Così parlò Enzo Jannacci

3 Feb

Enzo Jannacci

La critica a Zelig non nasce certo con questo blog (vedi anche post Rassegna stampa libera). Nel 2003 Enzo Jannacci, che è anche uno dei padri del cabaret italiano, aveva tuonato contro il metodo Zelig:

«I nuovi comici in tv sembrano tutti animatori di villaggi turistici. Braccia rubate all’ agricoltura, altro che neocomici. Non fanno che togliere spazio a chi merita. Anche Zelig non mi fa ridere per niente. Non c’ è nessun vero talento, nessuno che abbia qualcosa da dire. è tutto troppo facile: noi facevamo anni di gavetta, studiavamo. Oggi prima vai in televisione, poi, semmai, impari».

E su Zelig (che quell’anno iniziava la travolgente cavalcata del Circus):

 «Non lo amo, non è nelle mie corde. Perché hanno successo? è un sintomo di una malattia più grave: la crisi della cultura italiana. Viviamo un momento drammatico. Del resto, se abbiamo il governo che abbiamo non è un caso. L’ unica televisione libera è RaiTre, ma anche quella è solo un alibi per la Rai».

Lucidissimo nell’analisi. In effetti Zelig (e i suoi metodi, cioè la produzione commerciale all’ingrasso e spersonallizzante di pezzi comici) è un sintomo del declino anche culturale del nostro paese. Riflettiamo su ciò che l’area milanese ha dato all’Italia: Dario Fo, Jannaci, Gaber… e adesso Gino & Michele. I conti non tornano!

Ma nelle parole di Jannacci c’è già tutto: l’abolizione della gavetta (quindi dell’unica possibile meritocrazia), la commercializzazione, il crollo verticale della creatività in favore della monocultura (fate pezzi, producete pezzi, portate pezzi…).

Enzo Jannacci fu oggetto di alcune reazioni particolarmente sgradevoli da parte di alcuni “senatori”. E fu trattato più o meno come un anziano bizzarro da Gino & Michele. Ma di fronte all’attuale deserto creativo non si può negare che avesse ragione. E tra l’altro abbiamo ancora il governo che abbiamo…

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

4 Risposte a “Così parlò Enzo Jannacci”

  1. Torre Pedrera febbraio 4, 2011 a 11:10 am #

    Mica c’entra qualcosa il pensiero di Jannacci con quello che fa suo figlio!!!

  2. Krushow febbraio 4, 2011 a 1:38 am #

    Lo odia talmente che c’ ha messo il figlio a suonare il piano. Giusta ritorsione.

    • ananasblog febbraio 4, 2011 a 9:59 am #

      >Lo odia talmente che c’ ha messo il figlio a suonare il piano. Giusta ritorsione.
      Proviamo a decifrare il pensiero di Krushow. Ci sono molte ipotesi sul tappeto:
      1) l’assunzione del figlio di Jannacci, cancella retroattivamente tutte le critiche fatte da Jannacci a Zelig negli ultimi 8 anni (una legge Cirielli cabarettistica?)
      2) è stato Jannaci a offrire suo figlio in ostaggio a Zelig, così come facevano i regnanti di una volta quando volevano compiere un gesto di pace verso il regno vicino
      3) Jannacci fece quelle critiche sperando che un giorno gli assumessero il figlio.
      4) l’assunzione di un figlio cancella le opinioni del padre (una specie di indulto)
      5) è tutto un magna magna, quindi nessuno deve parlare
      L’Amministratore

  3. giovanni febbraio 3, 2011 a 9:07 PM #

    Figurati ora che sono passati 8anni!!! Soprattutto un declino (come già avete sottolineato voi, a partire dal logo) verso la volgarità……ma chissà come mai i piu’ grandi comici non hanno mai avuto bisogno della volgarità, dalla parolaccia al doppio senso scontato e squallido? Chissà come mai non hanno mai basato la loro comicità sull’ummiliazione altrui (altro conto è ironizzare o ingannare “alla toto'”) o sul denigrare volgarmente intere categorie di persone?

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