Zelig 2012: l’edizione peggiore di sempre

17 Mar

La smorfia "finto offesa" numero 245.678 da parte di Claudio Bisio

 

il “biscotto” era pronto anche per la stagione 2012: la Rai berlusconizzata avrebbe opposto dei varietà destinati al flop e Zelig avrebbe fatto sfracelli negli ascolti.

Il giochetto era riuscito perfettamente anche l’anno scorso. Il format di viale Monza 140 era già stracotto, ma si era trovato contro Pupo, Emanuele Filiberto e Gigi D’Alessio.

Come una partita truccata dal calcio scommesse, i difensori si sarebbero allargati come a dire “dai tira” e la squadra capitanata da Claudio Bisio avrebbe segnato facile: 5,5 – 6 milioni di telespettatori; 23 – 27% di share. Denaro fresco nelle tasche di Arcore e dei vertici Bananieri. Non ci sarebbe stata neanche l’ardua sovrapposizione con San Remo, per non perdere neanche una settimana di dominio,

Eppure qualcosa è andato storto. Zelig si è come rintronata di colpo, il pubblico ha iniziato a cambiare canale.

Ricordiamo che la fuga è sicuramente maggiore: l’auditel (che andrebbe riformata subito) è sbilanciata a favore di Mediaset e a sfavore di molte altre piattaforme minori. I dati di Zelig andrebbero ritoccati al ribasso.

Ricordiamo anche che la presa sulla Rai da parte del “PDL” è talmente forte da mettere a rischio il governo tutte le volte che si cerca di riformarla. Rai sotto scacco, indebolita, berlusconizzata e Mediaset che campa con gli stessi programmi, uguali da 10 anni a questa parte: delitto perfetto.

La trasmissione zelighiana è lenta, ripetitiva, priva di idee, inutile (lo è da molto, ma i nodi stanno arrivando al pettine tutti in una volta).

Era inevitabile: l’intero sistema Zelig si nutre della creatività altrui che viene succhiata, assemblata, rimasticata, avvilita, banalizzata, usata oppure (il più delle volte) sputata. È una forma di parassitismo in cui non si crea nulla: “Ficarra e Picone portano un pezzo di satira? Allora apriamo alla satira. Nessuno porta satira? Allora non facciamo satira”.

È un po’ come certe nazioni che vivono sulle ricchezze delle colonie, ma che non inventano più nulla. Così l’intero sistema è destinato al ridimensionamento e all’agonia (speriamo nel tempo più breve possibile).

Immaginare che Gino & Michele si mettano a creare qualcosa, dopo una vita spesa ad arricchirsi facendo da manager e da assemblatori, è fuori realtà.

I veterani sono spremuti al massimo. Il pezzo numero 30 di Gioele Dix, il pezzo 40 di Mr Forest, l’ennesima battuta surreale di Ale e Franz. Una noia mortale, fatta solo per allungare il brodo delle scalette.

I nuovi vengono invecchiati precocemente, sembrano anziani. Sono passati già dalla burocrazia dei laboratori, dalla burocrazia di Central Station, dalla burocrazia di Zelig Off, a cui si aggiungono le convocazioni a macchia di leopardo, cioè l’incertezza fino all’ultimo. La loro spontaneità (se mai l’avessero avuta) è morta, sepolta, evaporata.

Mentre l’impero agonizza, i principi reggenti e i ciambellani si comportano come se l’impero stesso dovesse durare altri mille anni.

Si dà una puntata ogni tanto a molti, come se ci si aspettasse che rimangano nel giro per altri 10 anni (nella speranza di tornare nel cast fisso).

Si “scongela” gente del passato per tornare a fare una puntata o due, come se si volesse legarli ancora a Zelig per un tempo infinito o per tenerli lontani da una concorrenza che non è mai esistita.

Si applica il solito gioco delle convocazioni a macchia di leopardo che non danno visibilità quasi a nessuno (come se la maturazione fosse lunghissima).

Il parco autori è arrivato a 22, con tanti altri che premono per entrare, come se ci fosse da costruire un immenso patrimonio artistico.

