Giovanni Vernia e i “pacchi” da 7.000 euro

24 Set

Di Gat e Infiltrati Veneti  

I DISASTRI DELLA CONQUISTA DEL VENETO    

 
 
 
 
 

   

Giovanni Vernia alias Jonny Groove

  

L’ultima stagione di laboratorio Zelig in Veneto si è svolta alla Fucina Controvento di Mestre (inizio giovedì 22 ottobre 2009). Non è andata bene. Il luogo, un circolo culturale ARCI, voluto con una certa insistenza da Bananas (l’agenzia di Zelig), probabilmente non era adatto a un evento di comicità in una serata come il giovedì: troppo fuori mano come collocazione (la zona industriale di Mestre), abituato più alla musica live che al cabaret. Risultato: poca gente, problemi anche tecnici (e di riscaldamento in pieno inverno) e infine chiusura anticipata dell’esperienza.  

 Inframmezzato al laboratorio, Bananas ha venduto ai gestori del locale un pacchetto di 3 serate con artisti tutti provenienti dalla prima serata Zelig: Giovanni Vernia (alias Johnny Groove) previsto giovedì 12 novembre 2009; gli Slapsus (26 novembre 2009) e Giancarlo Kalabrugovic (10 dicembre 2009).  (27.09.2010, ore 16.40 circa: aggiungo postuma una precisazione arrivata dagli Slapsus: la loro serata non è stata venduta da Bananas, ma direttamente al locale a un prezzo “abbordabile”. Inoltre hanno un solo pezzo dietro a un paravento, non come affermato più avanti).  

12.11.2010: DESCRIZIONE DI UN BAGNO DI SANGUE  

Dopo l’esibizione di Giovanni Vernia, pagata 7.000 euro, quelle degli Slapsus e di Kalabrugovic sono saltate per ovvi motivi. La serata del 12 novembre ci è stata raccontata da chi era presente e che, al ricordo, prova ancora un senso di tristezza e di indignazione. Ma proviamo a descrivere quello che è successo in presa diretta…  

Sono presenti una cinquantina di persone, ingresso con tessera Arci 15 euro, e questo basta a evidenziare il pesantissimo passivo economico. Ma almeno lo spettacolo (regia di Paolo Uzzi) è valido?  

Giovanni Vernia, vestito da Johnny Groove, sale sul palco accompagnato da Giancarlo Barbara che gli fa da spalla. La gente è venuta a vedere Vernia/Groove, nel cartellone, nelle locandine e nella rassegna stampa Giancarlo Barbara (che ha fatto Zelig nel 2007) non era neanche menzionato!  

Giovanni Vernia fa il suo pezzo televisivo pari pari, senza variazioni, con tutte battute già sentite nella stagione tv replicate al millimetro, senza una virgola inedita, poi esce e lascia Giancarlo Barbara a intrattenere il pubblico.  

Giovanni Vernia torna sul palco come Johnny Groove, fa un altro pezzo (sempre già sentito al millimetro), poi lascia ancora il non previsto Giancarlo Barbara a fare il suo repertorio.  

La terza uscita di Vernia è col personaggio del fratello serio di Johnny Groove, uscita definita da “pollice verso” che suscita appena qualche minima risata (sull’onda del richiamo al personaggio conosciuto).  

Di nuovo Giancarlo Barbara solo sul palco…  

Nell’ultima uscita Giovanni Vernia ritorna nei panni di Johnny Groove e chiude con un pezzo di animazione da villaggio turistico: divide il pubblico in tre parti e fa dire a ogni settore un pezzo dei suoi tormentoni televisivi (e siamo noi, siamo noi, ecc). Giancarlo Barbara lo accompagna alla chitarra.  

Fine dello spettacolo. Totale esibizione di Giovanni Vernia: 15/20 minuti (compresa la parte finale dilungata con animazione sul pubblico). La serata, dai commenti raccolti, risulta molto, molto, molto deludente.  

UN EPISODIO EMBLEMATICO  

È la prima volta che viene raccontato nero su bianco, consultabile, ciò che si dice ufficiosamente da anni: molti comici Zelig non hanno uno spettacolo, vengono venduti a prezzi spaventosamente alti e fanno disastri, fanno flop in giro per l’Italia bruciandosi loro e bruciando la possibilità future di fare ancora cabaret in quei posti.  

Per la prima volta si puntano i riflettori sugli effetti collaterali dell’assurdità tipica di questi ultimi anni: la produzione massiccia di comici che hanno solo i 5 minuti, non hanno uno spettacolo, hanno saltato la gavetta.  

Sinceramente pensavamo che Giovanni Vernia venisse venduto a 1500, massimo 2000 euro (che ingenui) dato che non ha uno spettacolo.  

CI SONO O CI FANNO?  

L’episodio raccontato rafforza ulteriormente l’impressione che i laboratori siano al servizio del business Zelig (vedi post): colonizzare una zona, usare l’evento laboratorio per vendere pacchetti costosi, desertificare il cabaret, consumare i fenomeni del momento per poi mettere nel tritacarne altri fenomeni dalla durata corta.  

Ma business a parte, se guardiamo alla programmazione della Fucina Controvento non riusciamo a capire se ci troviamo di fronte a una grande furbizia o a una grande ingenuità. Ci sono fenomeni che riescono a staccare migliaia di biglietti (come Giacobazzi), ma Vernia sembra più un’operazione “rastrella quel che si può finché dura”. Nessuno di buon senso lo metterebbe a fare da traino al cabaret in un posto nuovo, per fare l’apertura a una rassegna, soprattutto a quei prezzi. Gli Slapsus sono tecnicamente bravi, ma fanno uno spettacolo interamente mimato dietro a un paravento. Kalabrugovic fa ridere, ma non ha uno spettacolo rodato di quelli che sai che spaccano e che attirano folle di gente e che regge la distanza dell’ora. Insomma, la programmazione dei 3 “big Zelig” è stata fatta in modo suicida: se uno avesse voluto affondarla apposta avrebbe fatto le stesse cose.  

Ma il problema è un altro: quanti “spettacoli bidone” (da prodotti creati “in laboratorio”) sono girati in questi anni, quanti ne girano e quanti ne gireranno in futuro?  

Fino a questo momento la cosa è avvenuta in un silenzio totale appena disturbato da un sussurrare in sottofondo. Ora è possibile parlarne. Ne parleremo…  

(Continua…)   

   

84 Risposte a “Giovanni Vernia e i “pacchi” da 7.000 euro”

  1. Alberto x fucina controvento ottobre 20, 2010 a 12:40 am #

    in ritardo.. ma a disposizione. Garantendo comunque il Rispetto che alcuni utenti non hanno avuto nei nostri confronti. a presto.

  2. Anonimo settembre 26, 2010 a 5:18 PM #

    Buongiorno, mi permetto di intervenire su una questione che mi riguarda da vicino. Generalmente nei miei precedenti inteventi sul blog ho preferito essere più verboso e spero che il non esserlo in questa occasione non venga erroneamente scambiato per mancanza di cortesia. Il motivo è che preferisco andare diretto alla questione senza perdermi in noiosi preamboli. Come la redazione ben sa, non amo nascondermi dietro a pseudonimi o nomignoli vari: sono Alessandro e ho partecipato a tutte e tre le edizioni di Buona la Prima. Vorrei chiedere con gentilezza, con la preghiera di ricevere una risposta sincera e diretta, lumi sulle affermazioni di Ananasblog (C’è una battuta di un cameraman raccolta al volo: “Buona la prima, buona la prima e poi facciamo 5 giorni di prove…”). L’ ha detta a te o te l’ hanno riportata? Degli otto cameramen, dubito che uno solo di questi possa avere detto una cosa del genere, si registrava tre giorni alla settimana dalle 21.00 alle 23.00 circa, con il pubblico in studio e non si faceva alcuna prova. Nè in quei giorni nè in altri; lo garantisco senza timore di smentita alcuna. Alla redazione lo dico per dovere di informazione, spesso polemizzato facendo dell’onestà intellettuale una questione di principio, ma in questo caso non occorre e mi si perdoni l’inelegante burbanza, lo dico perché c’ero. Invece a “un letto a ore” (pseudonimo…) chiederei la natura della sua affermazione: “Questo benché fosse tutto preparato e studiato a tavolino in teatri al finire di viale Monza”.
    Saresti così gentile (a meno che ti sia accorto di avere detto uno sproposito o se ti interessi ancora sostenere la tua dichiarazione ovviamente)da spiegarmi con quale competenza ne parli? Vi ringrazio come sempre per la gentile ospitalità.
    Alessandro

    • ananasblog settembre 26, 2010 a 5:31 PM #

      Battuta riferita da uno che ha partecipato alle registrazioni come pubblico, che ha detto di averla sentita dal suddetto addetto ai lavori. Infatti è stata riportata come battuta di un cameraman presa al volo, non come dato di fatto.
      Grazie per la precisazione, è comunque importante, anche per gli sprovveduti che dicono che in tv è tutto finto 😉
      Per il resto: “Sono forse il custode di un letto a ore?” (cainamente parlando)

      • Anonimo settembre 26, 2010 a 5:40 PM #

        Era solo per fare chiarezza sul blog tra notizie e pareri.
        Evidentemente aveva bevuto (il cameramen o quello del pubblico…?!) La seconda parte della domanda infatti era rivolta proprio a “un letto a ore”, non pretendevo che mi rispondessi tu Roberto assolutemente, spero lo faccia lui.
        Grazie!

        • ananasblog settembre 26, 2010 a 5:49 PM #

          la lamentela su Buona la Prima? E’ una patacca?

    • ananasblog settembre 26, 2010 a 5:38 PM #

      Ops, non è che un “letto a ore” intendeva l’anno di laboratorio fatto per preparare Buona la Prima? E’ stato fatto in viale Monza, avrebbe un senso…
      Ale, ti giro un’altra lamentela su Buona la Prima: molti di quelli che hanno fatto un anno di laboratorio (preparatorio al format tv), ovviamente investendo molto tempo, poi se lo sono presa in saccoccia perché all’ultimo non sono stati presi?

      • Anonimo settembre 26, 2010 a 5:51 PM #

        Le otto settimane di preparazione erano un laboratorio dove si è cercato di capire la formula giusta per come affrontare la trasmissione e “allenarsi” all’improvvisazione. Ma (voglio credere alla buona fede di “un letto a ore”) non è corretto dire che tutto era stato preparato e studiato a tavolino. Diciamo che gli hanno riferito male, anche perché se fosse venuto avrebbe capito.I molti che hanno partecipato al laboratorio erano pochi in realtà:io Ale, Franz Katia, Valeria, Pippo Santonastaso, Gigi Rock. Sono rimasti in fuori solo tre: Valerio, Pippo e Gigi e inoltre nessuno aveva la garanzia di essere preso per la trasmissione. E durante le otto settimane venivano provate alcune persone per una sera soltanto, direttamente sul palco. Credo che tutto fosse fatto nella più assoluta corretteza.

        • ananasblog settembre 26, 2010 a 5:57 PM #

          Okay.

        • Un letto a ore settembre 26, 2010 a 8:26 PM #

          Confermo che ciò che ho scritto è riferito alla preparazione al teatro sul “Finire di viale Monza”.
          Avendo una memoria bislacca il nome del teatro mi sfugge ih ih ih ih ;-).
          Quanto ci sia stato di PREPARAZIONE ALL’ IMPROVVISAZIONE e quanto sia stato riportato poi in trasmissione solo voi lo sapete.
          Il mio chiudera con “Tutto deciso a tavolino” era ovviamente un mio arbitrario modo di scaldare gli animi.
          Sicuramente il programma è stato deciso a tavolino.
          Gli interventi sono stati decisi a tavolino.
          Gli attori anche, tutto è deciso a tavolino.
          Ho scritto una grande ovvietà in modo da muovere un animo puro … e credo di esserci riuscito.

          Sempre con grande stima e rispetto … ma qualcuno le mani se le deve sporcare. eh eh eh eh 😉

          • renzo settembre 26, 2010 a 9:11 PM #

            “Solitamente mi ci vogliono tre settimane per preparare un discorso improvvisato.”
            Mark Twain

            • ananasblog settembre 27, 2010 a 7:58 am #

              L’improvvisazione è la cosa più difficile, devi essere proprio bravo e padrone dei tuoi mezzi espressivi per avere sempre quel “guizzo”

  3. Sandra settembre 24, 2010 a 6:44 PM #

    Hai cancellato un mio post!!! Motivo?

    • ananasblog settembre 24, 2010 a 6:45 PM #

      No!!! T’ho pure risposto…

    • Top Gum settembre 24, 2010 a 7:09 PM #

      Sandra il tuo commento è nella pagina precedente … se intendi la correzione che riguardava la presentatrice.

      L’ananasso non cancella nessuno se non si sfora nell’offensivo.

    • slapskid settembre 24, 2010 a 10:41 PM #

      Secondo me è solo retroguardia… provo un po’ di compassione, nulla più…
      con immutata stima…

  4. Lorenzo (Slapsus) settembre 24, 2010 a 6:35 PM #

    ciao ananasso! (o ananassi?)
    ho scoperto oggi il tuo/vostro blog e questo post che chiama in causa anche gli slapsus di cui faccio parte. non entro ora nel merito della discussione più ampia che state facendo sul funzionamento dei laboratori e della distribuzione dei comici (argomento spinoso in effetti) ma ritengo di dover aggiungere qualche informazione che ci riguarda sull’episodio che citate e che ricordo molto bene, dato che ne siamo stati penalizzati per primi. il management del nostro gruppo non è affidato a nessuna agenzia che si occupa di cabaret, da sempre per l’italia ci autogestiamo in quanto lavoriamo prevalentemente in ambito teatrale, solo per l’estero abbiamo degli agenti. la replica del nostro spettacolo fairplay del 26/11/2009 alla fucina controvento di mestre venne infatti concordata direttamente da me con il responsabile della programmazione del locale, tale alberto, con cui ero stato messo in contatto da un componente dei perlamammadiado (nostro carissimo amico) al tempo coinvolto nel laboratorio in corso nel locale. il cachet concordato per il nostro spettacolo era quindi nella “norma” (per non dire “da amici”…) ma sopratutto non comparabile con quello di giovanni vernia richiesto da bananas (e noi siamo in 4 + 1 tecnico al seguito con scenografie e costumi). per quanto riguarda i nostri spettacoli (synphonia dal 2000 / fairplay dal 2006) non hanno mai una durata inferiore ai 60 minuti e facendo comicità visuale hanno sempre un ritmo piuttosto elevato, inoltre sono una sequenza di sketch molto diversi tra loro dove solamente il nuoto sincronizzato andato in onda a zelig è realizzato dietro ad un pannello. fate un giro nel nostro sito (www.slapsus.it / http://www.initinere.net / perdonate la pubblicità…) per farvi un’idea ma meglio ancora venite a vederli dal vivo se vi va, siete nostri ospiti. settimana scorsa abbiamo persino debuttato con un adattamento de “la tempesta” di shakespeare!!! dopo più di 10 anni di attività ci siamo voluti confrontare con un classico, confidiamo che il bardo si stia rigirando nella tomba dalle risate… che dire, non credo i nostri spettacoli siano un bidone, quanto meno il pubblico non ci è mai parso di questa idea, altrimenti temo non li porteremmo in giro ancora oggi. non abbiamo mai fatto laboratori se non quelli preparatori alle registrazioni del programma. lo sketch del nuoto sincronizzato lo abbiamo rodato prima nello spettacolo fairplay e poi nelle più svariate situazioni, persino in strada durante il fringe festival di edimburgo per convincere il pubblico a venire nel nostro teatro… ed ha funzionato! questo ci ha convinti a proporlo anche a zelig e a quanto pare era quello che cercavano per quella edizione, tutto qua. continuiamo a salire su un palco perché ci diverte incontrare il pubblico dal vivo ed abbiamo la fortuna che sia il nostro mestiere, speriamo di incontrarvi presto. ciao!

    • ananasblog settembre 24, 2010 a 6:43 PM #

      Lorenzo, grazie per la precisazione. Sappiamo che siete dei professionisti e della vostra ora di spettacolo. La considerazione su di voi era: per aprire al cabaret luoghi come quello, il giovedì sera, ci vuole qualcuno di quelli da battaglia (magari anche con un repertorio più easy). Poi faremo un giro sul vostro sito.
      In bocca al lupo per tutto!

      • Lorenzo (Slapsus) settembre 24, 2010 a 8:55 PM #

        La scelta non è stata delle più felici in effetti, a partire dal giovedì sera… ma temo che un po’ tutti i soggetti coinvolti ci abbiano messo del suo. Certamente fare comicità oggi in Italia è sempre più difficile, per portare pubblico in teatro o nei locali vanno fatte scelte oculate, ci vuole perseveranza e lungimiranza da parte di tutti, davanti e dietro le quinte… Crepi il lupo dalle risate!

        • ananasblog settembre 25, 2010 a 7:32 am #

          E’ vero, aprire un giovedì sera a una programmazione che vada avanti nel tempo è una mission quasi impossibile. Bisognerebbe fare la scelta di uscire a prezzi ragionevoli (anche per le star televisive)

          • Giovanni Vernia settembre 26, 2010 a 7:12 PM #

            Ciao a questo esotico blog. Oggi mi è arrivato un link (ho un picciotto che mi fa delle soffiate, si chiama Google Alert. E’ addestrato bene, innanzitutto è gratis, cosa che per uno come me, che viene da Genova non è di poco conto, in più è fedelissimo: dovunque sulla rete si parli di me, lui viene e me lo dice). Il pizzino questa volta diceva “Giovanni Vernia e i pacchi da 7000 euro”. Subito ho pensato: “Vuoi vedere che sono stato ai Fatti Vostri e non ho preso il premio?”. Poi leggo. Ed ho un brivido. Un brivido di dolore. Il dolore di una serata che avevo rimosso e di cui voi avete fatto riaffiorare il dolorosissimo ricordo. Sentitevene responsabili spinosissimi esotici. Ma ora che me l’avete fatta ricordare devo fare un paio di precisazioni:
            1 – A quel locale (di cui dirò al punto 2) non è stato venduto il mio spettacolo. E’ stata venduta una serata di cabaret dove ci sarei stato io ed un altro cabarettista
            2 – Volete sapere del locale eh? No! Ve lo dirò al punto 3 🙂 A questo punto vi dico solo che quando siamo arrivati lì sul manifesto c’ero solo io con grande sorpresa mia e grande mortificazione di Giancarlo Barbara, caduto in forte depressione da allora. Solo un disco degli AC/DC dopo ogni pasto lo sta risollevando.
            3 – Ullallà ma che curiosiii! No. Ve lo dico al 4. Qui si parla dei manifesti. Ce n’era uno. Solo. Isolato. Desolato. Troppo desolato. Talmente desolato che ogni tanto durante la settimana prima dello spettacolo il mio io che era sul manifesto mi chiamava e mi diceva “Ti prego portami via”. Era all’ingresso del locale (di cui dirò al punto 4 e non più al 2 come avete immaginato). Per strada niente, in paese niente. Non v’era traccia di macchie di mucca da nessuna parte. Solo lì in quel…TATAAAN! E ora si va al punto…
            4 – LOCALE! Era un locale che per trovarlo ci abbiamo messo un giorno e una notte. C’è gente che c’è stata e che non è più tornata. La stanno ancora cercando. Gente che lavorava nel locale appena ci ha visto entrare col sorriso e stavano pulendo i tavolini ci hanno guardato e di nascosto ci dicevano “Andate via…fatelo…voi che potete…andate!”. La serie LOST non sapevano se girarla sull’isola o in quel locale. Nonostante ciò siamo rimasti, sono andato in bagno, fatiscente come il bagno di un interregionale turco, e mi ha raggiunto un impiegato del luogo che vedendomi un po’ disorientato mi dice testuali parole “sai non è che il locale ha una gran reputazione, non è mai stato ben frequentato, stiamo cercando di rilanciarlo” ed io pensai “Eh, ho capito, ma almeno mettete la carta nei bagni”. E sorrisi. Insomma pare che la zona fosse una zona di tossici e che non era un gran posto dove andare.
            5 – Sul tardi sono arrivati un po’ di temerari.
            6 – Abbiamo fatto quello per cui eravamo stati chiamati lì. Cioè non il mio spettacolo. E loro ridevano. E noi eravamo felici. E loro anche. E siamo andati avanti finchè ci siamo divertiti tutti. Finchè poi non sono dovuti ovviamente andare in bagno anche loro…quelli che si facevano le foto con noi alla fine mi dicevano tutti all’orecchio “Non andare in bagno”.
            7 – Questo è l’elemento più dolente per me, infatti l’ho lasciato per ultimo perchè non avevo il coraggio di affrontarlo. Anche se lasciarlo per ultimo non è una gran mossa perchè il ricordo così sarà più vivo in me…comunque: non ho preso 7000 euro per la serata. Ma molti meno.

            In conclusione:

            1 – Ah ah ah ci siete cascati che ripartivo col pippone dell’elenco eh? 🙂

            Seriamente, concludendo:

            Se un locale spende dei soldi per un, perdonatemi la licenza poetica, per un artista (sì lo so è eccessivo per me ma non sapevo cosa mettere), anzi per due, forse dovrebbe anche preoccuparsi di fare adeguata pubblicità all’evento. E dovrebbe dare alla gente le informazioni giuste su quello che la gente pagherà. A noi non è sembrato che fosse così. Da ciò il malinteso sul mio spettacolo che sarebbe un “pacco”. Beh caro ananasblog, fino ad ora sono stato ironico ma adesso sarò serissimo: io bacio tutti i giorni per terra per la fortuna che ho avuto a farmi conoscere a così tanta gente e per il riscontro che ho avuto e che mi sta permettendo di fare questo lavoro che è il più bello del mondo. Non dimentico mai da dove arrivo, ho una famiglia, una coscienza, e non sono uno che “rastrella quel che si può finchè dura”. Ma soprattutto sono uno che rispetta il suo pubblico. Quindi ci metto il cuore e la testa in tutto quello che faccio per il mio pubblico. Non tirerei mai “il pacco” al mio pubblico, alle famiglie con i bambini, che tirano fuori dei soldi privandosi magari di altre cose, per venire a vedere me. Chi viene a vedere il mio spettacolo vedrà uno spettacolo che spesso e volentieri dura più di due ore. Perciò vi invito ad informarvi bene prima di accusare con, permettetemi, faciloneria, una persona. Perchè voi in questo articolo avete infierito non solo sull’artista che può piacere o non piacere, ma anche sulla moralità e sulla qualità della mia persona e lo avete fatto su basi non verificate o verificate superficialmente. Quel che è più grave è che non lo avete fatto solo con me, ma anche con gli Slapsus dicendo che hanno uno “spettacolo interamente mimato dietro a un paravento” quando non è assolutamente così e con Kalabrugovich che dal vivo ribalta le platee di qualsiasi posto e per più dell’ora che avete indicato nel vostro post.
            Chi si mette in testa di fare il critico può farlo, ma non può permettersi tanta superficialità, altrimenti perde credibilità e allora tanto vale che faccia altro. Aldo Grasso, che è un professionista, quando fa una critica conosce anche il gruppo sanguigno di colui che sta criticando, voi sembra invece che abbiate da crescere. Come tutti noi del resto. Quello che pertanto mi permetto di esortarvi a fare è di crescere pure, ma non sulle mie spalle. Perchè io non cresco sulle vostre. Mi raccomando eh?…

            • Top Gum settembre 26, 2010 a 9:59 PM #

              Giovanni, scusi se le do del lei, ma non poteva rifiutarsi di lavorare in un locale così angusto e che per il suo nome non era stato dato il risalto giusto?

              Se il commerciale non ha istruito a dovere per la pubblicità o se il locale non avesse fatto quello che era stato chiesto, non vedo perché non risolvere il contratto.

              Ma forse sono dinamiche che non conosco e non vorrei aver toccato un tasto particolare.

              Se ad un operaio venisse chiesto di salire su di un tetto senza le dovute protezioni, questi vi si potrebbe rifiutare.

