Archivio | gennaio, 2011

Beppe Braida brutalizzato da Elenoire Casalegno?

31 Gen

Beppe Braida ed Elenoire Casalegno

Ieri sera 30.01.2011 Beppe Braida ha iniziato la conduzione del tribolatissimo Saturday Night Live Italia.

Diciamo che Braida sembra aver registrato, per il momento, dei lanci di sketch di cui si ignorava il contenuto. Insomma, lo show è sembrato un insieme di cose messe insieme con lo spago. Probabilmente è successo a causa dei troppi cambiamenti, degli sconvolgimenti del cast tra cui l’incolmabile perdita di Stefano Chiodaroli. Comunque vediamo se dalla prossima settimana le cose si assesteranno.

Beppe Braida era affiancato da una Elenoire Casalegno insolitamente aggressiva, ed è apparso subito in modalità “maschio sottomesso”. Abituato a una donna leggiadra e dalla coscia normodotata come Rossella Brescia ha mostrato segni di panico rispetto alla valchiria urlante che gli stava di fianco.

Abbiamo una documentazione fotografica del dramma che si è consumato. Dateci un’occhiata, fate click per ingrandire, ma solo se avete lo stomaco forte:

Cosa sta dicendo la Casalegno? A) Beppe, ti faccio un mazzo così B) Beppe, ti stacco il collo con queste mani

Qual è la preda e qual è il predatore?

Pure lo sberleffo col linguino!

Lottimo Braida, trafitto dallo sguardo della valchiria, abbozza una reazione

La Redazione di Ananas Blog (servizio fotografico a cura di Alex)

PS la puntata del SNL Italia ha totalizzato 741.000 telespettatori con uno share del 5,76%, mentre l’Almanacco del Gene Gnocco (iniziato una mezzoretta più tardi) 668.000 e 6,29%

Ananas Blog fa il record di contatti (grazie al cast Zelig)

30 Gen

1.471 contatti e quasi il 100% di share (non essendoci altra controinformazione)

Ieri il blog ha polverizzato il record di visite giornaliere con 1.471 contatti e sta registrando un “movimento” quotidiano notevole.

Curiosamente a fare da traino alla crescita è stato il post Il cast di Zelig 2011 che ha raggiunto i 4.063 click (contro i 1.855 del secondo in classifica).

L’onda anomala arriva dai motori di ricerca, da chi ha digitato “zelig 2011 comici”  (1.138 visite), “comici zelig 2011” (514), “zelig 2011” (400), “cast zelig 2011” (283), “zelig 2011 cast” (218), eccetera.

Su queste parole chiave Ananas risulta invariabilmente primo su Google nelle pagine di risposta, pur non avendo fatto nulla per posizionare il blog.

Poi dal post gli utenti se ne vanno in giro, leggono il resto, diventano utenti fissi.

Ananas Blog sta fornendo un servizio di informazione. Per sapere qual è il cast di Zelig tocca passare di qua…

Succede la stessa cosa per seguire l’andamento delle puntate. In qualsiasi varietà televisivo il giorno della messa in onda viene comunicato quale sarà il cast, quali saranno gli ospiti e questo arriva su siti e sui blog specializzati.

Ma Zelig segue regole tutte sue. Anche a poco dalla messa in onda Claudio Bisio aveva due pierre per verificare che dicesse il meno possibile (vedi post).

Per seguire l’andamento delle convocazioni (e svelare l’azione di turn over selvaggio) tocca che qualcuno si guardi tutta la puntata al venerdì sera (cosa che non si potrà fare a lungo).

Insomma, la tecnica è sempre quella: far trapelare meno informazioni possibile.

Il vertice Zelig, pur avendo raggiunto il successo e incamerato guadagni stratosferici, vive nell’insicurezza e, per andare avanti, ha bisogno che tutti quelli che stanno sotto siano più insicuri.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)  

Zelig mantiene il boom di 6.5 milioni di telespettatori

29 Gen
Donne, è arrivato l’ascoltone!

Zelig nella terza puntata ha maramaldeggiato (6.551.000 telespettatori) su I Raccomandati (fermi a un “Pupo/Share” di 3.569.000). E’ giusto che i soldi del canone vadano a chi può vantare “Gelato al cioccolato” come massimo contributo alla cultura del nostro paese?

Ieri, assenti Ficarra & Picone, è andato in onda il solito bluff sulla satira (vedi post): qualche battuta estemporanea e basta. Il buonismo innocuo però è stato rotto da una battuta cattiva. Paolo Cevoli, impavido, ha detto che Ilda Bocassini “Assomiglia alla sorella sfortunata di Vanna Marchi”, mentre tutto il pezzo verteva sul fatto che il Premier è un simpatico mandrillo.

Ieri sera a Otto e Mezzo su La7 Mario Sechi, direttore de Il Tempo, nell’ottica del vittimismo di centrodestra, ha sparato che la satira di Zelig è antiberlusconiana. Bruno Manfellotto, direttore  de L’Espresso, al suo fianco ha fatto una faccia come dire “Che cazzata!”. Anche il ministro Angelino Alfano aveva usato Zelig per raccontare che la tv è in mano alla sinistra.

Insomma: satira innocua, ascolti alti, e possibilità di essere usati come foglia di fico. Cosa può volere di più Mediaset?

In questa edizione, negli interventi a schiaffo, a Paolo Labati si è aggiunto Rocco Ciarmoli (ex Le Tutine) che fa il personaggio del Gigolò col megafono. Ricordiamo che la battuta a schiaffo ha un ricambio velocissimo, assieme a quelle della comicità visual/mimico/musicale (i Senso D’Oppio occupano grosso modo una delle “caselle” che fu degli Slapsus, dei Le Barnos, di Niba, eccetera).

Per esempio il bravo Stefano Bellani con le battute a schiaffo (e quando lei…) è andato in scena per appena due stagioni, a parte una puntata in prima serata nella sua terza stagione. Per capirci si tratta di una tecnica collaudata di controllo (se volete addentrarvi in quella giungla lì dovete saperle queste cose!). Fare una puntata sola dopo che l’anno prima hai fatto tutte le puntate è un modo per  indurti a tornare a fare laboratori.

Intanto alla terza puntata non sono ancora andati in scena Claudia Penoni, Katia & Valeria (ma Katia non era uscita da Trasformat per fare Zelig?), Paolo Villaggio, Brignano, e sono già andati in panchina Manera, I Sagapò, Ficarra & Picone, Nuzzo e di Biase, Giovanni Vernia, Giorgio Verduci, Kalabrugovic, gli Oblivion, Gioele Dix, Debora Villa…

Turn-over selvaggio… L’artista non conta, conta il format… aspettate le convocazioni del giovedì… chi si allontana dal format è destinato al dimenticatoio…

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

La maledizione della precarietà

27 Gen

Un giornalista e lettore del blog, impressionato dai racconti sulla precarietà e la mancanza di diritti dei comici, ci ha segnalato l’inchiesta “Smascheriamo gli editori” (vedi link), in cui si denuncia lo sfruttamento dei giornalisti freelance da parte soprattutto delle testate che ricevono sovvenzioni pubbliche. Ci ha inviato un estratto dell’inchiesta:

Articoli pagati 2.50 euro, forfait mensili di 50 – 100 euro; pezzi mai retribuiti, o pagati dopo un anno; collaborazioni che dopo un certo numero di articoli diventano a titolo gratuito o ricevono compensi drasticamente tagliati. Sono fra ”i dati della vergogna” come li ha definiti il segretario generale del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, emersi dalla ricerca ‘Smascheriamo gli editori’ presentata il giugno scorso a Roma.

La raccolta dei dati, svela una situazione di sfruttamento. Per questo si pensa ad  una proposta di legge ”che stabilisca per le testate che ricevono contributi statali un livello obbligatorio di retribuzione adeguata e garanzie minime per i collaboratori”.

Tra i casi più significativi – come è riportato dalla ricerca stessa – ci sono quelli de La voce della Romagna che paga un articolo 2 euro e 50 e il Nuovo Corriere di Firenze, che offre ai collaboratori forfait mensili da 50 a 100 euro. Ad entrambe le testate vanno contributi pubblici per oltre 2 milioni e mezzo di euro l’anno.