La macchina sta producendo a pieno ritmo altri aspiranti comici che andranno a intasare ancora di più un tritacarne che è talmente ingolfato da non produrre più alcuna salsiccia decente.

Nel cast 2012 ci sono almeno una settantina di artisti, (calcolando che c’è anche qualche duo e trio, calcolando i ritorni e le guest alla Ennio Marchetto) una follia.

Paola Cortellesi, nella vita, non è capace di fare due cose soltanto: 1) fare da spalla 2) dire freddure. Cosa le fanno fare? La spalla e dire freddure. Il miglior talento femminile rovinato in meno di 2 anni (e chissà se si riprenderà più).

Bisio usurato nella ripetizione innaturale dei soliti occhioni sgranati, ogni tanto guarda la scaletta come dire “e adesso?”, ed è l’unico momento spontaneo della serata.

Certo, Zelig ha risorse inimmaginabili: tiene per le palle quasi tutta la comicità italiana: basta una pressione anche leggera e il comico, nuovo o vecchio che sia, si mette a testa bassa a produrre pezzi televisivi, ma è anche di questo che l’impero sta agonizzando: di strizzamento di palle.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

10 Risposte a “Zelig 2012: l’edizione peggiore di sempre”

  1. Anonimo marzo 18, 2012 a 5:23 PM #

    4 milioni e mezzo per una trasmissione così brutta mi sembrano tanti.

    • emy marzo 18, 2012 a 6:23 PM #

      1 milione e mezzo in meno rispetto alla scorsa edizione lo sono ancora di piu.

  2. alterbac marzo 18, 2012 a 5:05 PM #

    A proposito del fatto che tengono per le palle quasi tutta la comicità italiana…ecco: quasi tutta.

  3. Anonimo marzo 17, 2012 a 5:02 PM #

    dai, dai…l’anno venturo chiameranno sordi, vianello, chiari, panelli, tognazzi, de curtis, fabrizi, noschese, chaplin, stanlio e ollio e buster keaton! vedrete che edizione!

    • Claudio Masiero marzo 17, 2012 a 8:03 PM #

      Un’edizione … mortale! 😉

  4. Anonimo marzo 17, 2012 a 4:12 PM #

    La cosa preoccupante non sono i dati di ascolto ma bensi il fatto che nel novembre dell’anno passato i bananoidi hanno firmato un contratto con mediaset per altri tre anni di produzione,quindi dati i risultati conseguiti in questa edizione si consiglia una megarivoluzione per salvare il megacarozzone.ne saranno capaci quei tre fenomeni che di comicita non ne capiscono una mazza, dato che negli anni, hanno pensato solo ha riempirsi le tasche.da che mondo e mondo l’arte insegna a noi artisti, di creare sempre, di rinnovarsi, di portare esibizioni che suscitano risate e riflessione al passo con i tempi.
    concludo sull’autorato, 22 autori per creare una squallida trasmissione…..22 zappe ed anche loro sono belli e sistemati.

    • ananasblog marzo 17, 2012 a 6:29 PM #

      >i bananoidi hanno firmato un contratto con mediaset per altri tre anni di produzione

      già, è una situazione difficile: altri anni così sono una punizione troppo dura… e poi se Bisio conduce ancora si bollisce, ma se non conduce più crolla tutto, difficilissimo rinnovare, ma se riescono a stare in piedi ammazzano del tutto la comicità in Italia. Almeno hanno le tasche piene. L’A

  5. giovanni marzo 17, 2012 a 3:18 PM #

    Concordo pienamente su Cortellesi e Bisio……come sai solo guardando i video successivamente perchè la trasmissione non si puo’ e non si deve guardare:la noia,i tempi morti,le solite facce la lentezza,la banalità nuociono gravemente alla salute!!!

Trackbacks/Pingbacks

  1. Colorado film e il declino dell’impero comico « - Maggio 16, 2012

    […] Allo stesso modo l’ultima edizione di Zelig 2012 è la più stanca di ogni tempo (leggi articolo su Ananas Blog)… All Stars, sitcom con un cast clamoroso, da Fabio de Luigi a Diego Abatantuono, ad Antonio […]

  2. YouTube batte TV al botteghino? « - marzo 20, 2012

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