Intervista a Ruben Marosha (infiltrato nei laboratori Zelig)

24 Mag
il “comandante” Ruben prima dell’intervista

Sono di fronte a Ruben Marosha, l’uomo che si è infiltrato forse per gioco, forse per curiosità, forse per provocazione all’interno dei laboratori Zelig (vedi post), ricavandone comunque un’esperienza unica nel suo genere, tutta da raccontare per aiutare a far luce su quella che da troppo tempo è una zona totalmente grigia e opaca. Il taccuino è pronto, si parte…

ALLORA, PER QUALE MOTIVO HA FATTO QUESTA AZIONE COSÌ SCONSIDERATA?

Da un lato c’era la curiosità di capire l’ambiente, poi volevo mettere alla prova le mie capacità attoriali e di trasformazione, infine volevo mettermi in gioco: visto che sono una persona corretta che non ama le scorrettezze, mi piace evidenziarle in modo scherzoso. Quindi non la vedo affatto “sconsiderata.”

NON È SCORRETTO INFILTRARSI, PRESENTARSI SOTTO MENTITE SPOGLIE?

No, è scorretto lavorare gratis, usare le persone. Quello che ho fatto non è scorretto, è divertente. Il nostro paese è divertente ma quando si prende sul serio diventa patetico. Per esempio quando a certa gente sembra non sia permesso divertirsi. Se appartieni al “popolo” non ti puoi “divertire”, mentre i potenti possono farlo. Io voglio divertirmi anche non sono un potente. Lo pretendo, è un mio diritto.

TU VENIVI DA BARCELLONA, GIUSTO?

Sì.

CHE IDEA AVEVI DELL’AMBIENTE ITALIANO E DI ZELIG IN PARTICOLARE, VISTO DALL’ESTERNO? COME HAI CAPITO CHE IL SISTEMA FOSSE IN PARTE FARLOCCO E DISONESTO?

Faccio una premessa: penso che sia stupido essere modesti. Non  mi ritengo una persona stupida. Certe cose si intuiscono. Poi, visto che non sono uno che vive di preconcetti, ho voluto provare di persona, direttamente.

COME MAI TANTI ALTRI NON SE NE ACCORGONO?

I motivi sono tanti, infiniti. La chiusura culturale dell’ambiente porta la gente a essere sommersa dall’ambiente stesso. Poi c’è la tipica mentalità italiana di fare le scarpe al vicino e questo passa sopra alla deontologia professionale, così si finisce per non avere più valori. Inoltre, siccome tutto il sistema si comporta in questo modo, chiunque è costretto (oltre che giustificato) nel bene o nel male a fare altrettanto, altrimenti rischia l’eliminazione dal sistema.

Io sono fortunato perché ho delle alterative: ho un piano b (l’estero) che non significa fare due lavori ma sempre il mio, però in un ambiente più sano. Chi non ha alternative deve vivere nel sistema, tirare a campare, pure se la cosa non gli piace ci è costretto. Magari critica anche. Di fatto ho incontrato tanta gente che criticava il sistema, ma poi non faceva nulla per cambiare le cose e non farà mai nulla, perché gli manca un’alternativa o non ne è interessato. Il problema è che ci si aspetta che l’alternativa arrivi dall’alto. E poi il doppio lavoro in questo ambiente è anch’esso in qualche modo un piano “B”, peccato generi dinamiche e obiettivi “distinti” dai miei…

IN QUALI LABORATORI TI SEI INFILTRATO?

Infiltrato bene nei laboratori di Genova e di Torino. Poi mi sono proposto anche a Firenze, dove non sono riuscito ad entrare. Volendo fare anche lì uno scherzo alla “holding” Zelig, ho proposto il mimo poeta francese, cosa impensabile, cosa che non avrebbe posto nel sistema italico. Sapevo già come sarebbe andata ma ho voluto vedere le reazioni, parlare con loro e sentire quali “idiozie” avrebbero usate contro un artista ed ho “registrato tutto”. In realtà pensavo che anche a Torino non sarei mai entrato col personaggio del siciliano che avevo proposto ma, ironia della sorte, quel personaggio talmente problematico, buffo e verosimile, venne preso rivelando senza ombra di dubbio, che questi “talent scout” italici non cercano attori capaci a recitare, ma persone-macchietta in carne ed ossa e se non sono attori meglio ancora, meno problemi di “gestione”. Così a Torino è stato per me la situazione più divertente, sicuramente.

CON QUALI TRAVESTIMENTI TI SEI PROPOSTO?

Come dicevo, a Firenze il mimo francese di origini ungheresi Omar Bashuner, truccandomi il viso; a Genova come albanese/kosovaro Ruben Marosha e a Torino come il palermitano Humber Sorana (tutti anagrammi). In tutti i casi al provino la “commissione giudicante” era composta da almeno una stessa persona che non si è mai accorta di niente!

Poi mi sono infiltrato in altri laboratori non Zelig: a Torino e Verona.

La cosa simpatica è che, svelata la cosa, molte persone l’hanno trovata divertente, si sono messe a ridere, mi hanno fatto i complimenti. Non ne hanno fatto per nulla una questione di correttezza, anzi c’è stata la risata grassa. Mentre allo Zeliglab di Torino, invece, ci sono state persone che si sono sentite toccate dentro, soprattutto una. Visto che lui recitava il ruolo un po’ di padre padrone, ha trascinato altri colleghi che, ovviamente, gli sono andati appresso senza poter ragionare liberamente e oggettivamente sull’accaduto. Del resto come biasimare chi soccorre l’orgoglio ferito di colui che dovrà farti “entrare in TV”?

CHE TIPO DI REAZIONI CI SONO STATE?

Reazioni inconsulte, parolacce, linguaggio scurrile, rabbia, insulti.

MINACCE?

La minaccia è stata: “fuori da questo laboratorio”! quanto ormai era finito… e a me non interessava minimamente di tornare in quell’ambiente abbastanza ridicolo, non per le persone che ci sono dentro (alcune molto valide) ma per come è strutturato dall’alto. Tra l’altro devo confidarti un segreto: il mio personaggio era anche tra i preferiti del “padre padrone”, sottolineando maggiormente così la coerenza della mia intenzione iniziale. 

CHE ATMOSFERA HAI TROVATO LÀ DENTRO?

C’è molta falsità, come è normale nel mondo dello spettacolo. Poi mi è sembrato poco professionale. La professionalità è limitata allo “spot televisivo”, alla “psichedelia della messa in onda”. Nessuna attenzione al cabarettista, all’attore, all’artista.

C’È INSISTENZA PER FARE SOLO COSE CHE SIANO TELEVISIVE E BASTA?

Assolutamente sì, anche se poi molti dei partecipanti sono cabarettisti allo stato puro, considerati “non televisivi”, che come si dice in gergo “tengono su la serata”, tengono botta e fanno anche “botteghino” (l’ingresso ai laboratori per il pubblico è a pagamento). La cosa buffa è che non gli si dice che non faranno mai televisione.

