un caso di “plagio” a Zelig Arcimboldi?

31 Gen

o meglio: un caso di “scippo” verso un comico dei laboratori?

la miglior battuta da anni e anni…

Il tema dei presunti plagi è sempre molto caldo, soprattutto nel mondo del cabaret televisivo in cui gli sketch vengono valutati per similitudini. Ci è stata segnalato, via mail, un “caso scottante” riferito all’ultima puntata di Zelig,  riguardo una gag: l’agenzia immobiliare Techno Casa sul cui sottofondo parte un ritmo di musica techno (guarda video) all’incirca attorno al minuto 1.

La gag prende la risata, l’applauso, e Claudio Bisio la sottolinea allegro come la miglior battuta di sempre. La mail di segnalazione è la seguente:

Ciao, vi segnalo che PinodeiPalazzi, nell’ultima puntata, con la battuta su ‘TecnoCasa’ ha spudoratamente copiato un pezzo di un ragazzo del Lab di Torino, che da un anno fa la parodia chiamata TECNOHOUSE in cui un venditore immobiliare si muove e parla con sottofondo di musica House. Gli autori lo sapevano, i comici lo sapevano. e pure il Kala lo sapeva. Un anno di lavoro buttato in 5 secondi. Un saluto.
 
Prima di pubblicare il testo della mail è stata fatta un’attenta verifica: sembra proprio che un comico portasse il pezzo da un anno allo Zelig Lab di Torino, che questo comico abbia anche portato il pezzo ai provini di maggio e che il cabarettista Zelig fosse presente quella sera. Inoltre il pezzo del provinante, alla fine, è stato bocciato perché “poco televisivo”.
 
Ananas Blog è l’unico spazio istituzionale in cui questi temi vengono dibattuti e in passato ha svolto la funzione di calmare gli animi. Invitiamo quindi:
A) Il comico “parte lesa” a rivelare il proprio nome e a produrre eventuali prove video o testimonianze e a specificare se si sia tutelato depositando il proprio materiale alla Siae.
B) L’autore del Laboratorio Zelig di Torino a fornire la sua versione dei fatti.
C) Il comico che ha usufruito della gag a fornire la sua versione dei fatti.
C) Bananas srl, che detiene tutte le registrazioni di ciò che avviene nei laboratori, a fornire le registrazioni del suddetto comico, in nome di chiarezza e trasparenza.
 
Tutto questo nel nome di un dibattito civile improntato alla trasparenza, in cui non ci siano “dati segreti” o riservati né occultamenti della verità.
 
Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

27 Risposte a “un caso di “plagio” a Zelig Arcimboldi?”

  1. l'amico marzo 20, 2012 a 9:01 am #

    Valentina Persia scrive su facebook…..
    Panariello non esiste,ma io si!!…seconda puntata….Grazie Giorgio che stimi la mia arte,la stimi a tal punto che buona parte dei pezzi comici che fai,sono praticamente i miei che faccio da anni…COINCIDENZE O AUTORI CLEPTOMANI GIROVAGHI???…Bha’….!(grazie a tutti voi che rivendicate con telefonate e messaggi i miei testi,a questo includo che purtroppo poco si puo’ contro questi colossi…mi rimane,con orgoglio,un applauso a me che evidentemente come autrice valgo e se ne sono accorti anche chi ne usufruisce a mia insaputa…..SE CREDONO!!!)

    • ananasblog marzo 20, 2012 a 12:35 PM #

      >Valentina Persia scrive su facebook

      grazie per la segnalazione. L’A

    • viky settembre 20, 2012 a 11:33 PM #

      Ma la Persia non era una barzellettiera???? chiedo….
      se racconta le barzellette i pezzi autorali dove sono?
      mah.
      viky

  2. Anonimo febbraio 26, 2012 a 9:41 PM #

    il mondo del cabaret è un mondo di squali. gli autori zelig detengono un enorme potere. già il fatto che ai laboratori zelig ci sia un pubblico pagante e che ai partecipanti non venga dato nemmeno il rimborso spese è abbastanza scandaloso. in ogni caso, questa delle ruberie è una vecchia e spinosa questione. l’unico modo di tutelarsi è depositare i testi iscrivendosi come autori alla SIAE, anche se ovviamente chi copia non sarà mai così ingenuo da riproporre una idea rubata senza averla prima rimaneggiata. bisogna stare molto in campana e non fidarsi di nessuno.

