Archivio | maggio, 2011

Continuano le infiltrazioni… (demasiado Pisapia)

31 Mag

Continuano le segnalazioni di infiltrati nello staff vittorioso di Giuliano Pisapia, già documentate nel post precedente.

In questa immagine  vediamo uno degli agenti provocatori (noto per le sue dichiarazioni zuccherose nei confronti di Mediaset, raffigurata come la patria della libertà in cui non esiste censura e si lavora in armonia) .

L’agente doppio sta cercando di dare delle dritte  a Niki Vendola allo scopo di rendere il suo comizio più nazional popolare.

Tramite lo studio del labiale, abbiamo potuto ricostruire i folli consigli che l’infiltrato ha propinato al leader di Sinistra Ecologia e Libertà:

“Sali sul palco cantando Demasiado Corazon, balla, fai flessioni, prenditi un applausone… poi prendi di mira quello in prima fila con la camicia più brutta…

“… prendi una ragazza con accanto uno brutto e fai la battuta: è il tuo fidanzato? condoglianze… se vedi una donna soprappeso, fai battute sull’obesità, se ne vedi una bella fai battute sul fatto che è stupida… se c’è una straniera insisti  sul fatto che non conosce l’italiano (se è leggermente soprappeso ed è spagnola ed è bella, massacrala del tutto)…

“…Poi ti giri verso di me, fai una battuta sul fatto che sono calvo e io sgrano gli occhi fingendomi offeso… Poi lancia la pubblicità che c’è l’andata in nero…”

Per fortuna Niki Vendola ha ignorato questi consigli e ha fatto quel discorso incendiario e appassionato che è stato poi ripreso da tutti i media.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Agenti provocatori nella festa per Pisapia…

31 Mag

Giuliano Pisapia è diventato sindaco di Milano contro tutti i pronostici, battendo nettamente Letizia Moratti nonostante la più grande campagna di demonizzazione e di  criminalizzazione che si sia mai vista in Italia (che, in risposta, ha generato una valanga di battute e di parodie tali da oscurare le cosiddette Chuck Norris Facts).

Ma le provocazioni contro Pisapia non sono terminate, anzi sembrano aver assunto aspetti ancora più insidiosi. Durante la festa per la vittoria in piazza del Duomo, infatti, è stata segnalata la presenza di alcuni “infiltrati” e “agenti provocatori”.

La foto  testimonia la presenza di uno di questi, forse il più astuto. La didascalia recita “umorista” e questo la dice lunga sulla raffinatezza con cui la persona sta celando la sua identità!

Egli (assieme ad altri presenti sul palco) è portatore di politiche di destra ultra liberista: sfruttamento manodopera, precarietà esasperata, eccetera. Dagli atteggiamenti sembra voglia intestarsi la vittoria. Qualcuno lo avrebbe visto girare dietro le quinte con delle liberatorie di “cessione diritti” del comune di Milano, in cui si sostiene che la campagna elettorale è stata “frutto d’improvvisazione”.

Pisapia potrebbe trovarsi,  per i prossimi 5 anni, a fare lo “Zelig lab Sindaco”, senza percepire stipendio!!! I suoi discorsi, ridotti a 3 minuti, riempiti di tormentoni  e resi innocui, potrebbero arricchire addirittura le tv del premier appena sconfitto (donne, è arrivato il sindachino! Loviamo tutti gli assessori…).

Ananas Blog (è un lavoro pulito e “arancione”, ma qualcuno lo deve fare)

La rivoluzione pacifica (ma censurata)

30 Mag

La rivoluzione pacifica

Filippo Giardina (che fa parte degli amici di satiriasi – l’officina della satira), ha recentemente realizzato un rap ironico dal titolo “La rivoluzione pacifica”.

(Guarda il video di La rivoluzione pacifica)

La canzone vuole essere un inno contro il maschilismo, un invito a dedicarsi senza contropartite al piacere femminile. Dopo tutto c’è un’inflazione di battute becere sul sesso orale visto come fellatio (a partire da quella del premier che gelò i giovani laureati, sul suggere lo champagne o la birra).

Sul fronte opposto c’è il vuoto.

Il pezzo sta piacendo, ha raggiunto 3600 contatti su youtube (tutti arrivati da facebook) e, quando viene eseguito dal vivo, viene cantato in coro dalle signore di tutte le età presenti in sala.

Però, proprio per l’invito esplicito contenuto nel refrain, alcune radio e alcune web radio, pur apprezzandolo, non se la sono sentita di mandarlo in onda. In effetti anche chi scrive, adesso, ha un blocco nel digitare  “****o la ***a”.