Un autore mi indicò dei comici dicendo “quelli non faranno mai televisione!” Eppure non gli veniva detta questa cosa, anzi gli si dicevano cose tipo: “Dai, puoi migliorare”. (quella di nascondere la verità agli artisti è una pratica usuale dei lab Zelig NDR).

QUINDI CI SONO DEI CASI IN CUI TI È STATO DETTO, INGENUAMENTE, CHE QUALCUNO ERA ESCLUSO A PRIORI E SENZA SAPERLO?

Mi sono state dette tante cose, involontariamente. Ti faccio un esempio: c’è un cabarettista bravo a Genova, che a me piace. Tra l’altro ho saputo che l’anno messo contro di me, gli hanno detto che doveva girarmi al largo, e questo l’ho saputo tramite altre persone ancora (questo mondo è abbastanza piccolo).

A GENOVA È UN PERIODO CHE SONO UN PO’ AGGRESSIVI, NE SO QUALCOSA…

Esatto. Quindi per esempio, mi hanno detto: “Tu sei bravo, al contrario di quello là che non farà mai televisione”. Io ho controbattuto chiedendo: “Ma lui lo sa?”. Come risposta c’è stato un silenzio imbarazzatissimo.

È ANCHE VERO CHE L’AUTORE NON DECIDE, DECIDE GINO VIGNALI… MICHELE MOZZATI.

E anche Michele, che è venuto a Genova per l’appunto. È stato detto che non era venuto per controllare né per fare selezione. Poi l’autore mi disse che era venuto proprio per quello. “Perché avete detto il contrario?” ho chiesto. “Perché altrimenti ci sarebbe stata la fila, lo avrebbero disturbato, sarebbe stata un’ossessione per lui” (l’abitudine a mentire è un’altra costante NDR).

PROMESSE, COMPLIMENTI, SPERANZE ALIMENTATE CHE VENGONO TOLTE ALL’ULTIMO MOMENTO?

Certo: succede molto spesso. Cominciano con dei gran complimenti: “mi piaci, bravo, il tuo lavoro è positivo”. Verso la fine dicono “mi dispiace, non sei migliorato, devi fare ancora palco, devi fare altri laboratori” (Nell’universo zelighiano è una pratica diffusissima a cui nessuno si sottrae NDR).

Queste cose mi fanno sorridere. Di casi simili se ne vedono parecchi. Spesso succede anche all’ultimo appuntamento di laboratorio. A Genova c’era uno che faceva un personaggio che all’inizio era stato caricato a manetta, dicendo che era tra i migliori, che era interessante e, alla fine, io ero presente, gli è stato detto anche se in maniera “simpatica”: “Come mai non fai più ridere?”.

Qualsiasi cosa dicano certi autori, molti comici la devono prendere come oro colato, anche quando gli autori si contraddicono.

PERCHÉ FANNO COSÌ SECONDO TE?

Per far restare lì la gente, ovvio. Hanno bisogno di creare un bacino d’utenza. Poi, comunque sia, è un modo un po’ patetico di tenere un piede nella scarpa del live e un piede nella scarpa della tv.

Chi fa live sa che lo spettacolo dal vivo è un’altra cosa. Si cerca di creare una domanda televisiva ancora prima che accada, con pezzi che dovrebbero essere già televisivi ancora prima di andare in tv.

OPINIONE SUGLI AUTORI ZELIG…

Su quelli che ho conosciuto io potrei fare dei distinguo:

C’è quello che ha capito che fare l’autore è un ripiego che gli si ritorcerà contro, una cosa poco interessante, un parcheggio momentaneo e che, quindi, ha deciso che in futuro farà solo l’attore, a volte incontrando non poche difficoltà.

Ci sono quelli per cui l’autorato è l’unico appiglio per rimanere nell’ambito televisivo, altrimenti ne verrebbero scaraventati fuori, perché come comici non ne sono all’altezza,

Poi ci sono altri che abbassano la testa, a volte mediocremente, altre volte con dignità e con cognizione di causa, e accettano delle condizioni che professionalmente sarebbero inaccettabili.

PERCHÉ?

Perché c’è chi svolge un altro mestiere e fa l’autore part-time e viene gratis al laboratorio. Chi fa così non è un professionista. L’autore amatoriale dovrebbe ammettere, umilmente, che i professionisti dovrebbero avere più spazio e più rispetto. Oppure se ci si considera dei professionisti, bisogna lottare per fare valere i propri diritti professionali, così come dovrebbero fare i comici. 

STUPIDAGGINI, CASTRONERIE CHE HAI SENTITO PRONUNCIARE?

Allora, se ti metti in cattedra, se insegni agli altri dovresti avere la qualifica. Altrimenti sei predisposto a dire stupidaggini, ma comunque sei guardato come quello che ha le risposte, perché chi partecipa al laboratorio ha te come punto di riferimento.

Spesso si assiste a delle “grandi verità” che sono delle banalità incredibili, degli “slogan di marketing”, verso i comici che sono i veri autori dei pezzi, tipo: “questa chiusa qui cambiamola perché non è televisiva”. Oppure testi snaturati nella loro essenza, perché il pubblico televisivo chiede una “semplicità di esposizione”.

INTERVENTI TRAUMATICI SUI PEZZI?

Succede spesso e anche in modo brutale. Io non mi butto giù come carattere, anche se qualcuno interviene su qualcosa a cui sto lavorando da tempo, in cui mi si dice una roba tipo: “Questa cosa non va perché la magia in tv non funziona”. Poi, regolarmente, mettono la magia in tv. Lo stesso avviene con le barzellette.

Un’altra stupidaggine che ho sentito dire è: “tu hai una faccia troppo espressiva.” Oppure: “La parrucca in tv non funziona”.

Sono cose pesanti, perché quando uno sta creando qualcosa, arriva questo autore che con prepotenza dice “questo sì, questo no” e può spesso risultare traumatico per un artista. Per chi non lo è…è un altro discorso.

Così si rompe comunque il rapporto tra pubblico e attore.

LE PROVE ALLE 5, PEZZI STRAVOLTI, POI SI VA IN SCENA…

In realtà le prove al pomeriggio sono il vero laboratorio. Non c’è improvvisazione, come viene dichiarato, non si improvvisa niente. La scaletta è molto rigida.

HAI MAI VISTO QUALCHE FORMA DI IMPROVVISAZIONE?

L’incidenza dell’improvvisazione vista da me è pressoché insignificante. Tra l’altro l’improvvisazione è tipica di chi ha raggiunto una padronanza completa dei propri mezzi espressivi. E in un mondo televisivo è superfluo dire che è cosa rara se non addirittura vietata.

COME DESCRIVERESTI L’ATTUALE SISTEMA COMICO?

Teledipendente, c’è una telecrazia. In secondo luogo Zelig dipendente, si restringe il campo e il campo è ristretto anche a Zelig 2, che è Colorado, che sta nello stesso campo, usa gli stessi metodi anche se prende un target diverso. Altrimenti sarebbe stato fatto fuori da un pezzo.

COSA FARESTI PER MIGLIORARE LE COSE?

La prima sarebbe “abbandonare” questo paese, oppure comunque abbandonare il sistema, perché questo sistema si supporta della fatica di tanta gente che non è pagata, è umiliata, è vessata. Se molta gente abbandonasse, il sistema collasserebbe.

Non è disfattismo, è assenteismo: creerebbe il vuoto. Ma è quasi impossibile per la mentalità italiana, dove se uno abbandona un posto, ce n’è sempre uno più scarso di lui pronto a sostituirlo.

Se il livello basso viene abbandonato, probabilmente verrà sostituito da un livello ancora più basso, ma il sistema funzionerà lo stesso.

La seconda cosa è la più difficile, più rischiosa: abbandonare la tv e cominciare a lavorare col pubblico, vivere tutti i sistemi possibili e immaginabili per fare rivivere il live, usare la tv come strumento (non come fine) per rilanciare il live.

Un bravo cabarettista mi ha detto: “una volta Zelig aveva un senso perché c’erano alcuni artisti che coprivano la piazza, adesso ce ne sono 50 volte tanto nella stessa piazza, ma la quantità di lavoro resta la stessa. Per questo le cose vanno male”. Ma se uno trova una sua strada col pubblico, allora può diventare più indipendente e meno succube del ricatto televisivo.

COSA TI HA LASCIATO QUESTA ESPERIENZA?

A parte l’estrema tristezza per la situazione dell’ambiente, ci sono state molte persone che mi hanno fatto i complimenti, che mi hanno dato la soddisfazione dell’obiettivo raggiunto, persone anche impensabili. Mi piacciono gli scherzi, le burle che magari risvegliano cose più grandi. Nel fare questa cosa ero sereno, ma mi sono confrontato con un ambiente che sereno non è. In parole povere ho fatto da specchio, faticando ma divertendomi anche molto.

 

Intervista a cura di Roberto Gavelli (trascrizione a cura di Nadia)

51 Risposte a “Intervista a Ruben Marosha (infiltrato nei laboratori Zelig)”

  1. Davide giugno 15, 2011 a 3:25 PM #

    Ciao a tutti, ho conosciuto Ruben a Torino in un laboratorio parallelo a quello di Zelig. Quando l’ho conosciuto si è presentato come Albanese e mi faceva tenerezza il fatto che fosse venuto in italia sperando di realizzarsi.Quando ho saputo che era tutta una burla e lui era in realtà italianissimo non ho potuto fare altro che i miei complimenti ci ha preso in giro a tutti, E’ STATO UN GRANDE!!!Trovo ancor più grande quello che ha fatto a Zelig, parliamoci chiaro lui era visto come un buon cabarettista uno che poteva farcela……(sempre se quello che gli dicevano gli autori era vero!!!) dunque fare un reportage del genere mettendosi tutto zelig contro mi sembra qualcosa di grande e che pochi sarebbero stati in grado di fare o ne avrebbero avuto il coraggio. Da cabarettista posso dire comunque una cosa, Ruben non ha assolutamente toccato nessun collega anzi ha avvisato altri che non conoscono il sistema a cosa potrebbero andare incontro, pertanto non capisco perchè molti colleghi ora gli hanno addirittura girato le spalle (forse perchè nell’ambiente di Zelig c’è talmente tanta democrazia che o sei con loro o contro di loro????).Ancora una cosa secondo me importante, tutti i cabarettisiti dovrebbero cercare di creare un mondo parallelo a zelig non per forza con intenti televisivi pensare ai pezzi come cose da fare a contatto con la gente non per forza pezzi da tre minuti stravolti da autori e pertanto non personali, ma questo al momento è praticamente impossibile in quanto chiunque si avvicini a questo mondo ha come prospettiva Zelig.Io nel mio piccolo sto cercando di organizzare serate nei locali e qualcosa riesco a fare, ma quando chiamo qualcuno che frequenta quei laboratori per una esibizione PAGATA la risposta spesso è:” sai non vorrei sputtanarmi” il che la dice lunga anche su quanto questi cabarettisti (non ancora professionisti) vengano POMPATI ed esaltati! ed è proprio per questo che uno umile come Ruben invece ha subito accettato .Ciao a tutti

  2. francesco giugno 15, 2011 a 1:34 PM #

    Ruben,complimenti solo tu potevi pensare e realizzare una cosa del genere,bravo!!!

  3. fabrizio giugno 1, 2011 a 10:25 PM #

    Ruben ha fatto, prima ancora ha detto pensato e quindi agito..una rarità nel bel paese!
    Giudicare l’artista è superfluo, se ha ingannato per mesi decine tra addetti ai lavori e colleghi (di quale avventura è da deifnire!!) il valore dell’attore è immenso.
    E’ chiaro che non tutto è condivisibile e forse di queste imprese molti farebbero a meno, però io lo trovo eroico perchè gratuito e scomodamente vero.
    Non è d’altronde vero che i nuovi comici di Zelig (svisti e mai visti..ci sarà un perchè) in fondo sono a dir poco raggelanti..non solo il sistema è marcio, non è nemmeno produttivo! Bravo Ruben, genio e tanta “regolatezza”..ci mancava!

  4. Cibo Maggio 30, 2011 a 7:41 am #

    Ruben l’ho avuto alle selezioni di riso fa buon sangue a Rovigo e con merito ha superato le selezioni (votate dal pubblico..)arrivando in finale!Ora se la giocherà con altri artisti che pure come lui frequentano i vari laboratori in giro.Se poi la gente lo voterà avrà la possibilità costruendosi uno spettacolo anche di lavorare in giro senza la tv,come fanno tantissimi altri, ne potrei nominare moltissimi.
    Non pensate sia il caso di offrire una cultura e spettacoli non televisiva(naturalmente con il lavoro..)agli enti,comuni etc..come si faceva nei primi anni 90?
    Perchè anche questo blog invece di legarsi alle tradizionali regole del gossip cabarettistico televisivo non inizia a promuovere il cabaret e sviluppare un lavoro alternativo a favore di tutti i comici non zeligniani?
    Mi sembra che, come dicono i più intelligenti:parlate bene parlatene male,comunque l’importante che se ne parli…ci sono tantissimi bravi artisti e tante interessanti manifestazioni in Italia,credo bisogni rientrare dal mito dell’immagine ad una buona sostanza che si chiama arte!
    Grazie

    • ananasblog Maggio 30, 2011 a 9:24 am #

      >Perchè anche questo blog invece di legarsi alle tradizionali regole del gossip cabarettistico televisivo non inizia a promuovere il cabaret e sviluppare un lavoro alternativo a favore di tutti i >comici non zelighiani?

