Zelig e il grande bluff della satira

15 Gen

Claudio Bisio e Paola Cortellesi

La svolta satirica di Zelig è stata molto enfatizzata in fase di presentazione. C’è addirittura un’intervista a Claudio Bisio su l’Unità (14.01.2011) dal titolo: Bisio ‘La satira si può’. In realtà si è trattato di un bluff. Zelig è rimasta l’ottima macchina da ascolti commerciale di sempre.

I motivi per cui hanno messo le mani avanti presentandosi come coraggiosi e innovatori sono semplici: Zelig vive l’atavico senso di colpa di aver costruito una comicità  innocua e commerciale pur provenendo da un ambiente di sinistra ed intellettuale. Inoltre soffre il peso di essersi arricchita con Berlusconi (facendolo arricchire ulteriormente) pur arrivando dall’antiberlusconismo militante (vedi per esempio Zelig CULT).

L’abisso si è notato proprio ieri, in cui nel paese reale si viveva una giornata di quelle epocali, col Premier messo sotto accusa sul caso Ruby per concussione e prostituzione minorile; col lacerante referendum di Marchionne tra gli operai Mirafiori che, a un certo punto stava facendo presagire una clamorosa vittoria del fronte del NO e della FIOM; col dittatore tunisino Ben Alì che scappava in Arabia Saudita dopo la tumultuosa rivolta popolare dei giorni passati.

Ma vediamo nel dettaglio la telecronaca del bluff: apre le danze Maurizio Lastrico con un coraggiosissimo endecasillabo contro Sky (principale competitor Mediaset NDR), poi arriva il piatto forte dell’imitazione di Letizia Moratti da parte di Paola Cortellesi: 3 minuti a dire che gli attori sono animali. Scollamento totale con la realtà e coi temi caldi di Milano: il degrado della città, l’immigrazione, l’Expo 2015, le infiltrazioni mafiose, il calo di popolarità del sindaco, la ricandidatura. Niente di tutto questo…

Poi la satira di costume di Paolo Cevoli con battuta sul fatto che la Cortellesi ha le tette piccole…

E’ la volta dei tanto attesi Ficarra e Picone coi personaggi di Nicolò e Angelino. Anche qui totale scollamento con la realtà a parte una scontata gag sul bunga bunga, l’inginocchiarsi di fronte a Berlusconi e il messaggio generico: tutti vogliono una legge ad personam. Le due maschere non c’entrano nulla coi personaggi reali di Ghedini e Alfano né fisicamente, né sul lato della parodia, né sul lato dell’attualità: sono i due disoccupati un po’ sfigati e dalle reazioni lente visti in altre occasioni più appropriate.

Il premier viene tirato in ballo da Giovanni Vernia (un vero accanimento, un’autentica guerriglia, Palazzo Grazioli sta tremando…) che afferma di non conoscerlo e lo scambia per un DJ. Anche Teresa Mannino (forse memore della sua antica militanza CULT) fa un’allusione estemporanea e innocua su Berlusconi.

Ci sono i Mancio & Stigma che fanno gli EMO: si ride di gusto (i 4 presenti davanti alla tv: share del 100%). Scusate la parentesi. 

Gene Gnocchi fa una battuta sulla Gelmini e su Bossi (estemporanea in un pezzo surreale).

E’ il momento del mago Forest. Gustosa battuta sulla Carfagna e la Prestigiacomo (si erano dimesse per fare Zelig), ma poi succede una cosa che dimostra che la separazione col mondo reale è assoluta. Logicamente se registri al lunedì e al martedì non puoi saperlo, ma l’ottimo Forest fa una battuta su Emilio Fede indagato per sfruttamento della prostituzione che va in onda proprio nel giorno in cui è il Premier a subire la stessa sorte (molto in peggio)… Poi c’è una battuta su Alemanno, la più pertinente della serata.

Chiude Lella Costa che affonda il governo con un pezzo satirico sulla differenza etimologica tra c***0 e f**a.

Conclusione: i vertici Zelig dimostrano ancora una volta l’estraneità con quello che succede. Si sono segnalati per il loro silenzio (non solo artistico ma anche civile) su tutti gli sconvolgimenti degli ultimi mesi, non ultima la lacerazione FIAT Mirafiori. Vabbè che tra Gino & Michele e la fabbrica intercorre lo stesso rapporto che c’è tra Briatore e Pinarella di Cervia…

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito ma qualcuno lo deve fare)

12 Risposte a “Zelig e il grande bluff della satira”

  1. giovanni gennaio 16, 2011 a 7:42 PM #

    Scusate ma oggi mi gira cosi’ ed è la seconda volta che scrivo per andare a parare sullo stesso punto…..no vi prego no : “pur provenendo da un ambiente di sinistra ed intellettuale” quando arrivano dal locale del quartiere piu’ snob di torino che ha monopolizzato e continua a “pilotare” tutte le nuove leve del piemonte sta cosa non se po’ senti’, grazie. Oltretutto “arrivano li'” sempre quelli sbagliati….a proposito di satira avrei piuttosto preferito vedere li’ Massimo Pica mentre trovo che altri fossero piu’ da colorado,volendo fare i buoni da zelig off ma non da zelig (!!!) che pare prendere una brutta piega. Salvo la vecchia guardia e Lastrico!