              Perché gli artisti salgono comunque, anche se tutto direbbe di non farlo?

              Mi aiuti a capire.

            • ananasblog settembre 27, 2010 a 7:56 am #

              Ciao Giovanni Vernia!
              Grazie per la lunga risposta… Comunque aggiungiamo alcune cose:
              Il locale è conosciuto e pare riempia con la musica live.
              Se è così sperduto (e così sconosciuto come dici) da sprecarci righe e righe della tua ironia, perché Bananas l’ha scelto per farci il laboratorio? E per aggiungerci una programmazione di cabaret?
              Si divertono forse ad andare nei posti sbagliati?
              Chi ha assistito alla serata la ricorda come un bagno di sangue, una grande delusione.
              Adesso che il laboratorio Zelig si terrà al Qbar di Padova, come mai uno dei presenti alla serata è andato a sconsigliarli dal prendere un pacchetto di artisti Zelig, terrorizzato dal fatto che potesse capitargi una cosa simile?
              Tutta la rassegna stampa recuperata online riporta Giovanni Vernia e basta. La comunicazione a livello di “rassegna stampa” sembra ci sia stata.
              Non è l’agenzia che invia i manifesti? Se li sarebbero dovuti stampare, a loro spese, quelli del locale?
              Per il resto di cosa stiamo parlando?
              Di quella maestria che si raggiunge con anni e anni di gavetta e di palco (e con migliaia e migliaia di serate), che né tu, né Kalabrugovic avete (neanche Federico Basso, neanche Teresa Mannino, neanche quasi tutti quelli usciti dai laboratori e non dalla gavetta, negli ultimi 5 o 6 anni: infornata Zelig Off 2004 e seguenti).
              Giacobazzi ribalta le platee ovunque va.
              Bianchessi ribalta le platee avunque va.
              (tanto per dire uno famoso televisivamente e uno no)
              Sgrilli, Cremona, Oreglio, Forest, Cirilli, eccetera, ribaltavano già le platee prima di approdare in tv.
              Non è ancora il vostro caso, forse lo sarà.
              Di cosa stiamo parlando, del segreto di pulcinella o di cosa? Sono cose risapute, per chi conosce l’ambiente davvero e non è cresciuto negli allevamenti in batteria dei laboratori.
              Con stima
              La Redazione

            • Diego Carli settembre 27, 2010 a 11:13 PM #

              Ciao Giovanni,
              ti è andata bene! al lab alla fucina controvento per due battute sul fatto che era sempre freddo bestia la dentro, la personcina a modo del padrone mi voleva picchiare alla fine, ma non sto scherzando, sul serio! Meno male che non hai fatto la battuta sulla carta igienica sennò apriti cielo!
              Un abbraccio.
              Diego

  5. Apnea settembre 24, 2010 a 6:11 PM #

    Scusate, non volevo scatenare questo inferno… 😦
    Mi ero solo allacciato al discorso di Top Gum scrivendo un’esperienza che mi era stata riportata.
    La ricordo perché ci ero rimasto male, se non incredulo, dato che a me Kalabrugovic fa pure ridere. Per quello che me ne intendo io e per quel poco che ho visto…
    Chiedo ancora scusa, non volevo offendere nessuno.

    • ananasblog settembre 24, 2010 a 6:23 PM #

      Tranqui, si può parlare liberamente. Siamo nel mondo dello spettacolo, ci sono le critiche, ci sono le recensioni, ci sono le stroncature, da sempre (a parte il mondo del cabaret negli ultimi 5/6 anni e il regno della paura che si è instaurato, ma è una parentesi temporanea).

  6. Un lettore settembre 24, 2010 a 5:18 PM #

    Chiedo scusa ho scritto “accuse”, intendevo dire “considerazioni”. So che siete molto sensibili sulle terminologie.

  7. Claudio Masiero settembre 24, 2010 a 2:36 PM #

    Agosto 2009 Martina franca.
    Essendo una cosa capitatami, mi sento di poterla raccontare liberamente.

    Esibizione di Giovanni Vernia come ospite al concorso di cabaret di Martina Franca, pubblico delle grandi occasione si sta svolgendo la finale, io non essendo passato rimango nelle retrovie a godermi lo spettacolo.
    Noto che Giovanni Vernia è uno molto alla buona … nel senso non è uno che se la tira nonostante il successo ottenuto e la cosa mi fa enormemente piacere.
    900 persone sedute ed anche in piedi di tutte le età, chi vestito a sera e chi casual.
    Viene il momento della sua esibizione, la partenza è stata buona ma man mano che andava avanti il pubblico non lo sosteneva più come all’inizio, alle mie spalle sentii un commento detto a mezza voce, che diceva testuali parole· “Questo pubblico non capisce un cazzo!”.
    Non faccio tempo a rigirarmi verso il palco che sento borbottare: “Ma che cazzo sta succedendo!”, mi volto e vedo che dal pubblico arriva un SECONDO Johnny Groove.
    Uno PARI e UGUALE vestito allo stesso modo si aggiudica il palco, Vernia gli pone delle domande e l’emulo gli risponde IMITANDOLO alla perfezione.
    Il pubblico dopo un primo momento di imbarazzo ricomincia pensando sia una cosa studiata a ridere di gusto,
    Dietro le quinte la preoccupazione sale, potrebbe essere anche qualche male intenzionato e optano per rimuoverlo senza troppo manfrine dal palco. Credo che l’esibizione sia durata al massimo 10/15 minuti.
    Diventare un mito televisivo comporta anche a vivere situazioni particolari e vi assicuro che Giovanni ha tenuto banco benissimo nell’improvvisare con la sua COPIA.
    Fortunatamente è andato tutto per il meglio e come sottolineavo ad una accompagnatrice di Zelig, sicuramente farà notizia.
    La cosa strana è che il SOSIA o semplicemente il FAN di Giovanni Vernia era sprovvisto di biglietto e non si è riusciti a capire come abbia fatto ad entrare nel palazzo, visto il servizio d’ordine pignolo alla porta.

    Mi piace romanticamente pensare che, complici con uno spiccato senso dello spettacolare abbiano tenuto a battesimo il tutto, facendolo entrare in un borsone di qualche avvenente signora.
    Ma questo è solo un mio pensiero.

    Claudio Masiero

    • renzo settembre 24, 2010 a 4:38 PM #

      Essendo anche un appassionato di gialli ti posso dire che il sosia è entrato così: (all’ingresso)
      Il sosia:”Ehy ragazzi posso entrare sono uscito un attimo, avevo dimenticato una cosa in macchina…”
      Buttafuori: “Certo, Giovanni.” (Non l’abbiamo visto uscire, ci sarà sfuggito)

      Ecco fatto. Caso risolto.

      Ma anche questo è solo un mio pensiero.

      ps Complimenti a questo blog (unico per argomenti trattati)

      Che mi/ci/vi serva da lezione.

      Ciao

      Renzo

      • Claudio Masiero settembre 24, 2010 a 4:47 PM #

        Renzo tu dici … potrebbe essere.

  8. Giulio Niro settembre 24, 2010 a 1:55 PM #

    I link sotto discordano molto da quello che dite in questo post su Giovanni Vernia. Inoltre sembrano comunque provenire da fonti molto più autorevoli di voi.
    Non credo sia giusto buttare fango sulle persone e sui bravi artisti in questo modo. Sarebbe giusto che Giovanni Vernia vi querelasse per diffamazione.

    http://www.bresciaoggi.it/stories/Cultura%20&%20Spettacoli/137959_due_opposte_divertenti_anime_per_lo_scatenato_giovanni_vernia/

    http://www.radiortm.it/2010/08/05/successo-ieri-sera-per-lo-spettacolo-di-giovanni-vernia-a-marina-di-ragusa/

    • ananasblog settembre 24, 2010 a 2:17 PM #

      Giulio Niro ciao.
      Abbiamo parlato di quello che è capitato a Mestre, che è stato un insuccesso evidente.
      Adesso devi spiegarci dove sta la diffamazione, visto che ci stai accusando di un reato.
      Eri presente a Mestre? Giovanni Vernia non ha fatto solo 15 minuti, ma uno spettacolo completo da solo?
      Una risposta please
      La Redazione

      • Un lettore settembre 24, 2010 a 5:25 PM #

        Certo che Mestre sta diventando l’ago della bilancia della carriera di Giovanni Vernia. Riuscirà la città veneta a sopportare il peso di questa responsabilità?

