due uomini realizzati e felici a Verissimo

14 Gen
La gioia dei due ex compagni

Questo pomeriggio raccontiamo la felicità di 2 uomini che hanno appena coronato il loro sogno: Gino & Michele sono approdati a Verissimo, una delle icone Mediaset, Pier Trasmissione condotta da Silvia Toffanin, Pier fidanzata di Pier Silvio Berlusconi. Dopo le stanze polverose di Radio Popolare e l’odore acre della Martesana, finalmente un po’ di ambiente patinato, sulle stesse poltrone dove aveva appena appoggiato le cosce dorate Belen Rodriguez.

Ovviamente Gino & Michele a Verissimo è un ossimoro, visto che il loro metodo di lavoro è quello di “dire meno possibile la verità, nasconderla il più possibile”. Comunque hanno giocato a fare i capi bonari e simpatici. Vediamo alcune loro perle di saggezza:

Michele dice che a Zelig si lavora bene, con persone amiche e con uno spirito positivo (Falsissimo, c’è una tensione che si taglia col coltello) e poi come parla? Sembra un guru motivatore da strapazzo!

Gino si è commosso dietro le quinte alla canzone Sweet home Chicago, diventata Sweet Home Milano (deve aver pensato “che bello taroccare i titoli altrui”). Forse erano lacrime di squalo…

Nella puntata numero 100 ci sarà anche la Hunziker. Gino dice che la puntata 1 e la 100 vanno tutte e due il 20 gennaio (minchia, con sta rivelazione, i Maya possono andare a nascondersi). Gino: da Checco Zalone è difficile staccarsi, tornerà forse dopo Sanremo così c’è materiale per fare le parodie musicali (piccola, magistrale  lezione di marketing).

Michele si sveglia e dice: un comico con gli occhi azzurri fa meno ridere di un comico con gli occhi marroni (???). I due raccontano che la Hunziker li colpì perché entrò nella Martesana per fare uno sketch, senza paura del fango. Michele torna nel mondo dei sogni e afferma che a Zelig nulla è imposto dall’alto (ha sbagliato trasmissione, doveva andare a Falsissimo).

C’è una domanda sulle polemiche con Vanessa Incontrada. Michele torna lucido e attribuisce diplomaticamente la cosa all’amarezza della separazione. Gino afferma che la satira non è la caratteristica principale di Zelig (ma se l’anno scorso avevano aperto alla satira!).

Appariranno in uno sketch facendo i pensionati (speriamo che l’arte imiti la vita ;).

Parte un dietro le quinte tristissimo. Gino racconta che quando è venuto suo figlio agli Arcimboldi, gli ha puntato una telecamera contro per vedere se rideva. Atroce: lo ha trasformato in un Truman Figlio!!! Si chiude amabilmente con un pronostico sul derby: 2 a 2. La Toffanin urla “Viva Zelig!”. Il sogno è finito. I due ragazzi dai capelli grigi tornano a casa con un’emozione in più.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

6 Risposte a “due uomini realizzati e felici a Verissimo”

  1. giovanni gennaio 14, 2012 a 10:08 PM #

    Allora vuol dire che se 2 prossimi alla pensione non si arrendono al declino e cercano di sparare le ultime cartucce in una trasmisione come verissimo (e mi verrebbe da fare un lungo elenco commentato sul tipo e il livello, età dell’utenza di tale trasmissione) vuole dire che Zelig sta davvero alla frutta, qualcuno all’orizzonte sta davvero vedendo il tramonto! Evvaiii!!! Dopo Berlusconi si dimetta anche la casta-autori zelig!!!!

    • Alter Bactaer gennaio 16, 2012 a 9:51 am #

      Basta leggere l’intervista alla triade pensante di Zelig su Tvsette, per capire che la trasmissione è agli sgoccioli, o meglio che lo è un certo cabaret televisivo.

    • ananasblog gennaio 16, 2012 a 11:13 am #

      >vuole dire che Zelig sta davvero alla frutta, qualcuno all’orizzonte sta davvero vedendo il tramonto!

      Giovanni, questi qua ci sotterrano tutti. C’è uno che mette la telecamera su suo figlio per studiarne le reazioni (troppo avanti rispetto ai comuni mortali che sono contenti e basta se il figlio va a vedere il loro show). Checco Zalone deve tornare dopo Sanremo, così c’ha lo spunto per fare delle belle canzoncine parodia (tutti devono produrre pezzi tv, in serie) e lo share risale (e lui torna umilimente all’ovile, ridimensionato). La Hunziker ha impressionato perché era disposta a gettarsi nella fanghiglia (e hanno avuto ragione). Adesso molti si gettano nel fango per anni, ma il successo non arriva più. C’è l’occhio gelido del manager. Tutto è marketing. Tutto dev’essere finalizzato al danè. Capito la lezione?
      L’Amministratore

      PS: la recensione di Aldo Grasso http://www.corriere.it/spettacoli/12_gennaio_15/zelig-grasso_4b2d5a72-3f52-11e1-8779-a112fb36ee96.shtml

  2. Alessio Tagliento gennaio 14, 2012 a 5:35 PM #

    Sweet Home Chicago, non “in Chicago”. E’ un fondamentale Blues, reso di nuovo fresco dai Blues Brother nel 1980.
    E’ un brano di Robert Johnson, che aveva cambiato il titolo ad un pezzo che si chiamava Sweet Home Kokomo, una piccola cittadina in Indiana.
    Per fare contento il suo pubblico, aveva cambiato il titolo anche lui. Nel 1937!
    E ha avuto ragione.

    Ah, scusa, l’Indiana è uno stato degli Stati Uniti, non è una comica extracomunitaria sfruttata.

Trackbacks/Pingbacks

  1. Gino e Michele: continua il “Palla Tour” « - aprile 9, 2012

    […] un articolo celebrativo su Il Giornale (di Paolo Berlusconi). Dopo l’apparizione a Verissimo (leggi l’articolo), mancava solo l’ospitata al Tg 4 di Emilio Fede (peccato si sia […]

  2. Gino, Michele, Bozzo e l’Operazione Simpatia « - gennaio 20, 2012

    […] sono andati nella tana del mediasettismo (Verissimo) a vendere il solito “fumo” (oh come siamo simpatici, oh come siamo bonari) scivolando però su cose agghiaccianti (tipo la telecamera puntata sul figlio per studiarne le […]

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