Perversione

2 Ott
Magic ci ha già parlato della nevrosi del comico, quindi di chi fa l’attore ed è in qualche modo vittima o subisce l’asprezza del sistema. Adesso si avventura nella psiche di chi ha una posizione di comando, sta sopra all’attore/comico e talvolta riveste il ruolo di carnefice. Ovviamente non tutti i manager sono carnefici (come non tutti i comici sono nevrotici). Buona lettura. Riflettete…
PERVERSIONE (di Magic)
Come nelle pratiche sessuali c’è un piacere perverso che ne deriva: l’aguzzino non può accedere al proprio piacere in modo diretto, non lo può fare perché interviene il senso di colpa.
Gli manca la preparazione, gli mancano le carte in regola, il passaporto per un fare artistico, etico e di stile.
Per esempio, molti anni di “conservatorio”, il raggiungimento della perfezione tecnica e della competenza renderebbero una persona inattaccabile.
L’aguzzino, non avendo le carte in regola, paga questo deficit. Il suo tornaconto è quello di ristabilire un equilibrio prendendosela con ciò che non ha.
È la vergogna il freno che gli impedisce di entrare dentro al proprio discorso più profondo.
La persona tende sempre a drammatizzare teatrizzando, inscena nella propria vita determinate situazioni per incontrare di nuovo le situazioni del passato. Questo avviene con cadenza ciclica più o meno frequente. Ha una storia personale per la quale ha rinunciato a stare bene, ha preso posizioni di “scomodo”, è stato “torturato”, è stato invischiato in una vita passata problematica che tenta in tutti i modi di riproporre, per poter rincontrare finalmente “quella situazione” e riscattarsi, ma non è lì la soluzione del “nodo”.
In analisi ci si può rendere conto, guardandosi vivere, di queste ripetizioni. Nell’analisi uno si guarda vivere attraverso il proprio discorso, finalmente c’è la possibilità di portare rispetto alle “parole personali”, in una analisi clinica dove si possano affrontare le proprie tematiche senza vergogna.
Nel secretum di Francesco Petrarca, la verità è presentata come una donna bellissima e luminosa (non temermi, mi conosci da sempre…), ma spesso nei miti del passato guardare qualcosa direttamente è sinonimo di estremo pericolo, basti pensare a Mosè che non può guardare il Signore (“Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo” – Esodo 33 20-23).

Perseo affronta la gorgone Medusa il cui sguardo è mortale, e per ucciderla deve usare uno specchio per non guardarla direttamente. Dal corpo del mostro nasce Pegaso, il cavallo alato. Quindi, nel mito, da una situazione pesantissima ha origine una grande leggerezza.

Il percorso del comico è simile: egli affronta un sentiero difficile, aspro, sconfigge i propri fantasmi (o mostri) per arrivare alla leggerezza di regalare divertimento.
Chi sta sopra al comico qualche volta cerca di obbligarlo a un percorso inverso: dalla leggerezza raggiunta tenta di precipitarlo nella pesantezza (spersonalizzazione, umiliazioni, eccetera), come un Pegaso che torna alla terra e rischia di trasformarsi nell’orrenda Medusa.
 

Una Risposta a “Perversione”

  1. Top Gum ottobre 2, 2010 a 7:19 PM #

    Nulla da dire su un trattato di questo tipo … io no!

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