        • ananasblog settembre 24, 2010 a 5:50 PM #

          Lettore, ecco che ricasco e tento pazientemente di spiegare: la linea del blog è molto chiara: sull’eccesso di laboratori, sullo sfruttamenro della manodopera gratuita, sui comici che non hanno uno spettacolo. E’ stato così fin dai primi post. L’episodio di Giovanni Vernia va inquadrato in un contesto più ampio. La quantità di episodi da raccontare è in crescita, non riusciremmo a stargli dietro neanche volendo (con le attuali forze), riusciamo appena a segnalare la punta dell’iceberg.
          Ora, non ti sembra che abbiate esagerato coi laboratori, con lo sfruttamento gratuito per anni e anni, la mancanza di informazioni e con altre anomalie? Perché questa adesione al sistema acritica e priva di cedimenti quando i guasti del sistema sono sotto gli occhi di tutti? E tutti, o quasi, si lamentano?
          Almeno l’ammissione che c’è un problema vorrei strapparla…
          L’Amministratore

      • Giulio Niro settembre 24, 2010 a 9:21 PM #

        Non ero presente a Mestre, ma ho visto il suo spettacolo di al teatro di Conegliano Veneto. Ha fatto uno spettacolo bellissimo, colorato, fresco, tecnologico, durato più di 2 ore. La cosa incredibile (ero andato scettico anche io) è che dopo due ore la gente e me compreso che, ironia della sorte, ero andato lì ad accompagnare i miei figli, che stravedono per Johnny Groove, aveva ancora voglia di stare lì a sentirlo. E dopo più di 2 ore di spettacolo, ripeto, bellissime, Vernia si è fermato in teatro a fare foto ed autografi fino a quando non era andata via persino l’ultima delle maschere del teatro. Beh, io posso dire che sono rimasto senza parole per tutto, per la qualità dello spettacolo e per la qualità della persona.
        Questa è stata la mia esperienza personale, testimoniata del resto dagli articoli che ho trovato semplicemente facendo un po’ di ricerche su internet.
        Ora, visto quello che ho visto, e che è testimoniato dai giornalisti, mi fa pensare che questo “circolo Arci sperduto tra le fabbriche” (come lo avete chiamato voi stessi!) sia talmente sperduto e talmente malfrequentato che anche Fiorello lo avrebbe lasciato vuoto. Inoltre, vedere un articolo del genere, che parla di un evento che sembra risalire ad UN ANNO FA (quindi leggermente a scoppio ritardato) con una gigantografia di Vernia mi fa pensare che sia solo un modo per aumentare le visite ad un blog un po’ dimenticato…

        • Claudio Masiero settembre 25, 2010 a 6:52 am #

          Giulio Niro, anch’io provo molta stima per Giovanni Vernia che ho conosciuto e ribadisco come te la sua disponibilità e candore.
          Nel mio precedente volevo riportare un aneddoto singolare che non capita sovente.
          Caratterizzare un personaggio e avere delle persone che lo imitano, a mio avviso è una lode.

          Anche a me è capitato di entrare ad uno spettacolo di un personaggio che televisivamente trovavo poco educato,non ci crederai ma me ne sono innamorato (artisticamente parlando).

          Credo che in alcune situazioni anche artisti come Giovanni e altri, dovrebbero scegliere meglio i luoghi in quanto potrebbero nascere delle incomprensioni sul loro operato.
          Chi ci rimette la faccia è sempre colui più esposto.
          😉

        • ananasblog settembre 25, 2010 a 7:38 am #

          Giulio, no, i contatti del blog erano già molto alti prima del post su Vernia, stiamo veleggiando verso i 25.000, pur avendo chiuso tutto agosto (e la foto di Vernia è più piccola di quella di Gino & Michele).
          Poi ben vengano le testimonianze dirette sia di situazioni negative che di situazioni positive.
          La Redazione

          • Andrea settembre 25, 2010 a 9:14 am #

            Per aumentare le visite usate le parole Zelig, Vernia, Kalabrugovic, Gino e Michele ed avviate polemiche su di questi. Andate a vedere uno spettacolo di Vernia. Ho detto uno spettacolo, non una serata a cast, perchè di quello si trattava evidentemente in quell’arci. Erano o non erano in due comici?Si. Quindi l’Arci ha anche la responsabilità di aver pubblicizzato male l’evento dando informazioni sbagliate. Documentatevi se volete fare polemiche ed andate a vedere gli spettacoli prima di scrivere baggianate. Vernia è un grande. Voi siete inutili.

            • AAA settembre 25, 2010 a 10:02 am #

              Se vai a vedere uno spettacolo di un artista che ami difficilmente solleverai critiche contro di lui, semmai riuscirai solo a trovare delle scusanti per scusarlo.
              AAA mio avviso in quella serata CAST, come asserisci tu Andrea, volevano riproporre le entrate talevisive.

              Non tutti sono Claudio Bisio e Vernia senza Bisio perde molto dal vivo, come Tont e altri.
              La presenza scenica è una dote di pochi.
              Proviamo a mettere il tuo Vernia su di un palco dove si esibiscono un Bianchessi, de Marchi, Alessandro Betti, Franco Neri etc. etc e e capirai cosa intendo.
              Non voglio fare confronti, ma sottolineare che è facile avere una buona recensione e applausi dal pubblico quando gli stessi sono lì esclusivamente a vedere il loro BENIAMINO.
              Gli artisti che salgono su di un palco e nel 95% delle serate funzionano e si fanno ascoltare hanno le carte in regola per lavorare, gli altri si devono porre delle domande. quelli che ho citato prima sono quasi tutti dei mostri sul palco, come presenza scenica (anche se ce ne sono n paio che mi stanno sullo stomaco)

              Per dirla in parole crude “Se una ragazza ti piace da morire, non ti curi se gli puzza il fiato” … ci siamo capiti?

              Il veneto non regala niente a nessuno.

              Inutili sono le critiche sterili e demagogiche come le tue.

              Sei di parte Andrea

              • Andrea settembre 25, 2010 a 11:45 am #

                Sono oggettivo. Invece qui sento puzza di invidia…

                • ananasblog settembre 25, 2010 a 11:54 am #

                  Visto che i computer non puzzano, non è che sei tu? 😉

                • AAA settembre 25, 2010 a 11:56 am #

                  AAAssolutamente no.
                  Se senti puzza di invidia è perché ne riconosci l’odore.

            • ananasblog settembre 25, 2010 a 10:45 am #

              Andrea, nominare Gino & Michele non è un gesto per aumentare i contatti, ma è rompere un tabù. Visto che una grossa fetta degli autori Zelig si lamenta di G & M (ma poi “impallidiscono di mutismo”) l’abbiamo fatto anche per loro (che salutiamo).

        • Cristiano settembre 27, 2010 a 9:42 am #

          Scusate se mi intrometto, ma se Giovanni Vernia ha uno spettacolo di due ore così dirompente quando vedeva che la serata a Mestre non girava per il meglio, al di là degli accordi commerciali del locale con la Bananas, non poteva snocciolare un pò di quello spettacolo stupendo che ha fatto al teatro di Conegliano Veneto e salvare la serata?
          Voglio dire, un artista alla fine sa sempre come portare la barca in porto, più o meno.
          In realtà mi sembra che la questione sia molto confusa, anche perché lui dice che il pubblico alla fine era poco ma si è divertito, e quoto “…e loro ridevano. E noi eravamo felici. E loro anche. E siamo andati avanti finchè ci siamo divertiti tutti…”
          Personalmente ho fatto due serate con Giancarlo Barbara e posso dire che Giancarlo sa intrattenere benissimo il pubblico con un repertorio molto valido, ma allora mi chiedo… perché mettere dentro un altro comico se Vernia ha queste due ore di spettacolo eccezionali di cui Giulio parla?
          Non ne vedo il punto, tanto più che mi sembra che l’unico pubblicizzato alla fine fosse lui.
          In questa storia c’è molto che non quadra. 🙂

          • ananasblog settembre 27, 2010 a 9:47 am #

            Cristiano, sono contraddizioni. Hai ragione. Risultato: una zona in cui il cabaret stenterà a riprendersi. Ma ce ne frega qualcosa di quello che succede dopo a livello locale? A noi sì.
            L’Amministratore

  9. Claudio Masiero settembre 24, 2010 a 8:56 am #

    BASTA MAGGIORITARIO TORNARE AL PROPORZIONALE

    Credo che i prezzi dei comici vengano imposti in modo direttamente proporzionale alla visibilità o alle puntate che fai in televisione.
    Parliamo soldon soldoni, svelando le dinamiche di vendita.
    La televisione percepisce danari in funzione di quanti spazi pubblicitari vengono venduti, il prezzo aumenta a seconda della fascia oraria e degli ascolti.
    Maggiore è il bacino di utenza e maggiore saràm il prezzo da pagare … DIRETTAMENTE PROPORZIONALE quindi ( e sin qui nemmeno una piega).

