto rispetto per chi cura il blog, sinceramente, questo post non fa una bella impressione.
          Con questo mi congedo e porgo i miei saluti anche ad Arnaldo Mangini e a Carlo Turati, che, altro che signor nessuno, firma alcuni dei più divertenti spettacoli e non solo a Zelig.

          • Roberto Valentino maggio 23, 2010 a 3:54 am #

            Lucia mi trova totalmente d’accordo e assurdo scrivere certe cose.
            Certamente Zelig e una grande vetrina e fa gola a tanti, ma io aggiungo non ci si deve permettere di ergersi a giudici unilaterali in nome di un astratto principio di moralita’ per giustificare qualcuno o qualcosa, sparando addosso a questo o a quello.
            Lo stress fa parte del nostro mondo da sempre, ma purtroppo lo stress e anche compagno di chi lavora in fabbrica o chi guida un camion.
            Ripeto io ero molto amico di Marino e mi fa male leggere o sentire che Marino sia morto a causa di Zelig,Marino era un uomo forte, i motivi ripeto sono altri.
            Io con Marino ho lavorato, mangiato, riso e pianto, quindi so di chi sto parlando e proprio per questo chiedo rispetto per lui, lasciamolo riposare in pace.
            queste voci assurde gli darebbero fastidio ne sono sicuro.
            Cara Lucia la saluto e mi associo al saluto al mitico Mangini ” con lui abbiamo fatto Caffe’ Teatro cabaret su Rai 2 ” un saluto anche a carlo Turati.
            roberto Valentino.

          • ananasblog maggio 23, 2010 a 8:12 am #

            Cara Lucia, in questo blog si parla dell’altro lato della medaglia. Zelig fa parte di questo mondo, e come tutte le cose di questo mondo ha un suo lato oscuro.
            Perché non parlarne?
            Negli anni Zelig è diventato un grande successo, l’eccellenza del cabaret, ma ha anche sviluppato un microcosmo con riti e comportamenti tutti suoi. E’ del massimo interesse svelare i dettagli di questo microcosmo per certi versi incredibile.
            Riguardo a Marino Guidi sono state sollevate delle domande. Vuole essere anche un invito alla dirigenza Zelig ad avere un comportamento più soft: meno misteri, tenere meno i comici sulla corda e le cose andranno meglio per tutti.
            Se tu ci vedi altre intenzioni, la tua opinione è rispettabile, ma è lontana mille miglia dalla verità.

