LE APERTURE (abitudine in disuso)

31 Mag
LE APERTURE (cioè il comico emergente che si esibisce prima di quello esperto, nella programmazione di un locale), sono una tradizione che si sta perdendo, Sicuramente per via del “DISBOSCAMENTO” (quasi uno sterminio) dei locali di cabaret, dovuto un po’ alla crisi, molto ALL’ESPLOSIONE DEI LABORATORI e quasi tutto all’avvento di una GENERAZIONE DI COMICI che hanno i 5 minuti ma non uno spettacolo. Oggi fare la gavetta iniziando con 20/30 minuti pare una bestemmia!
CLAUDIO MASIERO ci ha spedito un racconto “vintage” su come funzionava questa sanissima e produttiva abitudine.

Anni fa, per entrare a far parte di un gruppo di artisti, o per entrare a far parte di un circuito di locali, bisognava avere dei requisiti particolari.
Dovevi avere un minimo di repertorio, intorno alla mezzora, per poter sostenere un’apertura ad un artista di rilievo (esibizione prima di quella del “big”).
Cosa succedeva? ti presentavi al locale facevi la tua apertura e poi creavi i presupposti  per un’eventuale serata (se avevi repertorio a sufficienza) oppure per poter fare altre aperture .
Quindi al locale c’era:
1) uno che presentava la serata (spesso il proprietario del locale, 2) Il novellino che faceva l’apertura, 3) l’artista in serata.
La serata era strutturata come un concerto, con il gruppo di supporto a scaldare il pubblico e poi l’artista a “incendiarlo”.
Sia chi faceva apertura che l’artista venivano pagati, ovviamente in modo diverso.
Vigeva anche la regola che, se entravi in un gruppo di artisti capitanati da un MANAGER anche se facevi serata piena ( 50/70 minuti ), se eri un NOVIZIO del gruppo, alle prime serate e sino a che non ti facevi il NOME, venivi retribuito meno.
Mi spiego: il locale ogni sera pagava l’agenzia o il manager un TOT, esempio 1 milione (di lire).
L’agenzia si tratteneva per segreteria e altro 100mila lire, altre 100mila lire venivano date al NOVIZIO e le altre accantonate perché durante il mese sarebbero state usate per pagare artisti di GROSSO CALIBRO.

C. M.

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9 Risposte to “LE APERTURE (abitudine in disuso)”

  1. Claudio maggio 31, 2010 a 6:47 pm #

    Credo di aver commesso delle inesattezze nella parte finale.
    Credo che l’età mi giochi degli scrherzi…hehehehe

    L’agenzia si tratteneva 100 milalire per diritti di segreteria, 100 milalire al NOVIZIO in APERTURA, 350/600 all’artista in SERATA (cachet variava a seconda dell’artista), ed il resto veniva accantonato per pagare un artista di GROSSO CALIBRO in programmazione.

  2. Ivano maggio 31, 2010 a 6:43 pm #

    Non si può rimetterle in piedi ‘ste cose?

    • Claudio maggio 31, 2010 a 7:00 pm #

      Volere è potere …DICONO!
      In realtà l’ APERTURA esiste ancora, e credo sia ancora il modo migliore per i proprietari di locali di cabaret, per selezionare i nuovi artisti.
      Sono situazioni che per accedervi devi avere i requisiti che nella nota PRIMARIA accennavo.
      A mio avviso è il concetto di laboratorio che andrebbe rivisto, se non quasi del tutto CANCELLATO !

      Credo ci si possa riorganizzare ma non è semplice.
      Serve spirito imprenditoriale, tempo e perseveranza.
      Doti che ahimè vengono sempre più a mancare.

      Claudio Masiero

      • Claudio maggio 31, 2010 a 7:31 pm #

        Ed aggiungo in approfondimento…

        Per sostenere un’APERTURA, dovevi essere in grado di stare in piedi da solo, andava bene essere simpatico o avere un personaggio ma, dovevi avere anche un minimo di repertorio, diciamo intorno alla mezzora, per poter sostenere un’apertura ad un artista di rilievo.
        La serata di cabaret era strutturata come un concerto, con il gruppo di supporto a scaldare il pubblico e poi l’artista in serata.
        Quindi al locale c’era uno che presentava la serata (spesso il proprietario del locale )
        Il Cabarettista al quale era dedicata L’APERTURA e l’artista in SERATA.
        L’APERTURA è importantissima per la formazione di un artista, che si pone di fronte ad un pubblico che non è SUO ma di colui che SALIRA’ DOPO, che si trova in quel contesto per divertirsi e al quale deve catturare l’attenzione e delle risate.
        Se aggiungiamo che se la serata comincia bene è a metà dell’opera.
        L’APERTURA è una GRANDE RESPONSABILITA’, che non tutti sanno sostenere.
        Credo che questo modo di strutturare la serata esista ancora nei locali di cabaret, ed è sicuramente il miglior per provare un nuovo artista al quale dare una serata.
        Quelli era il finire degli anni in cui, che per poter far parte di un’agenzia, prima di BUSSARE dovevi avere almeno ½ ora di repertorio, per chiedere PERMESSO 1 ora di spettacolo e per pretendere dovevi ESSERE MOLTO DI PIU’.
        Quindi vantaggi per una crescita artistica sicuramente, dove i consigli che ricevevi ti venivano dati da ARTISTI di un livello superiore al tuo (sempre se gli entravi nelle grazie), potremmo sovrapporre provino , Apertura e Serata alle fasi motorie di noi essere umani.
        Prima cominci a gattonare , poi a camminare e quindi a correre…..Vantaggi nel fare il contrario non ne vedo!

      • ananasblog giugno 1, 2010 a 7:22 am #

        L’è dura, durissima

  3. Claudio maggio 31, 2010 a 6:34 pm #

    Credo di aver fatto degli errori di SBATTITURA nel finale nota, l’età….credo !!

    L’agenzia si tratteneva per segreteria 100mila lire, altre 100mila lire venivano date al NOVIZIO in APERTURA.
    500milalire all’artista in serata e le altre accantonate per pagare artisti di GROSSO CALIBRO, che sarebbero passati in futuro in quel locale.

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