Intervista a Enrico Cibotto: ridere fa buon sangue?

13 Mar

Enrico Cibotto

Enrico Cibotto è l’organizzatore del concorso di cabaret Riso Fa Buon Sangue, giunto alla terza edizione. Però il concorso stesso è legato a un progetto più ampio che comprende un format live e, soprattutto, un impegno attivo di sostegno all’Avis.

Dopo gli spettacoli, le adesioni vengono prese tramite I-pad ed Enrico, coi suoi collaboratori, sta lavorando ad una App che aiuti e integri la raccolta di sangue (insomma con uno sguardo già rivolto al futuro).

Lo abbiamo intervistato anche per capire che tipo di progettualità si possa sviluppare attorno a un concorso.

RISO FA BUON SANGUE, CHE COS’E’?

Inizialmente è una convenzione con l’Avis Veneto e Provinciale di Rovigo, legata alla risata e alla donazione del sangue. Da questo è nato un format: una tournee estiva coi comici. In seguito si è aggiunto il concorso.

CHE LEGAME C’E’ TRA IL CONCORSO E LA TOURNEE?

Il concorso serve a scoprire nuovi talenti. Non è detto, però, che anche chi non vinca o chi non arrivi alla finale, non venga chiamato per il tour estivo.

CHE CRITERI CI SONO PER ESSERE CHIAMATI NELLE DATE ESTIVE?

L’unica promessa che c’è nella vita è quella di morire, quindi le promesse non si fanno a nessuno. Diciamo che in base alle selezioni, a quello che si vede, alle necessità artistiche, si cercano persone che, nelle piazze, riescano a far ridere la gente, perché questo è il nostro scopo.

INSOMMA, GENTE CHE FUNZIONI SUL LIVE…

Esatto. Si dicono tante cose sulla comicità. Ma dopo 20 anni di “battaglie”, capisci che la cosa fondamentale per gli artisti (e per gli organizzatori – è il live col pubblico, il fatto di riuscire ad arrivare al pubblico in modo divertente.

RIMBORSI E PREMI FINALI?

Come concorso (che esiste da solo 3 anni) diamo il rimborso di vitto e alloggio ai partecipanti. Il viaggio è a loro carico. Siamo nello standard degli altri concorsi.

Il premio per i vincitori è di 1.500 euro messi dall’Avis provinciale di Rovigo. Di solito questo premio viene suddiviso tra i primi 3.

CI GUADAGNATE A ORGANIZZARE IL CONCORSO?

In 3 anni non ci abbiamo mai guadagnato, nel senso che tutti i soldi raccolti (tramite sponsor) li abbiamo sempre messi nel concorso, perché ci crediamo. Abbiamo avuto risposte positive anche da gente che non ha vinto, ma che si sta facendo strada, come Francesco Damiano (il Giallorenzo di Zelig NDR).

QUANTE SERATE FATE DI TOUR ESTIVO?
Mediamente 12 – 15 in giro per il Veneto. Stiamo lavorando per aumentarle e questo deve andare anche a vantaggio dei comici. A ciò si aggiungono le semifinali e la finale del concorso.

IN CHE MODO “RISO FA BUON SANGUE” AIUTA L’AVIS?

Paliamo di numeri. L’anno scorso, grazie agli spettacoli organizzati, attraverso la nostra attività, abbiamo portato all’Avis 400 probabili donatori nell’arco del 2011. Ed è un risultato che, oggettivamente, nessuno si aspettava.

LE APP E LE NOVITA’ TECNOLOGICHE?

Stiamo lavorando anche e soprattutto su Internet, perché oramai il futuro è lì. Lavoriamo anche sui video virali che, molto gentilmente, i comici che vengono con noi in tournee ci “donano”. Sulle App faremo un investimento. Comunque l’intera attività è finalizzata al ridere e alla donazione del sangue.

TESTIMONIAL CHE SI SONO PRESTATI?

