Archive | aprile, 2011

Benvenuti in Zeliglandia…

30 Apr

Omar Bashuner è un giornalista/critico di origini francesi. Ci ha mandato un lungo saggio su quel mondo triste, ripetitivo, conformista, poco artistico e tanto commerciale che lui stesso ha denominato Zeliglandia. Si tratta di un paese in cui molti vivono a loro insaputa. A volte vi ci hanno portato senza dirvi di cosa si trattasse. Ananas Blog

ZELIGLANDIA

Quando hanno per le mani energie pure, talenti, non se li fanno certo scappare: attenzione però al percorso prestabilito. A scadenza annuale, dopo aver fato il pieno di “promesse” per il loro inesauribile vivaio (grazie ad un eccellente sistema di reclutamento degno della più alta ingegneria liberal capitalista), questi “consorzi della risata s.p.a.”, sono arrivati a rappresentare i veri Baroni del genere comico in Italia. Oggi non c’è luogo nel nostro paese che non veda Zelig come obiettivo ultimo, si è quasi convertito in acronimo di risata. Sommo traguardo magari di una lunga carriera, fatta di tanta fatica e gavetta è però un sistema che comincia a scricchiolare.

Del resto non ci si deve stupire quando si abbraccia un sistema a regole liberalcapitaliste è legittimo goderne il periodo di boom, così come è conseguente prevederne il crack. Se mi si consente noto un certo parallelismo quando si risponde ad ogni imbarazzante critica all’attuale governo, con frasi del tipo “non si può certo lasciare la scena alla sinistra”. Oramai Zelig è il “riferimento” primo, assoluto, unico incontestabile perchè in passato ha certamente sfornato fior di artisti, illusionisti  o cabarettisti con la C maiuscola. Altri tempi. Ma oggigiorno è difficile imaginare un panorama cabarettistico senza Zelig. E sicuramente c’è chi non ne ha l’interesse.

È ovvio che quando parlo di “scricchiolare” non mi riferisco certo a conti correnti vari. C”è più d’un però in questo sistema manageriale “a pioggia” in cui gli artisti puri appartengono all’ultimo anello della catena (per intenderci quelli che con il loro lavoro gratuito mantengono Continua a leggere

Salviamo il soldato Geppi? (la “generazione x” del comico)

29 Apr
Geppi Cucciari

Recentemente sono usciti due articoli su Geppi Cucciari relativi alla conduzione di G’Day (La7). Il primo su DavideMaggio.it, in cui si anticipa che la trasmissione (che va male come ascolti) verrà comunque spostata alle 19, sempre in fascia preserale e gli verrà allungato il minutaggio (leggi il post).

Il secondo è una videorecensione di Aldo Grasso (guarda video) il cui succo è: Geppi è bravissima, è il format che non funziona.

In realtà Geppi Cucciari è il frutto di quella Generazione X svezzata attorno al 2004, la prima generazione di comici ad aver saltato a piedi pari la gavetta. Quella infornata ha conosciuto i laboratori, ma non il palco vero, si è trascinata i propri difetti senza risolverli.

Guardando la pur brava Geppi si vede che (probabilmente) non ha mai vinto la “paura del palcoscenico”. E si vede in trasparenza cosa le manchi: non ha mai condotto serate in giro per l’Italia di quel lavoro sporco tanto detestato dai maniaci dei laboratori: sagre del cinghiale, gare canore, selezioni di Miss Italia, eccetera eccetera, dove si impara il mestiere, si imparano i tempi della conduzione. 

La redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Giancarlo Bozzo spiega i provini Zelig (e il blog ci mette i sottotitoli)

27 Apr
Giancarlo Bozzo

Quando un dirigente Zelig rilascia dichiarazioni ufficiali, la mente va subito a come sia ben diversa la realtà delle cose, ai metodi poco ammirevoli con cui viene gestito il tutto.

Non fa eccezione Giancarlo Bozzo, direttore artistico e principale organizzatore di quella bizzarra macchina di lavoro gratuito e ipersfruttamento dei comici.

Sul sito di AreaZelig (vedi intervista completa) ci parla dei provini. Il Blog fornisce un servizio di sottotitolazione: la trascrizione delle partole di Bozzo e, tra parentesi in rosso, la dura verità delle cose: 

“Provini a Zelig, eeeeh… bisogna capire un po’ di cose (solo un po’, capirle tutte farebbe scappare a gambe levate). Diciamo che questo è un piccolo promemoria per chi volesse affrontare questo momento.

