Melassa Comedy

1 Nov
Melassa Comedy

E’ partita la prima stagione di Melassa Comedy, il progetto comico innovativo, alternativo, che ha la sua base al teatro Ugo Mario di Ranzarate.

Melassa Comedy, un nuovo modo di intendere la comicità, che vuole superare l’ossessione dello sketch televisivo e commerciale di 3 minuti, che vuole andare oltre la schiavitù degli ascolti.

Melassa Comedy, un progetto che si propone come prima alternativa a Zelig e a Colorado, non solo come metodo di lavoro, ma anche come filosofia, originalità e spirito di squadra.

Del gruppo fisso di Melassa Comedy fanno parte:

il Duo Ortensia (i fioristi battutisti di Zelig Off); Salvio Pernato (Colorado); Il Mago Rubiz (il ballerino storto di Zelig); Il Trio Maggiorato (laboratorio Zelig di Buguggiate); Luigino Penati (monologhista mignon, prossimo debutto a Zelig Off, qui nelle vesti dell’angelo ricchione); Luisa Panel (l’intervistatrice  miope di Colorado); il Quartetto Marisa (con le loro canzoncine apprezzate allo Zelig Lab di Taranto) Dick & Dick (da Central Station) e Michele Maria Pensa (che conduce il Colorado Lab di Pizzighettone).

Ospite d’onore della prima serata: Alfio Seccato, del cast fisso di Zelig prima serata.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

44 Risposte a “Melassa Comedy”

  1. Ruben Mafflosha novembre 3, 2011 a 8:38 am #

    Ma porca di una miseria.
    Ma è mai possibile che per voi povero proctologo di Tirana come me non può esprimere liberamente sua arte su una m***a di palco? 
    C***o, mi dicono che libertà di espressione qui da voi è sacra: tanto che posso aprire bellissimo blog per dire, ad esempio, quello che non va in mondo di comicità in Italia (io ne ho aperto uno per dire quello che non va in mondo di proctologia in mia terra natale di Albania: io libero! io sentire libero! hurrah!)…
    Però se devo salire su lurido palco qui in Italia sembra che prima mi debbano dare patentino.
    E bada bene che a me -proctologo- non me ne strafega zamarra di niente di andare in televisione.
    Non me ne frega niente di far vedere quanto sono bravo artista (che poi lo sono molto più di chi se lo crede veramente, ma quello altro problema, vita essere così).
    Non me ne frega niente di guadagnare soldi di televisione, di centro commerciale, di Ikea, di pizzeria, di localino dove poi dopo spettacolo gente fare cose zozze.
    Semplicemente a me interessa salire su palco e dire cose a gente.
    Esprimermi. Come tu fare con blog, io volere fare su palco con mia arte.
    E se anche uno solo sorride, mentre altri mi tirano ortaggi, cetrioli, gatti morti, gatti vivi, beh se anche uno solo sorride,  io contento.
    Anzi caro amico io contento anche se nessuno ride.
    Forse tu no capire.
    A me basta salire su palco davanti gente e dire, muovermi, parlare, ridere, piangere, fare puzzette, fare imitazioni, quello che mi rende felice.
    E invece no.
    Io non potere.
    Tu mi dire che per salire su palco senza fare me pagare da padrone palco, io proctologo che pago già CAPPA -Cassa Assistenza e Previdenza Proctologi e Affini- deve avere numero ENPALS tatuato su braccio.
    Tu mi dire che non deve fare laboratorio.
    Ma io non volere andare laboratorio.
    Già stare in laboratorio di analisi come proctologo tutto giorno.
    Me te piace se patente per salire su palco a me dare Concorso.
    O se tu dare patente di comico.
    Secondo te senza ENPALS, senza concorso comicità di Tirana, senza patente che tu dare me di comico, io no posso salire su palco?
    Perché male?
    Io malizioso.
    Tu no volere perché dire giusto che Banane cattive, ma poi tu fare come loro uguale
    uguale e no volere che proctologo salire palco senza fare lui pagare.
    Perché poi avere paura che padrone palco no pagare più neanche te, che deve pagare pure ENPALS te.  
    Così per fare te mangiare io no potere salire palco e esprimere mia voce, mia arte.
    Meglio tornare Albania, fare proctologo, essere libero con mio blog.

    • Ruben Marosha novembre 3, 2011 a 9:27 am #

      …bello, ma firmati pure col tuo nome e cognome la prossima volta.

      • l'orticello di indivia novembre 3, 2011 a 9:52 am #

        Figurati, cè chi ci ha fato i miliardi rubando le idee degli altri!

  2. ananasblog novembre 2, 2011 a 11:09 am #

    >qualche nemico-zanzara che ronza aggregandosi ai nemici più forti

    a questo link c’è un bellissimo esempio di zanzare che ronzano aggregandosi ai più forti (Commento: che tristezza, una volta Genova era la patria degli “Ostinati e contrari…) Il presunto capo indica il nemico da colpire e gli aspiranti sottoposti tirano la loro sassata.

    https://www.facebook.com/home.php#!/media/set/?set=a.181110991943.152470.150824326943&type=3

  3. L'incazzato novembre 1, 2011 a 5:33 PM #

    Antinore , (oppure ti devo chiamare Carlo) il tuo sembra il commento di Geroninimo Stilton.. ..
    P.S. Spero che finalmente tu abbia fatto lavare i calzoni rossi

  4. Ruben Marosha novembre 1, 2011 a 2:53 PM #

    Mai disfattismi.
    Io credo che provenire da quegli ambienti non debba essere necessariamente un’onta, proprio perchè se se ne viene fuori un motivo ci sarà.
    Credo invece che se ne debba uscire alzando la voce, dichiarandolo e imponendo l’indipendenza sia nelle parole che nei fatti, senza compromessi, diplomazie inutili o eccezioni di sorta. Ci sono leggi, buon senso e meritocrazia che soffrono oramai da troppo tempo la loro condizione di subordinazione. Il pubblico è oramai stanco anche di dormire.
    Credo sia arrivato finalmente il momento di farla finita con questo caporalato italico infiltratosi addirittura anche nel mondo della creatività.

    Io dico basta, è ora di solidarietà e lotta.

    • Ben Moarusha novembre 1, 2011 a 10:24 PM #

      Ed è per questo che scopiazzi Andy Kaufman?

      • Ruben Marosha novembre 2, 2011 a 1:05 am #

        hahaha sei proprio un coxxxone hahhaaha

    • Andrea novembre 2, 2011 a 8:08 am #

      un po’ a Ruben, un po’ al blog.

      Ruben, ma perché continui ad andare ai concorsi di Cabaret (mi riferisco a Locomix)? E’ lo stesso identico sistema!!! Amatorialità, gratuità, in serate pagate dal pubblico.
      E poi “vincere” o “prendere un premio in” una serata non ha niente a che fare con l’arte, la creatività ed il professionismo.
      Non a caso il vincitore vero e proprio del Locomix di mestiere fa altro.

      E poi, caro blog, si dice tanto che si vuole fare qualcosa di alternativo, ed ecco che, per dare “autorità” ad una Melassa qualsiasi, si citano i soliti 4 comici semi-senondeltutto-sconosciuti, il cui curriculum migliore è…


      udite udite


      …15 minuti di gloria a Zelig Off! Anzi no, lo deve ancora fare, ma lo farà.. anzi ancora meno, partecipa giusto ad un laboratorio Zelig…

      ….garanzia di (scarsa) qualità!!

      Copioincollo proprio da questo blog, appnea 2 giorni fa:
      **un segnale di discontinuità fortissimo con la solita pappa ”direttamente da Zelig Off… direttamente da Colorado…”**
      e aggiungo
      “VOGLIAMO DARLO?”

      • Ruben Marosha novembre 2, 2011 a 8:15 am #

        Ciao Andrea,
        ho già risposto precedentemente
        (30/08/2011 h 4,16)

        https://ananasblog.wordpress.com/2011/08/30/ruben-marosha-si-fa-onore-nei-concorsi-di-cabaret/#comments

        • Andrea novembre 2, 2011 a 8:28 am #

          Ricordo bene la risposta, visto che l’avevi data proprio a me, ma era agosto, ti eri appena ripagato con un premio tanti viaggi fatti con trenitalia e pensavo che per te l’era dei concorsi fosse finita. Che non ne avessi più bisogno. O continui a vederci uno sbocco professionale?
          Perché ricordo anche il post su Friggione, vincitore di 8 concorsi, e tanti premi, e poi, siamo ancora lì… ma si potrebbe citarne tanti altri.

          Il mio, Ruben, è un augurio di non vederti più nei concorsi.

          Il sistema-concorso non è tanto diverso dal sistema-laboratorio, e produce lo stesso “non-lavoro” (mi sto ripetendo, e non insisto oltre)

          E su quell’altra domanda… che indirettamente ti riguarda… continuiamo ad usare la partecipazione ai laboratori /vittoria ai concorsi come unico metro di giudizio? ANCHE IN QUESTO BLOG?!?

          Alla nascita del blog si parlava di cabarettisti bravi, con tanto live sulle spalle, ma sconosciuti in tv… quella mi pareva una strada buona, da additare come esempio, per uno che volesse intraprendere la strada del comico.

          Se invece (perdonami il riferimento personale), il più trasgressivo, quello che fa i filmati di nascosto contro il sistema (e, credimi, io sono di quelli che ha accolto con gaudio la tua iniziativa), in realtà, continua nella stessa identica strada… caxxo, Ruben, voglio vederti direttamente alle Iene! nei teatri a biglietto! NON A LOCOMIX!!

          • Ruben Marosha novembre 2, 2011 a 9:05 am #

            Beh, ti ringrazio.
            Ora cercherò di fare un po’ d’ordine.

            1) Il messaggio penso sia chiaro. Critica non vuole dire “sfiga” o incompetenza. Un riconoscimento a più di un solo “concorso” non può essere casualità e mette un po’ a tacere qalche invidioso (devo pur eliminare qualche nemico-zanzara che ronza aggregandosi ai nemici più forti)

            2) Un concorso non è certo un metro per valutare uno spettacolo (che posseggo e porto avanti da anni e che fatico ad autoprodurmi proprio per il provincialismo che attanaglia il live dipendendo sempre più dalle “dinamiche televisive”) ma è pur sempre un confronto live e non può certo essere paragonato a un laborazorio zzèligghe o la tivvú.

            3) È sicuramente un’occasione per parlare ed essere maggiormente tenuto in considerazione nel momento in cui dico quello che penso. Secondo me infatti non c’è più un granchè da ridere e bisognerebbe civilmente scendere in campo per cambiare le cose (non solo nel cabaret visto che i sistemi omertosi e mafiosi sono oramai una prassi per tutto), visto che credo che un comico finisce di lavorare quando finisce le prove o scende dal palco, poi comincia l’uomo, il cittadino. E pare he in questo ambiente ci siano meno cittadini e più leccaXXlo voltabandiera.

            Infine, qualcuno ha già contattato le Iene e pare che nessuno in Mediaset abbia intenzione di mettere in imbarazzo qualcuno di -guarda un po’- Mediaset.
            Insomma se agisco diretto seguendo i miei valori e lotando, qualcuno critica, Se mi lamento e non agisco, si critica lo stesso. Se non mi lamento sarei un ipocrita e circondato da zanzare rumorose e se facessi il leccaXXlo di sistema non otterrei molto di più di quello che ho ottenuto finora (con l’aggravante di averlo fatto senza essere me stesso). In buona sostanza io non voglio fare l’inviato vestito da puffo, ma lavorare sul palco senza che autorucoli “passacarte” da quattro soldi vengano a interporsi tra me, la mia professionalità, i miei testi e qualche manager di supermercato per prendersi i miei meriti a suon di quattrini. Che lo facciano agli Zzèligghe Labbe, ma che non invadano ciò che non è di loro competenza, cioè teatri e sale live dove conta chi è non chi “appare”.
            Spero di essere stato esaustivo, ti ringrazio e a presto.

      • Serpeco novembre 2, 2011 a 11:35 am #

        Andrea che cosa credi di essere perché lo fai di mestiere, il miglior attore o comico del mondo?
        Se qualcuno ha l’arte nel sangue e durante il giorno fa il commercialista non c’è nulla di male.
        Se ci aggiungi che magari a dei figli e deve pagare il mutuo anche se dovesse spalare il letame tutto il giorno non ci sarebbe nulla di male.
        Anzi i personaggi che portano al successo molti, come Albanese ed altri sono rubati dal quotidiano.
        Sarebbe bello sapere quando ti esibisci per venire a vedere come ti muovi e che cavolo dici sul palco, solo per valutare se sei uno dei tanti mediocri che non sanno fare altro.

        • l'orticello di indivia novembre 2, 2011 a 11:41 am #

          non c’è nulla di male a non essere dei professionisti

        • Andrea novembre 2, 2011 a 12:12 PM #

          Serpeco ciao,
          non è di me personalmente che parlo, quando sarò bravo/famoso abbastanza parleranno altri di me. Sempre che accada, naturalmente.
          Per ora mi accontento di viverci senza problemi, e mantengo anche io dei figli, ed anche un paio di animali domestici.

          Però, difendo una categoria, che è quella dei professionisti, da un mondo che vede nel “dopolavorismo” la normalità.

          Non c’è nulla di male, certo, a fare il commercialista di giorno ed il cabarettista la sera.
          Anche io, ogni tanto, amo fare il commercialista la sera, per passione, lo faccio aggratis, anzi, faccio centinaia km a mie spese, e faccio dei laboratori di commercialismo, che non mi insegnano nulla ma ci vanno tutti, cosa sono io il più sfigato che non ci vado?

          Serpeco, se uno vuole fare nella vita 2-3-5 lavori diversi contemporaneamente, bravo lui.
          Però seguendo le regole ed i costi del mercato.
          Perché se no, fa concorrenza sleale, spesso lavorando in nero, o a cachet bassissimi, non pagando enpals, ecc
          E poi, se posso aggiungere, spesso illudendosi che vincere qualche concorso o premio (abbiamo esempi illustri di… 10 concorsi vinti!), frequentare 2-3-4 laboratori all’anno, diano il diritto di farsi chiamare cabarettisti.

          Bisogna anche guardare in faccia la realtà, il mondo del cabaret vive di un sottobosco di pessimi comici che se la raccontano, tutti in attesa di un quarto d’ora di celebrità. televisiva.
          E a furia di insistere ci si arriva, eh! Qua c’è gente che fa dieci anni di laboratori… statisticamente, prima o poi entrerai nelle grazie di qualcuno.

          Ma avere l’arte nel sangue vuole dire un’altra cosa, Serpeco, vuole dire… Farlo. Provarci. Riuscirci.
          Anche se, dal punto di vista della notorietà (televisiva), si può rimanere dei “signor nessuno”.

          PS: sempre per Serpeco, all’inizio del blog ho scelto un nickname anonimo, per codardia probabilmente (non faccio né laboratori né concorsi, ma non sia mai che un giorno si apra qualche porta anche per me… mi capisci… ho pur sempre dei figli da mantenere), mi spiace davvero non poterti invitare ai miei spettacoli.
          Puoi anche non credermi, poco cambia, “Andrea” sarà un cazzone in più nei tuoi pensieri. Ma tu non insistere sulla persona, ma concentrati sui CONTENUTI di quello che scrivo.

          • Serpeco novembre 2, 2011 a 7:07 PM #

            Sono appunto i contenuti che trovo inquietanti, al limite del razzismo.
            Da come ti esprimi sembra che se non hai il numero dell’ENPALS tatuato sul braccio non sei meritevole.

            Fai la guerra ai potenti e non ai poveracci che mirano ad un po’ di lustro, che stanchi della loro situazione vogliono provare l’emozione di quelli che dopo una marchetta in un centro commerciale si prendono dalle 800 ai 3500 euro.

            Non dirmi che tu non miri a questo?

            • Andrea novembre 2, 2011 a 11:41 PM #

              Se mirassi ai 3500 euro nei centri commerciali, farei laboratori e concorsi… sperando nei passaggi televisivi, beh, se uno mira a quello non c’è altra strada.

              Ci credi che io miro, nel mio lavoro, semplicemente ad essere bravo? E fare più date possibili? E arrivano un casino di soddisfazioni lo stesso, solo con uno zero in meno in fondo al cachet..

              Poi, io sono di certo un po’ razzista nel distinguere bene gli amatori dai professionisti, lo saresti anche tu se, nel tuo mestiere, vedessi una fila di persone, interminabile, che si rinnova sempre, proporsi gratuitamente ai tuoi stessi clienti.

              Ma che ci vuoi fare, è il libero mercato… e la libertà di opinioni.

              • Salvatore Giuliano novembre 3, 2011 a 12:23 am #

                Liberìssimo è…

            • Neoborbonico novembre 3, 2011 a 12:31 am #

              Non è questione di merito o meno, se vai da un medico pretendi una specializzazione, se fai l’avvocato, vorrai aver preso almeno una laurea in giurisprudenza? Se invece si parla di attori allora… sembra debba essere distinto, e per quale motivo? Poi dopo si ragiona se si è bravi o meno, altrimenti tutti possono far tutto e a seconda della gionata fortunata devono dar conto del loro operato,

              Personalmete credo che non ci sia peggior razzismo del complesso d’inferiorità.

              Se non te lo vuoi tatuare almeno iscriviti che fai più bella figura…

              • Serpeco novembre 3, 2011 a 12:03 PM #

                Andrea è capitato che in uno dei mie lavori siano subentrate le giocate al ribasso di altri, mi sono spostato e quando mi hanno richiamato ho giocato al rialzo.
                Se si parla di cose tangibili, quindi di operazioni eseguite su macchine utensili o in cantiere, ha la meglo chi ha più fantasia e malizia nel svolgere meglio e presto ed aggiugerei in sicurezza quel lavoro. Ma parliamo di lavori svolti dove bisogna realizzare pezzi o strutture che devono rispettare un disegno, quindi mi ripeto TANGIBILI.
                Andrea..Il risultato in una serata di cabaret è far ridere il pubblico, ed entriamo in un campo che ha ben oltre le cento pertiche, e non mi dilungherò altrimenti non mangio.

                Neoborbonico a chi ti stai rivolgendo?

                • Neoborbonico novembre 3, 2011 a 12:37 PM #

                  a chi se non a te?
                  È il gioco al ribasso senza regole sbagliato, non chi le gioca vincendo o perdendo qualche battaglia.
                  Le regole ci vogliono, altrimenti ognuno ha la sua verità, e dei conflitti tra poveracci, i “potenti” come tu li chiami se la ridono.
                  Quello che è un fatto che nemmeno tu con la tua verità puoi negare è che NON CI SONO REGOLE e che la categoria non è salvaguardata e non per qualche poveraccio che non vuole le regole, ma proprio perchè qualche potente non le vuole.
                  “Così passa la gloria del mondo”… e così hanno distrutto e continuano a distruggere tutto ciò che di bello esiste per i profitti di pochi (ne è un esempio la menzogna del risorgimento e le menzogne attribuite al Regno delle 2 Sicilie)

                  • Serpeco novembre 3, 2011 a 5:24 PM #

                    Mi trovi pienamente d’accordo con te, ma non è un tatuaggio enpals che garantisce la professionalità di chi sale sul palco, e se anche fosse professionale e anche professionista dovrebbe saper trascinare il pubblico ed avere qualcosa da dire, e se ha qualcosa da dire deve avere anche presenza scenica, ma non tutti quelli che si designano dei professionisti ce l’hanno e non c’è enpals siae o altra patente che lo insegni, devi far ridere con intelligenza.

                    Scusate se non amo quando alcuni si alzano indicando gli altri mettendosi sul piedistallo.

                    Per la cronaca sono iscritto ad enpals, siae e collocamento dello spettacolo ed ho altre qualifiche ma non credo vi interessino.

                    • Neoborbonico novembre 3, 2011 a 6:15 PM #

                      Professionale, proviene da “professione”, non da “essere bravo o meno”. Magari diciamo la stessa cosa, ma è imprescindibile per un professionista esercitare una occupazione in modo professionale. Avere un hobby non è una professione, può diventarlo se ci si decide a farlo in maniera professionale. Nel momento in cui lo si decide ci sono alcuni “steps” (come dicono gli albioni) da fare obbligatoriamente, non sono “optionals” (sempre in albionese). Quindi se sei iscritto a Enpals, Siae e Collocamento è corretto, è un sempice, indispensabile punto di partenza dal quale partire con la tua “professione”, il punto di arrivo sarà il giudizio del pubblico, della critica o della storia, non sempre di quello di un altro artista (visto il frequente rischio di imparzialità prodotti da invidia o gelosia).
                      Resta il fatto, che una volta “iscritto” sai anche tu che ci sono delle regole da rispettare, chi non le rispetta mina alla professionalità di chiunque e vige la legge della giungla non del mercato (non sono di estrazione culturale liberista ma il liberismo ha anch’esso delle regole morali che sono totalmente ignorate nel panorama italico-cfr Adam Smith “The theory of moral sentiments”)

                      Quindi se sei d’accordo con me non vedo perchè non debba esserlo con il sig. Andrea.

                    • Serpeco novembre 4, 2011 a 1:14 am #

                      Ad Andrea e Neoborbonico

                      Quindi mi stai dicendo che tu Neoborbonico come il sig. Andrea quando entri in un locale e questi ti dice “se vuoi fare la serata non parlarmi di SIAE o ENPALS altrimenti lasciamo stare!” Sappi che se accetti la serata mini alla professione anche altrui.
                      Poniamo il caso che questo accada ad inizio serata e che la sala sia piena?
                      te ne vai e lo denunci senza fare serata?
                      e se fosse a fine serata?
                      Lo denunci senza prendere i soldi o fai il contrario?

                      Una risorsa umana quando affronta uno stage, non ha in mano una PROFESSIONE ma se è PROFESSIONALE potrà ambirvi. (esempio correto?)

                      Ma non attacchiamoci alle parole o se è nato prima l’uovo o Claudio Bisio.
                      Quante volte hai partecipato a serate organizzate da colleghi e poi un rimborsino spese(o neanche quello) e niente enpals e siae?
                      Quante cose si sono fatte per pubblica relazione e quante se ne sono lasciate passare per quieto vivere. Avrei fatto prima a scrivere “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” ma non era molto originale.

                      L’approvazione del pubblico è un’arma a doppio taglio, ma avremo modo di parlarne in futuro.

                      L’ atteggiamento che mi scoccia è che molti che si ergono a paladini dell’ arte e della professione ma spesso sono i primi a non aver buon senso.
                      Alcuni volevano creare il PATENTINO del comico, e poi nelle loro serate chiamano dei benemeriti sconosciuti a costo zero, dicendo bisogna dargli una possibilità, ma intanto coprono minutaggio nella serata, ad altri li circuiscono con false promesse e gli amici di vecchia data li pagano il giusto.

                      Per farla breve, s proprio volete fare pulizia DENUNCIATE I POTENTI E COLORO CHE SI COMPORTANO IN MODO NON PROFESSIONALE e non accanitevi tra poveri (perché è questo che siamo noi e i non professionisti).

                      Non vi pagano la siae o l’ enpals il giorno dopo andate a denunciarli, i mezzi ci sono usateli.. ma credo nn convenga vero?

                      Sai cosa comincio a pensare che abbiate paura che i non professionisti facciano più ridere di voi e che abbiano più determinazione di voi ed è forse per questo che non partecipate ai concorsi, vi nascondete dietro al paravento delle vostre motivazioni, ma in realtà avete paura di non primeggiare.

                    • Andrea novembre 4, 2011 a 10:33 am #

                      A Serpeco

                      Hai ragione, Scusa, Mi hai convinto.
                      Gli amatori fanno più ridere dei professionisti. Ed io che l’ho messo in dubbbio…

                      Vado subito ad aprire una ditta di termoidraulica, a vedere se, tornando amatore, miglioro un po’.

                    • Neoborbonico novembre 4, 2011 a 11:46 am #

                      Beh, a questo punto mi sono convinto anch’io. Gli amatori fanno davvero “ridere”. E più dei professionisti. In bocca al lupo a tutti.

                    • Serpeco novembre 4, 2011 a 11:48 am #

                      Non era mia intenzione convincere nessuno ma da come rispondi dandomi ragione, sappi che quello un po’ razzista sei tu (tue parole) nella storia del mondo e del buon senso civico quello visto come matto non credo di essere io.
                      Grazie per aver dimostrato tutta la tua codardia non rispondendo a ciò che ti ho chiesto, ma come pensavo hai scelto la via più facile.
                      Rispondi pure se ti va, tanto per avere l’ultima parola.

                    • Serpeco novembre 4, 2011 a 11:50 am #

                      “Il dado è tratto”

                    • Serpeco novembre 4, 2011 a 7:23 PM #

                      Guardavo il telegiornale e pensavo allo stuolo di geometri, architetti, politici che hanno dato la possibilità di costruire in modo bieco e fuori dalle logiche del buon senso, che hanno portato ai disastri di questi giorno in liguria.
                      Tutti professionisti che hanno deciso che quello era il loro lavoro e che volevano fare bene ed essere bravi. Umiltà e buon senso in tutto prima di tutto …. clap clap clap clap

                    • ananasblog novembre 5, 2011 a 4:50 PM #

                      >Guardavo il telegiornale e pensavo allo stuolo di geometri, architetti, politici che hanno dato la possibilità di costruire in modo bieco e fuori dalle logiche del buon senso, che hanno portato ai disastri di questi giorno in liguria.

                      A Genova nel ’70 per l’alluvione
                      non fui tra quelli che spalavano il fango
                      troppa confusione
                      (così ha cantato Ivano Fossati)

        • michele davalli novembre 4, 2013 a 3:50 PM #

          Il commercilaista sono io e ho due figli, un mutuo e mantenere tutto l’ambaradan solo con le serate è dura.

  5. antinore wild novembre 1, 2011 a 2:26 PM #

    e già (come direbbe Vasco) niente di nuovo all’orizzonte… tutto sapore riciclato… però la parvenza è sempre quella della nuova frontiera, dell’innovazione… ma de che?

    • antinore wild novembre 8, 2011 a 12:58 am #

      ? Non sono Carlo, Carlo chi?

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