    Vendere uno spettacolo in funzione dei passaggi televisivi e degli ascolti in tv è errato a mio avviso, questo fa leva su l’entusiasmo del proprietario sperando di vedere il locale pieno.
    Penso che in fase di vendita il commerciale abbia assicurato che con l’audience che ha Johnny Groove il locale si sarebbe riempito, questo lo porterà a firmare un contratto di una certa importanza,ma non gli dà la garanzia di avere pubblico.
    Ma il tutto è basato sul CONDIZIONALE.

    Il rapporto giusto sarebbe a provvigione, quindi DIRETTAMENTE PROPORZIONALE si, rispondere alla fatidica domanda “Ma a quanto SEGUITO hai”, che a molti fanno.
    Oppure
    Assicurare per iscritto l’affluenza potrebbe essere una buona clausola … che ne dite.

    Io personalmente trovo gradevolissimo Giovanni Vernia anzi oserei dire … ” TI STIMO FRATELLO ”

    Anni fa mi ritrovai in un locale a Vedano Olona, che all’epoca si chiamava ARLECCHINO, e esprimendo il mio entusiasmo nel vedere i Fichi d’India in televisione, questa persona mi disse che non era tutto oro quello che luccicava e mi spiegò che da quando apparivano nei programmi televisivi aveva notato una diminuzione drastica del pubblico in sala.

    Vai a capire come funzionano le cose.

    Claudio Masiero

    • ananasblog settembre 24, 2010 a 9:16 am #

      Claudio, la vocazione maggioritaria è quella che va per la maggiore, col problema simile a quello del porcellum (la porcata di Calderoli): non è il territorio a scegliere i candidati, ma è l’oligarchia politico cabarettistica a imporli dall’alto.
      Il proporzionale è rischioso, il gestore dovrebbe rischiare di suo, non pagare in base ai “biglietti staccati”, ma dovrebbe metterci del suo sapendo però quello che va ad acquistare. Siamo favorevoli agli “ingredienti sulla confezione”. Se acquisto Giovanni Vernia (che dicono essere una persona deliziosa) sull’etichetta devrebbe esserci scritto: “15 minuti di spettacolo”.
      Consiglio di andarsi a vedere “Il Colosso d’Argilla” (http://it.wikipedia.org/wiki/Il_colosso_d'argilla#Ultimo_film_di_Bogart), soprattutto la scena di quando il pugile Toro Moreno viene steso da uno sparring partner anziano: lui credeva di essere un campione, ma gli incontri che aveva vinto erano truccati. Chissà perché sembra la stessa situazione dei tanti comici tv mandati allo sbaraglio, che magari non sanno neanche, perché nessuno gliel’ha detto, che occorre la gavetta, occorre avere uno spettacolo che funzioni…
      L’Amministratore

      • Claudio Masiero settembre 24, 2010 a 1:52 PM #

        Non capisco come posso rimetterci di suo il proprietario se paga a percentuale nei casi di comico che, essendo televisivi dovrebbero riempire il locale?

        Claudio Masiero

  10. asinen settembre 24, 2010 a 8:01 am #

    Giusto per…degli Slapsus non so, di Vernia nemmeno, ma per onestà intellettuale (Gat hai presente? Infiltrati Veneti conoscete il termine?), ma ho la certezza Kalabrugovich ha uno spettacolo di circa 100 minuti per difetto. E quando scrivo spettacolo ho in mente proprio uno spettacolo non un rafazzonato insieme di cose viste in televisione. E’ sufficiente o bisogna aggiungere anche delle barzellette? No, chiedo, perchè ne conosco alcune che farebbero impazzire persino il pubblico di Giusy Zenere.

    • ananasblog settembre 24, 2010 a 8:13 am #

      Asinen, prendiamo nota della segnalazione che Kalabrigovic ha i 100 minuti di spettacolo (rodato, che funziona ovunque, anche in circostanze ambientali difficili?), allora perché non fargli aprire la rassegna?
      > onestà intellettuale (Gat hai presente? Infiltrati Veneti conoscete il termine?)
      L’accusa di disonestà intellettuale proprio quando si è fatto un buon e onesto lavoro giornalistico (scendendo sul territorio invece di starsene al computer), è fuori luogo. Poi si può essere in disaccordo su alcune cose scritte, o sulle interpretazioni che si fanno), ma almeno qua ci sono date, luogo, circostanze, al posto dei soliti pettegolezzi tipo: “i comici televisivi non funzionano”.
      La Redazione

      • Top Gum settembre 24, 2010 a 1:40 PM #

        100 minuti di FIU ….sono Pino dei Palazzi …. c’hai na siga? ….. e la polizia, MUTA.
        Chissà che spettacolo spettacolare puro stile bohemienne.
        Contenuti culturalmente molto alti.

      • Apnea settembre 24, 2010 a 4:09 PM #

        Una volta mi hanno raccontato di uno spettacolo di Kalabrugovich, a Varese (o giù di lì) in cui il pubblico dopo un po’ ha cominciato a mormorare e il presentatore (che aveva aperto il suo spettacolo) lo ha interrotto. E’ finita là.
        Riporto l’esperienza (una fonte attendibile!). Ambasciator non porta pene… pena! volevo dire pena.

        • ananasblog settembre 24, 2010 a 5:00 PM #

          Apnea, penso che la descrizione della serata possa essere vera.
          Ma di cosa stiamo parlando?
          Del segreto di Pulcinella.
          Sisache da anni c’è l’invasione di comici che hanno saltato un po’ di “passaggi” e che sono a rischio flop.
          Sembra che sul blog stiamo raccontando cose tremende.
          In realtà è la scoperta dell’acqua calda.
          Bisogna raccontare questo momento assurdo,
          raccontare, raccontare, raccontare senza censure.
          Alex

        • asinen settembre 24, 2010 a 8:17 PM #

          Molto bene, suppongo che pretendere da Giancarlo Kalabrugvich contenuti culturalmente molto alti sia un po’ eccessivo. D’altra parte, immagino che se qualcuno chiedesse a Top Gum di riportare la scaletta dello spettacolo (ma se vogliamo chiamarla sequenza logica degli argomenti? Chiamiamola sequenza logica degli argomenti) saprebbe darne un sunto efficace. O come al solito la fonte è ‘mio cuggino, mio cuggino’, in questo caso -come sapidamente rammenta Apnea- mio cuggino di Varese. Poi, per carità, anche se può non far ridere, di certo non me la sentirei di affermare che non ha il repertorio o la gavetta sul palco. Ciò detto, qualcuno mi sa dare conferma della presenza di alligatori nelle fogne di Nuova York?

      • Un lettore settembre 24, 2010 a 4:42 PM #

        Si ma si parlava di Vernia, l’unico spettacolo che è stato fatto nel locale. Perchè inserire considerazioni su uno spettacolo che non si è visto (quello di Kalabrugovic)? Qui credo entri in gioco la disonestà intellettuale tirata in ballo da asinen.

