Fuga verso la tv? (un articolo su La Stampa)

6 Lug
Alessandra Comazzi

Segnaliamo un interessante articolo dal titolo “Fuga di talenti dal cabaret alla tv: ma sarà vera gloria?” uscito su La Stampa per mano di Alessandra Comazzi, prestigioso critico televisivo noto anche per le sue apparizioni sul grande schermo.

L’articolo prende spunto dall’annullamento del Festival Nazionale del Cabaret 2011 e contiene anche un’intervista all’organizzatore Mauro Giorcelli. Riportiamo alcuni passaggi:

“La Grande Accusata è la televisione, sono programmi come Zelig o Colorado, che prendono i giovani cabarettisti prima che siano pronti, li sfruttano e li bruciano. Fiorello dice sempre: «Ai miei tempi si faceva gavetta e la televisione era un punto di arrivo. Adesso è un punto di partenza. Ma io perché devo guardare gente che fa gavetta a mie spese?». «Però non è tutta colpa della tv», aggiunge Giorcelli. Ma come, non è lei il nemico pubblico numero 1? «Io dico: la responsabilità è anche dei ragazzi, che pensano di saltare le tappe. Perché devono andare a imparare il mestiere nei laboratori seri, quelli dove non si paga per partecipare “alle selezioni di Zelig”?

Insomma, ci sono cose molto condivisibili, viene messo l’accenno sulla mancanza di talenti, cosa che per inciso sembra attanagliare, per esempio, anche una realtà come Colorado (pur operando all’interno di un clamoroso regime di monopolio)… ma di questo ne parleremo più avanti.

La redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

8 Risposte a “Fuga verso la tv? (un articolo su La Stampa)”

  1. giovanni luglio 9, 2011 a 4:08 PM #

    Il Sig.Giorcelli sta a Torino no? Allora perchè non fa qualcosa dato che da anni assiste alla fabbrica delle illusioni e a grandi speculazioni dagli unici 2 soggetti che ormai hanno monopolizzato la città e che guarda un po’ sono gli unici a “infilare” i loro comici in tv! Monopolio e politiche mediaset riprodotte tali e quali a Torino,a guadagnarci sempre i soliti e a perderci il pubblico pagante che assiste a eterni emergenti o laboratori senza neanche piu’ rendersi conto del livello di mediocrità a cui si è giunti!

    • Ziva luglio 10, 2011 a 4:42 am #

      Giorcelli ha fatto molto, ha tentato di fare, ed ha visto molto, molto più delle navi in fiamme ai bastioni di Orione.
      Sarebbe meglio tu ti informassi, anzi ti dirò di più, molte delle cose che ha fatto non sono sotto gli occhi di tutti e credo che in una situazione che si stava creando anni fa, sia stato anche boicottato perché se fosse andata in porto …. Zelig e Colorado non ci sarebbero più.

      • ananasblog luglio 10, 2011 a 9:47 am #

        >ha tentato di fare, ed ha visto molto, molto più delle navi in fiamme ai bastioni di Orione.
        Ziva, in effetti non si capisce perché chi si espone contro il sistema debba finire immediatamente sul banco degli imputati…
        L’A

      • Anonimo luglio 11, 2011 a 7:42 am #

        Cara (o caro?) Ziva,
        troppa grazia!!! Dire che i due programmi televisivi da te citati non esisterebbero più se fosse andata in porto una certa iniziativa mi sembra un tantinello esagerato. Credo tu ti riferisca al COMIC SHOW,primo salone della risata che avrebbe dovuto andare in scena nel 2005 per tre giorni al Forum di Assago, dove erano stato invitato tutto il mondo della comicità (nei motori di ricerca c’è ancora, ma attenzione alle omonimie). Gli organizzatori pensarono a me come direttore artistico perchè ero l’unico ritenuto super partes in un settore che di partes ne contava già allora fin troppe. Presentata con una conferenza stampa al Teatro delle Erbe di Milano, l’iniziativa saltò di lì a pochi giorni (pare per improvviso dietro-front degli sponsor, o almeno così mi fu riferito) e perfino i colleghi giornalisti che si occuparono del caso, dopo breve tempo e svolta qualche indagine, optarono per il “non luogo a procedere”, forse perchè il cane che trovarono era meglio lasciarlo dormire…
        Grazie comunque per l’eccesso di stima.
        Cordialmente,
        Mauro Giorcelli

    • Anonimo luglio 11, 2011 a 7:16 am #

      Caro Giovanni, e che… cosa dovrei fare, ancora? Prova a dare una scorsa al sito http://www.festivalnazionaledelcabaret.it, magari ti si schiariranno le idee.
      Non dimentichiamo che il sottoscritto non ha mai agito a fini di lucro nè svolto attività di impresariato, e ancora tanto meno brigato per fare o far fare tv.
      A qualcuno (qualcuno?) dei concorrenti del festival è capitato di andare in tivù, bene, buon per loro.
      Il mondo è bello perchè è vario, sta agli interessati (in questo caso i cabarettisti di belle speranze) non farsi infinocchiare.
      Mauro Giorcelli

      • giovanni luglio 22, 2011 a 8:23 PM #

        Francamente il senso del mio post andava in direzione opposta alla sua interpretazione. Io non ho la presunzione di dire cosa lei deve fare o no ma sono rammaricato che progetti live e di qualità come il suo festival (il sito lo conosco già grazie)abbiamo ceduto il passo alle realtà che ormai sono solo fabbriche di illusioni (credo che le mie parole siano state chiare,sicuramente lo sono le mie idee) e piegate alle logiche trita-tutti della tv. Se le sue gesta siano frutto di volontariato mosso da passione sfrenata per il cabaret oppure no non è mia intenzione curarmene stridono pero’ certamente parecchio con la sua conclusione da Ponzio Pilato!

  2. Anonimo luglio 7, 2011 a 12:56 PM #

    Perdonate quella che forse può apparire una eccessiva pignoleria, ma per comprendere appieno il senso dell’articolo di Alessandra Comazzi su La Stampa, forse è meglio andarlo a leggere per intero su:
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=94&ID_articolo=637&ID_sezione=171&sezione= (ovvero il blog della suddetta giornalista). Sapete com’è…meglio essere informati il più completamente possibile. O no?
    Cordialmente,
    Alter Bactaer

  3. Alter Bactaer luglio 7, 2011 a 12:37 PM #

    Nell’articolo in questione (ma, per la cronaca, analogo articolo riguardante sempre l’annullamento del FNDC è uscito anche tre giorni prima su La Repubblica oltre che su parecchi siti), il creatore e direttore del festival Mauro Giorcelli tiene a precisare che il suo stato di salute non è assolutamente così drammatico come descritto dalla seppur brava giornalista. Vabbè che i “casi umani” fanno più notizia, ma insomma…
    Un cordiale saluto,
    Alter Bactaer

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