Dialogo tra un Gino e un “non so”

27 Set
La definizione ufficiale di “laboratorio Zelig” ha stupito un po’ tutti. Si tratterebbe unicamente di:
una scuola di recitazione e scrittura rivolta ad aspiranti comici che intendono intraprendere la strada del cabaret.
Non ci è giunta tramite una pastorella visionaria, ma attraverso la soprannominata “diffida balneare” (fine luglio con scadenza a ferragosto, documento PDF spedito il 28 luglio alle 08.41 del mattino, con a fianco la borsa con le pinne e la mashera da sub pronta a essere caricata in macchina…).
Ma chi ha trovato una definizione così brillante? Chi si è inventato una diffida tanto coraggiosa? Siamo in grado di ripondere ricostruendo, tramite telepatia, il dialogo avvenuto tra Ginius e Mychele i due soci più rappresentativi di Panzanas srl.

 

G – Mychele, come li chiamiamo questi laboratori?

M – Non so Ginius… Perché non usiamo una battuta di Marcello Marchesi?

G – L’abbiamo già fatto per “le Formiche”.

M – Urca, è vero… Ideona: usiamo una battuta di Alberto Sordi: “lavoratori, tiè!”

G – Ma sei impazzito?! Non dobbiamo dire che sono lavoratori, altrimenti non possiamo farli venire a gratis!

M – Scusa, non ci avevo pensato…  Allora usiamo quella che dice “Io so’ io e voi non siete un ca**o”.

G – Ssssssssh, vuoi rivelare lo scopo dei laboratori?! Li facciamo proprio per dimostrare che gli altri non valgono un emerito tubo e che comandiamo noi. Mica dobbiamo dichiararlo così apertamente!

M – Allora chiamiamoli “Giovedì gnocchi”.

G – Mi sembra una scemata.

M – No, ascolta bene: darebbero un ottimo spunto per fare delle belle battute. Se c’è una tipa carina mi presento con la birra in mano, l’aria dinoccolata, da marpione, alzo leggermente il baffo che conquista  e dico “Invece che giovedì gnocchi, visto che ci sei tu, dovrebbero chiamarli giovedì gnocca“… così si rompe subito il ghaccio, si crea simpatia.

G – Mychele, te l’ho detto un sacco di volte: le battute falle scrivere agli altri… Vengono meglio… (si illumina) e poi ci si può anche fare un libro sopra! (rumore di registratore di cassa, nella sua mente).

M – Uffa… ma io sono un umorista milanese, erede della tradizione di Fo, Gaber, Jannacci, Cochi e Renato,  il Derby…

G – Mychele, ti ricordo che i tuoi sketch furono respinti da Tognella che li definì “Minga bùn, roba da dare ai gatt” e che Walter Valdi usò la carta su cui erano scritti per avvolgerci la catalogna (Mychele, al ricordo, si incupisce)… Ideona! senti, che roba: li chiamiamo “scuola di recitazione per aspiranti comici”! Che ne dici?

M – Ma se il più giovane ha 50 anni!

G – Lo vedi? Rispetto a noi sono esordienti, pivelli, absolute beginners.

M – Scusa, ma se dichiariamo una simile caz… cioè una simile affermazione, poi Ananas, quel blog lì che dice (al pensiero, la sua bocca prende una smorfia di disgusto) le cose  come stanno, ci prenderà per i fondelli.

G – Non c’è problema, gli mandiamo una bella diffida. Di dove sono?

M – Dal nome Ananas direi che sono brasiliani, probabilmente di Rio de Janeiro.

G – Allora mandiamogli una diffida che scade durante il carnevale di Rio, esattamente quando le Scuole di Samba entrano nel Sambodromo. Così cogliamo gli avversari stremati dal ballo e non in grado di reagire.

M – E se non sono brasiliani?

G – Non c’è problema: se sono di Bolsena gli mandiamo una diffida che scade alla vigilia della festa di Santa Cristina di cui gli abitanti di quel paese sono particolarmente devoti…

M – E se sono Aztechi?

G- Gli mandiamo la diffida che scade a metà dei cosiddetti “giorni vuoti” che quel popolo precolombiano crede siano funesti, in cui ogni attività è sospesa… (sempre più veloce, a macchinetta) Se è il Papa: diffida che scade il Venerdì Santo a metà della Via Crucis… Se sono streghe: diffida che scade durante la notte di Hallowen… Se sono Santoni Indù, durante il grande raduno religioso del Kumbha Mela… Se sono orsi, diffida che scade a metà del letargo… (è entrato in trance, potrebbe andare avanti per ore)

M – Mmmmh, credo sia più probabile che siano italiani.

G – Allora diffida a fine luglio che scade alla vigilia dell’esodo di ferragosto! Così magari devono andare di ombrellone in ombrellone a cercarsi un avvocato.

M- Bisogna ammettere che siamo due grandissimi str…

G- Sì, però adesso basta parlare di lavoro…

Ananas Blog (a cura di Alex)

 

9 Risposte a “Dialogo tra un Gino e un “non so””

  1. Alessandro Stamera gennaio 23, 2013 a 1:41 PM #

    volevo dire all’anonimo che mi sembra di aver scoperto che i comici emergenti di colorado alle loro prime puntate ricevono soldi per rimborso spese, e dopo iniziano a pagarli (perlomeno con i Gem Boy e successo cosi

  2. io settembre 29, 2011 a 4:06 PM #

    Quanta fantasia… mamma mia… faccio i laboratori zelig ma non mi pare di essere così vecchio! 50 anni??

    • io settembre 29, 2011 a 4:07 PM #

      Dimenticavo…. hai indagato su i comici che vanno gratis a registrare puntate di Colorado?? o a cui non va nemmeno un briciolo di SIAE… perchè non ne parli??

      • ananasblog settembre 29, 2011 a 4:21 PM #

        >Dimenticavo…. hai indagato su i comici che vanno gratis a registrare puntate di Colorado??

        Non mi risulta, insomma Zelig e Colorado dovrebbero dare quei 500/600 euro a puntata (dipende dal comico) a quelli che vanno in onda, come standard. Se hai informazione di casi simili dovresti segnalarli tu. Di solito le produzioni low budget tipo il Saturday Night Live Italia pagano a punti di Siae e non ti danno il becco di un euro.
        Il problema Siae è scottante. Ti giro una domanda: come mai non esiste un minimo di associazione di categoria che combatte per questi diritti?
        L’Amministratore

  3. Anoninomo settembre 28, 2011 a 6:52 PM #

    Vedendo la spot nuovo della vodafone riflettevo, sapete quello dove lui suonando la chitarra non cava un soldo dalle tasche di nessuno, ma appena arriva un cane che ulula a gratis comincia a sbarcare il lunario.
    Chissà per quale motivo mi è venuto voglia di scriverlo su questo blog me lo sto ancora chiedendo, mah?

  4. Anonimo settembre 28, 2011 a 11:45 am #

    Credo che la piglieranno male, molto male, con poco senso dell’umorismo

    • ananasblog settembre 28, 2011 a 3:04 PM #

      >Credo che la piglieranno male, molto male, con poco senso dell’umorismo

      La satira è come le discariche: bisogna farle, però non davanti a casa mia!
      L’A

      • Alter Bactaer settembre 29, 2011 a 9:01 am #

        E daì…dite la verità: avete piazzato una cimice in casa Ginius & Mychele!

      • David settembre 29, 2011 a 11:19 am #

        Più che una discarica mi sembra la cartina di una caramella buttata per strada. La denuncia (legittima) non necessariamente diventa satira. Continuate con la prima e riprovateci semmai (sperando in un risultato meno mortificante) con la seconda. Più che aggiungere numericamente un commento non saprei…

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