        • uno letto a ore settembre 24, 2010 a 4:57 PM #

          Ma se è stato asinen-el post delle 8.01 a tirare in ballo che il Kalabrugovic ha uno spettacolo della madonna, 100 minuti di forti risate e tutto …. pigliatela con lui.
          Se vuoi parlare del kala parliamone e raccontiamo come è arrivato al successo e quanti anni di lab ha fatto e tutto? basta chiedere. A meno che non cominci tu dato che lo difendi a spada tratta.

          • Un lettore settembre 24, 2010 a 5:12 PM #

            Non cambiare discorso, a meno che tu non sia un flamer.
            Ti faccio il riassuntino:
            – il post critica lo spettacolo di Vernia. Dopo lo spettacolo non hanno fatto gli altri due previsti dalla rassegna. Eppure si critica anche lo spettacolo di Kalabrugovic. Ma dal post non si capisce se qualcuno dei redattori l’ha visto o meno. Forse l’hanno detto a caso, tanto per buttare merda?
            – asinen critica questa presa di posizione, dichiarando: “Kalabrugovi ha uno spettacolo”. Critica la redazione di disonestà intellettuale (lo spettacolo di Kalabrugovic non l’hanno visto, si presume)
            – ananasso rimpalla le accuse di disonestà dichiarando che questi fantomatici “veneti” sono scesi in campo
            Io ribadisco: secondo me questi lo spettacolo di Kalabrugovic non l’hanno visto, hanno sparato a caso facendo l’equazione “se Vernia era così figuriamoci Kalabrugovic”.
            Che dici signor flamer/fake (e secondo me ex-lurker)?

            • ananasblog settembre 24, 2010 a 5:27 PM #

              Lettore, la decisione di interrompere la programmazione è degli organizzatori, per ovvi motivi.
              >Kalabrugovic fa ridere, ma non ha uno spettacolo rodato di quelli che sai che spaccano e che attirano folle di gente e che regge la distanza dell’ora.
              Questo è il passaggio incriminato, giusto?
              Forse bisognerebbe capire cosa si intende per “spettacolo che spacca”, quello è il punto su cui si può essere in accordo o meno.
              Per aiutare la comprensione tra noi: nell’ambiente si sa (con un margine di errore minimo) chi spacca e chi no, si sa (con un margine di errore minimo) chi può farti staccare quei 400/500 biglietti e oltre che ti consentirebbero di pagare un cachet alto (il giovedì sera in un posto nuovo al cabaret, perché questo è un punto fondamentale).
              A.
              PS nei commenti a questo post c’è un racconto su Kalabrugovic

            • uno letto a ore settembre 24, 2010 a 6:24 PM #

              Allora lettore o nerds chiamami come vuoi non me ne può fregar di meno, cmq ex-lurker no i segni della mia presenza li lascio eccome, sui fake non esiste proprio non prendo nomi di altri e sul flamer …. si trovo divertente dare delle fiammate ogni tanto amano e rendono caldol’ambiente, ma ti posso assicurare che il mio essere flamer è nulla al confronto di come scrivete voi, tra le righe riecheggia il suono e l’odore del napalm appena esploso.

              Tornando a Kalabrugovic, ti posso assicurare che conosco il suo spettacolo e trovo che abbia percorso troppo velocemente la strada. In “Buona la prima ” non ha dimostrato molta abilità sulla scena, impreciso e insicuro glielo si leggeva negli occhi lo sgomento ed il terrore di sbagliare. Questo benché fosse tutto preparato e studiato a tavolino in teatri al finire di viale Monza.

              • uno letto a ore settembre 24, 2010 a 6:27 PM #

                Adesso me ne posso tornare a letto, buon proseguimento.

                un flamer a ore

              • ananasblog settembre 24, 2010 a 6:32 PM #

                Letto a ore…
                >Tornando a Kalabrugovic…
                C’è una battuta di un cameraman raccolta al volo: “Buona la prima, buona la prima e poi facciamo 5 giorni di prove…”
                Comunque ti ringrazio per aver detto che c’è chi ha percorso un po’ troppo velocemente la strada, poi c’è chi pensa che sia un fenomeno molto ampio e chi no. La linea del blog è chiara.
                Non so, parlare napalm nelle ore in cui Dagospia incendia il mondo politico, forse è eccessivo, qua i fuochi sono circoscritti (credo)
                L’amministratore

              • asinen settembre 24, 2010 a 8:27 PM #

                E tanto per restare in tema, anche a “uno letto a ore” sono contento di chiedere una valutazione critica ed accurata dei vari snodi dello spettacolo di Giancarlo Kalabrugovich. Naturalmente, se poi vogliamo commentare le sue performance a “Buona la prima”, il discorso cambia. Inciso, mi rimane buona una domanda che avevo lasciato in sospeso in precedenza: c’è qualcuno che rilegge gli ‘articoli’ prima della pubblicazione o ogni volta tocca di leggere cose tipo “Gli Slapsus sono tecnicamente bravi, ma fanno uno spettacolo interamente mimato dietro a un paravento”; e, dopo risposta delle persone citate, di altre tipo: “Lorenzo, grazie per la precisazione. Sappiamo che siete dei professionisti e della vostra ora di spettacolo”. Lenite da “La considerazione su di voi era: per aprire al cabaret luoghi come quello, il giovedì sera, ci vuole qualcuno di quelli da battaglia”. Il tutto a commento di un articolo che chiudeva con: “(..) quanti “spettacoli bidone” (da prodotti creati “in laboratorio”) sono girati in questi anni, quanti ne girano e quanti ne gireranno in futuro?”. O era riferito solo a Vernia e Kalabrugovich, mentre gli Slapsus sono vittime in buona fede del sistema?
                Cordialmente
                Asinen

                • ananasblog settembre 25, 2010 a 7:29 am #

                  Asinen, ripetiamo: perché Carlo e Giorgio o Marco e Pippo? (coppie che vanno per la maggiore da quelle parti) e non altri? Esiste una scienza esatta del giovedì sera nei circoli Arci? No, non esiste, si va sul buon senso. Il buon senso dice: gli Slapsus o Kalabrugovic solo quando il pubblico si è abituato all’appuntamento del cabaret in posti simili (altra cosa opinabile, basata sul buon senso).
                  La voce che esistano dei televisivi che non hanno uno spettacolo efficace è più di un rumore di fondo, è il rumore principale. E’ così radicata che nell’inchiesta sulla crisi del live viene indicata come prima linea di declino del settore, da tutti gli intervistati.
                  Ti chiediamo di non creare la “linea del Piave” su Vernia e la serata di Mestre, che potrebbe essere solo una delle punte dell’iceberg. Cercheremo di documentare sempre di più il fenomeno.
                  La Redazione

                  • asinen settembre 25, 2010 a 8:52 am #

                    Ananas, l’affermazione non era quella (perchè non Pippo e Giorgio e Andrea e Silvano invece di Vernia, Slapsus e Kalabrugovich). L’affermazione era: Kalabrugovich, Vernia e Slapsus non hanno uno spettacolo dal vivo. E siccome tutti quanti hanno commentato, criticato, ecc. ecc. sulla base di accurate informazioni di prima mano, mi limito a chiedere commenti tecnici puntuali e resoconti diretti. Credo che la risposta degli Slapsus (e la tua successiva correzione di tiro) siano esemplari. In secondo luogo, questa ridicola idea della linea del Piave è davvero commovente, ma non mi riguarda neanche lontanamente, quindi eviterei di usare il concetto. Inoltre, per quanto mi concerne, Pippo, Marco, Calogero e Bernardo possono tranquillamente aprire tutte le rassegne che vogliono al posto di chiunque altro. Qunidi, cortesemente, io sarei contento se Gat e gli Infiltrati Veneti volessero rispondere alle domande poste invece di:

                    a) tergiversare (cosa abbastanza diffusa da queste parti), cambiando argomento e berlusconianamente affermando di non aver scritto quello che hanno scritto
                    b) criticare per sentito dire

                    Con la massima stima nel movimento che difende la bravura di Marco, Gino, Anselmo e persino di Sassofrasso

