Romina La Mantia racconta…

27 Set

Romina La Mantia

Romina La Mantia è una giovane e grintosissima monologhista siciliana.

Fin dai primi post di Ananas Blog, ne ha riconosciuto la validità dei contenuti e la realtà di quello che avevamo iniziato a raccontare.

Ci ha inviato un appassionato resoconto della sua esperienza coi laboratori Zelig.

 

Quando ho letto il vostro blog, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: “Oh finalmente! Ci voleva un mezzo che potesse raccogliere i malumori che girano intorno a questo settore!” Andando in giro per l’Italia sento colleghi e colleghe che si lamentano sempre di più di come stanno andando le cose per la comicità.

Io CREDO che questo Blog non voglia andare contro qualcuno, ma che sia un mezzo di riflessione, per dire a chi COMANDA: “ma siamo sicuri di quello che stiamo facendo? Siamo sicuri che adottando queste DINAMICHE non stiamo perdendo il vero valore del lavoro e della DIGNITÀ DEL COMICO?

LA MIA ESPERIENZA con i Laboratori Zelig, rispetto a quelle di altri colleghi, è un po’ diversa. Molti hanno fatto ANNI E ANNI di laboratorio, salendo e scendendo da Milano. Io ho frequentato quello di Catania solo per 2 anni… Direte: esisteva un Lab Zelig a Catania??? Sì, ma come è nato, è morto.

Mi ricordo che ero entusiasta, per il marchio prestigioso e poi, vivendo in una terra dove non c’è nulla per i giovani comici, era una buona possibilità di farsi conoscere e di farsi guidare da persone esperte nel settore (cosa che, in realtà, in 2 anni NON È MAI SUCCESSA!!!).

Ogni 2 settimane partivo da Palermo per Catania, 200 Km, ma lo facevo con passione (valore che in questo ambiente si sta perdendo). Arrivavo lì alle 17, provavo i pezzi e poi facevo la serata. Dopo una stagione, a fine maggio, arrivarono le famose convocazioni per i provini a Milano: nella schiera di comici c’ero pure io. Partii con la convinzione di non “passare”, ma ero elettrizzata all’idea di entrare nel tempio della comicità.

Di quella sera ricordo una scaletta INTERMINABILE, una lista di comici infinita, io ero la 21esima (mi potevo ritenere comunque fortunata, visto che l’ultimo comico sarebbe salito all’una e mezza di notte!!!).

Sono salita alle 12 meno un quarto. Emozione a mille. Ho fatto il mio pezzo, la gente “rispondeva”, sono scesa dal palco e ho aspetto che qualcuno mi dicesse qualcosa… INVECE IL SILENZIO, nessuno che mi abbia detto: sai hai fatto cagare, sai dovresti migliorare in questo o in quello… NIENTE!!!!! 

Torno l’anno dopo al Lab, sempre a Catania, questa volta per far vedere giustamente qualcosa di diverso, ma gli autori non mi dicono nulla, solo una frase: “PERDITI PER RITROVARTI” (cosa che a oggi non ho ancora capito). Quell’anno mi sono persa ma non mi sono più ritrovata! Non sapevo cosa volevano e NESSUNO DEGLI AUTORI MI INDIRIZZAVA. L’esperienza con i Lab Zelig è finita.

Quest’anno ho deciso di ritornare su a Milano per fare un provino, volevo vedere a che punto di crescita ero, ho mandato una mail a uno degli autori che mi aveva seguito. Mi ha risposto che provini per chi non fa parte del Lab non ne fanno!!! Chiacchiere, solo chiacchiere, perché ho saputo che alcuni colleghi che non hanno frequentato il Lab poi hanno prenotato un provino per settembre. L’unica cosa che mi è stata detta in quella mail è: “Sali su a Milano e vieni a frequentare il Laboratorio OGGI LE COMICHE quello per le donne”. Siiiiiii, daiiiii, vengo!!! Poi da Palermo salire su a Milano ogni 2 settimane è una passeggiata, ma salgo su per cosa? PER POSTEGGIARMI LÌ COME TANTI!? PER STARE LÌ SENZA CHE NESSUNO MI GUIDI, MI DIA DELLE DRITTE?! 

Sicuramente se il Lab di Catania non fosse stato chiuso dopo 2 anni, mi sarei ritrovata come molti lì a perdere la mia vita, senza che succedesse nulla.

Ovviamente ho deciso di non andare, se devo investire in questo lavoro preferisco farlo in un’altra maniera, la Tv magari non arriverà mai, pazienza continuerò a fare come ho sempre fatto, con la mia dignità e con il rispetto per questo mestiere.

Molti penseranno: ”ma guarda un po’ questi che non sono stati presi da Zelig, e gli vanno contro”. Non è il mio caso, io metto in discussione il fatto che ero entrata in un ambiente dove credevo di poter crescere grazie a persone più esperte, ma di quegli anni l’unico ricordo che ho è solo LA CONFUSIONE.

Un consiglio che voglio dare a tutti quei colleghi che vedo iscritti al Gruppo Ananas, ma che frequentano i Lab: ragazzi dovete decidervi, o frequentate i Lab (cosa che non discuto, ognuno è libero di fare le proprie scelte) o non lamentatevi più di come vanno le cose, comunque prendete una posizione, al primo posto la coerenza!!!!                                                                   

Romina La Mantia

 

98 Risposte a “Romina La Mantia racconta…”

  1. Romina La Mantia settembre 29, 2010 a 10:22 am #

    Grazie mille Top Gum, questo blog mi piace sempre di più perchè noto con molto piacere che c’è confronto,ognuno dice la propria complmenti a tutti!!!!!!

  2. Top Gum settembre 29, 2010 a 8:49 am #

    Lascio il pc per un giorno e guarda che casino.
    Complimenti La Mantia Romina, seconda solo a Federico Basso.

    • AAA settembre 29, 2010 a 10:23 am #

      Da una rapida analisi sig. Top Gum le vorrei far presente che, alla sig. Romina la Mantia dovrebbe aggiungere i 28 commenti de “I comici che copiano altri comici” che sono 28. Nati in questo link e poi spostati, ordunque se la matematica non è un’opinione, ad ora senza contare il mio 90+28= Meglio dei mostri Zelig ossia Federico Basso e Giovanni Vernia, Giovanni Vernia, giovanni Vernia (x alert di google)visto come attira su di se il pubblico … io le farei presentare Zelig off.

