Archivio | febbraio, 2011

ComedySubs, un blog che merita di essere consultato

28 Feb

ComedySubs

Segnaliamo ComedySubs (http://www.comedysubs.org/), un blog che si occupa della sottotitolazione dei pezzi e degli spettacoli dei grandi stand-up comedian anglosassoni.

Il parterre è molto ricco: George Carlin, Bill Hicks, Ellen DeGeneres, Jerry Seinfeld, Ricky Gervais, il formidabile Emo Philips, e tanti altri. E’ possibile vedere pezzi singoli e scaricare interi spettacoli, cosa utilissima per i tanti che faticano a capire l’inglese, ma che vorrebbero documentarsi.

Ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda all’amministratore Roberto Ragone (vedi anche la paginadi FB di ComedySubs).

IL MOTIVO PER CUI HAI APERTO COMEDYSUBS…
Circa tre anni fa mi sono imbattuto in un video di George Carlin sulla religione e ne sono rimasto colpito. Volli condividere la scoperta anche con chi non aveva una conoscenza buona dell’inglese, quindi tradussi e sottotitolai quel video, pubblicandolo sul mio blog personale. L’iniziativa piacque, allora insieme al mio amico Vasco “Vaz” Serafini decidemmo di aprire un blog dedicato alle traduzioni. In seguito la famiglia si è allargata. Adesso siamo in 6 assidui, più diversi collaboratori saltuari.

DI CHE UTILITA’ E’, PERCHE’ DOVREBBE ESSERE LETTO/CONSULTATO?
Il motivo principale dovrebbe essere quello di farsi quattro risate, ma penso che ComedySubs abbia anche una certa finalità “educativa”. So di molti comici e autori comici italiani che studiano guardando gli spettacoli sottotitolati da noi. E serve anche a chi non fa il comico per capire cosa succeda, relativamente alla libertà di parola, in nazioni che di solito prendiamo come riferimento, cioè gli USA o la Gran Bretagna.

CHE DIFFICOLTA’ SI INCONTRANO NELLA TRADUZIONE?
La comicità è di solito molto difficile da tradurre, noi facciamo quello che possiamo. A volte ci troviamo davanti a giochi di parole intraducibili, o a riferimenti culturali oscuri per il pubblico italiano. Insomma, finché si parla dell’omicidio Kennedy ci arrivano tutti, ma quando i comici parlano di personaggi secondari della TV o della politica del loro paese si perde necessariamente qualche sfumatura. In questi casi, tentiamo di ovviare piazzando delle “note” esplicative, in alto nel video.

QUAL E’, SECONDO TE, LA SITUAZIONE COMICA IN ITALIA?
Penso che ci sia tanta voglia di ridere, ma poca cultura della comicità. Non voglio sembrare snob, ma lo sono, quindi l’impressione che si ha è quella (tanto per citare Bill Hicks). La televisione italiana propone un modello di comicità Continua a leggere

per Zelig un buonissimo “5.946.000 spettatori”

26 Feb

BisioCortellesi

ieri sera Zelig è risalito notevolmente, con 5.946.000 spettatori (24% di share). Contro c’era una versione special (e un po’ tristina) de L’Eredità condotta da Carlo Conti, che aveva sostituito lo speciale Sanremo, con Paola Perego e Francesco Facchinetti (non andato in onda per le note diatribe tra il manger Lucio Presta e Rai 1).

Qualcuno immagina una coppia peggiore di Facchinetti/Perego? Quasi meglio Pupo/Emanuele Filiberto. Be’, no, non esageriamo!

Manca il “live blogging” sulla puntata. Dicono che ci sia stato l’esordio stagionale di Zuzzurro & Gaspare e che Leonardo Manera sia tornato al cinema polacco con Caludia Penoni (tra un po’ rifarà Energia Pura…). Risulta un pezzo non male di Ficarra & Picone sulla riscrittura dei 10 comandamenti,  di cui però i media online non stanno dando notizia notizia (vuol dire che non ha fatto scalpore).

Sembrerebbero scomparse anche le imitazioni di Paola Cortellesi.  In questo momento la brava Paola potrebbe essere in qualche trasmissione di sinistra (tipo Parla con me) a scatenarsi con l’imitazione della Santanché e di altre passionarie berlusconiane. Certo più povera… magari è stata sottratta alla concorrenza anche per questo.

Katia & Valeria? Brignano? I delusi che aspettano una puntata di contentino? Boh…

Ananas Blog

Benvenuti nel Far West Comico

25 Feb
The Far West is There!

Benvenuti nel Far West Comico, dove le leggi non esistono e il vostro lavoro vale quasi meno di zero!

Cosa succede in queste terre selvagge? Ci sono tanti comici, che producono una marea di pezzi, in laboratori e provini che non finiscono mai.

Ma c’è un guaio, il peggiore che possa capitare: lavori con impegno e con passione a un pezzo per un certo periodo, poi qualcuno fa qualcosa di simile e ti scavalca, va in tv, “bruciando” quello che hai fatto.

DI STORIE SIMILI CE N’È UN’INFINITÀ.

Non si riesce mai a capire chi abbia copiato cosa. A volte ci sono le prove almeno di una scorrettezza, altre volte sembra tutto casuale. Il comun denominatore è uno solo: nessuno dice nulla a chi è stato “defraudato”, la cosa avviene nel silenzio.

IL COMICO È ORMAI VISTO COME UNA MACCHINA CHE PRODUCE PEZZI.

Si ignora quanta fatica comporti mettere in piedi anche solo 3 minuti ben fatti e che razza di colpo sia dover buttare via tutto.

L’affollamento fa sì che per ogni stile ci sia una valanga di gente che produrrà qualcosa di simile. La cosa più scandalosa è che fare qualcosa su un palco, invece di testimoniare che il pezzo è tuo, azzera i tuoi diritti.

Sembra che manchi del tutto un Archivio Centrale.

Il blog ha fatto alcune proposte per uscire dal Far West cabarettistico:

I RIMBORSI SPESE: (leggi post) che responsabilizzerebbero l’uso dei provini e dei laboratori e che regolarizzerebbero il “lavoro nero” delle grandi produzioni comiche.

IL BLOCCO DEI PROVINI E DEI LABORATORI: (leggi post) che sarebbe l’unico metodo per combattere l’assurda inflazione di pezzi comici, che consentirebbe un “censimento” e una “riqualificazione” del settore.

Altrimenti, teniamoci l’assurdo Far West e continuiamo a spararci tra noi.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

L’Isola dei famosi, i concorrenti non vip e la “fregatura” del televoto

24 Feb

La "finta selezione"...

Mercoledì sera L’Isola dei Famosi ha registrato un deludente 13,79% di share con 3,5 milioni di telespettatori, nonostante il cambio di serata dal lunedì. Si è registrata l’eliminazione di Davide Fabbri, l’unico motivo per cui il blog aveva deciso di occuparsi del programma.

Ma l’eliminazione merita un racconto a parte. La sensazione di “fregatura” ci sta tutta. La prima domanda è: quanti provini sono stati fatti per reclutare i non vip? La seconda: è stato comunicato che la partecipazione era in realtà una “mezza bufala”?

I tre naufraghi non vip (Davide Fabbri, Marzio Boschetti, Roberta Allegretti) erano stati selezionati in via definitiva durante una puntata di Quelli che il calcio. Mercoledì sera sono stati portati sull’Isola e poi è stato aperto il televoto, annunciando che solo uno dei 3 sarebbe rimasto.

Ha senso aprire un televoto sul nulla, tenendo presente che solo gli sms costano la bella cifra di un euro l’uno? Cosa significa votare se nessuno ha potuto verificare le qualità sul campo?

Penoso l’atteggiamento di Simona Ventura, il compiacimento con cui ha annunciato la “bella notizia” ai non vip. Il tono da lei usato si potrebbe tradurre così: “Credevate di partecipare all’isola, di potervela giocare, invece due di voi se ne tornano a casa subito e se lo pigliano in saccoccia… oh come siamo simpatici, come ci divertiamo alle vostre spalle, che fighi che siamo, mentre voi non siete un c***o”

Davvero poco trasparente tutta la filiera: dai provini, alle selezioni, alla correttezza, al televoto stile “tiriamo su un po’ di euro alle spalle del prossimo”.

Erano partecipanti a L’Isola dei Famosi, ma sono stati trattati malissimo, manco fossero dei comici!

La Redazione di Ananas Blog

Ananas Blog supera i 100.000 contatti!

24 Feb

Ananas Blog ha superato di slancio i 100.000 contatti in 9 mesi di attività. In questi mesi si è passati dalla “bestemmia” della critica al sistema comico (cosa impensabile prima) all’abitudine a confrontarsi almeno un po’ sui problemi.

Ricordiamo che il mondo del cabaret italiano era (ed è tuttora) uno degli ambienti più chiusi che esistano, mentre dovrebbe essere uno dei più liberi  e aperti, perché alimentato dall’energia e dal coraggio di chi sale sul palco.

La paura di parlare e di esprimersi è il sentimento più diffuso. Fa sempre una certa impressione ricevere confidenze, ascoltare di continuo racconti di esperienze negative, con la preghiera di non divulgarli.

Intanto il Web, Facebook, Youtube, Twitter e i Blogger, sono diventati determinanti nei cambiamenti che stanno sconvolgendo il Mediterraneo, i paesi arabi e quindi il mondo intero.

Fa un po’ tristezza constatare che Ananas, qua nel nostro orticello sovraffollato, sia l’unica voce critica di un certo “prestigio”. Ce ne vorrebbero almeno 10, 100, 1000.

L’emirato comico in cui viviamo è guidato da una gerontocrazia avida e mediocre, che sottopone i comici a un’estenuante trafila di sfruttamento della creatività.

Nel sultanato cabarettistico le informazioni vengono tenute nascoste, la creatività è a livelli minimi, l’empatia verso gli artisti è ridotta a zero. Qualsiasi porcata passa sotto silenzio.

Gli anni dal 2004 al 2006 sono stati difficili, ma tutti i segnali indicano che le cose stiano peggiorando. Allora c’erano meno laboratori, meno autori, meno burocrazia, meno comici, più lavoro, più serate, più opportunità di sfondare.

Adesso la sensazione è di trovarsi di fronte a un bordello di proporzioni colossali. Il bordello è tenuto in piedi dalla capacità dei comici di sopportare (da un lato) e dalla capacità del potere di mentire ai comici (dall’altro lato). Il potere li sottopone a uno sfruttamento sfibrante e umiliante, scandaloso anche per gli standard del difficile mondo dello spettacolo.

Le storie desolanti sono innumerevoli, a raccontarle tutte ci vorrebbe un secolo. Qualcosa nel blog si trova.

Ma, oltre al privilegio di raccontare il degrado, speriamo di poter raccontare anche i segnali di ripresa, di fine del degrado e di fornire un servizio di informazione sempre più efficiente e in tempo reale.

Il mondo si muove veloce, noi abbiamo ancora il problema di uscire dal medio evo!

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Il Direttore Generale della Rai rischia il posto per colpa di Luca e Paolo

23 Feb

E poi erano qualunquisti… A quando un rischio da parte di Zelig?

Ti sputtanerò

Un articolo sul Corriere della Sera, rilanciato da Dagospia, (leggi articolo) lascia trapelare che il D. G. della Rai Mauro Masi sia in grave difficoltà, e che rischi il posto per la satira antiberlusconiana di Luca e Paolo:

“Silvio Berlusconi sarebbe andato su tutte le furie. Traccia visibile del malcontento del presidente del Consiglio, la gelida dichiarazione di Antonio Verro, consigliere di amministrazione Rai, vicinissimo a Berlusconi: «Una satira politica da televisione commerciale non adatta ad una platea così vasta ed eterogenea come quella del Festival che fa servizio pubblico. Il direttore generale mi ha dato rassicurazioni sul fatto che le questioni che in questi giorni hanno interessato la direzione artistica del Festival verranno portate all’attenzione del prossimo consiglio di amministrazione».”

Proprio Luca Bizarri, in diretta tv, aveva regalato dei fiori a Verro con uno sberleffo terrificante: “Non glielo tocchiamo più Berlusconi!” (guarda il video), forse il più bel momento di satira di tutto il Festival.

A Masi starebbero preparando un posto all’Eni.

L’altro ieri uno special di Repubblica tv sulla satira: Luca e Paolo, la Dandini, Benigni, Guzzanti… nessuno ha citato manco di sfuggita Zelig e Ficarra e Picone.

Eppure Zelig avrebbe la possibilità di rischiare qualcosa, osando appena un po’ di  più.

Compagni, avete la pancia piena. I soldi vi escono dalle orecchie. La realtà vi è occultata dalle fette di lardo di colonnata che avete sugli occhi, e dai vetri fumé dei vostri Porche Cayenne… però, se non ora quando?

Fate infuriare il premier anche voi!

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Comici che resteranno anonimi?

22 Feb

Un altro caso di presunto scippo da parte di Zelig…

l'Anonima Comici

Venerdì scorso a Zelig è andato uno sketch nuovo: l’Anonima Comici, con Leonardo Manera, Gabriele Cirilli, Paolo Scarpelli. Il meccanismo è semplice: sulla falsariga della Alcolisti Anonimi i comici devono disintossicarsi dal dire battute… e finiscono per dirne a raffica (guarda il video).

C’è arrivata una segnalazione sul fatto che lo stesso pezzo, uguale nell’impostazione,  viene fatto almeno dal 2009 da Omid Mlk (un comico di origine iraniana non sconosciuto a Zelig, passato anche da Stranger in the Night) assieme a Fabrizio Palma. Dovremmo riuscire a procurarci il video a breve.

Il pezzo è stato portato in vari laboratori (che sono quei posti in cui si provano i pezzi che altri faranno in tv…)

Omid Mlk (guarda il suo profilo su facebook) ha commentato con una certa amarezza e con signorilità: “Ho scoperto che a zelig Manera, Pablo e Cirilli hanno fatto un omaggio a me e Fabrizio Palma rifacendo pari pari il nostro pezzo dei comici anonimi!…”

Bisogna sempre tenere separato il format dal copione. Posso usare la stessa idea con “parole diverse”, ma l’idea rimane comunque quella. Per fare un esempio Paniate e Santonastaso, in passato, hanno fatto gli alcolisti anonimi, ma il pezzo era completamente diverso da quello visto a Zelig.

Inoltre, chi va per primo in tv brucia il pezzo a chi magari lo faceva da più tempo.

Non sappiamo cosa sia successo esattamente, ma il problema è sempre quello: la formidabile macchina autorale e di scoperta talenti è fatta da 25.000 ore di lavoro l’anno. La macchina tiene d’occhio 3/400 comici, e movimenta una cinquantina di autori (22 firmano la trasmissione, gli altri sono di supporto ai laboratori) quindi dovrebbe conoscere vita, morte e miracoli di quello che c’è in giro. Eppure ha dei “vuoti di memoria” clamorosi.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Bisio/Cortellesi: un rapporto invecchiato precocemente?

21 Feb
Bisio vs Cortellesi

 Il rapporto tra Paola Cortellesi e Claudio Bisio, dopo la novità iniziale, sembra invecchiato di colpo.

Mentre le battute dell’Incontrada (Bisio è calvo, è anziano) e quelle di Bisio (la Incontrada è grassa e stupida) si trascinavano stancamente, quelle attuali riescono a fare peggio.