      Cibo, abbiamo parlato anche di comici non zelighiani, vedi anche la serie di post https://ananasblog.wordpress.com/category/comici-che-lavorano-e-che-tengono-il-palco/
      Ovviamente il tema è ampio, se qualcuno ha qualcosa da dire le porte sono aperte, purché gli articoli e le recensioni arrivino scritte in modo decente.
      L’Amministratore

  5. giovanni Maggio 29, 2011 a 7:56 PM #

    Fortissimo Ruben,sento parlare di video,se cio’ che dice è vero,prove……quando la macchina del fango si mette in moto è già chiarissimo che si è detta la verità e che si è sputtanato alla grande buratti e burattinai!!

  6. Anonimo Romano Maggio 29, 2011 a 4:21 PM #

    Se questo Ruben fosse riuscito a partecipare al programma Zelig allora l’operazione avrebbe significato qualcosa (e ricorderebbe in modo imbarazzante il film di Checco Zalone), ma senza il raggiungimento dell’obiettivo mi pare che qualunque laboratorista zelighiano interpellato rilascerebbe la stessa identica intervista.

    • .Z luglio 13, 2011 a 1:53 PM #

      Credo che se fosse riuscito a farlo avrebbe sferrato lo stesso un attacco, magari più mediatico. Quello che non credo è che abbia voluto continuare anni gratuitamente travestito per accedere a un “provino” per alzare il tiro dello scherzo, tra l’altro subendo le metodologie vessatorie che stanno venendo fuori in questi giorni. Io credo che un obiettivo lo abbia raggiunto comunque. Quello che non credo affatto che qualsiasi laboratorista avrebbe rilasciato la stessa intervista (di fatto sono molto pochi che hanno il coraggio di esporsi, sarebbero tagliati fuori dagli ambienti, si chiama intimidazione e omertà, pochi hanno il coraggio di affrontarla)

  7. Ciullo d'Alcamo Maggio 28, 2011 a 6:42 PM #

    Ciao a todos los compagneros. Scusate sono un frequentante di uno dei tanti lab Zelig sparsi sulla penisola. Devo dire che la mia esperienza non è stata negativa perchè ho conosciuto un autore che dava spazio e sapeva dare l’imbeccata giusta. I conrcerns sono relativi ai meccanismi applicati da Bananas nei confronti degli aspiranti comici. Mi sembra che applicano gli stessi principi che utilizza un professionista quando un neo-laureato inizia a far pratica nel suo studio. Molto precariato e un futuro nebuloso che dentro potrebbe nascondere un “cetriolone”. Vorrei dire a chi critica Ruben che la sua grandissima capacità attoriale è data dal fatto che questi per un anno (tempi del lab) non c’hanno capito una mazza, altro che giornalista infiltrato. Meglio di Dustin Hoffman in Tootsie. Vi saluto, vogliatevi bene. Bacetti e un abbbraScione

    • ananasblog Maggio 29, 2011 a 8:28 am #

      >Ciao a todos los compagneros. Scusate sono un frequentante di uno dei tanti lab Zelig sparsi sulla penisola

      D’Alcamo, grazie per la testimonianza, comunque stai sempre attento al “cetriolone” (tuo marchio di fabbrica) oppure attento alla “fabbrica di limoni” (marchio di fabbrica di Pino Campagna).
      Contro praticantato selvaggio, precariato, futuro nebuloso e cetrioloni in agguato i giovani spagnoli stano occupando le piazze, e si attende che il fenomeno arrivi anche da noi.
      La differenza col neo-laureato che va in uno studio è che nel mondo comico non esiste un ordine professionale. E se ci fai caso una banana (s) ha la forma di un cetriolone.
      Besos
      L’Amministratore

  8. arvydas sabonis Maggio 28, 2011 a 7:20 am #

    scusate, ma più che uno scoop oggettivo mi sembra un’intervista di uno che esprime la propria opinione. sacrosanta, per carità, ma comunque opinione. non è che si sta facendo tanto rumore per nulla?

    • ananasblog Maggio 28, 2011 a 8:59 am #

      >mi sembra un’intervista

      Bravo, hai indovinato!

      • Anonimo Maggio 28, 2011 a 10:45 am #

        si vede che sei un ex autore di zelig…

  9. Tao45 Maggio 27, 2011 a 9:41 PM #

    Allora…Ruben è un bravo artista!certo ancora deve migliorare tanto!
    Lo conobbi tanto tempo fa!è una testa che ragiona.
    Però non capisco tutto questo trambusto!Ananas dice bene:” Non bisogna essere Omertosi! e denunciamo, allora, i torti che zelig fa ai comici!
    ma i comici non hanno capito che il problema non si risolve buttando fango così, ma soltanto non frequentando i laboratori, non frequentare questi laboratori vuol dire bloccare il sistema!Ma averli frequentati e poi, una volta scaricati, buttare fango mi sembra troppo semplice! sono sicuro che se il Gavelli avesse fatto carriera a Zelig, ananas.blog non esisterebbe!
    Il sistema del laboratorio,che ti illude, lo sappiamo, che ti fanno portare un personaggio fino alla fine per poi dirti” non verrà mai preso a zelig”, lo sappiamo!
    cosa fare?crearsi altre alternative, perchè se si crede che sia un sistema fragile prima o poi crollerà da solo, perchè impegnare il proprio tempo a screditare zelig , quando si potrebbe impiegare lo stesso tempo per scrivere testi per i propri spettacoli?
    Lavorate, create….siete miseri!create arte, no infamia!
    Create, create, create…rosiconi!
    Tao a tutti

    • Top Gum Maggio 28, 2011 a 3:20 PM #

      Come fai a dire: “sono sicuro che se il Gavelli avesse fatto carriera a Zelig, ananas.blog non esisterebbe!”.
      Come fai a dire a priori che non ti piace una donna se non l’hai frequentata un minimo?
      Solo dal suo aspetto ci staresti assieme?
      Anche se ti piazza un palco a sera?
      Anni fa ero in auto con un impresario che disse”Io quel comico lo devo radiare, non si comporta come voglio io”.. non sapendo che quel comico stava preparando per l’appunto il terreno per essere cacciato,ed allla prima occasione lo fece!
      In quanto alcuni meccanismi di quell’agenzia non gli piacevano.

      Per sapere se la minestra non ti piace la devi assaggiare.

  10. Andrea Maggio 25, 2011 a 10:17 am #

    Hum, mi piacerebbe puntualizzare una cosa:

    – Marosha, per quel che ne sappiamo, ha fatto un’operazione più di tipo “giornalistico” che artistico (oppure era una performance d’avanguardia?)
    – quindi che sia un bravo comico o meno, un bravo attore o meno, non determina quindi il valore dell’operazione giornalistica
    – però, non abbiamo altro se non la sua stessa testimonianza, e quindi, finchè non saltano fuori foto e filmati, accuse dettagliate, interviste con nomi e cognomi, qua di giornalistico non c’è nulla! Abbiamo solo la versione di Marosha.
    – a questo punto, non vale la pena insistere troppo… potrebbe pure essere un autogol per il blog, se si scopre che il fumo sia stato maggiore dell’arrosto.

