L’unica volta che ho gestito un laboratorio…

23 Feb

 

il palco del Garag a Bellaria

Sì, sì, sì, me la ricordo bene l’unica volta che ho gestito un laboratorio. Correva l’anno 2004/2005, in quel periodo iniziava la collaborazione a Zelig Off, esordivo su Italia 1 (Mai dire Grande Fratello e figli…) col mio format La Famiglia Bernardoni, “riabilitavo” comici che erano stati dati per “persi”. Giancarlo Bozzo mi definiva un ragazzo in gamba, Daniele Raco mi dava pacche sulla spalla dicendo “Sei un grande”, eccetera.

Era un buon periodo creativo, nessuno mi aveva spiegato che l’autore moderno deve fare il meno possibile, concentrarsi sulla scaletta e non dare fastidio… Urca, scusate, ho dimenticato la premessa: perché racconto ‘sta storia?… Allora, perché in quell’unica volta ho fatto cose che non dovrebbero essere fatte. Capito? Ovviamente no. 

Comunque: il locale era il Garag di Bellaria e mi sembrò subito adattissimo. I proprietari furono d’accordo e si decise di aprirlo al cabaret. In quei tempi non c’erano tutti i laboratori che ci sono adesso, non c’era neanche la farcitura televisiva attuale che deborda dappertutto.  

Iniziammo con 4 serate a ingresso libero e si riempì subito. La gente si arrampicava sui muri. Tipo 300 persone. Poi fu messo il biglietto a 7 euro. Diminuì il pubblico, ma c’erano molte prenotazioni ed erano paganti. 

Il laboratorio era condotto da Andrea Vasumi che mi vanto di aver scoperto/impostato in quel ruolo, adesso conduce anche serate con 2 o 3 mila spettatori nei palazzetti. Poi c’erano Terenzio Traisci, I Le Barnos (poi approdati al Circus), Giampiero Pizzol, I Trecadauno, Arnaldo Mangini, ma ci sono stati anche ospiti esterni di prestigio come Alessandro Fullin, Viviana Porro, Omar Fantini, Claudio Marmugi, Danilo Vizzini. 

Il laboratorio non aveva nessuna pretesa di fare pezzi da portare ai provini televisivi (erano altri tempi)… Oh, ma cos’ho nella testa? Dovevo parlare delle cose sbagliate, no? Cioè, sbagliate nel senso che erano giuste, rispetto ad adesso. 

La prima cosa sbagliata erano i rimborsi spese. Ho sempre garantito una base di 600 euro di rimborsi spese, una cifra esorbitante (equivale forse ad almeno 800 del 2012). I rimborsi sono calati nel tempo perché c’erano minori incassi, ma non sono mai scesi sotto i 400 euro. Poi qualcuno ha avuto la serata singola, sempre a quelle cifre. 

Curiosamente, quell’atto eroico, mi è costato parecchie parolacce perché, si sa, i rimborsi sono come le patate cotte nella stessa teglia dell’arrosto: non bastano mai. 

C’erano 7 – 8 comici a serata (forse meno, mica i 15 – 20 di adesso), provate voi a suddividere: impossibile non creare risentimenti, sperequazioni, calcoli arbitrari. Ma il rimborso c’è stato. 

E io? Grazie per la domanda. Presi la Siae del locale (altra cosa per cui sono stato preso a parolacce). Erano i minimi e sono andato praticamente in perdita. 

Mi rendo conto che con un po’ più di malizia avrei potuto drenare cifre importanti dalla somma dei rimborsi, avrei potuto dire “vi rimborso solo la benzina” e tenere 3 – 400 euro a serata, che avrebbero fatto uno stipendio di 1.200/1.600 al mese. Ma va bene così e quell’atteggiamento sembra molto distante dall’avarizia sfrenata di certe agenzie miliardarie bananifere. 

Altra cosa sbagliata? Il laboratorio fu usato come base per uno spettacolo live, il “Piadina Show” (Andrea Vasumi, Le Barnos, Giampiero Pizzol), prodotto dal grande promoter Libero Cola (che da Dylan a Ligabue a Vasco, li ha fatti tutti), che ha girato solo una stagione, ma che ha fatto anche un 1.500 spettatori al Festival dell’Unità di Ravenna. 

Poi i ragazzi hanno sentito le “sirene della tv” e non c’è stato seguito. Ma il laboratorio ha prodotto qualcosa, non era fine a se stesso o di vassallaggio televisivo (ma sei matto? come ti permetti? NDR). 

Il Garag è durato 6 mesi, tutti i martedì, un lavoro faticosissimo. L’anno dopo Giacobazzi, che aveva fatto una serata lì, mi disse di aver trovato un pubblico molto attento al cabaret, segno che era stato seminato bene. 

Questo è l’episodio e il racconto dei due grandi errori, in cui si sono anteposti gli interessi dei comici a quelli del singolo, chiudendo alla grande la stagione dell’innocenza del cabaret… 

R. Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

20 Risposte a “L’unica volta che ho gestito un laboratorio…”

  1. Gianni - Le Barnos febbraio 25, 2012 a 11:50 PM #

    Ciao Roberto,
    scrivo per smentire; mi rendo conto che riferire una “chiacchiera” sentita da chissà chi e chissà quando sulle onde di radio-cabaret, non sia un buon argomento a mio favore. Ti chiedo solo di credere alla mia buona fede quando dico che effettivamente non ricordo chi mi riferì quella cosa. In un tuo commento ti chiedi come mai non ho cercato di approfondire la cosa: cosa dovevo approfondire e perchè? Mica stavo facendo un’intervista o un’indagine, era, credo, solo un argomento saltato fuori in una conversazione. Dopodichè mi rendo conto che è stato un po’ superficiale citare una cosa del genere in una discussione e me ne dispiaccio. Non è mai stata mia intenzione spargere fango ma solo dare la mia versione di una cosa che hai raccontato in maniera quantomeno parziale. nello stesso commento dici:
    >dopo 8 anni lo dici pubblicamente?
    Be’, non ci crederai ma in questi otto anni non è che abbia pensato costantemente a questo, ho anche altro da fare. Ho fatto il mio intervento nel momento in cui tu ne hai parlato. Stop.
    Mi scuso di avere commesso una leggerezza su un argomento pesantuccio e spero di non averti offeso troppo. Per il resto degli argomenti, invece, parlo con cognizione essendo parte in causa, e ribadisco esattamente tutte le cose che ho detto nel mio primo post.
    Ti saluto.
    Gianni Bardi – le Barnos

    • ananasblog febbraio 26, 2012 a 11:01 am #

      >scrivo per smentire; mi rendo conto che riferire una “chiacchiera” sentita da chissà chi e chissà quando sulle onde di radio-cabaret, non sia un buon argomento a mio favore.

