ZELIG, LA CREAZIONE ARTIFICIALE DELL’ANSIA(5) Una Pratica Insolita e Crudele

30 Mag

Di Gat

Zelig è un gruppo per certi versi simile ad altri, che poi ha caratteristiche positive peculiari e anche caratteristiche negative tutte sue. Vogliamo parlare della peggiore di queste.

Nel primo articolo di questo blog (post ansia 1) si racconta di quando, nel 2004, per le foto ufficiali di Zelig Off furono chiamati più di 30 comici, mentre chi decide sapeva benissimo che appena la metà di loro avrebbe fatto la trasmissione. Questo è l’esempio più forte di una pratica così diffusa da far sospettare che sia sistematica.

La pratica è la seguente:

1) in un momento clou (tipo il laboratorio per Zelig off) si fa capire a un comico che quest’anno vogliono puntare su di lui, che verrà preso. Di solito gli viene detto da qualcuno di importante o da qualcuno che l’ha sentito dire da qualcuno di importante.

2) Quando l’aspettativa è al massimo, sul comico cala il gelo, viene escluso il più delle volte senza spiegazioni.

3) l’agonia viene prolungata al massimo, in un vuoto di informazioni che può durare a volte anche dei mesi (vedi post ansia 4), con devastazioni psicologiche che sono facili da immaginare.

La cosa viene applicata con diverse varianti, ma segue sempre il tragitto “prima ti porto in alto, ti faccio capire che ce l’hai quasi fatta, poi ti faccio schiantare al suolo”. È un’azione che tramortisce e provoca un crollo improvviso, diciamo che equivale a una martellata.  

Se io vado a una festa e c’è uno che mi dà un cazzotto e mi lascia sanguinante a terra, che cosa faccio, torno in quel posto oppure inizio a evitarlo? Protesto, denuncio, mi lamento, oppure me ne sto zitto?

Praticamente tutti i comici sottoposti a questo trattamento non protestano e scelgono di tornare. 

È un’usanza crudele, per certi aspetti bizzarra, comunque scorretta, punitiva. Assomiglia alle degradazioni cui sono sottoposti gli adepti di certe sette che, invece di accedere all’illuminazione promessa, subiscono sempre qualche mortificazione fisica o mentale.

Qui ci sono in gioco il sogno e la fine del sogno, il passaggio tra speranze spinte al massimo e delusioni cocenti, si tratta di un up & down tremendo e gratuito, poiché non c’era alcuna necessità di provocarlo. 

Forse con questo sistema si vuole impedire che la gente passi alla concorrenza: finché c’è l’illusione uno rimane e, se viene “escluso all’ultimo istante”, può sempre raccontare a se stesso di avercela fatta per un pelo e che la prossima volta andrà meglio.

Forse è solo una prova di forza. Chi detiene la leadership deve essere temuto, può colpirti in qualsiasi momento, meglio se senza motivo. Questo rafforza la leadership.

Se uno sopporta in silenzio, si rimette in qualche modo in piedi, torna a frequentare l’ambiente come se nulla fosse, allora gli si potrà fare qualsiasi cosa, nei suoi confronti non ci sarà alcun obbligo di correttezza o di verità. È stato calpestato una volta, quindi sarà calpestabile in futuro: è diventato meno audeterminato.

La sofferenza emotiva, la paura di ricevere altre mazzate, l’aver provato la gioia di far parte di un progetto e poi il dolore di esserne esclusi sono tutte cose destabilizzanti. Il comico diventa più instabile, più insicuro di quando aveva cominciato. Il santone, il guru (cioè la dirigenza Zelig) sono gli unici che possono alleviare la stato in cui si trova l’adepto… Allora via col prossimo laboratorio, il prossimo provino, il prossimo tentativo di entrare a far parte dell’allegra brigata di Zelig!

PS naturalmente queste sono le Grandi Mazzate, date con discernimento, ma le mazzate minori sono più frequenti. Vale comunque lo stesso principio del: “Ti porto in alto, poi ti faccio cadere giù”, ma questo sarà il tema del prossimo post… (continuate a leggere, mi raccomando)

7 Risposte to “ZELIG, LA CREAZIONE ARTIFICIALE DELL’ANSIA(5) Una Pratica Insolita e Crudele”

  1. Jacques Lacan giugno 3, 2010 a 11:02 pm #

    Per un raffinamento di malignità sembrava aver preso a proteggere un povero ragazzetto, venuto a lavorare da poco tempo nella cava, il quale per una caduta da un ponte s’era lussato il femore, e non poteva far più il manovale. Il poveretto, quando portava il suo corbello di rena in spalla, arrancava in modo che gli avevano messo nome Ranocchio; ma lavorando sotterra, così Ranocchio com’era, il suo pane se lo buscava. Malpelo gliene dava anche del suo, per prendersi il gusto di tiranneggiarlo, dicevano.
    Infatti egli lo tormentava in cento modi. Ora lo batteva senza un motivo e senza misericordia, e se Ranocchio non si difendeva, lo picchiava più forte, con maggiore accanimento, dicendogli: – To’, bestia! Bestia sei! Se non ti senti l’animo di difenderti da me che non ti voglio male, vuol dire che ti lascerai pestare il viso da questo e da quello!
    Rosso Malpelo (di Giovanni Verga)

  2. vittorio erbolario maggio 30, 2010 a 1:46 pm #

    mi chiede il perchè del loro comportamento. tu descrivi una situazione, me non ne dai una giustificazione.

    • ananasblog maggio 30, 2010 a 3:53 pm #

      Caro Vittorio, non è facile capire il perché. Il fenomeno esiste. Perché venga fatto attivamente, perché venga subìto passivamente, potrebbe avere tante spiegazioni.
      probabilmente è un gioco di potere, niente di più.
      La Redazione

Trackbacks/Pingbacks

  1. una clamorosa, agghiacciante testimonianza su Zelig Off « - novembre 15, 2011

    […] Una pratica insolita e crudele […]

  2. Guida al sito (per chi leggesse per la prima volta) « ananas - luglio 31, 2010

    […] Per la prima volta si è parlato di una tecnica che sembra improntata più al sadismo che alla necessità di controllo: far capire a qualcuno che è stato preso, poi far calare il gelo sulla cosa e lasciarlo cuocere nell’ansia dell’attesa per mesi (vedi Una pratica insolita e crudele). […]

  3. Un mondo perfetto, dominato dalla paura « ananas - giugno 28, 2010

    […] CHI FREQUENTA ZELIG subisce ciclicamente questa sensazione tremenda: illusione che cala dall’alto poi, sempre dall’alto, cala un gelo che viene prolungato a volte per mesi (vedi post Una pratica insolita e crudele). […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: