Archivio | ottobre, 2010

una proposta di Ananas Blog

30 Ott

Rispondiamo immediatamente a un commento degno di nota, fatto da Cesare Vodani (capo progetto di Colorado), su temi che non possiamo ignorare. Cesare, dopo aver difeso il lavoro autorale dietro le quinte ci chiede (sostanzialmente) di fare proposte concrete, di entrare nel merito delle questioni.

Ora, c’è una proposta che secondo noi sarebbe la prima da portare avanti. Ne avevamo già accennato nel post La soluzione perfetta dei rimborsi spese. Ma merita un approfondimento. Ora vediamo come articolare la cosa:

1) diminuire drasticamente il numero dei laboratori Zelig e Colorado. Diciamo poi che i punti successivi, se applicati, porterebbero automaticamente alla loro diminuzione.

2) riconoscere  un rimborso spese a chi partecipa ai laboratori Zelig e Colorado finalizzati alla trasmissione (vedi nel post sopraccitato i vantaggi che la cosa determinerebbe).

3) mettere in regola chi partecipa a un laboratorio Zelig o Colorado riconoscendo che partecipano a un’attività finalizzata a un business importante (vedi link). Questo significherebbbe uscire dall’illegalità (o dal vuoto giuridico), mettendo in atto anche la copertura Enpals oppure la formula “cessione diritti” che non comporterebbe la copertura Enpals (o altra formula studiata a hoc).

4) dare un luogo e una professionalità (che sia reciproca tra produzione e comici) al lavoro dei laboratori, in modo che sia chiaro che tipo di lavoro si fa e per chi si fa e che c’è comunque un fine di lucro (non indifferente) da parte di chi organizza.

Queste proposte potrebbero portare a un incremento della qualità, a una diminuzione delle tensioni, all’eliminazione di sacche di sfruttamento.

Naturalmente partiamo dalla diagnosi che l’alluvione di lavoro gratuito sia il “tumore” che sta uccidendo la comicità in Italia.

La Redazione di Ananas Blog

l’enigma Friggione

29 Ott
Francesco Friggione

Aggiornamento articolo (ore 17.40): Francesco Friggione ha tenuto a farci sapere di non aver in nessun modo ispirato questo articolo e di non condividerne i contenuti polemici. Confermiamo la cosa: è un’iniziativa del blog e basta. Inoltre ci ha suggerito alcune modifiche che accogliamo al volo.

Francesco Friggione è uno dei personaggi più popolari e simpatici del mondo del cabaret. I suoi personaggi del Gigolò e del Bamboccione sono migliorati nel corso degli anni, con delle buone prestazioni sia dal vivo, che nei laboratori, che nei concorsi. Diciamolo: nell’ultima edizione di Zelig Off si è visto di peggio!

Francesco Friggione si è messo in gioco nel tentativo di raggiungere la consacrazione televisiva. Negli ultimi anni è stato in fibrillazione perché sembrava avesse raggiunto il passaggio a Zelig Off. Dopo l’ultima esclusione sta continuando a frequentare i laboratori Zelig.

IL CASTELLO DEL SILENZIO

Bananas, l’agenzia che gestisce il marchio Zelig, avrebbe il potere di dare risposte definitive a Friggione (quali progetti hanno su di lui, cosa manca per finire in tv). Le risposte ovviamente andrebbero date da chi decide veramente.  sarebbe onesto, sarebbe doversoso, sarebbe giusto. 5/6 anni non sono sufficienti per farsi un’idea? Siete lenti? Oppure fa comodo mantenere il mistero?

Ma Bananas ha basato la sua politica sul silenzio e sul mistero. Per esempio sta tacendo su un caso imbarazzante come quello di Matteo Marini (vedi link) anche se è passata più di una settimana.

Difficile ricostruire la dinamica attraverso cui Friggione negli ultimi anni aveva raggiunto più volte la certezza di fare la trasmissione, o la quasi certezza. Sembrerebbe la solita vecchia tattica zelighiana di non dare mai risposte definitive, cosa che il blog ha sottoilineato più volte.

Difficile fare un bilancio del lavoro fatto su di lui in tanti anni di laboratorio Zelig. Perché non è stato portato a livello di diventare televisivo? 5/6 anni non bastano? Eppure l’impegno (esemplare) ce l’ha messo.

NON PARLATE BENE!

Friggione, interpellato sull’iniziativa di scrivere questo articolo, pur elogiativo, ha dato parere negativo. L’abbiamo scritto comunque perché  riflette la nostra opinione che sia arrivato il momento che francesco faccia televisione. E’ assurdo temere un articolo che parli bene di te. Siamo convinti, al contrario, che sia arrivato il momento di non nascondersi più, di fare domande, di ottenere risposte.

La redazione di Ananas Bolg

 

In che mani è finita la comicità in Italia?

28 Ott

La comicità in Italia è in declino finanziario e organizzativo (crollo del live e delle carriere tv, esplosione del lavoro gratuito). Ma c’è un declino peggiore, quello dei rapporti tra persone. Uno frequenta Zelig (o realtà simili) per migliorare. Però, più passa il tempo, più espone i propri punti deboli a chi è lì dentro, che diventa quasi un confessore.

L’ISTINTO NATURALE

Zelig, negli anni, ha operato senza verifiche esterne, è logico che i suoi metodi si siano degradati: un ristorante che non subisce controlli sanitari per 10 anni finirà inevitabilmente per intossicare molti clienti.

All’apertura di Ananas, voce libera di analisi del sistema, l’istinto da parte di appartenenti all’ambito di Zelig è stato quello di personalizzare le critiche, cosa tipica dei movimenti settari: chi parla è un infame che di certo ha dei segreti schifosi da nascondere. Questo è un segnale del declino umano di quell’ambiente.

IL METODO ALLUSIVO

Esempio: dopo la pubblicazione del post “I laboratori sono il cuore del business Zelig” qualcuno (facilmente identificabile) ha commentato:

     Caro gat, chiunque tu sia, è passata l’estate ma noto che lo      sport preferito rimane parlare male di Zelig.

Tradotto in soldoni: se insisti nell’errore di criticare tireremo fuori storie sgradevoli su di te. Infatti è partita la proposizione di vecchie storie calunniose e inventate riguardo all’amministratore di questo blog e alla sua gestione del laboratorio Zelig di Lanciano nel 2005:

     … come molti autori, doveva   affrontare delle spese,  quindi ritenne corretto farsi dare un contributo aggiuntivo  (aggiuntivo rispetto a quanto pattuito con Bananas, ovviamente)  dai comici partecipanti al laboratorio. Il contributo si sostanziava, ad esempio, nel pagare benzine e autostrade,  talora cene e caffè.

Evidente l’accusa di “appropriazione indebita” prendendo i soldi sia da Zelig che dai comici. Nello stesso commento se ne aggiungono altre ancora più fantasiose. Si tratta di: 1) accuse false 2) accuse che giravano già da tempo, in un ambiente noto per la scarsa trasparenza (guarda un po’) 3) nessuno ha mai avuto il coraggio di notificarle all’interessato (guarda caso).

La polpetta non può non essere stata confezionata da qualcuno interno a Zelig che ha la memoria degli eventi e che ha provato ad ammorbidire il libero pensiero, (in modo maldestro ma anche viscido e allusivo).

L’ATTACCO ALLA VITA PRIVATA

Se sei accanto a un comico per molti anni acquisisci informazioni sulla sua vita privata e sul suo stato di salute. E se queste informazioni si rivelassero utili?… Giovanna Senatore ha scritto un articolo critico sulla sua esperienza coi laboratori Zelig e subito è partito l’attacco, in un modo che sembrò innocente:

     Riguardo all’oggetto del post, mi piacerebbe sapere da Giovanna come sta ******* e se dopo il matrimonio avete trovato la felicità.

Il nome che abbiamo nascosto dietro gli asterischi è quello di un ex di Giovanna, anche lui frequentante i laboratori, con cui c’è stata una storia finita male, con la coda di un esaurimento nervoso.

SI È TRATTATO, LO DICO SENZA PERIFRASI, DI UN ATTACCO DISGUSTOSO, VIGLIACCO E RICATTATORIO, SU CUI SI È CONTINUATO A RINCARARE LA DOSE IN ALTRE SEDI, CON INSINUAZIONI ANCORA PIÙ PESANTI E VOLGARI.

Il miserabile che ha effettuato questa azione vergognosa aveva una conoscenza di quello che era successo (vita sentimentale, stato di salute) perché ne era stato testimone durante la frequentazione di Zelig.  Istintivamente ha usato la sua conoscenza dei presunti punti deboli dell’avversario per colpirlo. Senza scrupoli. Senza sensi di colpa.

Ma ora sentiamo cosa ne pensa di noi Cesare Vodani, capo progetto di Colorado, in seguito a un articolo critico… “Fate davvero pena tu e i tuoi 3 topi morti” …  (Cesare Vodani è poi intervenuto con vari commenti, dal tono fermo, ma molto civile, quindi questo va preso come uno sfogo  momentaneo – 01.11.2010 ndr)

I DOSSIER NON ESISTONO, PERÒ…

IL CABARET DEVE TORNARE UNA FORMA DI SPETTACOLO E USCIRE DAL VIZIO DELLA MANIPOLAZIONE: “TUTTI SONO DEBOLI, TUTTI SONO RICATTABILI, CHI PARLA DEV’ESSERE COLPITO” ASSOMIGLIANO PIÙ A UN GRUPPO SETTARIO CHE A UN GRUPPO CHE DOVREBBE MIGLIORARE LE PERSONE.

I dossier non esistono in senso fisico, esistono virtualmente, ma abbiamo scoperto che chi è infastidito dalla libertà di parola può andare a recuperare tutte le informazioni “sporche” (vere o false che siano) per cercare di intimidire chi sta parlando. Tempo perso oramai.

SCREDITARE LA FONTE

Altro metodo è il seguente: uno osa esprimere critiche, si cerca subito un video che possa metterlo in cattiva luce (magari preso durante un concorso di cabaret con un’esibizione che non è all’altezza) per sottintendere: “questo qui non ha diritto alla parola”.

CLAMOROSO AUTOGOL

Il trattamento è stato riservato anche a Giovanna Senatore, cui è stato postato il link di un video di una sua esibizione a Happy Channel (sempre per dimostrare: sei scarsa, non devi parlare). Bene, il pezzo in questione, era stato voluto e diretto da Riccardo Recchia (regista di Zelig Circus) e scritto in collaborazione con Lucio Wilson e Paolo Uzzi (autori Zelig), come dire: pur di sputtanare il nemico, non mi rendo conto che sto sputtanando me stesso!!!

CONCLUSIONE: torniamo a noi amico comico… ti fa piacere andare in un ambiente che sembra felice di accumulare l’elenco dei tuoi punti deboli? Ti fa piacere la considerazione che vorrebbe i comici deboli, sottomessi, e ricattabili a suon di allusioni?

Inghilterra, paese libero, o Corea del Nord, paese dove chiunque alzi la voce è nemico del popolo? Scegli tu dove abitare. Noi preferiamo l’Inghilterra.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

PS alleghiamo un link da facebook, esempio fulgido di violenza verbale, insulti e insinuazioni calunniose. Si tratta di un poco coraggioso tentativo di pestaggio di gruppo.

Zelig è un ambiente ad alta pressione in cui frustrazione, rabbia e odio sono decuplicate rispetto al mondo normale, e possono esplodere quando ci si trova di fronte a qualcuno da “incolpare”. Però adesso basta: se uno sta male si prenda un buon life coach o uno psicologo. Non siamo più disposti a farci insultare in questo modo rozzo, vigliacco e incivile. I bulletti da 4 soldi forti coi deboli, deboli coi forti, sono e saranno sempre figure squallide.

Rassegna stampa libera

27 Ott

LA CRITICA A ZELIG ha una storia che precede l’inizio di Ananas, anche se non ha mai avuto il filo conduttore e la continuità che il blog è riuscito a darle. Ha fatto molto scalpore l’articolo di Flavio Oreglio, ripreso recentemente dal blog, (assieme a uno analogo su Alberto Patrucco) ma non sono state la sole voci critiche. Proviamo a fare una breve rassegna stampa del passato:

NATALINO BALASSO: In un’intervista, Natalino Balasso (a teledicoio.blogosfere.it) spara a zero sulla commercializzazione di Zelig Circus (da non perdere).

GABRIELE CIRILLI (vedi link) e MAX PISU(vedi link): sempre dal medesimo sito intervengono sullo stesso argomento (con toni più moderati).

CLAUDIO BISIO: impedibile e serrata intervista da parte del giornalista dell’Espresso Riccardo Bocca, sui temi scottanti come “quelli di sinistra che fanno i soldi con Mediaset e con i film di Natale”. Nella stessa pagina: la smentita successiva di Bisio, la controsmentita del giornalista. Notare anche il compiacimento verso la parola stronzo (seppur citando Alberto Arbasino) “soddisfazione” tipica dell’ambiente zelighiano, già sottolineata nella serie Zelig Tales.  

ANDREA RIVERA: Il “citofonista” di Serena Dandini spara a zero su Zelig e non solo.

ALDO GRASSO: Un articolo “a fil di rete” in cui si fotografa il lato industriale di Zelig, divenuta una macchina commerciale e… basta.

STEFANO DISEGNI: il geniale autore e disegnatore satirico un po’ di tempo fa è uscito (su Sette, magazine del Corriere della Sera) con una striscia che sembrava un concentrato di Ananas Blog.

Trama: un tale in un bar che sta per raccontare una barzelletta, viene sequestrato da Gino & Michele che lo marchiano a fuoco. I due stanno facendo un rastrellamento di comici (oggi è il numero 274). Tutti devono appartenere a Zelig, e anche quelli che dicono una battuta al bar possono avere un nome buffo e un tormentone, quasi gratis, cedendo i diritti. Una radiografia ferocissima della realtà!

Della striscia conserviamo una foto presa col cellulare, di qualità scarsa. Stefano Disegni si era detto ben felice di spedirci una copia dell’originale, ma non è riuscito ancora a trovarla (per problemi all’hard disk).

Un dettaglio dellesilarante e veritiera striscia di Stefano Disegni

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Matteo Marini: ulteriori elementi di discussione

26 Ott

Archivi misteriosi, abbandonati a sé stessi

Filippo Giardina e il progetto Stand up Comedy

25 Ott
Filippo Giardina

Filippo Giardina è un attore, comico, autore, che campa esclusivamente di questo lavoro. Sta portando avanti assieme agli amici di www.satiriasi.com (segnaliamo che attualmente il sito non è raggiungibile) lo scopo di portare in Italia il genere della Stand up Comedy. Lo abbiamo intervistato e non le ha certo mandate a dire! Per informazioni su di lui: www.filippogiardina.com.

FILIPPO CIAO, VUOI SPIEGARCI QUALI SONO GLI SCOPI DI “SATIRIASI”?

Lo scopo è di portare in Italia la stand up comedy, il genere di comicità che in tutto il mondo va per la maggiore. Satiriasi è un’officina dove i comici che salgono sul palco sottoscrivono un manifesto di intenti e una serie di regole che il monologo deve rispettare.

Siamo dei fondamentalisti satirici e il nostro motto è “la risata è il mezzo, non il fine”.

NON È CHE VI SIETE DATI UN OBIETTIVO IMPOSSIBILE?

Negli anni 80/90 gli Italiani prendevano in giro gli americani per i loro “macchinoni” dalle cilindrate folli…Oggi in Italia se vuoi essere un vero idiota non puoi fare a meno del Suv.

La stand up comedy arriverà anche da noi perchè L’Italia è una metastasi degli Usa.

TI GIRIAMO DUE OBIEZIONI CHE PROBABILMENTE VERRANNO SOLLEVATE DAI LETTORI DEL BLOG: 1-NON È CHE LO STAND UP COMEDY NON SIA UNA COSA ITALIANA, MA PIÙ STATUNITENSE? 2-COME SI FA A PORTARE AVANTI IL PROGETTO SE I LOCALI ADATTI SONO SCOMPARSI O STANNO SCOMPARENDO?

La stand up comedy è un’asta un microfono e un comico che attraverso il suo bagaglio di vissuto porta sul palco la sua proposta comica. La stand up comedy è un genere transnazionale

I locali stanno scomparendo perché la maggior parte dei comici portano sul palco una comicità datata, reazionaria e barzellettiera. Il pubblico si è stancato.

La risata non può passare di moda perchè è un momento fondamentale  nella vita di ciascuna persona quindi sono fiducioso.

QUALI SODDISFAZIONI E SUCCESSI E COSE DEGNE DI ESSERE RACCONTATE HAI AVUTO DA QUESTO PROGETTO?

In 10 serate di Satiriasi sono stati presentati oltre 100 monologhi originali senza ammiccamenti senza giochini di parole senza fare compulsivamente battute sui titoli dei giornali e soprattutto senza parlare direttamente di Berlusconi.

“Satiriasi-L’Officina della satira” ripartirà il 15 novembre a Roma al “Mads” in via dei sabelli 2. Il locale ha 60 posti a sedere e l’anno scorso abbiamo fatto 10 serate con 150 persone a sera accalcate l’una sull’altra.

COSA BISOGNA FARE PER COMBATTERE LA CRISI DEL SETTORE?

Riscoprire l’etica del comico. In tanti anni di lavoro ho incontrato una marea di sedicenti comici che filosofeggiavano sullo stile e sul senso della comicità, per poi, una volta saliti sul palco, riciclare barzellette e battute anni 60.

Lanciamo un messaggio preciso: la comicità non ha bisogno di riciclatori di barzellette, plagiatori di pezzi famosi e consolidatori di beceri luoghi comuni…Non se ne può più di vedere il napoletano furbo, il romano pigro e il milanese iperattivo. L’Italia reale è nettamente più interessante di quella “finta” proposta da Zelig.

INIZIATIVE DEGNE DI ESSERE SEGNALATE?

Perdonate il piccolo autospot…Dal 2 al 7 novembre sarò a Roma al “Teatro Trastevere” via Jacopa de Settesoli 3 con il mio quarto monologo satirico vm 18 anni “Solerte Accidia-sesso politica religione e altre cose sporche”.

QUAL È LA LEZIONE CHE CI POSSONO DARE GLI STAND UP COMEDIAN CHE USATE COME RIFERIMENTO?

Lenny Bruce è morto di overdose dopo essere stato ripetutamente carcerato e George Carlin da quando ha deciso di abbandonare lo stile superficial televisivo non è più tornato indietro. Il grande insegnamento che ci hanno lasciato è che non ci si deve vergognare di credere nelle proprie idee.

La cosa triste è che sospetto che molti aspiranti comici che partecipano ai laboratori zelig non sappiano nemmeno di chi io stia parlando

QUAL È L’INFLUSSO CHE GLI STAND UP COMMEDIAN HANNO AVUTO SUL TEATRO, SUL CINEMA E SULLA LETTERATURA?

Domanda oggettivamente troppo difficile…Dovreste trovare non un comico ma un professore di comicità che ha passato la vita a studiare minuziosamente i comedians di tutto il mondo…Provate a Santarcangelo di Romagna (paese di Daniele Luttazzi ndr)

UN SALUTO DA ANANAS BLOG

Saluti ad ananas blog ma soprattutto un saluto a quei pochi comici che ancora fanno questo mestiere con gioia, passione e creatività.

La versione di Matteo Marini su Zelig Off

23 Ott

Ci è arrivata la precisazione di Matteo Marini sul tema sollevato dalla puntata di Zelig Off del 20 ottobre 2010. La pubblichiamo subito. (Redazione di Ananas Blog)

Ho notato che la mia vicenda ha alzato un bel vespaio e ci tengo molto a precisare alcuni punti.

Per cominciare voglio dire che le somiglianze tra il mio personaggio e quello interpretato da Cinelli su Zelig Off dello scorso mercoledì sono, a mio parere, decisamente palesi.

Nel secondo anno del laboratorio Zelig di Rimini, oltretutto, il mio personaggio parlava in dialetto umbro stretto, esattamente come il calciatore Gioacchino, ho anche dei filmati che lo provano.

Detto questo vorrei puntualizzare che non è assolutamente mio interesse buttare fango su colleghi o sul programma Zelig in quanto tale, perché se avessi frequentato i laboratori di Colorado e la stessa cosa fosse accaduta in quel programma o su un qualsiasi programma della rai, non sarebbe cambiato niente.

Io sono decisamente arrabbiato perché dopo anni di lavoro vedo improvvisamente la copia del mio personaggio andare in onda su Zelig Off, dopo che io, da diverso tempo, ci sto lavorando proprio all’interno dei laboratori Zelig.

Se i Boiler Project non avevano mai visto prima il mio personaggio, c’è il caso che qualcuno glielo abbia suggerito, fingendo di inventarlo di sana pianta e in ogni caso, e questo secondo me è il punto fondamentale, chi di dovere doveva intervenire e far presente che esisteva già qualcuno che stava rappresentando da anni un personaggio troppo simile a quello, come risulta evidente anche dalle riprese delle serate dei laboratori che dovrebbero essere viste dagli autori.

Se le nostre idee non sono tutelate dall’interno, allora mi viene da pensare….noi nei laboratori che cosa ci stiamo a fare?

Vi ringrazio se vorrete pubblicare questo commento come mio chiarimento personale in mezzo a tutto il polverone

 Matteo Marini

Il caso di Matteo Marini e la necessità di fare chiarezza

23 Ott
Matteo Marini al lab di Rimini

Il caso di Matteo Marini (documentato nel post del 21 ottobre) ha “incendiato” il web e ha “terremotato” le pagine di Ananas Blog che è arrivato a toccare la bellezza di 2.024 contatti in due giorni! Il caso consiste in:

a) Un presunto plagio (difficile da dimostrare, sembra più LO STESSO FORMAT con “parole diverse”)

b) UN INTERVENTO A GAMBA TESA in cui un pezzo portato avanti per 2 anni nei laboratori Zelig (finalizzati a Zelig Off) è stato “BRUCIATO” dalla messa in onda a Zelig Off di un pezzo simile.

c) Una cocente DIMOSTRAZIONE di come il lavoro dei comici nei laboratori Zelig sia POCO CONSIDERATO O IGNORATO DEL TUTTO.

Per fare chiarezza abbiamo deciso di andare alla fonte, chiedere lumi a Bananas, azienda nota per la ritrosia (forse perché nessuno le fa mai domande direttamente!). Il primo tentativo di “abboccamento” l’abbiamo provato via posta elettronica. Ecco il testo della mail:

    … Ananas Blog ha documentato il caso di Matteo Marini (link) e la sua lamentela su un presunto plagio (e una sicura somiglianza) tra il pezzo che porta da 2 anni al laboratorio Zelig di Rimini e il pezzo dei Boiler (Andrea Gioacchino) andato in onda a Zelig Off il 20 ottobre.

Riteniamo che sia comunque ingiusto far fare sacrifici enormi a un comico e poi portare in scena un pezzo simile, fatto da altri (al di là della sicura buonafede dei comici).

In nome di trasparenza e correttezza, e per dare una risposta all’indignazione di molti, chiediamo:

1) Qualcuno, a parte l’autore dello Zelig lab di Rimini, era a conoscenza del pezzo di Matteo Marini?

2) Le registrazioni dello Zelig Lab di Rimini, relative a Matteo Marini, sono mai state visionate dal direttore artistico?

3) Le registrazioni dello Zelig Lab di Rimini, relative a Matteo Marini, sono mai state visionate da Gino & Michele?

4) Se la risposta ai punti 2 e 3 è sì, allora perché si è deciso di mandare in onda un pezzo simile?

5) Se la riposta ai punti 2 e 3 è no, allora a cosa serve fare 2 anni di laboratorio, se chi decide ignora il lavoro dei comici?

Attendiamo con fiducia un chiarimento.

Bene, le domande sono state fatte. Seguiremo l’andamento della cosa da qui in avanti.

La Redazione di Ananas Blog

 

Un caso di possibile plagio a Zelig Off

21 Ott
Andrea Gioacchino a Zelig Off

Ci è stato segnalato un caso che sta provocando un’ondata di indignazione sulla rete. Ieri sera a Zelig Off è andato in onda un pezzo (l’intervista al calciatore Andrea Gioacchino – Gianni Cinelli + voci fuori campo di Andrea Paniate e Federico Basso) molto simile a quello che da un po’ di tempo Matteo Marini  sta portando avanti col personaggio di John Bazzucone (guarda video). Lo scandalo è soprattutto che Matteo lo sta facendo da due anni proprio al Laboratorio Zelig di Rimini, realtà che serve a preparare i comici a Zelig Off, le cui registrazioni video vengono (o dovrebbero essere) visionate dagli autori Zelig! I quali non potevano quindi non sapere! Inoltre il pezzo di Marini “è stato messo per la prima volta su youtube nel 2007…è stato sul canale GXT di sky per molto tempo”.

Ora vediamo le similitudini: 1)  i due parlano con accento del centrosud, con un tono simile, stesso tipo di pause, stesso tipo umorismo surreale. 2) il “format” è praticamente lo stesso. 3) Gioacchino/Cinelli a un certo punto parla in terza persona e Matteo Marini ha un intero pezzo su questo (guarda il video).

LA NATURA DELLO SCANDALO

Ci sono alcuni elementi scandalosi in questa vicenda:

1) Se l’autore del Laboratorio Zelig di Rimini (Paolo Uzzi) o l’autore che visiona i video dei laboratori Zelig (che quindi conosce tutti i pezzi) è  anche autore del pezzo di Andrea Gioacchino saremmo di fronte a un caso di plagio o di copia e incolla o comunque di pessima correttezza.

2) L’uscita di questo pezzo a Zelig Off  brucia televisivamente tutto il lavoro fatto da Matteo Marini in questi anni. E pensare che ai laboratori si va per fare pezzi che siano televisivi e che abbiano possibilità di andare in tv.

3) L’autore che segue il laboratorio di Rimini partecipa anche alle riunioni e alle prove di Zelig Off, ha sicuramente visto in anticipo un pezzo simile a quello fatto a Rimini, allora perché non è intervenuto a tutelare Matteo e il suo lavoro?

4) Mettiamo che nessuno conoscesse il pezzo di Matteo Marini. La cosa sarebbe ancora più scandalosa: a cosa serve allora fare dei pezzi ai laboratori Zelig, investire tempo e denaro, se poi il tuo lavoro viene ignorato e  qualcuno fa qualcosa di simile al posto tuo?

Il caso è grave, come è gravissima la scarsa trasparenza con cui viene gestita l’intera operazione laboratori Zelig. Che fine fanno le registrazioni? Chi le vede? Dove vengono archiviate? Non siamo più disposti a passare sotto silenzio queste gravi carenze e questo poco rispetto verso il lavoro altrui.

La Redazione di Ananas Blog

Viaggi, traffico, soldi, laboratori e rimborsi

21 Ott

Stare ore in coda è a proprio carico

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