I Lungodegenti

14 Giu

Di Gat

I LUNGODEGENTI ZELIG frequentano quell’ambiente da molti anni. Come malati cronici periodicamente ospedalizzati, di cui medici, infermieri e portantini conoscono a memoria la cartella clinica, hanno qualcosa di familiare e di risaputo.

FORSE hanno fatto un paio di puntate a Zelig Off, forse ci sono stati quasi vicini, magari sono finiti anche in prima serata ma è durata poco.

IL LORO sogno televisivo, nel corso degli anni, è diventata una droga di cui aspirano gli aromi da lontano. Il loro desiderio è stabile, ma subisce dei picchi d’intensità periodica. Fibrillano, rimangono delusi, il battito si stabilizza, ricominciano da capo.

I LUNGODEGENTI sono veterani dei laboratori. Di conseguenza dovrebbero essere dei pozzi di scienza comica, dei laureati in mimica e battute, dei draghi della creazione del personaggio.

INVECE i loro miglioramenti sono minimi: è possibile che in 3, 4, 5, 6, 7 anni e più abbiano fatto i progressi che una vera scuola di recitazione, dei veri registi, una vera gavetta gli avrebbe fatto ottenere in un anno.

MOLTI di loro subiscono l’inversione della prova: si dice che è colpa loro se non sono migliorati, se non si sono rinnovati. È un atteggiamento che condanna solo i calciatori e che assolve i dirigenti sportivi, l’allenatore, lo staff tecnico; è un sistema educativo che scarica ogni cosa sugli alunni.

DEI LUNGODEGENTI Zelig si sa tutto, cosa fanno sul palco, come si muovono, quali sono i loro personaggi, le loro gag, le loro battute, eppure ogni volta devono cominciare da capo: essere visti da un autore che non decide (ma che sa tutto di loro e che non avrebbe bisogno di rivederli), per poi essere rivisti da altra gente che non avrebbe più la necessità di farlo.

QUANDO qualcuno vede un lungodegente pensa «Ancora qui!» eppure nessuno gli dice di no, perché i lungodegenti servono a fare numero, a riempire i vuoti che si creerebbero facendo delle scelte artistiche serie e responsabili. Ci si sente meno soli quando si è in tanti, anche se degli invitati alla festa quasi nessuno assaggia la torta o beve lo spumante.

I LUNGODEGENTI sono un fenomeno tipicamente zelighiano, ma che prossimamente potrebbe estendersi ad altre realtà.

IN TRE ANNI si fa in tempo a prendere una laurea breve, ma i laboratori Zelig sono gli unici, tra laboratori, seminari, corsi, scuole e accademie, tra tutte le realtà che lavorano sull’attore a non dichiarare né l’obiettivo finale, né la durata del “corso” (sarà un caso?)  

I LUNGODEGENTI rappresentano l’ultima frontiera della precarietà. La beffa atroce è che una precarietà così estrema venga da un ambiente i cui rappresentati, mentre sono impegnati a rendere instabili centinaia di persone e a demolire sistematicamente ogni loro certezza, talvolta, ogni tanto, prendono posizione contro la precarietà nel mondo del lavoro.

8 Risposte a “I Lungodegenti”

  1. Mario giugno 14, 2010 a 10:13 am #

    ciao ananas, io l’altro giorno ti ho scritto per farti i complimenti pero’ oggi un po’ mi spiace leggere dei malati perche’ ho una prozia in ospedale da quattro mesi, quindi secondo me non e’ bello. Al mio paese si dice “scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”, quindi sarebbe meglio. Mi sembra strano che non avete commentato la notizia di vanessa che se ne va da zelig. Secondo me e’ brava e simpatica. Perche’ non fate un referendum via internet su chi volete al posto suo? Vi mando una battuta “qual e’ il colmo delle zuccheriere? Non sapere AMARE!”. Se vi serve, usatela che a me fa piacere. Ciao, continuate cosi’!!

    • Melady giugno 14, 2010 a 11:05 am #

      Leggo e sono invece colpita da il fatto che chi scrive sia Gat e che sia replicato da un Soriano e l’altro che gli da delle graffiate e Pellegatti che a volte si firma Pelagatti.
      Che io sia una gatta morta?

      Mario ti comprendo sai, mia mamma si chiama Eva e quando sento la gente che dice: Vacca eva, porca Eva ecc. ecc.
      Mi urtano …. W Mario

      • ananasblog giugno 14, 2010 a 2:40 PM #

        Melady, sognamo l’outing di Soriano, Alessandro è un bravissimo attore ed è stata una gioia scoprire che era lui.
        La Redazione

    • ananasblog giugno 14, 2010 a 2:39 PM #

      Ciao Mario, ci dispiace per la tua prozia… qua siamo tutti alle prese coi problemi di salute di parenti e familiari (l’amministratore ha passato la mattinata in coda dal medico e a comprare medicine)… Grazie per aver ricordato di Vanessa, è un peccato che se ne vada, però il referendum esula dalle nostre iniziative. Le vecchie volpi troveranno una sostituta degna. Forse Vanessa ha capito che ci sono cicli che vanno a esaurimento. Grazie per la battuta!
      Un abbraccio

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    […] tutti quelli che finiscono un anno di laboratorio e magari sono lì da anni (vedi post sui lungodegenti) devono tornare. Non solo: la piccola quantità che approda in televisione, mettiamo una trentina […]

  4. I misteri del post su Federico Basso « ananas - giugno 17, 2010

    […] lo fa anche su tutti gli altri. Questo spiegherebbe per esempio il fenomeno dei lungodegenti(vedi link), cioè degli artisti che invece di migliorare si cronicizzato e vanno avanti anni e […]

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