    • ananasblog febbraio 27, 2012 a 10:04 am #

      >il mondo del cabaret è un mondo di squali.

      Forse, forse sta diventando un mondo di sardine. Mancando regole, non si può neanche definire cosa sia una ruberia.
      L’A

  3. Tamarra Morgan febbraio 6, 2012 a 8:50 am #

    ma perchè non prendete una mongolfiera e andate a respirare le scie chimiche? Vergognatevi!

    • ananasblog febbraio 6, 2012 a 9:52 am #

      >ma perchè non prendete una mongolfiera e andate a respirare le scie chimiche? Vergognatevi!

      Questa invettiva è un piccolo gioiello, soprattutto l’idea della mongolfiera… boia faust!

  4. ANONIMISSIMO febbraio 1, 2012 a 4:45 PM #

    Massimo Walz Brenta “Wuoz”… il nome del “ragazzo” del lab di Torino….

    • ananasblog febbraio 1, 2012 a 5:10 PM #

      >Massimo Walz Brenta “Wuoz”… il nome del “ragazzo” del lab di Torino….

      Che invitiamo a fornire la sua versione dei fatti assieme a: PinodeiPalazzi, autore o autori di Pino, G. Bozzo, autore lab di Torino, responsabile lab di tutta Italia ED…

  5. Anonimo febbraio 1, 2012 a 11:35 am #

    Le battute fatte con i giochi di parole possono essere colte da chiunque, così come i fenomeni di costume (Emo, i giovani che chattano etc.) e le parodie di film di successo (Twilights, Harry Potter etc.).
    Di che ci lamentiamo?
    Non vince chi la fa prima, vince chi la fa meglio.

    • giovanni febbraio 2, 2012 a 11:35 PM #

      Troppo facile lavorare sull’esecuzione quando hai rubato l’idea. Perchè è proprio non premiare le idee ma solo i personaggini x 4minuti di palco ad aver ridotto cosi’ la comicità. Vianello diceva “e non solo”,peccato che con classe e su tematiche da umorismo inglese non porcate prese dal porno su internet tra bondage e i******e,che tralatro dopo poche puntate e finito l’effetto novità danno pure una noia quasi disgustosa,quel cattivo gusto che tanto si cerca di nascondere poi emerge prepotentemente:monotemtico,monotonale=NOIA! Non è chi fa meglio le cose che scopiazza dai laboratori,da giovani emergenti sconosciuti,da comici esteri su internet ma chi esegue in modo professionale delle idee proprie,originali,rischiose ma almeno piu’sane per la comicità e per l’educazione al bello e non l’assuefazione al becero e volgare.

      • andrea misanzio febbraio 2, 2012 a 11:51 PM #

        @giovanni, rifaccio la domanda:

        “…ma chi esegue in modo professionale delle idee proprie,originali,rischiose ma almeno piu’sane per la comicità e per l’educazione al bello e non l’assuefazione al becero e volgare.”

        tipo chi? almeno si può far girare la voce e promuovere il loro lavoro e aiutarli ad avere spettatori nei loro spettacoli. non ti pare?

    • viky settembre 20, 2012 a 11:34 PM #

      Gli EMO ahhaha terrificanti proprio. Non si ride .–non si ride.

  6. andrea misanzio gennaio 31, 2012 a 11:52 PM #

    “Prima di pubblicare il testo della mail è stata fatta un’attenta verifica: sembra proprio che un comico portasse il pezzo da un anno allo Zelig Lab di Torino, che questo comico abbia anche portato il pezzo ai provini di maggio e che il cabarettista Zelig fosse presente quella sera. Inoltre il pezzo del provinante, alla fine, è stato bocciato perché “poco televisivo”.”