            La Redazione

        • Roberto Valentino maggio 23, 2010 a 3:40 am #

          Chi vi scrive ha titolo per farlo per 3 buoni motivi che vado ad elencarvi.
          1) Marino Guidi era un mio collega
          2) Ci legava una grande amicizia
          3) Vivo di spettacolo da 30 anni e conosco il mondo Zelig.
          Mi chiamo Roberto Valentino e non sono per nulla d’accordo su quanto scritto riguardo la morte del caro amico Marino Guidi.
          Non si rende giustizia ad un uomo come Marino scrivendo quelle cose.
          Marino certamente meritava il palco di Zelig per cio’ che ha saputo fare nell’arco della sua carriera, ma il punto non e questo.
          Ovvero Zelig non porta in prima serata chi ha fatto piu’ gavetta e io dico GIUSTAMENTE, altrimenti diventerebbe un cimitero degli elefanti.
          Zelig premia l’idea e non la gavetta, quindi puo’ accadere benissimo che un giovane collega di 20 anni possa aver ragione di un collega bravo e navigato come potrebbe essere stato il caro Marino, Bianchessi o altri bravissimi colleghi.
          Marino poco prima che mancasse mi espresse il suo grande rammarico per non avere un agente serio che si occupasse di lui ” QUESTO ERA IL SUO GRANDE CRUCCIO ”
          Sempre Marino mi disse che era felice per quello che stava facendo al cinema per i fratelli Vanzina.
          Bisognerebbe avere piu’ rispetto per strutture come Zelig, che da anni ormai si conferma come trasmissione cult, proprio perche’ Gino, Michele e altri autori premiano l’originalita’ dei personaggi e dei pezzi portati alla loro attenzione.
          Questa e gente che sta facendo la storia della TV, cosi come la sta facendo il mitico Antonio Ricci.
          Davanti a questa gente giu’ il cappello e basta.
          La seta puo’ anche non piacere ma resta seta !!
          Ogni volta che penso a Marino e inevitabile la lacrima come in questo momento, ma non piango l’artista, piango l’amico che non ho piu’, tanto, tanto lo piango.
          Ricordo ancora la sua gioia quando mi telefono’ dicendomi : Valentino dai sostituiscimi in questa data a Bergamo di te mi fido, io vado a Roma a girare un film con i Vanzina.
          Avrebbe fatto altro ancora con i fratelli Vanzina.
          Le cause della sua morte sono altre e non sto qui a dirvele per rispetto di Marino e di chi lo piange ancora.
          Quindi esprimo tutta la mia solidarieta’ a Carlo Turati, per l’onesta’ dimostrata in cio’ che ha scritto e a tutto l’ambiente di Zelig che reputo serio competente e rispettoso di tutti coloro che salgono su quel palco.
          Voglio ricordare che Zelig diede spazio a Giorgio Porcaro, e ad altri ancora, vedi cochi e Renato per cio’ che hanno saputo regalare al pubblico nell’arco di una grande carriera.
          Quindi dissento totalmente.
          Un saluto e l’augurio di un buon lavoro agli autori di Zelig e ai colleghi che saliranno su quel palco e permettetemi un bacio a Marino.
          Roberto Valentino

          • Claudio maggio 29, 2010 a 6:43 am #

            Ciao Roberto, adesso che me lo vai venire in mente….ricordo lo STUPORE negli occhi di Marino quando gli fecero vedere il Camper che gli avevano dato come camerino, nel film “Febbre da cavallo.”
            Marino …comeraccontava le storie dei dietro alle quinte.
            un abbraccio dam me

        • ananasblog maggio 23, 2010 a 7:55 am #

          Caro Carlo Turati, il passaggio infelice sulla moto verrà girato immediatamente a un avvocato, non si sa mai, ma da queste parti le minacce fisiche di investimento sono un tema molto serio.

          Poi: riguardo al fatto che le critiche arrivino dai perdenti, aggiungiamo altre perle di saggezza: chi mangia Nutella ha bisogno di affetto, se ha uno piace il musical vuol dire che è gay, e via semplificando.

          Non hai capito il senso di quello che è stato scritto: lo scopo è evitare che la gente (come state facendo tuttora) sia sottoposta a stress inutili.

          Una domanda: perché continuate a sottoporre i comici alla spremuta di sangue dei laboratori? La maggior parte è stanca, rassegnata, non ce la fa più, c’è gente che è all’ottavo anno di laboratorio, un po’ di pietà.

          La Redazione

          PS molta gente sta collaborando al blog chiedendo un certa discrezione sull’identità: non è colpa di nessuno se siete percepiti come vendicativi (ma la minaccia di morte velatamente contenuta nel tuo commento, tramite investimento, forse rivela che non hanno tutti i torti)

          • CARLO maggio 24, 2010 a 12:24 am #

            Caro anonimo, poveretto (secondo te, poveretto è sufficiente per farsi querelare da un imbecille?), ma ti pare che uno possa sprecare del tempo a inseguire un cretino per strada (cretino è sufficiente a farsi querelare da un poveretto con delle manie di persecuzione?). Forse non ti sono chiare le urgenze e la natura metaforica di un pneumatico. D’altra parte, se questa pulsione metaforica ti sfugge, immagino ti possa pure sfuggire quanto possa essere complicato spiegare a qualsiasi leguleio di provincia la altrettanta -suppongo- dimensione metaforica con cui avanzi ipotesi di omicidio preterintenzionale a carico di terzi.

            Parlo a titolo personale, perchè voglio sperare che tu stia parlando a titolo personale. E per questo parlo al singolare, non sapendo come sono percepito (figurati se mi importa in questa sede come “siamo percepiti”).

            Anselmo Giappicozzi

            ps Mi firmo, perchè sono sereno quando scrivo e, soprattutto, perchè detesto chi con la scusa di beatificare i santi, ne bestemmia il nome.

            • ananasblog maggio 24, 2010 a 7:44 am #

              Caro Carlo: no, la natura metaforica di un pneumatico non è chiara: cosa significa? Che c’è il rischio di essere “investiti psicologicamente”? Spiegati meglio.
              Se tu perdessi meno tempo a elaborare la tua prosa rancorosa e piena di insulti, potresti andare alla pagina di facebook in cui c’è un amministratore e sono indicati i collaboratori, perderesti meno tempo a menarla sulla questione dell’anonimo e faresti meno la figura di quello che parla senza conoscere le cose (bastano un paio di click, mica ti si chiede la luna)
              Gli insulti si archiviano, comunque anche quelli, non si sa mai. Si sperava tu avessi compreso l’errore, la caduta di stile, invece niente…
              La Redazione

              PS puoi dire tutto, ma non che sei sereno quando scrivi

              • Alessio maggio 26, 2010 a 9:15 am #

                Non sono d’accordo… non si può dire tutto.
                Perlomeno non tutto quello che ti passa per la testa.
                Accusare un sistema di un delitto (e già vivi nel mondo dei Minipony) presuppone l’estensione della colpevolezza a tutti quelli che ne fanno parte.
                Non so cosa scegliere tra diffamazione, calunnia o semplice bruciore di culo.

                ma quanto ti bacio?

                Alessio Tagliento

                • ananasblog maggio 26, 2010 a 10:36 am #

                  Caro Alessio, qua si vuole evitare che la gente, in futuro, sia devastata dalla tensione, come purtroppo sta succedendo ancora adesso.
                  Il blog raccoglie opinioni ampiamente diffuse nell’ambiente, che vengono pronunciate a denti stretti, sotto forma di insulto, invettiva, che producono tantissimo rancore.
                  Qua c’è (come minimo) una valvola di sfogo.
                  Lo dico perché si continua a battere il tasto del carattere individuale di chi scrive.
                  Il malessere esiste, il blog è uno specchio della realtà ed era inevitabile nascesse, prima o poi, qualcosa di simile.
                  Comunque grazie per l’intervento e per aver argomentato bene il tuo pensiero (le parolacce meglio evitarle, i commenti sono liberi ma siamo a rischio moderazione)
                  La Redazione

                  PS i Minipony ti salutano

                • claudio maggio 26, 2010 a 9:13 pm #

                  Mi sfugge il senso del Minipony…???
                  Alessio credo che si sia creata una situazione di MONOPOLIO DELLA COMICITA’…in mano ad un grappolo di persone, non a caso (credo) vi sia una migrazione di autori e di comici tra le varie trasmissioni televisive. Se non erro tempo fa si criticava qualcuno che aveva tre televisioni…ma non ricordo il nome.
                  Attenzione a girare troppo a sinistra ..ala fine ci si ritrova alla propria destra.
                  Credo anche che per risolvere un problema bisogna parlarne altrimemti….CREA ANSIA.
                  Credo anche che agli occhi dei mussulmani la nostra religione sia strana…..come credo che per un musicista africano i nostri ritmi sia troppo ripetitivi…..dipende sempre da che parte si guarda o se vogliamo metterci i paraocchi perchè ci conviene.

                  Claudio Masiero

                  • ananasblog maggio 27, 2010 a 10:45 am #

                    Caro Claudio, hai ragione su molti punti: le migrazioni esistono e diventa tutto un minestrone che equivale a un monopolio. Ovviamente tenersi tutto dentro genera ansia, parlarne è liberatorio.
                    La Redazione

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