Le liberatorie: una “truffa” basata sull’autocertificazione?

17 Giu

Nel video di Ruben Marosha (ingiustamente rimosso da YouTube) erano documentati alcuni esempi controversi di uso delle 2 liberatorie che vengono fatte firmare come requisito per salire sul palco di uno Zelig Lab.

Ne abbiamo recuperate delle copie che ho mostrato personalmente a un competente funzionario SIAE. La visione ha generato una reazione stupita (tanto che sono stato subito indirizzato a un funzionario di competenza specifica superiore): Le liberatorie sono state “classificate” come un tentativo molto ingenuo e molto maldestro di far passare un “tesi” utile a scopi “fiscali”.

Le liberatorie possono essere facilmente demolite punto per punto anche solo usando il buon senso. Cominciamo da quella relativa alla SIAE:

C’è subito una grossa anomalia: non viene indicata l’opera rappresentata, che è la cosa più importante!  QUESTO E’ CLAMOROSO. E’ proprio ciò che la Siae vuole sapere: quale opera è stata rappresentata, a chi appartiene e se l’esibizione corrisponda a ciò che è stato dichiarato. Questa clamorosa mancamza equivale a un pacco di biscotti in cui non ci sono biscotti (in futuro vedremo chi se li è mangiati).

Un’altra anomalia è data dalle due caselline da barrare (“non sono iscritto Siae”, “lo sono”). Nella seconda ipotesi si presuppone che il comico non abbia portato opere proprie depositate. Questo è impossibile: il regolamento Siae (articolo 10 – 1 sez b) impone che gli iscritti depositino TEMPESTIVAMENTE le loro opere:

Oltra a questo, è ben strano che tra le centinaia di comici che affollano (da anni e nel presente) i laboratori Zelig, non ci sia mai stato uno iscritto alla Siae che abbia portato un pezzo suo tutelato, anzi diciamo chiaramente che è impossibile.

Queste sono due anomalie, ma non sono le sole. Rimanete connessi: ne vedremo delle false! Stiamo sorvolando la zona grigia Laboratori/Zelig/Bananas dove la verità è un optional inutile.  

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

15 Risposte a “Le liberatorie: una “truffa” basata sull’autocertificazione?”

  1. Alter Bactaer giugno 17, 2011 a 12:54 PM #

    Anche per i festival ed i concorsi di cabaret, ormai numerosissimi in Italia, esiste il problema.
    In molti casi l’autocertificazione (specialmente se veritiera) è l’unica possibilità per evitare balzelli sanguinosi. Eppure credo esista una enorme differenza fra chi organizza a scopo di lucro (magari con intenti più o meno nascosti di impresariato successivo alla manifestazione sulla pelle dei concorrenti) e chi invece organizza (magari da vent’anni) la stessa manifestazione senza mai, e per ben precisa volontà, nemmeno depositarla alla Siae, non perseguendo finalità lucrative ma con l’unica speranza di incassare abbastanza per pagare i fornitori.
    Alter Bactaer

    • ananasblog giugno 17, 2011 a 5:18 PM #

      >Anche per i festival ed i concorsi di cabaret, ormai numerosissimi in Italia, esiste il problema.In molti casi l’autocertificazione (specialmente se veritiera) è l’unica possibilità per evitare balzelli sanguinosi

      Alter Bactaer, concordo in pieno con ciò che scrivi. E le regole andrebbero riscritte. Così come andrebbero codificate le esenzioni perché ci sono tante attività “non lucrative” che vano come minimo incoraggiate.
      La musica l’ha fatto (vedi finaziaria 2008 art 39quater, il cabaret vive ancora nel Medio Evo. Eppure le trasmissioni di cabaret fanno ascolti molto più alti di quelle musicali.
      Permettimi di osservare che non esiste una categoria così intimidita, rassegnata, impaurita di quella comica.
      L’A

      • antinore wild giugno 17, 2011 a 9:12 PM #

        sapete perchè il regolamento musica si rinnova al contrario dell’ambiente teatro e cabaret?
        Perchè il ministro Maroni ha una passione: suona con una piccola band tra amici. Una sera fece un concertino in un locale e arrivo la SIAE per un controllo che li beccò in flagranza di mancanza di agibilità.
        Subito il ministro Maroni rispose dicendo “lei non sa chi sono io”
        il funzionario: “e lei non ss cos’è l’agibilità”
        vero, il ministro ignorava totalmente questa disposizione così pago la multa (puoi essere pure il papa ma l’agibilità è sacra) e appena torno al quirinale fece togliere immediatamente questa disposzione.
        L’avesse fatto anche per il teatro… invece sto n@nù si fa solo i personam suoi di interesse.

        • ananasblog giugno 18, 2011 a 9:04 am #

          >sapete perchè il regolamento musica si rinnova al contrario dell’ambiente teatro e cabaret? Perchè il ministro Maroni ha una passione: suona con una piccola band tra amici.

          Antinore Wild, la tua ricostruzione è suggestiva, ma non corretta: le esenzioni Enpals (vedi art39 quater) nascono con l’ultimo sfortunato governo Prodi. Poi, siccome riguardano anche i gruppi folkloristici (in fondo non è giusto che 30 cantori del Tirolo, che di giorno fanno gli agricoltori, paghino l’Enpals per essersi esibiti in qualche sagra alpina ) c’è anche chi ipotizza che siano un premio dovuto a qualche senatore delle valli dolomitiche che col suo voto teneva in piedi la traballante maggioranza. Mi sembra questa dietrologia allo stato puro. Secondo me, vista la variegata composizione del mondo dello spettacolo, creare delle aree di esenzione e/o agevolazione è più che giusto, così si evita il far west e si prevengono sia gli abusi che l’evasione fiscale. La musica l’ha fatto cambiando la legge, Zelig (che in Italia è il cabaret) l’ha fatto molto probabilmente gabolando la legge.
          L’Amministratore

  2. billycristal giugno 17, 2011 a 11:25 am #

    Questo si chiama furto di proprietà intellettuale. Ma cosa ci si può aspettare da chi non ha saputo neanche inventare il titolo da dare ad una trasmissione .. e ha copiato quello di uno dei più grandi capolavori di Woody Allen?

    • ananasblog giugno 17, 2011 a 11:29 am #

      >Questo si chiama furto di proprietà intellettuale. Ma cosa ci si può aspettare da chi non ha saputo neanche inventare il titolo da dare ad una trasmissione .. e ha copiato quello di uno dei più >grandi capolavori di Woody Allen?

      Concordo. E il video rimosso da YouTube (censurato) metteva proprio il dito sulla piaga, motrando alcuni episodi eclatanti per la loro verità. Qualcuno ha deciso che non siamo pronti per conoscere…
      L’A

      • billycristal giugno 17, 2011 a 12:43 PM #

        La rete non perdona.Il video deve essere postato ancora.. eventualmente messo su server tipo megaupload per farlo scaricare a chi non è riuscito a vederlo. Questo tipo di censura è inaccettabile.Daniele Luttazzi ha provato a censurare i video che lo sbugiardavano.. ma alla fine la verità è venuta fuori. Sulla rete la verità emerge sempre. E anche questa verrà fuori!!

        • ananasblog giugno 17, 2011 a 12:58 PM #

          >La rete non perdona.Il video deve essere postato ancora..

          billycristal, ci puoi scommetere (anche perché ce ne sono in preparazione altri 2 di video, di cui il prossimo una bomba!). Bisogna pazientare perché qua nessuno fa quest’attività a tempo pieno e i mezzi sono pochi.
          I tentativi di censura sono destinati a fallire, al contrario il lato oscuro zelighiano è destinato a venire alla luce. Eppure sembra che molti si comportino come se niente fosse. Notizie di ulteriori porcate sulla pelle dei comici arrivano in tempo reale, risalgono a “ieri”. Come Silvio durante i referendum si è chiuso a Villa Certosa con due ragazze (se non fosse stato per quel “pazzo” di Zappadu non l’avremmo saputo), così lo zelighismo continua come niente la sua opera di “spremitura a freddo” del lavoro altrui, pur salendo sui palchi arancioni a intestarsi vittorie di Pisapia…
          L’A

  3. Michele giugno 17, 2011 a 9:26 am #

    Caro Luigi, non conosco Gavelli, ma se tutti ragionano così come ragioni te… Ti consiglio la lettura di un romanzo: “Lettera a un gigante che si credeva un puffo”…

  4. luigi giugno 17, 2011 a 8:53 am #

    Caro Gavelli quello che stai facendo per il mondo del cabaret e per i cabarettisti è molto bello e ti fa onore.
    Combatti delle battaglie giuste e che nessuno prima aveva affrontato, devo però ricordarti che al 99% si tratta di battaglie già perse in PARTENZA.
    Caro Gavelli sappiamo tutti e due che dei Puffi , nella realtà , non riusciranno mai ad abbattere un gigante.
    LA battaglia ti fa onore ma conosciamo entrambi il risultato finale.
    Luigi

    • ananasblog giugno 17, 2011 a 9:30 am #

      >Caro Gavelli quello che stai facendo per il mondo del cabaret e per i cabarettisti è molto bello e ti fa onore.
      >Combatti delle battaglie giuste e che nessuno prima aveva affrontato, devo però ricordarti che al 99% si tratta di battaglie già perse in PARTENZA.

      Luigi, si fa informazione, si sta sulla notizia. Punto.
      L’A

      • Vetrio giugno 17, 2011 a 10:49 am #

        “Uno studente in una piazza ferma un carro armato”, ora quelli che vedevano come un eroe quello studente, ora sono diventati carro armato senza rendersene conto.(?)
        Sono i comici che devono avere il coraggio di fermarsi di fronte a simili situazioni, a mio avviso bisognerebbe fermare anche chi ha inventato i laboratori e che magari ora li boicotta.

      • ananasblog giugno 20, 2011 a 11:09 am #

        A., per favore, basta, hai perso la testa. Spari insulti in modo scomposto senza riuscire ad articolare alcun argomento. Ripeto: presentati con nome e cognome (visto che mi hai attaccatto personalmente, presentandomi in modo calunnioso come incapace, rancoroso e vendicativo), esponi i tuoi motivi civilmente e a viso aperto, altrimenti scrivi da un’altra parte.
        Roberto Gavelli

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