Archivio | novembre, 2010

Riparte il Saturday Night Live Italia

30 Nov

Di Gat

E’ in fase produttiva la nuova stagione del Saturday Night Live Italia, che andrà in onda su Italia 1 in seconda serata, format sicuramente difficile visto che si confronta con una leggenda quale è l’originale americano.

Nel cast c’è la presenza di un pezzo da 90 come Stefano Chiodaroli e questa è una buonissima base di partenza. Poi ci sono Demo Mura e Carlo Pistarino (che sono anche due formidabili battutisti), Gigi Garretta, Alessandro Brunello e altri…

Il progetto prevede l’interazione con personaggi conosciuti come Walter Nudo (11.12.2010: Walter Nudo è saltato NDR), Elenoire Casalegno,  Laura Freddi, il DJ e producer Tommy Vee… Speriamo non diventi la versione comica dell’isola dei Famosi!

Il coefficiente di difficoltà è notevole. Però c’è la necessità di creare non solo il terzo polo comico, ma anche il quarto, il quinto, il sesto, eccetera. La comicità italiana è al punto creativo più basso, vige la monocoltura, e le politiche dei “grandi capi” sembrano puntare all’esaurimento della vena  senza che sia lasciato nulla per il futuro.

Così “facciamo il tifo” sperando che il SNL Italia trovi una buona formula produttiva, faccia ascolti decenti, si espanda e diventi un polo d’attrazione per comici e attori.

Vanessa Incontrada discriminata per qualche chilo di troppo

29 Nov
Vanessa Incontrada

Una delle cose più ripetitive e spiacevoli delle ultime edizioni di Zelig erano le battute sessiste di Claudio Bisio su Vanessa Incontrada (che aveva messo su qualche “chilo di troppo” dopo il parto avvenuto nel luglio 2008). Si sa come funziona dietro le quinte: gli autori fanno a gara a scrivere battute nella speranza che una di queste venga detta da Bisio. Allora giù a darci dentro di offese e insulti.

Sembrava che lei fosse immune: un esempio di autoironia, di mettersi in gioco. Ora viene fuori, dall’intervista rilasciata a Verissimo (guarda il video) che la Incontrada ha subito delle vere e proprie discriminazioni per il suo “sovrappeso”, tanto da salire sul palco di Zelig (per 3 ore e passa di registrazione) con delle guaine che ne fasciassero le forme ritenute troppo abbondanti (ma dove!?!). Vanessa non fa i nomi di chi l’ha discriminata, però la cosa è sicuramente avvenuta anche sul palco più maschilista d’Italia.

Sul sessismo dei laboratori abbiamo già dedicato alcuni post, ma sembrava che Vanessa Incontrada fosse una donna cui non vengono mostrati i lati oscuri del metodo zelighista (di solito riservati a chi è più debole e meno famoso). In parte è vero: Vanessa probabilmente non saprà mai dell’ipersfruttamento dei comici e di altre pratiche poco piacevoli praticate dal sistema Bananas. Però, a quanto pare, ha provato sulla sua pelle qualcosa di simile.

La Redazione di Ananas Blog

TV Killed the Palcoscenico Star

29 Nov
Video Killed the Radio Star

Nella lettura del bilancio Bananas 2008 ci sono cose che stupiscono. Non solo la floridezza di un’azienda che ha messo in piedi una formidabile (e per certi versi bizzarra) macchina da lavoro precario, ma anche l’ammissione implicita dei disastri prodotti. Partiamo dal locale in viale Monza 140, tempio del cabaret, palco leggendario, luogo dal “marchio” fortissimo. Dovrebbe avere la gente che si arrampica sui muri per entrare, invece…

“Il risultato finale d’esercizio risulta apprezzabile anche per il contesto economico in cui è maturato, ed il deterioramento dei ricavi dello storico locale cabaret, parzialmente cannibalizzato dalle accennate esposizioni televisive” (dalla: nota integrativa al bilancio Bananas srl 2008, pagina 10)

…e i comici si lamentano pure del fatto che la trasmissione su Canale 5 pagata milioni di euro ha fatto contrarre i ricavi del locale in cui si fa cabaret per qualche centinaio di migliaia di euro… (dall’articolo di Franco Bechis “Zelig fa ridere anche i conti correnti” ).