Funziona così: Bisio dice qualcosa di serio, oppure la Cortellesi dice qualcosa di serio e, già dalla recitazione poco convinta, si capisce che arriverà una battuta.

Recitano un copione come se fossero pagati col minimo sindacale, hanno già scritto in fronte “Questa è la preparazione al battutone”. Poi Bisio chiude col mestiere, oppure la Cortellesi chiude con l’imbarazzo di chi non è battutista.

Già dall’inizio si capisce  anche il tipo di battuta che verrà detta (mi sono fatto la Cortellesi in camerino, Bisio è calvo, Bisio è anziano, la Cortellesi ha le tette piccole).

Per esempio venerdì scorso, alla domanda di uno de I Boiler “Lei si è mai rifatto?” si è subito capito che Bisio avrebbe chiuso con “Mi sono rifatto la Cortellesi”.

Alla fine la battuta arriva, sempre più telefonata. Sembra quasi che arrivi da un call center dell’8924 (dopo essere stati in attesa a lungo e senza musichetta in sottofondo).

Tramite una talpa, ci è arrivato in anteprima il copione di una delle prossime battute:

BISIO (serio) – Paola, lo sai che, oltre a essere una brava attrice, una brava cantante, balli anche bene? Molti ti hanno fatto i complimenti.

PAOLA – (seria) anche tu Claudio (fa gli occhi a palla, una smorfia buffa e inizia a parlare svelto, facendo capire che chiuderà lei la battuta) tanta gente mi ha detto: ma come balla bene, che agilità, che senso del ritmo… (Qui si capisce che ci sarà un battuta sul Bisio anziano) che movimenti, che classe…

BISIO – Te lo dicono quelli che mi vedono a Zelig il venerdì sera? (squillo di telefonata)

PAOLA – No  gli anziani che ti vedono in balera la domenica pomeriggio (scatto alla risposta).

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Un Sanremo “Fantastico”

20 Feb

Morandi Canalis vs De Niro

La riuscita edizione di Sanremo 2011 a tratti, in certi passaggi, ha ricordato l’indimenticabile Fantastico 8 con Adriano Celentano (correva l’anno 1987), la trasmissione che ruppe tutti gli schemi del sabato sera televisivo.

Fu il Mistero Buffo del varietà e, non a caso, prese i complimenti da parte di Dario Fo.

Ci furono le pause, le prediche, l’invito a scrivere “La caccia e contro l’amore” (“è” senza l’accento) sulle schede elettorali, il famoso monologo sui Figli della Foca, l’invito a spegnere la tv per 5 minuti, cosa che fecero in 8 milioni, eccetera, eccetera.

A Sanremo ci sono state situazioni anomale per quel tipo di evento, come per esempio la satira di Luca e Paolo, mentre in Fantastico 8 l’eccezione era la regola.

Se Benigni ha catturato 19 milioni di telespettatori con 50 minuti di monologo sull’inno nazionale, Celentano fece di meglio: mandò in onda lo shockante monologo di Franca Rame sullo stupro che inchiodò al video 12 milioni di telespettatori (guarda il filmato). Un autentico cazzotto nello stomaco…

Nelle gaffe di Morandi c’è qualcosa dell’anticonformismo assurdo con cui Celentano intervistava gli ospiti. Prendiamo il bellissimo nonsense nell’intervista di Morandi e della Canalis a Robert De Niro (nel video al minuto 8.13):

Morandi dice: «A me piace moltissimo Taxi Driver.» Poi si rivolge alla Canalis per chiedere la traduzione in inglese: «Come si dice Taxi Driver?»

E la Canalis: «Taxi Driver».

Sublime! Fa il paio col capolavoro di Celentano, che mentre intervistava la cantante Apollonia le disse:

«Tu Habla espanol?»

