Padova si impegna, ma…

17 Feb

Torniamo a occuparci di Padova, uno di quei laboratori alla periferia dell’Impero Bananas, su cui c’è poco interesse, ma che vengono tenuti in piedi per l’ansia di controllare ogni lembo di territorio. Vediamo qual è la situazione:

Il  locale Q Restaurant è abbastanza bello ma non è il Banale (locale storico di Padova NDR) ovvero: al Banale si era creata quella magia data da un pubblico che veniva a vedere i comici a prescindere da Zelig e, infatti, il pubblico si era innamorato dei personaggi. Con l’andazzo di non chiarezza e menefreghismo dei vertici, gli artisti che erano le colonne portanti del lab al Banale si sono persi.

Infatti la qualità del “Q” non arriva a sfiorare nemmeno quella del Banale. Non ci sono più i Flavio Furian, Diego e Paolo, I Minimo, La Mamma di Ado, Nicola Trocchia e Cristian Calabrese. Quello era un gruppo vero e si avvertiva dal locale sempre stracolmo. Qui si alternano giovanottoni volonterosi e di belle speranze provenienti quasi tutti da Verona, con altri personaggi improbabili che arrivano saltuariamente .

Il posto è scomodo perchè è in centro dove non c’è parcheggio, la cena non la offrono neppure, si paga (Tirchieria Zelig da 15 milioni di euro di fatturato l’anno! NDR). Non c’è il clima del Banale: pubblico di studenti e perfetto per il genere, qui l’ambiente è un pò da “fighetti”, non si sa come finirà.

L’autore Marco Del Conte fa quello che può con il materiale che ha, di sicuro si sbatte dalle 17.30 in poi ma l’impressione è che non ci creda più di tanto nemmeno lui (parafrasando De Andrè: s’impegna poi getta la spugna con gran dignità NDR). Forse è troppo accondiscendente, Midena e Basso erano molto più rigidi e duri, non si sa quale sia la soluzione migliore .

Certo è che se tutti vengono da Verona perchè non farlo a Verona? Una nota assai dolente: la tecnica che assassina i pezzi. E’ affidata a dei ragazzini che bruciano le battute con micorfoni non funzionanti o fischianti e basi troppo alte. L’impressione è che se si esclude Genova, Torino o Milano, gli altri lab sono considerati di provincia dove non ne esce un ragno dal buco.

Se i lab sono la serie B, nelle città minori sono pure di serie C: ci sarà l’outsider di sicuro (vedi Minimo, durati un anno solo) ma poi si pesca nel lab delle grandi città.
Nota positiva: la conduzione è affidata a una donna, Anna Marcato.

La Redazione di Ananas Blog + veneti disillusi

6 Risposte a “Padova si impegna, ma…”

  1. Anonimo settembre 5, 2011 a 2:35 PM #

    W Il Grande Alberto! suggerirei di fargli anche qualche domandina riguardo al progetto dei “6 Pirla”… che smuove un pò le acque e dimostra che quando i ragazzi sono volenterosi, e si sbattono.. spazi per esibirsi li possono anche trovare, offrendo una qualità di spettacolo assolutamente degna del grande pubblico di piazza.

    perchè non si può stare davanti a un pc ad aspettare che ti aprano un laboratorio sotto casa, possibilmente remunerativo….Ragass l’italia è piena di locali, ed è piena di Cabarettisti.. se le cose così come sono non ci piacciono.. l’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e crearseli degli spazi in cui farsi i muscoli!

    • Omino settembre 7, 2011 a 8:15 am #

      mi accorgo ora che non avevo firmato il commento.. Ominicamente chiedo venia 😉

      • Alberto settembre 9, 2011 a 11:16 PM #

        Uelà!

        Grazie Omino per lo spunto sui “6 Pirla?”, gruppo di comici conosciutisi grazie anche ai laboratori di Padova e di Verona (ci si incontra, si trovano punti in comune, si collabora).
        Si tratta di una piccola realtà, ma chissà che non ne venga fuori qualcosa di veramente buono. E viste le premesse delle serate estive nella piazze, sono ottimista.

