Benvenuti nel cimitero degli elefanti…

16 Gen

Zelig Arcimboldi in prima serata si sta rivelando una specie di “cimitero degli elefanti”: un luogo in cui tanti veterani tornano a ripetere quasi gli stessi gesti, le stesse battute, le stesse gag, intasando un cast già sovraffollato.

Zelig vive 2 stagioni: nella prima c’è voglia di nuovi talenti; nella seconda entrano in campo le agenzie e vengono chiamati i veterani a fare i “minutaggi importanti”. Questo significherebbe che: 1)  i capi (bravi a fare affari) si fidano poco dei nuovi talenti; 2) i veterani hanno bisogno di tornare nel tritacarne tv, anche se dovrebbero avere tutte le carte in regola per “volare da soli”. 

Cosa spinge i senatori della risata a tornare, invece di scorrazzare liberi e felici verso l’immensità della savana? Qualcuno (complottista) invoca la crisi che colpirebbe anche i veterani, obbligandoli alla ricerca della visibilità dei 5 minuti tv. Alcuni impresari invece raccontano che le fasce alte del cabaret non sono in crisi (che impazza più nella zona medio bassa).

La verità potrebbe essere che molti vip sono rimasti a metà strada, non hanno mai decollato davvero. In Italia negli ultimi 10 anni abbiamo avuto un’abbuffata di comici senza precedenti, il numero di “talenti lanciati” è impressionante. Per un Crozza che fa il grande salto,  per due fuoriclasse come Luca e Paolo, ci sono tanti altri che rimangono ripiegati su se stessi, senza infamia e senza lode o ridimensionati da qualche flop.

Da un lato c’è il successo sicuro di Zelig, dall’altro la solitudine di chi potrebbe zoppicare tutte le volte che cerca di camminare con le proprie gambe. Perfino Checco Zalone ha ricevuto inviti espliciti di mollare le idee di conduttore e di tornare a fare pezzi televisivi a Zelig (nello show tv ha mostrato i suoi limiti, i prossimi film potrebbero avere meno successo…).

Tempo fa è uscita un’interessante intervista a Marco Marzocca, stanco di fare il personaggio del filippino, ma costretto a farlo (leggi post su TvBlog).

26 Risposte a “Benvenuti nel cimitero degli elefanti…”

  1. andrea misanzio gennaio 20, 2012 a 1:00 PM #

    niente nomi? ne avevo ormai la quasi certezza: questo è un luogo dove parole molte, critiche un po’ prevenute tante, sostanza non saprei, ma parrebbe poca. caro giovanni, speravo che con la frequenza dei suoi interventi avrebbe potuto colmare questa lacuna molto velocemente ma non fa nulla. mi terrò nel cuore la domanda

    • ananasblog gennaio 20, 2012 a 3:16 PM #

      >niente nomi?

      Andrea Misanzio, sul blog si è parlato spesso di quelli che il mestiere ce l’hanno e che sono attualmente fuori dal giro tv (Bianchessi, Zenere, Moffa, eccetera). La tua insistenza mi sembra vagamente fuori luogo a meno che tu non sia digiuno dell’ambiente. Non ti ho risposto perché la risposta è un po’ ovvia. Se non sai che esistono i mestieranti puoi chiedere in giro e informarti.
      L’A

      >Ho capito correttamente o c’è qualcosa che mi sfugge?

      Mi sembra che stai cercando di far dire cose che non sono state dette (inoltre confondi ciò che scrivono i lettori con ciò che scrive il blog) e sei anche polemico 😉

      • andrea misanzio gennaio 20, 2012 a 3:44 PM #

        ok, quindi i nomi che non fanno televisione (non Zelig, diciamo televisione in generale) sono: Bianchessi, Zenere, Moffa, eccetera. E, se non ho capito male, non fanno Zelig perchè “(…)…Sono ingombranti da gestire,imbarazzanti per gli elefanti e scomodi per i nuovi personaggi usa e getta”, giusto? Quindi, sono -almeno a parere vostro- dello stesso livello -e di conseguenza imbarazzanti per- di (cito a caso): Giacobazzi, Migone, Dix, Costa, Cevoli, Gnocchi, Pisu, Batta, eccetera? Ho capito correttamente o c’è qualcosa che mi sfugge?

      • andrea misanzio gennaio 21, 2012 a 10:11 am #

        infatti ho chiesto al sempre molto attivo giovanni (cfr @giovanni) e non al blog. siccome giovanni esita nel rispondere ho ripetuto la domanda. e devo dire che ho ottenuto una risposta che -oltre a dare del polemico- è una consueta non risposta: domandare è lecito, tanto quanto fare affermazioni a cui si fatica a dare un seguito costruttutivo. se davvero esistono questi comici in grado di imbarazzare chi deve prendere delle decisioni (giovanni), non pensi (blog) che sarebbe propositivo mettere in difficoltà chi deve decidere facendo i nomi. ad esempio, vedo spesso citare la bravissima viviana porro (e concordo che sia bravissima e con molto mestiere). la domanda è: mette in imbarazzo qualcuno? se sì, perchè secondo voi (blog e giovanni). Altre viviane/i porro? ma per favore non citatemi di nuovo due barzellettieri (zenere e bianchessi) e un caratterista (moffa).

        • ananasblog gennaio 21, 2012 a 11:41 am #

          >non pensi (blog) che sarebbe propositivo mettere in difficoltà chi deve decidere facendo i nomi. ad esempio

          Andrea, chi prende le decisioni non si lascia certo mettere in difficoltà da una lista di nomi fatta nei commenti.

          • andrea misanzio gennaio 21, 2012 a 1:33 PM #

            e chi critica con giusta verve polemica, non ha la più pallida idea di chi mettere in quella lista, giusto? o è talmente top secret da non poter essere pubblicata, dopo tanto astio espresso a vanvera (e qui, sì, mi si può accusare di essere polemico). Giovanni, mi dici i nomi scomodi che imbarazzano grandi e piccini? Diciamo che considero il silenzio, la dichiarazione ufficiale tua e del blog che certe cose si scrivono per ragioni diverse dalla voglia di un confronto. Mio nonno avrebbe detto: a vanvera

          • andrea misanzio gennaio 22, 2012 a 1:44 PM #

            ok, prendo atto che i nomi non ci sono (@giovanni) e che la concretezza delle idee è un pochino inferiore al livore della critica (@blog). spero che prima o poi saprete smentire chi non la pensa come voi

            • ananasblog gennaio 22, 2012 a 5:20 PM #

              >ok, prendo atto che i nomi non ci sono (@giovanni) e che la concretezza delle idee è un pochino inferiore al livore della critica (@blog). spero che prima o poi saprete smentire chi non la pensa come voi

              Lo vedi che sei polemico? 😉

              • andrea misanzio gennaio 22, 2012 a 7:24 PM #

                col tempo mi costringi a diventarlo 🙂

                lo vedi che questo lungo elenco di comici spaventati e guerrieri si fa fatica a metterlo insieme? rammenta che devono essere ‘scomodi’ per i vecchi elefanti, quindi dubito che moffa, zenere e bianchessi possano entrare in questo novero

                • ananasblog gennaio 23, 2012 a 10:47 am #

                  >lo vedi che questo lungo elenco di comici spaventati e guerrieri si fa fatica a metterlo insieme? rammenta che devono essere ‘scomodi’ per i vecchi elefanti, quindi dubito che moffa, zenere e bianchessi possano entrare in questo novero

                  Andrea, perché ti rispondo? chi me lo fa fare? Non si sa. Ora, se avessi potere di decidere, qualsiasi cosa partisse prenderei Bianchessi (e poi si decide assieme cosa fargli fare). Moffa pure. La Zenere l’ho sperimentata sulla conduzione e penso che il suo ruolo sia quello. Antonello Costa? Do you now? Pizzocchi? Come mai Giacobazzi non ha mai fatto un laboratorio? Mi stai negando l’esistenza dei mestieranti, cribbio!
                  E’ logico: a chi ha la fortuna di avere un “tesoretto” di serate fai molta fatica fargli fare i laboratori a gratis. Chi ha esperienza di palco fai ancora più fatica a spiegargli cosa fare sul palco (soprattutto se sei un comico mancato che fa meno ridere rispetto a chi ha di fronte). L’ideale è quello che lavora poco e che dipende totalmente da te.
                  L’A

                  • andrea misanzio gennaio 23, 2012 a 12:25 PM #

                    Perdonami, ananasblog, partiamo dal presupposto che io ho posto una domanda a partire da una dichiarazione abbastanza estrema di giovanni, che scriveva: “…Sono ingombranti da gestire,imbarazzanti per gli elefanti e scomodi per i nuovi personaggi usa e getta.Gli esempi si sprecherebbero”. I nomi che mi hai fatto tu (e non Giovanni) sono: Costa, Zenere, Bianchessi, Moffa e Pizzocchi. Posto che Pizzocchi ha fatto Zelig in seconda serata, il buon senso suggerirebbe che gli altri 4 siano boicottati da Zelig (e, che so, anche Colorado, il gruppo Dandini, Chiambretti, Ricci, Ballandi) per non alterare equilibri di sfruttamento. Ma se dovesse emergere che non hanno fatto (o hanno fatto poca) televisione in generale – e La sai l’ultima, la Corrida, il Pomofiore e Festa in Piazza non contano; possiamo almeno concludere che non si tratta di un complotto zelighiano, bensì di limiti artistici (ad esempio, bravi live, meno di fronte a una telecamera)?
                    Tutto ciò premesso, la seconda parte della tua risposta è poco pertinente: se Giacobazzi non ha fatto i laboratori e se i laboratori sono una porcata, cosa ha che vedere con il complotto contro i nomi che tu citi? L’unica cosa che mi viene in mente è che, questi artisti (comprese le barzellette della Zenere e di Bianchessi e le vecchiette di Moffa e Pizzocchi) potrebbero competere non con gli elefanti ma con i figliastri dei laboratori, essendo però meno manipolabili. Ho capito bene? Ma, se ho capito bene, possibile che gli altri talent scout in giro per il paese siano così poco sensibili all’encomabile livello della loro comicità? Ah, dimenticavo, Pizzocchi è uno dei soci di Ridens, quindi di un altro tassello del complotto sionistazelighiano. Possibile che una simile macchina da guerra non riesca a piazzarlo nemmeno sotto minaccia? Che siano magari un po’ sbagliate le basi del teorema che qui si va sostenendo?
                    Non sei obbligato a rispondere, ma se lo fai, vorrei che fosse una risposta a domande, non una rosetta di pallini per la caccia al fagiano. O, almeno, questa mi hanno insegnato essere la base di una discussione intelligente

                    • ananasblog gennaio 23, 2012 a 2:28 PM #

                      >Pizzocchi è uno dei soci di Ridens, quindi di un altro tassello del complotto sionistazelighiano. Possibile che una simile macchina da guerra non riesca a piazzarlo nemmeno sotto minaccia?

                      Andrea, mi parli da addetto ai lavori, citi Ridens, sai che Pizzocchi ne è socio, eccetera e poi (all’inizio) fai finta di non conoscere l’ambiente facendo il finto tonto. Svelati almeno è più comprensibile ciò che dici. Chi sei? cosa fai? qual è la tua opinione sui meriti televisivi? (svelati è detto in modo amichevole, senza alcun tono di sfida).
                      Tra l’altro Pizzocchi ha vinto la sfida del palco, ha macinato migliaia e migliaia di serate (molte con l’amico Giabobazzi) e continua a lavorare. In quelle condizioni lì sei più rilassato, fai tv o nno la fai, vai anche ai provini ma non hai la bava alla bocca. Mi ricordo a Zelig quando c’era il cineforum (tanto voluto da Michele Mozzati) in corrispondenza con le registrazioni di zelig off. Molti si mettevano in prima fila della serie “mi faccio notare”, una volta ho visto Pizzocchi in ultima fila che, indifferente al film di woody allen, giocava a tetris sul telefonino, poi si è stiracchiato e si è messo a dormire. Ecco, in quel momento l’ho amato tantissimo, un grande! Semplicemente se ne fregava.
                      L’A

                    • andrea misanzio gennaio 23, 2012 a 6:59 PM #

                      a riguardo di pizzocchi, esiste google, lo sapevi? A riguardo degli altri esiste youtube. A riguardo della risposta, esiste che questa lista infinita di comici alla fine non c’è o se c’è tutte le volte ne viene rinviato il rilascio. Pizzocchi puoi piacermi oppure no, essere umile oppure no, ma sottolineo che i nomi della lista sono i seguenti

                      Pizzocchi, Zenere, Bianchessi, Moffa,Costa, Zaffa.

                      La mia domanda, solo quella, non divagazioni sui laboratori di zelig di cui non mi importa nulla, o l’umiltà di pizzocchi. se pensi di avere una risposta, e hai voglia, restiamo al tema lanciato da giovanni. se vuoi spiegare che michele è un vecchietto e che zelig è un tritacarne. dì pure che questo è il tuo scopo, ma i nomi non ti vengono mente. e non sono polemico, solo è divertente che io ti chieda dei nomi e tu tergiversi cambiando argomento.

                    • Anonimo gennaio 24, 2012 a 4:09 am #

                      francesca reggiani,simone schettino,alessandro bergonzoni,nando timoteo,ivaldo rulli,marco cristi,alessandro costa,alberto caiazza,gli angel prutt,federico salvatore,oscar biglia,duilio martina,gianni ciardo,massimo burgada,nando varriale,maurizio battista,manlio dovi,stefano nosei,mario zucca,riccardo rossi,e il padre del cabaret italiano renato converso…ti bastano??.inoltre tu accusi zenere e bianchessi di essere barzellettieri ma perche a zelig e colorado il 90% di cio che si sente non sono barzellette o cose scopiazzate da internet.invece di andare a caffe teatro resta a casa e guarda su youtube gente come george carlin, bill hicks, eddie izard, steven wright, emo philips,billy connolly,julius vegas,bill maher,robin williams,monty python,richard pryor,sarah silverman….guardali tutti, almeno impari qualcosa prima di fare commenti miseri degni della televisione che guardi.CIAO!!!opss quasi dimenticavo,tra i comici americani lascia stare LENNY BRUCE sarebbe troppo complicato per te da capire.P.S.se c’e gente che ancora crede al fatto che se si va in televisione e perche si e migliori di altri, allora sto facendo bene a non guardarla piu, difatti nell’ ultima tac le mie fibre cerebrali ne stanno guadagnando di salute.

  2. andrea misanzio gennaio 19, 2012 a 12:55 am #

    con curiosa simpatia, noto che una domanda diretta,qui raramente ottiene risposta. e, in fondo, si tratta solo di indicare gli artisti scartati a vantaggio di elefanti decotti e nuovi dilettanti allo sbaraglio. ma sono certo che presto si troverà rimedio a questa lacuna.

    • andrea misanzio gennaio 23, 2012 a 7:00 PM #

      ps non ho mai detto di essere completamente digiuno di cosa sia il cabaret, solo che non vedo in giro tutti questi ‘minacciosi’ fenomeni

      pps frequento spesso caffè teatro, quindi penso di sapere di cosa parlo

      ppps mi chiamo andrea misanzio, mi dispiace se ho questo brutto cognome, per non parlare del nome che è odioso solo al pensarlo 🙂

      • ananasblog gennaio 24, 2012 a 10:35 am #

        >pps frequento spesso caffè teatro, quindi penso di sapere di cosa parlo

        Ooooh finalmente, allora conoscerai la differenza tra chi sa stare sul palco e chi è solo televisivo. Cosa ne pensi? (L’Anonimo ha fatto un elenco di nomi… e Nduccio… e Carlo e Giorgio… e Ricky Bokor… e Chiocchi… e Davide Colavini… e Arnaldo Mangini… e Andrea Vasumi… e via discorrendo). Ora ti faccio notare che nell’ultima puntata di Zelig il bravo Max Pisu ha fatto un pezzo sui calembour coi nomi delle nazioni. Questo significa che le barzellette sono appena un gradino sopra ciò che va in tv.
        Io comunque ti ho capito: vuoi sempre avere l’ultima parola. Nel mio romanzo Promontorio 7 (http://www.arethusaedizioni.com/schedaprodotto.aspx?LV=0&IDProdotto=22&ID=172) c’è una situazione simile, quando il protagonista racconta il rapporto conflittuale con la sua ex moglie:

        Quando l’avevo conosciuta avevo subito apprezzato la sua capacità di ribattere colpo su colpo, di non farsi mettere mai sotto, di provare sempre ad avere l’ultima parola o l’ultimo gesto. Consideravo, a ragione, che il suo carattere fosse speculare al mio, che qualche volta è troppo intransigente, troppo battagliero, troppo polemico.
        − Barrumba.
        − Cosa?
        − Volevo chiudere io il discorso, anche con una parola qualsiasi che non significa niente.
        − Ma dai, Luisa!
        − Barrumba.
        − Ci provi sempre…
        − Guarda che così andiamo avanti all’infinito.
        − Okay, concludi tu.
        − Barrumba.

        Misanzio, per chiudere il discorso BARRUMBA.

    • ananasblog gennaio 24, 2012 a 11:35 am #

      Misanzio, avevo detto che volevo l’ultima parola, perché continui a scrivere? Purtroppo nella lunga esperienza di blogger ho imparato a distinguere gli scassa da quelli che vogliono contribuire al dibattito. Ti ho subito identificato come “scassa”. Lo scassa (balls) usa una tecnica speculare alla tua: “fammi il nome, fammi il nome!” e appena tu fai il nome lui lo denigra e lo sminuisce (“è quello che si mette lo scolapasta in testa”).
      Ho sbagliato a risponderti, avrei evitati lo scassamento, ora arriverà il “mi hai censurato!” ben sapendo che hai fatto di tutto per arrivare qui. Volevi scassare e ci sei riuscito.
      L’Amministratore

      Ore 12,59: Misanzio, sei nella fase vittimista (tutto previsto). Il blog negli ultimi 3 giorni ha avuto 2.200 visite, possiamo perderti in qualsiasi momento. Per favore. Se hai delle cose da scrivere sul tema manda un post che lo si pubblica. Ora pietà

      • andrea gennaio 24, 2012 a 5:06 PM #

        Vedo che sei passato alla censura 🙂 cosa faccio, lo dico a cruciani?

        Battute a parte, visto che non ho offeso nessuno, vuoi essere cosi’ onesto da ripubblicare il mio intervento o preferisci dare ragione a massimo morselli?

        • ananasblog gennaio 24, 2012 a 5:38 PM #

          >Vedo che sei passato alla censura cosa faccio, lo dico a cruciani?

          Cruciani ti avrebbe preso a parolacce dopo 30 secondi e Parenzo gli avrebbe fatto il coro. I due perdono la pazienza molto facilmente e hanno l’insulto facile.
          Andrea, Giovanni, che è più furbo di me, ha già smesso di filarti da tempo. Ripeto: il tuo scopo era ed è di fare polemica, di urtare i nervi. “allora mi fai i nomi, mi fai nomi?!” e già lì avevi scritto in fronte “appena fa un nome io sparo a zero su quel nome”. Infatti è finita così, pari pari (previsto da tempo). Il bello è che insisti. Oramai conosco l’ABC dello scassatore e tu l’hai interpretato per filo e per segno. Se hai un pensiero sul mondo del cabaret, la tv e la crisi del settore, svolgilo, che verrà pubblicato, se degno: ananasblog@libero.it.
          L’Amministratore

          • andrea misanzio gennaio 24, 2012 a 7:39 PM #

            Non è fare polemica e non è urtare i nervi, a meno che una persona non abbia la coda di paglia. Se degno, lascio a te il giudizio, anche se vorrei pure quello di altri tra i 2200 lettori di queste ultime ore. Ora ti esprimo il mio: i nomi che sono stati fatti sono il sintomo della crisi. Le ragioni? Semplici: da quanto tempo è sul palco la metà dei nomi che ha fatto ‘anonimo’? Molto, troppo e con quali variazioni di repertorio? Poca, troppo poca. Qual è il ruolo di Zelig, Colorado e tutto il resto? Poco, molto poco. Nello specifico: a) promuovere ogni tanto qualche fenomeno da baraccone a genio (le meteore); b) rendere evidente lo scarto tra quelli bravi sul serio e quelli che dicono di esserlo. Sono certo che ci sono conti che non tornano, artisti che meriterebbero e altri che sono sopravvalutati, come avviene in molti altri campi. La crisi del settore è crisi di un mondo e anche di un modo di concepire questo mestiere. E’ un po’ come parlare di crisi della tv generalista, senza considerare che esiste internet, il satellite e tutto il resto. I laboratori tritacarne, gli spremiagrumi, le frese sono un pezzettino della crisi, non la causa. Quanto questo è chiaro a chi attacca quel sistema? Non saprei, ma sono perplesso. Perchè? Perchè se la controproposta a Migone sono Zucca, Schettino e Bianchessi (e mi scuso con Carlo che mi fa sempre molto ridere, ma di cui credo sia necessario un rinnovamento del repertorio), la partita non si gioca per manifesta inferiorità. Non ce l’ho personalmente con nessuno di questi artisti, ma credo siano, per l’appunto, divertenti per una sera in rilassatezza, ottimi per Ottovolante, forse -dico forse- meno adatti a una produzione che richiede sei minuti per 10 settimane di fila per 5 anni. Vale in Italia come in qualunque altro paese dove si fanno produzioni televisive. E, capisco la si possa pensare diversamente da me, ma davvero non vorrei avesse ragione Massimo Morselli, in altro post di questo stesso blog
            Andrea Misanzio

            • ananasblog gennaio 25, 2012 a 10:44 am #

              >Non saprei, ma sono perplesso. Perchè? Perchè se la controproposta a Migone sono Zucca, Schettino e Bianchessi (e mi scuso con Carlo che mi fa sempre molto ridere, ma di cui credo sia necessario un rinnovamento del repertorio), la partita non si gioca per manifesta inferiorità. Non ce l’ho personalmente con nessuno di questi artisti,

              Andrea, il discorso sarebbe lungo da fare e anche noioso e qualsiasi cosa si dica en passant rimarrebbe superficiale. Anche a me il Carlo fa molto ridere, come mi fanno ridere altri non televisivi. Però credo sia un errore giudicare col metro dei 15 pezzi da 5 minuti a stagione, perché è un metodo di selezione che ha portato a un abbassamento clamoroso della qualità. Nessuno ha 10 o 15 pezzi forti senza ripetersi, senza diventare “inutile”. L’alternativa a Migone è che non vada in onda nulla. 8 puntate da un’ora più 2 de “il meglio di” sarebbero già tantissime. L’alternativa a Marzocca (signò signò) è lasciarlo a casa. Tra 2 anni Gioele Dix farà l’incazzato coi ciclisti? E Mr Forest? E Bertolino? E Gene Gnocchi? Perché deve fare degli show sulla Rai che vedono in pochi (coi soldi dei contribuenti) e poi andare a batter cassa a Mediaset in prima serata, con monologhi simil Maurizio Milani? Viviamo una dilatazione spaventosa, nata dalla trasformazione del cabaret in varietà, mediasettizzazione del prodotto, dilatazione dei tempi, serializzazione (e Mediaset è un’azienda bollita in odore di Pier Commissariamento con 600 licenziamenti in divenire, come minimo). E Beppe Braida? Perché non è rientrato nell’operazione nostalgia? Perché ha osato condurre altri show?
              Detto questo, si fa tv per fare serate. Molti televisivi sono imbarazzanti. La traccia dei loro flop live non può essere raccontata perché è troppo vasta (unico resoconto sul blog). L’artista bisogna vederlo dal vivo, come se la cava di fronte a situazioni che, di solito, sono sempre difficili. La presunta originalità è una droga che ha portato a considerare Checco Zalone nuovo quando ha rifatto (meglio, per carità) una roba nata 20 anni fa da un certo Tony Tammaro. Intanto nella trasmissione della Dandini Elio e le storie tese si sono prodotti in una lunghissima versione di Born to be Abramo che mi ricordo (senza andare su Wikipedia) impazzava nelle radio nei primi anni ’90. La fame di minuti di comicità è come una scimmia sulla spalla, vedi uno esibirsi e subito pensi “ma ce li ha 10 pezzi come questo?” oppure “chissà com’è con Bisio a fargli da spalla”. Creiamo una San Patrignano di disintossicazione dal trip televisivo…
              L’Amministratore

              • andrea misanzio gennaio 25, 2012 a 12:47 PM #

                Secondo me, la televisione è la televisione, il live è il live. Anzi, il live è il live, la televisione generalista è la televisione generalista, il satellite è il satellite e internet è internet. Non cè motivo di mischiare le diverse cose: la bravura nel live non sempre corrisponde a una efficacia televisiva e viceversa (mi viene un’analogia sessista ma la risparmio :)). Sono due media diversi e, come suggerisce McLuhan, il mezzo modifica il messaggio e, in molti casi, richiede messaggi diversi. La tv generalistà è in crisi di ascolti e anche in crisi di idee. Una volta, Italia1 era il serbatoio di Canale5. Oggi la rete (più qualche canale satellitare) non è solo serbatoio, ma anche -spesso- unico sbocco. Inutile attaccare chi fa la televisione generalista con la pretesa che faccia sperimentazione: sempre di prodotto si parla, non di arte o scienza. Torno al tema live-tv: “quelli che fanno tv dovrebbero essere bravi live e e quelli bravi live, dovrebbero fare tv.” Se valesse questo principio, Marzocca (faccio dei nomi a caso) dovrebbe fare ore di televisione (così come capitò a Brignano), insieme a Gioele Dix, più Bertolino, visto che live funzionano molto e hanno anche molto materiale. Tra l’altro, c’è live e live: la birreria conta più della discoteca e meno del teatro ma più dei matrimoni? Essere bravi nelle situazioni da battaglia significa essere bravi nelle situazioni da battaglia, non bravi in assoluto. Io sono convinto che, se chiedessimo ai vecchi del mestiere, quanto rimpiangono certe birrerie nelle valli del bergamasco, solo quelli che se la vogliono tirare direbbero: “Ci devo assolutamente tornare”. Quindi, distinguiamo tra quelli che sanno domare il pubblico (e normalmente a colpi di repertorio di animazione) e quelli che sanno stare su un palco.

                Sul fatto che un artista dimostri se stesso e il suo valore, salendo da solo per ore su un palco, questo è da dimostrare. Non è così nei palchi stand alone americani e inglesi, dove l’idea della rassegna è dominante, fino a che uno non diventa Dane Cook. Non era così nel varietà e nell’avanspettacolo europeo, dove il comico (spesso un barzellettiere) teneva tra una tetta e la successiva. Non era così al Derby, dove in una serata si altenavano 3 o 4 artisti (più un discreto quantitativo di sostanze dopanti).

                Non regge più nemmeno il ragionamento “faccio televisione così poi faccio live”. Faccio televisione per poi fare altra televisione. Faccio televisione per fare convention (dove non servono ore di materiale). Faccio televisione per fare cartellone a teatro, non necessariamente con un testo mio, può andare bene anche Shakespeare. Faccio televisione per fare cinema. Faccio televisione perchè è un mezzo di comunicazione e marketing più efficace di altri. Faccio televisione perchè non ho materiale abbastanza per fare un’ora di spettacolo live, ma se fraziono il mio materiale in mille micro-interventi faccio ridere e posso comprarmi una casa.

                Ed eccoci al tema dell’originalità. Un vecchio adagio rammenta che l’invenzione è la punta dell’iceberg di tante piccole varazioni selezionate. Questa è anche la storia della nostra razza. Dove sono gli innovatori? Tipicamente sono dei viaggiatori curiosi capaci di mescolare ingredienti fino a creare sapori ancora poco esplorati. Nessuno inventa davvero, nessuno scopre, i migliori mischiano bene, recuperano, ammodernano. La gag del cantante neomelodico (o chi per lui) è vecchia come il cantante neomelodico: spiace per Tony Tamarro ma trattasi di idea molto ricorrente nei palchi ‘hollywoodiani’. E molto antica. Questo nulla toglie e nulla aggiunge a Tony Tamarro e neppure a Checco Zalone. La differenza la fa la qualità di esecuzione e una sorta di “magia del momento giusto”, e qui solo il caso ci può mettere lo zampino.

                Detto che l’originalità è complicata, James Taylor può anche avere ragione, ma la frase “Nessuno ha 10 o 15 pezzi forti senza ripetersi, senza diventare “inutile”. si traduce in quanto segue: nessuno ha la possibilità di rinnovare il proprio repertorio, senza diventare ripetitivo. Quindi, in modo circolare, si possono trarre due conclusioni: a) trasmissioni come zelig o colorado (cioè a vasto cast) fanno la cosa giusta, elevando il turn over; b) i comici che non partecipano a questo turn over o sono vituperati, o non sono noti o non hanno idee all’altezza per partecipare a questo turn over. Esiste, ovviamente, una terza via: pensare che non debba esistere questa televisione, nè nessuna televisione del genere. Il che, naturalmente, è un pensiero liberamente esprimibile, ma senza che questo preveda un’ipotesi di malafede.

                Da ultimo, Braida? Non saprei perchè, ma credo che dopo aver presentato Colorado, sia stato riassorbito dalla sua Torino con la vocazione di combattere il sistema delle plutocrazie giudaiche riunite sotto la bandiera del protocollo dei savi di Sion. Così dicono su Google, quantomeno

              • Katherine giugno 5, 2017 a 8:11 am #

                Wonderful exlotnaaipn of facts available here.

  3. giovanni gennaio 17, 2012 a 10:55 PM #

    C’è grossa grossissima crisi!Qualche elefante sarebbe già alla canna del gas da anni se non avesse i 5minuti di zelig (che pena se penso allo spettacolo che offriva 15anni fa Giole Dix e che pena vederlo ora), invece con quelli nuovi non rifaranno piu’ lo sbaglio di prenderli talentuosi e con piu’ personaggi,a loro prendono solo il personaggio,quello confezionato per la tv,non prendono il comico ma il personaggio (vedi Ariel)e a qualcuno potrebbe anche andar bene visto che comunque dopo anni che bussa a tutte le porte non è riuscito a produrre quasi nulla.Infatti se notate i professionisti,quelli già formati,con un nome,un lungo curriculum,conosciuti nei locali di mezza italia,in grado di presentare uno spettacolo di un’ora e anche oltre da soli LI SCARTANO!!!Sono ingombranti da gestire,imbarazzanti per gli elefanti e scomodi per i nuovi personaggi usa e getta.Gli esempi si sprecherebbero.

    • andrea misanzio gennaio 18, 2012 a 12:55 am #

      ad esempio, Giovanni? evitando i classici (ovvero, e li elenco perchè sono troppo facili, Albanese, Littizetto, i Guzzanti, Marcorè, Rossi, AG&G, Luca e Paolo e proposte simili, oltre a quelli già passati per Zelig in passato), mi piacerebbe sapere quali sono “quelli già formati, con un nome un lungo curriculum, conosciuti nei locali di mezza italia, in grado di presentare uno spettacolo di oltre un’ora”, da cui estrapolare dai 5 ai 7 minuti memorabili, da replicare per circa da 10 a 15 puntate,,con tutte le porte spalancate (che per ragioni misteriose dcidono di non aprire), eccetto quella di Zelig, per ragioni politiche? Per inciso, e la domanda potrà sembrare stupida, con tutta l’offerta televisiva che sicuramente hanno a disposizione, come mai non accettano tutte le altre proposte che sicuramente ricevono?

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