il progetto P.T.S.C. (Primo Teatro Stabile di Cabaret)

21 Set

Gli amici dell’organizzazione del Festival Nazionale Del Cabaret, dato e considerato che  quest’anno il festival non si farà come programmato il 15 ottobre (e non solo per questo), stanno avviando il progetto di creare il Primo Teatro Stabile di Cabaret.  Il primo gradino è la ricerca della struttura adatta, vale a dire:

c’è la necessità di trovare un teatro che intenda veramente collaborare all’iniziativa, condividendola appieno e non soltanto interessato a coprire occasionali date volanti

La dichiarazione di intenti è la seguente: 

Se pensate che il segreto per costruire sorrisi sulla bocca e nella testa del pubblico non stia semplicemente nell’azzeccare un tormentone.

Se ritenete possibile fare il cabarettista anche senza essere mai passati in tivù.

Se avete un’anima e non vi interessa metterla esclusivamente e soltanto sul mercato dei pollici.

Soprattutto se avete materiale originale in grado di comporre uno spettacolo teatrale della durata di almeno un’ora…forse possiamo costruire insieme qualcuno di quei sorrisi.

Ma attenzione: non siamo una scuola di cabaret poiché riteniamo improponibile una simile scuola e non vogliamo insegnarvi nulla di ciò che già dovreste sapere nel momento in cui deciderete di conoscerci.

4 Risposte a “il progetto P.T.S.C. (Primo Teatro Stabile di Cabaret)”

  1. giovanni ottobre 1, 2011 a 6:08 PM #

    Ma quindi stiamo parlando di Torino? In bocca al lupo,in culo alla balena ma non credo basti……gli intenti sono fantastici,peccato che nascano come funghi iniziative che alimentano illusioni,smanie di tv,soldi,ecc….!!!!! Ma dove sono tutti questi aspiranti comici tirati per la giacchetta da locali,laboratori,accademie,comedy neanche originali nei nomi (difficile trovarne di nuovi o non strainflazionati o copiati),corsi per i depressi,per le aziende,per i giovani (discoccupati?)tenuti da mercenari che si infilano un po’ ovunque rifilandoti sempre le stesse nozioni,la stessa lezioncina standard che hanno imparato a memoria!
    Ma in una società e in una città in ginocchio già c’è da incazzarsi solo a vedere quanto costano questi fantastici corsi!!! Tutto va nella direzione opposta,dopo l’esplosione di ciarlatani speriamo che l’implosione (di solito inevitabile,sacrosanta legge della natura) degli stessi giunga quanto prima!!!

    • Alter Bactaer ottobre 6, 2011 a 6:53 am #

      Stiamo parlando di Torino, dove guarda caso sono recentemente partite (o meglio, stanno cercando di partire) due nuove iniziative per insegnare a far ridere da un palcoscenico. Mi dicono che ormai è un vizio diffusissimo in tutta Italia. Del resto peracottari e cacciamerende nascono in maniera direttamente proporzionale alla richiesta di mercato, in tutti i settori. Se ci sono tanti che vogliono una cosa, ecco che arriva chi si dichiara in grado di fornirgliela. Spacciatori di sogni o semplici spacciatori poco importa. Quindi il consiglio non può essere che uno: attenti a chi e a che cosa vende, e se non volete o non siete in grado di vedere con i vostri occhi, chiedete consiglio a chi ne ha già viste di tutti i colori. Ma se proprio avete deciso di farvi turlupinare lo stesso, almeno fatevi fregare dal corso (laboratorio, officina, atelier, cantiere chiamatela come cacchio vi pare ma non scuola, per favore!) i cui costi di frequenza siano i meno gravosi. Tanto, se non siete già cabarettisti dentro, nessuno e per nessuna cifra riuscirà ad infilarvelo…il cabaret. Passatemi il doppio senso, ma visto che a Colorado c’è un cuoco che cucina solo doppi sensi (anche abbastanza squallidi, non meno di quello che ho appena scritto), ho pensato di portarmi al passo dei tempi. Anzi, che ne dite di aprire una scuola di doppi sensi destinata ad aspiranti cabarettisti?

  2. Claudio Masiero settembre 21, 2011 a 6:37 PM #

    Presupposti sani e condivisibili da molti, io credo se ne possa parlare.

    • Alter Bactaer settembre 22, 2011 a 6:43 am #

      Caro Claudio, vedo che se mi conosci non mi eviti. Sarai bene accetto, non soltanto perchè sei stato uno dei vincitori del FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET 1998 ma, avendo condiviso con te alcune conseguenti esperienze recitative (per le quali non mi risulta esserti lamentato), so che i numeri non ti mancano. Spero a presto, saluti da Mauro Giorcelli.

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