Cannibalismo: cioè nutrirsi di carne umana, sinonimo anche di crudeltà estrema. Il locale è stato “parzialmente cannibalizzato”, (sembra che poi debbano passare le iene e poi gli avvoltoi a ripulire i resti).

Questa affermazione è un tassello importante nel mosaico che il blog sta cercando di portare alla luce: la crisi del live è stata aggravata sia dalla sovraesposizione televisiva (che non restituisce al live), sia dall’esplosione di lavoro gratuito fatto attraverso i laboratori (che non sono altro che una macchina per produrre pezzi televisivi). Quindi i due fattori sono parte della stessa strategia.

Milano è quasi morta sul live. Lo stesso locale di viale Monza ne subisce le conseguenze (pur avendo un prestigio e un richiamo televisivo che dovrebbe portare gente a vagoni). A rimorchio ci sono alcune considerazioni importanti:

1) il locale Zelig utilizza molte serate per i laboratori (autentica droga da cui l’intero sistema dipende, di cui sembra non poter fare a meno). Nei laboratori gli artisti vengono gratis ricevendo un panino e una birra (voci incontrollate dicono che non ci sia più neanche questo). C’è il risparmio sui cachet e gli spettacoli dovrebbero essere innovativi e pieni di ritmo, eppure il locale perde.

2) Le voci arrivano come un tam tam dalla solita Radio Cabaret: serata con 20 comici e 10 spettatori… big televisivo e locale semivuoto… serata di laboratorio con poco pubblico… eccetera. Sono racconti estemporanei che non fanno statistica, ma danno l’idea dello stillicidio.

3) Se la politica Bananas ha quasi cannibalizzato il posto da cui è “nato” il suo successo, il posto che dovrebbe essere il suo fiore all’occhiello, non c’è da stupirsi che Bananas abbia contribuito a far crollare il live nella sua totalità.

Veniamo da anni di politiche distruttive, di ipersfruttamento, di silenzio informativo.

Questo è il risultato.

Anche in viale Monza 140.

La Redazione di Ananas Blog

 

Off Nudo e Crudo

26 Nov

Eddie Murphy in Nudo e Crudo

Un lettore del blog ha segnalato le corrispondenze tra un monologo di Daniele Raco, andato in onda a Zelig Off il 24.11.2010, e un classico di Eddie Murphy tratto da “Nudo e Crudo” (il film con le riprese dello spettacolo è del 1987 ed è visibile su youtube).

Che dire… il pezzo di Daniele Raco è uguale nell’ossatura e in molte battute chiave, e il finale è preso col copia e incolla, solo che al posto del craker è stato messo un Pavesino. Poi su questa ossatura è stato aggiunto del materiale diverso (il castoro, il dialogo a 3, l’uscita in macchina…).

Per confrontare i due pezzi:

Quello di Eddie Murphy… e quello di Daniele Raco

Posto che: Daniele Raco è uno dei migliori monologhisti sulla piazza con ore e ore di repertorio originale.

Posto che: in tutta la filiera produttiva Zelig (che parte dagli autori e finisce a Gino e Michele, in cui i pezzi vengono visti e rivisti più volte e per periodi lunghi) è strano che nessuno se ne sia accorto.

Posto che: lo spettacolo di Eddie Murphy è un classico a cui molti si sono ispirati.

Posto che: non sappiamo se Raco abbia dichiarato o meno la sua fonte d’ispirazione.

In conclusione, come dobbiamo classificarla questa cosa: un omaggio? Un plagio? Una rivisitazione? Un’operazione in stile Luttazzi?

 La Redazione

I motivi per cui Paolo Rossi dovrebbe…

25 Nov

Paolo Rossi

Il Blog ha riassunto il “lato oscuro” delle politiche di Bananas s.r.l. e pubblicato un elenco dei “soci famosi”.

Dando per scontato che questi soci non siano a conoscenza del sopraccitato lato oscuro, stiamo ipotizzando, per ognuno di loro, i motivi di un eventuale disagio.

Dopo aver parlato di Lella Costa, ed Enrico Bertolino, passiamo a Paolo Rossi (che ha un consistente 9% di quote in Bananas s.r.l.). Per quali motivi potrebbe dissociarsi dalle politiche aziendali bananifere?