“Che cosa ci interessa? Ci interessa la qualità, ci interessa l’originalità, quindi non pezzi di altri (ci interessano i vostri pezzi!). Ci interessa il talento, naturalmente; il buon gusto, perché non è ultima questa cosa.

“Certamente uno che viene a fare un provino, deve avere una forza di volontà molto grande (per sopportare la trafila di laboratori e provini, le umiliazioni, la mancanza di risposte, gli alti e bassi continui) e deve avere l’intenzione di lavorare moltissimo (lavorare moltissimo gratis, ovviamente),

“perché fare comicità non è andare al bar e dire una barzelletta agli amici, è molto altro: è capacità di stare sul palco, di muoversi, di gestire la propria voce, di avere battute, per forza (per forza devi avere le battute tue, col piffero che gli autori scriveranno battute per te), e di avere un buon rapporto col pubblico (per 3/4 minuti e basta), dal punto di vista della capacità di coinvolgimento, di complicità (non si sa come, visto che è vietato interagire col pubblico).

“È un lavoro molto duro questo del comico (e noi faremo di tutto per renderlo più duro possibile), per cui non è mai facile, non si parte mai da “tanto sono simpatico”. Per cui diciamo che la cosa che serve di più in assoluto a un comico o a una persona che vuole fare questo lavoro è proprio la grande volontà, la grande passione (così va avanti all’infinito, nonostante le innumerevoli delusioni e le speranze che vengono massacrate), un po’ di talento, perché serve,

“e poi bisogna lavorare moltissimo (gratis, ovviamente, senza rimborsi spese, senza SIAE e senza ENPALS, però al servizio di un’azienda che fattura 15/16 milioni di euro l’anno) e questo, con tutto il rispetto (rispetto è un eufemismo, naturalmente) per chiunque venga a fare i provini, però questa è la condizione sine qua non per andare avanti (anche se poi chi va avanti, ciclicamente, torna al punto di partenza).”

La redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 PS per fare un raffronto con la realtà si può leggere il racconto di Manuelita Vella oppure quello di Giulia Ricciardi, molto più veritieri di qualsiasi dichiarazione ufficiale

Davide Fabbri: i retroscena dell’Isola dei Famosi, la querela a Simona Ventura

26 Apr

 

La "finale" dei non vip

Davide Fabbri detto Il Vikingo ha iniziato nel mondo dello spettacolo lavorando in discoteca, in seguito ha inventato una forma di show legata alle lezioni di seduzione. In questa veste è stato ospite praticamente in tutte le trasmissioni tv di intrattenimento (Beato tra le donne, Maurizio Costanzo Show, Moby Dick, Lucignolo, Ciao Darwin, Buona Domenica, Pomeriggio 5, eccetera). Ha partecipato in modo burrascoso come non vip all’Isola dei Famosi (leggi i post sull’argomento). Recentemente ha presentato una querela nei confronti di Simona Ventura. Di questo e altro ci parla nel corso di una lunga intervista, da non perdere.

 

DAVIDE, COSA TI HA COLPITO DI PIÙ DE L’ISOLA DEI FAMOSI? (Stasera la puntata finale NDR)

Che è tutto deciso a tavolino, è guidato dagli autori.

CIOÈ ?

Per esempio non puoi raccogliere le noci di cocco, perché è un’isola protetta. Te le fanno trovare ammucchiate a terra, portate da fuori.

ACCIDENTI! E PUOI PESCARE?

Assolutamente no. La scogliera antistante l’isola è zona superprotetta, come tutta l’isola. Puoi solo far finta di pescare. È un ecosistema delicatissimo. Puoi pescare in mare aperto, lontano dalla zona protetta, se ci riesci.

PRENDERE RAMI PER IL FUOCO, PER COSTRUIRE DELLE CAPANNE?

È impensabile anche solo staccare una foglia. Se piove non puoi far nulla per ripararti. L’unica cosa che puoi usare sono i detriti portati dal mare. Per il resto usi ciò che ti “porta” la produzione.

COME FAI A SAPERLO SE SEI STATO POCHISSIMO SULL’ISOLA?

Sono tutte cose che chi veniva eliminato mi raccontava (Davide è rimasto per un certo periodo in Honduras come forma di protesta NDR). Si lamentavano del fatto che quando pioveva tutti i giorni non potevano far niente per costruirsi un riparo.

A COSA SERVE, ALLORA, ESSERE FORTI FISICAMENTE, ESSERE BRAVI COME NAUFRAGHI?

Paradossalmente, anche se sei bravo fai la fame lo stesso, perché non puoi procacciarti il cibo. La forza fisica e l’abilità, però, ti servono a superare le prove contro gli altri concorrenti.

ALTRI ESEMPI DI COME LA TRASMISSIONE SIA DIRETTA DAGLI AUTORI?

Lo scopo della trasmissione è di fare audience. Di te come persona non gliene frega niente a nessuno. Il tuo scopo può essere, per esempio, quello di dare fastidio, di rompere certi equilibri, se è considerato che ciò aiuti la trasmissione.

SONO DINAMICHE CHE IN UN REALITY CI POSSO ANCHE STARE.

Certamente.

MI RACCONTI LA TRAFILA DEI PROVINI? ANCHE RIFERITA AI RIMBORSI SPESE.

A settembre 2010 ho partecipato a un provino aMilano (a mie spese). A dicembre, quando ormai l’avevo data per persa, sono stato chiamato per fare un altro provino a gennaio (sempre a mie spese).

Dopo una settimana mi hanno chiamato per dirmi che avrei partecipato alla selezione finale, che ci sarebbe stata in due puntate di Quelli che il calcio (lì ho ricevuto un gettone di 130 euro netti a puntata).

DOPO CHE SEI STATO “SCELTO” COS’È SUCCESSO?

Ho fatto una serie di vaccinazioni (epatite A, B, anticolera, antitifo, eccetera) a mio carico. A mie spese sono state anche tutte le visite mediche approfondite.

Sono andato aMilano (ho pagato io il treno). Da lì siamo partiti in aereo. In Honduras (arrivo giovedì 16 aprile) ci hanno detto che la puntata era spostata dal lunedì al mercoledì, quindi siamo stati quasi una settimana a far niente.

ADDESTRAMENTO?

Ci hanno preparato psicologicamente tramite un mental coach. Intanto ho sentito che il clima attorno a me era cambiato. Forse perché anche andando su Google si scoprono diverse cose su di me, per esempio che sono il pronipote di Mussolini.

Penso che in corrispondenza dei 150 anni dello stato italiano, il fatto che accanto a un discendente di Garibaldi ci fosse pure un discendente di Mussolini, possa aver creato un certo imbarazzo.

NON È UN’IPOTESI CAMPATA PER ARIA… QUANDO È VENUTA FUORI LA COSA?

Posto che la redazione di solito sa tutto di tutti, comunque il mercoledì mattina alle 7 (il giorno stesso della puntata) è uscita la notizia sulla versione Continua a leggere

Un infiltrato presso i laboratori Zelig…

26 Apr

Su Repubblica.it Torino è uscito l’articolo (vedi link), già segnalato nei commenti del blog, su un curioso esperimento: un comico finto albanese si è “infiltrato” nel sistema dei laboratori Zelig. Riportiamo l’articolo completo. La cosa era anche nell’aria. Un’azione simile ci era stata suggerita da più parti. Qualcuno l’ha messa in pratica:

Si finge albanese per smascherare i trucchi della «fabbrica dei comici» di Zelig. La storia, va da sé, è divertente. Lui, Marco P. (chiede di restare anonimo), è un attore di solida formazione: Dams a Bologna, master in arte scenica a Barcellona. Si fa chiamare Ruben Maroscia. Mago dei travestimenti, nei panni del timido straniero appena giunto a Torino da Tirana si presenta al vivaio di Zelig e viene preso. Comincia il suo anno di formazione, a settembre, senza che nessuno si accorga di nulla. Intanto osserva, prende nota, prepara il «colpo». La burla va in scena giovedì sera all’Alfa Teatro, dove è in programma una sessione di provini: il pezzo di Marco, questa volta nella parte di un immigrato siciliano, contiene tra le righe un duro attacco alla «lobby»: artisti sfruttati, pezzi rubati, diritti d’autore inesistenti, selezioni truccate (il cahier de doléances completo su www.ananasblog. wordpress.com).

