Archivio | gennaio, 2012

un caso di “plagio” a Zelig Arcimboldi?

31 Gen

o meglio: un caso di “scippo” verso un comico dei laboratori?

la miglior battuta da anni e anni…

Il tema dei presunti plagi è sempre molto caldo, soprattutto nel mondo del cabaret televisivo in cui gli sketch vengono valutati per similitudini. Ci è stata segnalato, via mail, un “caso scottante” riferito all’ultima puntata di Zelig,  riguardo una gag: l’agenzia immobiliare Techno Casa sul cui sottofondo parte un ritmo di musica techno (guarda video) all’incirca attorno al minuto 1.

La gag prende la risata, l’applauso, e Claudio Bisio la sottolinea allegro come la miglior battuta di sempre. La mail di segnalazione è la seguente:

Ciao, vi segnalo che PinodeiPalazzi, nell’ultima puntata, con la battuta su ‘TecnoCasa’ ha spudoratamente copiato un pezzo di un ragazzo del Lab di Torino, che da un anno fa la parodia chiamata TECNOHOUSE in cui un venditore immobiliare si muove e parla con sottofondo di musica House. Gli autori lo sapevano, i comici lo sapevano. e pure il Kala lo sapeva. Un anno di lavoro buttato in 5 secondi. Un saluto.
 
Prima di pubblicare il testo della mail è stata fatta un’attenta verifica: sembra proprio che un comico portasse il pezzo da un anno allo Zelig Lab di Torino, che questo comico abbia anche portato il pezzo ai provini di maggio e che il cabarettista Zelig fosse presente quella sera. Inoltre il pezzo del provinante, alla fine, è stato bocciato perché “poco televisivo”.
 
Ananas Blog è l’unico spazio istituzionale in cui questi temi vengono dibattuti e in passato ha svolto la funzione di calmare gli animi. Invitiamo quindi:
A) Il comico “parte lesa” a rivelare il proprio nome e a produrre eventuali prove video o testimonianze e a specificare se si sia tutelato depositando il proprio materiale alla Siae.
B) L’autore del Laboratorio Zelig di Torino a fornire la sua versione dei fatti.
C) Il comico che ha usufruito della gag a fornire la sua versione dei fatti.
C) Bananas srl, che detiene tutte le registrazioni di ciò che avviene nei laboratori, a fornire le registrazioni del suddetto comico, in nome di chiarezza e trasparenza.
 
Tutto questo nel nome di un dibattito civile improntato alla trasparenza, in cui non ci siano “dati segreti” o riservati né occultamenti della verità.
 
Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

I Buratori (burocrati autori)

30 Gen
servono battute sul tirannosauro rex!

In che modo la professione dell’autore comico è diventata una sorta di caporalato.

Ananas Blog pubblica una lunga, dettagliata analisi sulla strana figura dell’autore Zelig, scritta in collaborazione con Omar Bashuner. Si tratta di un imperdibile racconto, diviso in 3 parti, che a molti potrebbe risultare amaro per le verità che mette in evidenza. Nessuno si era mai spinto fino a questo nel “piccolo mondo” cabarettistico televisivo. Ananas Blog lo fa…

PRIMA PARTE (Non trasparenza – non conoscere le intenzioni dei capi – fiutare il vento – percorsi professionali – contraddizioni – non scrivere).

Qualsiasi categoria lavorativa, in Italia, è affetta dalla malattia del caporalato. L’attività dell’autore televisivo ne sperimenta tutti i sintomi.

Nell’universo Zelig spicca in modo ancora più accentuato questa anomala figura. Si tratta di un personaggio che fa da Continua a leggere

Gente di TV (di OmarBashuner)

30 Gen

benvenuti in televisione...

Il sociologo di orgine francofona, Omar Bashuner, ha inviato alcune sue considerazioni sul mondo dell’autorato televisivo, immedesimandosi in chi riesce a piazzare finalmente un suo format. Il racconto è preparatorio a una prossima clamorosa inchiesta sulla figura professionale dell’autore cabarettistico. Buona Lettura!

Mi sono sempre chiesto cosa passi per la testa di questi autori televisivi (o presunti tali) di oggi, che scorrazzano nei corridoi delle “grandi produzioni” elemosinando un Continua a leggere

ultim’ora: la Dandini conferma l’avanzato stato di bollitura

29 Gen

La seconda puntata di The show must go off, su La 7, è calata notevolmente rispetto a quella d’esordio: 4 per cento di share e 940 mila spettatori. Ritmo blando, sensazione di già visto, serializzazione, tempi dilatati. Ribenvenuti nel paese dei bolliti (e la Dandini, non cantando, non può neanche fare un omaggio a Gaber a teatro). Fessi tutti quelli che hanno urlato alla censura in Rai (ma sembrava tutto così credibile! Che “ciulata”…)
AB

articolo su Dagospia

la terza puntata di zelig (che è anche la 101)

28 Gen

 

baila guapa, canta, ma non imitar!

La terza puntata di Zelig ha registrato un buon 21,55% di share e 5.467.000 telespettatori (forse approfittando della non concorrenza di Pupo e Albano, ma perdendo un milione di capocce rispetto all’anno scorso). Era pure la numero 101 in generale (detta anche “101 modi di banalizzare la comicità”). Comunque, esaurito l’effetto celebrativo, questa puntata era proiettata verso il futuro. Vediamo cosa è successo (ospite d’onore l’Avatar di Gino Vignali in rosso):

Parte l’ennesimo Demasiado Corazon… Dopo neanche un minuto scatta la promozione al film Benvenuti al Nord… Gianluca De Angelis intercettazioni, Maurizio Lastrico con le terzine (dopo neanche un minuto scatta la metafora della diarrea, del sedere, dei maroni, del mal di pancia), Kalabrugovic (interminabile), Gioele Dix che raschia un po’ il fondo del barile (differenza tra auto di oggi e di una volta, sottraendo repertorio a Enrico Bertolino).

Salve, sono il Gino Vignali: avete visto che inizio? Ci abbiamo messo tutti i pezzi più di qualità che abbiamo, più quelli surreali milanesi, così non ci accusano di essere banali, avete capito?

Rocco Ciarmoli messo in panchina dopo l’orrida chiusa col doppio senso della patata? Bah… SIMONE BARBATO: che fa 30 secondi su 6 minuti, gli altri sono di ammiccamenti da parte di Bisio (sono una coppia ormai), conferenza stampa coi Boiler (bizzarro omaggio a Matteo Monforte), Paolo Labati a schiaffo, Noir con Ale e Franz (quando sembra finito, dura ancora, tipo Quarter to three fatto live da Bruce Springsteen), Paola Cortellesi viene scongelata per cantare Gallipoli, un omaggio in stile Giorgia alla città salentina. Fa vedere che è brava. Stop.

Scusate ancora, sono sempre il Gino Vignali: avete visto che colpo il Paolino Jannacci? Suo padre parlò male di Zelig e noi ci abbiamo assunto il figlio, così abbiamo fatto la figura dei signori e gli è pure passata la voglia di criticare (adesso aspettiamo che la figlia dell’Incontrada sia in età da lavoro…)

Giuseppe Giacobazzi col classicone del monologo sulle pubblicità, Bisio e Cortellesi accennano al famosissimo “testa spalla” di Don Lurio e Lola Falana (Paola ha ancora velleità di show girl, gliele spegneranno a poco a poco). Nuzzo e Di Biase, Claudio e Paola col pezzo simil teatrale, simil Gaber, simil tv in bianco e nero, ma conclusa con un rutto. Gene Gnocchi timbra il cartellino col suo simil Maurizio Milani, allora perché non usare l’originale? Perché Milani ha criticato Gino e Michele?

Sono il Gino, intervengo per smentire: il Maurizio Milani non lo chiamiamo perché c’ha l’aria trasandata, che a Mediaset porta male. Se sei di sinistra, almeno vestiti bene, due disgrazie in una volta non sono accettabili!

Mr Forest, noooooo (scusate). Battuta verità: “Paola si ispira a Belen” (in effetti la conduzione è simile, se Belen migliora nel canto non si nota la differenza). Senso D’oppio. Marco Marzocca filippino, lo fa controvoglia e l’ha pure dichiarato in un’intervista (tra l’altro una volta usciva a un’ora meno tarda). Bisio fa da spalla sgranando gli occhioni almeno una ventina di volte. Lella Costa (che si alternerà a Debora Villa) sperduta in quella scenografia rutilante e poco convinta nel suo monologo sulle donne belle (già sentito).

Bisio e Cortellesi salutano i 60 anni della scuola d’arte drammatica Paolo Grassi… Ma la Cortellesi lo sa che Zelig ha appena “impiantato” delle “false scuole di recitazione” in tutta Italia? Chiude manuel Chuparosa alias Paolo Casiraghi, che alla fine lo prende sempre in quel posto da un gay. L’ultimo blocco ce lo risparmiamo.

Pezzo migliore della serata: Nuzzo e Di Biase.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

benvenuti nel paese dei bolliti!

26 Gen

è ancora possibile far ridere quando si ha la pancia piena?…  “Arlecchino servitore di 2 padroni” è divertente, “Arlecchino socio di 2 padroni” mette tristezza.  

Claudio Cotechino e Paola Manzo

 La settimana che si appena conclusa ha visto l’ennesimo ritorno (attesissimo) di Serena Dandini, Piero Chiambretti e Daria Bignardi: 

 “In una tv vecchia anche il nuovo appare vecchio. Questa potrebbe essere la morale delle tre proposte del fine settimana – «Le invasioni barbariche», «The show must go off», «Chiambretti Sunday Show» – che, almeno nelle aspettative, avrebbero dovuto portare un po’ di aria fresca” (leggi articolo completo di Aldo Grasso):

E’ stata una gara a chi ci credeva di meno. La Dandini dopo una lunga battaglia (condivisa anche dal popolo della rete), è approdata a La7 per fare quello che faceva su Rai 3 (ma più lento).

Benvenuti nel paese dei bolliti, nel regno della serializzazione…

Fiorello è stato lontano un bel po’ di anni dalla tv, è tornato e ha fatto il botto, ma non sempre è così.

Abatantuono, carico di gloria, ha ripreso a fare (malissimo) il terruncello negli spot radio (so Dieco ti spieco); Aldo Giovanni e Giacomo si assicurano una pensione dorata producendo spot quasi dimenticabili (aridatece il Pianeta Papalla!), lo stesso vale per Neri Marcorè, che al limite strappa un mezzo sorriso, ma che poi ha il coraggio di portare Gaber e Pasolini a teatro.

Dovrebbe scattare il redditometro: quando passi il milione di euro, stai un po’ lontano dalla tv… Suggerimento al fisco: se vuoi scoprire un neo miliardario è semplice, è quello che sta facendo un omaggio a Gaber in teatro.

Persino il grande Luca Zingaretti si è esibito tristemente nello spot TeleTu, imitando malissimo il frate marchigiano, riabilitando per sempre il ciociaro Martufello… Victoria Cabello arranca a fatica nella conduzione di Quelli che il calcio (e si fa battere da Licia Colò)… Savino è stato promosso all’Isola dei famosi, a fare maluccio la spalla come la faceva a Colorado (ed esulta per un 13% di share), Isola dove sono tornati la Marini, Malgioglio, Cecchi Paone, Yespica…

La Marcuzzi va dietro al Grande Fratello e si sta spegnendo a poco a poco. Di Claudio Bisio si è già detto, la cosa strana è che in un solo anno si è bollita pure la Cortellesi, mediasettizzata, col sorriso di chi vede i “soldi veri” per la prima volta, fintissima, privata delle imitazioni, quasi cotta. 

Benvenuti nel paese dei bolliti… Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Claudio Bisio, fermati adesso che è il momento giusto!

25 Gen

Claudio Bisio, che simpatico umorista!

 

Claudio Bisio, fermati adesso che sei diventato campione d’incassi al cinema. E’ il momento giusto. Non aspettare che il tempo ti logori, che la ripetizione ti renda bollito. A fine stagione consegna la stella da sceriffo prima che l’artrite creativa ti impedisca di galoppare via.

Quanti demasiado corazon vuoi ancora fare? Quante volte vuoi ancora sgranare  gli occhioni di fronte all’ennesima battuta sulla tua calvizie? Quanti “il prossimo comico è…” vuoi lanciare? Non senti l’avvoltoio del Bagaglino (quello finale) girare sul tuo bel capoccione sferico?

Ci pensi da tempo, vero? Non hai ancora trovato il modo. Se te ne vai potresti assaggiare un calo di popolarità, qualcuno potrebbe dire che lontano da Zelig non sei nessuno. E’ un rischio che vale la pena di correre (perché tanto lo diranno lo stesso).

Lo sai che stai contribuendo a un format bollito, ripetitivo, commerciale? Fatto bene, con grande professionalità, ma intriso di muffa, mediasettizzato fino al midollo, così innocuo che Fedele Confalonieri non ha mai alzato una volta la cornetta per richiamarvi.

Bisio, la tua generazione ha vinto: siete diventati miliardari! (Alla faccia di Gaber…)

Sognavate di cambiare il mondo, non ci siete riusciti, ma avete peggiorato il mondo del cabaret. E’ diventato una fabbrica insulsa e coatta di pezzi televisivi. Te ne sei mai accorto Bisio? Nella testa dei comici c’è solo il pezzo tv serializzato, magari pensato (sognato) con te come spalla. Il crollo culturale è stato drammatico, sotto l’onda anomala del marchio Zelig (doppiato, con gli stessi metodi, da Colorado).

Quando vedi tutta quella gente ai provini, quando pensi al ricambio continuo di comici che c’è stato in questi anni, non ti viene qualche sospetto? Conosci le loro storie? La loro disperazione? La loro estrema stanchezza? Probabilmente hai intuito qualcosa, ma forse sei in una condizione in cui non puoi pemetterti dei dubbi. Hai visto cosa è successo a Vanessa Incontrada? Quell’ambiente ha seri problemi con le “voci dissonanti”: sono viste come una minaccia.

Hai idea di come vengono trattati certi comici? Quelli che contano poco e che affollano i laboratori? Probabilmente odieresti essere trattato in quel modo (“sei preso, no non lo sei più; sei televisivo, no, non sei più televisivo”, routine che va avanti per anni e anni).

Bisio, la qualità cabarettistica televisiva è crollata. Tutto è diventato un tritacarne commerciale. Tu e altri vi siete arricchiti (certo, senza rubare a nessuno). Il resto si è impoverito. Vuoi arrivare davvero allo status in cui si raschia il fondo del barile? Vuoi ancora fare le facce buffe di fronte all’ennesimo comico che ha solo 5 minuti e non saprebbe affrontare il pubblico.

Si è creata una generazione di cabarettisti che non hanno uno spettacolo completo, ma selezionati secondo lo sguardo gelido dell’utilità televisiva.

Bisio, molla adesso finché sei in tempo. Puoi andare avanti all’infinito a ripeterti. I 5 milioni di telespettatori forse riuscirai ancora a tenerli lì a lungo. Ma sempre più spesso si leggerà, nei tuoi gesti, la stanchezza di chi si sta ripetendo all’infinito.

I media (in ritardo) registrano un invecchiamento che in realtà c’è già da tempo. Forse è il caso di saltare sul cavallo e abbandonare la città al suo destino, dopo tutto, senza che tu lo sappia davvero, è già diventata una città fantasma.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

La vignetta del momento: i “miliardari bolliti”

24 Gen

Marco Mengoli commenta le scarse prestazioni di gente dalla “pancia piena” che se la riempie ancora di più facendo cose ripetitive o in cui si ride pochissimo: da Chiambretti, alla Dandini agli “spottaroli” telefonici o radiofonici.

 

Marco Mengoli sito ufficiale.

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The show must go off puntata 1 e la “legge di James Taylor”

22 Gen

La prima puntata di The show must go off, l’esordio di Serena Dandini su La7 (rimandato di una settimana per il naufragio di Costa Concordia) ha ottenuto un buon 5,70% di share e 1.320.000 telespettatori. Si tratta di un mischione un po’ estemporaneo tra talk, satira, musica, comicità, che fa anche il verso ai vecchi varietà del sabato sera.

Infatti Elio era vestito da Maestro Canfora (chi ricorda la mitica Canzonissima ’68 condotta da Walter Chiari e Mina? Chi la ricorda, pensando a Belen Rodriguez e Paolo Ruffini è autorizzato a piangere).

Il cast è notevole: un intervento video addirittura di Fiorello, Neri Marcorè, Dario Vergassola, Elio e le storie tese, Lillo e Greg, Zoro, Andrea Rivera, Max Paiella, Paola Minaccioni, Federica Cifola, ospiti sul divano Andrea Camilleri e Tiziano Ferro.

Scenografia a metà tra Parla con me e L’Ottavo Nano, anche se l’impressione è che i tempi d’oro di quello show (e del Pippo Kennedy Show) siano un po’ lontani. La serata è stata un po’ discontinua: Elio e le storie tese hanno fatto uno strepitoso centone sul blitz di Cortina “Minchia nullatenente” e qualcuno meno riuscito (“Onta su onta” dedicata alla “fuga” del Capitano Schettino, con pochissime varianti rispetto all’originale di Paolo Conte, forse per non infierire su una tragedia). Vergassola a volte perde colpi, Lillo e Greg fanno ridere molto, ma non tutti; le finte pubblicità sparavano un po’ a vuoto.

Comunque era l’esordio e tutto è migliorabile, anche se potremmo applicare a questa trasmissione (e a tutte le altre) la “legge di James Taylor”, l’autore di melodie indimenticabili come Sweet baby James o Carolina in my mind, il quale commentando la sua lunghissima carriera ha recentemente dichiarato che: “nessun cantautore può avere dentro di sé più di una ventina di brani”. Ciò significa che il resto è ripetizione.

Ecco: The show must go off, probabilmente, ha un’ora buona e basta, perché quella è la durata fisiologica di una trasmissione comica. Questo vale per altri sow cabarettistici di prima serata che durano (a volte) fino a mezzanotte passata. Prendi Zulig: c’è un’ora buona e basta, prendi Colorato: se ne ricavi un’ora buona sei fortunato.

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la puntata numero 100 di Zelig

21 Gen

 

allegria fintissima, stanchezza estrema

Ieri sera è andata in onda la puntata numero 100 di Zelig, che ha vinto la serata con  5.432.000 telespettatori e uno share del 21,67%, prolungata by night di oltre mezzora, insomma è durata come una puntata di Colorado. Presente Michelle Hunziker, assente Vanessa Incontrada (nonostante le 60 puntate condotte) che però è stata salutata carinamente dalla Cortellesi.

La puntata zeppa di grandi ritorni ha avuto un buon risultato, ma al di sotto delle aspettative. L’impressione è che l’effetto nostalgia non abbia mosso più di tanto. Il bacio lesbo (con le foto diffuse in anticipo) non se l’è filato quasi nessuno, l’Italia in questo momento non vede altro che la tragedia della Costa Concordia, eccetera.

Che tirasse un’aria stanca s’è visto con la sigla iniziale: il Demaziado Corazon più moscio che sia mai stato fatto. La Cortellesi ha simulato di non sapere il nome della Hunziker (gag fintissima). Claudio Batta ha portato Capocenere e aveva scritto in fronte “mi hanno chiamato per una puntata, che faccio non vado?” (le battute: tutti doppi sensi sessuali), Cirilli ha fatto Kruska con ancora una buona energia, riciclando le battute del coatto romano.

Ale & Franz hanno fatto la panchina (preceduti dal remake del bacio con Bisio che ha finto di limonare la Cortellesi, appunto, tutto finto). Il pezzo era interminabile con delle belle zampate qua e là, ma interminabile comunque. Si è capito perché: bisognava dare il tempo a Paola di cambiarsi. E’ seguito il balletto “Bisio è il miglior amico delle ragazze”, centone scritto da Rocco Tanica con un dito solo in 5 minuti, comunque carino. Il bacio tra Hunziker e Cortellesi è stato “platonico”, mica ci hanno messo del sesso come fecero Madonna, Aguilera e Spears. Bella chiusa con ginocchiata ai maroni di Bisio.

Poi intervista coi Boiler. Pezzo divertente. Michelle Hunziker, pur avendo meno talento ha una marcia in più di Paola Cortellesi cui sono state tolte le imitazioni (il suo pezzo forte) e che se non canta deve forzare tutto e risulta poco credibile. Migone in ottima forma (c’è chi invecchia di più e chi meno), il grande Max Pisu ha riportato Tarcisio con un pezzo tutto sui calembour dei nomi delle nazioni (se porti una roba simile a un laboratorio, l’autore fighetto milanese, arriccia il baffo con una smorfia di disgusto e dice: “questa roba non andrà mai in tv”).

Savino con Galeazzi, mentre incombe il marchettone del film Benvenuti al Nord.  Antonio Albanese (reso famoso dalla Gialappas) porta il leggendario Alex Drastico, con molte battute prese dallo spettacolo “Giù al nord” (solo che le battute le diceva l’imprenditore Perego)… Vedere un pezzo fatto bene, ma così ricicciato è troppo… Non si resiste fino a mezzanotte… Dalla Bignardi ci sono Biggio e Mandelli, i Soliti Idioti, il telecomando scatta…

(Scusate, sono l’avatar di Gino Vignali: scusate se m’intrometto, ma noi abbiamo messo pressione a tutti questi big del passato. Portate dei pezzi, ci abbiamo detto, così hanno riempito il minutaggio. Se poi il pezzo è vecchio, tutti daranno la colpa ai big che sono invecchiati, così non si accorgono che siamo invecchiati noi… te capì?).

Eccetera, eccetera. Quello che stupisce è che era una scaletta di una normale puntata di Zelig, solo che invece di dire: “il prossimo comico è…” dicevano “il prossimo comico, torna dopo tanti anni, ed è…”. Nessuna parte scritta ex novo, nessun contributo video, nessun momento evocativo, tutto scalettato in modo robotico e ripetitivo, nonostante la più grande forza autorale mai messa in campo (più di 20 autori).

Vabbè, da settimana prossima si torna alla normalità, è passata la festa…

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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