I Monologhi della Vagina risalgono al 1996, eppure poco è cambiato…

Ci scontriamo con un tabù assurdo. Piuttosto che affrontarlo, la tendenza è  di svincolare e  di trovare delle metafore per evitare la semplice definizione. Allora, diciamo che si tratta di ciò che Bill Clinton, se fosse stato donna (Guglielma invece di Bill), avrebbe ricevuto se, sotto la scrivania, avesse avuto uno stagista maschio.

Comunque fatelo!

Ananas Blog  

 

Dizionario di Neo lingua Cabarettistica (lettera B)

29 Mag

Omar Bashuner ci invia la lettera b del dizionario di Neolingua Cabarettistica (vedi lettera a), cioè quel tentativo di riformare le persone attraverso il linguaggio, in cui per esempio i “provini” diventano “laboratori” (o viceversa)  e il “lavoro gratuito” viene rinominato come  “palestra”.

2º APPUNTAMENTO CON IL DIZIONARIO DI NEOLINGUA CABARETTISTICA*

* liberamente ispirato a “1984” di George Orwell, onde evitare di essere accusati di plagio per “tutti i miei articoli” presenti, passati e futuri. 

BARZELLETTA – Espediente arcaico di intrattenimento per il pubblico, caratterizzato da un rovesciamento comico di un fatto quotidiano, che perciò diventa singolare. Nonostante la sua origine volgare e dissacrante di stampo proletario si può ricorrere alla barzelletta come sistema popolare per riempire l’emergenza di un vuoto televisivo allrquando si vengono a creare i TEMPI MORTI. Non vi erano problemi di paternità per quanto riguarda le barzellette fino a quando non si è intervenuti su questa carenza legislativa grazie alla standardizzazione di programmi di comicità televisiva (Zelig, Colorado Caffè, Saturday Night Live Italia,…)

 BRAVO – Giudizio di valore che viene attribuito all’artista allorquando soddisfi determinati requisiti. Per ricevere tale riconoscimento, l’artista deve garantire in primis l’innocuità della sua azione artistica verso l’ESTABILISHMENT, in secondo luogo il rispetto del senso comune (riferito al TARGET e alle fasce orarie televisive di riferimento), infine il suo lavoro dovrà svolgersi in sintonia con le gerarchie autoriali di riferimento (comiche, drammatiche, culinarie, documentaristiche, ecc.). Si sottointende che nessun giudizio di BRAVURA potrà essere attribuito ad alcuno che non abbia mai calcato il PALCOSCENICO televisivo. Pertanto tale giudizio potrà essere certificato solamente da una giuria competente (appositamente garantita dalla televisione).

 BRAVURA – Facilmente rintracciabile tramite archivi televisivi, è una qualità decisa e attribuita dai critici, ufficialmente autorizzati dai titolari delle emittenti nazionali. L’insindacabile giudizio del critico televisivo (equiparato al giornalista in visione della riformulazione della legge sull’Ordine dei Giornalisti a favore della sua versione originale del 1925) è così l’unico riferimento ufficiale che attribuisce agli artisti qualsiasi valutazione di merito.

BURLA – Termine considerato abiguo durante una certa fase storica (1997-2001), arriva oggi a definirsi uno strumento dal duplice significato e regolamentato. Nel caso essa venga eseguita dall’ESTABILISHMENT (manager) nei confronti dei PROLET (comici), assume un valore positivo e goliardico, qualora avvenga il contrario assume i connotati giuridici della truffa e del reato. 

 BUNGA BUNGA – Espressione goliardica accettata comunemente per mitigare eventuali controversie derivanti dal mondo del lavoro. Il concetto di Bunga Bunga  coincide con il senso del giusto sacrificio necessario affinché si possa ricoprire un ruolo socioeconomico nella società contemporanea (es: “Questo laboratorio di cabaret è un “Bunga Bunga” per il successo televisivo“). La sua pratica ha origini antichissime e ad essa sono stati associati significati diversi secondo il periodo storico di riferimento (l’illuminismo, il modernismo, il berlusconismo, ecc.). 

“BANANAS” – Figura di perfetto ed efficente stile organizzativo, con lo scopo di riunire in un unico organismo autoreferenziale, competenze artistiche, manageriali, e critiche di costume della nuova SATIRA (es: “Siete proprio dei “bananas!“). Tali organismi hanno come obiettivo ultimo la produzione di utili finanziari, secondo l’ordine “piramidale snello” in cui l’artista (che appartiene alla “base”) deve contribuire alla realizzazione di questi utili unicamente con una partecipazione lavorativa non retribuita. pari e non inferiore al 93,2% dell’utile degli incassi finali goduti dal management (la “punta”). Questo modello, svilupatosi nel mondo della comicità, si è ben presto esteso a molti altri settori produttivi nazionali.

Omar Bashuner

Provini Zelig: il solito “bunga bunga”

26 Mag
Sala del Bunga Bunga

I provini per Zelig Off di quest’anno (secondo appuntamento questa sera, poi il 7 e l’8 giugno), mantengono le stesse caratteristiche di sempre, anzi sembra che la situazione stia gradualmente peggiorando: qualità sempre più bassa, morale sotto i tacchi da parte di quasi tutti i comici.

Sul sito di areazelig quest’anno i provini si chiamano “laboratorio Zelig Off 2011”. va bene tutto, si può dire tutto e il contrario di tutto: tanto l’abitudine a confondere le acque è la prassi.

Si tratta di una forma di bunga bunga (ridefinito “serata elegante”). Qua una trentina di comici, là una trentina di ragazze vestite di nero col trucco leggero. Nei due casi c’è un primo e secondo tempo, solo che ad Arcore nel secondo tempo si fa sesso.

Scherzi a parte stupisce una cosa: la separazione tra il lavoro fatto nei laboratori e la serata di provini. Sempre più comici hanno la sensazione che quello che hanno fatto fino a quel momento (con impegno di tempo, di denaro e di sforzo creativo) sia inutile.

Quelli che decidono sembrano non avere la più pallida idea di quello che hai fatto fino a quel momento. La conduzione è la negazione delle gag provate fino a quel momento, oppure rischia di rovinarle. Se il pezzo non è a mille (e i fattori che possono farlo rendere di meno, sono tanti ) ti bruci, vai a rovinare quello che hai fatto nei 2, 3, 4 laboratori che hai frequentato quast’anno (ti è andata bene se ne hai fatto solo 1).

Stupisce la quantità di gente che è ormai al limite, che dopo un’infilata di delusioni è stata tenuta agganciata alla promessa del “dai quest’anno andrà bene”. Stupisce il numero di comici che, di colpo, “non fanno più ridere” (dopo essere stati caricati di complimenti).

Ma state allegri: si tratta solo del bunga bunga per divertire il sultano (o i sultani). Domattina si raccoglieranno (e raccoglieremo) i cocci del party consumato alle vostre spalle.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)
 

Linea di confine – Kazzenger: l’unica soluzione…

26 Mag
Crozza Kazzenger

Questa sera al Teatro Nazionale di Milano si registra la seconda puntata di Italialand, che andrà in onda domani sera su La7. Nel grande, indiscusso successo della prima puntata c’è stata un “piccola macchia” documentata nel post Maurizio Crozza incappa in un clamoroso caso di plagio? (che sul blog ha raggiunto la bellezza di 875 click).

La rubrica Kazzenger verrà messo in scaletta questa sera? Forse sarebbe il caso di no…
Alcune precisazioni: a) Crozza merita tutto il successo che sta avendo, anche di più b) C’è da augurarsi che Italialand diventi un punto fisso del palinsesto di La7 per il prossimo autunno e oltre c) I discorsi qualunquisti del tipo “Crozza si comporta peggio di quelli che vorrebbe fustigare” oppure “sono tutti uguali” sono fuori luogo.
 
Eppure il danno c’è stato, nei confronti di chi ha ideato la parodia di Voyager prima di Crozza (troppo simile anche secondo l’autorevole Aldo Grasso), nei confronti di chi ha scritto (prima) battute uguali a quelle dette da Crozza.
 
Chiudere la rubrica, chiedere scusa, eccetera, sarebbero gesti nobili, ammesso che vengano fatti, ma lascerebbero comunque il retrogusto della fregatura.
Cosa bisognerebbe fare per rimediare al danno? Si tratta di un’ipotesi fantascientifica. Qui in Italia, nel mondo comico, vige il far west e non ci sono garanzie.
Ma, per rimediare, l’unica soluzione sarebbe di staccare un assegno.
 
Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)
 
Aggiornamento: la seconda puntata di Italialand ha fatto un botto ancora più grosso: 10,93% di share e 2.754.000 telespettatori
 

Intervista a Ruben Marosha (infiltrato nei laboratori Zelig)

24 Mag
il “comandante” Ruben prima dell’intervista

Sono di fronte a Ruben Marosha, l’uomo che si è infiltrato forse per gioco, forse per curiosità, forse per provocazione all’interno dei laboratori Zelig (vedi post), ricavandone comunque un’esperienza unica nel suo genere, tutta da raccontare per aiutare a far luce su quella che da troppo tempo è una zona totalmente grigia e opaca. Il taccuino è pronto, si parte…

ALLORA, PER QUALE MOTIVO HA FATTO QUESTA AZIONE COSÌ SCONSIDERATA?

