Rapporto tra laboratori e dilettantismo

14 Set
Di Gat

I LABORATORI ZELIG sono in prima linea nella creazione di quell’enorme ZONA GRIGIA che sfocia nel dilettantismo e nell’abbassamento della qualità generale.

Questo avviene INDIPENDENTEMENTE dagli sforzi di chi ci lavora dentro (autori, conduttori, comici), così come un macchinario difettoso crea un prodotto scadente a dispetto dell’abilità di chi lo manovra.

LA PRIMA LINEA di diffusione del dilettantismo sta nella natura stessa del laboratorio Zelig, che è l’unico tra laboratori, corsi, seminari, accademie e stage a non dichiarare né un risultato finale né la durata.

Facciamo l’esempio di un idraulico che non ti dice quale sarà la riparazione e nemmeno quanto durerà: potrebbe essere un ora, un giorno, una settimana, potrebbe durare anni.

Oppure prendiamo un architetto chiamato per la ristrutturazione di una casa: non specifica i dettagli del progetto e anche la durata rimane un mistero… dovrebbe finire dopo un anno, ma poi si scopre che c’è un altro anno di ristrutturazione, poi un altro, poi un altro ancora.

A parte che il metodo è talmente assurdo che non regge trasportato a qualsiasi altra attività, ma è comunque chiaro che questa indeterminatezza impedisce qualsiasi forma di professionalità e che crea, quindi, dilettantismo.

LA SECONDA LINEA di diffusione del dilettantismo è data dal fatto che chi gestisce un laboratorio non ha la più pallida idea di quali scelte televisive verranno fatte dal vertice Zelig.

Esiste una frattura vera e propria tra vertice e autori, in cui la strategia di chi sta in alto sembra quella di dire meno cose possibili a chi sta in basso. (Per chiarire meglio il concetto: l’autore cerca di capire cosa sia “televisivo”, quindi tende a far produrre ai comici un’enorme quantità di pezzi che abbiano possibilità di essere televisivi. Il vertice sceglie da questa grande quantità, senza dover spiegare di cosa ha esattamente bisogno, scaricando la fatica produttiva a chi sta sotto). Ma se il committente non specifica nei dettagli quale prodotto ha in mente, come potrà l’esecutore fare un lavoro professionale?

Un esempio illuminante è il seguente: per anni e anni è passata l’idea che l’animazione (coinvolgere il pubblico) non fosse televisiva e, in ogni laboratorio, ogni autore si è sempre attivato per reprimere qualsiasi forma di animazione.

Poi quest’anno è stato messo in prima serata un pezzo di animazione allo stato puro, quello di Massimo Bagnato.

Come si fa a costruire qualcosa se non si sa quale sarà il prodotto finale? Impossibile, appunto.

LA TERZA LINEA di diffusione del dilettantismo è che i laboratori creano una frattura tra il tirocinio d’attore e chi sale sul palco.

La gavetta live viene saltata e l’elemento teatrale viene ignorato, non si fanno gli esercizi fondamentali con cui un attore dovrebbe confrontarsi periodicamente (vedi intervista a Franco Mescolini). Uno può fare 3 minuti in un laboratorio, far ridere, finire in tv, senza eliminare mai le proprie inadeguatezze. E questa è una strada che porta al dilettantismo.

Un autore, ai provini per il laboratorio, vede un comico per 3 minuti e su quei 3 minuti deve decidere del suo futuro, ignorando quale background abbia prodotto quei 3 minuti e cosa bisognerebbe fare per agire su quel background.

BASTEREBBERO QUESTI TRE FATTORI a rendere impossibile un lavoro professionale che, come tutti i lavori professionali dovrebbe avere un prodotto finale dichiarato e una durata ragionevole.

Ma lo scopo dei laboratori non è questo, i laboratori devono creare una “collezione” di comici irrisolti. Lo stanno facendo con un certo successo.

10 Risposte a “Rapporto tra laboratori e dilettantismo”

  1. Top Gum settembre 16, 2010 a 4:56 am #

    Poi quest’anno è stato messo in prima serata un pezzo di animazione allo stato puro, quello di Massimo Bagnato… I MINIMO erano troppo asciutti. (dovevano metterci del valore aggiunto)

    • ananasblog settembre 16, 2010 a 8:57 am #

      Parleremo anche di questo…

      • Diego Carli settembre 19, 2010 a 10:02 PM #

        Ciao,
        sono l’autore de I MInimo, sono Diego Carli vorrei sapere cose ne pensate.
        Su forza, sono già sulla graticola.
        Un abbraccio.
        Diego

        • ananasblog settembre 20, 2010 a 7:43 am #

          Diego ciao, attendi questa settimana e avrai un’opinione dettagliata.
          Con stima
          La Redazione

          • Diego Carli settembre 20, 2010 a 1:06 PM #

            Ok mi tolgo dalla graticola per il momento. Hahaha! Mandami un avviso se puoi a mio indirizzo così mi collego col sito.
            A presto.
            Diego

            • ananasblog settembre 20, 2010 a 1:35 PM #

              Okay, e non ci sono graticole neanche in futuro 😉

              • Top Gum settembre 20, 2010 a 7:14 PM #

                Sarebbe carino vedere uno spettacolo di 45 minuti e poi si potrebbe dare una valutazione, sul un tempo MINIMO sono molto simpatici e fanno ridere. Siamo sull’onda della coppia Manera Penoni.
                L’ essenziale, ridurre appunto al minimo tutte le tecniche di ammiccamento sul pubblico anzi evitarle, glacialità e inespressione e ogni movimento che fai avrà un valore centuplicato.
                Penso che questa sia la linea registica indotta.
                Sono coordinati e precisi e questo gli aggiunge dei punti.
                Ovviamente sempre se posso esprimermi posso esprimermi …ops già l’ho fatto 🙂

                • Diego Carli settembre 25, 2010 a 10:20 PM #

                  Il minimo purtroppo ha avuto la Scissione ed ora si stanno riprendendo. Ti assicuro caro Top che avevano uno spettacolo teatrale di 80 mimuti e per il teatro erano in 5, lo show era di quelli da far impallidire qualsiasi comedy group che fa la visual in Italia. E poteva competere con il resto delle compagnie di genere che ho visto in Europa. C’era solo un pezzo di quelli televisivi e anche in questo caso totalmente stravolto: Tanti auguri della Carrà. Quello che mi fa incazzare è che mi sono fatto un culo per metterlo in scena e si sono divisi. Ma ho avuto le mie belle soddisfazioni. Mi toccherà farne un altro per la nuova formazione, appena pronto vi farò gli inviti e mi farebbe piacere veniste.
                  Con affetto.
                  Diego

Trackbacks/Pingbacks

  1. La conquista del Veneto: oggi i provini per il lab Zelig di Paodva « - settembre 23, 2010

    […] un esempio illuminante di ciò che abbiamo raccontato nel post sulla creazione del dilettantismo: la separazione tra direzione e autori, col mistero su quali siano le scelte, e le decisioni […]

  2. Oggi le comiche, ma domani? i misteri del laboratorio femminile « - settembre 16, 2010

    […] ORA SI DIRÀ che la colpa è tutta di Viviana Porro che non si è rinnovata, che non ha saputo portare pezzi all’altezza. Ma i laboratori Zelig non erano luoghi ad elevata competenza gestiti da personale professionista? (in realtà pensiamo il contrario, vedi post sul dilettantismo) […]

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