La conquista del Veneto: oggi i provini per il lab Zelig di Padova

23 Set
Di Gat e Infiltrati Veneti 

I Minimo

DISASTRI GIÀ SPERIMENTATI

Nella smania di estendere il suo monopolio, Zelig è sbarcato da alcuni anni anche in Veneto cominciando nel 2006/2007 col laboratorio presso il teatro Alcione di Verona (autori Renato Trinca e Laura Magni). C’è stata una pausa di un anno, e la ripresa nel 2008/2009 al glorioso Banale di Padova (autori Federico Basso e Andrea Midena), per proseguire nell’ultima stagione presso le Fucine Controvento di Mestre (autore Federico Basso).  

SI RICOMINCIA, MA IL VENETO…
Oggi 23 settembre 2010 ci sono i provini per la prossima stagione che si terrà al Q Bar di Padova (autore Marco Del Conte). Nel Veneto, come in altri luoghi d’Italia, per non parlare della desertificata Milano (Mecca della comicità gratuita) si stanno sperimentando le solite sensazioni di poca chiarezza, frustrazione, ansia, nessuno sbocco, infinito spreco di tempo, a cui si aggiungono alcune vere e proprie “spremute di sangue”.
Tutto è risaputo: succhiare via più energie possibile, eliminare le attività indipendenti, usare ciò che serve e poi abbandonarlo (vedi post esiste un piano b?). Però in Veneto l’esperienza sembra essere invecchiata precocemente rispetto ad altre zone d’Italia. La stanchezza è maggiore rispetto alla media. La voglia di raccontare è molto alta. Quasi tutti ammettono che il sistema Zelig è una forma di sfruttamento. Solo la mancanza di alternative “costringe” i più a tornare perché non ci sono altri posti (avere un monopolio è fondamentale, vedi post sul rapporto tra laboratori Zelig e business).
I MINIMO: UN CASO EMBLEMATICO
Dal lavoro dei laboratori Veneti è emerso un gruppo: I Minimo che hanno fatto l’ultima edizione di Zelig in prima serata. Un approdo importante, la realizzazione di un sogno, ciò per cui tanta gente impegna anni e anni della propria vita spesso senza riuscirci.
I Minimo si sono divisi dopo neanche un anno dal loro momento di gloria… Non è un risultato da sbandierare nella “propaganda ufficiale”.
Bisogna ammettere che questo gruppo usava una comicità in sottrazione non facile: mimare un pezzo musicale travolgente fingendo di essere stanchi. Inoltre andava a occupare uno spazio che, da le Tutine in avanti, è considerato poco più di uno stacco musicale. I Minimo praticamente si sono bruciati, com’è successo a tanti prima di loro.
LA FRATTURA TRA GINO & MICHELE E GLI AUTORI
Gli autori hanno fatto pressione fino all’ultimo in favore di PerLaMammadiAdo, considerandoli più adatti all’esordio, ma Gino & Michele (o solo Gino Vignali) hanno voluto ostinatamente I Minimo.
È un esempio illuminante di ciò che abbiamo raccontato nel post sulla creazione del dilettantismo: la separazione tra direzione e autori, col mistero su quali siano le scelte, e le decisioni catapultate dall’alto (a dispetto del lavoro fatto). Così gli autori lavorano su un prodotto che non conoscono, su obiettivi di cui non sanno nulla.
LA TRAPPOLA PUÒ SCATTARE ANCORA
PerLaMammadiAdo al posto de I Minimo non avrebbe cambiato molto, la tendenza della dirigenza Zelig è la seguente: un anno di tv, poi tornare a fare laboratori. PerLaMammadiAdo si trova in quella condizione psicologica del “ce l’abbiamo quasi fatta” che induce a tornare. Non a caso l’anno scorso hanno frequentato il laboratorio artistico di Milano (il premio per aver fatto un laboratorio è: fare altri laboratori). Chi conosce la Milano Venezia può immaginare quanto sia impegnativa una cosa del genere: oltre all’impegno creativo gratuito, il massacro degli spostamenti.
Questa è la routine che i lettori del blog stanno imparando a conoscere. Quella de I Minimo è una storia esemplare, ma arriveremo anche a raccontare in modo dettagliato una delle clamorose “spremute di sangue” venete… (basta pazientare fino a domattina).

