Benvenuti nel club esclusivo

14 Lug

Stupisce la quantità di “motivi per cui dovrebbe stare zitta” che si sono riversati su Vanessa Incontrada dopo aver raccontato le proprie esperienze negative a Zelig. Il fenomeno è ben conosciuto e trasversale: chiunque si esponga pubblicamente contro il “sistema comico” subisce lo stesso buffo trattamento.

Succede sia ai personaggi conosciuti che a quelli che non hanno mai fatto neanche una puntata. Il filo conduttore è l’ossessione verso il silenzio altrui, fino all’oscar della stupidità, che è stato: per parlare bisogna prima esibire il curriculum. Alcuni passaggi contro Vanessa Incontrada sono stati scritti pari contro l’amministratore di questo blog.

Sono soddisfazioni: ti fanno sentire show girl per un giorno!

Comunque l’ambiente Cabarettistico si dimostra uno dei più regressivi esistenti, dove la libertà di parola (secondo alcuni) dovrebbe essere fonte di vergogna e di sensi di colpa.

Intanto, nel mondo reale si registra una voglia crescente di partecipazione e di voglia di essere informati. Più del 50% degli italiani naviga su Internet e la stragrande maggioranza dei giovani preferisce andarsi a cercare le notizie sul web.

Resistono delle sacche di isolamento in cui si spera che tutti stiano zitti (tipo Repubblica comica delle banane).

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

5 Risposte a “Benvenuti nel club esclusivo”

  1. Alberto luglio 15, 2011 a 8:39 am #

    Quoto l’intervento di Gianni Simonato e ricordo che il successo planetario di Facebook è basato sul tasto “condividi”, non sul tasto “nascondi”.

    • Vetrio luglio 15, 2011 a 10:36 am #

      Alberto come battuta la si può accettare, ma il condividere cosa??
      Cose prescritte o prestampate da altri, il novanta per cento dei fruitori dei social network, non fanno altro che cliccare senza pensare, sembra di sentire un tormentone televisivo. Ma l’era del potere mediatico sta finendo, la ciclicità delle cose, vediamo su cosa è basato le notizie di questi giorni dovrebbero essere esplica.

      ricordiamoci che la mafia si basa sull’omertà, quindi sbagliatevi e corigeretevi.

  2. Gianni Simonato luglio 14, 2011 a 5:02 PM #

    Lo stare zitti ha radici lontane, e il mondo dell’impresa non è poi tanto diverso. Dai tempi di Ford si è capito che per produrre di più senza generare “diritto di parola” occorrevano alcuni principi. L’unicità del comando, la gerarchia e la divisione del lavoro. Divide et impera era il motto dell’epoca. Lavora, taci e produci. Sono passati più di 100 anni ma le cose non sono cambiate poi molto. Ma stanno cambiando, e velocemente. Le persone si informano da più parti, discutono ed interagiscono tra loro e il passaparola viaggia veloce. La televisione che ti catechizza fatica sempre più a tenere serrate le fila. E’ questione di ricambio generazionale, man mano che la parte più giovane si fa spazio su quella più vecchia cambia anche il modo di comunicare. Le persone chiedono a gran voce spazio, vogliono co-produrre i contenuti, vogliono essere ascoltate, fosse solo per dire la loro su cosa vorrebbero dentro l’uovo di Pasqua. Chi ha vita dura invece è colui che vuole mettere il bavaglio a questa nuova comunicazione. Sta sudando, fatica, e preso dalla sindrome di “tutti zitti” perde di vista il fatto che sarebbe molto più facile dialogare che reprimere.

    • omar bashuner luglio 15, 2011 a 10:38 am #

      eccellente, complimeni

      • omar bashuner luglio 15, 2011 a 10:39 am #

        errata corrige “complimenti”

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