                    Asinen

                    • ananasblog settembre 25, 2010 a 10:39 am #

                      Asinen, per favore, puoi chiamarli col loro nome? Il disprezzo evidente trasuda dai nomignoli che usi (sembra Emilio Fede quando storpia appositamente i nomi).
                      Che gli Slapsus avessero un 60 minuti di spettacolo ci è stato detto prima che iniziassero Zelig Off, quindi nessuna correzione di tiro, che facciano una comicità che ha bisogno del suo contesto l’abbiamo sempre pensato.
                      La linea del Piave esiste.
                      Esempio: il blog ha ricevuto delle minacce (investimento in moto, pestaggio). Cosa ne pensi? Nessuno ha mai commentato quanto la cosa fosse sbagliata. Potresti iniziare tu a fare una severa autocritica su qualcuno che ha perso la testa (e ha incidentalmente commesso un reato). Così fai vedere che la linea del Piave della negazione di tutto non esiste. Una netta condanna del gesto sarebbe gradita. Dai, che ti aspettiamo a Vittorio Veneto…
                      La Redazione

                    • asinen settembre 25, 2010 a 11:36 am #

                      Caro Ananas, metto qui sopra per ragioni tecniche, ma consideralo una risposta al tuo commento alle mie parole. Apprezzo le non risposte e la dimensione serenamente valutativa delle tue parole. Le domande le ho formulate (quanto al disprezzo, vedi tu), le risposte non arrivano. Sulle minacce, che ti devo dire? Se nessuno ha commentato che la cosa fosse sbagliata, forse nessuno pensa che lo sia davvero. E il buon umore che mi provoca l’ìdea di aver commesso un reato mi regala un quarto d’ora di sorriso.

                      In attesa di risposte a domande e non commenti a opinioni, cordialmente saluto

                      Asinen

                      ps Le minacce sono ancora in attesa di un avvocato che le vagli?

                    • ananasblog settembre 25, 2010 a 11:53 am #

                      Asinen, lo vedi che la Linea del Piave esiste? Minacciare gli infami che parlano è una roba da niente, ragala un sorriso.
                      Le minacce sono archiviate, servono solo nel caso chi le ha pronunciate le mettesse in pratica. Così sarebbero utilissime.

                    • asinen settembre 25, 2010 a 1:53 PM #

                      E non rispondi…ma sei un fenomeno :d

          • asinen settembre 24, 2010 a 8:19 PM #

            Eccomi qua, uno letto a ore. Prego, sono curioso di sapere come è arrivato al successo, quanti anni di laboratorio ha fatto e tutto il resto. Sto chiedendo.
            Cordialmente
            Asinen

            • uno letto a ore settembre 25, 2010 a 5:55 am #

              Ma non si stava parlando di Vernia?

              Non era poco educato e deontologicamente scorretto parlare di altri, lo so io ci ho messo del mio ma anche voi siete delle belle comari. 😉

              Volevo sottolineare che alcuni personaggi, se pur adorabili (perché li conosco personalmente) vengono lanciati in qualcosa più grande di loro, rischiando di bruciarli.

              Che Kalabrugovic se abbia fatto un BALZO saltando un iter di laboratori come fanno fare ad altri poco importa.

              Ci sono alchimie che andrebbero rispettate.

              Tu ASINEN voli molto alto, da come scrivi denoto la tua superiorità numerica quindi lascio cadere il Re.

              Chiudo questo nick FLAMER.

              • asinen settembre 25, 2010 a 8:55 am #

                No, Uno letto a ore, tu non lasci cadere il re, tu dai una risposta alle domande che ti sono state fatte. Perchè quando si dicono le cose, poi bisogna anche saper sostenere i propri argomenti oppure dire: “Mi scuso, mi sono sbagliato”. O, almeno, di solito così si fa
                Con molto rispetto per chi capisce finalmente di cabaret,
                Asinen

                • uno letto a ore settembre 25, 2010 a 10:13 am #

                  Domandare è lecito rispondere è cortesia ed io sono estremamente MALEDUCATO.

                  Fammi vedere qualcosa di tuo invece continuare a difendere Kalabrugovic.

                  Sappi che io me ne fotto e faccio quello che voglio.
                  Se ci sono organizzazioni che con i loro sistemi sono liberi di giocare con il tempo delle persone, bistrattando artisti per il loro bieco volere, figurati se non posso sollevare critiche e obiezioni su degli artisti che entrano a casa della gente senza aver chiesto permesso.

                  Ultima re/sposta addio.
                  Fattene una ragione.

                  • ananasblog settembre 25, 2010 a 10:40 am #

                    Uno, me ne f***o lo vai dire da un’altra parte, per favore!!!

                    • uno letto a ore settembre 25, 2010 a 10:45 am #

                      Ops … scusate mi è sfuggito.
                      E pensare che in tv Rocco Barbaro, pensavo fosse sdoganato.
                      Userò più attenzione.

                    • asinen settembre 25, 2010 a 1:55 PM #

                      ganassone di rara simpatia, uno letto a ore :). e pur tuttavia incapace di rispondere alle domande che ti vengono poste. questo è un lato umano che io ho sempre amato molto

                  • asinen settembre 25, 2010 a 11:48 am #

                    Ok, fai quello che vuoi, ma quando si valuta, commenta, afferma, sostiene, è buona regola fare almeno finta che si sa di quello di cui si parla. Per il resto, massima libertà di comportarsi maleducatamente. Basta esserne consapevoli

                    Cordialmente
                    Asinen

                    ps il complotto delle plutocrazie giudaiche potrebbe diventare tema rilevante per le tue analisi?

                    • Anonimo settembre 25, 2010 a 12:06 PM #

                      Riconoscendo la mia maleducazione gestita, mi pone in un settore differente di chi lo è pensando di non esserlo o senza rendersene conto.
                      ADDIO ASINEN

        • ananasblog settembre 24, 2010 a 5:10 PM #

          Lettore, le considerazioni su Kalabrugovic non sono scienza esatta, lo conosciamo dai tempi eroici del Barrios, l’idea che non sia totalmente padrone del palco, che non abbia tutte quelle malizie che si acquisiscono con una lunga esperienza e che giustificano certi cachet, non è campata in aria (ma non è neanche scienza esatta) e non era una recensione su uno spettacolo non visto.
          Personalmente ad aprire una rassegna a Mestre metterei qualcuno veramente forte sul territorio tipo Marco e Pippo (o Carlo e Giorgio): costerebbero il giusto e riempirebbero il locale, poi qualche zelighiano fortissimo sul live oppure qualcuno meno esperto a un prezzo abbordabile. Così creerei affezione al cabaret nel giorno infrasettimanale, ma non puoi pensare (il primo anno) di spremere migliaia di euro da un giovedì sera in un cricolo Arci sperduto tra le fabbriche, te capì?
          A.

          • Un lettore settembre 24, 2010 a 5:17 PM #

            “Te capì” puoi risparmiartelo, arrogante parolaio.
            Queste accuse rivolgile direttamente al circolo arci, sicuramente alle prime esperienze in fatto di live di questo tipo.

            • Un lettore settembre 24, 2010 a 5:19 PM #

              Chiedo scusa ho scritto “accuse”, intendevo dire “considerazioni”. So che siete molto sensibili sulle terminologie.

            • ananasblog settembre 24, 2010 a 5:40 PM #

              ok

Trackbacks/Pingbacks

  1. Cosa interessa ai lettori del blog? « - gennaio 7, 2011

    […] più in basso c’è Giovanni Vernia e i pacchi da 7.000 euro (792 click) in cui si è raccontato nei dettagli ciò che Radio Cabaret sostiene avvenga molto […]

  2. Call Center Lab (I Tappabuchi) « - ottobre 17, 2010

    […] documentato in modo INEQUIVOCABILE le stagioni fallimentari di Mestre e di Firenze, esperienze chiuse in anticipo, strangolate dalla mancanza di […]

  3. Firenze laboratorio triste (il solito andazzo Zelig) « - ottobre 15, 2010

    […] sembra lo stesso percorso del laboratorio di Mestre (vedi link) estinto per location sbagliata, poco pubblico e spese extra scaricate sugli organizzatori […]

  4. Pacchi del presente, pacchi dal passato « - settembre 28, 2010

    […] POST Su Giovanni Vernia (vedi link e sua risposta nei commenti) abbiamo documentato di un pacchetto da migliaia di euro, con un comico che non ha fatto uno […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: