L’inconsistenza della seconda serata e la crisi del live

4 Ott

Quelli della notte

Di Alex

Le trasmissioni comiche di seconda serata sembrano non servire a un tubo, se non a loro stesse.

«Ho fatto tutte le puntate per tre anni, ma da lì non ho avuto neanche una serata, manco uno che mi abbia chiamato per avermi visto in tv.»

Il collega mi parlava di una trasmissione fatta bene, per carità, di qualità, piccolo fenomeno di culto, di quelle che iniziano alle 23.45 e terminano quasi all’una, che fanno un ottimo share (relativo all’ora), ma che sono viste da pochi.

«Se non fai serate a cosa ti serve?» concluse.

Già, a cosa serve una vetrina televisiva, se non a farti lavorare di più? Anche gli usciti dal Grande Fratello sfruttano l’essersi fatti la doccia in mutande, e i rutti a microfoni aperti, e gli sproloqui nel confessionale, per fare ospitate in discoteca.

La seconda serata comica potrebbe essere una valvola di sfogo per l’enorme pressione/tensione che si crea verso gli attuali unici sbocchi per la carriera di un comico: Zelig e Colorado (chissà perché vanno tutti lì, che strano! Come sono strane le persone!)

Mi viene in mente Quelli della notte, formidabile fucina di personaggi, col capocomico numero uno Enzo Arbore, fatta solo per una stagione; mi viene anche in mente il Costanzo Show che non apparteneva al genere, ma che lanciava i comici e contribuiva all’esplosione dei loro cachet; mi viene in mente Mai Dire Gol, che pur andando in onda a orari più decenti, potrebbe fare da esempio a come si mette in piedi un’ora di altissimo livello.

Adesso cos’è successo? Le cose che vanno in seconda serata diventano di culto, ma è un culto debole, che non viene praticato? Il fenomeno di nicchia non corrisponde più a un pubblico di nicchia? Oppure la nicchia esiste ma è stata murata?

600, 700mila spettatori equivalgono a una quindicina di Stadi Meazza messi in fila uno dopo l’altro. Possibile che tutta sta gente non abbia voglia di vedere i loro beniamini in tournee? Possibile che tante ore di messa in onda non creino un minimo di tendenza? Lo spettatore con abitudini notturne, che dovrebbe essere anche più giovane della media, non esce mai la sera?

La seconda serata, insomma, sembra essere diventata un fenomeno televisivo fine a se stesso… oddio, se ti danno i soldi per produrre mica gli dici di no: anzi, arraffi quel che puoi finché dura, e paghi i comici 400/500 euro lordi a puntata e magari li sottoponi all’ennesimo provino anche se li conosci da una vita.

Tra 10 anni, quando si tratterà di andare con nostalgia al passato, guarderemo i video di Scorie, Tintoria, Stanno tutti bene, Quork? È più probabile di no.

La seconda serata comica (che non aiuta i comici) forse soffre del declino assurdo del nostro paese: decadimento civile, politico, amministrativo, bassa qualità dell’informazione, pessime fiction, pessime sitcom, monopolio Mediaset della comicità in prima serata, decadenza della scuola attoriale italiana, eccetera.

Tutto un calderone insomma? Siamo bolliti e non torneremo più freschi?

Forse è così, ma la seconda serata comica per smuovere un po’ le acque, per tornare a essere trainante dovrebbe innalzare notevolmente il tiro, ma di brutto brutto brutto!

 

14 Risposte a “L’inconsistenza della seconda serata e la crisi del live”

  1. Claudio Masiero ottobre 6, 2010 a 1:47 PM #

    Scusatemi ma non è vero,” che chi fa ridere va avanti” mi dissocio e dissento su questa affermazione.

    Mi è capitato troppe volte di essere in situazioni che chi faceva ridere non aveva nessun marchio sulla locandina.

    Non sto parlando di serate diverse, ma della stessa serata con lo stesso pubblico, e non solo un artista, diversi artisti Colorado o Zelig che non tenevano il pubblico come altri.

    Claudio Masiero

  2. renzo ottobre 4, 2010 a 12:45 PM #

    E’ attinente e può essere interessante
    il primo post del sito: http://www.satiriasi.com
    intitolato “Grazie alla Tv”

    Renzo

    • ananasblog ottobre 4, 2010 a 1:20 PM #

      >E’ attinente e può essere interessante
      Moooooooolto attinente
      L’ottimo Pietro, visto in qualche concorso… ai tempi faceva diverse aperture a quelli bravi (gavetta molto valida).
      L’unica è che a Colorado usciva a un orario un po’ tardo, quindi non ho seguito la sua evoluzione televisiva.
      Dovrebbe essere uno che regge il fronte del palco.
      L’amministratore
      PS metto il link al sito

  3. Claudio Masiero ottobre 4, 2010 a 12:23 PM #

    Sono nato e vivo sul confine con Abbiategrasso.
    Nel lasso di tempo di 15 anni ho visto diminuire drasticamente le platee dell’Abbiatense per quanto riguardo il cabaret.
    Anni fa sull’onda dell’entusiasmo delle trasmissioni televisive si riempivano i teatri tenda eretti nei campi di calcio della zona.
    1500 persone a botta per vedere i comici sponsorizzati da “Caffè Teatro” o “Zelig”, mano a mano che passavano gli anni e le trasmissioni televisive comiche aumentavano come i centri commerciali in periferia, il pubblico diminuiva sino ad arrivare ad un minimo storico di 120 persone. Ora questo tipo di manifestazione non esiste più nell’Abbiatense.
    Perlomeno ha fatto qualcosa Sergio Sgrilli. Ridimensionando il tutto e mirando giusto a mio avviso.
    Tre comici per serata che avessero una caratteristica, Televisivi, bravi e con un minimo di repertorio, ma non ancora popolarissimi.
    Un successo qualitativamente parlando, in quanto la scelta è caduta su conoscenze personali, e per la dimensione della cosa.
    Un massimo di 100 posti a sedere in una cornice di tutto rispetto “Le segrete del Castello Visconteo”.

    Non è mio interesse fare pubblicità all’evento (anche perché era dell’estate scorsa) ma ci tenevo a sottolineare un aspetto, la televisione porta si alla popolarità ma anche all’inflazione del comico.

    Come dicevo nel primo commento “Dopo un’esplosione vi è un’implosione”.

    Credo che ironicamente parlando tutti stiamo difendano il proprio operato e quello in cui credono, e di conseguenza quello che sappiamo fare o abbiamo fatto.

    I politici continuano a chiederci di votarli, perché in cuor loro sanno che se non lo facessimo perderebbero il posto e si troverebbero il loro operato nel quale credono e che vorrebbero inculcarci come unica via e soluzione a tutti i mali, cancellato inesorabilmente in un batter d’ali se salisse al potere la loro controparte.

    La televisione ed i programmi televisivi sono un gioco a rimbalzo.
    “Mai dire grande fratello” prende in giro chi sappiamo, nel fare questo incuriosisce le persone a vedere IL “Grande fratello” e così i programmi comici, prendono in giro personaggi del mondo dello spettacolo aumentandone la popolarità.
    Difendono la loro fetta di mercato, cercando di costringere le persone a dipendere sempre dalla stessa emittente o gruppo ideatore di un programma,o con gli stessi pacchetti pubblicitari.

    A volte mi domando quanto sia conveniente andare in tv quando con il passa parola ad Abbiategrasso abbiamo portato 400 persone a vedere dei comici quasi sconosciuti con gli “Amici del sorriso” onlus Abbiatense.
    Ma non una volta sola, questo testimonia che la gente esce se gli si propone qualcosa che li incuriosisce e che potrebbe dargli qualcosa.

    W il CABARET

  4. Diego Carli ottobre 4, 2010 a 11:36 am #

    Sono d’accordo con te redazione. Ci vorrebbe un programma di seconda serata, un format che si distingua da Zelig off o Colorado per evitare il “non c’e’ due senza tre”.
    Penso agli anni ottanta, quando esplose su rai2 il fenomeno “Gran Pavese Varietà” che colmò un vuoto comico dominato da Drive in: comicità surreale, non legata alle battute e soprattutto non un contenitore. Io sono cresciuto con quel mito.
    O ancora: “Lupo Solitario” ma anche “Mr. Fantasy” anche se si parlava di musica in quel caso.
    Forse non se ne fanno più perchè il pubblico di seconda serata non “consuma” come il target medio televisivo? Non fa l’interesse commerciale dell’emittente?
    Eppure Zelig Off va in onda a mezzanotte.
    Però penso che un’altra trasmissione comica con carrellate di cabarettisti che si susseguono sia superflua e inutile.
    Un abbraccio
    Diego

    • ananasblog ottobre 4, 2010 a 11:53 am #

      Diego, hai ragione, una seconda serata forte serve come il pane.
      Il Gran Pavese Varietà era una roba leggendaria…
      La forma a sketch è morta (a parte il format con Ale & Franz, che però è una sketchcom con un minutaggio da 24 minuti).
      Si trasmissione è di culto fa interesse commerciale di emittente (avrebbe detto Vujadin Boskov se fosse stato un produttore televisivo)
      Chiaro, no?
      LR

      • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana ottobre 4, 2010 a 9:52 PM #

        Sempre che vi fate belli con nomi di comici stranieri…Carlin, Bill Ics, Boskov…ecco che hanno ragione sempre loro! Comunque sono cambiati i gusti ecco perchè il live non è più live. Cambiati in meglio o in altro? non possiamo farci niente, neanche adeguandoci ad unico filo conduttore

        • ananasblog ottobre 5, 2010 a 8:34 am #

          >Sempre che vi fate belli con nomi di comici stranieri…Carlin, Bill Ics,
          Sì, forse sono cambiati i gusti del pubblico anche se il pubblico è drogato da un tv non sempre di livello eccelso, quindi non si riesce mai a capire cosa voglia davvero…

          • Claudio Masiero ottobre 5, 2010 a 10:42 am #

            Romino Farazzi Rulli di Biondaspana, leggendo la prima cosa che mi sono domandato è “perché sono cambiati?”.

            La comicità è sempre la stessa!
            I tempi comici sono sempre gli stessi.
            Faccio fatica a capire questa sua/tua affermazione.

            Una citazione riportava “Se il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”, sembra quasi che esista o la luna cioè ciò che ci dicono che esista solamente o il dito colui che te lo indica.
            Ma a sostenere ciò che dicevi “che i tempi sono cambiati”, chiuderei così:

            Quando il saggio indica la luna … lo
            stolto guarda il dito, l’informato il satellite, l’intelligente l’universo … il genio invece guarda il saggio e si sorridono.
            (Claudio Masiero)

          • Romino Farazzi Rulli di Biondaspana ottobre 6, 2010 a 10:22 am #

            forse sarà così ma poi? io trovo che l’uso indiscrminato di situazioni non comiche, all’interno di show che dovrebbero trattare di altro, rischia di complicare il tutto. Poi ti trovi artisti che vogliono cambiare ma non sono supportati da una struttura che permetta loro di girare, di conoscere, di contaminare acque che fino a quel momento si sono rette su dogmi ormai abbandonati dalla gente. Lasciamo il live in mano alla gente? ok ma poi non piangiamo sulle conseguenze nefaste che affliggono autori e comici ì, che dio li benedica

            • Claudio Masiero ottobre 6, 2010 a 1:22 PM #

              Devi scusarmi ma faccio fatica a capire, sono fuori dai giochi da parecchio tempo e sarebbe bello approfondire.

              Un saluto da me.

              Claudio Masiero

  5. Claudio Masiero ottobre 4, 2010 a 9:27 am #

    Dopo ogni esplosione avviene un’implosione, esempio l’Arbore nazionale esploso con il nome di Renzo è imploso nel link con il nome di Enzo … per Alex.

    (un giorno capirò che quando si corregge un errore di Sbattitura si rischia di cancellare mezza frase)

    Un saluto da me

    Claudio Masiero

  6. Claudio Masiero ottobre 4, 2010 a 8:18 am #

    Dopo ogni esplosione avviene un’implosione, esempio l’Arbore nazionale esploso con il nome di Renzo è imploso con link nome di Enzo … per Alex.

    Un saluto da me 😉

    Claudio Masiero

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  1. Crisi del Live: cause che si sovrappongono « - novembre 2, 2010

    […] POI SONO arrivati La Tintoria, Scorie, Saturday Night Live Italia, Stanno tutti bene, eccetera, cose talvolta anche ben fatte, ma incapaci di incidere sulla popolarità del comico e sull’incremento del lavoro (vedi link sull’inconsistenza della seconda serata). […]

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