    Sì, lo so, “abbiate pazienza” i filmarti arriveranno.
    Speriamo!

    • ananasblog Maggio 25, 2011 a 10:57 am #

      >potrebbe pure essere un autogol per il blog, se si scopre che il fumo sia stato maggiore dell’arrosto.

      Andrea, precisiamo: il video non è il giudizio di Dio, non è un’ordalia. Nel girato c’è materiale interessante se inquadrato in un contesto. Forse bisognerebbe suddividerlo in pillole (ma questo esula dal blog, dipende da chi lo monta). Non ci sono rivelazioni sconvolgenti. Non appaiono inni a belezebù se visto al contrario. Alla fine non si apre l’Arca dell’Alleanza (incenerendo gli astanti). E’ solo il primo “reportage” sul settore. Un passo avanti enorme, ma qualcosa di più banale se lo paragoni con la qualità di ciò che viene fatto in altri settori (che sono 20 anni più avanti rispetto alla Corea del Nord cabarettistica.
      L R

      • A. Maggio 25, 2011 a 4:51 PM #

        Parole parole parole. Aspettiamo con ansia i fatti che contano. Per dire del vero bisogna dimostrarlo altrimenti resta fuffa. Io vi stimo ma qui mi state solo illudendo ogni giorno che si possa scoprire qualcosa di interessante invece niente mai.

        • ananasblog Maggio 25, 2011 a 5:45 PM #

          >Parole parole parole

          A., un momento: di cosa stiamo parlando? L’intervista a Ruben è validissima, così come lo sono tutte le testimonianze (e le analisi) pubblicate sul blog. Chi conosce l’ambiente può confrontare con la sua esperienza, chi non lo conosce avrà un sacco di informazioni se si andrà a leggere i post relativi. Non facciamoci troppe aspettative dal nateriale girato. Può essere una conferma di cose già risapute, può contenere qualcosa di inedito, ma non è Excalibur, non è l’Eldorado, non è la Gola Profonda dello scandalo Watergate, non è la madre di tutte le prove. Io ho avuto occasione di visionare il materiale, mi sono fatto un’idea in proposito e ci terrei a sedare ogni forma di sensazionalismo. E’ una cosa rivoluzionaria non perché ti spiega i segreti dell’Isola di Lost, ma perché è la prima volta che si fa una roba simile nell’ambiente spesso troppo chiuso del cabaret.
          L’Amministratore

    • Pippo Maggio 25, 2011 a 11:45 PM #

      >Io sono fortunato perché ho delle alterative: ho un piano b (l’estero) che non significa fare due lavori ma sempre il mio, però in un ambiente più sano.
      Tutto molto bello e molto eroico. Sfuffe, ammettendo che il Marosha abbia legato all’obiettivo di un’inchiesta spinosa la ragione del suo proporsi, possiamo passare oltre. E cioè: se dice di essere un artista e di voler, come piano B, andare a lavorare all’estero, meno corrotto e più ricettivo, cosa lo qualifica, qui o altrove, come artista? NOn essendo mai andato oltre al plagio (per molti) o comunque a un repertorio per nulla interessante – e del resto quello che contava era l’INCHIESTA’! – ecco, se volesse passare a farsi valutare unicamente come artista, qui o altrove, sulla base di cosa il pubblico italico o iberico dovrebbe apprezzarlo? A meno che non voglia fare una inchiesta scomoda anche in Spagna e rivelare a un blog catalano di aver come piano B di tornare in Italia…
      E’ una mia curiosità, tutto qui. Ha voluto mettere a nudo alcune storture e, a quanto dite, c’è riuscito, ma nel momento in cui, oltre che indagatore burlone si dichiara artista comico, la curiosità, spero non solo nel sottoscritto, cresce a dismisura.

      • Pippo Maggio 25, 2011 a 11:46 PM #

        Sfuffe, al quarto rigo, sta per ‘sfugge’. così…

      • .Z luglio 13, 2011 a 2:04 PM #

        Credo che i due aspetti della performance siano indipendenti, pur essendosi manifestati insieme. Quindi per quanto riguarda l’inchiesta (che a quanto pare ha smosso qualcosa di fastidioso per qualcuno e non sembra un caso affatto isolato), evasioni fiscali e sistemi monopolistici forse in Italia sono pane quotidiano, ma all’estero sarebbero sicuramente scandali, perciò non mi risulterebbe difficile credere che altrove il sistema possa essere “meno corrotto e ricettivo”. Per quanto riguarda il “proporsi come artista” avrei qualche osservazione da fare in merito, visto che anch’io ho vissuto all’estero e forse ho una visione comparativa che potrebbe dare un contributo. Qui in Italia in primo luogo quando ci si definisce artisti, sembra inspiegabilmente che si stia già di per sé offendendo la suscettibilità di “qualcun altro” e questa è una cosa che in verità non avrebbe motivo di accadere. In secondo luogo spesso si confonde l”essere famosi” con l'”essere artisti” e una diffusa insensibilità porta spesso ad estorcere con aggressività l’arte a un artista e anche questo non è il modo. Paradossalmente basta che qualcuno appaia in televisione e come per magia si ha una profonda ammirazione per chiunque senza essere magari affatto un artista, né dover tantomeno dimostrare nessuna credenziale. Quindi la domanda nasce spontanea: cosa significa essere un artista? Solo dopo aver fatto una semplice e seria opera di informazione (non di italica abitudine) potremmo avere magari qualche strumento in più come conoscerne il lavoro (da come parla sembra che lei lo abbia fatto avendo analizzato evidentemente quello del Marosha con approfondimento e attenzione). Infine condividerne il piacere è un’altra cosa. Ovvero se un artista non ci piace è semplicemente un artista che non ci piace e non si dovrebbe pensare, come si è abituati in Italia, che “non è un artista”. Così come se un artista la pensa politicamente in un modo o in un altro ciò non dovrebbe assolutamente incidere sul giudizio del suo operato. Tutto il resto si inserisce in un contesto maccheronico che, ahimè è risaputo in tutto il mondo, è profondamente provinciale e gretto.

  11. Alberto Annovazzi Maggio 25, 2011 a 6:52 am #

    Con generoso slancio e sprezzo del pericolo sono venuto in possesso di documentazione fotografica e di filmati che documentano le vessazioni subite degli aspiranti comici televisivi nel corso dei laboratori.
    (http://4.bp.blogspot.com/_7u7fSHum69c/R_PxYZnZtEI/AAAAAAAABgU/kE6YPCjJSeU/s400/2.+bellissima-1.jpg)
    (http://www.youtube.com/watch?v=IMmRPJ63OWU)
    (http://www.youtube.com/watch?v=RWFkkB3ZBa8)

  12. Max da SanBenedetto Maggio 24, 2011 a 9:18 PM #

    Letto attentamente l’articolo e i commenti precedenti, aggiungo il mio sincero disappunto su alcune critiche.
    L’artista, secondo il mio parere, ha dimostrato coraggio, e non si capisce perché “qualcuno” non gliene voglia dare atto.
    Poi, pur non essendo un addetto ai lavori, mi sembra si sia insinuata una critica sul piano artistico a questo Ruben Marosha e che ciò non sia stato fatto con il dovuto rispetto, in quanto la storia dell’arte è ricca di continue rivisitazioni (cfr Dalì), e chi ha palato fino apprezza…

    Infine, nessuna strumentalizzazione, né politica né artistica né scandalistica, può alterare la semplicità di un gesto umano, che andrebbe apprezzato per quello che è.