Il tutto viene filmato e tra qualche giorno sarà probabilmente visibile su YouTube.Il pubblico crede che sia una gag e ride, ma dietro le quinte succede il putiferio. “Sono stato preso a male parole dagli organizzatori — dice Marco — Ma la mia voleva essere solo una burla. Volevo dimostrare che cosa significa essere un attore vero. Zelig è diventato un franchising che produce comici usa e getta, buoni per i tre minuti del passaggio televisivo. Solo che tutti sognano quei tre minuti e finiscono dentro un meccanismo che li spreme e li butta via. O accetti le regole della lobby o sei fuori. E la maggior parte dei cabarettisti pur di lavorare abbassano la testa. Io sono consapevole di essermi messo contro il sistema. Pazienza, me ne tornerò in Spagna. La televisione italiana non mi interessa, non c’è arte è solo business”.

Allineato sul fronte della protesta antiZelig, che dilaga sui siti e nei blog degli aspiranti comici, è anche Mauro Giorcelli, talent scout, storico organizzatore del Festival Nazionale del Cabaret e scopritore a suo tempo di Luciana Littizzetto, lui pure vittima dello scherzo di Marco P. “Si presentò al nostro laboratorio Trovariso nei panni di Ruben Maroscia, l’albanese — racconta — E’ stato bravissimo, ci sono cascato come un merluzzo. Un artista che ha messo a fuoco molto bene il meccanismo perverso di Zelig: crea una rete, un monopolio. Chi non ha il marchio è fuori. Io stesso ho sempre più difficoltà ad organizzare il Festival del Cabaret. Gli artisti vogliono andare in televisione. Ma il sistema dei tre minuti in tv non crea professionisti ma gente che, messa in palcoscenico per un monologo di un’ora, fa pena e viene fischiata. Quello del comico è un mestiere che s’impara a teatro e non s’inventa. Quelli davvero bravi, mi vengono in mente Sconsy, Luca e Paolo, Ficarra e Picone, prima di arrivare a Zelig sono passati dal Festival. Eppure oggi tutti, allettati dal sistema dei provini e delle serate, vogliono fare tv. Una fila lunghissima di poveri illusi”.

Una piccola annotazione: la storia dimostra anche come i laboratori Zelig operino praticamente “in nero”. In qualsiasi scuola, seminario laboratorio gli iscritti portano i documenti, declinano le loro generalità. Qui si va a casaccio.

Ananas Blog

Buona Pasqua!

20 Apr
Il Blog si concede qualche giorno di vacanza.
Approfittatene per continuare a leggerlo (di materiale ce n’è tanto).
Poi torniamo sereni e agguerriti come prima.
Buona Pasqua!

La battaglia di Milano

19 Apr
L’Incredibile Hulk tra Pisapia e la Moratti

 

Il 15 e 16 maggio ci saranno le elezioni amministrative e si eleggerà anche il sindaco diMilano.

La battaglia tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia è molto incerta. Dopo tanti anni la città potrebbe tornare al centrosinistra.

Le conseguenze provocherebbero ripercussioni enormi sulla politica nazionale.

Berlusconi, consapevole di ciò, è sceso in campo pesantemente, in prima persona. Si preannuncia una campagna elettorale tremenda.

E gli zelighiani che faranno? Metteranno la loro popolarità e i loro mezzi a favore del candidato di sinistra?

Oppure resteranno quasi neutrali, intimiditi dal fatto che la pagnotta gli arriva dal Presidente del Consiglio?

Non c’è alcun intento polemico. Zelig è un ambiente di sinistra, non si cambia il DNA. Tanti anni di leale collaborazione con Mediaset non cambiano la natura di ciò che sei.

Ci sarà sempre la Cooperativa il Mandorlo sovrapposta alla loro animaccia.

L’apertura alla satira di quest’anno (anche se innocua e con una parodia di Letizia Moratti priva di mordente) era un segno dell’antica vocazione che stava tentando di venire fuori: una prima scossa sotterranea.

Per fare un esempio, è come il telefilm l’Incredibile Hulk, quando a David Bruce Banner spunta l’occhio da rettile e i vestiti stridono perché si stanno strappando sotto il peso dei muscoli che si gonfiano.

Teresa Mannino che conduce il Se non ora quando milanese è figlia di quella sindrome di Hulk.

La natura zelighista stride con Arcore, con Cologno Monzese, con Canale 5, con le Veline e tutta quella roba lì.

Così c’è da augurarsi che gli zelighiani assecondino i loro istinti e scendano in campo. Che tornino a essere CULT. Che facciano la loro parte nella battaglia diMilano.

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Momenti Vintage: InKantina (1994)

18 Apr

Dario Vergassola

Chi si ricorda di Inkantina? Varietà comico del 1994, al mercoledì su rai 2 in seconda serata, per 13 puntate (inizio 22.30, sembra un’altra epoca, adesso ci sono seconde serate che iniziano a mezzanotte e 40).

Il 1994 è un po’ la Terra di Mezzo, dopo la trafila di varietà che innovarono il cabaret in Italia (Non Stop, Drive In, La tv delle Ragazze, Avanzi, eccetera), prima della Zelig Invasion.

Un programma di Attilio Corsini, Daniele Formica e Dario Vergassola (che fungeva da capocomico e cantava anche una bella sigla “I Comici” di cui c’è ancora traccia sul suo sito ufficiale, in Mp3).

Il compianto Daniele Formica tornava in Rai dopo 4 anni parcheggiato a Mediaset in cui gli avevano fatto fare solo Il Gioco dei 9.

L’idea di base era tirare fuori i talenti comici underground appunto dalle “cantine” in cui erano relegati.

C’era Diego Parassole agli albori, c’era Federico Bianco che faceva il monologhista ed era pure bravo, c’era quella stangona sexy di Cinzia Berni, c’era l’ottimo Gino Nardella coi suoi nonsense e la comicità surreale, Antonella Mosetti coi pezzi sul Rimorchione Coatto, La Coltelleria Einstein, Giovanni Cacioppo, Niki Giustini, Franco Bracardi (gloria di Alto Gradimento, che in ogni puntata si spacciava per un comico emergente) e tanti altri.

Giustino Durano, Elio Crovetto, Gigi Bonos e Franco Girard 4 veterani del varietà, fungevano da giuria.

La canzone di Vergassola, con grande lungimiranza, recitava:

“…ormai li mettono dappertutto, danno il sapore come il soffritto, ma quanti comici…  la cosa nuova per non stare male è infilarli nel telegiornale…”

Ananas Blog

La visita del Cardinale…

16 Apr
Michele Mozzati

Giovedì 14 aprile Michele Mozzati (del duo Gino & Michele) si è presentato a sorpresa alla quartultima serata del laboratorio Zelig di Santargangelo (ex Rimini, ex Riccione).

Quando un cardinale visita una parrocchia di provincia c’è sempre una certa fibrillazione.

Una volta una contadina russa, vedendosi entrare in casa Stalin in persona, raccontò poi che “Il ritratto del segretario del partito era apparso sulla porta”. Non lo aveva mai visto dal vivo!

L’effetto dev’essere stato simile, anche se non così stupefacente e non su tutti.

Comunque è normale che uno dei soci di maggioranza vada a controllare una delle “fabbriche di pezzi gratuiti” (mascherate da laboratorio e finalizzate al business).

L’effetto sui comici è il seguente: “urca, allora se mi ha visto Michele Mozzati, ho più possibilità”, “Se è venuto a vederci, vuol dire che ci tengono a questo laboratorio.”

Per tenere vive le speranze la gente si aggrappa a ogni appiglio. Dall’altro lato, la dirigenza bananifera ha tutto l’interesse ad alimentarle, poiché è abituata a fagocitare le speranze delle persone. Non ne può fare a meno.

È sicuro che si sta preparando un altro di quei vergognosi bagni di sangue: 4 giorni di provini, 30/35 comici a serata (anche quelli che non interessano), gente che sale sul palco all’una di notte e passa.

Pare si cominci domenica 22 e lunedì 23 maggio.

Una roba oscena, ma dopotutto anche un cardinale ha diritto ogni tanto a divertirsi. Anche il Papa, anche i parroci…

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Rocco, perché?

16 Apr

Rocco Ciarmoli

 Cosa ha spinto 763 utenti a fare click sulla foto di Rocco Ciarmoli, il popolare Rocco il Gigolò dell’ultima edizione di Zelig?

Forse speravano che apparisse il numero per contattarlo?

La fotina era presente nel post Zelig mantiene il boom di 6,5 milioni di telespettatori, era a grandezza naturale, facendoci click sopra manco si ingrandiva.

763 contatti sono tanti, un movimento anomalo, quasi inspiegabile, nettamente superiore a qualsiasi altra foto di quelle dimensioni pubblicata sul blog.

Iconografia ossessiva? Voglia di guardarlo da vicino? Magnetismo irresistibile (come risulterebbe dalla foto qui sopra)? Amore?

Rocco, perché?

Ananas Blog

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