Archive | settembre, 2011

Questa sera la terza puntata di Colorado

30 Set

 

RICETTA PER FARNE TANTE

Questa sera su Italia 1, ore 21.10 andrà in onda la terza puntata di Colorado, lo show che rappresenta la Bi-Murti del cabaret italiano (assieme a Zelig). La trasmissione è ormai fatta in serie, usando alcuni semplici ingredienti.

INGREDIENTI

1) Un clima da ANIMAZIONE stile VILLAGGIO TURISTICO in cui il pubblico sillaba in coro più cose possibili (Co-lo-ra-do, è qui la fe-fe-fe-festa, festa, festa, festa, festa, festa, fa girare la te-te-te-testa, testa, testa, testa, testa).

2) Ripetizione ossessiva di TORMENTONI che infarciscono in eccesso ogni sketch. Se poi si mixano i due ingredienti e si fa sillabare al pubblico il tormentone, il risultato è assicurato.

3)  i CLASSICONI, pezzi comici frollati dalla ripetizione, ma su cui si va sul sicuro (in fondo anche Abatantuono è tornato a fare il Terruncello nella pubblicità del Ducato: “So’ Dieco ti spieco” e Lino Banfi è tornato a fare Pasquale Zagaria).

4) Strizzatona d’occhi ai bambini. PERSONAGGIONI presi dai cartoni animati o simili.

5) Risatone registrate e inquadrature di persone del pubblico con le lacrime agli occhi.

6) Turn over selvaggio di giovani e meno giovani.

Fino a quanto durerà? Tra due anni ci sarà Alessandro Cattelan al posto di Paolo Ruffini? E Melissa Satta al posto di Belen Rodriguez?

I Fichi D’India faranno la parodia di Heidi? Già la si immagina: Max fa una Heidi petulante, Bruno un cane Nebbia dai nervi a pezzi. Tormentone: “Ma a teeeeeeeee, ti sor-ri-do-no i mon-ti?” (dettta in coro del pubblico) “Ma bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” (risposta del cane Nebbia).

Fantascienza? previsioni oscure? C’è da sperare che abbiano ragione i maya e che i palinsesti finiscano nel 2012?

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Dialogo tra un Gino e un “non so”

27 Set
La definizione ufficiale di “laboratorio Zelig” ha stupito un po’ tutti. Si tratterebbe unicamente di:
una scuola di recitazione e scrittura rivolta ad aspiranti comici che intendono intraprendere la strada del cabaret.
Non ci è giunta tramite una pastorella visionaria, ma attraverso la soprannominata “diffida balneare” (fine luglio con scadenza a ferragosto, documento PDF spedito il 28 luglio alle 08.41 del mattino, con a fianco la borsa con le pinne e la mashera da sub pronta a essere caricata in macchina…).
Ma chi ha trovato una definizione così brillante? Chi si è inventato una diffida tanto coraggiosa? Siamo in grado di ripondere ricostruendo, tramite telepatia, il dialogo avvenuto tra Ginius e Mychele i due soci più rappresentativi di Panzanas srl.

 

G – Mychele, come li chiamiamo questi laboratori?

M – Non so Ginius… Perché non usiamo una battuta di Marcello Marchesi?

G – L’abbiamo già fatto per “le Formiche”.

M – Urca, è vero… Ideona: usiamo una battuta di Alberto Sordi: “lavoratori, tiè!”

G – Ma sei impazzito?! Non dobbiamo dire che sono lavoratori, altrimenti non possiamo farli venire a gratis!

M – Scusa, non ci avevo pensato…  Allora usiamo quella che dice “Io so’ io e voi non siete un ca**o”.

G – Ssssssssh, vuoi rivelare lo scopo dei laboratori?! Li facciamo proprio per dimostrare che gli altri non valgono un emerito tubo e che comandiamo noi. Mica dobbiamo dichiararlo così apertamente!

M – Allora chiamiamoli “Giovedì gnocchi”.

G – Mi sembra una scemata.

M – No, ascolta bene: darebbero un ottimo spunto per fare delle belle battute. Se c’è una tipa carina mi presento con la birra in mano, l’aria dinoccolata, da marpione, alzo leggermente il baffo che conquista  e dico “Invece che giovedì gnocchi, visto che ci sei tu, dovrebbero chiamarli giovedì gnocca“… così si rompe subito il ghaccio, si crea simpatia.

G – Mychele, te l’ho detto un sacco di volte: le battute falle scrivere agli altri… Vengono meglio… (si illumina) e poi ci si può anche fare un libro sopra! (rumore di registratore di cassa, nella sua mente).

M – Uffa… ma io sono un umorista milanese, erede della tradizione di Fo, Gaber, Jannacci, Cochi e Renato,  il Derby…

G – Mychele, ti ricordo che i tuoi sketch furono respinti da Tognella che li definì “Minga bùn, roba da dare ai gatt” e che Walter Valdi usò la carta su cui erano scritti per avvolgerci la catalogna (Mychele, al ricordo, si incupisce)… Ideona! senti, che roba: li chiamiamo “scuola di recitazione per aspiranti comici”! Che ne dici?

M – Ma se il più giovane ha 50 anni!

G – Lo vedi? Rispetto a noi sono esordienti, pivelli, absolute beginners.

M – Scusa, ma se dichiariamo una simile caz… cioè una simile affermazione, poi Ananas, quel blog lì che dice (al pensiero, la sua bocca prende una smorfia di disgusto) le cose  come stanno, ci prenderà per i fondelli.

G – Non c’è problema, gli mandiamo una bella diffida. Di dove sono?

M – Dal nome Ananas direi che sono brasiliani, probabilmente di Rio de Janeiro.

G – Allora mandiamogli una diffida che scade durante il carnevale di Rio, esattamente quando le Scuole di Samba entrano nel Sambodromo. Così cogliamo gli avversari stremati dal ballo e non in grado di reagire.

M – E se non sono brasiliani?

G – Non c’è problema: se sono di Bolsena gli mandiamo una diffida che scade alla vigilia della festa di Santa Cristina di cui gli abitanti di quel paese sono particolarmente devoti…

M – E se sono Aztechi?

G- Gli mandiamo la diffida che scade a metà dei cosiddetti “giorni vuoti” che quel popolo precolombiano crede siano funesti, in cui ogni attività è sospesa… (sempre più veloce, a macchinetta) Se è il Papa: diffida che scade il Venerdì Santo a metà della Via Crucis… Se sono streghe: diffida che scade durante la notte di Hallowen… Se sono Santoni Indù, durante il grande raduno religioso del Kumbha Mela… Se sono orsi, diffida che scade a metà del letargo… (è entrato in trance, potrebbe andare avanti per ore)

M – Mmmmh, credo sia più probabile che siano italiani.

G – Allora diffida a fine luglio che scade alla vigilia dell’esodo di ferragosto! Così magari devono andare di ombrellone in ombrellone a cercarsi un avvocato.

M- Bisogna ammettere che siamo due grandissimi str…

G- Sì, però adesso basta parlare di lavoro…

Ananas Blog (a cura di Alex)

 

la scuola di recitazione più pazza del mondo

26 Set
un autore automatico gonfiabile
La definizione di Laboratorio Zelig che ci ha fornito Bananas srl (“unicamente una scuola di recitazione e scrittura rivolta ad aspiranti comici che intendono intraprendere la strada del cabaret”) è oggetto di attenzione da parte degli studiosi.
Da qui in poi Bananas srl è stata ufficialmente rinominata “Panzanas”. (Vedi anche video di risposta del blog) . La definizione è stata veicolata da una coraggiosissima “diffida balneare” (spedita al mattino del 28 luglio con scadenza alla vigilia di ferragosto. Questa, signori, è la sinistra che amiamo!)
Pare  che codesta scuola abbia caratteristiche talmente bizzarre da essere uniche nel suo genere. Infatti si tratta di una “scuola di recitazione” (e anche di scrittura) in cui:

1) Non esiste alcun modulo d’iscrizione in cui si declinano i dati anagrafici dell’iscritto e in cui si evidenziano i termini e le regole del corso.

2) Non esiste alcun piano didattico.

3) Non esiste alcuna durata prestabilita della scuola (può durare 1 anno come 10 e oltre).

4) Non esiste alcun approfondimento delle capacità comico attoriali (dal mimo al clown all’uso della voce a qualsiasi esercizio o tecnica di recitazione). Insomma è una scuola di recitazione dove non si insegna recitazione.

5) Vengono represse attivamente molte delle basi del cabaret professionale (improvvisazione, clownerie, interazioni col pubblico).

6) Le esibizioni avvengono esclusivamente di fronte a un pubblico pagante.

7) I partecipanti firmano una dichiarazione di prestazione d’opera gratuita (nonostante in una scuola, la “prestazione” dovrebbe avvenire da parte degli “insegnanti” verso gli “allievi”).

8 ) I partecipanti firmano una liberatoria in cui dichiarano che la loro esibizione è totalmente frutto d’improvvisazione (non si capisce come, visto che è una scuola e le recite quindi dovrebbero essere frutto di un “insegnamento”). Ma la cosa che stupisce è che durante questa scuola non si fa minimamente improvvisazione.

9) Gli allievi spesso partecipano allo stesso corso, contemporaneamente, in laboratori differenti (come se uno si iscrivesse alla facoltà d’ingegneria in 3 o 4 città diverse).

10) le serate di scuola di recitazione assomigliano quasi totalmente al format televisivo di cui (guarda caso) sono anche serbatoio (simili nella conduzione, nella scaletta, nel tipo e nella durata dei pezzi).

11) Molti dei partecipanti hanno un curriculum e un’esperienza nettamente superiore a quella degli “insegnanti”.

12) Molti dei partecipanti sono veterani o professionisti o, comunque, non rientrano assolutamente nella definizione di “aspiranti comici”.

13) Molti dei partecipanti sono iscritti alla Siae ed esibiscono anche loro repertorio professionale.

14) Il criterio di insegnamento/selezione è esclusivamente quello della validità televisiva. Si incoraggia ciò che è televisivo e si lascia deperire ciò che non lo è (a meno che non serva a rendere più efficace la recita di fronte al pubblico pagante).

15) Gli insegnanti, in realtà, vengono chiamati “autori” e nessuno si è mai sognato minimamente di chiamarli insegnanti. Allo stesso modo, nessuna comunicazione ufficiale di Zelig ha mai descritto i laboratori come “scuola di recitazione e scrittura”.

16) Gli autori sono, parallelamente, autori della trasmissione televisiva a cui i laboratori sembrano essere completamente omogenei (guarda qui).

17) Gli autori o insegnanti non sono in grado, nella maggioranza dei casi, di esibire le materie che dovrebbero insegnare (scrivere battute, apportare modifiche, curare la regia, elaborare un testo in proprio, come stare sul palco).

18) Il peso creativo è scaricato, nella quasi totalità, sugli allievi, come se fossero loro a insegnare (e a produrre) il risultato finale (alla faccia della “scuola di scrittura”).

19) LA MOTIVAZIONE DEI PARTECIPANTI NON È DIDATTICA, MA ESCLUSIVAMENTE RELATIVA ALLA SPERANZA DI ANDARE IN TV.

20) Molte delle esibizioni fatte durante la cosiddetta scuola di recitazione, uguali o con piccole modifiche, finiscono in televisione (guarda caso).

Queste sono 20 anomalie e, a volerne cercare, se ne troverebbero molte altre. I casi sono due: o si tratta del corso di recitazione più pazzo e anomalo del mondo oppure la definizione fornita da Bananas srl è falsa e Bananas ha dichiarato il falso (sapendo di farlo) su un documento ufficiale.

I laboratori Zelig sono scuole di recitazione solo per aspiranti comici?

Berlusconi credeva che Ruby fosse la nipote di Mubarak?

Qualcuno pagò una casa con vista sul Colosseo al ministro Claudio Scaiola senza dirglielo?

Ad Arcore si svolgevano cene eleganti?

Sono 4 domande a cui è difficile dare una risposta …

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Seconda puntata di Colorado 2011 (quasi tutta)

24 Set
gli USA hanno Sofia Vegara, noi Belen Rodriguez…

 

Parte Ruffini entra e fa dire in coro Co-lo-ra-do al pubblico, e già si capisce uno dei pilastri di questa stagione: animazione sul pubblico a cui si fanno ripetere più cose possibili. Arriva Belen, questa volta senza nude look. In questa puntata la Rodriguez sarà più spigliata, meno rigida, della serie: “ho voglia di ballare, di cantare, che bello essere in tv!”.

Alla fine ci saranno 2.552.000 telespettatori e un 12,2% di share (dovuto forse anche alla chiusura a mezzanotte), ma comunque in calo.

Festa, festa, festa, la feeeeeeesta! Fa girare la testa, testa, testa (chissà se è un pezzo depositato).

Arriva DJ Angelo con Chiara Francini (che vorremmo vedere di più) Entra Max Pieriboni che fa il neonato (10 e lode per il coraggio). I Fichi D’India fanno i Puffi, Belen Puffetta, (tormentone: “Io odio che mi dici…”. Altro pilastro della stagione: tormentoni sparati ossessivamente. “Perché sei blu a metà?” “No, sono blu-tut”. Altro pilastro di Colorado 2011: calembour a raffica.

I Panpers (uno dei due è da “dopolavoro” non diciamo quale) col classico: “Vi è mai capitato?” a schiaffo. Baz Revolution: classicone + clip trailer. “Lo show dei record” condotto da Enzo Polidoro (ma Galli e Villo, ma Santonastaso, ma Omar Fantini? … Fantasmi che aleggiano…).

I Ditelo Voi fanno il rebus animato. Non ci sono Gigi e Ross. Forse le “quote Tam di Napoli” prevedono che se ci sono I Ditelo Voi non ci siano Gigi e Ross e viceversa. Entra Pucci, a schiaffo “è cambiato tutto” e Possa col Sindaco di Ibiza a schiaffo (10 e lode per il coraggio). Didi Mazzilli, numero di magia comica con l’evergreen della moviola. “Un numero che va oltre la credenza, quindi al di là della cucina” (evvai col calembour selvaggio!).

Belen e Ruffini mostrano le letterine coi disegnini dei bambini. L’opera gratuita di tanti bambini consente di fare 1 minuto di trasmissione: educhiamoli fin da giovani! ;). Capitan Blatta dei Jem Boy.

Intanto David Letterman (su Rai 5) sta intervistando Sofia Vergara (protagonista della serie tv Modern Family), colombiana, oggettivamente splendida, ma anche brava attrice, personalità vibrante, battuta sempre pronta, eccetera. Insomma una superiorità schiacciante sulla Rodriguez. PER UN CASO DEL DESTINO HANNO LO STESSO VESTITO!!! Belen ha il pizzo anche sulla minigonna e sul decolleté, ma per il resto è UGUALE. Poi stessa pettinatura, stesso colore dei capelli… “L’ho comperato da Kmart” dice Sofia “è costato 49 dollari”. Produzione Colorado: siete al risparmio? Mettete a Belen abiti da outlet?

Orso Abbracciatutti. Pucci col monologo classico; lui da bambino, frignante e sottomesso (chi ci crede: uno così lo si immagina che ruba le merende, fa scherzi pesanti e manda a quel paese la maestra ;). Chiara e DJ Angelo. Fichi D’India col classicone “Ferma a Colorado?” Tu da ne che co sa vu oi?. Pistillo/Vigano con comicità visual.

Nella pubblicità di “E-Bay Annunci” Belen invece di dire: “in caso di vendita” dice: “In gazzo di vendita…” (?!?).

Panpers: battuta a schiaffo. Gag: Belen, con la bacchetta magica, fa sparire Ruffini e fa sparire se stessa (mai vista una metafora così azzeccata della loro conduzione!!!). I malincomici con la parodia di Harry Potter. Pintus: “Sfighe” classicone. Bombazza fatto da Ruffini, anche con parodia di Casa Vianello (l’attesa di come avrebbero usato “che noia che barba” rimane disattesa, manca la chiusa…).

Gabri Gabra: monologo classico (stile Pipitone, stesse posture, ma più lento) con un po’ di rap. Mariello Frapapappo: calembour a iosa, “Questa città in cui costa Continua a leggere

perché non scrivere battute su facebook (e su spinoza.it)

22 Set
Un assiduo lettore del blog ha inviato alcune considearazioni sullo scrivere battute. Da tempo egli non le posta più su facebook (almeno quelle tradizionali) e trova deleterio fare la stessa cosa su spinoza.it, (il blog che rappresenta un riuscitissimo esperimento di “scrittura collettiva”) o in qualsiasi altro contesto simile.
Scrivere battute non è da tutti, è un’attività che dovrebbe avere un certo valore minimo garantito. Qualcuno riesce a farsi pagare per questo. In fondo si tratta dell’eterna lotta tra il lavoro gratuito e quello retribuito.
Il racconto è stato ripulito da troppe lungaggini e parolacce ma, evidentemente, c’è qualcuno che va in bestia quando vede troppo “dilettantismo” in giro… Buona lettura:
non lavorerò più per la fattoria delle battute

 

Da tempo non posto battute su Facebook. Non del tutto. Sì, metto “oggi è una bella giornata, ho appena fatto colazione” eccetera. Oppure se c’è proprio qualcosa che va commentata adesso e che domani sarà invecchiata e che ha un meccanismo non replicabile.

Ma le battute no, soprattutto quelle che riguardano i fatti del giorno. Mi viene la tentazione, sto lì sulla funzione “commenta”, ma poi mi chiedo: perché? Se riesco a raggranellare delle battute belle, se ho questa capacità, allora le metto da parte e ci faccio qualcosa di utile per me.

Ci sono tanti disperati che devono fare delle puntate di qualche trasmissione di successo (in tv, ma anche in radio) o che devono scrivere il loro libro, ma che hanno il repertorio in riserva, che non ce l’hanno proprio il repertorio. Ecco uno sbocco professionale: ti metti d’accordo per un tot a puntata, un tot a battuta e, se vali, ti ci paghi il mutuo della casa o la rata dell’auto o la spesa di un mese…

Anzi, in alternativa ci scrivi uno spettacolo per te o per qualcun’altro! Se va bene lo fai girare, ci prendi la Siae, ti fai pagare per lo sforzo, e via discorrendo.

 Il grande circo di Mark Zuckerberg (il fondatore di facebook NDR) ha già troppi numeri, troppe idee che circolano, le tue si perdono nell’oceano. Se non scrivi le tue minchiate nessuno lo nota, se le scrivi si perdono nel mare della gratuità.

Allo stessa maniera spinoza.it: 700 persone che mandano battute, 2 gestori del blog che firmano il libro. Il libro vendicchia bene, ma non è solo questa la storia: magari fai anche l’autore di Benigni (sai, sono quello di Spinoza…). Le battute sono bellissime, veramente (ci credo, 700 collaboratori…), ma quanto andrà avanti? Non si crea ricchezza, non hai visibilità, appena l’orgoglio di avere delle battute pubblicate sul blog…

Leggete le FAQ di Spinoza (leggi qui), buona parte delle FAQ tentano di giustificare il motivo di così tanta gente che lavora aggratis. Stesso meccanismo de Le Formiche. 