Tanti, che si trovano su www.risofabuonsangue.it, nella sezione YouTube: da Baz a Giacobazzi agli Emo – Mancho e Stigma (i più ciccati NDR), Francesco Damiano, Paolo Franceschini, il Duo Torri, eccetera, tanti e sottolineo: famosi e non. Qui non c’entra la fama, ma un fattore espressamente sociale che deve accomunare tutti.

COSA DICI SULLA SITUAZIONE DEL CABARET LIVE IN ITALIA?

Qui entriamo in un meccanismo un po’ particolare. Abbiamo bisogno di far ridere. Il live per colpa di “varie espressioni televisive” è abbastanza decaduto, nel senso che si fa ancora, ma abbiamo bisogno di creare delle situazioni mirate. C’è crisi, anche i comuni hanno pochi soldi e abbiamo bisogno di artisti bravi, anche senza esagerare a livello di fama televisiva. Serve roba “semplice” per gente “semplice” e se uno è capace di far ridere, porta a casa un bel live.

COSA DIRESTI AI GIOVANI ASPIRANTI COMICI?

A questo tema ci tengo particolarmente. Lo dico sempre a tutti: il giovane comico deve “studiare un prodotto”, cioè deve arrivare ad avere uno spettacolo di un’ora, per costruirsi delle serate, non studiare i pezzi da 3 – 5 minuti per diventare “famosi”.

Perché ricordo che 20 anni fa dei signori che si chiamavano Antonio Albanese, Raul Cremona, Fichi D’India, arrivavano da sconosciuti, ma avevano già pronto un progetto da un’ora, un’ora e mezzo. Venivano già con lo spettacolo pronto.

Noi organizzatori abbiamo bisogno di artisti che abbiano degli spettacoli di un’ora, un’ora e mezzo che siano interessanti, divertenti, sennò incontriamo delle difficoltà.

Link: sito di riso fa buon sangue; profilo facebook dell’iniziativa

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

6 Risposte a “Intervista a Enrico Cibotto: ridere fa buon sangue?”

  1. Anonimo marzo 13, 2012 a 3:45 PM #

    ciao, se uno volesse fare la tournee con voi, deve per forza passare dal concorso? Quant’è il cachet?

    grazie

    • Anonimo marzo 13, 2012 a 5:08 PM #

      No..dipende!

    • ananasblog marzo 13, 2012 a 6:18 PM #

      >ciao, se uno volesse fare la tournee con voi, deve per forza passare dal concorso? Quant’è il cachet?

      Ciao, il blog non è preposto a rispondere a domande di questo tipo che, eventualmente, vanno girate a Enrico Cibotto tramite Facebook o il sito di Riso fa buon sangue o altra forma di contatto. Se permetti sono domande un po’ ingenue, non è che i cachet piovono dall’alto. Chi organizza deve mettere in piedi uno show che funzioni in base a tanti fattori, sempre variabili. L’A
      Ultim’ora 14 marzo ore 10: : come volevasi dimostrare, il solito anonimo, non voleva fare domande (finte sgrammaticate, fingendo di essere un novizio, quindi mentendo), ma un’invettiva contro Cibotto (in cui poi dimostra di essere un addetto ai lavori). Gira al largo per favore subito e non scrivere più su questo blog!

      • BUBU marzo 13, 2012 a 11:16 PM #

        Penso, conoscendo Cibotto,che basti chiamarlo per rispondere a tutte queste cose,visto che tu gliele chiedi!!e soprattutto da anonimo,e vuoi fare le pulci,e a te chi le fà?????Magari anche noi cambiamo idea quando ti vedremo sul palco..a saperlo, dove ti esibisci..no??
        Ma da anonimo è fatica saper in che luogo.

  2. Claudio Masiero marzo 13, 2012 a 11:26 am #

    Permettetemi il paradosso.

    “Ma i comici sempre il sangue devono dare!”

    • Anonimo marzo 13, 2012 a 11:43 am #

      Perchè no…:)

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