La Repubblica (che rientra nel contributo al Gruppo L’espresso – La Repubblica di oltre 16 milioni di euro), secondo le testimonianze raccolte, paga 30 euro lordi, un articolo di 5000 – 6000 battute. L’Ansa paga 5 euro per ogni lancio. L’Apcom offre da 4 a 8 euro, ma non paga nulla nel caso in cui l’evento assegnato non si realizzi. Il Manifesto (oltre 5 milioni di contributi) non avrebbe pagato alcuno degli articoli scritti dal collaboratore interpellato ”neanche per le aperture”.  ”I dati – dice il Vice Presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enrico Paissan – sono parziali ma significativi. Mostrano che quello di giornalista freelance e’ uno dei lavori piu’ precari e meno retribuito dell’intero Paese. E’ una categoria sottoposta a ricatto quotidiano”

L’abolizione dei tariffari minimi non ha migliorato le cose: l’ultimo tariffario approvato nel 2007, suddivideva le testate in sette categorie. In tutti gli esempi descritti sopra, le soglie minime stabilite sono tutt’altro che rispettate. A volte  le retribuzioni erogate ai collaboratori sono inferiori perfino ai minimi della fascia più bassa.

Che dire? Ci sono dei paralleli: il mondo del comico realizza guadagni da capogiro, è in preda a un’avidità smodata, ma non riconosce neanche i “minimi sindacali”. Chi partecipa alla lucrosa divisione Ricerca & Sviluppo non ha diritti, anzi gli può capitare (come descritto nel post precedente) di portare per due anni un pezzo a proprie spese e poi vedersi scavalcato senza neanche sentirsi dire due parole di spiegazione.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Gli EMO, le garanzie che non ci sono, i laboratori, le fregature…

25 Gen
Inflazione di EMO sul palco di Zelig

Quali tutele ci sono per chi porta il proprio lavoro creativo a un laboratorio Zelig? Nessuna. Anzi, può capitare di lavorare a un personaggio e poi farsi scavalcare da un pezzo simile senza che nessuno si curi di te (vedi post sul caso Matteo Marini, esempio o di grande malafede o di grande sciatteria).

Ieri ho visto di sfuggita a Quelli Che Il Calcio Gigi Rock vestito da EMO, che è la tendenza giovanile post punk di cui i Mancio & Stigma stanno facendo la parodia a Zelig. La cosa è rimasta lì finché non mi sono ricordato di alcune foto su Facebook in cui risulterebbe che Gigi Rock provava il personaggio dell’EMO (sul palco di Zelig) da almeno un paio di anni.

Premesso che: I Mancio & Stigma sono tra quelli che mi fanno più ridere a Zelig; che Marco, Angelo e Patrizia sono persone adorabili; che sicuramente sono più giovani rispetto a Gigi Rock, quindi più adatti a rappresentare una tendenza giovanile.

Detto questo, che senso ha portare un personaggio a un laboratorio Zelig (in cui si va gratis per anni a proprie spese) quando di punto in bianco Continua a leggere

Beppe Braida condurrà il Saturday Night Live Italia

24 Gen
Beppe Braida

Ieri sera è andato in onda il Saturday Night Live Italia (517.000 telespettatori, 7,62% di share), una puntata special apparentemente di repliche di sketch già visti, compreso quello famoso super sexy di Ludovica Leoni (guarda su YouTube se proprio vuoi).

Perché mandare in onda il “meglio di” quando la serie è a metà? Forse per riorganizzare uno show che ha già subito diverse tribolazioni.

Infatti, durante una pausa pubblicitaria è partito il pormo che annunciava il prossimo arrivo di Beppe Braida alla conduzione (in ticket con Elenoire Casalegno).

Beppe Braida torna alla conduzione su Italia 1 dopo aver fatto bene a Colorado, dove aveva mostrato di avere quel mestiere che si conquista con tanti anni di palco. Nicola Savino è più impacciato, si vede che gli manca la gavetta live, eppure il cambio di conduzione non ha spostato le cose o provocato un calo di ascolti.

Si sa: il messaggio dominante è che il sistema funziona indipendentemente dagli artisti, che sono intercambiabili e che se escono dal cono d’ombra dei format dominanti vengono immediatamente ridimensionati.

Comunque un in bocca al lupo a Beppe Braida che saprà certamente risollevare un po’ le sorti del tormentato Saturday Night Live Italia.

La Redazione di Ananas Blog

Zelig ancora a 6.5 milioni di spettatori!

22 Gen

Zelig ieri sera ha ottenuto un altro risultato eclatante: 6.592.000 telespettatori contro i 3.678.00o de I Raccomandati di Pupo ed Emanuele Filiberto. La conduzione dell’erede dei Savoia è così disastrosa che nella prossima puntata verrà sostituito da Badoglio. Il referendum ha bocciato nettamente la Monarchia (a quando l’esilio televisivo?).

La Cortellesi è sembrata in crescita esponenziale.

La trasmissione è  avviata verso un turn over fortissimo. Siamo alla seconda puntata ma non sono ancora entrati in scena Bertolino, Brignano, Cirilli, Migone, Katia & Valeria, Massimo bagnato, Simone Barbato, Andrea Sambucco… (22.01 aggiornamento: dicono che Sambucco ci fosse e che fosse la voce off, e che ci sia stato anche Bertolino. Ah, forse manca ancora Claudia Penoni).

Ci sarà l’uso delle convocazioni a macchia di leopardo, tipo: settimana scorsa Maurizio Lastrico ha avuto l’onore di aprire la puntata, nella seconda non c’è. E’ un metodo per tenere tutti sotto schiaffo e dimostrare che c’è qualcuno che comanda e può determinare la tua fortuna o la tua rovina, tanto il format funziona comunque. L’importante è inoculare dosi massicce di insicurezza verso tutti, i nuovi e i senatori.

Intanto, affinché il meccanismo funzioni, qualcuno deve scivolare al punto di partenza (e magari gli si fa fare una puntata e basta, tanto per mantenere viva la “dipendenza”). Per fare un esempio tra i tanti, pare non ci siano tracce dell’ottimo Antonio Ornano che aveva ben fatto e su cui l’anno scorso sembrava volessero puntare.

La satira tanto annunciata continua a latitare. Ficarra e Picone hanno osato qualcosina di più ma sono ad anni luce dall’attualità. L’imitazione della Moratti non si capisce cosa voglia dire. C’era Antonio Albanese con Cetto Laqualunque, ma era in promozione (ieri sera usciva il suo film).

Però Debora Villa, uscita nell’ora in cui i monologhi potrebbero essere più cool, ha fatto un pezzo sulle favole (il Principe Azzurro vestito così è gay). Ora negli ultimi anni chiunque portasse un pezzo del genere ai laboratori si sarebbe sentito dire con aria schifata “Nooo, ancora un pezzo sulle favole, in tv non ci andrà mai!”.

E’ commovente lo zelo con cui i burocrati zelighiani hanno represso i pezzi sulle favole, sui cartoni animati, sulle pubblicità, ma questo è anche un modo per dire ai 18/20 autori accreditati: “C’è qualcuno che decide, lo fa arbitrariamente… io so’ io e voi nun siete un c…”.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

La vita reale, la tv e la sindrome di capodanno

21 Gen

Quest’inverno, a un certo punto, correva voce che una buona parte degli artisti rappresentati da Bananas non avesse ancora trovato un ingaggio per Capodanno, che è la notte in cui si lavora di più, che è una specie di cassaforte per i cachet.

Non lavorare a Capodanno per un comico è sempre un segnale preoccupante.

Poi non è dato sapere se la cosa si sia risolta, magari abbassando le “pretese”. Ma può essere che il flop fosse dovuto alla crisi, alle richieste economiche troppo alte, alla fama che molti zelighiani hanno di essere deboli dal vivo, oppure all’inflazione di comici che rende quasi tutti anonimi.

Essere nell’Olimpo della comicità, nell’agenzia che detiene il potere televisivo e manageriale e poi lavorare poco (e magari essere scavalcati di continuo da nuovi arrivati “esterni”) non dev’essere una grande esperienza.  

I dati d’ascolto, lo share, i milioni di spettatori, quante puntate uno ha fatto in tv sono solo la punta dell’iceberg.

Quello che conta è il “sommerso”, quello che in questo mondo opaco non viene mai raccontato: cosa succede quando la tv è spenta. Quanto si lavora e quanto si fattura è la cosa interessante.

Lo stato mentale è ancora più interessante: quanta insicurezza, frustrazione, aggressività nascoste (quindi ancora più dolorose) ci sono nella testa di chi si è esposto per troppo tempo al sogno televisivo?