Da un lato c’era la curiosità di capire l’ambiente, poi volevo mettere alla prova le mie capacità attoriali e di trasformazione, infine volevo mettermi in gioco: visto che sono una persona corretta che non ama le scorrettezze, mi piace evidenziarle in modo scherzoso. Quindi non la vedo affatto “sconsiderata.”

NON È SCORRETTO INFILTRARSI, PRESENTARSI SOTTO MENTITE SPOGLIE?

No, è scorretto lavorare gratis, usare le persone. Quello che ho fatto non è scorretto, è divertente. Il nostro paese è divertente ma quando si prende sul serio diventa patetico. Per esempio quando a certa gente sembra non sia permesso divertirsi. Se appartieni al “popolo” non ti puoi “divertire”, mentre i potenti possono farlo. Io voglio divertirmi anche non sono un potente. Lo pretendo, è un mio diritto.

TU VENIVI DA BARCELLONA, GIUSTO?

Sì.

CHE IDEA AVEVI DELL’AMBIENTE ITALIANO E DI ZELIG IN PARTICOLARE, VISTO DALL’ESTERNO? COME HAI CAPITO CHE IL SISTEMA FOSSE IN PARTE FARLOCCO E DISONESTO?

Faccio una premessa: penso che sia stupido essere modesti. Non  mi ritengo una persona stupida. Certe cose si intuiscono. Poi, visto che non sono uno che vive di preconcetti, ho voluto provare di persona, direttamente.

COME MAI TANTI ALTRI NON SE NE ACCORGONO?

I motivi sono tanti, infiniti. La chiusura culturale dell’ambiente porta la gente a essere sommersa dall’ambiente stesso. Poi c’è la tipica mentalità italiana di fare le scarpe al vicino e questo passa sopra alla deontologia professionale, così si finisce per non avere più valori. Inoltre, siccome tutto il sistema si comporta in questo modo, chiunque è costretto (oltre che giustificato) nel bene o nel male a fare altrettanto, altrimenti rischia l’eliminazione dal sistema.

Io sono fortunato perché ho delle alterative: ho un piano b (l’estero) che non significa fare due lavori ma sempre il mio, però in un ambiente più sano. Chi non ha alternative deve vivere nel sistema, tirare a campare, pure se la cosa non gli piace ci è costretto. Magari critica anche. Di fatto ho incontrato tanta gente che criticava il sistema, ma poi non faceva nulla per cambiare le cose e non farà mai nulla, perché gli manca un’alternativa o non ne è interessato. Il problema è che ci si aspetta che l’alternativa arrivi dall’alto. E poi il doppio lavoro in questo ambiente è anch’esso in qualche modo un piano “B”, peccato generi dinamiche e obiettivi “distinti” dai miei…

IN QUALI LABORATORI TI SEI INFILTRATO?

Infiltrato bene nei laboratori di Genova e di Torino. Poi mi sono proposto anche a Firenze, dove non sono riuscito ad entrare. Volendo fare anche lì uno scherzo alla “holding” Zelig, ho proposto il mimo poeta francese, cosa impensabile, cosa che non avrebbe posto nel sistema italico. Sapevo già come sarebbe andata ma ho voluto vedere le reazioni, parlare con loro e sentire quali “idiozie” avrebbero usate contro un artista ed ho “registrato tutto”. In realtà pensavo che anche a Torino non sarei mai entrato col personaggio del siciliano che avevo proposto ma, ironia della sorte, quel personaggio talmente problematico, buffo e verosimile, venne preso rivelando senza ombra di dubbio, che questi “talent scout” italici non cercano attori capaci a recitare, ma persone-macchietta in carne ed ossa e se non sono attori meglio ancora, meno problemi di “gestione”. Così a Torino è stato per me la situazione più divertente, sicuramente.

CON QUALI TRAVESTIMENTI TI SEI PROPOSTO?

Come dicevo, a Firenze il mimo francese di origini ungheresi Omar Bashuner, truccandomi il viso; a Genova come albanese/kosovaro Ruben Marosha e a Torino come il palermitano Humber Sorana (tutti anagrammi). In tutti i casi al provino la “commissione giudicante” era composta da almeno una stessa persona che non si è mai accorta di niente!

Poi mi sono infiltrato in altri laboratori non Zelig: a Torino e Verona.

