Provando pezzi televisivi mentre fuori infuria la rivoluzione

1 Dic

Il titolo è in puro stile Lina Wertmuller, però la sensazione è questa. Succede di tutto là fuori, ma il mondo comico vive come anestetizzato dalla solita routine, molto chiuso in se stesso. Intanto è crollato il muro del Segreto di Stato, c’è stato “l’11 settembre della diplomazia” grazie a una roba impensabile fino a poco tempo fa chiamata WikiLeaks (leggi l’interessantissimo articolo di Federico Rampini su Repubblica.it).

Una volta c’era CULT (Comici Uniti Liberamente Trasgressivi), adesso c’è sempre CULT ma è diventato: Comici Unicamente Laboratori Televisivi. Nel 2003/2004 CULT fece una tournee nelle Feste dell’Unità (questa è satira: letta adesso fa ridere veramente!) con picchi da 12.000 spettatori come capitò alla festa nazionale di Modena (chissà quanto gnocco fritto fu consumato quella sera…).

Intanto il governo non c’è quasi più… Gli studenti stanno inventando forme clamorose di protesta verso la riforma Gelmini… c’è stato uno sciopero dei lavoratori dello spettacolo… c’è in Parlamento una legge sullo spettacolo dal vivo (alzi la mano chi lo sa…). L’iter della legge è stato seguito da un po’ tutte le categorie tranne, guarda caso, quella dei cabarettisti, cioè di coloro che ne avrebbero un assoluto bisogno (ssssh, siete individui e basta, avidi ed egoisti, sssssh…).

Da questi eventi gli ex CULT sembrano quasi totalmente avulsi. Non si vedono quasi mai in prima linea, soprattutto in quella Milano che li vide nascere nel “Laboratorio Stabile della Satira”. Manca qui e ora la testimonianza in un periodo in cui può succedere di tutto. 

Funziona così: c’è una grande fabbrica di pezzi da prima serata dove non si parla di queste cose. I pezzi devono essere innoqui (per carità, sono le logiche televisive che non scopriamo certo ora). Purtroppo la prima serata è dominante. Si è appena chiuso il rito minore su Italia 1 e tra un po’ inizia la messa solenne su Canale 5, finita la quale si metterà in piedi l’Off che sarà preparatorio a un’altra grande prima serata nel 2011.

Intanto qualsiasi cosa faccia informazione e racconti la realtà ha un successo clamoroso: a parte WikiLeaks, qui in Italia c’è stato il botto di Vieni Via con Me, del tg di Mentana, di Ballarò, di Annozero, di Report, eccetera, eccetera. Ma chi è impegnato nella filiera di pezzi televisivi probabilmente è troppo preso. Potrebbe staccarsi un attimo e “scendere tra gli studenti in rivolta”, ma forse l’esporsi, in questo periodo, non va troppo di moda. Soprattutto nel mondo sempre più limitato del cabaret.

Quindi… mentre fuori (forse) impazza la rivoluzione… non pensate… preparate pezzi per la tv… sssssh… preparate pezzi… non pensate… preparate… ssssh… 

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

2 Risposte a “Provando pezzi televisivi mentre fuori infuria la rivoluzione”

  1. an dicembre 1, 2010 a 9:07 PM #

    Meno male che ora arriverà la spiazzante satira del Saturday Night live

  2. antinore wild dicembre 1, 2010 a 3:51 PM #

    una bella analisi non c’è che dire… forse i cabarettisti di oggi son trentenni/quarantenni senza valori ne ideali se non quelli di fare tanti soldi, essere famosi, fare date in ambienti protetti (perchè tanto sei famoso)… dal profilo non si discostano molto ai partecipanti del Grande Fratello.

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