     

 

12 Risposte a “La conquista del Veneto: oggi i provini per il lab Zelig di Padova”

  1. Sandra settembre 24, 2010 a 11:56 am #

    Per la cronaca l’autrice che seguiva i lavori in corso nel lab di Verona NON era Laura Magni (che presentava) ma Giovanna Donini. Ciao

    • ananasblog settembre 24, 2010 a 12:00 PM #

      Sandra, grazie per la precisazione, mettiamo agli atti.
      L’amministratore

  2. Claudio Masiero settembre 23, 2010 a 6:59 PM #

    Ciao Diego, sfatiamo una cosa (ovviamente se davi a me dell’informato) “Io vivo nell’ignoro”.
    Meno sono intossicato da altri e più sono io.
    Quello che ho scritto è frutto di ciò che ho visto, e ribadisco i complimenti a te e a loro.

    Poi non si può piacere a tutti, e meno male che è così.

    Un abbraccio da me.

    P.S.
    Se non ti riferivi a me … fa lo stesso, quello che penso dico.

    • Diego Carli settembre 23, 2010 a 10:05 PM #

      No scusami, ho cliccato sbagliato era il commento all’articolo. Ha, non capisco niente di blog.
      Diego

      • Claudio Masiero settembre 24, 2010 a 7:45 am #

        Figurati, nessun problema … per un attimo mi sono sentito importante.
        (mica mi verrà l’ansia da commenti … 118 aiutoooooo)

        • Diego Carli settembre 24, 2010 a 8:21 am #

          Hahahahaha! Bello questo blog, cabarettisti che si aggirano con terrore per paura di incontrare autori con il coltello tra i denti.
          Ciao Grande!
          Diego

  3. Claudio Masiero settembre 23, 2010 a 10:26 am #

    Sorrido leggendo.
    Da tanto tempo e lavoro dedicato da chissà quanti comici, quelli che emergono sono coloro che anche nel nome racchiudono la sintesi del loro lavoro, I Minimo.
    I Minimo con i quali ho condiviso un solo palco, e loro in versione ridotta.
    Ridurre al minimo i movimenti e far scattare tante risate non è comunque facile, bisogna andare a ritrovare quei movimenti anche scurrili del nostro quotidiano ed avere il coraggio di riproporli.
    Dico CORAGGIO, non nel senso “che bisogna avere un bel coraggio per fare certe cose”, che sia ben inteso.
    Sentivo dei comici dire: “Noi stiamo a cercare nuovi personaggi e battute e poi in televisione passano quelli che si danno le sberle sul culo”.
    Coraggio di proporsi in modo poco usuale e di aver il coraggio di proporre atteggiamenti che l’ordine morale ci censura.
    Quindi chapeau … ottimo lavoro di regia e di coordinamento.
    Una trasmissione televisiva ha bisogno anche di interventi brevi e simpatici, I Minimo ricoprivano il loro ruolo, come Le Tutine e i Le Barnos etc etc.

    Questo è un periodo dove funziona questo tipo di televisione o ci si adatta o si aspetta.

    • ananasblog settembre 23, 2010 a 2:49 PM #

      Eppure quasi tutti spingevano per un altro gruppo, ignoravano anche loro questi meccanismi televisivi, pur facendo loro stessi questo tipo di televisione?

      • Claudio Masiero settembre 23, 2010 a 3:26 PM #

        Non so esattamente come funzionino le cose non so chi spingessero, chi ignorasse o chi facesse lo stesso tipo di televisione, ma posso aggiungere che in questi anni di tanto in tanto uscivo dal mio eremitaggio e mi spingevo oltre, entravo a vedere i dietro le quinte di laboratori o di concorsi.
        Solo per sentire che aria tirasse.
        Tutto uno studiare cosa potesse interessare alla tv, in alcuni casi ho visto laboratori riproporre la tv sul palcoscenico di un teatro o di un locale.