    Quindi si sa chi è il danneggiato, quando ha proposto il pezzo in questione ai provini e quanto è simile il pezzo ‘copiato’ al pezzo accusato. O è sembra proprio?

    • ananasblog febbraio 1, 2012 a 10:10 am #

      >Quindi si sa chi è il danneggiato, quando ha proposto il pezzo in questione ai provini e quanto è simile il pezzo ‘copiato’ al pezzo accusato. O è sembra proprio?

      Andrea ciao (ma non dovevamo sentirci più?)… Bisogna focalizzare innanzitutto il tipo di scorrettezza o di porcata di cui stiamo parlando, che è un tipo di porcata peculiare del sistema provini/laboratori: qualcuno, con sacrifici enormi, incoraggiato dall’autore “professionista”, porta per un anno (come minimo) uno sketch al laboratorio. Poi ci sono i provini. A questo punto tutta la catena zelighiana dovrebbe saperlo. I capi perché erano presenti ai provini, la direzione artistica per lo stesso motivo e anche perché ha seguito i laboratori e raccoglie le registrazioni, tutti gli autori e moltissimi comici (sempre per presenza ai provini). Poi qualcosa di simile viene fatto in tv da un altro. In questo caso la “vittima” si sente defraudata del proprio lavoro e quello che ha fatto è “bruciato”. Ripeto per la centesima volta: i capi del cabaret televisivo hanno stabilito che la comicità funziona per similitudini. Similitudine brucia similitudine. Spesso si aggiunge la beffa che il pezzo viene respinto perché “non televisivo”, poi gli amici su facebook gli segnalano: “c’è qualcuno che fa il tuo pezzo”.
      Poi ci sono le varianti, tipo qualcuno porta l’Emo per 2 anni in viale Monza, non fa i provini di maggio, ma tutti comunque sanno dell’Emo.
      Ora siamo abituati a considerare i “provinanti” poco meno delle bestie, proviamo fastidio quasi a vedere che si lamentano (e che sarà mai, le cose vanno così), ma il danno verso chi mette in gioco tutto se stesso e tutte le proprie speranze, è enorme. Li pensiamo come “Negri” nel senso schiavistico del termine, produttori di pezzi a gratis.
      Ora, credo tu non abbia letto il post fino in fondo. C’è l’invito da parte dei protagonisti a fornire la loro versione dei fatti. Per quello che ho potuto verificare, la storia non è farlocca. A quanto pare è stata usata una battuta che era la gag fondante del pezzo. Ma i protagonisti possono sempre smentire, raccontare la loro versione dei fatti (finché sarà possibile farlo, vista la voglia di bavaglio che circola…)
      L’Amministratore

      • andrea misanzio febbraio 1, 2012 a 11:06 am #

        Sì, era una possibilità, il non sentirsi più, ma mi sto appassionando a queste vicende. Indubbiamente, se il pezzo è stato fatto a dei provini davanti al comico che poi lo ha fatto in tv, si può vedere della malafede. Metto i se, semplicemente perchè parrebbe da come scrivi che non ci sia certezza, se non ideologica, dello svolgimento dei fatti (“parrebbe”, “a quanto pare”, “sembra”). Per fare un passo avanti proviamo a porci qualche domanda. Anche stupide, come: quanto è probabile che due o più persone colleghino il concetto di tecno-casa alla musica techno? Quanti lo hanno fatto in passato (la musica tecnho avrà 20 anni e tecnocasa penso altrettanti)? Il comico che ha copiato ha mai usato la techno nei suoi pezzi? Il comico che è stato copiato ha mai sentito il comico che ha copiato usare la techno nei suoi pezzi? E’ così insensato pensare che il pezzo del comico che è stato ‘copiato’ possa anche non essere un bel pezzo dal punto di vista comico? Sono domande, appunto, molto stupide ma che potrebbero evitare prese di posizione solo ideologiche. Come nel caso dell’EMO: due modi completamente diversi di vedere lo stesso fenomeno giovanile. Nessun punto di contatto nello sviluppo del pezzo, non una battuta sovrapposta, eppure a leggere il tuo post pare che ci sia stato un caso eclatante di plagio. E se dovessero mai scriverti degli EMO veri, dicendo che l’idea originale ce l’hanno avuta loro?

        Se sembro polemico, sappi che non è così, sono solo spunti che mi sono venuti leggendo l’articolo e il tuo post successivo

        • ananasblog febbraio 1, 2012 a 11:43 am #

          >E se dovessero mai scriverti degli EMO veri, dicendo che l’idea originale ce l’hanno avuta loro?

          Il vero problema è la mancanza assoluta di regole, quindi qualsiasi “prova” che venisse portata finirebbe nel “cestino”. Siamo in periodo di “legge bavaglio” (https://ananasblog.wordpress.com/2012/02/01/zelig-bananas-il-tentativo-di-censurare-il-diritto-di-cronaca-con-la-norma-liberticida/).
          Modeste proposte per risolvere ogni problema:
          1) il diritto d’autore è di proprietà di chi lo porta sul palco del laboratorio (e di chi ha collaborato a scriverlo). Fa fede la prima rappresentazione pubblica (vedi legge sul diritto d’autore).
          2) l’autore televisivo “professionista” viene pagato dalla società d’appartenenza, così non si appropria del lavoro altrui. Il suo intervento è pagato da chi ha interesse a mandarlo lì.
          3) il materiale video del laboratorio va integrato al testo della rappresentazione. Se la società (tipo Bananas srl) vuole detenere quel materiale, deve firmare una ricevuta. Il materiale dev’essere consultabile da parte del comico in qualsiasi momento, il comico deve riceverne una copia comunque.
          Sai quanta trasparenza in più ci sarebbe.
          L’A

          • andrea misanzio febbraio 1, 2012 a 12:09 PM #

            Tutto sacrosanto, ma vorrei suggerire a te -questa volta- di restare sul tema del post che è: ‘c’è un plagio, c’è un plagio’, viceversa si apre un territorio molto vasto e complicato (cos’è il diritto d’autore, quanto valgono le diverse componenti nel determinare il valore di un’opera, ecc.). Prima di tornare al problema del plagio, vorrei solo sottolineare che il punto 2 sottende che esistano pagamenti di altra natura. Se sì, forse varrebbe la pena di citare dei casi.

            Più in generale, sul tema della trasparenza, mi viene da dire questo: trasparenza è separare i fatti dalle opinioni. I fatti citati in questo post sono: c’è stato un plagio. Io ho posto alcune domande a chi ha sollevato il caso. Mi piacerebbe avere delle risposte in merito, perchè sul tema più generale del ‘copiare come azione scorretta’ credo siamo tutti d’accordo, sul fatto che lo sfruttamento sia sbagliato eticamente e professionalmente, lo siamo altrettanto. Mentre non sono chiari i termini del plagio in generale e in questo caso specifico (così come non lo erano nel caso EMO). Quindi, parlando in termini trasparenti, i fatti quali sono?

            Le domande erano:

            1) quanto è probabile che due o più persone colleghino il concetto di tecno-casa alla musica techno?
            2) Quanti lo hanno fatto in passato, cioè prima che copiato e copiatore lo facessero (la musica tecnho avrà 20 anni e tecnocasa penso altrettanti)?
            3) Il comico che ha copiato ha mai usato la techno nei suoi pezzi come parte integrante del suo schema comico?
            4) Il comico che è stato copiato ha mai sentito il comico che ha copiato usare la techno nei suoi pezzi?
            5) E’ così insensato pensare che il pezzo del comico che è stato ‘copiato’ possa anche non essere un bel pezzo dal punto di vista comico?

            ne aggiungo un’altra:

            6) siamo sicuri che il pezzo sia stato presentato ai provini televisivi di zelig?

            • ananasblog febbraio 1, 2012 a 12:34 PM #

              >Le domande erano:

              No, l’unico tema è: che tutele ci so no se porti un pezzo “Technocasa” a uno Zelig Lab? Il tema di tutti i post della serie “plagi o presunti tali” è quello (leggiti tutta la serie, per favore). Poi se tu vuoi fare un contro post con domande che non erano presenti, apriti un blog tuo, commenterò

              • andrea misanzio febbraio 1, 2012 a 1:04 PM #

                non hai nessuna tutela, questo lo sapevi anche prima di porre la domanda. ma la domande che poni nel tuo post non sono riguardo a questo, bensì rispetto a un caso specifico. come sempre sei libero di non rispondere, ma non penso che questo migliori il livello di trasparenza, anzi aumenta la sensazione che ci si cibi del venticello della calunnia. Invece affrontando seriamente la questione si migliorerebbe la consapevolezza di cosa è un plagio e dove sta il problema. E quindi anche la qualità della critica.

                ps non voglio fare un contropost e non sono polemico, ma mi piace il confronto diretto e puntuale; quando una frase mi fa ragionare, cerco di capire meglio cosa significa quel che mi viene detto. tutto qui

                • l'orticello di indivia febbraio 4, 2012 a 6:29 PM #

                  …mi sa tanto che invece sarebbe proprio meglio aprirti un tuo blog di domande.

                  il primo post dovrebbe essere:

                  “Ma siamo sicuri che Graham Bell non potesse aver pensato al telefono senza conoscere i lavori di Meucci?”

      • raffaella febbraio 6, 2012 a 1:06 am #

        i due comici si sono incontrati casualmente in un laboratorio pochi giorni fa. non ci sara’ alcuna denuncia! e giancarlo non e’ un ladro di battute. molte battute girano intorno ad uno stesso “oggetto” un esempio pratico e’ quello dei neuroni, se ne sono sentite di tutti i colori! ma non per questo si e’ parlato di plagio! in un contesto come l’ acquisto e la ristrutturazione di una casa viene automatico di pensare ad un agenzia immobiliare come la tecno casa ( e non tecno house) e per un “RUMORISTA” come Giancarlo il tunz tunz tunz t tunz viene naturale!
        e non ci sono basi musicali che riproducono la tecnohouse! e comunque i pezzi vengono suggeriti dagli autori. finitela con questa pagliacciata grazie.

        • ananasblog febbraio 6, 2012 a 9:53 am #

          >i due comici si sono incontrati casualmente in un laboratorio pochi giorni fa.

          Bene, tienici informati

        • ananasblog febbraio 8, 2012 a 12:33 PM #

          http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=180441&sez=HOME_SPETTACOLO

          Non c’è niente da fare: il tema del copiare è sempre caldissimo, in questo caso se ne parla perché c’è di mezzo Crozza versus Twitter, ma quando ci sono di mezzo i comici dei laboratori Zelig non ne parla nessuno. Il comico del labotatorio Zelig è considerato meno di chi posta su Twitter (pur lavorando gratis per anni a proprie spese e riempendo i locali)

  7. marcomengoli gennaio 31, 2012 a 6:50 PM #

    Non stare sotto il loro albero allora… Io mi sono spostato da anni!

  8. Anonimo gennaio 31, 2012 a 6:19 PM #

    ribadisco…ci prendono per le mele.

    • ananasblog gennaio 31, 2012 a 7:20 PM #

      >ribadisco…ci prendono per le mele.

      Il sistema è TOTALMENTE privo di garanzie. Tutto quello che viene fatto nei laboratori viene registrato e “dimenticato”. Le liberatorie ti impongono di rinunciare a ogni diritto. Prima ti viene detto che sei televisivo e poi che non lo sei. E’ un delirio. Tutto sbilanciato a sfavore del comico. L’A

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