      Gianni Bardi, grazie per la smentita che ti fa onore. Oggi è un giorno importante: si tratta della prima volta in cui sono state smentite nero su bianco alcune voci calunniose, riferite a Lanciano, parte di un “pacco” che gira da 7, 8 anni. Ha un bel valore simbolico. Perché? L’ambiente zelighiano, non essendo mai stato sottoposto a critica indipendente, non ha mai dovuto mostrare troppo rispetto per le persone (tanto nessuno si lamentava). Seppellire qualcuno sotto anni e anni di laboratorio, anche se non interessa ciò che fa o confezionare un calderone di calunnie fanno parte dello stesso filone (tanto nessuno risponderà dei propri comportamenti).
      Sinceramente, io di questa storia mi ero scordato, ma fu tirata fuori di nuovo il 13 settembre in un commento al seguente post: https://ananasblog.wordpress.com/2010/09/13/i-laboratori-sono-il-cuore-del-business-zelig/:
      “doveva affrontare delle spese, quindi ritenne corretto farsi dare un contributo aggiuntivo (aggiuntivo rispetto a quanto pattuito con Bananas, ovviamente)”… “…si lasciava andare a frasi del tipo: “Se vuoi fare Zelig in televisione, devi fare come dico io”; oppure “Fai come dico io e farai Zelig in televisione”
      Nell’estratto sopraccitato si possono notare le insinuazioni su un “millantato credito” misto a una sorta di doppia truffa verso i comici e Bananas. La fonte? Sempre anonima, ovviamente (è una costante di questa storia). Tutto inventato di sana pianta.
      Credo che il commento sopraccitato sia stato scritto da Carlo Turati. Se smentisse, ritirerei l’affermazione subito (e sarebbe bello che aggiungesse la sua opinione sul fattaccio).
      L’unico che mi riferì direttamente quelle voci (ma non tutte) fu Giancarlo Bozzo, presso la Grundy, dove si registrava Belli Dentro. Me le disse di 3/4, con gli occhi bassi su un copione (non proprio a viso aperto). La cosa grave fu che: a) credeva a quelle voci ciecamente b) non aveva mai approfondito il tema con me c) non sapeva citare le fonti (ma guarda un po’!).
      Insomma, Turati (che conosceva la scena in cui è maturato tutto) e Bozzo che supervedeva tutti i laboratori, se non hanno creato loro il “pacco velenoso” lo hanno certamente “avvallato”. La calunnia è una cosa ripugnante, soprattutto se viene da certi ambienti che dovrebbero essere frequentati per creare qualcosa di artistico (perché poi di voci che colpiscono persone “sgradite” ne sento circolare altre, magari di persone che invece, hanno pure rimesso cifre importanti grazie ai banana).
      La mia intenzione è di chiedere con fermezza – e fino a ottenere una risposta – una smentita sia da Carlo Turati che da Giancarlo Bozzo (oppure una conferma dettagliata, in tal caso si andrebbe per vie legali immediatamente). Così chiuderemmo il cerchio e faremmo un buon servizio nei confronti della verità e della trasparenza. Perché abbiamo sbagliato tutti, in questi anni: Zelig a presupporre che le persone non volessero rispetto, le persone a non pretenderlo.
      Comunque è un bel giorno. Grazie Gianni!
      R. Gavelli Amministratore di Ananas Blog.
      PS per festeggiare l’evento chiudo i commenti a questo post

  2. Gianni- le Barnos febbraio 25, 2012 a 10:45 am #

    Ciao Roberto,
    mia ha fatto piacere leggere e ricordare il periodo del Garag e del Piadina Show, esperienze che ricordo volentieri perchè mi hanno permesso di conoscere e lavorare con belle persone che ci hanno fatto maturare molto come comici.
    Poi, leggendo i commenti sono rimasto un filino “stranito”….
    é un grazie che vuoi? bene, eccotelo: GRAZIE ROBERTO! a Cesare quel che è di Cesare…….però….
    Nella tua sindrome di autosantificazione, spesso sembra che parecchi passaggi della tua maniera di comportarti prima dell’inversione a U sulla via di Damasco ti sfuggano, o che tu li abbia rimossi. Vediamo cosa mi ricordo io: in tutti i laboratori che ho frequentato, ho conosciuto soltanto un autore che, a guisa di mantra, ripetesse costantemente l’adagio “sonounautorezelig-sonounautorezelig-sonounautorezelig, per ottenere rispetto e ascolto. Ricordo anche che qualcuno – purtroppo non ricordo chi (sic) – che frequentava il Laboratorio di Lanciano, mi disse che alla frase precedente, spesso seguiva un “la vostra carriera futura dipende da me”.
    Ricordo anche che al laboratorio Garag, tu facevi fondamentalmente una cosa: LA SCALETTA! Non rammento un intervento sui testi, un consiglio sui pezzi, un testo scritto appositamente per un progetto che, giustamente, rivendichi come interamente tuo.
    ricordo anche che nel Piadina Show volevi essere retibuito attraverso la SIAE, cosa che fece imbufalire Vasumi e PIzzol, (io al tempo non ero ancora iscritto e i nostri pezzi non erano depositati), poichè non avevi scritto un solo pezzo dello spettacolo; tutto quello che andava in scena era repertorio precedente dei comici, e gli unici pezzi nuovi, furono si suggeriti da te, ma EFFETTIVAMENTE scritti da Giampiero Pizzol.
    Ricordo ancora che l’unico tuo contributo effettivo alla stesura del testo, fu una poesia sulla piadina che decidemmo di cassare perchè la proponesti per la data di Ravenna, esattamente la sera DOPO l’esibizione di Giacobazzi che all’epoca si proponeva come POVETA ROMAGNOLO. E poi tanti altri eccetera di cui ti parlerò quandi ci capiterà di incontrarci.
    Un’ultima cosa:dici che lo spettacolo è finito perchè “i ragazzi hanno sentito le sirene della TV; lo spettacolo è finito perchè esaurito, perchè aveva fatto il suo breve e piacevole corso, non per colpa delle sirene che il nostro ego stava inseguedo. La televisione è UNA delle cose che abbiamo fatto, (e mi sento di poter dire lo stesso anche per Vasumi e Pizzol), e non per pascere un desiderio di fama e gloria, ma per LAVORO, come le date nei chioschi della piadina, le convention, gli spettacoli teatrali, gli spettacoli per bambini, i marchettoni, le serate a cast and so on.
    Dici che il Tuo lab non era fine a sè stesso: bene, per quello che ci riguarda non lo sono stati neanche i Lab Zelig; forse abbiamo avuto più fortuna di altri, forse è stato tutto effimero e limitato, forse siamo stati più costanti, chissà. Fatto sta che in quella sperienza abbiamo dato cose e abbiamo ricevuto cose, abbiamo acquisito cose e ne abbiamo perse altre, come in OGNI altra esperienza fatta come Le Barnos.
    Ecco qua, questo è. Continua il lavoro che stai svolgendo, se ti piace e ti soddisfa, solo cerca di uscire di tanto in tanto dalla nuvoletta di incenso che ti stai gettando addosso, ne guadagneresti in obiettività.
    Con affetto, (nonstante i puntini sulle i e queste critiche che possono sembrare un po’ stizzite, ti considero parte delle persone che ci hanno DATO qualcosa che ci ha aiutato a crescere).
    Gianni Bardi – Le Barnos.

    • finalmente febbraio 25, 2012 a 11:35 am #

      Adorabile 🙂 quoto e riquoto e riquoto ancora. Che bello sentire, finalmente, un po’ di verità

      • ananasblog febbraio 25, 2012 a 1:31 PM #

        >Adorabile quoto e riquoto e riquoto ancora. Che bello sentire, finalmente, un po’ di verità

        Guarda che in questo quadro adorabile c’è una voce calunniosa e anonima che, probabilmente, lo stesso Gianni Bardi smentirà, se poi è tua abitudine quotare le calunnie, palesati con nome e cognome che ne parliamo. Che fai, quoti ancora? Trovi ancora tutto adorabile? Me lo dici vis a vis senza nasconderti dietro un nick?
        L’A

        • finalmente febbraio 25, 2012 a 6:46 PM #

          o porca vacca,

          FINALMENTE: NON HAI COMPRESO, IL CONTENZIOSO RIGUARDA LANCIANO. BARDI SMENTIRA’ LA VOCE CALUNNIOSA QUANDO SARA’ DI FRONTE A UN COMPUTER. QUA NON QUOTI UN TUBO. CIAO.
          L’A

        • Anonimo febbraio 26, 2012 a 9:46 am #

          Trovo questo Tuo ” me lo dici senza nasconderti dietro un nick” stia diventando noioso e inizia a sfiorare il tono della rissa!! Nei blog tutti hanno un nick, se non ti sta bene, visto che il blog è tuo, richiedi una registrazione iniziale obbligatoria e così saprai il nome di tutti.

    • ananasblog febbraio 25, 2012 a 1:04 PM #

      >Ciao Roberto,
      mia ha fatto piacere leggere e ricordare il periodo del Garag e del Piadina Show, esperienze che ricordo volentieri

      Ciao Gianni! Ovviamente i ricordi divergono e ognuno ha la sua versione e ognuno ha i suoi motivi di lamentela e/o soddisfazione… L’unica cosa che smentisco NETTAMENTE è la seguente:

      “Ricordo anche che qualcuno – purtroppo non ricordo chi (sic) – che frequentava il Laboratorio di Lanciano, mi disse che alla frase precedente, spesso seguiva un “la vostra carriera futura dipende da me””

      questo fa parte di un pacchetto di calunnie confezionate all’interno del mondo zelighiano (comprese quella di appropriazione indebita), pacchetto che, sono convinto, è stato fatto con l’avvallo (o con l’intervento diretto) di GB e di CT, che invitati a smentire più volte, hanno scelto il silenzio.

      Il fatto che non ricordi chi l’abbia detto è significativo. Perché non hai mai cercato di approfondire la cosa? Cioè, accetti una voce calunniosa, e non approfondisci? Dopo 8 anni lo scrivi pubblicamente? Senza verificare? Chi sei, l’uomo che non deve chiedere mai? 😉

      Comunque era evidente l’intento di creare delle inimicizie: solo 2 comici romagnoli frequentavano anche Lanciano. Quando sono venute fuori quelle voci io avrei dovuto (nell’ottica bananifera) andare da loro e urlargli in faccia “che cazzo hai detto, traditore!”. Invece ho capito il gioco e con quei due siamo ancora in rapporti d’amicizia. La banana s’è ammosciata subito.

      C’è stato chi, pubblicamente, rischiando del suo, ha detto “Conosco Roberto e quelle cose lì non le farebbe mai.” Quelle persone sono persone d’onore.

      Però se ci caschi tu…

      L’Amministratore

      • finalmente febbraio 25, 2012 a 6:21 PM #

        ma rimane che quello che dice Gianni dei Barnos è tutto, sacrosantemente vero.

        MI DISPIACE, MA NON E’ COSI’. ARRIVERA’ UNA SMENTITA SUL PASSAGGIO CALUNNIOSO. CAPISCO LA “BAVETTA ALLA BOCCA” DI CHI VUOLE INSULTARE A TUTTI I COSTI, PERO’ TI RICORDO CHE L’OTTIMO BARDI HA UN BUON RICORDO DELL’ESPERIENZA (COME MAI?) E CHE DA NOI IN ROMAGNA CI SI DICE LE COSE IN FACCIA, AL CONTRARIO DI GENTE COME TE. A PROPOSITO, CHE SEI? L’IDENTITA’ O VAI FUORI, ESPULSO. CIAO. L’A
        LA REALTA’ E’ UNA SOLA: IL GARAG E IL PIADINA SHOW SONO STATE ESPERIENZE POSITIVE PER CHI HA PARTECIPATO. CI SONO STATI CONTRASTI DI CUI HO RACCONTATO NEL POST, MA SUCCEDE QUANDO CI SI CONFRONTA TRA PERSONE VERE, NONOSTANTE LE BESTIALITA’ INSULTANTI CHE STAI CERCANDO DI INSINUARE.

        • finalmente febbraio 25, 2012 a 10:11 PM #

          perchè non glielo chiedi? o preferisci che glielo chiedano altri? Conosco l’ottimo Gianni Bardi e lo stimo molto. Per questo credo che sia difficile che smentisca affermazioni che ha già fatto in altra sede. Dopodichè sei parecchio pusillanime. Lo dico, sapendo che cancellerai questo post, per il semplice fatto che ti irrita, esattamente come hai fatto per decine di post in altro thread. Uscendone con la coda tra le gambe, come capita a chi ha un po’ paura della verità. Chi sono? MI chiamo Andrea e non sono Bottesini. Ne conosci altri?

          ps in romagna sono molto sanguigni, sono d’accordo con te 🙂 per questo, a volte, ti dicono le cose in faccia. E a volte te le dicono in faccia davanti a tutti. Soc

          • ananasblog febbraio 26, 2012 a 11:07 am #

            >perchè non glielo chiedi? o preferisci che glielo chiedano altri? Conosco l’ottimo Gianni Bardi e lo stimo molto

            finalmente, ciao! Bardi ha pubblicato la sua smentita. Poi ha scritto anche cose che non condivido, che tu o altri avete cercato di usare per scatenare la “macchinetta del fanghino” (di periferia). Comunque le ho lasciate agli atti senza commenti. Una sola cosa: recentemente avevo esplorato la possibilità di riprendere il Piadina Show e i Le Barnos e Pizzol si erano detti d’accordo. Vasumi era fuori quota poiché è il conduttore ufficiale Ridens, ruolo cui è approdato grazie anche alla tremenda esperienza del Garag e del Piadina Show 😉
            L’A

  3. Non ho capito febbraio 24, 2012 a 2:11 PM #

    Quindi, in perdita o no, ti tenevi la Siae e i comici non la prendevano?

    • ananasblog febbraio 24, 2012 a 2:55 PM #

      >Quindi, in perdita o no, ti tenevi la Siae e i comici non la prendevano?

