Un caso di “pezzo bruciato” nel Far West Cabarettistico

2 Mar
CSI Colorado

Come funziona il Far West Cabarettistico (vedi articolo)? C’è una tale inflazione di comici, di pezzi, di laboratori, che se lavori a un pezzo per un certo periodo, rischi di essere scavalcato da qualcosa di simile.

A volte ci potrebbe essere malafede, a volte potrebbe essere un caso ma, data la scarsa trasparenza dell’ambiente, la verità non viene mai a galla. La legge è quella del più forte, la regola è quella del silenzio.

Di racconti ce ne sono una marea, ne pubblichiamo uno che ci è arrivato da parte di Paolo Favaro del duo Paolo e Max (vedi sito):

il fatto risale a qualche anno fa: facevamo un programma tv frutto di un anno di laboratorio al Banale di Padova. Si chiamava Candiani Cabaret e andava in onda su Telechiara, direzione artistica di Dado Tedeschi. Facevamo la parodia di CSI già da 2 anni e ogni settimana veniva giù un ospite da Milano che partecipava ad uno sketch (quasi sempre il nostro).

Una volta venne Omar Fantini. Visto che a Sputnik faceva la parodia del tenente Orazio Kane, era perfetto per il nostro pezzo.
Improvvisamente un comico moriva sul palco partiva la musichetta di CSI e noi entravamo in scena e giù di battute sul morto. Lo sketch andò bene e lo stesso Omar ci fece i complimenti. Una settimana dopo ricevo una telefonata che lo stesso pezzo o, come si suol dire, lo stesso schema era lì a Colorado, senza di noi naturalmente. Grande amarezza e pezzo da buttare nel cesso, bruciato.

 Fortunamente abbiamo un vasto repertorio e non ci siamo scoraggiati, ma a vedere continuamente queste razzie di idee fa male sopratutto per chi come noi fa la gavetta alla vecchia maniera.

Confronta i pezzi (video Paolo e Max, dal minuto 1’26” ) e (video Colorado CSI).

Che dire? È una delle tante storie di ordinaria follia cabarettistica. È probabile che sia stato un caso sfortunato, che il pezzo CSI fosse già in cantiere da tempo a Colorado.

Anche se la sequenza “comico di Colorado che partecipa al pezzo, ti fa i complimenti, poi dopo una settimana ti ritrovi il pezzo a Colorado” lascia sempre dei dubbi. Situazioni simili lasciano sedimentata la sensazione che tutto sia truccato, poco onesto.

Cosa avrebbe dovuto fare per esempio l’incolpevole Fantini (o chi per lui)? Semplicemente alzare la cornetta e dire: “faranno un pezzo simile al vostro, ma è un caso…”. Un piccolo gesto di trasparenza, insomma. La rottura della regola del silenzio, indispensabile per uscire dal Far West.

 Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

10 Risposte a “Un caso di “pezzo bruciato” nel Far West Cabarettistico”

  1. omino marzo 2, 2011 a 3:03 PM #

    sempre restando fuori dai singoli casi (non consocendo le persone in causa non mi va di sparare sentenze o pareri)…

    ma al di là di tutto la stessa identica situazione la vedo capitare, tra gli autori delle battute satiriche di Spinoza contro quelli della Palestra di Luttazzi…

    anche li, probabilmente, spesso si tratterà di coincidenze (partendo dagli stessi concetti è facile che si arrivi alla stessa battuta..) e altre volte invece ci sarà la malafede…

    con questo cosa voglio dire? se (ipotesi) voglio fare un pezzo di cabaret sui giovani di oggi, che armi ho?

    o prendo facebook.. o quelli che riprendono qualsiasi cosa coi telefonini, o l’italiano sgrammaticato… o gli emo GIUSTO? cosa altro potrei fare sui giovani d’oggi,seriamente???? (da quasi trentenne, davvero non conosco altro dei gggiovani d’oggi)

    poi certo, bisogna vedere se il pezzo che citi tu sia stato copiato PARI PARI, oppure se è stata copiata solo l’idea di “FARE UNA PARODIA DEGLI EMO”.

    e credo più o meno valga lo stesso concetto per l’ispettore…

  2. Paolo marzo 2, 2011 a 12:28 PM #

    Ciao a tutti,purtroppo non ho avuto modo di frequentare i laboratori citati e non avevo presente il pezzo di Zelig,comprendo che una parodia possa venire in mente a molti,l’unica cosa che mi fa pensare é il fatto che se già il pezzo era così inflazionato perchè passarlo lo stesso?se un comico “non famoso” presenta un “personaggio” in qualche modo già fatto viene subito cannato mentre sembra che i senatori della comicità godano di altri privilegi…é questo che sinceramente lascia un pò perplessi.

    • ananasblog marzo 2, 2011 a 1:33 PM #

      >Ciao a tutti,purtroppo non ho avuto modo di frequentare i laboratori citati e non avevo presente il pezzo di Zelig,comprendo che una parodia possa venire in >mente a molti,l’unica cosa che mi fa pensare é il fatto che se già il pezzo era così inflazionato perchè passarlo lo stesso?

      Paolo, concordo con quello che dici. Al di là del fatto che forse non si inventa niente, per i “non famosi” sembra non ci siano garanzie.
      L’Amministratore

      • Pippo marzo 2, 2011 a 2:48 PM #

        >per i “non famosi” sembra non ci siano garanzie…
        Che l’abbiano copiato o meno a colorado, temo che i non famosi ritarderanno l’incontro con il successo a prescindere, se insisteranno su parodie così banali. Non è una bocciatura (chi sono io per…?) ma l’invito a ricercare la popolarità ricorrendo a una maggiore originalità. Abbasso le parodie della tv e dei telefilm!

        • Paolo marzo 2, 2011 a 8:47 PM #

          Come ripeto la parodia é stato uno dei nostri sketch non l’unico, concordo che possa non essere originale ma fa parte in ogni caso del genere comico,come le imitazioni o altro,in ogni caso non é la cosa alla quale ci attachiamo per diventare o no famosi era solo una considerazione,é vero che manca l’originalità ma credo che salvati pochi casi sia una lacuna generale nel panorama comico italiano.

  3. Claudio Masiero marzo 2, 2011 a 11:47 am #

    Vero Omino, ricordo.

  4. Claudio Masiero marzo 2, 2011 a 11:41 am #

    Se non ricordo male, vidi pezzi di quel genere a Scaldasole in Barona all’epoca gestito da Davide Colavini, l’anno dovrebbe essere stato 2006/07.
    Fatti da Alessandro Betti, Davide Colavini, Paniate e Santanastaso.
    Comunque prendetemi con beneficio di inventario, non è mio interesse creare malumori o dispute.

    Claudio Masiero

    • bart marzo 10, 2011 a 11:15 PM #

      caro Masiero, Colavini non ha mai gestito il laboratorio Scaldasole, andavo a vederlo tutti i mercoledì cascasse il mondo

  5. omino marzo 2, 2011 a 11:35 am #

    Senza entrare nel merito della questione, per completezza.. ricordo che “lo stesso schema” veniva usato 10 anni fa nei primi anni di zelig, credo ci fosse già bisio..

    con un comico che moriva ogni volta, e Ale di Ale&Franz che entrava canticchiando la musica di hitchcock facendo l’investigatore…

    tanto vi dovevo… (giusto per dimostrare che dell’elefante ho anche la memoria, non solo la stazza 😉 )

    • ananasblog marzo 2, 2011 a 1:38 PM #

      >Senza entrare nel merito della questione

      Omino, hai ragione, c’era quel pezzo a Zelig. Però bisogna trattare i casi di “vicinanza”. Esempio: sul palco di Zelig da due anni Gigi Rock faceva l’Emo, poi dallo stesso palco sono passati gli EMO di Mancio e Stigma. Quello è un caso grave. In questo caso un pezzo viene fatto da due anni e poi, dopo la visita di un comico di Colorado, ci si ritrova una settimana dopo il pezzo a Colorado. Il giramento di scatole in un caso simile è legittimo.
      L’Amministratore

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