    Se fossi stato nell’artista così “sminuito”, un bel ceffone avrei avuto il piacere di mollarlo subito.
    Non capisco quale competenza ci sia sotto le affermazioni di SimoneRimini, che a questo punto è ora che si chiarisca anche un po’ da solo. In fondo sembra che voglia screditare l’aspetto artistico e personale di Ruben Marosha a tutti i costi. Ha già manifestato più volte la sua disistima, ma le critiche espresse non solo non sono pertinenti alla situazione, ma sono anche estremamante personali, in quanto ho avuto il piacere di vedere Marosha a Modena e constatare di persona un numero divertente e coinvolgente, non solo per me ma anche per il pubblico presente.

    Saluti al blog.

    • ananasblog Maggio 25, 2011 a 9:57 am #

      >Letto attentamente l’articolo e i commenti precedenti, aggiungo il mio sincero disappunto su alcune critiche. L’artista, secondo il mio parere, ha dimostrato coraggio
      Max, sono d’accordo con quello che dici. L’amico e collega Ruben è stato coraggioso.
      Gli attacchi personali non sminuiscono di una virgola il valore di quello che ha fatto.
      Insistere sugli attacchi personali, senza entrare mai nel merito, fa perdere efficacia agli argomenti…
      Apro una parentesi: sul blog (articolo “zelig off nudo e crudo”) si è parlato di un comico che a Zelig Off aveva fatto un pezzo molto simile a uno di Eddie Murphy. Si è poi verificato che il comico in questione aveva in repertorio un intero spettacolo ispirato a Murphy (dichiarato ufficialmente).
      Alex

  13. Ziva Maggio 24, 2011 a 6:34 PM #

    Non capisco come mai i persecutori (in questa pagina) di Marco Piazza non abbiano scritto nulla nel post precedente dove c’è un’ammissione di plagio.
    Forse perché nella pagina precedente si parlava di Carlo Turati e di Crozza? Credo proprio di si! VOI Siete personaggi che vivete con il monito, “meglio non farseli nemici NON SI SA MAI NELLA VITA”.
    Sappiate che personaggi che contano i lecca c**o li riconoscono e li tengono a debita distanza.

    La guerra la si fa contro chi comanda non tra i poveri.

  14. Andrè Maggio 24, 2011 a 6:16 PM #

    io conobbi “marosha” lì e oltre a dire che ha tentato di ammazzare la serata credersi l’andy kauffman italiano per aver fatto uno scherzo ad un sistema che si sa agisce così non è per niente originale…perchè non hanno chiamato in tv questi 3 personaggi invece di proporsi gratuitamente ai laboratori?? E perchè parla di Verona, quando offre un ambiente unico, una pizza, una birra, non ti danno illusioni e ti fanno fare palco assieme a comici affermati??
    Secondo me sbagliate a dargli tutta questa importanza ad un fatto che di per sè non è interessante, anzi troppo ostentato.
    Io una volta ho fatto credere ad una famiglia che gli stesse arrivano un pino finlandese di 8 metri e lo stanno ancora aspettando da 10 anni…sono un genio? merito un blog?
    Andrè

    • .Z luglio 13, 2011 a 2:10 PM #

      Io non credo che andare esclusivamente “in tv” attribuisca ad un cabarettista la patente di artista o sia la condizione tecnica perchè mi piaccia (e quindi, nel caso di chi fa cabaret, mi faccia ridere). Di fatto non rido un gran chè ultimamente “guardando la tv”, magari sarò io, ma sono anch’io spettatore e dovrebbe contare qualcosa quello che penso. Poi mi sembra di aver capito che per accedere a trasmissioni specializzate ci sia un sistema che obblighi ad andare ai laboratori gratuitamente, creando un sistema discutibile e non certo chiaro, quindi il Marosha lo ha semplicemente denunciato. Leggendo di lui non credo avesse intenzione nemmeno di andare in televisione, ma semplicemente di denunciare un sistema a quanto pare squallido che vessa la categoria con la scusa di promesse televisive. C’è chi si vende e chi no.
      Infine pare che questa sua performance abbia avuto più risalto del suo pino finlandese di 8 metri.

  15. ananasblog Maggio 24, 2011 a 2:21 PM #

    COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:

    per favore, evitate di intasare il blog di commenti ripetitivi e fuori luogo. Mi riferisco soprattutto a Simone da Rimini.
    Ha già avuto modo di esprimere il suo pensiero RIPETENDOLO ossessivamente. Gli è già stato risposto PIU’ VOLTE con notevole spreco di tempo.
    Gli è stata fatta una domanda che ha fatto finta di ignorare: “Ciò che è raccontato dell’ambiente è vero o no?”. E’ pregato di rispondere a questa domanda,che è il tema del post, altrimenti vada da un’altra parte.
    L’Amministratore

    • ananasblog Maggio 24, 2011 a 2:42 PM #

      >ma che fai? mi cancelli i post Ananas?

      Simone, per favore, hai avuto modo di esprimere le tue opinioni (ripetute in modo ossessivo). I lettori possono farsene un’opinione. Ti è stato risposto più volte (e ogni volta hai scantonato la risposta).
      Ti è stato chiesto di commentare il post (che è l’unico motivo per cui si tengono aperti i commenti). Ti rifiuti di farlo. Adesso addirittura ti metti a frignare e fai la vittima. Per favore, se non sai cosa dire, non dirla.
      L’A

      • Simone Rimini Maggio 24, 2011 a 4:35 PM #

        io avrei avuto da dire, ma per ben due volte hai cancellato le mie obbiezioni… mi sa che siete voi che non avete da dire, perchè non sapete rispondermi.
        E mi sa pure che, finchè la pensano come voi ok, se invece c’è un ‘idea differente, repressione. va bene, commento il post, se non mi censuri ulteriormente:
        Rube Marosha ha fatto sicuramente un buon lavoro di giornalismo. Sicuramente usciranno delle bombe e delle cose molto fastidiose sul mondo zelig dietro le quinte (minacce, repressioni, soldi chiesti, intimidazioni, comici insultati eccetera), anche perchè se così non fosse, la credibilità vostra e di marosha finirebbe sotto le scarpe.
        Quindi aspettiamo tutti con ansia! Buon lavoro Ananas, con immutata stima
        Simone

        • ananasblog Maggio 24, 2011 a 5:02 PM #

          >io avrei avuto da dire

          Simone, il tuo pensiero è intatto e perfettamente leggibile sul blog, Ho tolto solo le ripetizioni. E’ chiaro che secondo te Ruben è una persona poco credibile. I motivi li hai espressi ampiamente e sono facilmente leggibili.
          La mia opinione è che Ruben abbia fatto un buon lavoro di inchiesta (senza avere una redazione alle spalle, senza mezzi). La sua credibilità se l’è guadagnata gettando la luce sugli aspetti inediti e poco conosciuti dei lab Zelig. Se poi è riuscito (in provini diversi) a “fregare” lo stesso autore, questa è abilità, magari non è arte, magari non è comicità, ma bisogna essere bravi a fare una cosa del genere.
          L’A

  16. Andrea Maggio 24, 2011 a 11:13 am #

    Uno o più video, però, dei suoi interventi ai laboratori, sarebbero molto utili per capire la “portata” di questa operazione.
    Anche qualche testimonianza dei suoi colleghi di laboratorio, magari.
    Si tratta di un’operazioe interessantissima, ma così abbiamo solo la sua versione…

    • ananasblog Maggio 24, 2011 a 12:08 PM #

      >Uno o più video, però, dei suoi interventi ai laboratori, sarebbero molto utili per capire la “portata” di questa operazione
      Calma, pazienza, per il video… Però molte cose sono risapute, collimano perfettamente con altri racconti pubblicati sul blog (e su decine di altri fermi lì per la ritrosia ad esporsi). Il racconto di Ruben è importante perché è un racconto oggettivo: lo ha fatto per gioco, senza esserne coinvolto emotivamente. Questo non toglie che i racconti di chi è coinvolto emotivamente (per delusioni o altro) non siano autorevoli.
      L’Amministratore

  17. billycristal Maggio 24, 2011 a 10:51 am #

    eh sì.. era stato annunciato un video di quanto successo a Torino. Quando lo vediamo?

    • ananasblog Maggio 24, 2011 a 11:11 am #

      >eh sì.. era stato annunciato un video di quanto successo a Torino. Quando lo vediamo?
      Calma popolo, il video esiste, ho avuto il privilegio di vederne in anteprima il girato integrale (pur essendo stato realizzato senza che ne sapessi niente, ma evidentemente si fidano di me). Attualmente è in fase di montaggio presso una base segreta nell’appennino tosco emiliano (si capisce che sto scherzando?).
      I contenuti sono di grandissimo interesse, ma bisogna aspettare ancora.
      L’Amministratore

  18. magnum Maggio 24, 2011 a 9:17 am #

    molto interessante e veritiero, però non ci sarebbe un video per capire meglio la dinamica della burla, quello che Ruben ha detto sul palco?

  19. Simone Rimini Maggio 24, 2011 a 9:13 am #

    si chiama MARCO PIAZZA, lo conosco! E’ un clone di Andy Kauffman e gli copia pure i pezzi, l’ho visto a Rimini!
    Simone.

    • ananasblog Maggio 24, 2011 a 11:03 am #

      >si chiama MARCO PIAZZA, lo conosco! E’ un clone di Andy Kauffman e gli copia pure i pezzi, l’ho visto a Rimini!

      Simone, il tuo intervento non è che mi faccia impazzire. Ignori totalmente il contenuto dell’intervista e, con 2 parole buttate lì, cerchi di screditare la persona.
      Ruben Marosha (o come vogliamo chiamarlo) ha fatto un reportage dietro le quinte. E’ stato preso a 2 laboratori importanti come Genova e Torino meritandosi i complimenti degli autori.
      Bisogna anche dargli atto di aver fatto un’azione impegnativa, faticosa, di aver preso “in giro” l’ambiente ricavandone una testimonianza preziosissima.
      Se un giornalista si infiltra tra i lavoratori stagionali degli alberghi romagnoli dobbiamo valutare la qualità del suo reportage, mica dire: “sì, ma come cameriere era imbranato”.
      L’Amministratore

      • Simone Rimini Maggio 24, 2011 a 12:03 PM #

        vero sicuramente. L’ho riconosciuto nella foto e l’ho detto. Comuqnue davvero come comico non è nulla di che, tutto qui. Dice barzellette. E copia. Io non so che cosa abbia fatto a sti laboratori, lo leggo qui adesso. ma uno che copia un pezzo, con che coraggio fa un reportage per spalare fango su altri? Magari come giornalista è bravissimo, nessuno lo mette in discussione! ciao!
        Simone (fan del cabaret da anni)

        • ananasblog Maggio 24, 2011 a 12:17 PM #

          >ma uno che copia un pezzo
          Simone, in primo luogo va specificato quale pezzo e occorre portare delle evidenze alla tua affermazione, altrimenti sono accuse false.
          Poi c’è sempre questa brutta abitudine (tutta italica) di sminuire le persone in modo da sminuire ciò che dicono. Sarebbe più logico il contrario: valutare quello che dicono. A noi interessa sapere se il sistema funziona DAVVERO così com’è testimoniato dal Marosha, anche se fosse l’ultimo cabarettista sulla faccia della terra.
          L’A

          • Simone Rimini Maggio 24, 2011 a 12:55 PM #

            purtroppo non trovo su youtube il video che mi interessava di Ruben Marosha/Marco Piazza, ma solo quello di Kauffman al quale “si è ispirato” che è questo, la prima parte: http://www.youtube.com/watch?v=sHKUcXNq_xk

            Su youtube di Marosha c’è solo questo: http://www.youtube.com/watch?v=Vb-8bW0rLMA che non è esattamente quello integrale, ma dove, a 1:04, si vede (purtoppo velocizzata , forse appositamente) la stessa identica trasformazione, solo che Andy diventa Elvis e Ruben/Marco diventa Freddy Mercury. E’ un peccato che non ci sia l’audio e la velocità giusta perchè, se non ricordo male, anche la musica di sottofondo che usa Kaufman è la stessa identica.

            Comunque, a parte che chi se ne frega, mi spiegate perchè un comico deve fare un reportage per sputtanare altri comici e/o autori comici e/o ambienti comici? la trovate una cosa giusta e da publicizzare?

            • ananasblog Maggio 24, 2011 a 1:21 PM #

              >purtroppo non trovo su youtube il video che mi interessava di Ruben Marosha/Marco Piazza, ma solo quello di Kauffman al quale “si è ispirato”

              Simone, ti ringrazio per la segnalazione, ma guardando i video non posso che concludere che hai fatto un buco nell’acqua. Andy Kaufman fa una strepitosa imitazione di Elvis Presley e quello è il nucleo del pezzo. All’inizio si cambia stando di spalle, così come centinaia di fantasisti/trasformisti fanno, hanno fatto e faranno in futuro. L’equazione Marosha si cambia mostrando le spalle al pubblico (diventando Freddy Mercury) così come faceva Kaufman (diventando Elvis) non sta né in cielo né in terra. Poi non conta: conta il reportage.

              >perchè un comico deve fare un reportage per sputtanare altri comici e/o autori comici e/o ambienti comici?

              Questo mi sembra un invito all’omertà bello e buono o, se vogliamo, l’andreottiano “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Parlare delle magnagne di un ambiente è il requisito minimo per poterlo MIGLIORARE. Guarda come vivono in Corea del Nord (dove nessuno sputtana nessuno) e come vivono in paesi come la Francia o l’Inghilterra (dove la libera informazione sbertuccia e sputtana tutto e tutti).
              L’A

              • Simone Rimini Maggio 24, 2011 a 1:36 PM #

                ho capito, lo vuoi difendere. Mi dispiace, Ananas, ma non sono d’accordo. Ripeto: purtroppo non c’è il video integrale e non posso mostrarvelo , ma TI ASSICURO che l’idea e il pezzo SONO COPIATI da Andy Kaufman e lo sai pure tu, che ti arrampichi sugli specchi. l’equazione non è: marosha si cambia di spalle come kaufman, quindi ha copiato. l’equazione è: Marosha si cambia di spalle come Kaufman, con la musica di Kaufman, con le gag sui vestiti di kaufman, e diventa un cantante come Kaufman, FA LìIMITAZIONE del cantante come Kaufman (marosha per il resto del pezzo non canta ma balla come mercury)e l’idea non è originale, perchè è di Kaufman.
                Come migliaia di altri trasformisti? No, che io sappia.
                Andiamo, Ananas, ti leggo sempre e ti sei battuto per molto meno… addirittura accusavi di plagio il pezzo di Gigi rock con quello degli emo, solo per la parrucca, ( io lo vidi una sera a viale monza e quando tu dicesti che l’avevano copiato strabuzzai gli occhi)e adesso mi fai un discorsetto così? Difendi solo i tuoi “collaboratori”? Non dirmi di sì, ti prego… 😉

                • ananasblog Maggio 24, 2011 a 1:47 PM #

                  >ho capito, lo vuoi difendere.

                  Ripeto: quella di Gigi e gli Emo è un’altra storia, poiché è nata all’interno dei laboratori Zelig. Kaufman e Marosha hanno frequentato gli stessi laboratori Zelig nello stesos periodo? Non risulta.
                  Poi: da quello che si vede nel video non trovo nulla di simile.
                  Se anche ci fosse non cambierebbe niente e non mi interesserebbe. Se uno de Le Iene fa un servizio e, durante questo servizio, fa una voce simile a quella di Alberto Sordi, cosa me ne frega? Guardo il servizio e basta. Oppure: i monologhi di Peppe Quintale rendono più o meno validi i servizi che lui ha fatto per Le Iene? No, i servizi sono validi o meno indipendentemente dalle capacità di Peppe Quintale come comico.
                  Mi sembra (e qui spero di chiudere il discorso) la tua un’evasione dai temi trattati nell’inchiesta: è vero o no quello che racconta Ruben? l’ambiente è così? Mi sembra il solito esercizio di negazione della realtà: alzo un polverone per non parlare dei fatti.
                  L’A

              • anonimo Maggio 24, 2011 a 1:39 PM #

                siate onesti il pezzo di Marosha è proprio uguale a quello di Kaufman… dire che se fa Freddie Mercury invece di cantare Elvis cambia tutto mi sembra un bell’azzardo…. detto questo forse il fatto di provare a proporsi con un pezzo palesemente copiato faceva parte della burla? Che il pezzo fosse copiato era palese a molti… me compreso che sto dalla parte del “pubblico”

            • Anonimo Maggio 24, 2011 a 1:33 PM #

              bè… partire da kaufman non è male… anzì è un bel punto di partenza rispetto a chi parte da Pino campagna o Franco Neri… tutto sta nello sviluppo. Io non vedo le similitudini tra scoprirsi Elvis e Freddy Mercury… anche perchè di quelle trasformazioni se ne sono viste a migliaia ancora prima di Andy (e te lo dice uno che Andy Kaufman lo conosce davvero bene).
              é molto bello a mio modo di vedere l’idea di fare uno scehrzo collettivo sul sistema… un ambiente che dovrebbe non prendersi troppo sul serio visto l’argoemnto cabaret ma che al contrario autori ed organizzatori si prendono troppo seriamente.
              Bravo

      • Alberto Annovazzi Maggio 24, 2011 a 12:24 PM #

        >Simone, il tuo intervento non è che mi faccia impazzire. Ignori totalmente il contenuto dell’intervista e, con 2 parole buttate lì, cerchi di screditare la persona.

        Non so se quanto scrive Simone abbia un qualche fondamento. Mi lascia perplesso la risposta. Beh da chi critica ci si aspetta quanto meno coerenza. Una cosa l’ho capita leggendo questo blog: che in questo mondo anche i censori non sono esenti da alcune delle pecche che imputano ai censurati (presunzione, plagi più o meno inconsapevoli, assoluta autoreferenzialità).
        Poi per carità non c’è nulla di male. Anzi in qualche modo l’essere incoerenti potrebbe rendervi pure più credibili.

        >Bisogna anche dargli atto di aver fatto un’azione impegnativa, faticosa, di aver preso “in giro” l’ambiente ricavandone una testimonianza preziosissima.

        Permettimi di fare un’altra osservazione non legata in modo specifico all’intervento di RM. Capisco che per chi lavora nel mondo dello spettacolo e soffre di un’incontrollabile pulsione ad apparire in televisione le problematiche che voi denunciate possono essere centrali nell’esistenza e l’impresa di RM può assumere i connotati di un gesto eroico. Tieniti forte che adesso sbrodolo qualunquismo: ma siete consapevoli di come sta andando il mondo fuori dalla vostra utopia televisiva? quale sia il vero significato del termine precariato? quali rinunce e quali compromessi debba accettare chi vive al di fuori del mondo dello spettacolo? Mi aspetto la risposta: chi vuol fare cabaret in televisione ha la stessa dignità di un qualsiasi altro precario sia un impiegato, un operaio, un aspirante professionista.
        Si però se uno di tanto in tanto si andasse a rivedere Bellissima, ne avrebbe da dire su Walter Chiari, ma anche su Anna Magnani.
        Non pretenderete mica di avere l’innocenza di Maria Cecconi?

        • ananasblog Maggio 24, 2011 a 1:34 PM #

          >quale sia il vero significato del termine precariato? quali rinunce e quali compromessi debba accettare chi vive al di fuori del mondo dello spettacolo?

          Alberto, siamo in contatto col “mondo precario”, mi è stato proposto di scrivere un articolo sul tema comicità/precarietà, per il semplice fatto che chi combatte contro questa piaga riconosce facilmente i sintomi dello sfruttamento e della furberia e non fa distinzioni tra mondo dello spettacolo e altri settori.
          L’Amministratore

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