      Sì. Tu cosa ne pensi? Dovevo dare la Siae ai comici (che sarebbe venuta 7 – 8 euro a testa) e tenermi 600 euro di rimborso? Tu al mio posto cosa avresti fatto?
      L’A

      • demetrio febbraio 24, 2012 a 3:11 PM #

        ma erano pezzi loro o tuoi? Come funzionava, gli facevi firmare una liberatoria? forse la soluzione giusta era il rimborso + la siae e nessuna liberatoria. Mi sbaglio?

        • ananasblog febbraio 24, 2012 a 4:03 PM #

          >ma erano pezzi loro o tuoi? Come funzionava, gli facevi firmare una liberatoria? forse la soluzione giusta era il rimborso + la siae e nessuna liberatoria. Mi sbaglio?

          Boh, guarda, nel post ammetto di aver sbagliato tutto e accetto qualsiasi posizione alternativa, che è bene accetta. Sono contento di aver dato dei rimborsi spese abbastanza validi (sostuosi rispetto a ciò che succede adesso). Nessun grazie? Chi se ne importa, va bene così. Al tempo ignoravo la tematica delle liberatorie (problema della loro “farlocchezza” conosciuto solo nel 2011 grazie a quello scapestrato di Ruben Marosha). Vogliamo dire che, preveggendo ciò che sarebbe successo 7 anni dopo, mi sono contraddetto? Si può dire di tutto… Ma i rimborsi sono stati dati, eccome, e non ci ho fatto la cresta (scusa se mi autoincenso con questa annoiante frequenza, ma quando ci rispenso metto un “mi piace”, nel facebook della memoria)
          L’A

          • demetrio febbraio 24, 2012 a 7:32 PM #

            capisco, rimane che la SIAE te la sei tenuta, alla faccia del diritto d’autore. D’altronde, avendo tu gestito un laboratorio Zelig, avresti ben dovuto sapere del problema delle liberatorie, visto che fanno parte -a tuo dire- di un decennale sistema di vessazione. Ma, come dicono gli americani, “in turpitudine peccadillos”….

            • ananasblog febbraio 25, 2012 a 9:59 am #

              >capisco, rimane che la SIAE te la sei tenuta, alla faccia del diritto d’autore. D’altronde, avendo tu gestito un laboratorio Zelig, avresti ben dovuto sapere del problema delle liberatorie, visto che fanno parte -a tuo dire- di un decennale sistema di vessazione. Ma, come dicono gli americani, “in turpitudine peccadillos”….

              Demetrio, su quel laboratorio lì pende un contenzioso legale (di cui ignoro i dettagli), mi è stato pregato di non parlarne onde entrare a gamba tesa in questioni delicate (ho le mie idee e me le tengo per me)
              Poi rispondendo un po’ a tutti: raccontate anche le vostre esperienze di organizzatori: come avete fatto, come avete gestito? Con la Siae come vi siete regolati? E coi rimborsi? E se eravate comici, che condizioni avete accettato?
              Io sono stato criticato sia per i rimborsi che per la Siae, dovevo lavorare in totale perdita? Voi l’avete fatto?
              L’A

          • Andrea febbraio 24, 2012 a 8:56 PM #

            Mi piace molto quando ammetti di avere sbagliato (e chi non fa mai cazzate nella vita…), un po’ meno quando cerchi di giustificarti.
            Errare humanum est, accorgersene e migliorarsi è meraviglioso.
            Ma sì, dillo pure, per un attimo sono stato un autore Zelig, e me ne pento! Evviva chi si pente dei propri errori!

  4. ananasblog febbraio 24, 2012 a 9:55 am #

    PS Michele Santoro tiene una “lectio magistralis” anche agli amici del liceo Turati di Genova, così ossessionati dal silenzio:

    non solo “diritto di critica” ma soprattutto “necessità di critica”: la critica è necessaria… senza la critica non solo invecchia il paese, ma invecchiano anche le aziende… c’è bisogno del “pensiero diverso” e di “esprimerlo liberamente”
    Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

    • demetrio febbraio 24, 2012 a 10:42 am #

      daccapo? per curiosità, ha una minima attinenza con il tema del post oppure stiamo per ripartire con della sapida polemica?

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