La cosa simpatica è che, svelata la cosa, molte persone l’hanno trovata divertente, si sono messe a ridere, mi hanno fatto i complimenti. Non ne hanno fatto per nulla una questione di correttezza, anzi c’è stata la risata grassa. Mentre allo Zeliglab di Torino, invece, ci sono state persone che si sono Continua a leggere

Maurizio Crozza incappa in un clamoroso caso di plagio?

22 Mag
Italialand vs Cenral Station

Il successo di Maurizio Crozza su Italialand lascia uno strascico spiacevole. Nella parodia di Voyager  (Kazzenger) ci sono almeno 2 battute uguali a quelle già dette nell’altra parodia (Linea di confine) su Central Station 2,  in onda su  Comedy Central, da parte di Cristian Calabrese.

Confronta i due video: (Italialand) e (Central Station) .
 
Anche Aldo Grasso aveva sottolineato come la parodia di Crozza (andata già su Crozza Italia) non fosse del tutto “fresca”, e così aveva scritto: “… le parodie di «Voyager» di Roberto Giacobbo molto simile però a «Linea di confine» su Central Station” (leggi articolo completo )
 
Però un conto è fare qualcosa di simile, un conto è prendere le battute pari pari.
 
Crozza al minuto 2’08” del video dice: “Perché Babbo Natale viene prima della Befana? finalmente gli andrologi risopondono”. Era già andata in onda la stessa battuta pari pari (correva l’anno 2009)  “Perché Babbo Natale viene prima della Befana? Ne parleremo in studio con l’andrologo del policlinico Gemelli di Roma” (al minuto 2’14” del video).
 
Lo stesso vale per la battuta: “Si può montare un mulo? sì ma dev’essere davvero l’ultimo essere vivente rimasto sulla terra” (minuto 3’40” del video di Italialand). La stessa battuta, pari pari, solo con cavalluccio marino al posto di mulo, la dice Calabrese al minuto 0’36” in Comedy Central.
 
Insomma, è molto difficile che sia un caso. E queste sono due battute uguali, inequivocabilmente.
 
Anche in precedenza (Aldo Grasso dixit) era sembrato inopportuno fare una parodia su qualcosa che c’era già in tv. Va segnalato che Carlo Turati, autore di Crozza Italia (e autore Zelig) conosceva bene il pezzo di Calabrese avendolo visto sul palco dei laboratori Zelig (luogo di nessuna protezione per gli artisti) e come minimo non era intervenuto segnalando a Crozza che la sua parodia era simile a qualcosa che esisteva già. (Aggiornamento del 23.05: nei commenti Carlo Turati fornisce la versione di come siano andate le cose).
 
Poi c’è il discorso delle garanzie: non ce ne sono (come documentato tante volte sul blog). La creatività non è tutelata. Fino a quando continueremo a fare finta di niente e a mantenere un sistema che danneggia tutti e rende tutti privi di diritti?
 
La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Boom di Crozza (e della satira) su La7

21 Mag
Maurizio Crozza – Italialand

Ieri sera Italialand con Maurizio Crozza, su La7, ha registrato uno stupefacente 9,89% di share e ben 2.402.000 telespettatori. Sono cifre da capogiro, da terzo polo televisivo.

Lo spettacolo registrato live a teatro (prevista una seconda  puntata) riprende lo stile dei monologhi di apertura a Ballarò e le gag di Crozza Italia. Però sembra ci sia stato un salto di qualità. L’one man show live funziona.
 
Via le lungaggini di Crozza Italia, via le gag noiosissime con l’ospite di turno, via gli sketch di seconda mano come la parodia di Voyager (già fatta su Central Station). Aggiornamento: la parodia di Voyager è stata fatta da Crozza, sulla segnalazione di battute uguali occorrerà verificare.
 
Se quelli de La7 non sono pirla (o poco vogliosi di fare il terzo polo tv) allora dovrebbero subito programmare per l’autunno una stagione di Italialand su questa falsariga, dal vivo.
 
Crozza ha comunque vinto la sua sfida. Arrivando da imitazioni formidabili, rischiava di bloccarsi lì. Invece puntando anche sul monologo (senza abbandonare le imitazioni e i centoni), andando sulla satira in tempo reale, ha fatto indubbiamente un salto di qualità.
 
Ananas Blog
 

Prossimamente su Ananas Blog…

21 Mag

Passata la “sbornia” per il primo compleanno, il blog si sta rimettendo in moto. Ci sono tante sorprese in arrivo…

E’ in impaginazione un’imperdibile intervista a Ruben Maroscia, l’uomo che si è infiltrato nel mondo poco trasparente dei laboratori Zelig.

Arriverà la prima video inchiesta sul mondo del comico (una svolta epocale).

Ci saranno importanti iniziative a favore della legalità e della trasparenza.

Rimanete collegati!

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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