Ma, soprattutto, è un sogno o un incubo?

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

PS: questa sera contro Zelig I Raccomandati schierano 2 pezzi da 90: Adriano Pappalardo e Luisa Corna (vedi articolo su DavideMaggio.it). Mai vista una controprogrammazione più feroce…

Residence Colorado

19 Gen
Nicole Minetti

Incredibile: una delle parole più pronunciate in questo momento è “Colorado”, trasmissione da cui è transitata Nicole Minetti figura chiave del Ruby Gate (quindi, senza scherzi, centrale per il futuro dell’Italia), ma anche di Marysthell Garcia Polanco che è una delle ragazze del residence di via Olgettina e di Francesca Cipriani, di cui si parla nelle intercettazioni.

La locuzione usata è “ex soubrette” o “ballerina” di Colorado Cafè.

Il 17 settembre avevamo segnalato un articolo sul sessismo di Colorado, anche se adesso sembra che quello stile lì non fosse altro che un’estensione dello stile delle “notti di Arcore” una specie di trailer promozionale del bunga bunga.

Una volta i comici facevano satira di costume, adesso subiscono passivamente i perizomi piovuti dall’alto, il sessismo un po’ triste delle pupe e delle inquadrature ginecologiche: hanno fatto per anni battute su Berlusconi (e magari continuano a farle) e poi sono costretti a esibirsi dopo un balletto che sembra uscito direttamente dall’immaginario erotico di Re Silvio.

Intanto Zelig si appresta ad andare in onda con la seconda puntata del Grande Bluff Della Satira, una parata di comicità innocua e totalmente isolata dal mondo reale, in cui anche Lella Costa, con tutto quello che succede in Italia e nel mondo, si rifugia nel privato e plana sul “sostantivo riproduttivo”; in cui Ficarra e Picone la buttano sul surreale e nessuno capisce il nesso con Ghedini e Alfano.

Una domanda: possibile che nessun comico o addetto ai lavori comico tra quelli che hanno conosciuto le protagoniste dello scandalo abbia detto nulla? Anche solo per dire (che ne so) “Ho conosciuto la Minetti, una brava ragazza che va a letto alle 10”…un aneddoto?… Qualcosa di illuminante?… Ops, dimenticavo: adesso il Comico Televisivo è quasi sempre la specie più passiva che esista nel panorama italiano, quindi destinata a recitare un ruolo da spettatore della realtà… e non ha nulla da dire sulle cose che contano.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Il film di Checco Zalone batte ogni record

18 Gen

Una rinascita del cinema comico?

Checco Zalone – Che bella giornata

Che bella giornata, il film di Checco Zalone, ha superato il record de La vita è bella di Roberto Benigni come maggior incasso italiano di tutti i tempi.

A questo risultato straordinario si aggiungono i successi del precedente film di Zalone, quello di Benvenuti al Sud e quello de La banda dei Babbi Natale di Aldo Giovanni e Giacomo.

Intanto è uscito Qualunquemente di Antonio Albanese e si prepara a invadere le sale Immaturi con Luca e Paolo.

Insomma, grazie alla montagna di incassi (dimostrazione che per muovere le cose devi fare il “botto”), si sta andando verso una fioritura di film comici appartenenti alla “commedia gentile”, contrapposta a quella “pecoreccia” del cinepanettone con Cristian De Sica (questo Natale battuto proprio da Aldo Giovanni e Giacomo).

Anche Zelig si sta attrezzando. È stato siglato un accordo tra Bananas e Colorado film per produrre due film l’anno (e poi c’è ancora qualche sprovveduto che pensa che le due realtà non siano pappa e ciccia e che non facciano monopolio).

Comunque era ora. Negli ultimi anni è stata pompata una massa enorme di comicità come mai si era visto in passato, con risultati inesistenti nel campo cinematografico e teatrale.

Non a caso gli artefici dei successi sopraccitati si chiamano Paolo Genovese, Luca Miniero, Gennaro Nunziante, cioè gente al di fuori dell’ossessiva fabbrica di pezzi televisivi.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

PS: aggiornamento: 24.01.2011, il film di Antonio Albanese sta sbancando i botteghini: 5.400.000 di euro d’incasso e 800.000 presenze nel primo week-end di programmazione.

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