Gino, Michele, Bozzo e l’Operazione Simpatia

20 Gen

La sindrome della boiata pazzesca 

quel sorriso bonario e paterno

Zelig festeggerà questa sera l’attesissima puntata numero 100, tra rientri di vecchie glorie e annunciati baci lesbo. Intanto i capoccioni sono impegnati in un intenso tour mediatico per rinfrescare un’immagine che negli ultimi tempi si è un po’ appannata. Non solo il clamoroso j’accuse di Vanessa Incontrada sull’ambiente maschile e maschilista, ma anche la stampa (con qualche anno di ritardo) si sta accorgendo che c’è qualcosa che non va, che il format è bollito, ripetitivo e che fa poco ridere.

Così Gino & Michele sono andati nella tana del mediasettismo (Verissimo) a vendere il solito “fumo” (oh come siamo simpatici, oh come siamo bonari) scivolando però su cose agghiaccianti (tipo la telecamera puntata sul figlio per studiarne le reazioni). Allo stesso modo, è stata rilasciata una mega intervista a TeleSette, rivista specializzata del settore, assieme al direttore artistico Giancarlo Bozzo.

Se ci fate caso, per le interviste in video Bozzo viene chiuso a chiave nel suo ufficio di viale Monza 140, forse perché ha l’aria triste, trasandata ed è poco comunicativo (tutto è marketing). Nelle interviste su carta ogni tanto viene coinvolto. L’esistenza di Carlo Turati, invece, viene del tutto ignorata,  come si fa coi parenti di cui ci si vergogna.

L’intervista su TeleSette risulta un piccolo capolavoro di umorismo involontario, se chi la legge conosce la verità su come funzioni davvero la macchina comica zelighiana. Insomma, le belle frasi dette per catturare la simpatia dei profani, assumono all’occhio esperto lo status di “boiata pazzesca”. Ora ne commentiamo qualcuna:

A Giancarlo Bozzo viene chiesto: “Che cosa fa più ridere di te?” e lui risponde: “A tua sorella” che sarebbe la battuta che lui usa per stemperare la tensione (sai le matte risate!). Che la sua battuta  migliore sia “a tua sorella” è un’affermazione fantastica: infatti Bozzo, bravo autore, però non scrive un rigo, bene che vada gli porti il tuo materiale e lui te lo sistema (esempio: invece di dire “un uomo entra in un caffè: splash”, prova a dire “splash: un uomo è appena entrato in un caffè.”.

Poi del suo lavoro dice: “…Controllo i numeri per il palcoscenico, li correggo limandoli se c’è qualcosa da restringere, sempre nel pieno rispetto dell’artista.” Un cesellatore di diamanti! Verrebbe da dire. Ma sappiamo che il sistema “controllato” da Bozzo è l’esatto opposto: si basa sulla quantità e sulla scarsa cura del singolo. Facciamo l’esempio di Viviana Porro: aveva un personaggio fortissimo, la mamma pugliese, che è stato devastato (trasformato in piemontese) poi, dopo 10 anni di laboratori è stata messa a fare delle entrate a schiaffo davvero poco convincenti. Storie simili ce ne sono a decine, a centinania.

Passiamo alle perle di Michele Mozzati: alla domanda se l’autore sia anche un po’ psicologo, egli racconta cosa fa quando un comico è troppo “preso” dalla fama televisiva: “Quando accade, prendo il tipo in questione, lo porto con me a bere una birra e cerco di fargli capire che non deve farsi abbindolare dalla popolarità e dai facili guadagni ma guardare sempre quello che ha nel cuore, solo così può rientrare in carreggiata.”

Pur di bere una birra tutte le scuse sono buone! Inoltre non risulta che il lavoro di Zelig sulle persone sia quello di renderle più equilibrate, ma al contrario più insicure, dipendenti dalla fabbrica di pezzi televisivi, tenuti il più possibile all’oscuro delle scelte che vengono fatte. Notare il quadro bonario e paternalistico (e alcolico) che si è dato al racconto. Tra l’altro il sistema funziona sul “drogare” le persone con l’esca della fama e del denaro. Ma, forse dopo una birra media, vedi il mondo con più ottimismo oppure non capisci cosa stai dicendo. 

Dulcis in fundo, il capo supremo, le cui parole andrebbero studiate con attenzione. Gino Vignali racconta del rapporto con Giancarlo Bozzo: “… Quando giocavamo a calcio gli ordinavamo sempre di andare a prendere il pallone che finiva fuori, poverino!” 

Qui c’è una dose di sadismo: Giancarlo Bozzo (l’anima di  Zelig luogo creativo ma sull’orlo del fallimento) ha perso potere nei confronti dei “figli di Bananas” (quelli bravi a fare affari). Ricordargli che fin da ragazzo era sottomesso e pigliava ordini è una cattiveria gratuita, di una perfidia davvero sottile.

Questa è agghiacciante: “Io rido di cuore quando assisto a qualcosa di finalmente inedito, che non ho già visto da qualche parte. Nel 95% dei casi mi capitano cose vecchie trite e ritrite…”.

Cosa?! Grande figlio di Bananas, ma lo sai che questo 95% di comici continua a frequentare il sistema di cui tu sei a capo? Con sacrifici enormi? Con nessuno che dica loro che fanno cose trite e ritrite, anzi che vengono incoraggiati a ripeterle ancora? Non ti viene mai in mente che è il tuo sistema, la tua direzione artistica, il tuo “bambino dei palloni” a produrre tutta questa banalità?

Gino manda un altro messaggio a Checco Zalone della serie: sei tu il preferito, torna a farci qualche pezzettino tv. Il pressing è fortissimo… “La prima volta che vidi Checco Zalone, per esempio, saltai sulla sedia perché riusciva a mettermi di buon umore attraverso un campo, quello neo melodico, che non conoscevo assolutamente.”

Ora, l’imitazione del neo melodico non è quella novità inedita e assoluta che il Gino vuole sbandierare, Tony Tammaro la fa da una ventina d’anni. Prendiamo il leggendario “Patrizia” (ascolta il brano), se ci fate caso in alcuni passaggi sembra proprio Zalone (con tanti anni d’anticipo). Inoltre lo stesso Checco Zalone deriva da Cozzalone che vuol dire Tamarro. Se conosci un po’ l’ambiente del cabaret non puoi non fare subito il parallelo.

Conclusione: Gino Vignali, Michele Mozzati e il “ragazzo dei palloni” Giancarlo Bozzo, al di là dei loro meriti e delle loro capacità, sono responsabili di un sistema che 1) ha ridotto il cabaret italiano a una fabbrica ottusa e ripetitiva di pezzi televisivi; 2) ha prodotto una quantità immensa di sofferenze emotive e di insicurezza, che potevano essere evitate; 3) ha portato la comicità italiana a un degrado creativo e lavorativo da cui (forse ) non si riprenderà più.

Non dimentichiamocelo mai… 

l'intervista su TeleSette

 

 

 

l'intervista su TeleSette 2

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Pubblicità

5 Risposte a “Gino, Michele, Bozzo e l’Operazione Simpatia”

  1. Alter Bactaer gennaio 20, 2012 a 1:20 PM #

    Verissimo…non quello in tivù ma verissimo che Tony Tammaro ha preceduto Checco Zalone quale sfotti-neomelodici da qualche lustro a questa parte. Già nel 1993 Tony fu ospite della seconda edizione FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET/Ridi a Ponente a Bordighera. Eddai, diciamocelo…è’ da parecchio che la cosiddetta “fabbrica dei comici” non inventa più nulla, ancora da prima di lanciare l’operazione laboratori/marketing..

    • Alter Bactaer gennaio 20, 2012 a 1:26 PM #

      Dimenticavo che, tanto per fare un nome, anche la brava Viviana Porro fu una delle vincitrici del FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET 1996 (allora eliminò addiruttura Luca e Paolo), e presentò pure l’edizione 2001. Un chiaro esempio di come si possa esistere anche prima di approdare alla ”
      fabbrica”.

      • giovanni gennaio 20, 2012 a 10:36 PM #

        E di come si possa continuare ad esistere dopo essersi imbattuti nella “fabbrica”!!!E’ importante passare questo messaggio e Viviana Porro ne è un esempio : se sei bravo/a puoi fare a meno del monopolio zelig-colorado-ridens e lavorare in modo piu’ LIBERO, piu’ CREATIVO e piu’ CONTINUATIVO nei locali,nei programmi televisivi,nel teatro,nelle kermesse come nelle feste di piazza.Agli asppiranti comici inziamo a mettere in testa questo: c’è un mondo fuori che offre tante opportunità magari con margini di sviluppo notevoli e che evitare la macchina delle illusioni ancora piu’ se in declino non puo’ fare che bene!Curare un sogno ma scegliere con coraggio la strada meno facile ma piu’ sicura,ai giovani temerari tanta merda!!!!

    • ananasblog gennaio 20, 2012 a 3:08 PM #

      >Verissimo…non quello in tivù ma verissimo che Tony Tammaro ha preceduto Checco Zalone quale sfotti-neomelodici da qualche lustro a questa parte. Già nel 1993 Tony fu ospite della seconda edizione FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET

      Infatti, la prima cosa che ho pensato vedendo Zalone è stata: “Ma questo fa lo stesso personaggio di Tony Tammaro…” (e anche, se non sbaglio, di Alan de Luca). Ora, bravo Zalone a fare ciò che fa, ma im quanto a originalità, lasciamo perdere…
      L’Amministratore

  2. ananasblog gennaio 20, 2012 a 10:02 am #

    Incredibile: per la prima volta, viene messo nero su bianco il disprezzo verso il 95% di ciò che viene prodotto dai laboratori: oh comici che affollate questi laboratori e che sperate ancora (e che talvolta sbraitate contro il blog, ma sempre di meno) ecco la spiegazione del fatto che non vi filano o che vi fanno fare qualche puntata e poi vi rimettono nei ranghi. Agli occhi del capo valete meno di niente, siete visti con irritazione, noia, scarsa considerazione (ma venite sfruttati comunque quando fa comodo). I sacrifici enormi di cui vi fate carico suscitano indifferenza, siete roba “trita e ritrita” già vista. Aprite gli occhi!
    PS continua la “cattiva stampa”: commento video di Aldo Grasso in cui si invita Bisio e la Cortellesi a fare i comici e non le spalle, poiché i comici di Zelig non fanno ridere.
    http://video.corriere.it/cortellesi-bisio-tornino-fare-comici-non-conduttori/f8e796be-42bd-11e1-8207-8bde7a1445db
    Chi glielo spiega ad Aldo Grasso che c’è una pressione fortissima sui comici per produrre pezzi televisivi e che se fai fare tutto a Bisio e alla Cortellesi scoppia la rivolta?
    L’Amministratore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: