le liberatorie spiegate da Emanuela Dogliotti

14 Feb

 

in missione per conto di... Bananas!

Bananas srl ha ridefinito cosa sia un Laboratorio Zelig. Le nuove liberatorie contengono anche un patto di segretezza su tutto ciò che succede all’interno: l’inquietante Articolo 3 (leggi post) e il bizzarro invito a spogliarsi del proprio passato teatrale (leggi post).

Mercoledì 8 febbraio, allo Zelig Lab di Roma, presso il teatro Golden, c’è stato un intervento di Emanuela Dogliotti (responsabile Bananas dei laboratori), volto a spiegare le nuove liberatorie. Sicuramente la stessa azione è estesa a tutta Italia.

L’intervento è stato di 10 – 15 minuti prima che iniziasse lo spettacolo, forse un po’ poco per spiegare un tema così complesso. Se seguissimo l’Articolo 3 (che è una vergogna da abolire su base immediata) coloro i quali hanno raccontato la cosa sarebbero passibili di  ritorsioni legali. Siccome sono convinto che l’Articolo 3 sia uno sfregio verso l’articolo 21 della Costituzione e che la nostra Costituzione abbia più peso di una liberatoria “farlocca”, ho deciso di riportare come si sono svolte le cose.

Invito Emanuela Dogliotti e i vertici Bananas a fornire la loro versione, invece di trincerarsi dietro strampalate “diffide balneari” (vedi post). Mi auguro anche che non si scateni una “caccia all’uomo” per trovare le presunte “talpe” che sarebbe ridicola. Milano ha spesso protestato contro Roma Ladrona, facciamo che questa volta è stata Roma a ribellarsi contro Milano Padrona.

Allora… Emanuela Dogliotti avrebbe spiegato che, in consultazione con un pool di avvocati, è stato deciso che i laboratori Zelig sono una “scuola”. Qui qualcuno ha detto: “Allora possiamo uscire di casa dicendo ‘andiamo a scuola’”. Questa battuta ha provocato l’ilarità generale.

Il fatto che sia una scuola toglierebbe ogni obbligo di contributi, rimborsi spese, Siae, eccetera, metterebbe inoltre tutti su uno stesso livello: il veterano, con l’esordiente, il dilettante con l’iscritto alla Siae.

Inoltre la Dogliotti avrebbe detto che in questa “scuola” non ci guadagna nessuno, né Bananas, né il teatro, né i comici. Inoltre il teatro ha delle spese e deve recuperarle.

Avrebbe anche insistito sul fatto che: il motivo per cui si fa il laboratorio non è l’apparizione televisiva.

Commento: in attesa di una precisazione da parte di Emanuela Dogliotti (che certo non verrà, dato l’obbligo del silenzio che vige in Bananas verso il blog), bisogna precisare un po’ di cose:

1) Non c’è nulla di male a organizzare una scuola di recitazione, purché poi la si metta davvero in piedi con corsi, piani didattici, orari, docenti qualificati, un prodotto finale definito, eccetera. I Laboratori Zelig non corrispondono a questo requisito (vedi post La scuola di recitazione più pazza del mondo in cui la definizione viene demolita punto per punto).

2) Che non ci guadagni nessuno è smentito dai bilanci stessi di Bananas srl, tipo quello del 2009 in cui si afferma CHIARAMENTE che i laboratori sono uno dei 3 pilastri degli abbondanti utili dell’agenzia (leggi post sull’argomento).

3) A quanto pare Bananas srl fa partire gli organizzatori locali con un “handicap pesante”: l’acquisto del marchio. In passato il marchio è stato pagato anche 20.000 euro (come a Lanciano nel 2005), adesso pare circolino cifre che possono arrivare anche ai 5.000 euro (voci “ufficiose” dicono che tanto sia stato pagato quello di Napoli).

Un organizzatore che inizi con alcune migliaia di euro di passivo è già in difficoltà, poiché deve recuperarli coi biglietti e con gli sponsor. Data la natura stessa dello show (ripetizione dei pezzi “televisivi”) molte volte si registra un calo di pubblico e la “bancarotta” dell’organizzatore locale diventa una realtà (come sembra sia avvenuto in Romagna, vedi post).

4) non risulta ancora nessun motivo per cui non si debbano pagare i contributi Enpals che sono NOTORIAMENTE obbligatori anche quando non c’è retribuzione, specialmente visto che i laboratori avvengono di fronte a un pubblico pagante.

5) Il fatto che l’obiettivo di chi frequenta i laboratori sia la tv e che i laboratori stessi siano una fabbrica di pezzi tv, è così ACCLARATO che non vale la pena di approfondirlo oltre. Gli asini non volano, si va negli Zelig Lab per fare tv.

Invitiamo Bananas a intervenire sull’argomento e, soprattutto, a cancellare il liberticida e anticostituzionale articolo 3.

Viva la libertà di parola, viva la Costituzione!

R. Gavelli (Amministratore di Ananas Blog, è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

3 Risposte a “le liberatorie spiegate da Emanuela Dogliotti”

  1. Alter Bactaer febbraio 14, 2012 a 10:58 am #

    A PROPOSITO DI CHI E’ SCUOLA E CHI NO, E DELLO SPOGLIARSI DEL PASSATO TEATRALE…

    Il P.T.S.C. Primo Teatro Stabile Cabaret sta cercando un teatro in grado di far ridere…ma sul serio! Se pensate che il segreto per costruire sorrisi sulla bocca e nella testa del pubblico non stia semplicemente nell’azzeccare un tormentone. Se ritenete sia possibile fare il cabarettista anche senza essere mai passati in tivù. Se avete un’anima e non vi interessa metterla in vendita esclusivamente sul mercato dei pollici. E, soprattutto, se avete materiale originale in grado di comporre uno spettacolo teatrale della durata di almeno un’ora, forse possiamo costruire insieme qualcuno di quei sorrisi. Ma attenzione: non siamo una scuola di cabaret poiché riteniamo improponibile una simile scuola e non vogliamo insegnarvi nulla di ciò che già dovreste sapere nel momento in cui deciderete di conoscerci. Alla base del progetto P.T.S.C. Primo Teatro Stabile Cabaret, già partito nel 1997 quale manifestazione collaterale del FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET (vedi http://www.festivalnazionaledelcabaret.it), c’è la necessità di trovare un teatro che intenda veramente collaborare all’iniziativa, condividendola appieno e non soltanto interessato a coprire occasionali date volanti. Per contatti scrivete a: pitiesseci@excite.it

    • Alter Bactaer febbraio 14, 2012 a 11:00 am #

      Il suddetto teatro dovrebbe essere a Torino o comunque immediati dintorni del capoluogo subalpino. Grazie.

Trackbacks/Pingbacks

  1. l’Articolo 3 è già stato cancellato? « - marzo 6, 2012

    […] la missione della responsabile dei laboratori di tutt’Italia, presso il lab di Roma (leggi articolo). Queste persone avevano “violato” l’assurdo articolo 3 e rischiavano una […]

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