I primi laboratori

15 Giu
Claudio Masiero ci ha mandato un altro pezzo “vintage”, questa volta sui primi laboratori. Chi si ricorda del Circolone di Legnano? Serate con Ale & Franz, Max Pisu, Leonardo Manera, Flavio Oreglio, ma anche con Dado Tedeschi, Italo Giglioli, Eugenio Chiocchi, eccetera, prima che i laboratori diventassero delle “macchine da provini”, delle produzioni in serie di pezzi comici. 

I primi laboratori (di Claudio Masiero)

PREMETTO che parliamo di “alcuni” anni fa: la telefonia cellulare ed internet non erano così capillari e tutto aveva dei tempi più umani.
CREDO o perlomeno penso, che poi ci sia stato un periodo di cambiamento, una sorta di zona crepuscolare. Quando si allungano le ombre, il buio si appropria di tutto ciò che hai attorno.
MA ALLORA c’erano i laboratori “vecchio stile”. Non conosco esattamente chi abbia avuto effettivamente l’idea di farli nascere ma, a quanto mi hanno detto, sono nati con l’esigenza di provare pezzi nuovi da inserire nel repertorio personale: pezzi di nuova stesura, i quali avevano bisogno di alcuni piccoli aggiustamenti prima di essere messi nello spettacolo, di modo da renderli perfetti per poter essere venduti in serata.
IN SERATA, non in televisione.
C’ERA un gruppo di comici, amici tra di loro, che condividevano lo stesso spazio con la sola mira di divertire divertendosi e di migliorare se stessi per il bene del pubblico.
UN PUBBLICO reale, vero, che avrebbero dovuto affrontare fisicamente dal vivo; un pubblico che se scontento si alzava dalla sedia e se ne andava.
I COMICI si consigliavano reciprocamente perché il loro fine ultimo era di non sfigurare nelle serata nei locali.
SI ARRIVAVA nel gruppo del laboratorio se si era invitati da uno del gruppo, e se eri invitato era perché avevi in qualche modo le carte in regola (anche se poi sul palco poteva salire chiunque in modo molto democratico, specialmente allo Scaldatole – ndr).
SE VINCEVI un concorso di cabaret era un buon biglietto da visita
POTREI citare i laboratori storici per eccellenza lo “Scaldasole“ di Milano e “Il Circolone” di Legnano in cui si aveva la possibilità di condividere il palco con Eugenio Chiocchi, Massimo Pongolini, Max Pisu, Diego Parassole, Francesco Foti, Alfredo Minutoli, Carlo e Simone, Stefano Chiodaroli, Claudio Batta, Henry Zaffa e altri che mi sarò sicuramente dimenticati… non me ne vogliano.
AVEVI veramente la possibilità di condividere il palco con dei mostri sacri, veri e propri animali da palcoscenico. Era forse cabaret all’atto pratico e non teorico.
ORA il buio avvolge e rende ciechi.
MA BASTA aver pazienza e un nuovo giorno nascerà.
 Nota: i primi laboratori avevano quello che ST (vedi link) rimprovera non esserci in quelli attuali, la centralità dell’attore, dell’artista. Inoltre costituivano un metodo di lavoro che non sarebbe impossibile recuperare, in cui i “fuoriclasse” si preparavano a diventare tali.

20 Risposte a “I primi laboratori”

  1. Claudio giugno 17, 2010 a 4:04 PM #

    Mi sono riletto…e non ho capito niente di quello che ho scritto…hahahahahaha…..devo bere qualche tisana rilassante e dormire di più….hahahahaha
    Come sono messo male….hahahaha

  2. Claudio giugno 17, 2010 a 3:14 am #

    Non trovo carino sottolineare che se solo potevi avresti potuto evitare di scriverlo, se solo avessimo voluto ..almno per quanto mi riguarda…avrei potuto essere meno determinato nel mio commento.
    Ovviamente parlando ad un’entità astratta della quale se ne conoscono le doti…ma è bello anche così….trovo molto più educato, portare avanti una discussione con un ben emerito sconosciuto ma educato e sagace.
    Che con uno che per conoscere la tua identità ti insulta.
    Dicevamo….Quindi si rimane allo scritto, che come sappiamo essendo privo di colore e tono e di messaggi non verbali rimane discutibilmente interpretabile.
    L’ansia da Ananasblog tanto agognata e discussa, è un argomento lungo e complesso che alle 5 di mattina mi viene difficile affrontare, sarebbe carino ne parlasse uno psicoterapeuta o uno psicologo.

    Claudio Masiero

  3. Claudio giugno 15, 2010 a 2:06 PM #

    Ciao,
    Non rispondrò per le rime in quanto le competizioni non mi interessano anzi mi annoiano.
    Volevo chiederti piuttosto, se potevi darmi una tua visione dei laboratori di un tempo?
    Ho sempre pensato che il ” Bello ” sia relativo….mi potresti aiutare a capire cosa intendi?

    Grazie

    Claudio Masiero

  4. Melady giugno 15, 2010 a 1:22 PM #

    Ciao anche a te Pelagatti.

  5. Un lettore giugno 15, 2010 a 10:48 am #

    Italo Figlioli?!

    • ananasblog giugno 15, 2010 a 11:12 am #

      Ops, correggiamo!

      • Pelegatti giugno 15, 2010 a 11:24 am #

        I primi laboratori? Belli, li frequentavo… Sembra una puntata de La storia siamo noi. Poi venne la rivoluzione industriale e tutto cambiò… poi una glaciazione improvvisa e… o forse venne giù un meteorite? Il quarto segreto di Fatima forse chiarirà, perchè Nostradamus si sa, s’occupava d’altro. Legnano come Yalta, e poi era Italo Figlioli o Italo Balbo? Un saluto a Melady, che stigmatizza la duttilità del mio cognome. Fatene una versione audio, così vi scarico in podcast e la noia della battigia estiva si risolve da sola.

        • ananasblog giugno 15, 2010 a 12:48 PM #

          L’outing di Pelegatti sarebbe auspicabile (come quello di Soriano).

          • Claudio giugno 15, 2010 a 2:42 PM #

            Ananas, credo sia più auspicabile Pelegatti che un Soriano attaccato ai coglio senza oni 😉 ,
            Tutti e due credo abbiano voglia di partecipare…stuzzicano e rendono divertente la conversazione.
            Un vero peccato non sapere chi siano realmente….

            Claudio Masiero

            • ananasblog giugno 15, 2010 a 2:46 PM #

              Claudio, hai presente le vuvuzelas? Quelle trombette che stanno assordando il mondiale di calcio? Ecco, Soriano e Pelegatti sono le mie vuvuzelas
              L’Amministratore

              • Claudio giugno 16, 2010 a 2:56 PM #

                Ciao ananasblog….sai che ti dico, se Soriano e Pelegatti sono due gauting e per ananasblog sono due vuvuzelas….Allora Ananasblog è una vuvuzeligas….;-)

          • Pelegatti giugno 16, 2010 a 9:33 am #

            Chiunque fossi prima non conta, proprio perchè ‘Pelagatti’ è il mio outing (e non il contrario).

            • Pelegatti giugno 16, 2010 a 9:34 am #

              O Pelegatti, fate voi

            • Claudio giugno 16, 2010 a 1:00 PM #

              Ciao Pelagatti o Pelagauting che dir si voglia.
              Lasciando stare le identità, che spesso frenano la libertà di parola….ci tenevo a sapere invece , quello che trovavi di differente tra i vecchi laboratori che hai frequentato e quelli di questi anni.
              Che dici riusciamo a fare un discorso serio?

              Claudio Masiero

        • Claudio giugno 15, 2010 a 3:01 PM #

          Ciao Pelegatti,
          il commento sopra era indirizzato a te.
          Sono un inesperto dei blog ed ho ancora delle incertezze.

          Claudio Masiero

          • Pelegatti giugno 16, 2010 a 6:25 PM #

            Da appassionato credo che la differenza tra i vecchi lab e i nuovi è che (almeno da sensazione) nei primi girasse più gnocca. Credo che potrebbero confermarlo in molti. Non sarà una questione centrale della quale vogliate occuparvi, ma a domanda rispondo. Con tutta la fallibilità e la vacuità che questa mia modesta opinione rischia di raccogliere. Con stima.
            Pelagatti

            • ananasblog giugno 16, 2010 a 6:27 PM #

              Ti preferivo prima 😦

            • Claudio giugno 16, 2010 a 7:22 PM #

              Pelegatti…….
              Alquanto deludente come inizio per un discorso serio, ti preferivo anch’io quando con sottile arguzia e stile sottolineavi i passaggi, ed in realtà dicevi a chiare lettere .. mi dicevi……ma chi credi di essere????

              Si effettivamente sei meglio quando graffi.

              • Pelegatti giugno 16, 2010 a 9:20 PM #

                Ho ammesso io stesso la banalità della riflessione di cui sopra. L’avrei risparmiata (a me e a voi) se non mi aveste invitato ad esprimerne una. Peccato solo non abbiate colto (ma è colpa mia) nella frase “credo che la differenza tra i vecchi lab e i nuovi è che nei primi girasse più gnocca” il fatto che una volta l’adesione ai piccoli piaceri della vita (di cui la gnocca è solo un simbolo, nulla più) prendesse il posto dell’ansia odierna su cui vi affannate così tanto. Insomma non è che ci fossero più donne compiacenti in assoluto, ma era più facile accorgersene, così come era più ritualmente gratificante bere una birra in via Torricelli o organizzare una partita di calcetto. Insomma sostenevo senza che ve ne accorgeste la vostra tesi. Non in modo serio e definitivo probabilmente, o forse è proprio la vostra tesi a giocare a sfavore di chiunque, me compreso…
                Perdonerete la puntualizzazione.
                Pelegatti

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