Filippo Giardina e il progetto Stand up Comedy

25 Ott
Filippo Giardina

Filippo Giardina è un attore, comico, autore, che campa esclusivamente di questo lavoro. Sta portando avanti assieme agli amici di www.satiriasi.com (segnaliamo che attualmente il sito non è raggiungibile) lo scopo di portare in Italia il genere della Stand up Comedy. Lo abbiamo intervistato e non le ha certo mandate a dire! Per informazioni su di lui: www.filippogiardina.com.

FILIPPO CIAO, VUOI SPIEGARCI QUALI SONO GLI SCOPI DI “SATIRIASI”?

Lo scopo è di portare in Italia la stand up comedy, il genere di comicità che in tutto il mondo va per la maggiore. Satiriasi è un’officina dove i comici che salgono sul palco sottoscrivono un manifesto di intenti e una serie di regole che il monologo deve rispettare.

Siamo dei fondamentalisti satirici e il nostro motto è “la risata è il mezzo, non il fine”.

NON È CHE VI SIETE DATI UN OBIETTIVO IMPOSSIBILE?

Negli anni 80/90 gli Italiani prendevano in giro gli americani per i loro “macchinoni” dalle cilindrate folli…Oggi in Italia se vuoi essere un vero idiota non puoi fare a meno del Suv.

La stand up comedy arriverà anche da noi perchè L’Italia è una metastasi degli Usa.

TI GIRIAMO DUE OBIEZIONI CHE PROBABILMENTE VERRANNO SOLLEVATE DAI LETTORI DEL BLOG: 1-NON È CHE LO STAND UP COMEDY NON SIA UNA COSA ITALIANA, MA PIÙ STATUNITENSE? 2-COME SI FA A PORTARE AVANTI IL PROGETTO SE I LOCALI ADATTI SONO SCOMPARSI O STANNO SCOMPARENDO?

La stand up comedy è un’asta un microfono e un comico che attraverso il suo bagaglio di vissuto porta sul palco la sua proposta comica. La stand up comedy è un genere transnazionale

I locali stanno scomparendo perché la maggior parte dei comici portano sul palco una comicità datata, reazionaria e barzellettiera. Il pubblico si è stancato.

La risata non può passare di moda perchè è un momento fondamentale  nella vita di ciascuna persona quindi sono fiducioso.

QUALI SODDISFAZIONI E SUCCESSI E COSE DEGNE DI ESSERE RACCONTATE HAI AVUTO DA QUESTO PROGETTO?

In 10 serate di Satiriasi sono stati presentati oltre 100 monologhi originali senza ammiccamenti senza giochini di parole senza fare compulsivamente battute sui titoli dei giornali e soprattutto senza parlare direttamente di Berlusconi.

“Satiriasi-L’Officina della satira” ripartirà il 15 novembre a Roma al “Mads” in via dei sabelli 2. Il locale ha 60 posti a sedere e l’anno scorso abbiamo fatto 10 serate con 150 persone a sera accalcate l’una sull’altra.

COSA BISOGNA FARE PER COMBATTERE LA CRISI DEL SETTORE?

Riscoprire l’etica del comico. In tanti anni di lavoro ho incontrato una marea di sedicenti comici che filosofeggiavano sullo stile e sul senso della comicità, per poi, una volta saliti sul palco, riciclare barzellette e battute anni 60.

Lanciamo un messaggio preciso: la comicità non ha bisogno di riciclatori di barzellette, plagiatori di pezzi famosi e consolidatori di beceri luoghi comuni…Non se ne può più di vedere il napoletano furbo, il romano pigro e il milanese iperattivo. L’Italia reale è nettamente più interessante di quella “finta” proposta da Zelig.

INIZIATIVE DEGNE DI ESSERE SEGNALATE?

Perdonate il piccolo autospot…Dal 2 al 7 novembre sarò a Roma al “Teatro Trastevere” via Jacopa de Settesoli 3 con il mio quarto monologo satirico vm 18 anni “Solerte Accidia-sesso politica religione e altre cose sporche”.

QUAL È LA LEZIONE CHE CI POSSONO DARE GLI STAND UP COMEDIAN CHE USATE COME RIFERIMENTO?

Lenny Bruce è morto di overdose dopo essere stato ripetutamente carcerato e George Carlin da quando ha deciso di abbandonare lo stile superficial televisivo non è più tornato indietro. Il grande insegnamento che ci hanno lasciato è che non ci si deve vergognare di credere nelle proprie idee.

La cosa triste è che sospetto che molti aspiranti comici che partecipano ai laboratori zelig non sappiano nemmeno di chi io stia parlando

QUAL È L’INFLUSSO CHE GLI STAND UP COMMEDIAN HANNO AVUTO SUL TEATRO, SUL CINEMA E SULLA LETTERATURA?

Domanda oggettivamente troppo difficile…Dovreste trovare non un comico ma un professore di comicità che ha passato la vita a studiare minuziosamente i comedians di tutto il mondo…Provate a Santarcangelo di Romagna (paese di Daniele Luttazzi ndr)

UN SALUTO DA ANANAS BLOG

Saluti ad ananas blog ma soprattutto un saluto a quei pochi comici che ancora fanno questo mestiere con gioia, passione e creatività.

6 Risposte a “Filippo Giardina e il progetto Stand up Comedy”

  1. Cristiano ottobre 26, 2010 a 8:09 am #

    Un aneddoto riguardante il sottoscritto che può far riflettere.
    Personalmente faccio stand up puro, il mio spettacolo non necessita niente più di un microfono e una bottiglia d’acqua.
    In estate giro abbastanza, fortunatamente qualche serata esce e così passando da una location all’altra mi capita di incontrare molti tecnici audio che poi mi assistono durante lo show.
    Le domande che mi fanno quando arrivo sono sempre le stesse: “Hai un cd con le basi?”, “Ti serve un posto per cambiarti?” “Hai bisogno di qualche effetto?” e quando rispondo: “No grazie, mi serve solo un microfono” il loro stupore mi fa capire di essere davvero oramai una specie in estinzione.
    Comunque qualche progresso l’ho fatto, fino a qualche tempo fa andavo su con quello che mi ero messo addosso lo mattina, adesso mi metto una camicia.

    • Andrea ottobre 26, 2010 a 10:59 am #

      L’essenzialità è un valore, che condivido. Anche io non uso scenografie, o meglio, in certe condizioni so che mi possono servire, e aumentare la qualità del mio spettacolo, ma ne so anche fare a meno, e non esserne schiavo.
      Però non condivido, e nel cabaret capita spessissimo, il cabarettista che sale sul palco esattamente come è vestito fin dal mattino.
      Credo fortissimamente nella “distanza” fra il personaggio e l’attore, che può essere molto evidente se sul palco ti matti un costume da vichingo… ma che deve esserci sempre e comunque anche se scegli volutamente di metterti “la maglia che usi tutti i giorni”.
      Non devi metteri la maglia che usi tutti i giorni per davvero!! Ma una che ritieni particolarmente efficace (anche nel suo essere anonima) per quel momento performativo.
      Personalmente, diffido molto di chi non fa (o a volte sembra non percepire) questa differenza…

      • Shortcut ottobre 26, 2010 a 5:25 PM #

        >Andrea
        Sante parole.

  2. Shortcut ottobre 25, 2010 a 7:54 PM #

    La risata non passerà mai di moda, cambiano i modi per far ridere, ma sono tutti in egual modo da rispettare.

  3. ananasblog ottobre 25, 2010 a 3:29 PM #

    Mi permetto un commento: l’Italia è scivolata nel terzo mondo culturale in tutti i settori dello spettacolo: siamo in declino, decadenza, disfacimento, forse si riuscirà a cambiare qualcosa solo attraverso le iniziative indipendenti.
    L’Amministratore

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