  3. Mald'estro Cabaret settembre 27, 2010 a 5:22 PM #

    Gentile blog,
    siamo a scrivere perché in un commento al presente articolo è stato inserito un link ad un video del nostro canale su youtube senza la nostra autorizzazione e, cosa ancor più grave, tolto dal suo contesto di partenza. Visto che molti dei comici del cast fisso del progetto Mald’estro Cabaret, fanno parte o hanno fatto parte del Laboratorio Zelig di Firenze e non hanno avuto problemi, in questa loro esperienza personale, con l’autore di riferimento (alcuni hanno anche partecipato a Zelig Off), prendiamo le distanze dall’uso inappropriato che è stato fatto del video suddetto. Ci riferiamo al commento di “Anonimo del 27/09 ore 10,18” che tra l’altro, da una nostra verifica, non fa parte del nostro progetto. Per evitare possibili altri usi che esulino dalla natura di quel video (i toni “forti” partivano da una volontà goliardica e si riferivano ad altro contesto televisivo) provvederemo a toglierlo dal nostro canale. Chiaramente se il video, come è avvenuto, viene inserito in altro contesto o usato come “prova” o come rafforzativo di una tesi che però non è in questo caso specifico la sua, il video stesso viene semplicemente stravolto.Per questi motivi non possiamo che essere d’accordo con il commento di ADL quando scrive (27/09 ore 11,09) che “i link che si allegano hanno poi un attinenza con tale asserzione pari a zero” e quando aggiunge che il video contiene “una generica minaccia di violenza fisica”: è generica ed è una minaccia perché allegata ad un discorso altro da quello in cui il video è nato, lo ripetiamo.
    Tutto questo per chiarezza e al di là delle questioni trattate in questo blog e in questo specifico articolo.
    Grazie,
    la Direzione di Mald’estro Cabaret

    • ananasblog settembre 27, 2010 a 5:46 PM #

      Mald’estro, visto che il video è stato tolto, siamo esulati dal cancellare il commento?
      Un saluto
      La Redazione

    • AAA settembre 27, 2010 a 7:18 PM #

      Mald’estro le vorrei parlare.
      Che la mi scusi, potrebbe darci dei ragguagli, a capire di quale diverso contesto televisivo si riferiva … sempre se le è di gradimento farlo.

      La si capisce che interessi vi portan a ritirar le mani, ma vi è un’orda di curiosi che voglion esser sedati di sapere.

      Si ringrazia la signoria vostra per codesta cortesia.

      AAA

      • ADL settembre 28, 2010 a 12:00 am #

        Gentile AAA, non voglio sostituire queste mie a una eventuale replica di Mald’estro. Mi preme sottolineare che, per come la vedo io, Mald’estro è un’esperienza parallela a quella del laboratorio toscano di Zelig, che giudico positivamente perchè conosco i comici che ne fanno parte. Lo spirito con cui si ritrovano è identico a quello con cui frequentano (o hanno frequentato, o frequenteranno) il laboratorio. Non hanno alcun bisogno di ‘tenersi buono’ l’autore. Alcuni di loro non hanno frequentato volontariamente il lab per un’intera stagione, quindi non hanno vissuto immagino alcun ricatto, sono stati tutti in grado di sviluppare un loro senso critico e di condividere con l’autore dubbi e perplessità. Sono comunque un gruppo, e la nascita di Mald’estro lo dimostra. Vivere dall’interno una realtà non rende necessariamente ciechi o ingenui, soprattutto in Toscana. Se ritengono di divertirsi o di sviluppare un lavoro utile vengono, altrimenti no. E’ sempre stato così da quelle parti.
        E li rispetto per questo.

      • Anonimo settembre 29, 2010 a 2:47 am #

        Buona sera a tutti…Vorrei precisare che il gruppo Mald’estro cabaret,non deve ritirare le mani da niente visto,che dal canto suo,non ha interessi condivisi con nessun altro progetto e regionale e nazionale,colgo inoltre l’occasione per salutare l’orda di curiosi che voglion esser sedati di sapere…
        Iandelli Fabrizio.

  4. Andrea settembre 27, 2010 a 3:36 PM #

    Chissà dove finisce questo mio commento.
    La principale pecca di questo blog, è che non è per nulla intuitiva la successione dei commenti.

    Comunque, a proposito di chi “sfrutta il nome Zelig”…

    Io ho proprio tolto dai miei curriculum che ho fatto i Laboratori Zelig. Perché, e non è una battuta, gli agenti mi incasellavano nella categoria di “quelli che fanno le aperture” e mi offrivano situazioni meno interessanti e compensi più bassi di quelli che prendevo prima! E che ho ricominciato a prendere subito dopo, per forrtuna.

    • renzo settembre 27, 2010 a 4:16 PM #

      “La principale pecca di questo blog, è che non è per nulla intuitiva la successione dei commenti.”

      Concordo

      • ananasblog settembre 27, 2010 a 5:27 PM #

        Proviamo a cambiare impostazioni, siamo nuovi del mestiere 😦

        • Claudio Masiero settembre 28, 2010 a 10:39 am #

          Aiuto mi sono perso dove sono … si potrebbe numerare i commenti oppure renderlo più lineare tipo Facebook?

          Da ignorante propongo … ma in realtà ci cpaisco ben poco.

          • ananasblog settembre 28, 2010 a 10:55 am #

            Claudio, conosci qualcuno che conosce bene Word Press? Non ho trovato la funzione per numerare i commenti, però smanettando il lettore trova ciò che cerca, con un po’ di pazienza (ci sarebbe anche la funzione “trova” in alto a dx)

            • Claudio Masiero settembre 28, 2010 a 11:15 am #

              Sguinzaglierò mio figlio and friends

  5. Romina La Mantia settembre 27, 2010 a 12:56 PM #

    Mi sto divertendo come non mai a vedere voi che commentate, alcuni di voi scrivono molto bene, complimenti…potreste fare gli autori se gia non lo fate! allora rispondo ai commenti, come prima cosa rispondo al Signor Romino Farazzi Rulli di Biondaspana (ma è il suo vero nome Romino? o si fa chiamare così per far piacere a me ahahhaha) nel video che lei posta in continuazione( e la ringrazio per questo) lei mette in evidenza che io parlo del marchio Zelig e non mi riferisco ai colleghi, quell’ intervista dura come lei ha potuto vedere (oramai la saprà a memoria)circa un minuto e io in un minuto non potevo specificare a chi mi rivolgevo con quel “i 2 anni mi hanno veramente aiutata a migliorare” ma questo l’ho già specificato e onestamente non mi va di ripetere sempre la stessa cosa. Stia tranquillo lo so che non mi vuole sputtanare, anche perché non c’è niente da sputtanare in quel video, lo capirebbe anche un bambino di 3 anni. Nessuno mi ha obbligato a partecipare a un Lab Zelig, non l’ho mai scritto, ho solo raccontato quello che ho vissuto e nessuno vuole screditare il lavoro dell’autore, anche perché ne conosco qualcuno che non fa parte dei Lab Zelig e sono ottimi professionisti ma purtroppo ho constatato che nel Lab in questione il ruolo del autore è molto marginale; inoltre lei scrive: lavorate gente lavorate….giustissimo, la vediamo alla stessa maniera, dopo il Lab Zelig è quello che ho fatto, semplicemente il mio lavoro, non mi sono fermata, non mi sono strappata i capelli, mi sono rimboccata le maniche e ho lavorato e fortunatamente tutt’ora lavoro senza mettere il marchio Zelig nelle mie locandine cosa che fanno molti comici e in questo le do pienamente ragione .Ora rispondo al Signor Joevanni, innanzitutto mi dispiace per il suo tendine , ma caro Signor Joevanni, nessuno si è fatto i cruciverba a casa, lei prima di parlare dovrebbe conoscere le persone con cui parla, lei sa se sta parlando con qualcuno che non ha fatto sacrifici? Conosce la mia storia in questo caso? Conosce da quanto tempo faccio questo mestiere?Non penso, quindi il mio è un consiglio, solo conoscendo si può parlare, io del calcio so poco e non parlo, rischierei di non sapere argomentare. Molti colleghi si lamentano dei Lab Zelig, dico…non penso che siano tutte persone che si sono fatti i cruciverba a casa, o che parlino cosi solo perché non vogliono aspettare, o perché sono dei matti, penso che ci sia qualcosa di più profondo dietro. Se rileggesse tutte le dichiarazioni degli altri colleghi forse si renderebbe conto dove sta il reale problema.

    • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 1:09 PM #

      Brava Romina (l’omonimia è una divertente casualità (avevo già dei post con il sigillo del casato)

    • Top Gum settembre 28, 2010 a 6:13 PM #

      ACCIDENTI, Romina la Mantia 80e passa commenti … già più di Vernia nello stesso lasso di tempo. Sud 1 Nord 0

  6. Joevanni settembre 27, 2010 a 11:21 am #

    Ma secondo voi un calciatore prima di giocare in una squadra di serie A se ne stava a casa a fare cruciverba? Io ho sacrificato anni per il calcio, mi facevo km e km per giocare partite o starmene in panchina aspettando arrivasse il mio momento. Non avevo rimborsi spese, ma un sogno da portare avanti. Il sogno si e’ spezzato insieme al mio tendine d’achille. Ma non mi sarei mai sognato di criticare il sistema calcio. E’ così. Prendere o lasciare. Non avete voglia o vi sentite sfruttati? Cercatevi altre strade, piantatela di lamentarvi o andate a fare il provino per un reality. Perché state portando avanti la stessa filosofia: successo senza sacrifici.

    • AAA settembre 27, 2010 a 12:46 PM #

      Joevanni credo sia tutto un gioco di P.R (pubbliche relazioni ma si legge Pi.eR) sai il Castello in aria ce lo siamo fatti tutti ma poi veniamo disincantati da fatti più grandi di noi.

  7. Romina La Mantia settembre 27, 2010 a 10:46 am #

    Quando si parla di “2 anni che che mi hanno aiutata a migliorare”, mi riferisco a 2 anni di esperienza umana vissuta a contatto di altri colleghi (sottolineo colleghi non autori) che mi hanno aiutata a crescere sia professionalmente che umanamente ovviamente mi riferisco anche all’esperienza di palco che ho fatto, che mi sono serviti ad avere una discreta presenza scenica. Per quanto riguarda i metodi adottati al Lab che ho commentato nella mia riflessione penso di essere già stata chiara,quelli li risottolineo al 100%.

    • ananasblog settembre 27, 2010 a 10:48 am #

      Grazie per la precisazione

    • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 10:50 am #

      si però nell’intervista in TV non parli di colleghi ma del marchio Zelig

      • ananasblog settembre 27, 2010 a 11:14 am #

        Scusa R F R B, se intervengo, come fa un marchio a farti crescere? Non ha senso: sconfiniamo nel misticismo, mica è un’icona Russo-Ortodossa. L’omino in giacca è cravatta con un cavatappi infilato nel tronco non è mica il Cristo Pantocratore!

        • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 11:46 am #

          Marchio era inteso come riferimento al nome zelig e perchè secondo me, e sottolineo secondo me, in certe occasioni viene speso come pubblicità. L’omino con il cavatappi o la scritta area zelig spesso si trovano su tantissime locandine di comici che non hanno mai fatto neanche zelig off. Perchè lo fanno? semplice per vendere meglio le serate.

          • ananasblog settembre 27, 2010 a 11:52 am #

            Giusto e questo ha portato a un deprezzamento dello stesso (per chi lo esibisce), ma il marchio è fortissimo tuttora.
            Direttamente dallo Zelig Lab: Ananas Blog
            ah ah ah, potremmo usarlo!

  8. Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 10:39 am #

    solo per la cronaca un intervista della sig.ra La Mantia a voi il giudizio.
    (http://www.youtube.com/watch?v=6qsibm_00OY)

    • Top Gum settembre 27, 2010 a 11:43 am #

      Sulla barca il pescatore disse al figlio che stava imparando il mestiere: “Quando torniamo ricordati che il pesce è sempre fresco” e il figlio risponde “Anche quello che abbiamo pescato due giorni fa?”, Il padre gli rispose “Si! ma ricordati sempre che per non fare torto a nessuno, prima vendiamo quello di tre giorni fa, poi a seguire quello di ieri e poi quello di oggi”.

      Ma chissà come mai è atto far sapere che il pesce è sempre fresco.

  9. Anonimo settembre 27, 2010 a 10:18 am #

    Romina per quanto ne sò ha abbastanza ragione, lei è molto brava, come molti altri che hanno passato anni ( ben più di 2) tra vari lab. Zelig di Milano, Bologna, Torino Firenze ecc. ma il motivo principale per cui alcuni arrivano ed altri no è abbastanza semplice. Tutto dipende dall’autore e dalle capacità caratteriali del comico di entrare nelle sue simpatie. Infatti l’utore segue i laboratori per due motivi: il primo, principale, è per avere spunti e batutte da copiare e rigirare, magari elaborate in modo da camuffarle, ad altri comici o a agenzie pubblicitarie ( vedi i seguenti link: http://ziotony.splinder.com/post/19368532/copiando-simpara ; http://www.youtube.com/user/Maldestrotube#p/u/12/hqTZJJmwps8 ); il secondo è trovare un pezzo e/o un personaggio televisivo che consenta allo Zelig ( come marchio di fabbrica) di garantirsi gli ascolti e quindi i proventi pubblicitari relativi. In questa logica molti comici diventano CARNE DA MACELLO per cui , nella logica consumistica della ns. società, una volta venduto il prodotto l’obbiettivo principale è trovare un nuovo prodotto da vendere. In questo senso l’arte e lo spirito di trasgressione, contestazione e satira che anima le radici del cabaret, va a farsi fottere. Il mondo gira così ma questo dipende anche da noi. IL CABA-RET E’ MORTO? VIVA IL CABA-RET.

    • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 10:28 am #

      Amministratore perchè in questa replica sono presenti sia video non viene cancellato come hai fatto con il mio?

      • ananasblog settembre 27, 2010 a 10:34 am #

        R F R B: ho il quadro comandi sott’occhio e non ci sono video postati, c’è un link a un video che è diverso. Basta mettere il link tra parentesi e il gioco è fatto, il suo appariva davvero, appesantiva la pagina (siamo poveri in giga), immagino non sia aduso a codeste moderne tecnologie e che usi un valletto per digitare sulle grigie tastiere traboccanti di sozzura…

        • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 10:37 am #

          per una volta ti devo dare ragione, provvederò a comunicare alle maestranze.