1) Come sempre perché si tratta di metodi poco trasparenti e non particolarmente virtuosi. Questo è sempre il motivo principale.

2) Vogliamo rievocare i valori della sinistra? In questo periodo gli elenchi di valori in tv fanno anche 10 milioni e passa di spettatori (vedi il successo di Vieni via con me).

3) Paolo Rossi è un grande attore e magari non approva il lavoro di uccisione della professionalità provocato dall’eccesso di laboratori e di lavoro gratuito.

4) Paolo Rossi ha condiviso con altri attori spettacoli collettivi, quando avrebbe potuto fare dei recital “sottofondo di chitarra e voce” e guadagnare molto di più, da solo.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

Defendemos la Tirchieria!

23 Nov

 

Un Campesinos prepara il materiale da portare al laboratorio Zelig di Santa Clara

Nel 2008 l’edizione di Zelig aveva come slogan “Defendemos l’alegria” che se non sbaglio fu visto scritto da qualche parte a Cuba (paese noto per le sue simpatie democratiche).

Lo slogan profuma di quel terzomondismo un po’ fighetto, col cuore all’Avana e il conto corrente all’Unicredit (Buena VISA Social Club oppure Buena Vista Social Golf Club).

Lo slogan era (ed è) anche vagamente orwelliano dato che, causa sovraffollamento e mancanza di risposte, il morale di chi gravita attorno a Zelig è mediamente basso. Sarebbe stato più giusto e più onesto: Incrementamos la Malinconia.

Comunque, dopo aver parlato del bilancio Bananas 2008, bisogna soffermarsi su un dato di fatto: su 14 milioni 855.781 euro di fatturato, c’è un utile di 1 milione e 300.000 euro (e questo sarebbe già un motivo sufficiente per garantire a chi frequenta i laboratori un rimborso spese).

Poi ci sono quasi 10 milioni di euro (9.744.851) che vengono spesi per servizi, “comprese le prestazioni professionali dei soci.”

È un fiume di denaro che non sfiora minimamente quelli che sono i veri consulenti e i veri prestatori di servizi di Bananas srl: i comici. (Vedi articolo: la soluzione perfetta dei rimborsi spese)

C’è un gruppo di persone che fornisce per tutto l’anno una quantità di idee, di pezzi, di battute, di sketch. Lo fa gratis, anzi a proprie spese. Quasi sempre a fondo perduto. Talvolta fai per 2 anni un pezzo e poi ti ritrovi che fanno a Zelig Off qualcosa di simile, senza neanche sapere qual era il tuo lavoro degli ultimi 2 anni (com’è successo a Matteo Marini)

Queste persone in realtà appartengono a una divisione interna a Bananas (questi laboratori li consideriamo un po’ come la nostra divisione “ricerca & sviluppo, come ha dichiarato Roberto Bosatra).

Queste persone sono i veri consulenti di Bananas, sono la vera linfa di un mondo in crisi creativa, quasi incapace ormai di partorire idee proprie, che si è costruito una riserva infinita di materiale a cui attingere (che il sistema scarichi sui comici l’onere creativo è risaputo. Sul blog ci sono esempi illuminanti di questo soprattutto alla voce “testimonianze critiche verso Zelig” . Che esista una “sterilità creativa” dei vertici e degli autori è altrettanto risaputo, da chi conosce l’ambiente, ovviamente e il diritto di cronaca porta a raccontare le specificità dell’ambiente.)

Però queste persone non prendono un euro (dei quasi 11 milioni di euro tra utili e servizi!!!). Hanno solo la speranza di centrare il Superenalotto della popolarità che però, di anno in anno, ha il montepremi sempre più basso.

Allora qual è lo slogan adatto, quello più simile alla realtà? Ovviamente:

Defendemos la Tirchieria!!!

Hasta il blog siempre!

LR

I bilanci di Bananas srl: la gallina dalle uova d’oro

22 Nov
La Gallina dalle Uova d’Oro…

Alcuni dati contenuti in questo post sono già stati pubblicati da Franco Bechis per Libero nel gennaio di quest’anno, vedi l’articolo:

 Abbiamo acquisito lo statuto di Bananas srl e il bilancio del 2008  soprattutto per confrontarli con ciò che il blog ha messo in evidenza fino a questo momento (vedi articolo del 15.11.2010: Ananas Blog: un riepilogo). Partiamo dai dati nudi e crudi:

Nel 2008 il fatturato di Bananas è stato di 14.855.781 euro (contro i 13.744.374 del 2007). Quasi 15 milioni di euro, quasi 29 miliardi di vecchie lire… Non male per chi pretende in modo ossessivo lavoro e creatività gratuita da un numero enorme di comici.

Costo di salari e stipendi: 1.018.865. è un primo dato che colpisce, sempre relativo al fatto che Bananas/Zelig ricorre molto ad energie creative e lavorative esterne. Quale azienda in Italia ha, alla voce stipendi, appena il 7% del proprio fatturato? Bananas in questo può contare su una divisione di ricerca e sviluppo interna che viene fatta passare come palestra per migliorare, in cui si partecipa a proprie spese.

L’utile d’esercizio del 2008 è stato di 1.300.023 euro (contro i 1.094.644 nel 2007). Anche qui non male. Redditività alta. Ma non è solo questo: c’è un dato che colpisce più di tutti ed è il seguente:

Bananas srl nel 2008 ha speso 9.744.851 per “servizi”.

Qui cito Franco Bechis:

“Più di quattordici milioni di fatturato, oltre un milione di euro di utile all’anno. E nove milioni spesi per servizi, comprese le prestazioni professionali degli stessi soci…”

“A dividersi i 9 milioni di cachet e anche gli utili sfornati ogni anno da Bananas ci sono anche i comici. I fondatori del cabaret…” (Vedi post del 16.11.2010: I soci di Bananas).

Insomma, a quanto pare una grossa parte di fatturato (non solo l’utile d’esercizio) viene suddivisa tra i soci e contabilizzata sotto la voce “servizi”.

Non è dato sapere quanti di questi 9.744.851 di euro siano stati percepiti dai soci. Se fosse (che ne so) il 50% sarebbe tantissimo, se fosse il totale della cifra (però si stenta a crederlo) sarebbe clamoroso. Avremmo un’azienda che fattura poco meno di 15 milioni di euro, non spende quasi niente e ha un “dividendo” di 11 milioni di euro.

Al di là di questo Bananas è INDISCUTIBILMENTE una gallina dalle uova d’oro grazie anche al vostro sacrificio.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

Il primo “pentito di fiction”

20 Nov

Per dare uno sguardo più ampio al mondo televisivo abbiamo intervistato una persona che lavora nel mondo delle produzioni tv. La persona in questione disapprova certi metodi, ma non ha ancora le spalle sufficientemente coperte per svelare la sua identità. L’abbiamo chiamato in codice “Pentito di Fiction”. Le cose che ci racconta non contengono fatti o nomi specifici, ma semplicemente una critica generale ad alcuni aspetti del sistema. Cominciamo…

VOGLIAMO PARLARE DELL’USO CHE TALVOLTA SI FA DEI GIOVANI AUTORI?

Okay: determinate case di produzione (di cui non facciamo i nomi per “discrezione”) prendono un gruppo, un’ammucchiata di giovani aspiranti sceneggiatori o scrittori. Li reperiscono tramite scuole di scrittura, conoscenze dirette o anche solo da gente che ha mandato una mail. Dopo di che li mettono a lavorare A COTTIMO (vengono pagati a sketch o a sceneggiatura) senza garanzie di entrate. Infatti è impossibile che un giovane scriva così tanto da riuscire a guadagnare appena decentemente.

QUANTO DURA QUESTA FORMA DI PRECARIATO?

Con questo sistema un giovane aspirante autore/sceneggiatore può rimanere vincolato per mesi e mesi a una produzione, a tempo pieno o quasi. Visto che è inesperto e che ci mette molto a realizzare qualcosa che possa andare in onda, produrrà sempre poco o pochissimo.

COSA SUCCEDE A FINE PRODUZIONE?

Non c’è alcuna garanzia di entrare in un contesto più professionale. Non gli si garantisce una continuità lavorativa perché non c’è, mancano gli spazi. I programmi da fare sono pochissimi. L’inglobare e fagocitare tutti questi giovani fa sì che si crei un Continua a leggere

I motivi per cui Enrico Bertolino…

19 Nov
Enrico Bertolino

Come scritto nel post precedente, i “soci famosi” non influenzano (si immagina) la linea aziendale di Bananas srl, ma possono partecipare agli utili che sono prodotti anche da quella linea. Dopo aver elencato i possibili motivi di disagio di Lella Costa di fronte alle troppe anomalie zelighiane, parliamo di Enrico Bertolino (2% di quote): perché dovrebbe disapprovarne certi eccessi della politica aziendale di Bananas s.r.l.?

1) In primo luogo (vale per tutti) perché quelli di Bananas nei confronti della “forza lavoro” sono metodi non propriamente corretti e non proprio trasparenti. QUESTO È IL MOTIVO PREDOMINANTE SU TUTTI GLI ALTRI.

2) Enrico Bertolino è stato ideatore e conduttore di Glob – l’osceno del Villaggio, trasmissione di Rai 3 che si occupava anche di mettere in luce gli aspetti più strani del mondo della comunicazione.

Glob era una delle trasmissioni sgradite al Premier, infatti (guarda caso) non verrà più prodotta (vedi intervista:http://blog.oggi.it/news/2010/11/01/enrico-bertolino-altro-che-santoro-hanno-fatto-fuori-me/ ).

Insomma, Enrico Bertolino dovrebbe essere sensibile agli argomenti a favore della trasparenza, sfavorevole alla carenza di informazioni e (quindi) non amare troppo ciò che di poco trasparente c’è in Bananas.

3) Enrico Bertolino si occupa professionalmente di formazione, quindi anche di gestione e di motivazione delle risorse umane. Il metodo di gestione delle risorse di Bananas sfocia nello sfruttamento, nel lavoro gratuito e questo è in evidente contrasto coi principi della formazione.

Parte dell’Operazione Trasparenza consiste nell’informare i soci di ciò che di anomalo c’è nelle politiche Bananas e poi di ottenere un loro opinione (possibilimente tramite intervista). Per il momento li stiamo raggiungendo via mail col seguente testo:

All’attenzione di …(Nome)

Le inviamo questa lettera in quanto socio di Bananas s.r.l.

Ananas Blog (www.ananasblog.wordpress.com) blog di analisi del “sistema comicità” italiano, ha condotto una serie di inchieste Continua a leggere

I motivi per cui Lella Costa dovrebbe disapprovare…

17 Nov

Il Blog ha riassunto il “lato oscuro” delle politiche di Bananas s.r.l. e pubblicato un elenco dei “soci famosi” (vedi link). Ovviamente molti di questi non partecipano alle decisioni, ma possono partecipare agli utili che sono anche frutto di quelle decisioni.

Dando per scontato che questi soci non siano a conoscenza del sopraccitato lato oscuro, proviamo a ipotizzare, per ognuno di loro, quali potrebbero essere i motivi di un eventuale disagio.

Cominciamo da Lella Costa (2% di quote): perché dovrebbe disapprovarne certi eccessi della politica aziendale di Bananas s.r.l.?…

1) In primo luogo perché quelli di Bananas nei confronti della “forza lavoro” sono metodi non propriamente corretti e non proprio trasparenti. QUESTO È IL MOTIVO PREDOMINANTE SU TUTTI GLI ALTRI.

2) Lella Costa è una donna di sinistra, e tra i valori della sinistra ci sono il rispetto dei diritti (su cui Bananas ha un’idea alquanto approssimativa, visto che pratica uno sfruttamento della manodopera gratuita che è inusuale e su larga scala).

3) Lella Costa è una donna impegnata socialmente (attiva anche a sostegno di Emergency) e quindi dovrebbe provare empatia verso gli attori comici trattati da Zelig come carne da macello e privi di diritti, situazione infinitamente peggiore rispetto alla normale precarietà del mondo dello spettacolo.

4) Lella Costa è sicuramente attenta ai diritti delle donne (segnalo il reading “Femminile e Singolare”… Racconti di donne, impegno civile di cui sentiamo l’urgenza) mentre Bananas, nel “buio dei laboratori” riserva un trattamento marginale alle donne, messe quasi in un ghetto e sottoposte a un trattamento autorale quasi sempre al maschile (vedi la testimonianza illuminante contenuta in Una mail da Giulia Ricciardi).

5) Lella Costa è una persona sincera e trasparente. La vedo poco compatibile caratterialmente con l’usanza di occultare la verità, tenere la gente “sulla corda” e non dare mai risposte.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

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