        • Diego Carli settembre 23, 2010 a 6:40 PM #

          Eccomi!
          Mamma mia sei informatissimo.
          Sono sempre io quello dell’idea de I Minimo.
          Piccola storia in prima persona dei pezzi e del perchè:
          Quando ho scritto il primo pezzo (scritto? L’ho mimato per essere precisi) ho pensato esclusivamente ad un uso televisivo cioè con queste caratteristiche: brevità (poi lo si è accorciato ancora di più), studio del personaggio preciso (i comici depressi), privilegiare il gesto alla parola perchè I Minimo (in origine Minimoteatro)sono da sempre legati al linguaggio gestuale e quindi ho pensato a qualcosa che potesse coniugare la loro filosofia con la televisione con questa prospettiva: abbiamo un’opportunità? Sfruttiamola. Da autore ti posso dire che l’idea di scrivere questi interventi con la mentalità Live l’ho scartata da subito poichè improponibile ma televisivamente poteva funzionare ed ha in un certo senso funzionato. I Minimo come dici tu non ha mezze misure: o lo si ama o lo si odia. Troppo stupido e anche volgare per alcuni (dovresti vedere allora i pezzi mai proposti che sono poetici) geniali per altri. Io dico che qualche ciambella è uscita col buco altre no ma non per difendere il mio orticello però credo che l’idea in se aldilà dell’esecuzione sia vincente: i comici depressi.
          Per ciò che riguarda il dualismo con Perlamammadiado io l’ho vissuto da vicino, erano i due gruppi che sinceramente si contendevano il “posto al sole”, mi pareva si cercasse sempre e comunque lo scontro competitivo stile Coppi e Bartali, sul Live “La mamma” forse aveva qualche carta in più lo ammetto ma a mio modesto avviso e non me ne vogliano gli amici Gaetano, Susy e Cristiano lo spettatore doveva entrare nel loro mondo per capirli fino in fondo, per condividere un meccanismo non semplice il pubblico doveva “applicarsi”, pensare chi è questo personaggio e chi è quell’altro e chi è il terzo? il disturbatore? un censore? un puritano? E poi gli oggetti a volte piccoli, le entrate tipiche da teatrino insomma, non me li vedevo a fare i chilometri sul palco dell’arcimboldi con la catena al collo. I Minimo non fanno pensare. Non c’è nulla dietro è tutto dichiarato. Entrano e fermi fanno il pezzo, non c’è neanche bisogno di vederlo tutto per assurdo, mentre alcuni interventi de “la Mamma” avevano una storia all’interno costruita ad arte con risoluzione finale. Io ero sicuro dall’inizio che tra i due avrebbero scelto I Minimo ma non sono mai stato d’accordo sul metterli in rivalità uno con l’altro tant’è vero che sono molto amici tra loro e Gaetano è venuto un paio di volte a fare i pezzi col Minimo. La differenza credo stia tutta nel fatto che i pezzi de “Lamamma” siano pezzi di spettacolo adattati alla tv mentre I Minimo hanno pezzi solo televisivi che adatteranno a teatro. Quest’anno mi giungono voci che Perlamammadiado farà Zelig Off ed io sono veramente contendo al di là di tutto perchè ho profonda stima di loro come persone e come attori/autori di se stessi.
          I Minimo si sono “bruciati” anche perchè non hanno saputo dimostrare agli addetti ai lavori di essere un gruppo che si sa gestire e gestire un successo causa le lotte interne iniziate quasi subito. Ma non si sono sciolti! Nicola e Veronica si sono trovati dopo la scissione e hanno ripreso alla grande e se fossero partiti da subito così le cose forse sarebbero andate diversamente.
          Queste le mie riflessioni pour parler si intende, non lapidatemi vi prego.
          Ti/Vi saluto con affetto.

          • ananasblog settembre 24, 2010 a 7:06 am #

            Diego, ciao, hai mandato una lunga riflessione/chiarimento molto interessante.
            Sicuramente abbiamo parlato più di una lotta tra addetti ai lavori e chi decide, non della rivalità tra I Minimo e PerLaMammadiAdo. Riteniamo che il decisionismo dall’alto sia uno dei mali dell’ambiente e che questo annulli anche il lavoro autorale (quando fatto bene).
            Registriamo che I Minimo si sono “disgregati”, poi rimessi assieme, quindi gli facciamo un in bocca al lupo, con la raccomandazione di fare attenzione ai tanti “gatto e la volpe presenti nell’ambiente”.
            Un Abbraccio
            La Redazione

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  1. Un anno di laboratorio Zelig: Flavio Furian « - settembre 29, 2010

    […] Flavio Furian è un comico e imitatore triestino. Questa estate ci ha raccontato la sua esperienza col laboratorio Zelig di Mestre, scrivendola nella sezione dei commenti. Col suo permesso la pubblichiamo nella home page (confronta anche col post sulla conquista del Veneto). […]

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