Le Liste Nere esistono?

26 Set

Personalmente non mi è mai capitato di imbattermi in una lista nera, cioè in un elenco di persone sgradite cui è impedito di lavorare e non ho mai conosciuto qualcuno che ne fosse a conoscenza. Di sicuro, in generale, nel mondo dello spettacolo ci sono simpatie e antipatie, ci sono persone che restano più ai margini perché hanno fatto degli errori o per incompatibilità di carattere o per indipendenza di pensiero, ma questo avviene dappertutto.

Eppure quasi tutti i comici si comportano come se le liste nere esistessero veramente, tanto da essere terrorizzati dal dire anche mezza parola critica verso il sistema. Quasi tutti sono vittime di paure (o paranoie) che sembrerebbero avere poco a che vedere con la realtà.

Ragioniamo un attimo… I “grandi capi” amano la “collezione di esseri umani”. Per questo non possono permettersi il lusso di redigere delle liste nere. Anzi, chiunque cada in disgrazia deve aver la possibilità di essere riabilitato e di rientrare nel sistema, magari strisciando un po’.

Una serata di provini con solo 5/6 comici (quelli che interessano veramente) metterebbe loro tristezza. Ce ne devono essere molti di più, per questo ne vengono chiamati più di una trentina.

Una serata di laboratorio con 3 o 4 comici (i pochi che hanno qualche possibilità) sarebbe deprimente, mentre se sono una ventina c’è più allegria.

Se uno finisce in una lista nera potrebbe passare alla concorrenza, altra cosa insopportabile per i grandi capi.

Quindi le liste nere non esistono, ma esiste un loro surrogato: l’esclusione temporanea. A cicli continui, il comico deve aver la sensazione di essere fuori dai giochi. Questo avviene nell’alternanza infinita di speranze e delusioni cui vengono sottoposti quelli che passano dal tritacarne del sistema.

L’esclusione temporanea dev’essere tremenda da sopportare, tanto da far temere a chiunque il passo successivo: l’esclusione definitiva, l’emarginazione, la morte artistica. La morte artistica avverrebbe se esistessero le liste nere, ma le liste nere non esistono, sono solo un bluff ben riuscito, probabilmente ingigantito dalle nostre insicurezze. «Se sono insicuro, se mi sento in bilico, basta poco per farmi precipitare, basta che uno dei capoccioni mi dia una piccola spinta…»

Per colpa anche nostra, ci siamo trovati in un vuoto informativo, ci è stata negata (e ci siamo negati) la possibilità vitale di discutere dei problemi del nostro ambiente.

Dobbiamo recuperare la libertà dalla paura, che porta direttamente alla riconquista della libertà di parola.

Le cose si stanno muovendo. C’è pressione, adesso, per raccontare le brutte esperienze patite in questi anni, per evidenziare i problemi del settore che sono sotto gli occhi di tutti, ma su cui è così difficile (per il momento) prendere posizione.

Ma uscire dalla paura, non ci sono dubbi, è un’autentica liberazione e costituisce un’azione molto molto positiva per chi la mette in atto!

Gat

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4 Risposte to “Le Liste Nere esistono?”

  1. Claudio Masiero ottobre 1, 2010 a 2:04 pm #

    Quando parliamo di collaboratori stretti sono d’accordo ed entrare nello specifico è sempre difficile, e non sapendo con certezza con chi sto parlando non vorrei fare gaffe.
    Diciamo che ora sarebbero discorsi da serata in compagnia di una bottiglia di rhum.
    Parlare di risorse umane e dinamiche manageriali … diciamo che molti di quelli che leggono solamente, potrebbero fraintendere.

    Grazie

  2. shortcut settembre 26, 2010 a 5:04 pm #

    vivi, vivi nel tuo piccolo mondo antico.
    il cabaret è per artisti con le pa**e.
    Rimani un inguaribile romantico e non farai strada.

  3. Claudio Masiero settembre 26, 2010 a 9:30 am #

    Credo che esistano delle liste degli AFFETTI, cioè liste di persone che vengono in mente prima delle altre.

    Non ho mai creduto alle “Liste nere”, ho sempre pensato che invece esistessero delle persone
    che la pensassero allo stesso modo o
    che condividessero lo stesso modo di veder le cose o
    che condividessero lo stesso modo di vivere.
    Automaticamente gli altri rimangono esclusi, ma vi vedo ne cattiveria solo del preconcetto, solo modi diversi di porsi alla vita e di conseguenza delle difficoltà ad accettare la visione altrui … quindi la madre di tutte le incomprensioni.

    Sarebbe bello che alcuni luoghi di aggregazione come i laboratori venissero vissuti come punti di ritrovo di artisti che, invece che voler salire PER FORZA sul carro dei vincitori trovassero con altri un progetto comune e cooperassero tra loro. Sarebbe bello che chi salisse sul palco si ricordasse che si lavora per allietare il pubblico e non sono per il proprio EGO e la propria ingordigia di successo.

    Rimarrò un inguaribile un romantico.

    • asinen settembre 30, 2010 a 10:01 pm #

      hai ragione, claudio.
      E non è romanticismo, ma senso di realtà; lo stesso che ti fa preferire di avere -a parità di condizioni- di fianco alcune persone e non altre. Tutto qui
      Ciao

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