una clamorosa, agghiacciante testimonianza su Zelig Off (terza e ultima parte)

22 Nov

Questa è la terza parte dell’incredibile racconto di Emiliano Petruzzi (leggi la prima parte e la seconda parte). Egli ha ricevuto tutte le rassicurazioni che avrebbe fatto Zelig Off, verbali e scritte, ha fornito addirittura i suoi dati bancari, ha concordato il cachet a puntata, ha ricevuto il piano di produzione, ha anticipato le spese di trasferta ed è rimasto a bollire fino all’ultimo, sapendo solo alla fine della sua esclusione.

Finale del racconto…

Farai i provini per zelig off 2012…. no, grazie, io cambio canale!!!

Giovedì 6 ottobre. Mi reco all’appuntamento concordato con il Direttore Artistico dello Zelig Lab di Napoli, presso il teatro sede del laboratorio.

Il Direttore Artistico cerca di distogliermi dal motivo per cui dovevamo incontrarci, iniziando a illustrarmi tutto il programma e il materiale pubblicitario del Laboratorio Zelig che si svolgerà tra ottobre 2011 e maggio 2012. Mi fa notare che le serate sono ad abbonamento, che ogni sera ci sarà un SUPER OSPITE, ballerine, cantanti e quant’altro, praticamente uno show in piena regola, altro che laboratorio! (le serate di Zelig Lab sono serate professionali a tutti gli effetti NDR).

Io gli chiedo notizie sul perché non sono stato convocato per le registrazioni di Zelig Off. La risposta è degna del cabaret: mi dice che è successo perché Bananas ha “fatto fuori” l’autore che per tutto l’anno mi aveva seguito allo Zelig Lab di Napoli e che mi aveva portato fino ai provini (questa è davvero una roba surreale NDR).

Dopo una grassa risata gli rispondo con un eloquente “E io in tutto ciò, che cosa c’entro?” Sto per contattare telefonicamente l’autore, ma il Direttore Artistico mi ferma e mi dice di non farlo perché egli non è al corrente, poiché Bananas non gli ha ancora comunicato la “brutta notizia”.

Comincio a rendermi conto di trovarmi dinanzi ad una “banda di cabarettisti” peccato che tutto ciò avvenga soltanto dietro le quinte, perché sul palco avrebbe molto successo!

Chiedo chi sarà l’autore Zelig che seguirà il laboratorio di Napoli. Il D.A. mi fa: “ottima osservazione” e prova a contattare Bananas in mia presenza, ma non ci riesce, dopodiché riattacca con la megaproduzione del laboratorio Zelig. Io gli dico  che non sono interessato, che per me questi laboratori non hanno più credibilità, che sono un sistema che mi ha fatto perdere tempo, fatica e molto denaro. Saluto e torno a casa.

Nei giorni seguenti vengo contattato dai partecipanti del laboratorio di Napoli, tutti con la voglia di sapere come fossero andate le registrazioni. Comunico la spiacevole storia e tutti restano allibiti. Alcuni vorrebbero addirittura chiamare l’autore Zelig per confortarlo del suo “licenziamento”, ma consiglio a tutti di non farlo perché pare che Bananas non gli abbia ancora detto niente (e anche perché la notizia “puzza”).

Lunedì 10 ottobre: sono finite le registrazioni di Zelig Off e, come per incanto, ricevo una telefonata dall’autore licenziato, segato dal cast. La prima cosa che mi chiede è se ho “registrato” (per la serie: il cabaret dietro le quinte continua…)

Gli comunico che non sono mai stato chiamato e gli chiedo spiegazioni. Lui mi conferma la storiella della sua “esclusione” così com’è stata raccontata dal Direttore Artistico. Mi consiglia di recarmi là il giorno dei provini in data 26 ottobre 2011, poiché avrebbe presenziato la responsabile generale dei laboratori Zelig di tutta Italia e così avrei potuto chiedere spiegazioni a lei.

L’autore mi liquida dicendomi di non chiamarlo più perché, non sapendo la sua collocazione nello staff di Zelig, non può più darmi informazioni. Contatto i ragazzi del laboratorio di Napoli e riferisco tutto. Alcuni lo chiamano per sapere chi avrebbe seguito il Lab. Dopo mi riferiscono che l’autore ha smentito tutto, che lui fa sempre parte dello staff di Zelig e che sarà l’autore che seguirà il prossimo laboratorio di Napoli (è un capolavoro dell’assurdo NDR).

La trama della storia e degna di sedute psichiatriche, ma diventar matto con questa gente non ne vale la pena.

Purtroppo, dopo un paio di giorni di calma piatta, inizio a ricevere continue telefonate e messaggini di invito a partecipare allo Zelig Lab (è una tecnica collaudata, dopo l’esclusione arriva l’offerta di un altro anno di laboratorio NDR).

Rispondo negativamente a tutte le richieste. Addirittura mi vengono inviate due mail, in una (dalla società che gestisce lo show business di Napoli o, per meglio dire, Zelig bla bla lab di Napoli) mi si chiede di partecipar ai provini (vedi foto), ma io la mail di “richiesta accettata” già ce l’avevo! (cosa descritta nella seconda parte del racconto NDR).

Appena dopo, ma la apro il giorno seguente, ricevo un’altra mail (vedi foto) dove mi si dice che non devo fare i provini, ma recarmi direttamente per la serata. Dovrei considerarmi un “privilegiato”, ma rispondo che non ho intenzioni di frequentare lo Zelig bla bla Lab.

le 2 mail spedite dall’organizzazione dello Zelig Lab di Napoli: una di convocazione ai provini, l’altra di convocazione alla serata

Dopo due giorni un collega mi chiama e mi fa notare che su una pagina di Facebook viene pubblicizzata la prima serata di laboratorio con SUPER OSPITE Marco Marzocca e, tra gli altri comici che si esibiranno, c’è anche il mio nome (vedi foto)

foto scattata dalla pagina facebook: Emiliano Petruzzi “convocato” a sua insaputa

Purtroppo le telefonate e i messaggini diventano sempre più insistenti. È la vigila dei provini, mi chiama l’assistente di produzione e, per l’ennesima volta e mi chiede se voglio partecipare allo Zelig Lab. Gli rispondo nuovamente di no, che sono stufo di certi atteggiamenti e che mi sarei recato l’indomani alla sede dei provini per parlare con la responsabile Bananas e per cercare di avere spiegazioni in merito alle mie mancate registrazioni a Zelig Off.

Alla fine della conversazione, dopo pochissimi istanti ricevo da parte del Direttore Artistico il seguente messaggio (vedi foto) provo a contattarlo per circa dieci minuti, ma non mi risponde, suona libero.

l’sms con cui Emiliano è “consigliato” di non andare

Contatto la direzione, dicendo che l’indomani sarei andato comunque, dato che ho ben 2 mail di convocazone.

Il giorno dopo vado presso la sede dei provini, ma non entro all’interno, poiché la responsabile generale che doveva venire da Milano non c’è ed è inutile parlare coi “soliti”… Ma c’è la troupe televisiva di una nota rete locale. Da quella presenza prendo lo spunto per trovare un video su youtube che è molto rivelatore (guarda il video). AGGIORNAMENTO: il video (ieri sera ancora disponibile) è stato rimosso da YouTube (ma dai). Si tratta di un documento importantissimo, quindi c’è da sperare che qualcuno ne abbia salvata una copia…

Nota bene: l’autore che “era stato fatto fuori”, nel video è lì che sceglie i comici!

A giudicare i comici ci sono anche due rivenditori d’auto! (non sono Gino & Michele NDR)

Ci sarebbero tante altre cose da aggiungere a questa storia, perché per raccontare 8 mesi vissuti a contatto con l’ambiente Zelig ci vorrebbe molto tempo, ma se il blog mi darà spazio ancora, scriverò un post con le mie riflessioni.

Emiliano Petruzzi

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Battuta conclusiva: “Non ho mentito, ho solo massaggiato la verità” (il perfido produttore Jack Donaghy, nella sitcom 30 Rock

34 Risposte a “una clamorosa, agghiacciante testimonianza su Zelig Off (terza e ultima parte)”

  1. Anonimo novembre 26, 2011 a 11:35 am #

    …eh già!!!!
    Sono d’accordo con Omar :” Per quanto mi riguarda l’italia è culturalmente morta e sepolta (credo anche economicamente)”….
    Che peccato… ma , come suol dirsi: ” SI RACCOGLIE CIò CHE SI SEMINA!!!” ….

    • Omar Bashuner novembre 26, 2011 a 12:24 PM #

      direi che in italia la dittatura è un risultato “democratico” e chi si ribella ad essa è un “looser” per dirla all'”americana”. È contorto ma sono 150 anni di provinciale tradizione contorta. Io me ne divincolo completamente e direi di smetterla con il mettere tutti nello stesso calderone. È un’abitudine che oltre a non appartenermi dovrebbe stancare oramai anche quelli che la sposano a pieno.

    • Marco gennaio 6, 2012 a 4:49 PM #

      Anonimo: ” l’italia è culturalmente morta?”.
      Detto da uno che scrive: “l’italia” in questa maniera… mi fa pensare… molto!

  2. Vega novembre 22, 2011 a 11:43 PM #

    Siete fantastici! Parlate del peccato senza citare il peccatore (autore chi? direttore artistico chi?). Se i giornalisti facessero così… “Tangenti Finmeccanica, ascoltato l’ex ministro, sotto accusa alcuni politici, inquisito un faccendiere che operava per conto dell’Enac…”. Volete che vi rispondano ma non riuscite a fare nome e cognome. Pavidità contro pavidità siete pari no?

    • A lavorare in miniera anzicchè copiare novembre 23, 2011 a 12:03 am #

      ma se ti si dice nome e cognome cosa cambia? Il fatto c’è e punto. E se il nome viene fuori, per magia”casa base” prende le distanze dopo averne dettato le condizioni. Lo comprendi o bisogna farti un disegno?

      • Vega novembre 23, 2011 a 9:20 am #

        Disegno

        • a lavorare in miniera anzicchè copiare novembre 23, 2011 a 11:59 am #

    • ananasblog novembre 23, 2011 a 10:15 am #

      >Siete fantastici! Parlate del peccato senza citare il peccatore

      Vega, ciao, il “peccatore” era citato nel video che è stato rimosso (per misteriose violazioni multiple di Copyright). Nel racconto, Emiliano Petruzzi non ha insistito troppo sui cognomi proprio perché (e qui sono d’accordo) le vere responsabilità stanno in alto, troppo facile scaricare tutto sul collaboratore locale.
      Fatta questa premessa, mi vedo costretto a parlare dei contenuti del video nel prossimo post. Non c’è nulla di scandaloso, solo che l’autore che era stato “licenziato” è lì al suo posto.
      Poi ci sarebbe da dire qualcosa sul fatto che i provini dello Zelig Lab (una presunta scuola di recitazione) si svolgano all’interno di un esercizio commerciale e che tra gli “autori” ci siano due agenti di commercio, però anche qui non è una cosa del tutto negativa: attirare sponsor sul cabaret va anche bene, ci vuole solo più chiarezza in tutto.
      L’Amministratore

    • KL novembre 23, 2011 a 11:23 am #

      Vega, i giornalisti scrivono i nomi ma sono tutelati dai rispettivi direttori, editori, dall’Ordine dei Giornalisti…ma qua non un Ordine dei Comici…..
      A parte questo, se i fatti sussistono, sono reali ed accertati, i nomi sono un optional, sono ininfluenti! Sarebbe autolesionistico rischiare delle querele…la sostanza dei fatti non cambierebbe…….

  3. Ruby Miscoscia novembre 22, 2011 a 11:24 am #

    impressionante, agghiacciante, aberrante, inquietante, ringhiante, a due ante…. Ma proprio non si possono sapere i nomi dell’autore e del direttore artistico di cui si parla?

    • pedro novembre 22, 2011 a 12:04 PM #

      >direttore artistico di cui si parla?

      secondo me NON è Federico Basso…

    • ananasblog novembre 22, 2011 a 4:19 PM #

      >impressionante, agghiacciante, aberrante, inquietante, ringhiante, a due ante…. Ma proprio non si possono sapere i nomi dell’autore e del direttore artistico di cui si parla?

      NE APPROFITTO PER DIRE UN PO’ DI COSE IN “MAIUSCOLO”.
      EMILIANO PETRUZZI HA SUBITO DEI TORTI GRAVI, CHE SI E’ PRETESO DI “SANARE” RACCONTANDO UNA PALLA (SEI STATO ESCLUSO PERCHE’ L’AUTORE E’ STATO “LICENZIATO”, COSA CHE IL VIDEO MOSTRA COME ASSOLUTAMENTE NON VERA) E OFFRENDO UN ALTRO ANNO DI LABORATORIO GRATUITO (UNA CONTINUAZIONE DELLA BEFFA, COME SE LA SOLUZIONE A WANNA MARCHI FOSSE IL MAGO DO NASCIMENTO).
      LA TESTIMONIANZA DI EMILIANO E’ STRAORDINARIA PER LA GRAVITA’ E PER LA DOCUMENTAZIONE DETTAGLIATA. PERO’ C’E’ UNA TOTALE CORRISPONDENZA CON I METODI DESCRITTI NEL BLOG E CON LE ALTRE TESTIMONIANZE CRITICHE PUBBLICATE. IL METODO BANANAS E’ QUESTO, SCOPERTO, ANALIZZATO, MESSO ALLA LUCE. NON SERVE MANDARE ASSURDE DIFFIDE BALNEARI, POICHE’ LA VERITA’ HA UNA FORZA PIU’ DIROMPENTE DI QUALSIASI AZIONE “REPRESSIVA”.
      SAREBBE BELLO CHE IL DIRETTORE ARTISTICO DI NAPOLI E L’AUTORE ZELIG SI FACESSERO VIVI, DICESSERO LA LORO, SI IMPEGNASSERO DAVVERO A RIMEDIARE A QUELLO CHE E’ STATO UN COMPORTAMENTO CHE HA CAUSATO PERDITA DI TEMPO E DI DENARO (USANDO FINTE LUSINGHE CHE SI SONO SPINTE FINO ALLA RICHIESTA DEI DATI BANCARI E ALL’INVIO DI UN PIANO DI PRODUZIONE).
      SAPPIAMO CHE LE DIRETTIVE DI BANANAS SRL SONO: “NON PARLATE COL BLOG, SILENZIO ASSOLUTO”, MA QUESTO E’ UN ATTEGGIAMENTO POCO RESPONSABILE, AI LIMITI DELL’AUTISMO. NEL “MONDO ESTERNO” LE COSE FUNZIONANO IN MODO DIVERSO: LE PERSONE HANNO DEI DIRITTI, CHI FA UN DANNO CERCA DI RIMEDIARE, CHI RACCONTA PALLE E’ NON E’ UNA PERSONA D’ONORE (QUESTO NEL MONDO ESTERNO ALLO ZELIGHISMO).
      L’AMMINISTRATORE DI ANANAS BLOG, ROBERTO GAVELLI

    • A lavorare in miniera anzicchè copiare novembre 23, 2011 a 12:07 am #

      facciamo un gioco, mettiamo nei post un “toto colpevole” giuso come forma per non dare opportunità alcuna a coloro i quali dal bananificio vorrebbero denunciare il blog per calunnia, sarebbe così solo un’ipotesi, tutti nell’ambiente saprebbero chi invece effettivamente è quel gran ********* che ha applicato le risapute “direttive” bananajole e perlomeno qualche diciamo “curiosone” appagherebbe la sua “sete di scoop”

  4. A lavorare in miniera anzicchè copiare novembre 22, 2011 a 10:42 am #

    In italia chi denuncia un crimine è considerato IL CRIMINALE, il mondo del “cabaret” non ne è esente. Questi loschi personaggi che dirigono “holding” da decine di migliaia di euro di fatturato annuo, sono dei veri e propri “*********” impuniti e coloro che fomentano questo sistema ne sono complici senza “ma”. Fin qui nulla di nuovo, ma chi è un professionista vero è costretto a pagarne il prezzo pur non accettando quel sistema. Questo “modello” inquina il live e il “mercato”. Perchè accetare l’immonda regola del lavoro gratuito? Perchè accettare che ci sia qualcuno che improvvisato o meno ponga le regole “irregolari” di un mercato cha fa gli interessi solo dei “ladri di creatività”? Perchè il baronato deve restare impunito? La risposta è da individuarsi nella spasmodica speranza di apparire -pur per solo qualche secondo- “alla tivvù”.

    La risposta di certuni è oramai ripetitiva: “È solo un metodo per promuoversi, a me non piace nemmeno”. Poi basta iinvestigare e la stragrande maggioranza di questi “artisti” non ha nemmeno un repertorio da promuovere. Infine l’atrofizzazione mentale e l’ignoranza italica porta a non rendersi conto nemmeno che acquistare direttamente uno “spazio pubblicitario” a volte è più conveniente di certe “trafile” illegali e percorsi obbligati dove creazione artificiale dell’ansia, love bombing e postposizione della speranza creano una struttura ed un meccanismo imitato e diffuso (faccio riferimento alle centinaia di “format” che COPIANO il sistema bananajolo fomentando il principio del lavoro non retribuito e della costante e interminabile ricerca di “emergenti”).

    Insoma ci stanno obbligando ad essere un POPOLO DI PERENNI EMERGENTI per convenienza dei SOLITI NOTI.

  5. Alter Bactaer novembre 22, 2011 a 10:12 am #

    E’ proprio strano! Quando li incontri per la prima volta, i comici o aspiranti tali si dichiarano (più o meno apertamente) disposti a tutto pur di arrivare a Zelig, anche quando tu gli spieghi che non è tutto oro quello che luccica. Dopo un pò, in genere dopo essersi accorti in prima persona che quello che sembrava oro non era nemmeno pirite, se sono onesti (anche a distanza di anni) riconoscono che avevi ragione circa i carati inesistenti. Oppure si incazzano e svelano i retroscena in cui sono stati coinvolti. E’ la favola della volpe e l’uva o è il logico risultato della stolida ricerca ad oltranza di una notorietà televisiva tradita?

    • Anonimo novembre 22, 2011 a 11:54 am #

      Assolutamente la volpe e l’uva!

      • Andrea novembre 22, 2011 a 12:30 PM #

        Beh, sì, certo che stiamo parlando de la volpe e l’uva.
        Non per tutti i casi, però, qualcuno si firma nome e cognome, qualcuno si è disintossicato, qualcun altro no (oppure dà le proprie spiegazioni, vedi Marosha alla mia domanda: ma perchè fai ancora i concorsi?)

        Io non so come considerarmi, scrivetelo voi: critico laboratori e concorsi ma coerentemente non li faccio più da diversi anni (e li ho fatti pochissimo anche prima).
        Poi, mi firmo con un nome di fantasia perché non sarebbe proprio utile alla mia carriera dare del **** pubblicamente a certe persone, e ancora penso che un passaggio televisivo non potrebbe farmi male… solo che non lo cerco tramite i laboratori, che mi paiono più dannosi che utili.
        (in realtà, non frequentando più quel “giro”, non ho alcun contatto al momento utile per lavorare in tv. Amen, mi resta più tempo per leggere Ananas Blog).

      • ananasblog novembre 22, 2011 a 3:39 PM #

        >Assolutamente la volpe e l’uva!

        Questo parallelo con la storia della volpe e l’uva è inesatto.
        Non risulta che la volpe abbia mai fatto, per anni e a proprie spese, un laboratorio vignaiolo, sotto il marchio di Uvas srl.
        Non risulta che ci sia mai stato un autore o un direttore artistico o un Gino Vigna che abbia detto alla volpe: mangerai tanta uva, ti abbiamo preso ad Uva Off!
        Il parallelo non regge, per niente…
        L’Amministraore

        • Anonimo novembre 22, 2011 a 8:06 PM #

          Io penso che sia un paragone azzeccatissimo! Che non ci arriva dice che l’uva non è buona… Chi non riesce a fare tv, dopo vari tentativi, dice che fa schifo! Io credo che se si vuole fare cabaret e si è davvero bravi… Non c’è tv che tenga!

          • A lavorare in miniera anzicchè copiare novembre 23, 2011 a 12:00 am #

            invece ti sbagli è proprio qui il punto, il “sistema ” è marcio ed è marcio chi lo appoggia dire o indirettamente a prescindere se si “riesca” o meno, la gravità sta nel fatto non che non ci siano alternative (perchè ce ne sono eccome, una è -per esempio- non cedere alle lusinghe della via “corta” del successo subito) ema perchè chi HA IL POTERE in questo momento, baroni, baronetti e “milords” NON VOGLIONO che ci siano alternaive echi non lo capisce o è supido o in mala fede

            • KL novembre 23, 2011 a 11:02 am #

              ragazzi, tutti ad elemosinare la TV convinti che sia un passaporto per il successo, la fama, la ricchezza…..ma se un comico non ha delle basi più che solide non serve assolutamente, anzi, è deleteria!!!

              Ok è una scorciatoia, ma personalmente non distruggo la mia macchina percorrendo una strada sconnessa e disastrata con il forte rischio di avere incidenti, se alla stessa meta ci posso arrivare tranquillamente per strade asfaltate…anche se ci metto più tempo!

              Se uno ha veramente talento prima o poi emerge, percorrendo la strada del live, dei teatri, delle tv minori….senza dover appoggiare necessariamente un sistema inqualificabile.

              Il Lab vanno bene ma solo per chi è realmente alle prime armi e non avrebbe tante altre possibilità di salire su un palco, di esibirsi davanti ad un pubblico. Tutti noi nella vita abbiamo fatto la gavetta e se uno deve farla ben venga anche un Lab…..che poi sia Zelig Lab o Lab Pinco Pollo non importa.

              Se un comico vuole fare i Lab magari per farsi conoscere in zona o altro fa bene a farli ma: 1) senza tante aspettative 2) senza stressarsi 3) chiudendosi il naso e le orecchie 4) cercando di selezionare bene i pochi spicchi buoni in un’arancia quasi tutta marcia….

              • Omar Bashuner novembre 23, 2011 a 11:57 am #

                guarda non potrei fare altro che essere d’accordo con te, purtroppo l’ambiente è degenerato parecchio KL. Questi “labs” impongono il mercato, ovvero si impone l’essere emergenti, amatori, come arma ricattatoria per non pagare mai gli artisti, proprio in quanto ancora apprendisti e creare un sistema che si rinnova al ribasso e quando qualcuno, non è più “emergente” già non c’è più posto per lui (Arthur Miller “Morte di un commesso viaggiatore”… se fosse “a Cesare quel che è di Cesare e Dio quel che è di Dio” sarebbe come affermii, ma gli spazi “live” già non esistono più se non come appendice della TV, il riso è suggerito, non più libero e appena nasce qualche professionista, o si adatta alle regole selvagge del costo 0 (non del mercato ma dell’oligopolio delinquenziale e ignorante) oppure è meglio che professionista non ci diventi mai. Non è l’america, in Italia purtroppo chi è bravo non raccoglierà “prima o poi”, e in italia il conceto di “loosers” non sempre coincide con incapacità o non professionalità, anzi…

                • KL novembre 23, 2011 a 4:57 PM #

                  Omar, servono solo tre cose: pazienza, perseveranza e soprattutto coraggio.
                  Hai mai sentito parlare della “Strategia Oceno Blu – Vincere senza competere” (di W. Chan Kim)? E’ la strategia alla base dei successi Apple, del Cirque du Soleil, ecc.

                  Se gli spazi e le opportunità non esistono si creano!

                  Al posto di perdere tempo e denaro frequentando i Lab e sostenendo un sistema a dir poco discutibile, conviene creare delle alternative, delle cose nuove, partendo dal basso. Non è una cosa impossibile…tutt’altro… All’inizio si può organizzare ad esempio una rassegna nel proprio paese o nel locale sotto casa….Se all’inizio ci sono quattro gatti no problem, serve perseveranza e prima poi si emerge….Magari all’inizio non si guadagna ugualmente (o si guadagna poco) ma personalmente preferirei fare qualche cosa gratis per me stesso invece che esibirmi gratis per fare arricchire direttori artistici, ecc. ecc.
                  Bisogna costruire invece che distruggere.
                  Non vanno bene i Lab, perfetto basta non farli, ma bisogna avere la forza e il coraggio d’investire……..in primis su se stessi e per se stessi.
                  E’ la scoperta dell’ acqua calda…….sono cose banalissime…..ma vedo che tanti si lamentano che le cose non vanno ma pochi cercano veramente di cambiarle!

                  • Omar Bashuner novembre 24, 2011 a 12:04 am #

                    Condivido, ma non vorrei che fosse una scusa anche quella: “chi si lamenta è un perdente”, di fatto c’è molto che non va, una parte di me è artista e una parte cittadino impegnato (dovremmo esserlo un po’ tutti), credo che il “break even point” in italia sia stato già raggiuno da un pezzo però:
                    le nuove idee vengono fagocitate dal cancro italia. Idee nuove=vecchi baroni tutto qua.
                    Io per esempio adesso critico e non offro le mie creazioni per essere rubacchiate più a nessuno, è triste, ma altrettanto triste è il panorama intorno. Trash e attacco diretto, distruzione per ricostruire dopo, non costruire adesso per tenere in vita questo sistema italico.
                    Per quanto mi riguarda l’italia è culturalmente morta e sepolta (credo anche economicamente)

                  • Andrea novembre 24, 2011 a 9:37 am #

                    condido i post di KL..

                    • Claudio Masiero novembre 27, 2011 a 8:32 PM #

                      Condivido il post di KL

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