«Sì»

E lui, indicando uno dell’orchestra «Anche quello lì!» (Ah! Ah! Ah!)

Da ricordare anche la strepitosa, lunghissima, incongruente intervista ai Bee Gees (guarda il video) in cui ci sono perle di questo tipo:

(Celentano porgendo il microfono a Barry Gibb) «Questo serve per parlare».

Oppure: «Vorrei sapere una cosa: chi di voi è Gees?»

Oppure, (indicando Barry Gibb): «È il barbone quello che canta?»

Presentando Terence Trent D’Arby lo chiamò Tri Trac Trullallà.

Insomma, anche se fu criticato ferocemente, uno degli show più belli di tutti i tempi…

Celentano intervista i Bee Gees

Zelig strappa 3.600.000 telespettatori a Sanremo

19 Feb

Ma prende una bruciante  lezione di satira dalla rassegna sanremese.

Luca e Paolo a Sanremo

Nel giorno in cui Silvio Berlusconi veniva mandato a processo per la data del 6 aprile, Zelig registrava la sua 6° puntata, ma Ficarra & Picone (la presunta punta di diamante della satira di quest’anno) non c’erano!

Lo stesso giorno Luca e Paolo, a Sanremo, nel regno della tv ingessata, battevano un colpo forte con “Ti sputtanerò” in cui la chiusa era dedicata in tempo reale al processo sul Ruby Gate.

Ieri a Milano esplodeva (di nuovo) lo scandalo Affittopoli e, fatalità,  è sparita l’imitazione della Moratti che, comunque, non ha mai intaccato un solo tema scottante. Il contributo satirico è arrivato da Teresa Mannino (conduttrice del Se non ora quando? milanese) che, coraggiosamente, ha fatto un pezzo sulle differenze tra Milano e Palermo: le vocali chiuse contro le vocali aperte.

Proprio il giorno prima Benigni, un comico, a proposito di unità nazionale, aveva tenuto inchiodati oltre 19 milioni di telespettatori con quasi 50 minuti di monologo sull’inno nazionale.

E’ incredibile, se si fa il confronto, Zelig mostra di essere più vecchio di Sanremo. Da una parte lo stesso linguaggio ripetitivo e privo di vitalità, dall’altra la rottura degli schemi : a tratti sembrava il formidabile Fantastico 8 con Adriano Celentano.

Anche ieri sera non c’è stata gara. Luca e Paolo hanno maramaldeggiato sull’attualità con “Uno su mille ce la fa” dedicata al leader della sinistra, con la battuta Il 6 aprile dovrebbe essere festa nazionale e con lo strepitoso pezzo in cui lo scandalo Ruby è visto nell’ottica qualunquista autoassolutoria italiota (guarda video). il pezzo andrebbe fatto vedere a Ficarra & Picone, in ginocchio sui ceci, a scopo didattico.

Ieri c’era una sensazione di già visto, a parte l’insolito esperimento dei Comici Anonimi (Cirilli, Manera, Scarpelli). Si sono visti tanti monologhi “vintage” da satira di costume stile Beppe Grillo prima maniera. Enrico Bertolino ha portato un pezzo di formazione, preso dalla sua attività di formatore: come riconoscere le varie tipologie caratteriali, con tanto di lavagna elettronica. In generale stupisce la quantità di comici che portano loro materiale.

Eppure ci troviamo di fronte alla più formidabile macchina autorale mai vista: 22 autori che firmano la trasmissione, che però con quelli impiegati nei laboratori arriverà alla cinquantina. Inoltre il peso autorale è quasi sempre scaricato sul singolo comico. Qundi ci sono in ballo almeno 150 teste autorali impegnate tutto l’anno a creare ossessivamente pezzi.

Risultato: produzione creativa molto vicina alla sterilità. Reddito procapite di battute quasi inesistente. Lo scopo sembra quello di formare una burocrazia autorale, separata dalla gerontocrazia al comando, in cui i comici vadano a impantanarsi per anni.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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