Il declino di Bravo Grazie

30 Mar
Bravo Grazie
Claudio Masiero ci ha mandato alcune considerazioni su Bravo Grazie, che era la “Champions League del cabaret” e che ha perso gradualmente importanza… ed è un peccato…
Io ho partecipato a tre edizioni di Bravo Grazie, in tre periodi precisi e particolari: 2002, 2009 e 2010.
Partecipare a questa manifestazione non era facile, dovevi vincere un Festival di Cabaret legato a questo circuito, che c’è stato un tempo in cui contava oltre 22 concorsi, più di uno per regione.
La finale si teneva a Saint Vincent cittadina Valdostana che veniva letteralmente invasa, con alberghi che ospitavano solo comici, manager di agenzie di spettacolo e organizzatori. In alcuni casi gli albergi venivano aperti proprio per l’occasione.
Era un evento dove si instauravano rapporti di lavoro e nascevano collaborazioni interessanti, si aveva la possibilità di confrontarsi e misurarsi anche col mezzo televisivo.
Nel 2002, IX° edizione, eravamo tantissimi, ricordo che per far vedere il pezzo a porte chiuse agli autori (Di Munno e Tamburino e ad altri che non ricordo) ci si mise 4 o 5 ore.
La tensione era alta e la responsabilità pure. Se si passava alla finale si andava in onda su RAI 2,
Quell’anno tra la semifinale e la finalissima accadde qualcosa, non so dirvi esattamente cosa, se la tensione della tv e le sue aspettative dettero alla testa a qualche organizzatore o se ci furono dei comportamenti poco chiari (forse si inziò a chiedere una tassa di partecipazione troppo onerosa NDR), ma la cosa certa fu che da quell’anno Bravo Grazie perse consensi e adesioni tra gli organizzatori dei festival.
Negli anni a seguire continuarono a tenerlo in Val D’Aosta sino a che venne trasferito a Reggio Calabria.
Io arrivai nel capoluogo calabro nel 2009, per la XVI° edizione. Il numero dei comici era notevolmente diminuito. Il festival veniva trasmesso su Sky Vivo, sempre una cornice interessante ma inferiore al passato. Arriviamo ai giorni nostri, alla XVIII° edizione tenutasi nel 2010. In realtà si sarebbe dovuto registrare nel 2011, ma un anticipo del palinsesto televisivo costrinse ad una corsa contro il tempo, creando un contesto che con il cabaret non aveva nulla a che fare. Il contenitore tv era “Se … a casa di Paola” (pomeriggio di Rai 1), pur di poter dare un passaggio televisivo a coloro che avevano aderito al concorso.
Bravo Grazie, da manifestazione che “occupava” una cittadina per 4 giorni e che aveva una cornice televisiva importante, è diventata qualcosa di secondario che occupa uno spazio televisivo di una manciata di minuti.
Questa è la realtà, e me ne dispiace.
Claudio Masiero

4 Risposte a “Il declino di Bravo Grazie”

  1. Anonimo aprile 2, 2011 a 5:37 am #

    Sarò sintetico, leggevo un post di Davide Colavini tempo fa e credo che in parte abbia ragione, se non ricordo male si esprimeva così “Prima i comici volevano vincere i concorsi per avere un passaggio su RAI 2, ora andare in tv è molto più semplice e quindi Bravo Grazie ha perso di interesse”.

    Credo che la Tv e i suoi meccanismi abbiano una parte di responsabilità.

    Claudio Masiero

  2. Anonimo marzo 31, 2011 a 10:21 am #

    Quali motivi?

    Claudio Masiero

    • giovanni aprile 1, 2011 a 8:59 PM #

      Oddio stiamo commentando questo post no? I motivi del declino di Bravo Grazie…….grazie.

  3. giovanni marzo 31, 2011 a 8:15 am #

    I motivi? Puoi scriverli?

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