    • ananasblog settembre 27, 2010 a 10:42 am #

      Anonimo, non siamo d’accordo con te su un punto: l’autore si trova in un sistema in cui tutto viene deciso dall’alto, quindi nulla dipende dall’autore, al limite può entrare a gamba tesa su un comco e non convocarlo, però esiste il nomadismo tra laboratori, quindi il problema è aggirabile. Sul rubare battute è un tema spinosissimo del “chi copia chi”.
      Invece l’hai azzeccata in pieno: a Zelig interessa trovare il fenomeno, farne uscire un l’anno, il resto è quasi tutto carne da cannone
      L’A.

    • ADL settembre 27, 2010 a 11:09 am #

      Non intendo accartocciarmi in discussioni in cui, da come risulta per fortuna non in tutti i passaggi del blog, il dialogo sembri avvenire tra persone non udenti (io stesso non credo di aver definitivamente vinto la mia battaglia contro il cerume). Ma l’asserzione per cui l’autore Zelig segua un laboratorio per rubare battute che gli servano ad onorare impegni creativi con agenzie pubblicitarie o a integrare repertori di altri comici è rancorosamente folle. I link che si allegano hanno poi un attinenza con tale asserzione pari a zero, perchè contengono un’accusa indimostrata (il primo) e una generica minaccia di violenza fisica (il secondo). E’ tutto molto scomposto. Abbiamo già il problema di avere un vocabolario limitato (in cui assurge come must la parola ‘stronzo’), non sappiamo formare i comici ma sublimiamo l’atroce consapevolezza di tale limite con l’attività di broccolaggio delle fidanzate di comici indeboliti. Siamo l’anello debole e non pensante di una catena che serra la gola dell’odierna comicità. Provochiamo, in quanto parti di una macchina e in una misura difficile da definire, la morte ‘fisica’ e metaforica di artisti e artisti. Abbiamo già un bel composit di responsabilità, la cui epica cosmica e letale non vorrei fosse negativamente intaccata da sospetti di ‘accordini’ con i pubblicitari. Questo no, non ce lo meritiamo… Come dire che Hitler ha inventato l’olocausto solo perchè aveva un accordo con la Bayer sullo Zyclon B…
      Mi sembra eccessivo no?
      Antonio

      • ananasblog settembre 27, 2010 a 11:37 am #

        ADL, infatti non siamo d’accordo sul furto battute.
        Gli autori potrebbero fare un bel lavoro di trasparenza, dove la dirigenza non lo fa:
        a) non convocare chi non ha più che buone possibilità di fare tv, non convocare il comico solo perché ce ne sono pochi in scaletta, o perché è uno bravo che non farà mai tv, ma ti tira su la serata.
        b) pretendere risposte più che chiare dalla dirigenza (che applica il mistero) anche combattendo, anche rischiando di passare per piantagrane.
        c) evitare il nomadismo tra i laboratori.
        d) evitare nei comici l’accumulo di anni e anni di laboratorio.
        e) magari evitare di gestire l’ennesimo laboratorio, in cui ci sono gli ennesimi comici, che fanno gli ennesimi pezzi.
        Questo non è eccessivo
        L R

      • Anonimo settembre 27, 2010 a 1:23 PM #

        esiste, Caro Antonio, più di un documento che attesta che gli autori copiano le battute e le vendono ai propri beniamini, vogliamo fare il nome di Politi? o di Campagna? ( mi risulta puniti anche fisicamente per queste loro leggerezze) tralasciando l’ormai nota vicenda Luttazzi. Ma la questione fondamentale che solleva Romina è l’onestà intellettuale. Anche Bell si fregiò di aver brevettato il telefono mentre lo aveva rubato a Meucci e Meucci morì povero in canna per colpa di uno a cui il “must” stava stretto quanto il “most”. Voi autori avete il pelo sullo stomaco e non solo lì…OK fa parte del vs. mestiere.. ma non date da intendere in giro che ve lo siete rasato perchè vi ritenete vergini.
        Un pò di onestà intellettuale …… cribbio!!!!!

        • renzo settembre 27, 2010 a 4:32 PM #

          Anch’io lo credo. E’ tragicamente ovvio.
          Guardare Spinoza (per esempio il topic ‘questa l’ho già sentita…’http://forum.spinoza.it/viewforum.php?f=4). Ovviamente non è sempre così. ‘Non è sempre’

          Sono molto interessato a tutto ciò (non sapevo nulla di Politi e Campagna) che ritengo una vergogna. Molto peggio dei laboratori che sfruttano i comici della gleba

          Il caso Luttazzi è diverso. Luttazzi copiava (o citava) comici già affermati, americani o inglesi, quindi non bruciava le battute di nessuno.
          Se un autore prende invece le battute di uno ‘sconosciuto’ non solo lo brucia, lo rovina! E’ peggio del laboratorio perchè, anche se hai intenzione d’andartene… Hai finito.

        • ADL settembre 27, 2010 a 11:32 PM #

          Anonimo, ritengo tu abbia la libertà di generalizzare quanto io quella di ipotizzare una tua approssimazione concettuale. I distinguo che tutti coloro che sono intervenuti – tranne te – hanno comunque avanzato forse non sono espressione di pavidità o di qualunquismo, ma probabilmente rispondono a un tentativo di interloquire, se pur polemicamente, con un minimo di rispetto e civiltà. Ma tu, ti prego, continua pure a mettere insieme Politi, Campagna, Luttazzi, Panariello, Maldestro, Bell e a linkare quel che ti pare, non deludermi…

          • Anonimo settembre 28, 2010 a 9:46 am #

            Non ti deluderò, anche perchè, a giudicare dai commenti di altri e della stessa redazione di questo blog, i nomi citati di Politi e Campagna non erano senza riscontro oggettivo. Vorrei comunque precisare due cose:
            1) c’è un proverbio che dice dalle mie parti: chi prima sente la puzza è quello che l’ha mollata;
            2) Non ce l’ho con te ne con gli autori di Zelig in generale perchè capisco che loro facciano esattamente il lavoro che gli è stato chiesto di fare, ce l’ho con il sistema, con questa mercificazione della comicità che tende a limitare la creatività ed a mortificare chi, pur avendo delle idee, non ha la possibilità di esprimerle ed di migliorarsi. Nel giro del Cabaret tutti sanno che le battute migliori fatte da sconosciuti sono alla mercè di autori senza scrupoli ( i commenti riportati ne sono la dimostrazione).
            3) Il link a Mald’estro è stato forse un errore, me lo aveva segnalato un collega e pensavo che avesse uno scopo diverso da quello da essi dichiarato nel loro commento. Se linkandolo ho nuociuto al loro lavoro, che ammiro sentitamente per il coraggio e la passione che li anima, me ne scuso.
            4) Il qualunquismo nel cabaret non l’avevo ancora sentito.. bella battuta complimenti.

            • ADL settembre 28, 2010 a 10:32 am #

              Anonimo, quando dici: “c’è un proverbio che dice dalle mie parti: chi prima sente la puzza è quello che l’ha mollata”, noto che l’uso che fai dei detti popolari è persino meno calzante di quanto non fossero già i tuoi link. Non conoscendoti avevo già rinunciato a replicare alla tua accusa di disonestà intellettuale. Ora quella di meteorismo. Ma eviterò di replicare, almeno a te e nei termini suggeriti dalla tua greve faciloneria.Ti lascerò strada, come si lascia a un vecchio mercedes e al suo fumo nero.

