i misteri della conduzione: Geppi Cucciari

20 Feb

 

Geppi Cucciari

Il primo mistero della conduzione è: come mai non si eliminano mai i propri difetti? Il secondo mistero è: quanto conta la nostra tradizione, quella in cui, per esempio, Mina faceva da spalla a Gaber o a Walter Chiari?

Dopo aver trattato Victoria Cabello e Paola Cortellesi, passiamo a Geppi Cucciari che conduce il quotidiano G’day su La7 e che sta vivendo un periodo d’oro, ospite applauditissima alla serata finale di Sanremo.

Recentemente Aldo Grasso ha parlato di lei, concentrandosi sul fatto che, pur bravissima, non riesca a superare il 3% di share (guarda la videorecensione di Aldo Grasso). Risposta: la fascia oraria sbagliata. G’Day è un prodotto da seconda serata. Magari adesso, con l’effetto Sanremo…

 Mistero: si può condurre con una spalla debole? Geppi lo fa. Al suo fianco in G’Day c’è Matteo Bordone che recita il ruolo del ragazzo impacciato (cosa che viene sottolineata in continuazione). Inoltre Matteo non è un battutista. 

Sempre contando sull’effetto “come eravamo” osiamo dire: come mai Mina aveva al suo fianco “spalle” come Gaber, Chiari, Totò, Sordi, Gasmann? e non aveva paura del confronto? 

Una spalla forte potrebbe far ridere più di te (è un rischio), ma avere una spalla debole è come giocare a tennis contro un muro. Passa il messaggio “quanto è brava la donna” e “quanto è debole il maschio”, ma non c’è valorizzazione della conduttrice e anche della spalla. Tutto si sgonfia… 

A parte questo, purtoppo la brava Geppi ha un difetto mica da poco: si mangia le parole. Spesso nell’attacco della frase, o nel mezzo, o sulla fine, le sillabe diventano confuse, non si capisce cosa dica (oppure lo si intuisce ascoltando la parte comprensibile). La cosa è evidente guardando la televisione, dove i rumori ambientali rendono tutto più confuso, lo è di meno in streaming, con gli auricolari.

Certo, la diretta, l’improvvisazione, lo studio… Ma i nostalgici ricorderanno Walter Chiari che si arrampicava su costruzioni verbali arditissime, piene di citazioni colte, senza mai perdere una virgola. Insomma, la nitidezza della pronuncia è ancora un fattore importante o vige il parlare “smozzicato” come i protagonisti dei film di Muccino?

Bisogna stare concentrati per non perdersi il senso di molte battute… Consigliare una full immersion di dizione sarebbe offensivo? O è più offensivo urlare “brava!” acriticamente? Cos’è più distruttivo alla fine?

Vabbè.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

10 Risposte a “i misteri della conduzione: Geppi Cucciari”

  1. Anonimo febbraio 22, 2012 a 7:43 am #

    la TV di una volta con Chiari, Mina, Gaber ecc? Stupenda. Siete voi che fate pena, che siete vecchi da morire. Geppi è la migliore in circolazione e Bordone è bravissimo. Ma soprattutto vi sfugge una cosa: Bordone non è una spalla. Sveglia, siamo nel 2012.

  2. Alter Bactaer febbraio 21, 2012 a 9:17 am #

    E’ vero: la Cucciari si mangia le parole. Anche a Sanremo, seppur validissima nei tempi e nei contenuti, vanificava troppo spesso l’effetto finale perchè non si capiva tutto quello che diceva. A meno che non fosse fatto apposta per mettere in difficoltà Morandi, che data l’età fa ancora maratone ancora ma in quanto a sentirci…Possibile che nella macchinetta tritacomici dove è stata allevata Geppi, nessuno le abbia mai fatto notare il difetto?

  3. Anonimo febbraio 20, 2012 a 12:39 PM #

    D’accordo sulla pronuncia che alla brava Geppi difetta, però va anche detto che lei è al suo primo anno come conduttrice e rispetto a inizio stagione è migliorata tantissimo in tutto.
    L’unica cosa che trovo un po’ stucchevole è il continuo confronto con Walter Chiari, Studio Uno e la televisione che fu. Tutto è cambiato da allora (il percorso che porta i comici in tv, la formazione, le selezioni, i budget, il numero di canali, l’evoluzione tecnologica, la frenesia, la diversa sacralità della tv come rito di visione collettivo di allora, con ritmi e tempi ben diversi da quelli della società odierna e via dicendo…). Se sei Geppi Cucciari e fai un preserale su la7 come tuo primo programma di conduzione, al tuo fianco non avrai mai una spalla “mostro”, ma qualcuno che ti puoi pemettere. Rimpiangere costantemente tempi che non possono tornare, non lo trovo un confronto costruttivo. Un tempo avevamo anche Dante, Caravaggio e Pergolesi… facciamo il confronto con ciò che si può fare oggi.

    ESP

    • ananasblog febbraio 20, 2012 a 12:48 PM #

      >L’unica cosa che trovo un po’ stucchevole è il continuo confronto con Walter Chiari, Studio Uno e la televisione che fu.

      Ciao ESP! Diciamo che quella tradizione è ancora conficcata dentro di noi come una scheggia. La Dandini rifà il verso al vecchio varietà ed Elio si traveste da maestro Canfora (quello della Canzonissima del 68 con Mina, Chiari, Panelli), Bisio e la Cortellesi rendono omaggio a Don Lurio e Lola Falana, ma a anche a Gaber e Mina. Su Italia 1 faranno un’odissea comica sulla falsariga della gloriosa Biblioteca di studio 1.
      Sicuramente Geppi ha tempo per migliorare ma, se leggi anche il post su Giorgia Surina, potrebbe anche rimanere così com’è (in Italia nel 2012).
      L’A

  4. pier febbraio 20, 2012 a 12:15 PM #

    Non sono d’accordo sulla debolezza della spalla-Bordone. A me sembra divertente, forse troppo raffinato per la fascia del preserale (e in questo concordo con Grasso).
    Bordone non interpreta il ruolo del ragazzo impacciato, ma piuttosto del radical-chic ipertecnologico e colto. Una prelibatezza per pochissimi.

    • ananasblog febbraio 20, 2012 a 12:29 PM #

      >Bordone non interpreta il ruolo del ragazzo impacciato, ma piuttosto del radical-chic ipertecnologico e colto. Una prelibatezza per pochissimi.

      Pier, hai ragione, diciamo che sarebbe debole paragonato alla spalla intesa in senso tradizionale, quello che alza le battute e ogni tanto realizza una schiacciata.
      L’A

      • Anonimo febbraio 22, 2012 a 7:48 am #

        quanto siete vecchi. Bordone NON è una spalla

        • ananasblog febbraio 22, 2012 a 9:51 am #

          >quanto siete vecchi. Bordone NON è una spalla

          In effetti non hai tutti i torti: nostalgia della vecchia tv, un po’ giurassica…
          L’A

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  1. i misteri della conduzione: Giorgia Surina « - febbraio 20, 2012

    […] di autori (quindi delle teste pensanti). Dopo aver trattato Victoria Cabello, Paola Cortellesi, Geppi Cucciari, passiamo a Giorgia Surina che, venendo dalla scuola della MTV degli anni d’oro, passò […]

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