    • ananasblog gennaio 17, 2011 a 11:01 am #

      >“arrivano li’” sempre quelli sbagliati
      Non sono mai sbagliati: soprattutto se sono sostituibili a breve e quindi destinati alla “sottomissione”, costituiscono degli ottimi pezzi di ricambio
      LR

  2. Marco gennaio 15, 2011 a 9:45 PM #

    Non sono molto convinto di questi commenti. Ho trovato molto coraggiose alcune scelte, vedi Gnocchi e Ficarra e Picone. Chiediamoci, e lo dico senza polemica, se forse c’è un pregiudizio nei confronti di certa satira. Mi spego meglio, diamo la patente a certi comici cosiddetti di sinistra e tutti gli altri poi non sono neanche degni di nominare il sovrano. Perchè? perchè lavorano a mediaset? ma pure Saviano scrive per Mondadori, e allora?
    Poi è ancora la prima puntata e alcuni personaggi, come niccolò e Angelino, potrebbero crescere. Fare la satira dentro un contenitore popolarissimo (il bacino di elettori di Berlusca) potrebbe essere ancora più efficace che farla invece laddove gli spettatori e gli artisti se la cantano e se la suonano da soli.

    • ananasblog gennaio 16, 2011 a 9:40 am #

      Ieri il blog ha raggiunto un picco di 1.242 contatti! Notevole anche per il fatto di averlo raggiunto nel week-end…
      Comunque per rispondere a Marco, il pezzo di Ficarra e Picone e quello della Moratti hanno bisogno di crescere, soprattutto di essere più incisivi, altrimenti ai telespettatori Mediaset non arriva alcun messaggio satirico.
      L’Amministratore

    • pacchione gennaio 16, 2011 a 10:07 am #

      “è ancora la prima puntata e alcuni personaggi, come niccolò e Angelino, potrebbero crescere”
      Sicuramente… ma se quel pezzo lo faceva un comico minore lo congedavano come “carnevalata”.
      Che sia la prima puntata non può essere una scusante per un programma come Zelig che crea una attesa da quasi 7 milioni di spettatori. Per la storia di Ficarra e Picone, e per le decine di autori che ci sono dietro al programma, secondo me si poteva fare di meglio.

  3. pacchione gennaio 15, 2011 a 6:02 PM #

    Secondo me l’ascolto è arrivato per la curiosità verso zelig, come quando c’è la prima serata di sanremo tutti vogliono vedere chi presenta e vogliono sentire le canzoni, ma siamo lontani dagli standard degli anni passati. Gli unici che salverei sono:
    i Senso d’oppio (ma li voglio vedere alla lunga),
    Gene Gnocchi, fino a metà pezzo,
    Teresa Mannino (il pezzo più bello che ha fatto),
    Mancho e stigma (ma li voglio vedere alla lunga),
    Paolo Cevoli e
    Alessandro Siani (repertorio ma efficace).
    Il resto tutti mi sono apparsi sotto le loro possibilità.
    Lo stesso Giacobazzi mi sembrava meno incisivo.
    La Cortellesi e Lella Costa completamente fuori posto.
    Il pezzo sulla Moratti molto pesante.
    Anche Bisio, che di solito è una macchina da guerra, mi sembrava impacciato in alcuni passaggi con la Cortellesi.
    Poi rimane la differenza tra i comici presenti nella entrata della Paola “Poppins” Cortellesi e quelli realmente visti sul palco. Che taglioni…

    • ananasblog gennaio 15, 2011 a 6:47 PM #

      >La Cortellesi e Lella Costa completamente fuori posto.
      soprattutto Lella Costa: il gioco di parole figata/cazzata figone/cazzone lo facevamo già alle scuole medie. E’ uscita a tarda ora come di solito si fa col monologhista che dice parolacce
      >Il pezzo sulla Moratti molto pesante.
      Inesplicabile quel pezzo lì
      >Poi rimane la differenza tra i comici presenti nella entrata della Paola “Poppins” Cortellesi e quelli realmente visti sul palco
      Pare abbiano convocato tutti per girare il pezzo iniziale, anche quelli che ci saranno nelle prossime puntate… Poi non si sa dove abbiano tagliato i 40 minuti in eccesso
      L R

    • Giuseppe gennaio 15, 2011 a 8:45 PM #

      Siamo lontani anni luce persino da “facciamo cabaret” del primo Zelig tv. Esordire poi ancora con battute stile “Me la da” “Me l’ha già data” è di cattivo gusto e dimostra come la pochezza degli autori si esprima in questi programmi omologati e tutti uguali. Qui non si vuole ricercare la risata ma il monopolio al grido di “Tutto mio”. Spero che la concorrenza arrivi prima o poi e se avverrà farà piazza pulita.

  4. Giuseppe gennaio 15, 2011 a 2:33 PM #

    Per me che ho visto fino all’intervento di Gene Gnocchi sembra il Bagaglino del 2000. I tempi evidentemente cambiano e questo è quello che meritiamo di beccarci. Poi se piace alla massa allora hanno ragione loro. E’ un varietà ne più ne meno. Ma il cabaret è un’altra cosa. Anzi, credo sia morto da ieri sera, la satira da molto più tempo.

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  1. Zelig a 6 milioni di telespettatori (e una grande Cortellesi) « - febbraio 5, 2011

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  2. Zelig mantiene il boom di 6.5 milioni di telespettatori « - gennaio 29, 2011

    […] assenti Ficarra & Picone, è andato in onda il solito bluff sulla satira (vedi post): qualche battuta estemporanea e basta. Il buonismo innocuo però è stato rotto da una battuta […]

  3. Residence Colorado « - gennaio 19, 2011

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