        • Un lettore settembre 28, 2010 a 1:03 am #

          Sarà, ma la battuta che tu citi (quello della “sirena che non è nè carne nè pesce”) mi sembra abbastanza “facile” ed è altamente improbabile che sia stata “creata” nel 2008 (come l’autore del blog indica).
          Peccato perchè vedo che di “onestà” ne hai tanta, è un po’ “l’intellettuale” che ti manca.

          • Un lettore settembre 28, 2010 a 1:03 am #

            Parlavo col signor Anonimo.

          • Maurizio Giuntoni settembre 28, 2010 a 2:24 PM #

            Un amico mi ha avvertito ieri di questa “querelle” dove sono stato chiamato direttamente in causa e chiarisco la mia versione che ha animato il post linkato da “Anonimo”. Io scrivo le mie stronzate sul Blog ( come mi risulta succeda ad altri) e tra queste nel 2008 pubblicai un post dal nome donne ( http://ziotony.splinder.com/post/18336670/donne ) . Siccome esiste uno strumento informatico, scaricabile da internet, col quale puoi sapere giornalmente chi si è collegato al tuo blog, vidi che tra gli altri si era collegato un autore di Zelig di cui conoscevo l’account. Lì per lì non ci feci caso ma poi, sentendo tempo dopo in tv la pubblicità di Panariello nel post che tu “Lettore” citi, collegai le due cose e feci delle ricerche. Scoprii così che la pubblicità era stata prodotta dalla Movie Magic International e che figurava tra gli autori anche quello che si era collegato al mio blog nei giorni in cui pubblicai il post “donne”.. Tutto qui.

            • MircocriM settembre 28, 2010 a 11:32 PM #

              Caro Maurizio,
              non voglio minimizzare la tua raffinata attività investigativa, nè contestare che vi siano autori che rubano sia in quanto uomini che in quanto autori, appunto. La mia è stata una ricerca più semplice. Vale a dire, ho inserito nel motore di ricerca google: sirena + “nè carne nè pesce”. Fatelo anche voi…
              è venuta fuori la “tua” battuta in un bel numero di salse e contesti e in varie datazioni (ad esempio in un dizionario di psicologia legato ai miti). Dubito che abbiano ‘rubato’ tutti da te. Come diceva Un Lettore, è una battuta a cui si arriva attraverso lo stesso tentativo di dare una definizione alla parola sirena, e se non ci si arriva ci si inciampa. Credo che se tutti coloro a cui è venuta in mente dovessero fare una qualche azione contro Panariello verrebbe fuori una class action dalle proporzioni incommensurabili, e la cosa forse ti spiazzerebbe molto più del rivedere la ‘tua’ battuta citata dal famoso comico. Ma non ti sto accusando di immodestia. Per quanto…

              • ananasblog settembre 29, 2010 a 8:49 am #

                MicrocimM, non è sbagliato, molti possono arrivare a una battuta simile…

                • Maurizio Giuntoni settembre 29, 2010 a 9:11 PM #

                  E’ lecito sostenere che che molti possano arrivare ad una battuta simile ma, per dirla dottamente, ” Celeris facetia temporum consecutio aliquem in praeditus ratione suspicionem adducit” ( cioè macch-ironicamente la stretta sequenza temporale delle battute solleva qualche giustificato sospetto). In forma e-stesa credo nel caso e nella proprietà transitiva delle comuni associazioni mentali deviate del comico… meno nelle fortuite coincidenze ripetitive

                • MircocriM settembre 29, 2010 a 9:47 PM #

                  Opinione condivisibile in generale, ma non nel tuo caso temo. Coniando quella battuta sulle sirene sei in ogni caso arrivato tardi, dopo una pletora di soggetti, tutti anonimi e prima ben prima del 2008. Forse persino Ulisse avrà fatto una riflessione simile (ma non aveva un blog, come molti navigatori solitari contemporanei). in questo caso è un po’ la scoperta dell’acqua calda. Inoltra accusi un autore di averla copiata dal tuo blog per suggerirla al Panariello di turno, rilevando la stretta sequenza temporale dei fatti. Ma se quello stesso autore, incuriosito dalla tua battuta, avesse fatto una ricerca per controllare se la paternità effettivamente è la tua, avrebbe scoperto che non lo è affatto. O che lo è, ma nella misura in cui lo è anche di una infinità di altre persone (la sirena che si rivolge all’analista dicendo “Dottore mi aiuti, non mi sento nè carne nè pesce!” è forse databile a inizio secolo)… Insomma cerchiamo esempi migliori (e per fortuna ne sono stati fatti molti), senza tirar fuori il portavasi semi-tarocco di famiglia.

      • Diego Carli settembre 27, 2010 a 5:27 PM #

        Io non credo che gli autori girino i lab per copiare le battute agli sprovveduti. Anche perchè chi studia prima un personaggio e lo caratterizza poi chiaramente, di conseguenza le battute vengono ritagliate su di lui e solo su di lui, estrapolarle dal contesto non funzionano più e questo ogni autore cosciente del proprio mestiere lo sa. Io non potrei mai per esempio fare delle battute di Federico Basso per esempio anche perchè funzionano sulla sua caratteristica peculiare di dicitore disincantato ed estraniato dalla realtà. Un autore deve conoscere il personaggio che ha davanti ed in base a questo scrivergli sulla pelle i pezzi. E credetemi, è più facile che attaccargli roba di altri col gaffa. E’ come mettere in prova uno spettacolo già rodato con nuovi attori o farne uno ex novo. Più facile la seconda soluzione.

        • renzo settembre 27, 2010 a 6:31 PM #

          Vero.
          Ma i monologhisti?
          I comici one-liners, Emo Philips, Francesco Salvi, Allen, demetri martin, wright, lo stesso Luttazzi di dieci anni fa, con questo tipo di comicità puoi rubare a piene mani. Vedi le formiche di Gino e Michele. Posso prendere una battuta qualsiasi e metterla in bocca a un comico qualsiasi.
          Provare per credere?

          • Diego Carli settembre 27, 2010 a 10:40 PM #

            Scusami Renzo,
            le Formiche sono dei libri con battute riportate con tanto di nome e cognome e non firmate Gino e Michele come fossero loro ed è una differenza non da poco, il guadagno sull’operazione ci sta senza dubbio ma penso anche che sia stata una bella iniziativa per catalogare battute di autori altrimenti difficili da reperire (gli americani per esempio: Jeff Marder, Westcott per citarne due) ed ha fatto conoscere battutisti sconosciuti ma fenomenali come Mirco Stefanon che stimo moltissimo.
            Puoi mettere tutto il libro in bocca a qualsiasi cabarettista ma sono convinto che prima o dopo la cosa ti si rivolterà contro. Vedi proprio Luttazzi. I comici con battute on-line esistono e fanno spettacoli ti dò ragione ma arrivano fino ad un certo punto più su non vanno se non cambiano direzione e poi va detto che con tutti sti comici e battute che girano per forza di cose ci si ritrova alla fine con la stessa battuta, magari inconsciamente, magari l’hai sentita da un altro te ne sei dimenticato e poi la tiri fuori dalla memoria nascosta dopo mesi chissà perchè non ricordando più la fonte e pensi sia tua. Capita. Non giustifico assolutamente chi copia beninteso, anzi. Dico solo che mi riesce difficile pensare che un autore prenda pezzi da uno e da un altro e gli assembli per un terzo. Almeno spero.
            Un abbraccio
            Diego

            • renzo settembre 27, 2010 a 11:39 PM #

              Scusami per l’equivoco.

              Quando cito le ‘formiche’ di Gino e Michele non volevo riferirmi al “rubare a piene mani’ ma alla frase successiva ovvero ‘Posso prendere una battuta qualsiasi(di quel libro) e metterla in bocca a un comico qualsiasi.

              Non ho nulla contro quella raccolta di battute che anzi ringrazio per avermi fatto conoscere tanti grandissimi autori.

              Tornando al discorso ‘rubare battute’…
              I one liner ‘arrivano sino ad un certo’??
              Ma se sono gli unici che possono avere una carriera diciamo ‘a lunga durata’. Gli altri sono personaggi e quelli si sa ‘muoiono subito’

              Le battute senza contesto, a mio avviso, stanno bene a tutti.

              Ps per Anonimo: posso sapere qualcosa di più su Politi e Campagna?

              Grazie
              a tutti

              • ananasblog settembre 28, 2010 a 7:54 am #

                Renzo, c’era un mago comico a Mirabilandia che faceva lo scozzese (Steve Eleki) con un pezzo simile a Politi. Pare che a Zelig se ne siano accorti e abbiano fatto fare delle puntate di riparazione a Eleki (Zelig Off, ci sono i video su you tube), poi Eleki l’hanno fatto “ballare poco”, come fanno con molti.
                La Redazione
                Di campagna nin zo (come direbbe Martufello)

                • AAA settembre 28, 2010 a 8:53 am #

                  Girò voce nei meandri degli inferi moderni che un tale, detto Pino Campagna Prese a piene mani un personaggio di un collega del quale in questo istante mi sfugge il nome.
                  Tale nome sfuggito venne a saper del comportamento ardito, e senza sollevar questione andò a veder uno spettacolo del Campagna in questione.
                  Credo che dopo l’esibizione nelle vesti del personaggio “Pippo la PAIZZA” Francesco Paoloantoni gli sferrò un paio di ceffoni (l’ho ritrovato potere di google).
                  il sangue schizzo lieve contro il muro e qualcuno a testimoniar il ricordo di tale occasione gli fece la vignetta riportandovi”Questo è il sangue di Pino Campagna”.

                  Che dire dell’ora Pucci televisivo ordunque che simil a dismisura come verso e tema ad Italo Giglioli, vedo che questo a Pucci non porta male.

                  O di quando i comici non volevan con lui far serata perchè avean paura che gli rubasse le battute.

                  O Panariello che autori suoi han preso senza misura alcuna personaggi di comici minori,a tempo a Sergio Sgrilli e poi anche ad altri.

                  Che dire di quegli autori che portarono a Coloradi il personaggio di Baz e lo diedero ai Fichi d’India …PRIMA DI PORTARE BAZzoni.

                  AAAutori se non avete idee non passatele per vostre pagate chi ve le ha procurate

                  AAA cercasi storia vere da riportare

                • AAA settembre 28, 2010 a 9:16 am #

                  AAAnanasblog potrebbe anche non esserlo…

                  Che dire di Ale e Franz che riportavano in scena La Panchina di Agus e Vianello.

                  Che dire di Marco della Noce che riporta in scena personaggi copiati dal suo ex socio Gallarini. quello dei NOCS per intenderci.

                • AAA settembre 28, 2010 a 9:18 am #

                  AAAll’insegna delle voci di corridoio … OVVIAMENTE

                • asinen settembre 28, 2010 a 1:21 PM #

                  ananasblog, c’era un mago a Mirabilandia (Steve Eleki) che faceva i pezzi di McRooney, è durato il tempo che è durato perchè lavorava in Germania dove faceva gli esauriti in teatro e nei circhi. Credo Zelig non gli interessasse.
                  Cordialità

                • asinenin settembre 28, 2010 a 1:25 PM #

                  Asinen, c’era un mago inglese degli anni 60 che in televisione faceva i numeri di Tony Cooper, un mago inglese degli anni 50 che, a sua volta, copiava da un mago comico di Riccione che ho visto a Zelig in questo millennio. Secondo te, è una concidenza o è possibile la teoria della circolarità temporale, predetta da Einstein nella sua dimostrazione della relatività ristretta?

              • Diego Carli settembre 28, 2010 a 1:07 PM #

                Allora renzo, confidiamo nel fatto che prima o poi verranno beccati con le mani nella marmellata. Anche se mi permetto di dubitare di una carriera lunga fatta di pezzi “non originali”. A parte che ormai la carriera è una questione di culo e non di bravura.
                Evviva la comicità ebraico-newyorkese!
                Ciao.
                Diego

            • Claudio Masiero settembre 28, 2010 a 5:02 am #

              Cito un caso personale.

              Al rock House presentò un mio spettacolo Carlo Negri e la stessa sera sentì una mia originale, che io chiamo della Clio Nokia.
              Mi fece i complimenti per la stessa e qualche mese dopo la sentii la mia battuta riproposta in una sua variabile.
              Lo feci presente alla sua ragazza e mi assicurò che l’avesse scritta Carlo due mesi prima.
              Quando ricordai a Carlo che l’avesse sentita 8 mesi prima in un mio spettacolo e si ricordò della serata passata insieme, mi assicurò che l’avrebbe tolta subito.
              Io gli dissi di non farlo in quanto non era la stessa cosa e che al contrario di altri ne ero contento.
              Ne rimase stupito e gli spiegai che se la mia battuta gli era rimasta a girare nell’INCOSCIO voleva dire che il mio taglio umoristico funzionava e ne ero orgoglioso.
              (credo si sia capito che non voglio rinfacciare nulla a nessuno con questa mia)

              Non credo ci sia più molto da inventare.

              Chi ostenta originalità si ritrova a copiare dal passato, L’originalità è essere se stessi, nessuno è uguale a te. (Claudio Masiero)

              • Claudio Masiero settembre 28, 2010 a 5:07 am #

                Mi sento di confermare anche RENZO, all’inizio carriera salendo sul palco di “Facciamo lo show” a Vedano Olona all’Arlecchino, ovviamente senza una mia connotazione artistica (se così possiamo dire), prendevo delle battute di grandi citati ne le FORMICHE e in qualità di imitatore. Funzionavano … un ginepraio il mondo del CABARET, il tutto è il contrario di tutto.

                Claudio Masiero

                • ananasblog settembre 28, 2010 a 8:04 am #

                  Anche Bebo Storti, a Skatafascio, col personaggio del cantante italoamericano, diceva anche battute de Le Formiche…
                  L R

                • Diego Carli settembre 28, 2010 a 1:28 PM #

                  Anche nel mondo del Circo ci sono casi di plagio ma l’ambiente ha trovato l’escamotage: Un clown, non ricordo in che periodo storico, inventò la famosa gags del cane invisiblie a guinzaglio rigido e museruola. Molti clowns fino ai giorni nostri l’hanno inserita nei loro numeri ed alcuni fanno ancora le cosiddette “riprese” con questa gag (Peter Shub per esempio). Ora il fatto che non si sappia la fonte dell’idea, la si ignori o più malignamente non la si voglia ricordare, è diventata nel gergo circense “gag di repertorio” e quindi di dominio pubblico. E’ di tutti. Per cui il ginepraio si allarga alla fine.
                  Claudio! Un saluto con affetto.
                  Diego

              • ananasblog settembre 28, 2010 a 8:02 am #

                Una volta, inconsciamente, ho scritto una battuta che poi ho scoperto essere ne Le Formiche: “è una donna così brutta che ha fatto carriera minacciando di darla via”, forse l’avevo letta e si era sedimentata, oppure è una di quelle cose che pensandoci ci si arriva (come la battuta che Heidi per sorridergli i monti e per sentire le caprette che fanno ciao, dev’essersi fatta una canna, che ho sentito spesso dire “me l’hanno copiata!”)
                L’amministratore

                • renzo settembre 28, 2010 a 10:06 am #

                  Vedete che è così, con buona pace di chi lo nega.
                  E chissà perché lo nega.
                  E questi sono solo i casi di cui vi ricordate e perchè conoscevate l’originale.
                  Figuriamoci i tanti altri.
                  Anche Stefano Chiodaroli (il panettiere) rubava a più non posso…
                  (lui o/e gli autori)

                  • ananasblog settembre 28, 2010 a 10:51 am #

                    Renzo, no, l’autore di Chiodaroli è uno di quelli che scrive a manetta cose originali.

              • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 28, 2010 a 9:49 am #

                Claudio, sono sincero, complimementi per i tuoi post sempre pacati e lucidi.
                Spesso si tende a parlare di copie senza tener conto dell’inconscio o che la battuta è matematica pura. Poi c’è anche chi copia a piene mani tipo certi comici sconosciuti “regionali” che ne rubano a bizzeffe. Certo non c’è da far di tutta un erba un fascio.

                • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 28, 2010 a 9:51 am #

                  DInenticavo…copia o non copia, le battute bisogna saperle poi dire, e qui casca l’asino

                • Claudio Masiero settembre 28, 2010 a 10:11 am #

                  Ringrazio … ci sono un paio di errorini ma il senso si è capito.

                  Aggiungo alla precedente che, anch’io mi sono ritrovato nella stessa situazione di Carlo Negri, rivedendo una puntata del Costanzo Show vedo un pezzo di Vergassola dopo narra la battuta della “Caccia al tesoro” e mi sono accorto che anche se avevo contestualizzato il mio pezzo in modo differente, l’associazione era lampante e sovrapponibile.
                  Molto probabilmente piacendomi molto la comicità di Vergassola ne sono rimasto talmente colpito che inconsciamente l’ho riproposta.

                  Quindi perché farsi venire il sangue amaro … parliamone.

                  Se ci aggiungi che per salire sul palco bisogna avere un super Io e che mi chiamo clauDIO … potrei fare dei danni.

                • Claudio Masiero settembre 28, 2010 a 10:33 am #

                  Ho sempre fatto tutto chiedendo permesso e non sono uno che continua a bussare per proporre le sue idee.

                  Ho ricevuto diversi complimenti spontanei da Attilio de Razza, Carlo Turati, Riccardo Piferi, Vito Pallavicini, Giorgio Faletti non li ho mai assillati.
                  Ti dirò … Non so semmai un giorno avrò riconoscimenti o notorietà tale da poter mettere a posto i conti in banca.
                  Ma sicuramente mi sono divertito e sempre a testa alta.

                  (chiedo scusa per lo sfogo , magari fuori luogo ma mi andava di dirlo)

              • Claudio Masiero settembre 28, 2010 a 1:35 PM #

                Mia moglie mi ha detto di nascondermi o se avessi bevuto, prima di scrivere questo commento … troppi errori!

                Mi scuso con l’italiano corretto.

                • Claudio Masiero settembre 28, 2010 a 3:10 PM #

                  Prova

              • Claudio Masiero settembre 28, 2010 a 6:11 PM #

                Correzione a “Cito un caso personale”.

                Al rock House presentò un mio spettacolo Carlo Negri e la stessa sera sentì una mia originale, che io chiamo della Clio Nokia.
                Mi fece i complimenti per la stessa e qualche mese dopo sentii la mia battuta riproposta in una sua variabile in un suo spettacolo.
                Lo feci presente alla ragazza e lei mi assicurò che Carlo l’aveva scritta due mesi prima.
                Quando ricordai a Carlo Negri che l’avesse sentita 8 mesi prima in un mio spettacolo e si ricordò della serata passata insieme, mi disse che l’avrebbe tolta subito.
                Gli dissi di non farlo in quanto non era la stessa cosa e che al contrario di altri ne ero contento.
                Ne rimase stupito e gli spiegai che se la mia battuta gli era rimasta a girare nell’INCOSCIO voleva dire che il mio taglio umoristico funzionava e ne ero orgoglioso.
                (credo si sia capito che non voglio rinfacciare nulla a nessuno con questa mia)

                Non credo ci sia più molto da inventare.

                Chi ostenta originalità si ritrova a copiare dal passato, L’originalità è essere se stessi, nessuno è uguale a te. (Claudio Masiero)

                (chiedo perdono di nuovo e prossimamente farò rileggere a chi di dovere prima di pubblicare qualsiasi cosa … che figura di merda sbagliare i verbi in quel modo scabroso) ;-))))))

  10. Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 10:05 am #

    dimenticavo…essendo nobile vorrei che il mio nome venisse riportato per esteso, grazie ci tengo molto

  11. Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 9:36 am #

    ma almeno l’avete visto?

  12. ananasblog settembre 27, 2010 a 9:29 am #

    No, non pubblichiamo, e neanche tentativi di dead agent, cancellato.

    • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 9:33 am #

      tentativo di?

      • ananasblog settembre 27, 2010 a 9:37 am #

        Dead Agent, vedi l’articolo “I misteri del post su Federico Basso”

        • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 9:40 am #

          continuo a non capire

          • ananasblog settembre 27, 2010 a 9:44 am #

            TERZA TRINCEA: sminuire la fonte delle critiche. C’è stato un tentativo frenetico e maldestro di screditare l’amministratore del blog postando all’infinito un video girato anche da lui, considerato di qualità scadente (o non si sa cosa). È un tentativo di “Dead Agent”, che è una pratica controversa usata da alcuni gruppi settari.
            IL DEAD AGENT funziona così: chiunque critichi dev’essere investigato, tutto il materiale imbarazzante su di lui dev’essere reso pubblico. Sputtanando la fonte, si sputtanano anche le critiche.

            • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 9:55 am #

              lungi da me i voler sputtanare la Sig.ra La Mantia ma cercando materiale su di lei -personalmente no conosco la sua comicità- mi sono imbattuto in un intervista per il programma Tv “Scalo76 Talent” nella quale affermava di aver partecipato per due anni al lab Zelig di Catania e che l’avevano aiuatata a migliorarsi.
              Da parte mia non c’è nessun motivo di screditare la fonte ma solo di capire la sua vera e definitiva posizione in merito.
              Questo per tutelare anche le persone che a Zelig, dal bar fino al palco e come per altro hai fatto tu quando eri il responsabile del Lab Zelig di Lanciano, fa il proprio lavoro con dignità, impegno e passione.

              • ananasblog settembre 27, 2010 a 10:03 am #

                Farazzi, così va bene.
                Romina, contattata, ha confermato che la versione riportata sul blog è quella valida (esperienza negativa).
                Poi uno cresce anche con le esperienze negative.
                Inoltre è logico (e comprensibile) che se vai in tv e ti chiedono cos’hai fatto, e hai un curriculum ancora breve, non è che dici: brutte esperienze con Zelig… Comunque hai fatto bene a riportare la cosa.
                Magari le persone che lavorano a Zelig fossero tutelate da Zelig stessa.
                L’Amministratore

                • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 10:04 am #

                  e perchè se vai in tv non lo dici?

                  • ananasblog settembre 27, 2010 a 10:18 am #

                    Penso che già pubblicare sul blog sia stato un atto di estremo coraggio, data la coltre di paura che copre l’ambiente comico e la fama (magari anche immeritata, vedi post “Le liste nere esistono?”) di vendicatività dell’ambiente Zelig.
                    Potremmo avere già una 40ina di esperienze pubblicabili, bloccate dalla paura (e sarebbero la punta dell’ceberg)
                    Già l’apertura del blog è stata una bestemmia (non nel senso Paolino del termine, ma quasi). Le reazioni scomposte e violente sono dovute allo shock emotivo di vedere una critica pubblica dove non esisteva nulla.
                    Cosa avete fatto? Avete allevato una generazione di gente paurosa? Boh…
                    L’amministratore

                  • Top Gum settembre 27, 2010 a 10:20 am #

                    Mai sputare nel piatto dove si mangia … anzi bisogna difenderlo anche con qualche piccola menzogna.

                    credo sia questo il motivo, a parer mio.

                    Un piccola leccata a tentar di portarsi a casa un piccolo spazio … e che sarà mai!
                    I pescivendoli dicono che il pesce è fresco anche quando puzza.

                    I lettori pensano che Dario Vergassola i suoi libri li abbia scritti tutti lui, quando invece alle sue spalle ci sono AUTORI con la A maiuscola.
                    Dicono lo stesso per altri come Giorgio Faletti etc. etc.

                    La verità non la sapremo mai, sino a quando una delle due parti non litiga con l’altra.

                    Comunque credo che di queste cose se ne debba parlare e non lasciare tutto nel vogliamoci bene.

                    Che comareggiamento sto blog … sembra una di quelle case di ringhiera.

                    • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 10:36 am #

                      comunque la cosa più divertente è che nessuno è mai stato obbligato a partecipare ai lab Zelig! Statevene a casa e fatevi un percorso vostro, uno spettacolo vostro, una trasmissione vostra, e vedrete che poi ci sarà qualcuno a cui avrete dovuto dire di no, che vi criticherà per le vostre scelte. L’essere umano, e l’artista in particolare, difficilemente accettano il giudizio degli altri… è questo il vero problema.
                      Pralare male di una cosa fa solo male a chi ci lavora. Costruire è meglio che distruggere, lavorate gente..lavorate

                    • Top Gum settembre 27, 2010 a 11:10 am #

                      Romino Farazzi Rulli di Biondaspana (ho fatto copia e incolla onde evitare errori su particelle nobiliari)

                      sono pienamente d’accordo lavorare, lavorare e lavorare.

                      Secondo voi perché c’è stata l’invasione degli Albanesi in Italia?
                      per lo stesso motivo vi è l’invasione a Zelig o Colorado.

                      DESIDERO ciò che VEDO.

                      Le aspettative muovono le persone.

                      Sul fatto che poi ti voltano le spalle la risposta è semplice e chiara.

                      Pagategli i diritti d’autore (nel caso li abbiano altrimenti fatti loro) e le spese o un gettone di presenza e vedrete che potrete rispondergli: “Ti abbiamo promesso qualcosa? Hai percepito il dovuto? e ALLORA che cosa c’è da recriminare!

                      Se evince dal blog che alcune lamentele sottolineano una scarsa professionalità in alcuni autori a dare delle risposte agli artisti (credo abbiano scritto che si usi questo sistema per far si che il comico ritorni).
                      La teoria di LASCIARE LE PORTE APERTE lascia la possibilità di essere esposti a delle critiche.

                    • ananasblog settembre 27, 2010 a 11:18 am #

                      >DESIDERO ciò che VEDO.
                      Hannibal Lecter?
                      Comunque Top Gum condividiamo: impegno per un’azienda multimiliardaria = retribuzione

                    • Top Gum settembre 27, 2010 a 11:48 am #

                      Il silenzio degli innocenti… la prima cosa che si desidera è quella che vediamo.
                      Ma potrei sbagliarmi.

                    • asinen settembre 27, 2010 a 1:13 PM #

                      questa considerazione mi piace molto, ma val la pena di ricordare che con quelli con la A maiuscola sono sovente gli stessi cretini che -almeno secondo quel che si legge qui- sfruttano i comici e sono asserviti. Dunque, varrebbe la pena decidersi: o hanno l’A maiuscola o sono dei farabutti. Per intanto, il pesce puzza sempre, basta dargli il suo tempo.
                      Cordialmente
                      Asinen

                    • Top Gum settembre 27, 2010 a 3:37 PM #

                      Per intanto firmati Asinen che hai tutti i diritti alla A maiuscola.
                      Non ti rende merito ma è già qualcosa. 🙂

                      Grazie, io so perché.

                    • asinen settembre 27, 2010 a 11:59 PM #

                      bene, mi fa piacere, ciccio

                • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 10:10 am #

                  mah credo che lo siano, visto che le persone che ci lavorano sono lì da parecchi anni. Che poi qualcuno se ne sia andato sbattendo la porta o o in altra maniera credo che non sia nulla di originale, succede in qualsiasi postoi di lavoro. Anche da un punto di vista di contenuti credo che gli autori e i comici siano sempre stati tutelati, anzi di più visto che spesso pezzi o personaggi cresciuti a lab zelig hanno poi trovato fortuna a colorado o in altre trasmissioni. Concordi?

                • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 10:12 am #

                  lei non parla di crescita ma dice testuale:” mi hanno aiutata a migliorarmi”.

    • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana settembre 27, 2010 a 9:39 am #

      posso riporare in forma scritta il passaggio dell’intervista al fine di avere delucidazioni dalla Sig.ra La Mantia o la comicità senza bavaglio vale solo per pochi?

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