        Come dicevo, comunque, a Verona qualcosa si muove e non è detto che non si riesca a creare un circuito virtuoso di locali e di comici (emergenti e non) che possa dare un po’ di ossigeno al movimento.

        Con questo non dico che snobberò il laboratorio di Verona dello Zelig, perchè si tratta di una opportunità in più di provare, di farmi vedere e di confrontarmi con il pubblico e con altri comici. Se poi questo mi porterà dalle parti di Viale Monza non sta a me dirlo, ma è comunque una possibilità in più che mi sento di poter sfruttare… anche perchè questa volta è pure vicino a casa 😉

        Se poi dal lab di Zelig verranno fuori delle date in locali o piazze perchè la gente ci ha visto… tanto meglio per noi.

  2. Alberto febbraio 22, 2011 a 2:34 PM #

    Aspettavo di vedere qualche commento prima di metterne uno io, ma vedo che non ha suscitato molto interesse l’articolo, o comunque non ha innescato una discussione.

    Mi presento: sono un giovanottone volenteroso e di belle speranze di Verona 😉
    Vado ad analizzare l’articolo punto per punto, sperando di non dimenticare nulla.

    – Non ho mai frequentato il Banale, quindi non azzardo paragoni, ma mi è stato detto che in effetti era un bel locale e c’era un bel pubblico.
    Il Q è un bel locale, con un bel palco, dove fanno anche delle belle serate di jazz, ma che in effetti ha probabilmente un target molto diverso, meno studentesco/giovane.

    – Per quel che riguarda la partecipazione di artisti passati per il Banale, posso dire che alcuni di quelli citati sono venuti e vengono (o torneranno) al Q: Diego e Paolo (non più in coppia, ma con progetti solisti), Cristian Calabrese (che per il momento è impegnato con Central Station), I (nuovi) Minimo hanno fatto un salto, così come il bravo e simpatico Furian.
    Ci sono sicuramente più “volti nuovi” e inesperti, ma anche qualche buon (semi) professionista, come i Maxi Circus, Anna Marcato, Fabrizio De Poi, Guido Marangoni, Paolo Favaro e il sempre bravo Terenzio Traisci.
    Ok… non ho detto grossissimi nomi, ma è gente che comunque ha esperienza, capacità, oltre al poter vantare qualche passaggio tv.
    Tra noi giovanottoni (non solo di Verona) penso che qualche buona idea ci sia.
    Oltre ad alcuni personaggi che un minimo di esperienza teatrale ce l’hanno, per la maggior parte abbiamo cominciato da poco con il cabaret e quindi abbiamo bisogno di fare la giusta e doverosa gavetta, muovendoci su più palchi, provando e riprovando i pezzi.
    Se uno di questi palchi è lo Zelig Lab di Padova (relativamente comodo), sta a noi decidere se ci conviene o meno, se ci dà soddisfazione, se ci fa crescere.

    – Il locale, in effetti, essendo in centro è un po’ più scomodo perché non ha parcheggi gratuiti proprio davanti, ma basta qualche passetto in più e un posto macchina gratis lo si rimedia lo stesso (su questo garantisco).

    – … è vero… la cena non è offerta…

    – Su Marco Del Conte non posso dire nulla, se non che da un primo approccio molto freddo e distaccato è passato man mano ad una maggior confidenza e devo dire che con lui si lavora bene. Ti consiglia, propone, corregge, è schietto e fin dai provini ha messo in chiaro che la partecipazione al Lab non garantisce assolutamente nulla.
    Non dà nemmeno la certezza di essere convocati sempre, è una possibilità che ti devi guadagnare, ma bisogna sottolineare che dà anche spazio alle persone e alle idee ed è molto propositivo.
    Se ti fai avanti ti tiene in considerazione.
    Può stroncarti un’idea, o uno stile, ma ti darà comunque l’opportunità di provarci.

