Senza più legge né desiderio

6 Dic

 

(A cura di Alex)

Il 44° rapporto del CENSIS sullo stato socio economico dell’Italia traccia un quadro desolante del nostro paese (ma che strano!). Le considerazioni generali sembrano quasi un poema triste su quello che stiamo vivendo:

… sorge il dubbio che, anche se ripartisse la marcia dello sviluppo, la nostra società non avrebbe lo spessore e il vigore adeguati alle sfide che dovremo affrontare.

Sono evidenti manifestazioni di fragilità sia personali che di massa: comportamenti e atteggiamenti spaesati, indifferenti, cinici, passivamente adattativi, prigionieri delle influenze mediatiche, condannati al presente senza profondità di memoria e futuro.

 Di fronte ai duri problemi attuali e all’urgenza di adeguate politiche per rilanciare lo sviluppo, viene meno la fiducia nelle lunghe derive su cui evolve spontaneamente la nostra società. Ancora più improbabile è che si possa contare sulle responsabilità della classe dirigente…

Questa è l’Italia, senza più legge né desiderio.

E il mondo del comico? in parte riflette l’ammosciamento della società, per altri aspetti lo ha anticipato. Chi ha vissuto gli anni durissimi attorno al 2003, 2004, 2005, 2006 sa bene quanta tensione ci fosse allora: molti erano sulla corda ma la posta in palio era il grande successo, la grande popolarità, cosa che ci mandava in fibrillazione, che non ci faceva dormire la notte.

Il desiderio era forte, ma già allora era “taroccato”. I giochi erano fatti, ma nessuno veniva a dircelo. Eravamo “prigionieri delle influenze mediatiche” e lo siamo ancora.

Adesso il desiderio è in calo forte. Manca la fibrillazione. Sappiamo che forse c’è una possibilità su un milione di fare il botto tipo quello che hanno fatto alcuni in passato (ma il botto dura di meno, oppure lo sentono in pochi). In quanto alla “legge” non ci sono regole, non c’è verità, non c’è niente. In questa situazione, se ripartisse lo “sviluppo” rischieremmo di trovarci indeboliti, inadeguati alle sfide che ci aspetterebbero… in Italia Cabaret 2010, sensa più desiderio né legge.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

3 Risposte a “Senza più legge né desiderio”

  1. Andrea dicembre 7, 2010 a 10:04 am #

    Secondo me, la qualità della comicità in tv ha cominciato a scadere con Drive In.
    Non fate i nostalgici.
    Era tutto una risata finta, un finto pubblico, e poco più che tante tette grosse.

    • ananasblog dicembre 7, 2010 a 11:30 am #

      >Secondo me, la qualità della comicità in tv ha cominciato a scadere con Drive In.
      >Non fate i nostalgici.
      Può essere, anche se poi ci sono stati i grandi colpi di coda di Mai Dire Gol, Avanzi, Pippo Chennedy show… ecc…
      L’Amministratore

  2. antinore wild dicembre 6, 2010 a 9:10 PM #

    sono + di 15 anni che ci stanno ammorbando con la televisione. Ci hanno masturbato, ipnotizzato, angosciato, rovesciato addosso tutta quella merda che hanno poi fatto diventare il valore dell’italiano: essere un calciatore, una velina, essere ricco, andare nel posto giusto e se uno muore di fame a fianco me ne infischio…
    L’italia, con la i minuscola, perchè nn è quella per cui mio nonno ha combattutto… è il ritratto del qualunquismo comune (la Lega e Di Pietro insegnano)… della barzelletta detta dal Premier (e su ci son problemi ma ridiamoci su… al massimo sposiamo tutti suo figlio PSB e mangiamo con le ricette di benedetta Parodi)… e questo marcio che prima tocca l’uomo comune ora tocca anche l’artista… da sempre puro è diventato un manager con tanto di 24 ore che mobilita serate, strategie, laboratori senza più dire un cavolo di niente ma riciclando battutte di vecchia data, cambiando solo il soggetto…
    L’Italia artistica è come il Grunge…. è morta da un pezzo e nessuno ha il coraggio di dire più nulla, tutti all’inseguimento della fama, del denaro, del riconoscimento.

    comici, cabarettisti, animatori siete in troppi non ve ne siete accorti? Fate altro per aiutare questo paese… magari andate a lavorare… non è nulla di disonorevole credetemi.

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