No, basta, se hai il segreto di come “trovare tartufi”, fatti pagare, oppure fatti un “risotto” e gustatelo tu. Centinaia di nasi che annusano il terreno e scavano per terra come dopolavoro non sono la stessa cosa!

RdT

Conclusione: segnaliamo un articolo uscito oggi su La Repubblica: “Così l’Italia spreca il tesoro di Internet” in cui vengono citate le cifre dell’occupazione tramite Internet: in Italia ci sono 700.000 nuovi occupati grazie alla rete (380.000 “posti distrutti” con un saldo attivo di 320.000).
Quindi: 700 persone impiegate e solo 2 professionisti (nel caso di Spinoza.it) è una cifra leggermente in deficit. Così come lo è: migliaia che scrivono, nessuno prende un euro (nel caso di Facebook) a meno che scrivere battute su Facebook non crei un indotto che adesso sfugge, ma che rende a chi le scrive.
Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)
 

il progetto P.T.S.C. (Primo Teatro Stabile di Cabaret)

21 Set
Logo P.T.S.C.

Gli amici dell’organizzazione del Festival Nazionale Del Cabaret, dato e considerato che  quest’anno il festival non si farà come programmato il 15 ottobre (e non solo per questo), stanno avviando il progetto di creare il Primo Teatro Stabile di Cabaret.  Il primo gradino è la ricerca della struttura adatta, vale a dire:

c’è la necessità di trovare un teatro che intenda veramente collaborare all’iniziativa, condividendola appieno e non soltanto interessato a coprire occasionali date volanti

La dichiarazione di intenti è la seguente: 

Se pensate che il segreto per costruire sorrisi sulla bocca e nella testa del pubblico non stia semplicemente nell’azzeccare un tormentone.

Se ritenete possibile fare il cabarettista anche senza essere mai passati in tivù.

Se avete un’anima e non vi interessa metterla esclusivamente e soltanto sul mercato dei pollici.

Soprattutto se avete materiale originale in grado di comporre uno spettacolo teatrale della durata di almeno un’ora…forse possiamo costruire insieme qualcuno di quei sorrisi.

Ma attenzione: non siamo una scuola di cabaret poiché riteniamo improponibile una simile scuola e non vogliamo insegnarvi nulla di ciò che già dovreste sapere nel momento in cui deciderete di conoscerci.

Per contatti:  pitiesseci@excite.it
 
Un brivido passa per la schiena: iniziare creando uno spettacolo di almeno un’ora? Totalmente anacronistico… Anche se poi alla fine sarebbe la cosa più giusta da fare. Nel blog si è parlato talvolta delle vie alternative alla costruzione di una carriera, vedi post sulle aperture, abitudine caduta in disuso.
 
In bocca al lupo comunque e sempre “viva le iniziative indipendenti!” 
 
 
Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)
 

Voci nel deserto (frammenti di libertà del pensiero)

20 Set
Voci nel Deserto

Ci è stata segnalata Voci nel Deserto (guarda il sito dell’iniziativa) “un’idea collettiva di fare teatro civile, libera da copyright, alla quale tutti possono contribuire…” che è nata su iniziativa di Marco Melloni, autore, tra le altre cose, di Dario Vergassola.

Quali sono state le voci nel deserto? 

“Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano, Primo Levi, Edmond Rostand, Alexis De Tocqueville, Tiziano Terzani, Ray Bradbury, Henry Thoreau, Aldous Huxley, Pietro Calamandrei, Enzo Biagi, George Orwell, Henri Laborit, Eduardo Galeano, Giorgio Gaber, Benjamin Franklin, Eric Bogosian, Antonio Fogazzaro, Alan Moore, Giuseppe Prezzolini, Steinbeck, Tucidide… chissà quanti altri, ancora.

“Le loro parole, a risentirle oggi tirandole fuori dai cassetti o dalle librerie, rispolverando vecchi dischi in vinile, riaprendo pagine di quotidiani ingialliti dalla storia, ci offrono una chiave di lettura – quasi umiliante nella sua preveggenza – sul perché siamo arrivati a questo punto.

“‘Siamo un paese senza memoria: il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo con le sue contorsioni, le sue conversioni’. Lo scriveva Pasolini sul Corriere della Sera. Sono passati più di trent’anni. Ci piacerebbe far diventare anacronistiche queste parole.

“nessun regista, nessun nome in ditta, volontariato teatrale si potrebbe definire. I loro nomi sono: Barbara Abbondanza, Celeste Brancato, Claudio Castrogiovanni, Giorgio Cingan, Caterina Corsi, Ugo Dighero, Michele Di Girolamo, Federico Di Stasio, Francesco Foti, Marco Fratini, Gianantonio Martinoni, Carlotta Piraino, Fabio Privitera e Claudia Scarpa. In consolle, DJ Tuppi, a mixare i frammenti di libertà di pensiero con altri frammenti sonori presi dalla realtà dei nostri giorni, dalle liti di Sgarbi all’Editto Bulgaro, a stralci di trash-comedy all’italiana.”

L’inziativa è molto interessante, a detta di chi ha potuto assistervi e, dopotutto, Le Voci nel Deserto sono dei frammenti che qualcuno deve (o dovrà) recuperare, prima o poi, in onore di chi ha urlato avendo di fronte a sé il desolante vuoto di una distesa di dune di sabbia…

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Toccherà…

19 Set

il commento alla prima puntata di Colorado ha già raggiunto le 1.000 visite! Toccherà ripetere l’esperienza. Anche qui si insegue lo share 😉

Libero dialogo sulle scuole di recitazione

18 Set

Antefatto: Bananas scrive una lettera al blog (oramai universalmente conosciuta come la “Diffida Balneare”) in cui si dichiara che i Laboratori Zelig sono una scuola di recitazione per aspiranti comici. La cosa spacca in due i lettori: una metà si mette a ridere, l’altra metà pensa si sia toccato il fondo della panzana (guarda il video di risposta). Visto che tutto nasce dall’inchiesta sulle liberatorie, innescata dal video di Ruben Marosha, mi è sembrato opportuno sentire la sua opinione.

 

il grandissimo “infiltrato” Ruben Marosha

 

RUBEN, HAI FREQUENTATO 2 LABORATORI ZELIG CON 2 IDENTITÀ FITTIZIE. COM’È STATO POSSIBILE ?

Mi sono travestito, ho interpretato i personaggi… e via! 

TROVO STRANO CHE I LABORATORI ZELIG NON CHIEDANO I DATI ANAGRAFICI DEI PARTECIPANTI, CHE NON CI SIA UNA “SCHEDA D’ISCRIZIONE”. È L’UNICO CORSO, CHE IO SAPPIA, A FARE UN’OMISSIONE DEL GENERE. PERCHÉ, SECONDO TE, AVVIENE?

Non c’è nessuna scheda di adesione perché non sono in alcun modo dei corsi. Sono invece delle serate non retribuite, con ingresso a pagamento per il pubblico.

 NON HO MAI SENTITO CHE UNA SCUOLA NON ABBIA MODULI DI REGISTRAZIONE, A MENO CHE NON SI TRATTI DEL “CORSETTINO” CHE SI TIENE TRA AMICI. VOGLIO DIRE: AVRESTI POTUTO ANCHE ESSERE UN DELINQUENTE…

Bel paradosso, no? 

QUALI SCUOLE DI RECITAZIONE HAI FREQUENTATO?

Ho studiato in una delle scuole di gesto Continua a leggere

Colorado minuto per minuto (ma non tutti i minuti)

17 Set
Rodriguez Ruffini

Seguire Colorado è una pena quasi dolce che si fa solo perché fa parte del “mestiere” e perché l’evento ha, comunque, un suo indubbio peso. Questa sera sarà difficile: c’è una concorrenza che induce a cambiare canale: la sovrapposizione con l’ultimo quarto delle semifinali degli europei di basket: la Francia del formidabile Tony Parker contro la coriacea Russia di Kirilienko.

Ma è su TV2000 che c’è il pezzo da 90: “Una coccarda per il Re” dell’epoca gloriosa dei grandi sceneggiati tv in bianco e nero: grandi attori, grande scrittura, regie rigorosissime. Luigi XVI convoca gli Stati Generali a Versailles. E’ un uomo debole, preso in trappola tra le pretese dei nobili di non cedere neppure un privilegio, le rivendicazioni del terzo stato e i tormenti del clero spaccato a metà tra la difesa dello status quo e l’adesione alle riforme. Intanto il paese, alla fame, è attraversato da un moto generale di ribellione. Insomma, rinunciare a questo popò di roba è dura…

Comincia Colorado (che chiuderà con un buon 14% di share). Entra Paolo Ruffini in ottima forma, ma si spegnerà presto. Fa animazione sul pubblico con la parola “Colorado”. Sale Belen  in “nude look laterale”. Scenografia piena di cactus… evitiamo la facile battuta che è un programma del cactus…

Francia sopra di 3 punti alla fine del terzo quarto.

Le 4 coloradine sono sul genere: carine che sanno ballare. Il tipo “Olgettina” è tramontato. Tira una brutta aria per quella roba lì. Entra DJ Angelo. E’ con la brava e autoironica Chiara Francini, che qualche blog aveva indicato come co-conduttrice (ma non è andata così).

Max Pieriboni fa il figlio di DJ Angelo: 10 e lode per il coraggio… I Fichi d’India fanno i puffi, forse il pezzo peggiore della loro carriera (Belen interpreta “Puffetta”)… Didi Mazzilli fa sempre ridere, ma questa volta meno del solito… Baz Revolution: un classico (Belen interagisce anche con lui, si immagina lo scoramento degli autori…). Baz Zorro (la fiction)…

La Francia sopra di 10 grazie al canestro da 3 di Tony Parker. Intanto (nello sceneggiato) Luigi XVI allontana il Primo Ministro Jacques Decker che, comunque, si reca a Bruxelles per invocare aiuti economici (sembra oggi). La Russia torna a – 5 grazie a un canestro da 3 di Kirilienko, la partita è ancora aperta. Formidabile canestro di Tony Parker, avvitato all’indietro, che ricaccia la Russia a – 7.

L’orso Abbracciatutti impazza, calpestando i fantasmi del Tenerone e del Cangurotto… I MalinComici, trio comico napoletano giovanissimo (subito rinominati “i Ditelo Voip”) fanno la parodia di Harry Potter!… Tormentone “Non lo devi dire!” (così giovani e così già tormentonizzati…)… Gem Boy fanno Capitan Blatta…

Rimbalzo offensivo di Katun, la Francia è a + 9 a 40″ dalla fine e ha in pugno la partita… il Re, che sappiamo che verrà ghigliottinato, dice: “sono 3 giorni che non vado a caccia”,  intanto dà da mangiare agli amati piccioni… Finisce 79 a 71, la Francia per la prima volta in finale a un europeo di basket… L’Assemblea Nazionale si riunisce nella “Sala della Pallacorda”: Viva il Re, ma che il Re ci ascolti!

Gigi e Ross, parodia degli “Zero assoluto” infarcita in eccesso del tormentone “balbetta la prima sillaba” (pe re pe re pe re, tu ru tu ru tu ru)… Grande ritorno di Pino e gli Anticorpi che rimangono Continua a leggere

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