    – A Verona so che provarono ad attivare uno Zelig Lab, ma la pubblicità probabilmente fu scarsina, perchè io l’ho scoperto un anno dopo!
    Non so chi abbia toppato da questo punto di vista, ma a Verona (come ovunque, penso) se non fai una pubblicità martellante nei posti giusti, non viene nessuno. Il nome (“Zelig” nel caso specifico) da solo non basta.
    Ora ci sono alcune realtà interessanti a Verona, come il Verona cabaret DOC, gestito da Calabrese e dalla DOC Servizi, in un bel locale a due passi dall’Arena (in centro e senza parcheggio, ma sempre pieno), e il Session Cabaret a Calmasino (fuori Verona, più vicino al lago), gestito da Diego Carli, più piccolino e alla mano.
    Qualche altro locale sembra si stia muovendo per fare cabaret, con il rischio di riempire un po’ troppo la piazza veronese.
    Purtroppo Verona è sempre in balia delle mode e non so quanto durerà…

    – Sulla qualità tecnica non posso dare tutti i torti, perché sono state fatte notare cose che anche noi abbiamo fatto presenti, ma spezzo una lancia in favore dei fonici: stanno prendendo le misure al tipo di spettacolo e migliorano di volta in volta. Fare il fonico a più persone, a volte con molti microfoni ad archetto sul palco che si muovono, diverse basi (che magari vengono portate all’ultimo secondo), magari dover cambiare in corsa, o improvvisare, non è facile e bisogna prenderci la mano e l’orecchio, cercando di conciliare gli aspetti puramente tecnici con le richieste degli artisti (e questo vale anche per i musicisti).

    Per ora dal Lab di Padova magari non esce niente, ma chissà che tra qualche anno, dopo un po’ di esperienza accumulata, diversi laboratori, concorsi e piazze, non si crei un bel giro di buoni comici, magari da portare anche in TV.

    So che il punto focale dell’articolo, come di altri, non è tanto la qualità dei comici (importante, ma con gli esordienti magari ci si va più soft e con critiche costruttive), quanto proprio l’istituzione “Zelig Lab”. Nel caso specifico un Lab situato “alla provincia dell’impero”.
    Non credo che cambierebbe molto farlo a Verona in termini di partecipanti (siamo quasi gli stessi che girano… anche non di Verona). Credo invece che si sia “esaurita” una prima ondata di buoni comici armati già di qualche anno di esperienza (molti anni, in certi casi), forse poco valorizzati, e che se ne stia creando un’altra, che necessita di luoghi dove esibirsi per accumulare a sua volta minuti di palco, consigli e confronti con altri comici.

    Noi ce la mettiamo tutta comunque (perché volenterosi, di Verona e non, giovani e meno giovani…) per far ridere la gente e costruire la nostra dimensione di comici.
    Si tratta comunque di un’esperienza (positiva o meno) di cui faremo tesoro noi, il locale e magari anche gli organizzatori della Bananas.

    Non sono stato breve, ma spero di esser stato chiaro.

    Grazie

    P.S. Mi dispiace guastarvi in parte l’unica nota positiva che avete trovato: a volte Anna non può venire e conduce un giovanottone volenteroso e di belle speranze proveniente da Verona 😉

    • ananasblog febbraio 22, 2011 a 5:23 PM #

      Alberto, grazie per il lungo e dettagliato intervento.

      Una scommessa: il prossima anno il lab zelig si farà al Verona cabaret DOC.

      • Alberto settembre 1, 2011 a 8:53 PM #

        Ci hai quasi preso.

        Il laboratorio Zelig si farà a Verona, ma non sarà più DOC 😉

        Speriamo in una buona riuscita.

        P.S. Si stanno comunque creando realtà interessanti a Verona extra laboratori.

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