Archivio | luglio, 2011

L’impavida Bananas srl si inventa la “diffida balneare”

28 Lug

 

Puerto Aventuras, dove il Bananas sguazza

Ricevo questa mattina una lettera da parte di Bananas srl, tramite avvocato.

(Bananas srl, quindi non solo Gino Vignali, Michele Mozzati, Nicola Colonna, Roberto Bosatra, Giancarlo Bozzo, ma anche Paolo Rossi, Lella Costa, Aldo Giovanni e Giacomo, Enrico Bertolino, Elio e le Storie Tese, Antonio Albanese, Claudio Bisio, Gialappas Band, Raul Cremona, Giobbe Covatta, Dario Vergassola).

Il contenuto è semplice: si chiede di rimuovere dei contenuti del blog ritenuti “diffamatori,  calunniosi e lesivi dell’immagine di Bananas, dei suoi amministratori, dei suoi soci, o degli artisti che essa rappresenta…”. Il termine è di 15 giorni.

Senza entrare nello specifico, ma l’azione, in soldoni,  praticamente “affonderebbe” il blog e i suoi contenuti e lo “svuoterebbe” di ogni significato.

Da notare la tempistica: il giorno dopo in cui si era dichiarato che il blog stava andando in ferie. Con un tempo di 15 giorni, ultimatum che scade (guarda un po’) alla vigilia del grande esodo di ferragosto.

Bananas è stata “in silenzio” fino a questo momento. Sono stati eroici, pur vibrando di indignazione, hanno resistito fino all’ultimo poi, quando non ce l’hanno fatta più, alla vigilia della partenza per le vacanze a Puerto Aventuras, in Messico, o in altri luoghi chic, col dito della mano che non teneva il trolley di Gucci, hanno dato l’okay alla diffida.

Uomini siffatti, che appartengono alla sinistra dura e pura (proprio oggi cade il 30esimo anniversario della famosa intervista a Enrico Berlinguer sulla “questione morale”) meritano tutto il rispetto. Bacio la sabbia finissima e tropicale su cui posano i piedi, con infinito rispetto.

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Annunci

la lunga estate calda

26 Lug

Fine luglio, il blog si prepara ad andare in vacanza, per tornare a settembre, anche se non staccherà del tutto. C’è stato un evidente salto di qualità nelle inchieste e la cosa rimane attiva comunque.

Ma cosa ci riserva la prossima stagione? La solita annata trionfale (priva di concorrenza) del duopolio ColorZelig. Ci saranno probabilmente su La7 le prime serate di Crozza e di Fratelli e Sorelle d’Italia, condotta da Veronica Pivetti, una trasmissione di monologhi e racconti, spesso di alto livello, che è andata molto bene.

Ma per il resto la Rai è allo sbando, impegnata ad affossare le sue trasmissioni di maggiore successo. C’è il rischio che contro Zelig ci sia Pupo o Dj Francesco o qualcosa di simile.

Colorado potrebbe andare verso la sua edizione più brutta di sempre. Belen Rodriguez al posto di Rossella Brescia è un miglioramento estetico e basta. Italia 1 interverrà maggiormente sul prodotto, mentre verrà diminuito il ruolo del capo progetto Cesare Vodani, quindi è probabile che si andrà verso un maggiore trash e una comicità sempre più puerile e Olgettina Friendly.

Sul lato Bananas (che gestisce Area Zelig 51, uno dei luoghi più misteriosi della Terra: ) si registra il solito isolamento dal mondo reale. Ci sono inchieste e reportage che stanno evidenziando una serie di comportamenti irregolari, ai limiti dell’illegalità, ma la risposta è il silenzio.

In quel mondo lì prevale l’atteggiamento del “va tutto bene, non parlate con nessuno, è tutto meraviglioso”. Si lascia solo che qualche seconda o terza linea attacchi a testa bassa chi osa prendere posizione pubblicamente.

Da manuale è il trattamento riservato a Vanessa Incontrada (vedi surreale articolo su Sorrisi & Canzoni). Sono le donne stesse (non i capi) che attaccano Vanessa sostenendo che se si è lamentata c’è qualcosa in lei che non va, qualche disturbo mentale o caratteriale. Loro sono il modello corretto: non si lamentano, non criticano, anche perché non c’è nulla da eccepire, nel mondo perfetto.

Resta lo stupore per la superficialità con cui tutto il sistema dei laboratori è stato costruito: indifferenza verso le persone, indifferenza verso le regole. Difficile spiegare a un “esterno” di cosa si tratti, anche se adesso ci sono le conoscenze (e un’ampia biblioteca) per poterlo fare.

Si potrebbe dire che sono stati sorpresi con le mani nella marmellata, anche se è difficile definire cosa sia quella sostanza gelatinosa di cui sono sporchi. Ma questo non ditelo a chi lavora lì dentro, facciamogli credere che vada tutto bene… ssssh…

Ananas Blog

Torna online il video reportage di Ruben Marosha

23 Lug

Ma in Italia (paese dalla democrazia declinante, molto indietro nelle classifiche della libertà d’espressione), non si può mai stare sicuri…

Ruben in posa “rivoluzionaria”

Torna online il primo video del reportage che Ruben Marosha ha girato dietro le quinte degli Zelig Lab (leggi post di commento).

Il video era stato rimosso da YouTube in modo arbitrario: avrebbe violato la privacy di qualcuno, non si sa di chi, cosa che ha reso impossibile modificarlo (tenendo presente che la fisionomia dei protagonisti era stata oscurata e le voci alterate).

Comunque adesso è disponibile:

GUARDA IL VIDEO SU VIMEO.COM

Una preghiera: se qualcuno rilevasse una violazione alla propria privacy contatti chi detiene il materiale (Ruben Marosha). Se la richiesta è ragionevole, provvederà alle modifiche del caso. Altrimenti (in mancanza di una motivazione e di fronte a un attacco anonimo) ci saranno tutti i motivi per gridare alla censura.

Comunque chi non ha ancora visto il video, si sbrighi, non si sa mai…

Il reportage ha messo alla luce alcune gravi irregolarità. Bisogna precisare (come già scritto in precedenza) che le voci di “mazzette” per accedere agli Zelig Lab sono infondate, soprattutto non fanno parte delle procedure di Bananas srl. Però dietro le quinte la voce circola (io stesso ne fui colpito ingiustamente), quindi il video, in quel passaggio, cattura un esempio degli umori presenti nell’ambiente.

Le gravi irregolarità riguardano la modulistica, la “ragione sociale” stessa dei laboratori, mostrando esempi di come i comici firmino liberatorie che, fatte analizzare, si sono rivelate quasi del tutto o del tutto incongruenti. E’ andata così: a) pubblicazione del video b) inchiesta successiva.

L’inchiesta è partita, la rimozione del reportage non servirebbe più, perché si può dire che i buoi sono già scappati dalla stalla…

Faccio alcuni esempi dell’analisi critica delle liberatorie: quella Siae presenta un buco clamoroso: non viene indicata l’opera rappresentata, cioè l’unico dato attraverso il quale un funzionario può verificare la legalità della serata. E’ come se a un palazzo mancasse… il palazzo! (leggi il post Le liberatorie: una “truffa” basata sull’autocertificazione? )

La dichiarazione che il repertorio è frutto d’improvvisazione è semplicemente ridicola: gli Zelig Lab praticano l’esatto contrario dell’improvvisazione che come “arte” viene addirittura combattuta ed emarginata. Leggi i 12 motivi che “demoliscono” il concetto di improvvisazione.

Eccetera, eccetera. Insomma, l’inchiesta è basata su dati di fatto incontrovertibili, spesso anche su dichiarazioni fatte dalla stessa Bananas srl che ammette candidamente che i laboratori sono una delle travi portanti del business Zelig (leggi post)

Questo grazie al reportage (di cui si spera di pubblicare la seconda, interessantissima parte). 

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)
 

Mediaset denunciata perché “censura il web”

22 Lug

Mediaset è stata denunciata presso il Tribunale di Roma dall’Unione Nazionale dei Consumatori, come segnalato su l’Espresso.it (leggi l’articolo completo):

“Che cosa è successo? Che l’associazione aveva un suo canale su YouTube, con migliaia di utenti e più di 80 video, tra cui molti autoprodotti. «Mediaset ha segnalato a YouTube che c’erano due video, protetti da diritto d’autore, tratti dalle “Iene” e da “Striscia la Notizia” ben sapendo che in questo modo YouTube avrebbe cancellato l’intero canale», spiega Fulvio Sarzana, legale dell’associazione.

“E proprio questo è successo: anziché limitarsi a cancellare i due video, il sito americano ha oscurato l’intero canale dell’associazione.

“Un vero peccato, per Sarzana, giacché «si trattava di uno strumento prezioso per mettere in guardia i consumatori dalle truffe».

“Il sospetto, neppure troppo velato, è che Mediaset abbia voluto prendersi una piccola vendetta per la battaglia condotta di recente dallo stesso Sarzana – insieme a molti altri – contro la delibera Agcom (fortemente voluta da Cologno) proprio sul Web: una norma che, per salvaguardare il diritto d’autore, rischia di disincentivare l’uso della Rete in Italia attraverso multe e sanzioni ai blog e ai siti indipendenti.

“Sarzana si era esposto in prima persona nella mobilitazione che ha costretto AgCom a rinviare la decisione e a trasformare il previsto oscuramento dei siti disobbedienti in sanzioni pecuniarie.

“Del resto, se Mediaset fosse stata interessata soltanto alla rimozione dei due video avrebbe potuto chiedere all’Associazione di toglierli: invece ha preferito seguire la strada del reclamo a YouTube che – per prassi – porta alla chiusura dell’intero canale.

E’ successo qualcosa di simile col video/reportage di Ruben Marosha (che domani tornerà online): rimosso totalmente e in modo arbitrario e anonimo.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Mancano 2 giorni al ritorno del video di Ruben Marosha…

21 Lug

Sta per tornare online il video di Ruben Marosha…

19 Lug

Zelig fa muro contro Vanessa Incontrada!

19 Lug

Su Sorrisi & Canzoni tv, l’ultima Corea del Nord italiana recita la solita poesia mandata a memoria: “va tutto bene, è tutto meraviglioso, chi si lamenta ha qualcosa di sbagliato”.

Zelig risponde alle accuse di Vanessa Incontrada usando quel Sorrisi & Canzoni diretto da Alfonso Signorini, uno degli Spin Doctor di Silvio Berlusconi, scelta che la dice lunga sulla natura zelighiana. Signorini è noto per “pettinare” le notizie, renderle Silvio Compatibili (vedi famosa intervista a Ruby).

Leggi l’articolo su TvBlog: Il cast di Zelig su Sorrisi contro l’Incontrada: “Mai discriminata”

Apre il fuoco Michele Mozzati: “Escludo in modo assoluto che ci siano state pressioni sulla sua maternità e sul suo peso. Forse c’è una sua sensibilità particolare rispetto a Zelig, che si riflette nelle interviste in un’immagine del programma molto lontana dalla realtà…”

Poi, in ordine di importanza parla Giancarlo Bozzo, con uno sbiadito messaggio burocratco: “La decisione di cambiare la conduzione di Zelig è dovuta soltanto a un necessario rinnovamento che ci ha visto, con Vanessa, d’accordo sia per la sua carriera, sia per il futuro di Zelig”.

A SEGUIRE:

‘Anche Katia & Valeria si accaniscono, dicendo che per il loro lavoro di comiche “di solito non si viene giudicate fisicamente, problema che forse Vanessa sente di più”. E Teresa Mannino dice di non aver mai visto maschilismo a Zelig e che “Vanessa forse sente di più il problema perché, pur essendo una brava attrice, fondamentalmente è una bella donna”. Con omertà chiosa: “Oppure ha avuto screzi con qualcuno della produzione, escluderei il cast. Ma non ne ne ho mai saputo niente”.’

‘E infine Giovanna Donini, unica autrice donna del cast, confessa: “Le sue parole mi hanno stupita. Le battute in scena sui chili di troppo erano da copione. Dietro le quinte non ho notato nessun accanimento e conoscendo gli altri autori sono portata a escludere che Vanessa non sia stata riconfermata per via della maternità o del peso”.’

Insomma, un bel fuoco di fila a difesa totale del fortino zelighiano, scaricando ogni colpa su chi si lamenta. Cose già conosciute, ridicole nel loro conformismo.

Zelig dovrebbe dedicare meno tempo ad aggredire i critici e più tempo a fare pulizia interna (vedi liberatorie farlocche, Enpals non versata, lavoro non retribuito, eccetera).

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

PS: l’intervento di Giovanna Donini che nega ci sia maschilismo a Zelig, preceduta dalla dicitura “unica autrice donna” è uno raro capolavoro di umorismo involontario.

Si indignano tutti…

19 Lug

Qua si indignano tutti, dalla Siria, passando per la Spagna, lo Yemen, l’Egitto e la Libia. In Italia sta montando un sentimento fortissimo di “antipolitica” e di “anticasta”.
Si indignano tutti a parte la categoria cabarettistica, ammorbidita da anni di vessazioni e di lavoro gratuito, resa innocua al punto da trasformarsi da luogo “pensante e anticonformista” (cresciuto nel mito degli stand-up comedian anglosassoni) a luogo “ossessionato dall’omertà”.


Ananas Blog

Esenzioni, agevolazioni e privilegi…

16 Lug

… e un buon motivo per essere indignati

Il governo ha appena varato una manovra finanziaria pesantissima che graverà, soprattutto, sui ceti più deboli. Ci saranno anche tagli alle pensioni e tagli lineari a tutte le forme di bonus, agevolazioni ed esenzioni fiscali.

In questo clima di sacrifici sanguinosi, spicca una società leader nel proprio settore che si è ritagliata una totale esenzione dai contributi pensionistici: Bananas srl.

Questo riguarda l’Enpals non versata in un progetto chiamato “laboratori Zelig” che, per inciso, rappresentano la forma di spettacolo cabarettistico dominante in Italia.

Vediamo le caratteristiche di questo progetto che ha ottenuto l’esenzione contributiva in modo bizzarro: tramite liberatorie quasi del tutto “fasulle” (come dimostrato ampiamente dall’inchiesta pubblicata sul blog) o tramite nessuna documentazione:

1) I laboratori Zelig producono quasi 200 serate l’anno, SEMPRE di fronte a un pubblico pagante, spesso in locali e teatri prestigiosi.

2) Ogni serata può vedere alternarsi sul palco 10, 15 fino a 20 e oltre comici che si esibiscono senza percepire nulla (la contribuzione Enpals, ricordiamolo, è comunque obbligatoria anche per chi non prende alcun compenso).

3) Il laboratorio costituisce una “giornata lavorativa” che può essere anche di 10/12 ore (tra viaggio, prove, spettacolo, riunioni e rientro). Si svolge durante l’anno a date e a orari predeterminati.

La quantità di serate di laboratorio è notevole, tanto da inflazionare il mercato di lavoro gratuito e creare un “effetto imitazione” anche nelle realtà indipendenti.

4) Lo scopo dei laboratori Zelig è di produrre materiale per le trasmissioni Zelig Off e Zelig (prima serata), quindi per progetti per i quali Bananas srl viene pagata cifre astronomiche da Mediaset; oppure di realizzare/testare format, attività per la quale Bananas srl ha un contratto nei confronti di Mediaset sia per progetti specifici (vedi Buona la prima, Sketch Show) sia per lo sviluppo nell’area satellitare e/o del digitale terrestre.

5 )L’organizzazione dei laboratori, se si esclude quelli nello storico locale di viale Monza 140, avviene in collaborazione con realtà del luogo (agenzie, teatri, manager, singole persone), ma il controllo organizzativo, la direzione, le scelte artistiche, il modus operandi sono saldamente in mano a Bananas srl, che li svolge per le proprie finalità di business.

È vero che l’evasione contributiva di Bananas (se venisse dimostrata) ammonterebbe a qualche centinaia di migliaia di euro l’anno, moltiplicata per i 5/6 anni in cui ha operato a pieno regime, quindi non risolverebbe i problemi del nostro paese (così come non li risolverebbero i tagli ai costi della politica) ma è anche vero che chi è più ricco dovrebbe dare il buon esempio e dovrebbe contribuire di più.

Non si capisce perché chi prende una pensione da 1.500 euro lordi venga penalizzato, mentre chi fattura 15/16 milioni di euro l’anno goda di questo assurdo privilegio.

C’è da essere indignati dal fatto che Bananas srl (quindi Zelig) goda di un’esenzione coperta (addirittura) da una documentazione chiaramente posticcia.

Questo è uno dei frutti avvelenati di un ambiente che per anni è cresciuto nel disprezzo delle regole, del tutto privo di democrazia interna e di opposizione, che si è arrogato il diritto di operare al di sopra delle regole stesse.

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Benvenuti nel club esclusivo

14 Lug

Stupisce la quantità di “motivi per cui dovrebbe stare zitta” che si sono riversati su Vanessa Incontrada dopo aver raccontato le proprie esperienze negative a Zelig. Il fenomeno è ben conosciuto e trasversale: chiunque si esponga pubblicamente contro il “sistema comico” subisce lo stesso buffo trattamento.

Succede sia ai personaggi conosciuti che a quelli che non hanno mai fatto neanche una puntata. Il filo conduttore è l’ossessione verso il silenzio altrui, fino all’oscar della stupidità, che è stato: per parlare bisogna prima esibire il curriculum. Alcuni passaggi contro Vanessa Incontrada sono stati scritti pari contro l’amministratore di questo blog.

Sono soddisfazioni: ti fanno sentire show girl per un giorno!

Comunque l’ambiente Cabarettistico si dimostra uno dei più regressivi esistenti, dove la libertà di parola (secondo alcuni) dovrebbe essere fonte di vergogna e di sensi di colpa.

Intanto, nel mondo reale si registra una voglia crescente di partecipazione e di voglia di essere informati. Più del 50% degli italiani naviga su Internet e la stragrande maggioranza dei giovani preferisce andarsi a cercare le notizie sul web.

Resistono delle sacche di isolamento in cui si spera che tutti stiano zitti (tipo Repubblica comica delle banane).

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: